di Riccardo Pizzirani (in coda all'articolo il PDF completo con le 4 parti)
LA SOCIETA’ DEL CONTROLLO: LA CENSURA
Riguardo all’informazione tradizionale, il 2026 porta poche novità: la censura viene applicata alla luce del sole, e se la Russia censura YouTube, e la Cina oscura la maggior parte dei siti esteri, è altrettanto vero che la democraticissima Unione Europea mantiene tuttora irraggiungibili i quotidiani Russia Today e Sputnik News: il modo migliore per aver ragione, è di essere gli unici che possono parlare. Ma la parzialità dei media tradizionali è oramai noiosamente assodata.
I SOCIAL NETWORK
Più interessante è invece la situazione dei social network, dove l’informazione 2.0 consente a ciascuno di noi sia di fruire ma anche di produrre contenuti informativi, o anche solo di ripubblicare documenti e video altrui ritenuti utili o interessanti: è qui che si gioca la partita del futuro.

di Giorgio Cattaneo
Terrorismo, guerre, menzogne e usura: la democrazia imperiale del terzo millennio sembra risplendere come i raffinati paralumi della signora Ilse Koch, realizzati in pelle umana a spese dei malcapitati prigionieri di Mauthausen. E racconta di feroci azzannamenti, ancora oggi, la turpe storia del ballo dei vampiri sull'isoletta caraibica. I giornali ne parlano malvolentieri: sono spiazzati, poveretti; non è simpatico scoprire di aver sempre incensato dei mostri cannibali. Avrebbero una gran voglia di minimizzare, di evocare il vizio del moralismo invidioso verso i miliardari: in fondo erano solo innocue festicciole (cene eleganti, magari, graziosamente imbandite tra urla occasionali e altrettanto fastidiosi schizzi di sangue).
Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.
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di Rameen Siddiqui – Modern Diplomacy
Per la prima volta in più di mezzo secolo, le due maggiori potenze nucleari del mondo opereranno senza limiti reciproci sui loro arsenali a lungo raggio.
Il 5 febbraio 2026 scadrà l'ultimo trattato sul controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. Non ci sarà alcuna denuncia drammatica, nessun vertice di crisi, nessun negoziato dell'ultimo minuto. Il nuovo trattato START, che dal 2011 ha fissato un limite massimo di 1.550 testate nucleari strategiche per parte, cesserà semplicemente di esistere.
Per la prima volta in oltre mezzo secolo, le due maggiori potenze nucleari del mondo opereranno senza limiti reciproci sui loro arsenali a lungo raggio. E ciò accade non per una scelta politica deliberata, ma per qualcosa di molto più banale: una paralisi politica mascherata da pazienza strategica.
Il lancio di Artemis II, previsto per il 6 febbraio, è stato nuovamente rimandato. Il problema si è presentato durante il cosiddetto “wet rehearsal”, ovvero la prova completa di lancio che viene fatta a pieno carico di combustibile, e viene interrotta solo pochi secondi prima del lancio vero e proprio.
Purtroppo, lo stesso problema che avevano avuto con Artemis I nel 2022, perdite di idrogeno liquido, si è ripresentato a 5 minuti dalla fine del conto alla rovescia di Artemis II. Colpevole, pare sia stata una guarnizione malfunzionante nel processo di trasferimento dell’idrogeno. (La battuta è scontata, ma non possiamo non farla: non ci sono più le guarnizioni di una volta).
Ma lasciamo da parte la facile ironia, perchè pare presentarsi un problema molto serio, che riguarda invece l’incolumità stessa degli astronauti.
Mele messe sotto il microscopio per capire quanto sane o poco sane possono essere. Uno studio rivela che il frutto più diffuso e forse più raccontato, dalle Sacre scritture ai cartoni animati, è anche quello che contiene più sostanze pericolose.
Il Pesticide action network Europe ha fatto una serie di analisi, rivelando la presenza dei pesticidi più noti e anche di Pfas, gli ormai celebri interferenti endocrini, inodori, incolori, insapori: sostanze che, a seguito di una prolungata esposizione, possono causare malattie (da quelle oncologiche a quelle del sistema nervoso centrale).
Lo sanno bene in Veneto, dove si è registrato il più grande caso di inquinamento ambientale: quello causato dalla società Miteni di Trissino (Vicenza), che questi impermeabilizzanti li produceva: Pfas che poi finivano anche nell’acqua potabile, come recita la sentenza di condanna del giugno 2025.
di Riccardo Pizzirani (Sertes)
La terza parte si concentrerà sul tema dell’impossibilità da parte del privato cittadino che vive nel 2026 di tutelare la riservatezza della propria vita privata dal sempre più pervasivo controllo statale presente in ogni ambito. I metadati riguardanti chi siamo, cosa compriamo, dove ci spostiamo, con chi comunichiamo e cosa diciamo pubblicamente e anche privatamente sono di un valore inestimabile, e per la prima volta nella storia i sistemi informatici centralizzati consentono raccolta e analisi massiva di tutte queste informazioni, catturando il cittadino in una vera e propria ragnatela dalla quale non c’è attualmente alcuna difesa.
Partiamo con l’ennesimo esempio della consueta “anomalia italiana”...
LA SICUREZZA INFORMATICA NELL’ITALIA “SOVRANISTA”
Per descrivere la pietosa situazione della Sicurezza Informatica nel nostro paese, non è necessario costruire teoremi o fare dietrologia: basta riepilogare i fatti certi:

Ieri a Stoccolma una bomba è esplosa nel quartiere residenziale di Östermalm, causando 30 morti e altrettanti feriti. Östermalm è la zona più elegante e lussuosa della città, spesso paragonata all'Upper East Side di New York per lo stile sofisticato, gli edifici classici di fine '800, le boutique di lusso della Strandvägen, i ristoranti di alto livello e l'atmosfera raffinata ma discreta, tipica svedese.
Per ora non si conosce ancora l’identità degli attentatori, ma si sospetta la matrice islamica.
Fra i 30 morti ci sono padri e madri di famiglia, tre anziani, di cui uno sulla sedia a rotelle, e una donna incinta. Ci sono anche 7 bambini, che stavano giocando nel piccolo parco dell’Humlegården, accanto al luogo dell’esplosione. Si sta ancora scavando fra le macerie, per trovare eventuali sopravvissuti.
Di fronte a questa tragica notizia, voi vi domanderete come mai non ne abbiate sentito parlare in tutti i telegiornali.
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Comunicato del Comitato Regionale No MUOS
La frana che in questi giorni ha colpito Niscemi, costringendo all’evacuazione centinaia di persone, non può essere ridotta a un evento meteorologico né archiviata come fatalità.
Niscemi è da anni una cartina di tornasole delle fragilità che possono caratterizzare alcuni territori: spopolamento progressivo, consumo di suolo, abbattimento di alberi, assenza di investimenti produttivi, infrastrutture inesistenti o abbandonate, trasporti precari dovuti a una rete ferroviaria inesistente, a una rete stradale cronicamente a rischio e all’assenza di trasporto pubblico.
A questo si aggiunge l’assenza strutturale di una seria pianificazione territoriale e di interventi organici di prevenzione del dissesto idrogeologico.
Leggi tutto: Buon 2026 (parte 4)