di Daniele D'Innocenzio [articoli degli utenti]
Immaginate il paesaggio del Giappone che sfreccia oltre il finestrino di uno Shinkansen, il treno proiettile che solca l’arcipelago come un ago d’argento cucitore di distanze. Il mondo è una scia sfocata, un trionfo di accelerazione, di efficienza, di quel ritmo cardiaco che la nostra epoca ha eletto ad unico battito possibile. Eppure, improvvisamente, il convoglio rallenta. Si ferma. Le porte si aprono su una piattaforma il cui nome, per un orecchio occidentale, è un incantesimo incomprensibile, eppure custodisce una geografia precisa: è la piattaforma con vista sul fiume (Seiryū Miharashi-eki).
Ma c’è un dettaglio, una regola non scritta ma ferrea, che trasforma questo scalo in un enigma esistenziale: non si può scendere. Non ci sono tornelli che conducono all’uscita, non ci sono centri commerciali, non ci sono discoteche, non c’è il rumore rassicurante del consumo. Si è costretti a restare lì, sospesi tra l’arrivo e la partenza, in un limbo di cemento e aria. Qual è il senso di questa sospensione in una nazione che dell’accelerazione ha fatto la sua religione laica? Il senso è una provocazione silenziosa, un imperativo categorico scolpito nel vento: fermati.
Questa è la testimonianza di Vincenzo Fullone, l'ultimo italiano liberato da Israele, dopo essere stato arrestato in acque internazionali dalle forze dell'IDF.
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di Dante Bertello
Il 27 giugno 1980 un aereo civile della compagnia Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, cade in mare vicino all’isola di Ustica. Sull’aereo vi erano 81 persone, nessuno è sopravvissuto. Inizialmente si parlò di un missile, anche se una forte campagna di disinformazione cercò di spostare la causa del disastro sul cedimento strutturale o su una bomba.
ISRAELE POSSIBILE INDIZIATO
Su chi avesse potuto lanciare quel “maledetto” missile sono state fatte molte ipotesi: gli statunitensi, i francesi, noi italiani o i libici, ma tre libri puntano il dito contro un’altra nazione, Israele.
Il primo libro si intitola “IL CONSIGLIO DELLE OMBRE”, è stato pubblicato nel 1994 da Tullio Pironti editore ed è stato scritto da Gerardo Serravalle, generale dell’esercito in pensione ed ex capo di Gladio.
L’utente ben.zanotto mi ha mandato questo messaggio, con domanda finale:
Ciao Massimo
Siccome io non riesco a farmi un'idea, un'opinione razionale sulla questione "caldo torrido" di questa fase calda...
Partendo dal presupposto che non sono d'accordo con la causa antropica del cambiamento climatico in atto, cambiamento che però non nego: non riesco a capire se queste fasi calde possano essere veicolate dalla geoingegneria o se sia tutto frutto dei cambiamenti climatici in atto.
Calcisticamente il valore sarà minimo, ma la partita Iran-Egitto offre la scusa per proporre anche un confronto simbolico dal punto di vista storico. Sabato infatti si scontreranno le due nazioni che più di ogni altra hanno contribuito a determinare i destini del popolo palestinese. Una in senso positivo, l’altra in senso negativo.
L’appoggio dato dall’Iran alla causa palestinese, tramite il supporto finanziario e ideologico a organizzazioni come Hezbollah e Hamas, sta sulle prime pagine di tutti i giornali, e non necessita di essere illustrato ulteriormente.
Meno nota invece è la storia dell’Egitto, che dai palestinesi è stato percepito come in vero e proprio traditore della loro causa, e che molti additano come il vero responsabile della sconfitta storica del popolo palestinese.
Non è solo negli Stati Uniti che la potente lobby sionista ha il potere di fare e disfare le carriere politiche. A quel che sembra di capire, anche Keir Starmer ha dovuto dare le dimissioni dopo aver guidato il governo inglese in un periodo in cui i rapporti tra Regno Unito e Israele hanno toccato un minimo storico. Sarà solo una coincidenza?
Ecco di seguito una lista di fatti significativi:
Nel settembre 2024, la Gran Bretagna ha sospeso circa 30 licenze di esportazione di armi verso Israele per il timore che potessero essere usate in violazioni del diritto umanitario internazionale durante la guerra a Gaza. Netanyahu ha condannato la decisione definendola «vergognosa», affermando: «Invece di stare al fianco di Israele, una democrazia che si difende dalla barbarie, la decisione sbagliata della Gran Bretagna servirà solo a rafforzare Hamas».
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Il generale tenta di cambiare posizione sull'obbligo vaccinale.
Ogni volta che i media lanciano un nuovo “allarme virus”, noi abbiamo imparato a sospettare che alle spalle ci siano le aziende farmaceutiche, che non vedono l’ora di creare un nuovo caso Covid per tornare a vendere miliardi di vaccini.
Ci manca però un pezzo della storia: come possono le farmaceutiche sperare di trasformare un semplice allarme generico, situato magari in terre lontane, in una epidemia vera e propria alle porte di casa nostra?
In fondo è semplice. Ci vuole qualcuno che trasporti il virus nel paese in cui intendi creare il nuovo focolaio.
Ora, noi non sappiamo se è il caso seguente possa rientrare in questo scenario, ma gli elementi per sospettarlo ci sono tutti.
Leggi tutto: L'architettura della lentezza