Il discorso di Quaglia sarà trasmesso anche su CasaDelSole, Becciolini Network e Bordernights.
Alcuni utenti si sono lamentati, di recente, perchè “il livello dei commenti sul sito non è più quello di una volta”. Costoro attribuiscono la caduta di livello, primariamente, all’assenza di certi utenti storici di grande levatura, che in passato hanno dato molto al percorso di luogocomune.
Questo può anche essere vero in astratto, ma l’analisi manca di collocare il problema in un contesto storico.
Oggi non è più il 2005. Quando nacque luogocomune eravamo tutti “vergini”, nel senso che nessuno di noi (me compreso) aveva mai affrontato pubblicamente argomenti importanti come l’11 settembre, le cure alternative, l’evoluzionismo, la Palestina o i danni da vaccino.
Per noi era tutto nuovo, agli inizi, tutto inesplorato. E’ quindi evidente che, di fronte ad argomenti di tale portata, venissero fuori ogni volta discorsi e voci assolutamente unici e illuminanti. Ogni discussione era un flash, una rivelazione, l’apertura di nuove frontiere.
Una utente del sito
mi ha scritto questa lettera. La condivido con voi (con il suo consenso) perchè luogocomune è anche questo: aiutarsi a vicenda.
Carissimo Massimo, sono una madre disperata, mi rivolgo a te per cercare aiuto nel senso che forse, tra le tue infinite conoscenze, puoi fornirmi un nominativo utile.
Sono la mamma di una ragazza che sta terminando il suo percorso di laurea magistrale. E' sempre stata una bambina sui generis, con una spiccata personalità maschile, nei gusti, nei giochi, negli interessi. Questo è arrivato a tutti noi in modo molto chiaro e nessuno ha mai cercato di cambiare la sua personalità. Ma è sempre stata una bambina e una ragazza felice, non si può fingere così bene a certe età.
Succede che l’anno scorso si trasferisce fuori sede per frequentare la magistrale e che, tra le cose di cui mi racconta del nuovo ateneo, mi parla di un percorso offerto agli iscritti di 10 sedute di psicoterapia e che lei pensava di approfittarne. Non ne abbiamo più parlato ma ho poi scoperto che l'autunno scorso ha iniziato effettivamente questo percorso.
Come ha raccontato da Becciolini, Franco Fracassi e la sua collaboratrice sono stati minacciati riguardo alle ricerche che stanno facendo sulla vicenda del 7 ottobre.
Quando morì mio padre, andai avanti per molti anni a sognare che lui in realtà fosse vivo, e non fosse mai morto. Lo vedevo in sogno, e gli chiedevo dove fosse stato ultimamente. Lui mi dava delle risposte vaghe, e mi provocava un senso di confusione il fatto che avesse un volto diverso da quello che avevo sempre conosciuto, ma ricordo comunque chiaramente il senso di consolazione che mi davano quei sogni, nel sapere che lui non fosse morto davvero. Salvo poi risvegliarmi, e rendermi conto che invece era tutto vero, e che lui non c’era più.
Ora la stessa cosa sta iniziando a succedermi con mia moglie. Di recente ho sognato che lei era viva, e che si era semplicemente allontanata da casa. L’avevano ritrovata in un ospedale, ma ora stava bene e potevamo tornare assieme.
di Greta Regant (moglie di Enrico Gianini)
Siamo reduci da 2 visite ad Enrico Gianini a fine Giugno.
Enrico è sempre sedato, ciondolante, cammina con l'andatura di un tossicodipendente o un alcolista, sembra perennemente sotto effetto di stupefacenti, neppure si accorge più di questo. Parla rallentato, emotivamente è sempre spento, rosso in viso, screpolato... Spesso piange di commozione quando mi vede e quando gli parlo di tutto quello che gli amici e le persone che seguono a distanza stanno facendo per sostenerci...
Verso fine Giugno ha fatto una semplice gita in montagna di un piccolo gruppo e alcuni operatori, fanno parte dei protocolli, un iter previsto per valutare la capacità di stare in gruppo, un iter previsto. Mediamente nella struttura c'è una gita ogni 2 mesi circa, ma dopo 4 mesi di reclusione sotto osservazione e sedati... Credo che quella gita gli abbia fatto bene, lui ama la natura, il giorno dopo ha accennato due sorrisi e riusciva a guardarmi negli occhi, era più presente e più vitale. Poi spesso il nulla, fissa il vuoto con gli occhi lucidi, nessuna espressione facciale come a guardare un immagine interna del girone dell'inferno in cui si trova e in cui da lì a poco dovrà tornare a forza.
Una grande lezione di vita da una persona costretta sulla sedia a rotelle dall’età di 17 anni. Per chi vuole contattare Massimo Lorusso:
Fermato e tenuto “sotto osservazione” in una struttura psichiatrica, senza avvocato e senza telefono cellulare. Parla la moglie.
Leggi tutto: Discorso di fine anno di Roberto Quaglia