Uno degli aspetti più preoccupanti della faccenda del Venezuela non è il fatto che gli Stati Uniti si apprestino ad invaderlo con il pretesto della “guerra alla droga”. Da sempre le nazioni che hanno voluto invaderne altre, per appropriarsi delle loro risorse, hanno dovuto inventarsi delle scuse più o meno credibili per giustificare le proprie azioni davanti al mondo.
Ma nel caso del Venezuela, la cosa più preoccupante è la assoluta mancanza del rispetto di un principio di legalità, nel momento in cui i militari americani decidono arbitrariamente di sparare ed uccidere i presunti trafficanti di droga che attraversano il mare dei Caraibi.
Anche presumendo che questi siano effettivamente dei corrieri della droga, basterebbe seguirli con i droni e arrestarli una volta che entrano nelle acque territoriali americane, per poi processarli e condannarli secondo le leggi vigenti. In questo modo mostrerebbero al mondo le prove che stavano trasportando droga, e giustificherebbero in pieno la loro carcerazione.
La Danimarca ha introdotto l’obbligo di utilizzare Bovaer, un additivo che dovrebbe diminuire le emissioni di gas metano nelle loro mucche da allevamento. Ascoltate cosa dice una allevatrice che ha iniziato a somministrare il Bovaer alle sue mucche.
(Cliccate sulla rotella per attivare la traduzione in italiano).
Comunicato stampa del professor Angelo d’Orsi
La mia conferenza "Russofobia, russofilia, verità", prevista il 12 novembre a Torino nei locali del Polo del '900 è stata inopinatamente annullata. L'accusa che "spiega" l'annullamento è la stessa che ha impedito al direttore d'orchestra russo Gergiev, al baritono Abdrazaov, per citare solo gli ultimi episodi di cronaca, ossia di fare "propaganda".
E quindi senza neppure aspettare che io tenga la mia conferenza vengo poco democraticamente silenziato in nome della democrazia, di cui l'Occidente sarebbe il faro, mentre la Russia di Putin affoga nella "autocrazia".
Chi sono io? Sono un "terrone" (salernitano) e vivo a Torino dal 1957, e vi ho compiuto tutti gli studi, dalle Medie all'Università, dove mi sono laureato con Norberto Bobbio. Sono stato professore ordinario di Storia del pensiero politico nell'ateneo cittadino, e ho insegnato nelle Facoltà di Scienze politiche e di Lettere e Filosofia, diverse altre discipline. Ho collaborato alla creazione dell'Archivio storico dell'ateneo e ho inventato e diretto per un quindicennio i "Quaderni di Storia dell'Università di Torino.
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I ministri del governo israeliano non hanno gradito l'elezione di Zohran Mamdani a primo sindaco musulmano di New York City, al punto di invitare gli ebrei della città a immigrare in Israele.
Il candidato democratico Mamdani è stato eletto martedì sindaco di New York, diventando il primo musulmano e sud asiatico a ricoprire tale carica.
"La città, che un tempo era il simbolo della libertà mondiale, ha consegnato le chiavi a un sostenitore di Hamas", ha dichiarato mercoledì il ministro israeliano per gli Affari della diaspora, Amichai Chikli, sul social media statunitense X.
Una utente del sito
mi ha scritto questa lettera. La condivido con voi (con il suo consenso) perchè luogocomune è anche questo: aiutarsi a vicenda.
Carissimo Massimo, sono una madre disperata, mi rivolgo a te per cercare aiuto nel senso che forse, tra le tue infinite conoscenze, puoi fornirmi un nominativo utile.
Sono la mamma di una ragazza che sta terminando il suo percorso di laurea magistrale. E' sempre stata una bambina sui generis, con una spiccata personalità maschile, nei gusti, nei giochi, negli interessi. Questo è arrivato a tutti noi in modo molto chiaro e nessuno ha mai cercato di cambiare la sua personalità. Ma è sempre stata una bambina e una ragazza felice, non si può fingere così bene a certe età.
Succede che l’anno scorso si trasferisce fuori sede per frequentare la magistrale e che, tra le cose di cui mi racconta del nuovo ateneo, mi parla di un percorso offerto agli iscritti di 10 sedute di psicoterapia e che lei pensava di approfittarne. Non ne abbiamo più parlato ma ho poi scoperto che l'autunno scorso ha iniziato effettivamente questo percorso.
Anche Israele ha la sua Francesca Albanese. La “strega” maledetta si chiama Yifat Tomer-Yerushalmi, ed è un General Maggiore dell’IDF, con il ruolo di Military Advocate General, ovvero una specie di Ministro di Giustizia dell’esercito.
Esattamente come la Albanese, anche Tomer-Yerushalmi ha commesso il più alto crimine che si possa commettere in questo momento contro Israele: raccontare la verità.
Nello specifico, Tomer-Yerushalmi è responsabile per il rilascio dei video della prigione di Sde Teiman, nei quali si vedevano i soldati israeliani maltrattare e violentare alcuni detenuti palestinesi. Fu all’epoca uno scandalo mal represso, con i giornalisti di mezzo mondo che fecero a gara per dare la notizia (impossibile non darla) senza attribuirle troppa importanza.
di Alessio Mannino
Giù le mani da Pier Paolo Pasolini. Come tutti gli anniversari di personaggi che hanno lasciato un segno, questo cinquantennale della morte è stata l’occasione per ammazzarlo di nuovo, a furia di retorica ipocrita e strumentalizzazione di parte. A sinistra, limitandosi al compitino del ritratto agiografico, con le solite formulette dell’intellettuale “irregolare”, “scandaloso” e via veltroneggiando.
Pasolini, prima di tutto un artista
A destra, dopo che la Meloni ci aveva già provato nel 2021 definendolo artefice di un “manifesto politico, conservatore” e di un pensiero “profondo e diffuso che innerva la destra italiana” (Io sono Giorgia), tal Federico Mollicone presidente della Commissione Cultura è tornato alla carica, arrivando a etichettarlo come “fascista”. Del resto, si sa: i morti non possono più difendersi.
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Per “Cristo storico” si intende la intricata disputa fra teologi, esegeti, archeologi, studiosi laici e credenti, che dura ormai da oltre un secolo, sulla effettiva esistenza del personaggio di Gesù Cristo.
In altre parole, molti nel corso del tempo si sono domandati, e continuano a domandarsi, “ma Gesù è esistito davvero, o è soltanto una bella fantasia”?
Diciamo subito che non vi sono prove assolute nè in un senso nè nell’altro. Vi è però una sufficiente quantità di riscontri documentali - fra cui primeggiano ovviamente i Vangeli - per affermare almeno che un certo predicatore di nome “Joshua” abbia calcato il suolo della Palestina in quel periodo storico. Il vero problema, casomai, è stabilire quali episodi a lui attribuiti siano veri e quali eventualmente no.
Nel cercare di ricomporre questo complicato puzzle, infatti, subentrano continuamente possibilità di una lettura allegorica, che spesso “sdoppiano” il personaggio di Gesù in una versione prettamente umana, ed un suo possibile duplicato “simbolico”, con valenze anche divine.
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