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Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karen Mulder era una top model negli anni ’90. Io stesso ho avuto la possibilità di lavorare con lei un paio di volte, per una rivista di moda italiana. Era una ragazza semplice, che non se la tirava minimamente: faceva con professionalità il suo lavoro, e poi rientrava tranquillamente nella sua sfera privata.
Sul finire degli anni ’90 aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace) ed era sulle copertine delle più prestigiose riviste: Vogue, Bazaar, Elle, Marieclaire, e mille altre. Poi di colpo scomparve dalla scena, e di lei non si seppe più nulla. Al contrario delle sue colleghe, che hanno continuato per anni a comparire sul jet-set internazionale, Karen Mulder è svanita come un fantasma nella nebbia.
Solo in seguito si sarebbe scoperto il perchè.


Imperversano sulla stampa USA gli Epstein files, con un ristretto gruppo di senatori che ha potuto vedere i documenti integrali (non oscurati) e ora minaccia di rendere pubblici i nomi che vi sono contenuti, se non lo farà il governo.
E Trump cosa fa? Invece di ordinare una volta per tutte la desecretazione totale dei documenti, e di mettersi definitivamente alle spalle la questione Epstein, cerca nuovamente di spostare l’attenzione altrove. Lo specchietto per le allodole di oggi è nuovamente il Canada.
Ora Trump ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre.
di Riccardo Pizzirani (in coda all'articolo il PDF completo con le 4 parti)
LA SOCIETA’ DEL CONTROLLO: LA CENSURA
Riguardo all’informazione tradizionale, il 2026 porta poche novità: la censura viene applicata alla luce del sole, e se la Russia censura YouTube, e la Cina oscura la maggior parte dei siti esteri, è altrettanto vero che la democraticissima Unione Europea mantiene tuttora irraggiungibili i quotidiani Russia Today e Sputnik News: il modo migliore per aver ragione, è di essere gli unici che possono parlare. Ma la parzialità dei media tradizionali è oramai noiosamente assodata.
I SOCIAL NETWORK
Più interessante è invece la situazione dei social network, dove l’informazione 2.0 consente a ciascuno di noi sia di fruire ma anche di produrre contenuti informativi, o anche solo di ripubblicare documenti e video altrui ritenuti utili o interessanti: è qui che si gioca la partita del futuro.
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
La terza parte si concentrerà sul tema dell’impossibilità da parte del privato cittadino che vive nel 2026 di tutelare la riservatezza della propria vita privata dal sempre più pervasivo controllo statale presente in ogni ambito. I metadati riguardanti chi siamo, cosa compriamo, dove ci spostiamo, con chi comunichiamo e cosa diciamo pubblicamente e anche privatamente sono di un valore inestimabile, e per la prima volta nella storia i sistemi informatici centralizzati consentono raccolta e analisi massiva di tutte queste informazioni, catturando il cittadino in una vera e propria ragnatela dalla quale non c’è attualmente alcuna difesa.
Partiamo con l’ennesimo esempio della consueta “anomalia italiana”...
LA SICUREZZA INFORMATICA NELL’ITALIA “SOVRANISTA”
Per descrivere la pietosa situazione della Sicurezza Informatica nel nostro paese, non è necessario costruire teoremi o fare dietrologia: basta riepilogare i fatti certi:
di Alessandro di Battista
Questa mattina [lunedì n.d.r.] Repubblica e La Stampa aprono più o meno allo stesso modo: La Repubblica: “I valori USA sotto attacco. Obama: campanello d’allarme per gli americani”. La Stampa: “Obama: attacco ai valori USA”.
Effettivamente Barack Obama, presidente USA dal 2009 al 2017, ha condannato le esecuzioni realizzate dall’ICE a danno di cittadini inermi, denunciando, per l’appunto, l’attacco ai valori USA realizzato dalle politiche di Trump.
Ho preso immediatamente posizione contro questi ignobili omicidi. L’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale USA per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione, uccide forte di una sorta di impunità che le garantisce il sistema USA oltre che, chiaramente, l’amministrazione Trump, che di fatto giustifica queste vere e proprie esecuzioni.
Le immagini dell’assassinio di Alex Jeffrey Pretti, così come quello di Renee Nicole Good, sono raccapriccianti.
di Riccardi Pizzirani (Sertes)
La seconda parte si concentrerà sulle quattro superpotenze coloniali del mondo (Israele, Stati Uniti, Russia e Cina) e di come oggigiorno il pericolo non sia che queste facciano la guerra tra di loro, ma che si stiano accordando di volta in volta per spartirsi con la violenza le nazioni minori che fanno gola a ciascuna di esse (come abbiamo già visto per il caso della Groenlandia, o come è effettivamente già avvenuto per il Venezuela, il rapimento del presidente che ora è ostaggio in cambio del furto di petrolio).
L’ACCORDO TRUMP-PUTIN: SIRIA PER UCRAINA
Il primo accordo coloniale tra superpotenze è avvenuto non appena è stata confermata l’elezione di Trump, a dicembre 2024. La Russia, che per 14 anni aveva sistematicamente ed efficacemente difeso la Siria, improvvisamente ha smesso di intervenire, e le truppe lealiste di Assad sono cadute vittima dell’ISIS. Questo ha consentito ad Israele di invadere e consolidare la sua occupazione militare delle contese alture del Golan. In cambio, sullo scenario ucraino, arriva la concessione statunitense: viene detto che è ragionevole che la Russia possa annettere non solo la Crimea, il Donetsk, e Luhansk, ma anche le altre due regioni che non erano inizialmente previste nella “operazione militare speciale” ovvero Zaporizhzhia e Kherson.
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
Eccovi una raccolta delle notizie più eclatanti, e quelle che invece hanno provato a nasconderci, utili al fine di analizzare e forse comprendere un po’ meglio la peculiare situazione mondiale nella quale ci troviamo. Ne esce un’immagine piuttosto triste con un divario sempre crescente tra i potenti che si adoperano per sfuggire sempre meglio alle proprie responsabilità, e la gente comune che vede continuamente compresso il perimetro dei propri diritti, in qualunque parte del mondo.
STATI UNITI D’AMERICA vs NATO
Partiamo con la nazione che si meriterebbe un articolo tutto a parte: gli Stati Uniti di Trump. Dopo aver insistito per anni che l’Unione Europea avrebbe dovuto riarmarsi per proteggersi dalla Russia, la prima vera, concreta e tangibile minaccia alla NATO arriva... dagli Stati Uniti!
La beffa dei 45 miliardi per accettare un accordo capestro che porterà nuove difficoltà per l’agricoltura europea, accelerando la morte dell’agricoltura famigliare, la desolazione dello spazio rurale. Ai consumatori impoveriti si offrirà la possibilità di accedere a prodotti sudamericani a basso prezzo ma senza garanzie per la salute
Nessun regalo di 45 miliardi come contropartita per la firma di Francia e Italia al trattato Mercosur. Quanto ha offerto la Von der Leyen è la messa a disposizione, sin dal 2028 dei 293,7 miliardi di euro destinati alla PAC nel ciclo 2028-2035 , senza attendere le revisioni di metà mandato, al 2032, quando una parte delle risorse accantonate del bilancio viene sbloccata solo a certe condizioni, e redistribuita tra i vari settori. Non c’è nessuna certezza che questi siano miliardi in più regalati all’agricoltura a compensazione dei tagli. Una mezza beffa.
L’impensabile è accaduto. Con la eccezione di un singolo voto alla camera, il congresso americano (Camera più Senato) ha votato all’unanimità la legge che impone la desecretazione immediata di tutti i files del caso Epstein. E ora Trump sarà obbligato a firmarla, per renderla esecutiva.
Fino a 15 giorni fa Trump si trovava in una botte di ferro: il capo dell’FBI, Cash Patel, lo assecondava in tutto per tutto; il suo ministro di giustizia, Pam Bondi, aveva addirittura accettato di fare una figuraccia storica, negando l’esistenza della famosa “lista Epstein” che lei stessa aveva detto di avere “sulla mia scrivania”; e la maggioranza repubblicana - sia al Senato che alla Camera - garantiva a Trump che nessuno avrebbe mai potuto mettere mano a quei documenti.
Ma poi cosa è successo? È successo che ci sono state le sconfitte elettorali dei repubblicani a New York, in Virginia e nel New Jersey. E queste sconfitte hanno indicato al partito repubblicano che Trump stava perdendo la sua credibilità, proprio a causa del caso Epstein.
I ministri del governo israeliano non hanno gradito l'elezione di Zohran Mamdani a primo sindaco musulmano di New York City, al punto di invitare gli ebrei della città a immigrare in Israele.
Il candidato democratico Mamdani è stato eletto martedì sindaco di New York, diventando il primo musulmano e sud asiatico a ricoprire tale carica.
"La città, che un tempo era il simbolo della libertà mondiale, ha consegnato le chiavi a un sostenitore di Hamas", ha dichiarato mercoledì il ministro israeliano per gli Affari della diaspora, Amichai Chikli, sul social media statunitense X.
Leggi tutto: Attacco USA-Israele all'Iran