di Alessandro di Battista
Questa mattina [lunedì n.d.r.] Repubblica e La Stampa aprono più o meno allo stesso modo: La Repubblica: “I valori USA sotto attacco. Obama: campanello d’allarme per gli americani”. La Stampa: “Obama: attacco ai valori USA”.
Effettivamente Barack Obama, presidente USA dal 2009 al 2017, ha condannato le esecuzioni realizzate dall’ICE a danno di cittadini inermi, denunciando, per l’appunto, l’attacco ai valori USA realizzato dalle politiche di Trump.
Ho preso immediatamente posizione contro questi ignobili omicidi. L’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale USA per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione, uccide forte di una sorta di impunità che le garantisce il sistema USA oltre che, chiaramente, l’amministrazione Trump, che di fatto giustifica queste vere e proprie esecuzioni.
Le immagini dell’assassinio di Alex Jeffrey Pretti, così come quello di Renee Nicole Good, sono raccapriccianti.
di Riccardi Pizzirani (Sertes)
La seconda parte si concentrerà sulle quattro superpotenze coloniali del mondo (Israele, Stati Uniti, Russia e Cina) e di come oggigiorno il pericolo non sia che queste facciano la guerra tra di loro, ma che si stiano accordando di volta in volta per spartirsi con la violenza le nazioni minori che fanno gola a ciascuna di esse (come abbiamo già visto per il caso della Groenlandia, o come è effettivamente già avvenuto per il Venezuela, il rapimento del presidente che ora è ostaggio in cambio del furto di petrolio).
L’ACCORDO TRUMP-PUTIN: SIRIA PER UCRAINA
Il primo accordo coloniale tra superpotenze è avvenuto non appena è stata confermata l’elezione di Trump, a dicembre 2024. La Russia, che per 14 anni aveva sistematicamente ed efficacemente difeso la Siria, improvvisamente ha smesso di intervenire, e le truppe lealiste di Assad sono cadute vittima dell’ISIS. Questo ha consentito ad Israele di invadere e consolidare la sua occupazione militare delle contese alture del Golan. In cambio, sullo scenario ucraino, arriva la concessione statunitense: viene detto che è ragionevole che la Russia possa annettere non solo la Crimea, il Donetsk, e Luhansk, ma anche le altre due regioni che non erano inizialmente previste nella “operazione militare speciale” ovvero Zaporizhzhia e Kherson.
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
Eccovi una raccolta delle notizie più eclatanti, e quelle che invece hanno provato a nasconderci, utili al fine di analizzare e forse comprendere un po’ meglio la peculiare situazione mondiale nella quale ci troviamo. Ne esce un’immagine piuttosto triste con un divario sempre crescente tra i potenti che si adoperano per sfuggire sempre meglio alle proprie responsabilità, e la gente comune che vede continuamente compresso il perimetro dei propri diritti, in qualunque parte del mondo.
STATI UNITI D’AMERICA vs NATO
Partiamo con la nazione che si meriterebbe un articolo tutto a parte: gli Stati Uniti di Trump. Dopo aver insistito per anni che l’Unione Europea avrebbe dovuto riarmarsi per proteggersi dalla Russia, la prima vera, concreta e tangibile minaccia alla NATO arriva... dagli Stati Uniti!
La beffa dei 45 miliardi per accettare un accordo capestro che porterà nuove difficoltà per l’agricoltura europea, accelerando la morte dell’agricoltura famigliare, la desolazione dello spazio rurale. Ai consumatori impoveriti si offrirà la possibilità di accedere a prodotti sudamericani a basso prezzo ma senza garanzie per la salute
Nessun regalo di 45 miliardi come contropartita per la firma di Francia e Italia al trattato Mercosur. Quanto ha offerto la Von der Leyen è la messa a disposizione, sin dal 2028 dei 293,7 miliardi di euro destinati alla PAC nel ciclo 2028-2035 , senza attendere le revisioni di metà mandato, al 2032, quando una parte delle risorse accantonate del bilancio viene sbloccata solo a certe condizioni, e redistribuita tra i vari settori. Non c’è nessuna certezza che questi siano miliardi in più regalati all’agricoltura a compensazione dei tagli. Una mezza beffa.
L’impensabile è accaduto. Con la eccezione di un singolo voto alla camera, il congresso americano (Camera più Senato) ha votato all’unanimità la legge che impone la desecretazione immediata di tutti i files del caso Epstein. E ora Trump sarà obbligato a firmarla, per renderla esecutiva.
Fino a 15 giorni fa Trump si trovava in una botte di ferro: il capo dell’FBI, Cash Patel, lo assecondava in tutto per tutto; il suo ministro di giustizia, Pam Bondi, aveva addirittura accettato di fare una figuraccia storica, negando l’esistenza della famosa “lista Epstein” che lei stessa aveva detto di avere “sulla mia scrivania”; e la maggioranza repubblicana - sia al Senato che alla Camera - garantiva a Trump che nessuno avrebbe mai potuto mettere mano a quei documenti.
Ma poi cosa è successo? È successo che ci sono state le sconfitte elettorali dei repubblicani a New York, in Virginia e nel New Jersey. E queste sconfitte hanno indicato al partito repubblicano che Trump stava perdendo la sua credibilità, proprio a causa del caso Epstein.
I ministri del governo israeliano non hanno gradito l'elezione di Zohran Mamdani a primo sindaco musulmano di New York City, al punto di invitare gli ebrei della città a immigrare in Israele.
Il candidato democratico Mamdani è stato eletto martedì sindaco di New York, diventando il primo musulmano e sud asiatico a ricoprire tale carica.
"La città, che un tempo era il simbolo della libertà mondiale, ha consegnato le chiavi a un sostenitore di Hamas", ha dichiarato mercoledì il ministro israeliano per gli Affari della diaspora, Amichai Chikli, sul social media statunitense X.
L'ex berretto verde descrive l'operazione come un pretesto per l'aggiornamento della Dottrina Monroe. "Quella che chiamano lotta al narcotraffico è la copertura per una guerra ibrida contro l'influenza di Russia e Cina nel continente".
di Fabrizio Verde
In una recente intervista realizzata dal giornalista Max Blumenthal di The Grayzone, Jordan Goudreau, mercenario ed ex membro delle forze speciali statunitensi noto per aver guidato la fallita “Operación Gedeón” contro il governo venezuelano nel 2020, ha rilasciato dichiarazioni di portata rilevante e che acquisiscono importanza nell’attualità. Le sue parole squarciano il velo su una delle narrazioni più tossiche e persistenti utilizzate contro la Rivoluzione Bolivariana: quella del cosiddetto “Cártel de los Soles”. Secondo Goudreau, questa struttura non sarebbe un’organizzazione narcotrafficante guidata da Caracas, ma una creazione della Central Intelligence Agency (CIA) risalente agli anni Novanta, molto prima dell’ascesa al potere del Comandante Hugo Chávez.
Alle 11 di venerdì 10 verrà annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Pace. Fino alle 11 potete scommettere sul vincitore, dopo le 11 potrete commentare il risultato. Di seguito vi elenco alcuni candidati che sono ritenuti fra i possibili vincitori, probabili e improbabili.
- Sudan's Emergency Response Rooms (per il lavoro umanitario svolto in Sudan).
- Donald Trump
- Greta Thunberg
- Volodymyr Zelensky
- Francesca Albanese
- Qualche ONG del Mediterraneo
- Dottori senza frontiere
- UNRWA
- Yulia Navalnaya
- Altri (mettete voi il vostro candidato)
Negli attentati politici di alto livello, di solito è l’FBI a fornire la versione ufficiale dei fatti, mentre sono i “complottisti” di mezzo mondo a metterla in dubbio.
In questo caso invece, è la stessa FBI a dubitare della versione ufficiale che i media – rapidi e solerti – si sono affrettati a raccontare al mondo intero. Ovvero, la tesi dell’assassino solitario appostato sul tetto del campus,Tyler Robinson.
Durante la sua presenza al funerale di Kirk, il direttore dell’FBI Kash Patel ha dichiarato:
Man mano che passano le ore, le probabilità che l’assassino di Charlie Kirk venga catturato si assottigliano. Ma anche se venisse catturato, sappiamo già che ci troveremo di fronte al solito “disagiato mentale”, magari un transessuale, che ha fatto fuori Kirk - ci diranno - perchè era nemico del mondo LGBT. D’altronde, lo stesso “disagiato” si è già preoccupato di lasciarsi alle spalle 3 proiettili inutilizzati – ci dice l’FBI –, che portano scritte che descrivono una ideologia “transgender e antifascista”.
E così, il caso verrà chiuso come la semplice vendetta di un killer solitario che ha voluto lanciare un grido disperato in difesa dei propri diritti. Ha stato Oswald. Ha stato Sirhan. Ha stato John Hinckley. Ha stato James Earl Ray. Ha stato John Wilkes Booth… eccetera eccetera.
Leggi tutto: I "valori USA" secondo Obama