Mele messe sotto il microscopio per capire quanto sane o poco sane possono essere. Uno studio rivela che il frutto più diffuso e forse più raccontato, dalle Sacre scritture ai cartoni animati, è anche quello che contiene più sostanze pericolose.
Il Pesticide action network Europe ha fatto una serie di analisi, rivelando la presenza dei pesticidi più noti e anche di Pfas, gli ormai celebri interferenti endocrini, inodori, incolori, insapori: sostanze che, a seguito di una prolungata esposizione, possono causare malattie (da quelle oncologiche a quelle del sistema nervoso centrale).
Lo sanno bene in Veneto, dove si è registrato il più grande caso di inquinamento ambientale: quello causato dalla società Miteni di Trissino (Vicenza), che questi impermeabilizzanti li produceva: Pfas che poi finivano anche nell’acqua potabile, come recita la sentenza di condanna del giugno 2025.
Dall’acqua alla frutta. Il report del Network ecologista ha preso in esame da tre a cinque campioni di diverse varietà di mele, per un totale di 59 campioni, provenienti da Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera e Italia). Nel nostro Paese ne parla la rivista La via Libera, progetto editoriale nato dalla collaborazione tra Libera (l’associazione di don Luigi Ciotti) e il Gruppo Abele. La raccolta è stata fatta direttamente dal cestino di due produttori locali, in Alto Adige. Le tipologie scelte sono Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala, Sweetango.
“Il laboratorio indipendente – scrive Laura Fazzini – ha considerato contaminate da pesticidi tutte le mele che superano il valore minimo di quantificazione di 10 microgrammi di inquinante per chilo. Ebbene, il risultato è che l’85 per cento dei campioni è risultato contenere più di un residuo di pesticida”.
Il 64 per cento dei campioni contiene almeno un pesticida prodotto con i composti Pfas, mentre pesticidi neurotossici sono stati rilevati nel 36 per cento dei campioni.
La maglia nera va alle mele acquistate in Lussemburgo e Repubblica Ceca, che sono risultate contenere 7 pesticidi in un solo frutto.
Per quanto riguarda l’Italia le analisi dicono che in quattro dei cinque campioni di mele sono stati trovati l’Acetaprimid e il Fludioxinil. Sempre da La via Libera: e quindi dal Pesticide action network europe: “Il primo è un insetticida tossico per le api, con risultati scientifici che indicano la tossicità per lo sviluppo cerebrale dei feti. Il secondo è un pesticida contenente Pfas, interferente endocrino e inserito nell’elenco dei pesticidi più tossici dell’Unione Europea”.
Il cocktail di sostanze, che poi si degradano nell’ambiente in cui viviamo, è servito.
Fonte Byoblu





La chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
Uccelli che volano a stento malati di morte
Il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
Un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
Il falso progresso ha voluto provare una bomba
Poi pioggia che toglie la sete alla terra che è viva
Invece le porta la morte perché è radioattiva
Eppure il vento soffia ancora
Spruzza l'acqua alle navi sulla prora
E sussurra canzoni tra le foglie
Bacia i fiori, li bacia e non li coglie
Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
Ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
Ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
E tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
E presto la chiave nascosta di nuovi segreti
Così copriranno di fango persino i pianeti
Vorranno inquinare le stelle, la guerra tra i soli
I crimini contro la vita li chiamano errori
Pierangelo Bertoli
Crepi prima stanne certo!
... bellissima canzone Fabio... e ancora attualissima...
... io da una vita mangio due mele al giorno... biologiche... di un produttore che conosco...
... fanno 730 mele all'anno x2... perchè le mangia anche mia moglie... 1460 mele all'anno...
... sono circa 350 kg di mele che ci mangiamo ogni anno...
... e adesso mi dite che fanno male... potevate dirmelo prima...
... sono circa 50 anni che le mangio... 17.500 kg... pari a 87.500 mele...
... ne sto mangiando una anche in questo momento...
... ma certo costano un bot botto...
Del resto ricordo che da piccolo quando si tagliava una mela ingialliva entro pochi secondi, mentre oggi non ingialliscono nemmeno dopo un mese...
Invece con le mele selvatiche tutto benissimo, nessuna allergia, anche con la buccia.
Sono certo che se, questi scienziati studiosi volenterosi, mettessero qualsiasi altro prodotto sotto la lente del microscopio i risultati sarebbero simili.
Dipende sempre da cosa cerchi e cosa decidi di ignorare. Se cerchi PFAS quelli troverai, ma chissà quanti altri bei veleni si potrebbero rilevare.
Per fortuna, almeno qui dalle mie parti, la sequenza si ripete uguale.
Mezza giornata di sereno, fra una perturbazione e la successiva, sbalzi termici di circa 10 gradi in 8 ore, inizio delle attività di volo, spargimento di scarti della combustione, "sabbia" del deserto ovunque a prescindere dalla direzione del vento, pioggerellina svogliata nelle successive 24 ore, e poi via via un aumento dei fenomeni.
Chissà che risultati verrebbero fuori se portassi, a questi insigni studiosi, la frutta che cresce spontanea, sempre più a fatica, in giardino.
Fa piacere sapere che stavolta ci si può dividere fra i "fortunati" che mangiano le mele del vicino, e chi previdente non le mangia affatto.
pfascentral.org/.../...
www.sciencedaily.com/.../250514180920.htm
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41214984/
www.sciencedirect.com/.../S0048969725026087
reddit.com/.../...
Dimenticavo i PFAS sono ovunque. Ma facciamo finta di nulla che è meglio.
Un melo incolto in giardino produce immancabilmente mele deliziose che, non di rado, vengono lasciate marcire a terra, un albero in un meleto, continuamente curato da laboriosi agricoltori, produce mele completamente insapori che vengono esposte con cura in negozio e vendute a caro prezzo.
Se ne deve dedurre che le mele insapori, molto ricercate, siano difficili e costose da ottenere.
Ora cercherò di informarmi se esitono produttori locali, ma mi sa che di garanzie non se ne possono avere comunque.
Non tutta la frutta e verdura subisce lo stesso numero di irrorazioni chimiche, alcuni non ne hanno bisogno, altri pochi, ed altri numerosi trattamenti. Ci sono frutti che sono assolutamente da evitare se si scelgono non biologici, per la numerosa serie di trattamenti che hanno, tra questi ci sono sicuramente le mele.
Proposta: perché non battezzate una mezza giornata alla settimana per rinvenire sul proprio territorio delle fattorie, delle piccole aziende, dei piccoli produttori, degli spacci, insomma dei siti vocati/votati alle attività agricolo-alimentari di piccole/medie dimensioni (dispiace dirlo ma lo considero un dato strategico, escludendo assolutamente i siti produttivi del territorio dell’intera pianura padana: per intenderci partendo letteralmente dalle zone pedemontane quindi le zone collinari tutte intorno ed all’interno dell’aerale padano vanno bene ed anzi sono da considerare dei veri e propri giacimenti/riserve agricolo-alimentari)? Intanto si conoscerebbe della gente eroica ma anche acuta e lungimirante, come di generazione in generazione sono diventati i nostri agricoltori/produttori più illuminati/informati/appassionati, facendosela amica: chi trova amici trova tesori, si diceva una volta, in questo caso potrebbero diventare molto di più di un tesoro anzi dovrebbero essere considerati “degli individui salvavita”; col tempo poi si scoprirebbero tante di quelle cose d’ogni genere che il dovere andare al supermercato potrebbe finire per essere considerato “un atto sconsiderato, inconcepibile ed autolesionista”.
Devo ammettere che io sono agevolato in questa pratica perché vivo in un territorio, l’Alto Adige, che di questa pratica ne ha fatto una vera e propria ragione esistenziale/politica/economica, ma tutte le regioni italiane hanno questi tessuti e queste realtà agricolo-alimentari.
Sintesi della sintesi: torniamo ad essere cacciatori di cose buone e raccoglitori di conoscenze altrui ormai strategiche per vivere senza avvelenarsi.
Scusate se sono stato prolisso ma ho colto l’occasione per meglio farmi capire soprattutto con Cassandro che sostiene si sia “diversi”.
Ormai è tutto contaminato. Che "tu" sia onnivoro, carnivoro, paleo, cheto, vegetariano, vegano, sostanzialmente fa poca differenza rispetto agli inquinanti che ingerisci. Uno schifo.
Devo seriamente mettermi d'impegno e cercare qualche produttore locale di cui potersi fidare, come già suggerito qualche post sopra.
Noi non ci saremo
Vedremo soltanto una sfera di fuoco
Più grande del sole, più vasta del mondo
Nemmeno un grido risuonerà
E catene di monti coperte di neve
Saranno confine a foreste di abeti
Mai mano d'uomo le toccherà
… E solo il silenzio come un sudario si stenderà
Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo
… E il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine
Fra le macerie delle città
… Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
Fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo
… E dai boschi e dal mare ritorna la vita
E ancora la terra sarà popolata
Fra notti e giorni, il sole farà le mille stagioni
E ancora il mondo percorrerà
Gli spazi di sempre
Per mille secoli almeno
… Ma noi non ci saremo
Noi non ci saremo
Noi non ci saremo
Noi non ci saremo
C'era un tipo che viveva in un abbaino
Per avere il cielo sempre vicino
Voleva passare sulla vita come un aeroplano
Perché a lui non importava niente
Di quello che faceva la gente
Solo una cosa per lui era importante
E si esercitava continuamente
Per sviluppare quel talento latente
Che è nascosto tra le pieghe della mente
E la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
Dalla finestra nel tetto con un messaggio
Voleva prendere contatto, diceva
"Extraterrestre, portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre, vienimi a pigliare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"
Una notte il suo messaggio fu ricevuto
E in un istante è stato trasportato
Senza dolore su un pianeta sconosciuto
Il cielo un po' più viola del normale
Un po' più caldo il sole
Ma nell'aria un buon sapore
Terra da esplorare
E dopo la terra il mare
Un pianeta intero con cui giocare
E lentamente la consapevolezza
Mista ad una dolce sicurezza
"L'universo è la mia fortezza"
"Oh, extraterrestre, portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre, vienimi a cercare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"
Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
Comincia a dare segni di incertezza
Si sente crescere dentro l'amarezza
Perché adesso che il suo scopo è stato realizzato
Si sente ancora vuoto
Si accorge che in lui niente è cambiato
Che le sue paure non se ne sono andate
Anzi che semmai sono aumentate
Dalla solitudine amplificate
E adesso passa la vita a cercare
Ancora di comunicare
Con qualcuno che lo possa far tornare, e dice
"Extraterrestre, portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre, non mi abbandonare
Voglio tornare per ricominciare"
"Oh, extraterrestre, portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre, vienimi a pigliare
Voglio tornare per ricominciare"
Eugenio Finardi
A me francamente interesserà poco tornare, anzi per niente
... grande Finardi... non c'è più la musica né le mele di una volta...
... è stata inquinata la musica, l'arte, le mele...
esiste una curiosa associazione tra "mela" e "male".
In latino si scrivono allo stesso modo. I Romani non avevano lo stesso concetto di "male" che abbiamo noi, e l'idea che loro utilizzassero riferimenti vegetali per indicare connotazioni morali non é per nulla peregrina, considerato che, appunto, non avevano un termine che noi potremmo fare equivalere a "male", o peggio che mai, "il Male".
Caratteristiche delle mele che lasciano pensare che si potrebbe usare il nome "mela" per designare un uomo malvagio:
1) i semi di una mela coltivata producono una mela selvatica;
2) la mela marcisce se cade per terra, o subisce una botta anche lieve; sennó rimane buona molto a lungo, se correttamente conservata
3) una mela marcia fa veramente marcire le mele sane che ha intorno; fa anche maturare altri frutti, come per esempio la banana.
4) si dice che "la mela nasce con il verme". Questo é vero in molti casi, soprattutto se non si usano pesticidi. Meglio la larva della mela, secondo me, ma comunque riduce il tempo di conservazione del frutto drasticamente.
5) dalle mele si ricava il sidro, bevanda inebriante.
Questi dati potrebbero spiegare l'uso incredibilmente frequente della mela, che peraltro é il frutto per eccellenza, nella mitologia e nella fiaba di tutto il mondo, Genesi inclusa.
Peraltro la Genesi non specifica che sia "mela", mentre il mito di Paride e delle tre dee lo fa. Si riferisce infatti ai pomi d'oro delle Esperidi, che sono "mele", nel senso che tutti le considerano mele. In realtá sono frutti del Paradiso, e quindi non sono mele!
In questi contesti, abbiamo l'idea della mela come "frutto proibito", oppure come "pomo della discordia", ma ricordo anche la mela avvelenata di Biancaneve e la mela sulla testa del figlio di Guglielmo Tell.
Uno dei motti di mio padre è che "una mela al giorno leva il medico di torno". Siccome la mia dottoressa è notoriamente antipatica, per non vederla spesso di mele ne mangiavo due...
Però però però... che numeri ste mele... Aiutano sicuramente a far di conto...Vedi al Sciùr Cassandro # 9#
Per entrare un pò in particolari nutrizionali strategici e terapeutici.
Per chi vive in Calabria, solo nell’ottobre 2025 ho conosciuto Mary, un’anziana signora irlandese, innamorata della nostra terra madre calabra (alla stregua del britannico prof. John Bassett Trumper, svelandone lei la migliore tradizione più “particolare e misconosciuta” sul piano alimentare e lui l’antichissima storia linguistica più “significativa e collegata” alla rivoluzione agricola prei/protostorica calabra, quindi protoeuropea) che produce un olio, anzi
l’O L I O per antonomasia, a prevalenza di oliva carolea (un vero e proprio frutto nutraceutico: dotato cioè di proprietà terapeutiche e/o preventive) ricco di riti, saperi e sapori che riconciliano con questo mondo in balia di una “modernità da fine della storia”.
Ho scritto tutto ciò giusto a riprova di cosa voglia dire calarsi in un territorio:
Azienda Agrituristica Castellaci
Contrada Castellaci SP 12
88050 Zagarise CZ
Italia
Pierangelo Bertoli noto fumatore...
Eugenio Finardi noto per le dipendenze di vario genere...
Tutti capaci di scrivere cose belle, poi purtroppo hanno dato un contribuito significativo ad immettere, nell'ambiente, le sostanze di vario genere tra cui quella citata nell'articolo.
#1 milgio61 03-02-2026 21:15
#16 Primadellesabbie 04-02-2026 10:29
#24 Cassandro 04-02-2026 12:55
Anche io sarei interessato. Se fai spedizioni, mandami pure il contatto o direttamente il listino in DM.
Anche io sarei interessato. Se fai spedizioni, mandami pure il contatto o direttamente il listino in DM.
anche a me, grazie
Anche io sarei interessato, mandami pure una mail o un link al tuo sito in messaggio privato.
Grazie mille.
www.youtube.com/watch?v=rRjsTmwJ0aE
www.youtube.com/watch?v=Oeso6gNKz1k
Per me sei stato preziosissimo in tutto, grazie per il tuo contributo, più riusciamo ad essere consapevoli e più riusciremo ad invertire la tendenza tra pochi se non in singoli. Infatti parlare di diete, regimi, regole alimentari, ed altro connesso, può avere in molti/moltissimi un significato gratificativo interiore, soddisfacendo il nostro verboso pseudointellettualismo tecnico-scientifico maccheronico esteriore, ma nella pratica poi quello che contano sono i dati statistici di incremento delle patologie globali su base mutazionale-genetiche, tumorali giovanili, degenerative della maturità, sempre più vicini alle due cifre e sempre più collegate alle politiche economiche dei bilanci delle multinazionali della chimico-farmacologia che non conoscono limiti ed assestamenti ma solo “crescita esponenziale”…….vedi tra tutti il fenomeno vaccini e quello che si sta provando a fare nella sanità USA , con tutte le resistenze, boicottaggi e fallimenti voluti proprio da quelli che si riempiono la bocca di “salute”……. soltanto dei cazzi loro”……….
Ormai è saltato tutto e solo pochi e/o la consapevolezza dei singoli servirà a mantenere un po’ di solidarietà ed umanità.
"...se smettessimo di usare prodotti fitosanitari ( che chiamate GIUSTAMENTE veleni ) dovrete abituarvi a mangiare frutta e verdura deforme scadente e marcia..."
Da circa 25 anni, nel mio giardino c'è un melo (varietà cox), come in quello di alcuni dei mie vicini e, come loro, non mi sogno di usare nulla per "proteggere" l'eventuale produzione o l'albero.
Ogni anno, in quantità variabile, ho raccolto frutti.
Un paio di anni ricordo che c'è stata una muffa, che poi si è risolta da sola, e il raccolto ne ha risentito, un altro anno c'erano pochi insetti all'epoca dell'impollinazione; quando i frutti sono abbondanti li distendo su tavole all'asciutto e si conservano perfettamente.
A cento metri da casa mia c'è un meleto abbandonato con una decina di varietà di meli, molto vecchi, che si comportano da decenni allo stesso modo.
Dispongo di documentazione fotografica di quanto affermo.
Se si smettessero l'agricoltura intensiva e certe narrazioni, sarebbe un bene per tutti, anche per le piante (forse dovremmo rinunciare alle pesche).
"...questo è vero ma per adesso è utopia. non avremmo frutta per tutti e il costo sarebbe tale che solo i ''ricchi ''potrebbero permettersela."
Non replico per non dare luogo a un'inutile polemica, e ti ringrazio per aver completato l'esposizione.
PS - Ricordo un produttore di sidro che esponeva a una delle ormai mitiche fiere dell'agricoltura inglesi precedenti l'era Blair/mucca pazza, che usava, come argomento promozionale, affermare che il suo prodotto, a differenza di quelli "francesi", non era ottenuto da mele italiane notoriamente invendibili per l'alto uso di veleni...
Quindi per favore, evitiamo di intorpidire le acque per discolparsi o comunque per secondi fini.
Era un ragazzo di campagna
Venne un agente e disse: è meglio se
Vieni via con me
Dentro la casa del governo
Vide in persona il presidente che
Volle bere con lui
Poi venne gente con gli occhiali
E macchine viste mai
Eran dottori e generali
Qualcuno disse a lui
Dio ti aiuti cowboy
Era una ragazza di campagna
Agli uomini in divisa domandò:
Torno a casa o no?
Poi nella luce del tramonto
Il vento del deserto la frustò
Il presidente parlò:
Per uno sbaglio e un tradimento
Siamo alla guerra ormai
Due passaporti per le stelle
Li ho firmati io
Dio vi aiuti, addio
Trattenendo i muscoli la macchina tremò
Poi saltò il coperchio e addosso al cielo si scagliò
Un minuto immenso e via
Come in una sinfonia
Sguardi che si toccano e si chiedono chi sei
Forse lui parlò per primo o forse prima lei
Mentre il cielo andava via
Più veloce del pensiero
Era un bellissimo universo
Presero terra di traverso ma
Tutto bene all right
C'erano rocce e vegetali
I fiumi gli animali e un cielo che
Sulla terra non c'è
C'era respiro ed abbondanza
L'alba del mondo e poi
Una fortissima presenza
Che li attraversò
Benvenuti a voi
Benvenuti sulla spiaggia della nuova età
Cuccioli di un mondo che si è cancellato già
Non guardate indietro mai
Non dimenticate mai
Fate nuovi amori fate nuove geografie
Senza cattedrali, generali e nostalgie
Senza più bandiere mai
E che questo sole sia con voi
con riferimento a benedetti #34:
le mie critiche non tolgono nulla al fatto che sicuramente benedetti é un uomo onesto e lavoratore, e sicuramente fai del tuo meglio per offrire al mercato un buon prodotto.
Io non sono sicuro che le mele non trattate costerebbero piú care. Ok, ce ne sarebbero meno, ma si eliminerebbero anche le spese per i fitosanitari, no? E poi buttiamo via un mucchio di frutta.
Poi ammetto ci sarebbe il problema dell'aspetto, e quindi bisognerebbe educare il consumatore. Purtroppo ci sarebbe anche il problema della conservazione del prodotto, e un frutto non perfetto si conserva molto male.
Sul biologico io posso dire che io mi posso permettere solo il biologico estero (certo non posso pagare un kg di pomodori come 500 grammi di formaggio), e so che all'estero certe cose sono ammesse che qua non lo sono.
Quindi in sostanza concordo con benedetti
Canzone (in realtá poesia, ma credo che tutti ricordano la canzone)
Il vecchio e il Bambino
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera.
L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero
E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni"
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
"...i prezzi per l'alimentazione comune non possono superare una certa soglia, quindi i contadini e gli agricoltori devono essere sostenuti per poter vivere dignitosamente..."
Al presente i contadini ricavano ben poco rispetto al prezzo che il consumatore paga per mettere in tavola il cibo, prezzo che, dopo troppe fasi, viene ulteriormente triplicato per ottenere quello di vendita al consumatore.
PS - Quando esamino mentalmente il problema di come faccia la grande distribuzione a mettere sugli scaffali delle svariate migliaia di supermercati di ogni Paese la mercanzia che abitualmente vi troviamo, per quanto riguarda frutta e verdura tendo a escludere che si possa fare senza il contributo attivo di "certe" organizzazioni.
Poi ci sono analisi periodiche obbligatorie per il rischio di contaminazione. In ogni caso ci sono anche controlli più stringenti sui residui nel prodotto finale.
Nei fatti si ha, se non una certezza assoluta, una alta probabilità di mangiare sano... o perlomeno di non mangiare veleni.
feder.bio/.../
cambialaterra.it/.../...
se ne trovano a iosa di questi dati, naturalmente vengono invocati più controlli più certificazioni più più più ... come se mangiassimo certificazioni invece di pane.
#49 danielas
Quindi? Le truffe esistono e sono sempre esistite. Qui si parlava della normalità, le eccezioni ci saranno sempre. Per quello che ho scritto che c'è "una alta probabilità" e non la certezza assoluta.
Qualsiasi studio che prendi, che compara prodotti tradizionali vs biologici, documenta che questi ultimi sono più "puliti" (passami il termine). Anche lo studio su cui si basa quest'articolo consiglia il bio.
Ma di che stiamo parlando?
ho trovato anche questo vecchio servizio di report (dove guarda caso compare anche la lorenzin
www.youtube.com/watch?v=UsM2SHnGID8
L'unico miglioramento è pretendere l'eliminazione di veleni per tutta l'alimentazione, politiche agricole fatte nell'interesse della popolazione, pretendere che le tante risorse impiegate per la "prevenzione" delle malattie, e che invece obbediscono solo agli interessi delle lobby e perseguitano i singoli, siano impiegate a eliminare le cause, a cominciare dagli imbrogli alimentari.
Non significa che non ci siano i produttori onesti, ma col doppio binario non se ne esce, dedicarsi a cercare la mela e la patata pulita, alla fin fine diventa come ai tempi di guerra (guarda caso), quando la gente doveva partire a racimolare cibo commestibile nelle campagne. Non se ne esce.
L'accostamento del significato simbolica delle due cose è a disposizione di chi voglia tenerne conto.
Riflessione personale.
Inutile dibattersi a vanvera e far balenare false aspettative producendo regolamenti e divieti fantasiosi da aggiungere alla inestricabile massa di provvedimenti accumulati, serve una profonda presa di coscienza da parte di chi sia in grado di raggiungerla: facciamo il possibile per agevolarla e cercare di riconoscerla e riconoscerne l'importanza.
Non c'è nulla da fare se non prenderne atto e ricordare ai complici (siano essi semplici burocrati, faccendieri, piloti, rappresentanti, enti, produttori/fornitori, sperimentatori) che viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Nessuno di loro è al riparo. La loro dose di veleno (procapite) la assumuno ugualmente. A prescindere da cosa mangiano/bevono. Viviamo in un sistema chiuso.
Auguro loro di poter sperimentare personalmente i benefici/venefici effetti del loro operato. Capiranno che lo stipendio non è tutto nella vita.
Boh, io leggo questo:
Per cui in teoria non le dovresti trovare tutto l'anno, almeno non come frutto di stagione.
Dove sbaglio?
... e che in alcuni periodi dell'anno c'è penuria di mele per esaurimento dei magazzini...
... come del resto converrai essere problema uguale per ogni frutto...
... taluni di più... le mele di meno... con un fuori stagione prolungato...
... si conservano bene e per mesi anche in una buona cantina di casa...
P.S. ... do per scontato che tu abbia colto la mia ironia sul #13...
Ok, giustamente e' una faccenda di conservazione, nella mia esperienza non durano cosi' tanto ma non e' che ci metto impegno.