Il Paranormale esiste nonostante Polidoro...

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4 Anni 2 Mesi fa #36335 da Volano49
Non mi pongo l'onere (tantomeno l'onore...) di spiegare il complesso della fenomenologia para-normale (di ciò che sta a fianco della normalità), di ciò che, seguendo questa definizione, è sì inquadrato nella realtà, ma che non sembra rispondere alle leggi fisiche conosciute, e chi considerandole "normali" le assoggetta ad una scienza a divenire, fidandosi cioè delle spiegazioni scientifiche future. Speriamo abbiano ragione loro e che il castello greve ma nello stesso tempo fragile cada finalmente, sbriciolandosi in un nulla di fatto, per la gioia non solo dei CICAPpini, ma anche di chi è già approdato tra i più non avendo mai dato comprovanti soluzioni alla ricerca di una vita.

Però però... c'è un però. Va da sè che è di enorme importanza per l'essere umano e per una più corretta visione della "realtà" nella sua interezza e nel suo dinamismo, allargarsi nù poco... un però che sorge in modo indiscutibile quando le leggi fisiche o psichiche note vengono clamorosamente infrante da un fenomeno parapsicologico ribelle ad ogni "inquadramento logico" (ovviamente secondo la logica del nostro sistema). Ancor più quando si verificano contenuti del campo medianico che stravolgono le nostre concezioni di vita, di esistenza biopsichica nonchè "morale", pur rispettando una diversa ma pur valida logica: in soldoni, pur rispettando il riferimento ad un'altro "sistema", come componente di un'altra realtà esistenziale.

E' un punto di vista ovviamente personale, che trovo però razionale: la differenza tra normalità e paranormalità potrebbe giustificarsi come dovuta al casuale e temporaneo incrociarsi di aspetti fenomenici appartenenti a due diversi sistemi della realtà. Va da sè che se questo corrispondesse al vero, sarà quasi impossibile, anche per la scienza del futuro, dare una esauriente spiegazione oggettiva per molti di quei fenomeni paranormali che si "intromettono" non cercati e non voluti, nella nostra realtà. Di seguito andrebbe considerata la mente dell'essere umano come "luogo primario" degli eventi paranormali e quindi considerata come un proprio e vero "punto di contatto" tra due diversi sistemi o modalità, parte di una stessa realtà, ma con leggi strutturali del tutto diverse tra di loro.
Un saluto

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4 Anni 2 Mesi fa #36344 da Volano49
Credo sia del tutto aleatorio dare spiegazioni certe di che cosa sia il para-normale, anche se questo pare risulti immutabile nei secoli. C'è chi, "sfruttando" le emergenti facoltà riesce ad individuare denaro lungo il percorso... magari presentimenti di catastrofi poi avveratisi, così come certi vividi sogni ecc. In definitiva cose del tutto "normali" per tante persone, fatti ed evidenze che vengono negati da altri con somma di pregiudizi. Molti, dicevo, vivono in questa dimensione paranormale-particolare. Una vita che per queste persone risulta così piena di "coincidenze significative" che a loro sembra impossibile che anche ad altri non possano accadere, ed è appunto per questo che non c'è barba di scienziato, nè di commissione di Nobel & C. che possa convincerli che ciò che loro vivono è un "non sense".

C'è chi trova oltremodo fastidioso dover tornare periodicamente sulla questione della parapsicologia. Ma non sanno questi, quanto risulti ancor più fastidioso dover ripetere sempre le stesse cose per dei bassi ricettori di decibel... Mi chiedo come non possa mai venire a loro il dubbio che il ripresentarsi, immutato nei secoli, di un tale problema, possa questi nascondere un nucleo interessante di verità?

Forse è fin troppo comodo indicare per questi soggetti (i sensitivi) un sintomo patologico. Ma non vi è niente di patologico in loro. Pirandello "vedeva" i suoi personaggi che gli si muovevano davanti... Affermava ridendo: "...e ne potevo persino contare i peli delle gambe..." Compos sui dunque, nulla di patologico, ma certamente di "strano".
Un saluto

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4 Anni 2 Mesi fa #36398 da Jediel74
Fino a non moltissimo fa, ero incrollabilmente scettica verso tutto ciò che riguarda il mondo del paranormale, mentre adesso, grazie a nuove consapevolezze che hanno avuto un potente effetto trasformativo sulla mia concezione di 'realtà', giusta o sbagliata che sia, ho decisamente cambiato punto di vista. Se prima pensavo che fossero un mucchio di scemenze per creduloni superstiziosi, adesso trovo che non sia logico decretare l' inesistenza di qualcosa, oltre ogni ragionevole dubbio, solo perchè noi non possiamo vederla, sentirla o toccarla.

Un indizio che dovrebbe suscitare un minimo di sospetto, sta nel fatto che i padroni del mondo sono da sempre dediti a certe pratiche, guarda caso inaccesibili per tutti gli altri e, considerando che non sono proprio degli sprovveduti, qualcosa di vero ci dovrà pur essere.

"Chi ha capito ha capito e non ha bisogno di consigli, chi non è in grado di capire non capirà mai"

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4 Anni 2 Mesi fa #36403 da Tonki
Se è vero che c'è stata una grande apertura del pubblico verso il mondo degli ufo e dei rapimenti alieni e tutto ciò che c'é di collegato, non si può dire lo stesso del paranormale. Certo, qualche autore e ricercatore ha correlato i due ambiti ( spesso confusamente e con deliri evangelici: come Caria; o spaziando moltissimo, come Malanga ) , che in alcune circostanze sono in effetti legati.

I testi antichi sono pieni di episodi paranormali e persino di manuali e tecniche precise per ottenere questi "poteri". Persino tutta la letteratura antica, salvo poche eccezioni, è letteratura che adesso chiameremmo "fantasy", da Omero, a Virgilio, da Dante passando per shakespeare, per Goethe fino all'ottocento. Poi una certa estetica secolarizzante ha trasformato come romanzo soltanto il realismo e il resto come materiale per bambini alla harry potter.
Biglino è diventato famoso rivalutando con uno sguardo moderno il mondo biblico, ma si è limitato a trasporre la visione scientifica moderna a quella antica. E dato che lo sguardo moderno è limitato e persino sbagliato, il suo lavoro lo è di conseguenza.

Credo il problema sia proprio la concezione di paranormale, come fuori dal normale, al di la delle leggi fisiche in alterità e opposizione con il mondo descritto della scienza: che non è il mondo reale, ma quella porzione di spettro elettromagnetico che la scienza è riuscita a misurare e di cui ha fatto delle descrizioni che ha sentenziato come "vere".
Se però una legge fisica può essere violata, è la legge stessa che non è stata descritta in modo corretto e che non vale universalmente in tutte le sue circostanze, esattamente come le leggi dell'infinitamente grande non valgono nell'infinitamente piccolo, e infatti a fisicase la mattina si è in un aula e il pomeriggio in un altra, si può capitare di fronte a due teorie che sembrano del tutto opposte.

C'è questa idea della scienza introiettata a forza nella testa di tutte le persone che se un fenomeno non è misurabile o riassumibile in una formula non esiste. COme per i campi elettromagnetici o per il 5 g adesso: se non si vede che non fa male, non fa male. Se si vede ma non si pò spiegarlo, continua a non fare male. Ma la realtà rimane la stessa, che la si neghi o no.
E' da prevenuti, infatti, pensare che se in un testo antico c'é scritto che un monaco si alzava in volo lievitando, allora o questi aveva una tecnologia per farlo volare oppure era una bugia dello scriba che ha tramandato l'evento.
Se volava, ci sono evidentemente altre leggi che non ci sono note e che non sono neanche immaginabili: come non era immaginabile, chessò, l'entanglement quantistico un secolo fa.
Insomma, volando il monaco non sta facendo qualcosa di paranormale. Dimostra semmai che non è necessaria una tecnologia meccanica esterna per fare certe cose, che le leggi conosciute sono incomplete, e che la visione tecnico meccanicistica è un abilità artificiale, distribuibile a tutti, ma non elevante personalmente. Utile quindi, tra le altre cose, a mantenere l'uomo nel suo stadio primitivo.

Credo fosse Gurdjieff a dire che per ogni supporto esterno che veniva dato all'uomo, allora questo perdeva un abilità. Esempio magnifico è quello dei cellulari, che ai tempi di Gurdjieff non esistevano ancora. Li avrebbe reputati dannosi in quanto se si leggono i testi e i resoconti di chi lo seguiva o di chi ha studiato con lui come discepolo, molti parlavano telepaticamente. In "frammenti di un insegnamento sconosciuto" l'autore descrive mirabilmente la prima volta che Gurdjieff gli parla nella mente, con enorme stupore.
Razionalmente bisognarebbe pensare che siano prove di un abilità latente: invece il positivismo ottocentesco ( tuttora introiettato nelle menti moderne, sebbene la scienza ultima lo abbia smentito da mezzo secolo e passa ) ci fa pensare che sia una cosa impossibile a prescindere, mancando qualsiasi nozione che spieghi il fenomeno.
Ma quella telepatia non era necessariamente paranormale. In qualche modo, se un allievo di Gurdijeff sentiva la sua voce nella testa e poteva parlare in quella di lui, allora quella voce effettivamente veniva trasmessa, captata, udita, o quel che si voglia.
Se la scienza non ha ancora trovato nelle sue vivisezioni nella testa dei topi come si fa, o ritiene che sia impossibile, è perché è lei ad essere miope e ancora primitiva. Oltretutto, trattandosi di abilità personali, non sono accessibili allo scienziato di turno che ne è escluso a meno di non ottenerli: da qui l'unitilità di vivisezionare un topo o un normale cittadino. Non è difficile da capire, è come se uno scienziato diccesse che è impossibile fare una doppia piroetta, semplicemente perché non ci riesce lui e non capisce come possa farla la ballerina.

C'è anche da dire che il mondo antico presenta un linguaggio mistico perfettamente soprapponibile al nostro: se ad esempio per vedere in lontananza serviva aprire "il sesto chakra", il c.d. terzo occhio, adesso si potrebbe semplicemente dire che è sufficente attivare dei geni. Se per ottenere l'immortalità era necessario far fluire kundalini, adesso c'é chi ti dice che è sufficente trovare il modo di riattivare la telomerasi. Il fatto ad esempio che l'attività celebrale modifichi l'espressione genica è comprovata; il fatto che la meditazione modifichi l'attività celebrale è misurato. E in fondo tutto materiale scientificamente plausibile.
Che poi non siano sciocchezze in generale, lo dimostra anche il fatto che i servizi segreti di tutto il mondo hanno sempre investigato, come dimostrato da ampi documentazione, sui poteri paranormali; evidentemente sicuri che esistessero senza curarsi troppo del perché funzionassero e lasciando libera la scienza di dire che non esistevano e all'industria di vendere gingilli vari. Mentre loro, evidentemente, studiavano fenomeni ben più pratici.

L'interazione uomo macchina potrebbe anche per questo essere il totale annullamento di queste abilità, trasformando l'essere umano definitivamente in un pezzo di carne del tutto inerme e inutile.

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4 Anni 2 Mesi fa - 4 Anni 2 Mesi fa #36405 da CharlieMike

Tonki ha scritto: C'è anche da dire che il mondo antico presenta un linguaggio mistico perfettamente sovrapponibile al nostro: se ad esempio per vedere in lontananza serviva aprire "il sesto chakra", il c.d. terzo occhio, adesso si potrebbe semplicemente dire che è sufficiente attivare dei geni. Se per ottenere l'immortalità era necessario far fluire kundalini, adesso c'é chi ti dice che è sufficiente trovare il modo di riattivare la telomerasi. Il fatto ad esempio che l'attività celebrale modifichi l'espressione genica è comprovata; il fatto che la meditazione modifichi l'attività celebrale è misurato. E in fondo tutto materiale scientificamente plausibile.
Che poi non siano sciocchezze in generale, lo dimostra anche il fatto che i servizi segreti di tutto il mondo hanno sempre investigato, come dimostrato da ampi documentazione, sui poteri paranormali; evidentemente sicuri che esistessero senza curarsi troppo del perché funzionassero e lasciando libera la scienza di dire che non esistevano e all'industria di vendere gingilli vari. Mentre loro, evidentemente, studiavano fenomeni ben più pratici.

L'interazione uomo macchina potrebbe anche per questo essere il totale annullamento di queste abilità, trasformando l'essere umano definitivamente in un pezzo di carne del tutto inerme e inutile.


La questione è proprio come l'hai descritta in questo ultimo tuo paragrafo.
Esistono fenomeni che non riusciamo a spiegare ma che, per evitare l'impasse, gli attribuiamo una spiegazione paranormale.
Lo dimostra chiaramente la storia.
Quello che per noi oggi è la normalità, nei tempi andati sarebbe stato dichiarato magico o addirittura di origine satanica, e probabilmente, quello che oggi consideriamo paranormale, in futuro, scoperto il meccanismo, sarà la normalità.

Il fatto che i servizi segreti di tutto il mondo (cit.) "hanno sempre investigato, come dimostrato da ampia documentazione, sui poteri paranormali", significa solo che prendono atto della loro esistenza e che intendono scoprirne le cause per poterli replicare.
Un soldato in grado di levitare o di spostarsi istantaneamente da un luogo all'altro con la sola forza del pensiero sarebbe praticamente invincibile.

Tuttavia, come per il trucco di un prestigiatore, una volta scoperto come avviene il fenomeno questo perde tutta la sua "magia", uscendo dal mondo del paranormale ed entrando in quello normale.

Per agganciarmi al titolo del topic, Polidoro e tutto il CICAP, il paranormale, qualunque cosa esso sia, lo negano a prescindere, senza preoccuparsi di cercare di dare una spiegazione plausibile, ma solo di dare una spiegazione.
Se poi la "spiegazione", ad un esame più approfondito, non si concilia con il fenomeno osservato la cosa non è per LORO rilevante.
Dall'alto del principio ad autoritatem sanno che la maggioranza delle persone non si farà più domande.



O.T.
Visto che lo hai tirato in ballo, vorrei spezzare una lancia in favore di Mauro Biglino.

Biglino è diventato famoso rivalutando con uno sguardo moderno il mondo biblico, ma si è limitato a trasporre la visione scientifica moderna a quella antica. E dato che lo sguardo moderno è limitato e persino sbagliato, il suo lavoro lo è di conseguenza.

Biglino, come lui stesso afferma SEMPRE, fa solo una lettura letterale della bibbia.
Dice SEMPRE che per capire cosa c'è scritto, cosa che chiunque di noi può fare da solo, è sufficiente leggerla con la mente aperta e non offuscata dalle interpretazioni dei teologi.
Biglino non fa assolutamente una trasposizione scientifica moderna a quella antica, ma legge letteralmente quello che c'è scritto, o meglio quello che nei secoli è stato modificato, reinterpretato, riscritto e che non è assolutamente uguale alla versione originale che nessuno può conoscere.
L'unica cosa che chiede a noi di fare è quella di rimettere al loro posto alcuni vocaboli nell'originale ebraico quali yahweh, ruach, kavod, elion, elohim, senza minimamente preoccuparci del loro significato (che nessuno al mondo conosce), perché può essere capito dal contesto.
Ma purtroppo, cosi facendo, il significato del testo che ne viene fuori va in contrasto con l'interpretazione teologica che è stata concepita e insegnata alla gente per millenni dalla Chiesa, ed è per questo che molte persone fermamente credenti non riescono ad accettarlo.
L'idea di un personaggio guerrafondaio (fortunatamente mortale), per nulla onnisciente, che ha bisogno di un popolo che vada a combattere per lui per conquistare un territorio, che non esita a uccidere le persone che gli stanno attorno per futili motivi va contro all'idea di un dio onnipotente, onnisciente, dedito all'amore verso le popolazioni del mondo e che promette la vita eterna (dopo la morte, però, e già questo dovrebbe fare riflettere).

Fine O.T.


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
Ultima Modifica 4 Anni 2 Mesi fa da CharlieMike.

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4 Anni 2 Mesi fa #36407 da Tonki

La questione è proprio come l'hai descritta in questo ultimo tuo paragrafo.
Esistono fenomeni che non riusciamo a spiegare ma che, per evitare l'impasse, gli attribuiamo una spiegazione paranormale. Lo dimostra chiaramente la storia.
Quello che per noi oggi è la normalità, nei tempi andati sarebbe stato dichiarato magico o addirittura di origine satanica, e probabilmente, quello che oggi consideriamo paranormale, in futuro, scoperto il meccanismo, sarà la normalità.


Resta però, se noti, il "mito del progresso" in questo tuo modo di pensare. "Nel futuro scopriremo" presuppone maggiori conoscienze, che nel modo di pensare moderno significa maggiori conoscienze scientifiche.

A volte sembra invece vero l'opposto: ossia ciò che pareva "normale in passato", senza preoccuparsi di descrivere il fenomeno con una funzione matematica, che è un esigenza moderna, appare impossibile o assurdo adesso proprio a causa di questa esigenza. Questo vuol dire che ciò che adesso ci appare impossibile, lo è per colpa di un impostazione mentale ( quella positivista ottocentesca sostanzialmente) e cesserebbe di esserlo se di un tratto si dimenticasse i libri di fisica e matematica, i quali, evidentemente, sono corretti e funzionali solo nella descrizione di quel piccolo segmento di realtà che sono riusciti ad indagare.

In ogni caso sì, il concetto di paranormale è fuorviante, falso. Si potrebbe anche supporre che tutto sia quantificabile matematicamente. Ma anche fosse, la scienza ortodossa continuerà a condierare normale ciò all'interno del suo range di spiegazioni, e paranormale ciò che non può spiegare e che di conseguenza non può esistere. il cicap difende soltanto il frame della scienza attuale: e la ragione è semplice, serve a tappare le ali. A tutti, noi compresi.

Biglino, come lui stesso afferma SEMPRE, fa solo una lettura letterale della bibbia.
Dice SEMPRE che per capire cosa c'è scritto, cosa che chiunque di noi può fare da solo, è sufficiente leggerla con la mente aperta e non offuscata dalle interpretazioni dei teologi.


Finché si limita a leggere la bibbia da sé, in quanto traduttore, sì. E all'inizio faceva solo questo.
Dal momento però che interpella un neurochirugo per discutere di quello o quell'altro miracolo/evento, allora cerca di leggere un testo antico tramite gli occhi di un neurochirurgo. Quindi ti da un impostazione: Gesù ha fatto il miracolo non per imposizione delle mani, ma perché la scienza ha dimostrato questo e quest'altro. Ti spoglia dalla visione dei teologi per darti l'interpretazione del neurochirugo.

Quindi, quale che sia la verità, nega a prescindere un eventuale potere ulteriore, nega qualcosa che adesso è dimenticato o non accessibile a tutti; e rischia di dare una visione miope, ristretta non da Biglino stesso, ma dalla scienza odierna che ha voluto interpellare tramite il neorchirurgo per avvalorare la sua tesi.

Chiamare la scienza odierna a supporto della propria tesi, che si tratti di Biglino o del papa, è sempre pericoloso per i motivi spiegati sopra: per lei esiste soltanto ciò che può misurare e nei modi che ha usato lei.

Non dico che dia necessariamente un risultato sbagliato, anzi, in certe circostanze probabilmente scienza odierna e racconto antico coincidono. Ma in molte altre no. E' quindi un rischio.

E andando avanti si finisce per cercare soltanto applicazioni tecnologiche simili a quelle che abbiamo noi ( astronavi, applicazioni genetiche etc ) ignorando il resto. E perché si ignoratutto il resto? Perché inspiegabile secondo la scienza odierna, che può spiegare vagamente l'astronave di yhave ma non un monaco lievitare per conto suo. E infatti nonostante la letteratura antica sia un pullulare anche di poteri paranormali e di superuomini secondo la definizione della scienza moderna, difficilmente ne sentirai parlare da chi cerca solo di far notare che nel passato c'era tecnologia superiore alla nostra. E certamente si può supporre che ci fosse. Ma è solo un pezzettino di storia segreta.

Il punto è che dal momento che si sposa la scienza contemporanea per spiegare il passato, si sposano anche i suoi limiti. Personalmente andrebbe proprio eliminato come argomento avvalorante: poco importa cosa ne pensa Einstein, se da qualche parte si deduce che la velocità della luce è superabile, allora va assunto che è superabile. Se da qualche parte sta scritto che una persona può stare in due posti contemporaneamente, vuol dire che l'obiquità è reale per chi scriveva. Andare a spiegare l'ubiquità con trucchi come ologrammi, significa non credere all'ubiquità: e perché non ci credi? Perché la scienza che ci hanno messo in testa non la prevede.

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