Solamente gli imbecilli - e molti giornalisti in malafede – avevano finto di credere che da Sharm-el-Sheik fosse scaturito un reale processo di pace per Gaza e Palestina. E ora che i mesi iniziano a passare, e i fumi dell’autoinganno si diradano, si comincia a vedere chiaramente quale fosse l’estensione del bluff messo in atto da Trump e Netanyahu.
A parte i bombardamenti, che sono cessati, nulla è cambiato a Gaza. I morti quotidiani continuano (“soltanto” una decina al giorno, di media), la fame continua, la mancanza di aiuti umanitari continua come prima. Anzi peggio, perchè proprio ieri Israele ha bandito 37 ONG dall’ingresso nella Striscia, rendendo così ancora più disperata una situazione già drammatica di suo.
Il famoso piano in 20 punti si è quindi rivelato per quello che era, ovvero un piano con due soli punti reali, e diciotto bugie di contorno.
Il discorso di Quaglia sarà trasmesso anche su CasaDelSole, Becciolini Network e Bordernights.
La decisione di Israele di riconoscere formalmente il Somaliland ha innescato una dura reazione diplomatica, in particolare da parte della Cina, e ha riacceso le tensioni geopolitiche nel Corno d’Africa. Pechino ha condannato apertamente la mossa, definendola un atto pericoloso che rischia di destabilizzare ulteriormente una regione già fragile.
Il Ministero degli Esteri cinese ha ribadito che il Somaliland è una “parte inseparabile” della Somalia e ha messo in guardia qualsiasi Paese dal sostenere o incoraggiare forze separatiste per interessi egoistici. Il portavoce Lin Jian ha affermato che la Cina sostiene con fermezza la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale della Somalia, opponendosi a qualsiasi tentativo di smembramento del suo territorio. Pechino ha inoltre esortato le autorità del Somaliland a cessare immediatamente le attività separatiste e le collaborazioni con attori esterni, sottolineando che la questione è un affare interno somalo che deve essere risolto dal popolo somalo nel rispetto della propria Costituzione.
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(Ieri abbiamo saltato Bordernights. Riprendiamo sabato prossimo).
di Carogiù
Fin da ragazzino, mi ha affascinato l’idea che la materia fosse composta di piccole unità fondamentali a loro volta sempre più piccole e mi sono chiesto spesso se il mondo che percepisco sia davvero fatto di piccoli mattoni.
A volte mi sorprendevo a fare viaggi immaginari dall’infinitamente piccolo a all’infinitamente grande a velocità pazzesche fino a farmi venire a volte dei capogiri!
Da adulto, in un modo del tutto inaspettato, la mia vita s’incrocia indirettamente con quella del Professor Roberto Ettore Bertagnolio. La figlia è stata la tata di nostro figlio per un paio di anni e quando lei mi raccontò degli studi condotti dal padre, i suoi contatti e scambi epistolari con una “certa” Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, ne rimasi estremamente affascinato.
L'autore del video è Francesco Mattei. Questo è il suo canale. Vi troverete le "pillole" che ha fatto, in preparazione di questo video.
Alcuni utenti si sono lamentati, di recente, perchè “il livello dei commenti sul sito non è più quello di una volta”. Costoro attribuiscono la caduta di livello, primariamente, all’assenza di certi utenti storici di grande levatura, che in passato hanno dato molto al percorso di luogocomune.
Questo può anche essere vero in astratto, ma l’analisi manca di collocare il problema in un contesto storico.
Oggi non è più il 2005. Quando nacque luogocomune eravamo tutti “vergini”, nel senso che nessuno di noi (me compreso) aveva mai affrontato pubblicamente argomenti importanti come l’11 settembre, le cure alternative, l’evoluzionismo, la Palestina o i danni da vaccino.
Per noi era tutto nuovo, agli inizi, tutto inesplorato. E’ quindi evidente che, di fronte ad argomenti di tale portata, venissero fuori ogni volta discorsi e voci assolutamente unici e illuminanti. Ogni discussione era un flash, una rivelazione, l’apertura di nuove frontiere.
Il Quirinale è perno istituzionale, geopolitico, strategico dello Stato italiano. Di ciò che ne rimane (emblematico il titolo del libro del quirinalista del Corriere, Marzio Breda: “Capi senza Stato”), di ciò che resiste dopo trent’anni di destrutturazione graduale del sistema-Paese, delle sue articolazioni burocratiche interne ed esterne.
Dopo la questione legata alla partita per la Presidenza della Repubblica del 2022 è oggi la proposta di riforma costituzionale in senso presidenzialista di cui parla il governo Meloni a invitare a indagare quanto effettivamente esista già di tale modello in Italia attraverso una radiografia strategica del Paese.
E se da un lato nel 2022 un gruppo di geografi anglosassoni ha censito quasi mezzo milione di punti geografici nel Vecchio Continente da cui partono strade per la capitale italiana, mostrando che “tutte le strade portano a Roma” non è solo un detto, dall’altro nell’Urbe tutte le strade portano al Quirinale. Vi conducono i gangli strategici delle burocrazie ministeriali, gli apparati sistemici del Paese, i circoli di influenza legati ai grandi poteri sistemici (Vaticano, magistratura, imprese di Stato), la diplomazia estera, il notabilato amministrativo che regge lo Stato italiano. Vi conducono gli sguardi e l’attenzione della politica politicante, dai peones ai sempre più transitori comandanti in capo di partiti e correnti. Vi conduce, in ultima istanza, il sistema-Paese nel suo complesso.
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