Mele messe sotto il microscopio per capire quanto sane o poco sane possono essere. Uno studio rivela che il frutto più diffuso e forse più raccontato, dalle Sacre scritture ai cartoni animati, è anche quello che contiene più sostanze pericolose. 

 Il Pesticide action network Europe ha fatto una serie di analisi, rivelando la presenza dei pesticidi più noti e anche di Pfas, gli ormai celebri interferenti endocrini, inodori, incolori, insapori: sostanze che, a seguito di una prolungata esposizione, possono causare malattie (da quelle oncologiche a quelle del sistema nervoso centrale).

Lo sanno bene in Veneto, dove si è registrato il più grande caso di inquinamento ambientale: quello causato dalla società Miteni di Trissino (Vicenza), che questi impermeabilizzanti li produceva: Pfas che poi finivano anche nell’acqua potabile, come recita la sentenza di condanna del giugno 2025.

Dall’acqua alla frutta. Il report del Network ecologista ha preso in esame da tre a cinque campioni di diverse varietà di mele, per un totale di 59 campioni, provenienti da  Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera  e Italia).  Nel  nostro Paese ne parla la rivista La via Libera, progetto editoriale  nato dalla collaborazione tra Libera (l’associazione di don Luigi Ciotti) e il Gruppo Abele. La raccolta è stata fatta direttamente dal cestino di due produttori locali, in Alto Adige. Le tipologie scelte sono Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala, Sweetango.

“Il laboratorio indipendente – scrive Laura Fazzini – ha considerato contaminate da pesticidi tutte le mele che superano il valore minimo di quantificazione di 10 microgrammi di inquinante per chilo. Ebbene, il risultato è che l’85 per cento dei campioni è risultato contenere più di un residuo di pesticida”.

 Il 64 per cento dei campioni contiene almeno un pesticida prodotto con i composti Pfas, mentre pesticidi neurotossici sono stati rilevati nel 36 per cento dei campioni.

La maglia nera va alle mele acquistate in Lussemburgo e Repubblica Ceca, che sono risultate contenere 7 pesticidi in un solo frutto.

Per quanto riguarda l’Italia le analisi dicono che in quattro dei cinque campioni di mele sono stati trovati l’Acetaprimid e il Fludioxinil. Sempre da La via Libera: e quindi dal Pesticide action network europe: “Il primo è un insetticida tossico per le api, con risultati scientifici che indicano la tossicità per lo sviluppo cerebrale dei feti. Il secondo è un pesticida contenente Pfas, interferente endocrino e inserito nell’elenco dei pesticidi più tossici dell’Unione Europea”. 

Il cocktail di sostanze, che poi si degradano nell’ambiente in cui viviamo, è servito.

Fonte Byoblu

Comments  
Fossero solo le mele !
Redazione a questo punto va fino in fondo…….
Singolare che questa inchiesta salti fuori nel giorno di San Biagio...
Sta volta però voglio essere anche propositivo, riparatore e rigenerativo invitandovi a leggere in rete qualcosa sulle imprenditorialità “geniali” agricole: MANNA ORGANIC ITALIA e FATTORIA GALLO ROSSO …….due “filosofie” di neoagricoltura (in realtà a ben vedere con radici che si perdono nella notte dei tempi: così soddisfo le curiosità di qualcuno sull’attualità della Preistoria) che da sole servirebbero a salvare almeno alcuni aspetti del bellessere/benessere agricolo italiano, quindi in particolare della nostra “salute comune”.
NON È TUTTO ORO QUEL CHE... MANGIAMO

E l'acqua si riempie di schiuma, il cielo di fumi
La chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
Uccelli che volano a stento malati di morte
Il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
Un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
Il falso progresso ha voluto provare una bomba
Poi pioggia che toglie la sete alla terra che è viva
Invece le porta la morte perché è radioattiva
Eppure il vento soffia ancora
Spruzza l'acqua alle navi sulla prora
E sussurra canzoni tra le foglie
Bacia i fiori, li bacia e non li coglie
Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
Ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
Ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
E tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
E presto la chiave nascosta di nuovi segreti
Così copriranno di fango persino i pianeti
Vorranno inquinare le stelle, la guerra tra i soli
I crimini contro la vita li chiamano errori

Pierangelo Bertoli
Una mela al giorno...
Crepi prima stanne certo!
EPPURE SOFFIA

... bellissima canzone Fabio... e ancora attualissima...
UNA DUE MELE AL GIORNO

... io da una vita mangio due mele al giorno... biologiche... di un produttore che conosco...
... fanno 730 mele all'anno x2... perchè le mangia anche mia moglie... 1460 mele all'anno...
... sono circa 350 kg di mele che ci mangiamo ogni anno...
... e adesso mi dite che fanno male... potevate dirmelo prima... :-D
... sono circa 50 anni che le mangio... 17.500 kg... pari a 87.500 mele...
... ne sto mangiando una anche in questo momento... :-D
Cassandro

Quote:

... io da una vita mangio due mele al giorno... biologiche... di un produttore che conosco...
... fanno 730 mele all'anno x2... perchè le mangia anche mia moglie... 1460 mele all'anno...

Ma non fruttano solo in autunno?
L'agricoltura non esiste più, si chiama industria agricola, come le industrie di copertoni di gomma delle auto.
... comincio a sentirmi poco bene... mi state manipolando...


Quote:

#10 bandit
... Ma non fruttano solo in autunno?...

... fruttano?... non saprei... non mi intendo di interessi bancari...
... ma certo costano un bot botto...
Ecco spiegata la mia (e non solo mia) allergia a molti frutti, le mele in particolare: ne basta una fettina e parte la reazione, con forte nausea e ipersalivazione, per una quindicina di minuti.
Del resto ricordo che da piccolo quando si tagliava una mela ingialliva entro pochi secondi, mentre oggi non ingialliscono nemmeno dopo un mese...

Invece con le mele selvatiche tutto benissimo, nessuna allergia, anche con la buccia.
Vedo con piacere che Massimo ha deciso di accendere il riflettore sull'alimentazione :pint:
Sono certo che se, questi scienziati studiosi volenterosi, mettessero qualsiasi altro prodotto sotto la lente del microscopio i risultati sarebbero simili.
Dipende sempre da cosa cerchi e cosa decidi di ignorare. Se cerchi PFAS quelli troverai, ma chissà quanti altri bei veleni si potrebbero rilevare.
Per fortuna, almeno qui dalle mie parti, la sequenza si ripete uguale.
Mezza giornata di sereno, fra una perturbazione e la successiva, sbalzi termici di circa 10 gradi in 8 ore, inizio delle attività di volo, spargimento di scarti della combustione, "sabbia" del deserto ovunque a prescindere dalla direzione del vento, pioggerellina svogliata nelle successive 24 ore, e poi via via un aumento dei fenomeni.
Chissà che risultati verrebbero fuori se portassi, a questi insigni studiosi, la frutta che cresce spontanea, sempre più a fatica, in giardino.
Fa piacere sapere che stavolta ci si può dividere fra i "fortunati" che mangiano le mele del vicino, e chi previdente non le mangia affatto. :hammer: :pint:
pfascentral.org/.../...
www.sciencedaily.com/.../250514180920.htm
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41214984/
www.sciencedirect.com/.../S0048969725026087
reddit.com/.../...
Dimenticavo i PFAS sono ovunque. Ma facciamo finta di nulla che è meglio.
Prodigi del Paradiso Scientifico, custoditi gelosamente.

Un melo incolto in giardino produce immancabilmente mele deliziose che, non di rado, vengono lasciate marcire a terra, un albero in un meleto, continuamente curato da laboriosi agricoltori, produce mele completamente insapori che vengono esposte con cura in negozio e vendute a caro prezzo.

Se ne deve dedurre che le mele insapori, molto ricercate, siano difficili e costose da ottenere.

Quote:

CASSANDRO: e adesso mi dite che fanno male... potevate dirmelo prima...

Anch'io ci sono rimasto malissimo. La mia mela quotidiana ero l'unico momento in cui mi sentivo sicuro di fare del bene al mio corpo.

Ora cercherò di informarmi se esitono produttori locali, ma mi sa che di garanzie non se ne possono avere comunque.
Come ci alimentiamo è il modo più facile e più efficace in cui possiamo agire per la nostra salute. Evitare quanto più possibile la GDO (grande distribuzione organizzata) e rivolgersi a piccoli produttori locali, se li si conosce di persona anche meglio. Io faccio parte di un GAS (gruppo di acquisto solidale) biologico in cui si acquista direttamente dal produttore, oltre al risparmio monetario, saltando tutte la filiera, si ha la possibilità di conoscere il produttore e visitare l' azienda. Informatevi e aderite al GAS più vicino a voi, richiede un minimo impegno di tempo, non è un supermercato, ma i vantaggi superano di gran lunga questo impegno.  
Non tutta la frutta e verdura subisce lo stesso numero di irrorazioni chimiche, alcuni non ne hanno bisogno, altri pochi, ed altri numerosi trattamenti. Ci sono frutti che sono assolutamente da evitare se si scelgono non biologici, per la numerosa serie di trattamenti che hanno, tra questi ci sono sicuramente le mele.
A tutti
Proposta: perché non battezzate una mezza giornata alla settimana per rinvenire sul proprio territorio delle fattorie, delle piccole aziende, dei piccoli produttori, degli spacci, insomma dei siti vocati/votati alle attività agricolo-alimentari di piccole/medie dimensioni (dispiace dirlo ma lo considero un dato strategico, escludendo assolutamente i siti produttivi del territorio dell’intera pianura padana: per intenderci partendo letteralmente dalle zone pedemontane quindi le zone collinari tutte intorno ed all’interno dell’aerale padano vanno bene ed anzi sono da considerare dei veri e propri giacimenti/riserve agricolo-alimentari)? Intanto si conoscerebbe della gente eroica ma anche acuta e lungimirante, come di generazione in generazione sono diventati i nostri agricoltori/produttori più illuminati/informati/appassionati, facendosela amica: chi trova amici trova tesori, si diceva una volta, in questo caso potrebbero diventare molto di più di un tesoro anzi dovrebbero essere considerati “degli individui salvavita”; col tempo poi si scoprirebbero tante di quelle cose d’ogni genere che il dovere andare al supermercato potrebbe finire per essere considerato “un atto sconsiderato, inconcepibile ed autolesionista”.
Devo ammettere che io sono agevolato in questa pratica perché vivo in un territorio, l’Alto Adige, che di questa pratica ne ha fatto una vera e propria ragione esistenziale/politica/economica, ma tutte le regioni italiane hanno questi tessuti e queste realtà agricolo-alimentari.
Sintesi della sintesi: torniamo ad essere cacciatori di cose buone e raccoglitori di conoscenze altrui ormai strategiche per vivere senza avvelenarsi.
Scusate se sono stato prolisso ma ho colto l’occasione per meglio farmi capire soprattutto con Cassandro che sostiene si sia “diversi”.
Una mela al giorno tiene il medico attorno

Ormai è tutto contaminato. Che "tu" sia onnivoro, carnivoro, paleo, cheto, vegetariano, vegano, sostanzialmente fa poca differenza rispetto agli inquinanti che ingerisci. Uno schifo.

Devo seriamente mettermi d'impegno e cercare qualche produttore locale di cui potersi fidare, come già suggerito qualche post sopra.
Sono una piccola azienda agricola in Piemonte più vicino a Savona. Coltivo senza pesticidi diserbanti ed altre schifezze prelibate di questi tempi. Ho frutta, ortaggi e grani antichi ma la gente non capisce non capisce.
Meraviglioso Bertoli però temo che con i tempi che corrono siano più profetici i Nomadi con

Noi non ci saremo


Vedremo soltanto una sfera di fuoco
Più grande del sole, più vasta del mondo
Nemmeno un grido risuonerà
E catene di monti coperte di neve
Saranno confine a foreste di abeti
Mai mano d'uomo le toccherà
… E solo il silenzio come un sudario si stenderà
Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo
… E il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine
Fra le macerie delle città
… Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
Fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo
… E dai boschi e dal mare ritorna la vita
E ancora la terra sarà popolata
Fra notti e giorni, il sole farà le mille stagioni
E ancora il mondo percorrerà
Gli spazi di sempre
Per mille secoli almeno
… Ma noi non ci saremo
Noi non ci saremo
Noi non ci saremo
Noi non ci saremo
Per me andrà a finire così:

C'era un tipo che viveva in un abbaino
Per avere il cielo sempre vicino
Voleva passare sulla vita come un aeroplano
Perché a lui non importava niente
Di quello che faceva la gente
Solo una cosa per lui era importante
E si esercitava continuamente
Per sviluppare quel talento latente
Che è nascosto tra le pieghe della mente
E la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
Dalla finestra nel tetto con un messaggio
Voleva prendere contatto, diceva
"Extraterrestre, portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre, vienimi a pigliare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"
Una notte il suo messaggio fu ricevuto
E in un istante è stato trasportato
Senza dolore su un pianeta sconosciuto
Il cielo un po' più viola del normale
Un po' più caldo il sole
Ma nell'aria un buon sapore
Terra da esplorare
E dopo la terra il mare
Un pianeta intero con cui giocare
E lentamente la consapevolezza
Mista ad una dolce sicurezza
"L'universo è la mia fortezza"
"Oh, extraterrestre, portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre, vienimi a cercare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"
Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
Comincia a dare segni di incertezza
Si sente crescere dentro l'amarezza
Perché adesso che il suo scopo è stato realizzato
Si sente ancora vuoto
Si accorge che in lui niente è cambiato
Che le sue paure non se ne sono andate
Anzi che semmai sono aumentate
Dalla solitudine amplificate
E adesso passa la vita a cercare
Ancora di comunicare
Con qualcuno che lo possa far tornare, e dice
"Extraterrestre, portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre, non mi abbandonare
Voglio tornare per ricominciare"
"Oh, extraterrestre, portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre, vienimi a pigliare
Voglio tornare per ricominciare"


Eugenio Finardi

A me francamente interesserà poco tornare, anzi per niente

Quote:

#22 Alabarda 17
... siano più profetici i Nomadi con Noi non ci saremo...

... si pure questa molto bella e profetica... sembra dedicata a Gaza...


Quote:

#20 ben.zanotto
... Che "tu" sia onnivoro, carnivoro, paleo, cheto, vegetariano, vegano, sostanzialmente fa poca differenza...

... be no, ne fa parecchia... anche solo per gli animali... mangia etico...


Quote:

#19 milgio61
... soprattutto con Cassandro che sostiene si sia “diversi”.

... ???... a cosa ti riferisci?... dove hai letto questa frase?... non certo da me...
... grande Finardi... non c'è più la musica né le mele di una volta... :-D
... è stata inquinata la musica, l'arte, le mele...
Ciao a tutti:

esiste una curiosa associazione tra "mela" e "male".
In latino si scrivono allo stesso modo. I Romani non avevano lo stesso concetto di "male" che abbiamo noi, e l'idea che loro utilizzassero riferimenti vegetali per indicare connotazioni morali non é per nulla peregrina, considerato che, appunto, non avevano un termine che noi potremmo fare equivalere a "male", o peggio che mai, "il Male".
Caratteristiche delle mele che lasciano pensare che si potrebbe usare il nome "mela" per designare un uomo malvagio:
1) i semi di una mela coltivata producono una mela selvatica;
2) la mela marcisce se cade per terra, o subisce una botta anche lieve; sennó rimane buona molto a lungo, se correttamente conservata
3) una mela marcia fa veramente marcire le mele sane che ha intorno; fa anche maturare altri frutti, come per esempio la banana.
4) si dice che "la mela nasce con il verme". Questo é vero in molti casi, soprattutto se non si usano pesticidi. Meglio la larva della mela, secondo me, ma comunque riduce il tempo di conservazione del frutto drasticamente.
5) dalle mele si ricava il sidro, bevanda inebriante.
Questi dati potrebbero spiegare l'uso incredibilmente frequente della mela, che peraltro é il frutto per eccellenza, nella mitologia e nella fiaba di tutto il mondo, Genesi inclusa.
Peraltro la Genesi non specifica che sia "mela", mentre il mito di Paride e delle tre dee lo fa. Si riferisce infatti ai pomi d'oro delle Esperidi, che sono "mele", nel senso che tutti le considerano mele. In realtá sono frutti del Paradiso, e quindi non sono mele!
In questi contesti, abbiamo l'idea della mela come "frutto proibito", oppure come "pomo della discordia", ma ricordo anche la mela avvelenata di Biancaneve e la mela sulla testa del figlio di Guglielmo Tell.
MELA PIU' MELA MENO
Uno dei motti di mio padre è che "una mela al giorno leva il medico di torno". Siccome la mia dottoressa è notoriamente antipatica, per non vederla spesso di mele ne mangiavo due...

Però però però... che numeri ste mele... Aiutano sicuramente a far di conto...Vedi al Sciùr Cassandro # 9#
#21

Quote:

Sono una piccola azienda agricola in Piemonte più vicino a Savona. Coltivo senza pesticidi diserbanti ed altre schifezze prelibate di questi tempi. Ho frutta, ortaggi e grani antichi ma la gente non capisce non capisce.

ciao, io compro solo da produttori, mi interesserebbe anche il tuo contatto, grazie
L’olio nutraceutico

Per entrare un pò in particolari nutrizionali strategici e terapeutici.
Per chi vive in Calabria, solo nell’ottobre 2025 ho conosciuto Mary, un’anziana signora irlandese, innamorata della nostra terra madre calabra (alla stregua del britannico prof. John Bassett Trumper, svelandone lei la migliore tradizione più “particolare e misconosciuta” sul piano alimentare e lui l’antichissima storia linguistica più “significativa e collegata” alla rivoluzione agricola prei/protostorica calabra, quindi protoeuropea) che produce un olio, anzi
l’O L I O per antonomasia, a prevalenza di oliva carolea (un vero e proprio frutto nutraceutico: dotato cioè di proprietà terapeutiche e/o preventive) ricco di riti, saperi e sapori che riconciliano con questo mondo in balia di una “modernità da fine della storia”.
Ho scritto tutto ciò giusto a riprova di cosa voglia dire calarsi in un territorio:
Azienda Agrituristica Castellaci
Contrada Castellaci SP 12
88050 Zagarise CZ
Italia
Ricordo che l'industria del tabacco inquina parecchio:
Pierangelo Bertoli noto fumatore...
Eugenio Finardi noto per le dipendenze di vario genere...
Tutti capaci di scrivere cose belle, poi purtroppo hanno dato un contribuito significativo ad immettere, nell'ambiente, le sostanze di vario genere tra cui quella citata nell'articolo.

#1 milgio61 03-02-2026 21:15

Quote:

Fossero solo le mele !

Infatti i PFAS sono ovunque, in tutte le filiere alimentari e non. Nessuno escluso purtroppo. Se non utilizzati direttamente, ci sono contaminazioni esterne. Non solo qui in Italia ma, ovunque nel mondo.

#16 Primadellesabbie 04-02-2026 10:29

Quote:

Un melo incolto in giardino produce immancabilmente mele deliziose che, non di rado, vengono lasciate marcire a terra,

L'inquinamento dei giardini è cosa sconosciuta, ma non penso siano il paradiso dei prodotti alimentari. Vedo costantemente sul nostro territorio fior fiore di orti e giardini ben curati, spesso e volentieri a bordo strada. Quelli nelle città nemmeno sono da considerare alimenti.

Quote:

un albero in un meleto, continuamente curato da laboriosi agricoltori, produce mele completamente insapori che vengono esposte con cura in negozio e vendute a caro prezzo.

Ci sono molti agricoltori che lavorano benissimo e producono mele saporite e ad un prezzo onesto. Non sono tutti dei banditi.

Quote:

Se ne deve dedurre che le mele insapori, molto ricercate, siano difficili e costose da ottenere.

Non sempre "difficili" (è molto più facile ottenere una mela insapore che una mela saporita), ma costose per il consumatore sicuramente. Andate direttamente dai produttori e non fate di tutta l'erba un fascio.

#24 Cassandro 04-02-2026 12:55

Quote:

... grande Finardi... non c'è più la musica né le mele di una volta... :-D
... è stata inquinata la musica, l'arte, le mele...

"Una volta" per produrre le mele si usavano prodotti ben peggiori degli attuali con conseguenze sconosciute.
#21 Gianpaolo
Anche io sarei interessato. Se fai spedizioni, mandami pure il contatto o direttamente il listino in DM.
#21 Gianpaolo
Anche io sarei interessato. Se fai spedizioni, mandami pure il contatto o direttamente il listino in DM.


anche a me, grazie
#21 Gianpaolo

Anche io sarei interessato, mandami pure una mail o un link al tuo sito in messaggio privato.
Grazie mille. :pint:
ho trovato su Yt (solo sottotitoli spagnolo) questo film di Jonathan Nossifer che avevo visto alcuni anni fa e apprezzato molto. Tratta principalmente la questione vino e vigneti, che sempre agricoltura è, ma lo inserisce nel contesto ampio, nella storia di gente che a questa coltivazione si è dedicata, le conseguenze delle intromissioni pesanti delle multinazionali tramite "influencer" despoti ricchi strapagati potenti. Il tutto nello stile del racconto, documentato e molto umano di Jonathan Nossifer
www.youtube.com/watch?v=rRjsTmwJ0aE
Mi permetto di intervenire come agricoltore. Fate bene a preoccuparvi, le vostre osservazioni solo legittime. Il problema è complesso e di sicuro non sono in grado di illustrarvelo in modo corretto ma ci provo. In Italia abbiamo le leggi tra le più restrittive per quanto riguarda l'uso di fitofarmaci in Europa. Infatti nonostante siamo tutti nelle stesso mercato l'unione europea da delle direttive che ogni stato recepisce in maniera diversa( piu o meno restrittive) . Questo già di per sè comporta una concorrenza sleale. Perché la frutta che entra deve rispettare le regole del mercato di partenza non quelle del mercato di arrivo. Figuriamoci quella che arriva da Marocco o Tunisia per fare un esempio. Ora bisogna dire che alcuni tipi di frutta in particolare le drupacee ( le pesche su tutte) non si riesce a produrle senza trattamenti fitosanitari. Impossibile. Bisogna anche dire che l'agricoltore non si diverte a fare i trattamenti... è una delle voci di spesa più rilevanti in una campagna agricola. Io non mi alzo alla mattina contento di andare a spendere soldi e tempo per inquinare il mondo. E allora perché lo faccio? lo faccio perchè i consumatori quando vanno al banco della frutta e verdura tra una mela o pesca bacata e una perfettamente liscia scelgono SEMPRE quest'ultima. Lo so...alcuni di voi no, sono attenti ... Ma non fate testo. I consumatori non siete voi singoli, ma la massa. Ed è la massa che fa il mercato. Altra cosa... se smettessimo di usare prodotti fitosanitari ( che chiamate GIUSTAMENTE veleni ) dovrete abituarvi a mangiare frutta e verdura deforme scadente e marcia... col paradosso di pagarla 3\4 o piu volte di piu, perche il contadino produrrà minori quantità e per stare in piedi dovrà vendere ad un prezzo piu alto. Tutto questo è fattibile? bho... io non credo ...perchè saremmo invasi da prodotti proveniente da ogni parte del mondo ( in alcune zone si usa ancora il ddt) e prezzi stracciati. Conseguenze? scomparsa dell'agricoltura italiana. ( e chi se ne frega direte voi finchè non tocca a me) e l'abbandono di territori che verrebbero lasciati incolti. La strada dell'acquisto dal piccolo produttore, che molti di voi suggeriscono , è giusta. Il piccolo produttore vende direttamente il prodotto saltando tutta la rete di intermediari e la grande distribuzione. Questo comporta maggior guadagno per lui e risparmio per voi. Corretto e giusto. Pero mi permetto in punta di piedi e col massimo rispetto di dirvi attenzione... il biologico inteso come molti di voi pensano , non esiste. Si le aziende possono essere certificate e i controlli ci sono, ma anche nei disciplinari del biologico sono previsti trattamenti ... il biologico puro non esiste. Negli ultimi anni, con l'arrivo di insetti e malattie nuove come per esempio la cimici asiatica, IMPONE degli interventi. ( no ..le reti di protezione non funzionano). Quindi che dire... ci sarebbero tante altre sfacettature ma mi limito a dire che la colpa non fatela ricadere sugli agricoltori come me. Stiamo scomparendo in Italia il 65% delle aziende agricole non ha un sucessore, siamo l'anello debole della catena non abbiamo potere contrattuale sul prezzo dei nostri prodotti e siamo esposti al rischio di calamita naturali. Mi vorrei evitare anche di sentirmi dare dell'avvelenatore perchè francamente non credo di esserlo. Nel mio caso poi produco kiwi verde. Non usiamo ''veleni '' perche non servono ma stiamo sparendo perche la nuova malattia che è arrivata sta sterminado tutti gli impianti . La chiamano ''moria del kiwi'' e sta uccidendo pian piano tutte le piante. Eravamo il maggior produttore mondiale ( cina esclusa perche non fa testo) siamo ormai alla frutta( se si puo dire cosi :)). Scusate la sintassi e la mia poca capacità di sintesi.
qui il trailer, significativo, di un altro film di Jonathan Nossifer
www.youtube.com/watch?v=Oeso6gNKz1k
#34 benedetti

Quote:

Scusate la sintassi e la mia poca capacità di sintesi.

grazie del tuo intervento, lucido comprensibile utile!
Caro benedetti del #34
Per me sei stato preziosissimo in tutto, grazie per il tuo contributo, più riusciamo ad essere consapevoli e più riusciremo ad invertire la tendenza tra pochi se non in singoli. Infatti parlare di diete, regimi, regole alimentari, ed altro connesso, può avere in molti/moltissimi un significato gratificativo interiore, soddisfacendo il nostro verboso pseudointellettualismo tecnico-scientifico maccheronico esteriore, ma nella pratica poi quello che contano sono i dati statistici di incremento delle patologie globali su base mutazionale-genetiche, tumorali giovanili, degenerative della maturità, sempre più vicini alle due cifre e sempre più collegate alle politiche economiche dei bilanci delle multinazionali della chimico-farmacologia che non conoscono limiti ed assestamenti ma solo “crescita esponenziale”…….vedi tra tutti il fenomeno vaccini e quello che si sta provando a fare nella sanità USA , con tutte le resistenze, boicottaggi e fallimenti voluti proprio da quelli che si riempiono la bocca di “salute”……. soltanto dei cazzi loro”……….
Ormai è saltato tutto e solo pochi e/o la consapevolezza dei singoli servirà a mantenere un po’ di solidarietà ed umanità.
#34 benedetti 04-02-2026 16:01

"...se smettessimo di usare prodotti fitosanitari ( che chiamate GIUSTAMENTE veleni ) dovrete abituarvi a mangiare frutta e verdura deforme scadente e marcia..."

Da circa 25 anni, nel mio giardino c'è un melo (varietà cox), come in quello di alcuni dei mie vicini e, come loro, non mi sogno di usare nulla per "proteggere" l'eventuale produzione o l'albero.

Ogni anno, in quantità variabile, ho raccolto frutti.

Un paio di anni ricordo che c'è stata una muffa, che poi si è risolta da sola, e il raccolto ne ha risentito, un altro anno c'erano pochi insetti all'epoca dell'impollinazione; quando i frutti sono abbondanti li distendo su tavole all'asciutto e si conservano perfettamente.
A cento metri da casa mia c'è un meleto abbandonato con una decina di varietà di meli, molto vecchi, che si comportano da decenni allo stesso modo.

Dispongo di documentazione fotografica di quanto affermo.

Se si smettessero l'agricoltura intensiva e certe narrazioni, sarebbe un bene per tutti, anche per le piante (forse dovremmo rinunciare alle pesche).

Quote:

Ogni anno, in quantità variabile, ho raccolto frutti. Un paio di anni ricordo che c'è stata una muffa, che poi si è risolta da sola, e il raccolto ne ha risentito, un altro anno c'erano pochi insetti all'epoca dell'impollinazione

Chiaramente come ben saprai c'è differenza tra avere una pianta in giardino o ettari di frutteto. La tua pianta che ne produca una cassa o tre per te non fa differenza. Per chi ci deve vivere si. Non conosco la varietà che citi ma le varietà antiche sono molto più tolleranti alle malattie rispetto a quelle ''moderne'' producono di solito meno e frutta più piccola. SICURAMENTE pero più saporita ma economicamente non redditizia. Altrimenti pianterebbero tutti la varietà cox.


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Se si smettessero l'agricoltura intensiva e certe narrazioni, sarebbe un bene per tutti, anche per le piante (forse dovremmo rinunciare alle pesche).

questo è vero ma per adesso è utopia. non avremmo frutta per tutti e il costo sarebbe tale che solo i ''ricchi ''potrebbero permettersela
#34 benedetti

Quote:

se smettessimo di usare prodotti fitosanitari ( che chiamate GIUSTAMENTE veleni ) dovrete abituarvi a mangiare frutta e verdura deforme scadente e marcia... col paradosso di pagarla 3\4 o piu volte di piu, perche il contadino produrrà minori quantità e per stare in piedi dovrà vendere ad un prezzo piu alto. Tutto questo è fattibile?

Probabilmente sarebbe abbastanza fattibile, con una consapevolezza più diffusa che siamo tutti sulla stessa barca, tutti dobbiamo avere cibo aria e acqua compatibile con la vita umana, la quale invece compatibile non è col capitalismo senza limiti, il mercato libero e neanche quello anarchico. La vita e la salute umane hanno regole. Chi vuole pasteggiare a caviale e champagne (dico a caso) libero di farlo lo paga quel che chiede il mercato, e anche chi vuole nutrirsi a filetto, ma deve esserci cibo sano accessibile a tutta la popolazione, i prezzi per l'alimentazione comune non possono superare una certa soglia, quindi i contadini e gli agricoltori devono essere sostenuti per poter vivere dignitosamente, con le loro famiglie, producendo cibo non avvelenato. Sarebbe semplice, tutti i cosiddetti "aiuti" e "sostegni" all'agricoltura fossero stati dati davvero agli agricoltori con questo scopo, invece di ingrassare le multinazionali e le lobby dei veleni, della chimica e dei biolaboratori. Come con la farmaceutica e la sanità, che di sano non hanno più nulla.
#39 benedetti

"...questo è vero ma per adesso è utopia. non avremmo frutta per tutti e il costo sarebbe tale che solo i ''ricchi ''potrebbero permettersela."

Non replico per non dare luogo a un'inutile polemica, e ti ringrazio per aver completato l'esposizione.

PS - Ricordo un produttore di sidro che esponeva a una delle ormai mitiche fiere dell'agricoltura inglesi precedenti l'era Blair/mucca pazza, che usava, come argomento promozionale, affermare che il suo prodotto, a differenza di quelli "francesi", non era ottenuto da mele italiane notoriamente invendibili per l'alto uso di veleni...
#34 benedetti

Quote:

Mi permetto di intervenire come agricoltore.

Intanto grazie dell'intervento, è sempre un piacere leggere una testimonianza diretta con le proprie motivazioni, per quanto da consumatore non le condivido affatto.

Quote:

In Italia abbiamo le leggi tra le più restrittive per quanto riguarda l'uso di fitofarmaci in Europa.

Ciò ci tutela relativamente, ma non ci salva dal trangugiare pesticidi. Il fatto che, come in questo caso, PFAS, neurotossine e interferenti endocrini siano entro i limiti di legge (che in molti casi si sa già che nei prossimi anni dovranno essere abbassati), significa solo che i produttori non commettono nessun illecito, non significa che quella frutta sia salubre. Anzi probabilmente è nociva.

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Ora bisogna dire che alcuni tipi di frutta in particolare le drupacee ( le pesche su tutte) non si riesce a produrle senza trattamenti fitosanitari. Impossibile.

Per restare in tema, quando leggo la parola "impossibile" mi viene un po' di orticaria. Che significa? I produttori biologici come fanno?

Quote:

E allora perché lo faccio? lo faccio perchè i consumatori quando vanno al banco della frutta e verdura tra una mela o pesca bacata e una perfettamente liscia scelgono SEMPRE quest'ultima.

Idem. Dipende dal target che ti dai: se ti rivolgi al grande pubblico ed entri nei macchinari della GDO, starai sempre giocando al ribasso e troverai sempre qualcuno che ribassa più di te, che ha meno scrupoli di te, nel sacro nome del libbero mercato.

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Tutto questo è fattibile? bho... io non credo ...perchè saremmo invasi da prodotti proveniente da ogni parte del mondo ( in alcune zone si usa ancora il ddt) e prezzi stracciati. Conseguenze? scomparsa dell'agricoltura italiana.

Infatti il problema è proprio quello, la globalizzazione e il libbero mercato (vedi l'accordo del Mercosur, che è solo l'ultimo in ordine cronologico) imposto dall'UE, insieme alla decrescita decennale del potere di acquisto degli italiani, sempre dovuto alle imposizioni di austerità dettate dal neolibberismo dell'UE. Eppure non ho visto (se non in casi sporadici, partite dalla Francia o dal nord europa) delle battaglie che uniscano gli agricoltori contro queste politiche suicide. Quando si è mosso qualcosa, è sempre finito a tarallucci e vino nell'arco di qualche giorno. Ci hanno deindustrializzato in 30 anni, mentre all'agricoltura riservano un declino più lento ma ugualmente inesorabile.

Quote:

il biologico inteso come molti di voi pensano , non esiste. Si le aziende possono essere certificate e i controlli ci sono, ma anche nei disciplinari del biologico sono previsti trattamenti ... il biologico puro non esiste.

Non mi pare una grande strategia instillare il sospetto sul bio: le contrapposizioni orizzontali fanno sempre il gioco di chi sta sopra. Come saprai il disciplinare del bio vieta pesticidi chimici di sintesi, erbicidi, OGM, radiazioni ionizzanti, fertilizzanti minerali sintetici, ormoni di crescita e antibiotici di routine. I pericolosi trattamenti di cui parli si riferiscono a prodotti naturali come il rame, lo zolfo, gli oli essenziali, gli estratti vegetali, alcuni batteri o funghi antagonisti. Per la fertilizzazione idem: niente chimica di sintesi ma letame, compost, guano, farine animali/vegetali, alghe, vinacce...
Quindi per favore, evitiamo di intorpidire le acque per discolparsi o comunque per secondi fini.

Quote:

Quindi che dire... ci sarebbero tante altre sfacettature ma mi limito a dire che la colpa non fatela ricadere sugli agricoltori come me.

La "colpa" non è in quello che fate nel vostro lavoro (che rientra nella legalità), la colpa è in ciò che non fate, nel non battersi abbastanza contro le istituzioni che vi ingabbiano in un sistema in cui tutti noi perdiamo, e vince solo qualche multinazionale.
Perfettamente azzeccati i riferimenti a Bertoli e ai Nomadi. Propongo anch'io una canzone che, se continuiamo di questo passo, temo che diventerà di estrema attualità: Passaporto per le stelle, dei Pooh, dall'album Tropico del Nord (1983).

Era un ragazzo di campagna
Venne un agente e disse: è meglio se
Vieni via con me
Dentro la casa del governo
Vide in persona il presidente che
Volle bere con lui
Poi venne gente con gli occhiali
E macchine viste mai
Eran dottori e generali
Qualcuno disse a lui
Dio ti aiuti cowboy
Era una ragazza di campagna
Agli uomini in divisa domandò:
Torno a casa o no?
Poi nella luce del tramonto
Il vento del deserto la frustò
Il presidente parlò:
Per uno sbaglio e un tradimento
Siamo alla guerra ormai
Due passaporti per le stelle
Li ho firmati io
Dio vi aiuti, addio
Trattenendo i muscoli la macchina tremò
Poi saltò il coperchio e addosso al cielo si scagliò
Un minuto immenso e via
Come in una sinfonia
Sguardi che si toccano e si chiedono chi sei
Forse lui parlò per primo o forse prima lei
Mentre il cielo andava via
Più veloce del pensiero
Era un bellissimo universo
Presero terra di traverso ma
Tutto bene all right
C'erano rocce e vegetali
I fiumi gli animali e un cielo che
Sulla terra non c'è
C'era respiro ed abbondanza
L'alba del mondo e poi
Una fortissima presenza
Che li attraversò
Benvenuti a voi
Benvenuti sulla spiaggia della nuova età
Cuccioli di un mondo che si è cancellato già
Non guardate indietro mai
Non dimenticate mai
Fate nuovi amori fate nuove geografie
Senza cattedrali, generali e nostalgie
Senza più bandiere mai
E che questo sole sia con voi
Ciao a tutti:

con riferimento a benedetti #34:

le mie critiche non tolgono nulla al fatto che sicuramente benedetti é un uomo onesto e lavoratore, e sicuramente fai del tuo meglio per offrire al mercato un buon prodotto.
Io non sono sicuro che le mele non trattate costerebbero piú care. Ok, ce ne sarebbero meno, ma si eliminerebbero anche le spese per i fitosanitari, no? E poi buttiamo via un mucchio di frutta.
Poi ammetto ci sarebbe il problema dell'aspetto, e quindi bisognerebbe educare il consumatore. Purtroppo ci sarebbe anche il problema della conservazione del prodotto, e un frutto non perfetto si conserva molto male.
Sul biologico io posso dire che io mi posso permettere solo il biologico estero (certo non posso pagare un kg di pomodori come 500 grammi di formaggio), e so che all'estero certe cose sono ammesse che qua non lo sono.
Quindi in sostanza concordo con benedetti

Canzone (in realtá poesia, ma credo che tutti ricordano la canzone)

Il vecchio e il Bambino

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera.
L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero
E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni"
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
#42 Zagreus

Quote:

Non mi pare una grande strategia instillare il sospetto sul bio: le contrapposizioni orizzontali fanno sempre il gioco di chi sta sopra. Come saprai il disciplinare del bio vieta pesticidi chimici di sintesi, erbicidi, OGM, radiazioni ionizzanti, fertilizzanti minerali sintetici, ormoni di crescita e antibiotici di routine. I pericolosi trattamenti di cui parli si riferiscono a prodotti naturali come il rame, lo zolfo, gli oli essenziali, gli estratti vegetali, alcuni batteri o funghi antagonisti. Per la fertilizzazione idem: niente chimica di sintesi ma letame, compost, guano, farine animali/vegetali, alghe, vinacce...

Credo che il discorso sia un po' più complesso. Intendiamoci, quello che scrivi è giusto, o, per essere più precisi, sarebbe giusto in un mondo normale. Mi spiego: ammettiamo pure che un agricoltore sia animato dai sentimenti migliori del mondo e faccia tutto, ma proprio tutto, come tu hai dettagliato sopra. Resta sempre e comunque un margine molto ampio di possibilità che il suo raccolto non sia completamente biologico. Innanzitutto resta da capire se le sementi che adopera sono assolutamente no OGM. E, se le acquisti, non ne avrai mai la certezza assoluta. In secondo luogo, se usi ad esempio letame per concimare la terra, e non è prodotto da te, come puoi essere matematicamente sicuro che questo provenga da vacche non trattate con antibiotici, vaccini ed ormoni vari, e quindi contaminato all'origine? Infine, anche se si avesse la matematica certezza che tutta la filiera è conforme, resta ancora da capire quanto è contaminata la terra in cui semini. Possiamo essere ragionevolmente sicuri che tutta la merda che scaricano quotidianamente in cielo con le scie chimiche non influisca affatto sulle coltivazioni? Io non ci scommetterei nemmeno un centesimo, se devo essere sincero.
#40 danielas 04-02-2026 17:13

"...i prezzi per l'alimentazione comune non possono superare una certa soglia, quindi i contadini e gli agricoltori devono essere sostenuti per poter vivere dignitosamente..."

Al presente i contadini ricavano ben poco rispetto al prezzo che il consumatore paga per mettere in tavola il cibo, prezzo che, dopo troppe fasi, viene ulteriormente triplicato per ottenere quello di vendita al consumatore.

PS - Quando esamino mentalmente il problema di come faccia la grande distribuzione a mettere sugli scaffali delle svariate migliaia di supermercati di ogni Paese la mercanzia che abitualmente vi troviamo, per quanto riguarda frutta e verdura tendo a escludere che si possa fare senza il contributo attivo di "certe" organizzazioni.
#34 benedetti

Quote:

il biologico inteso come molti di voi pensano , non esiste. Si le aziende possono essere certificate e i controlli ci sono, ma anche nei disciplinari del biologico sono previsti trattamenti ... il biologico puro non esiste. Negli ultimi anni, con l'arrivo di insetti e malattie nuove come per esempio la cimici asiatica, IMPONE degli interventi. ( no ..le reti di protezione non funzionano).

Infatti. Ricordo l'inizio del "biologico" (così definito: piccoli produttori che allevavano e coltivavano "pulito" ci sono sempre stati), un 50 anni fa ormai. All'inizio i piccoli negozi, piccole cooperative sempre più estese, la fetta di mercato si è via via ingigantita e il "biologico" è entrato in tutti i supermercati. Nel frattempo i veleni cui siamo sottoposti si sono moltiplicati, non diminuiti, quindi i conti non tornano. Se non altro perchè i prodotti provengono da zone altamente inquinate, vedi per esempio l'articolo dove dice "Lo sanno bene in Veneto, dove si è registrato il più grande caso di inquinamento ambientale: quello causato dalla società Miteni di Trissino (Vicenza), che questi impermeabilizzanti li produceva: Pfas che poi finivano anche nell’acqua potabile, come recita la sentenza di condanna del giugno 2025." In veneto operano grosse aziende "biologiche". Dal che risulta che col "biologico" non c'è strada, l'unica via di miglioramento sarebbe una volontà compatta da parte della popolazione volta a ottenere la riduzione dell'avvelenamento e della sofisticazione alimentare alla fonte, per tutte le coltivazione e gli allevamenti, che siano o non siano classificati "bio".
BIOLOGICO


Quote:

#45 Stonefish59:
Innanzitutto resta da capire se le sementi che adopera sono assolutamente no OGM. E, se le acquisti, non ne avrai mai la certezza assoluta.

In Italia sono vietate.

Quote:

In secondo luogo, se usi ad esempio letame per concimare la terra, e non è prodotto da te, come puoi essere matematicamente sicuro che questo provenga da vacche non trattate con antibiotici, vaccini ed ormoni vari, e quindi contaminato all'origine?

Basta rifornirsi da allevatori biologici. Lo prevede il disciplinare che il letame provenga solo da fonti autorizzate.

Quote:

Infine, anche se si avesse la matematica certezza che tutta la filiera è conforme,

Tutto è tracciato. Se ne occupa anche l'ente certificatore che tutta la filiera sia conforme.

Quote:

resta ancora da capire quanto è contaminata la terra in cui semini

Se si tratta di una contaminazione accidentale, può succedere. Utilizzare invece terra o acqua inquinate è vietato.
Poi ci sono analisi periodiche obbligatorie per il rischio di contaminazione. In ogni caso ci sono anche controlli più stringenti sui residui nel prodotto finale.

Nei fatti si ha, se non una certezza assoluta, una alta probabilità di mangiare sano... o perlomeno di non mangiare veleni.

Quote:

Nei fatti si ha, se non una certezza assoluta, una alta probabilità di mangiare sano... o perlomeno di non mangiare veleni.

mah ...
feder.bio/.../
cambialaterra.it/.../...
se ne trovano a iosa di questi dati, naturalmente vengono invocati più controlli più certificazioni più più più ... come se mangiassimo certificazioni invece di pane.
BIOLOGICO
#49 danielas

Quindi? Le truffe esistono e sono sempre esistite. Qui si parlava della normalità, le eccezioni ci saranno sempre. Per quello che ho scritto che c'è "una alta probabilità" e non la certezza assoluta.

Qualsiasi studio che prendi, che compara prodotti tradizionali vs biologici, documenta che questi ultimi sono più "puliti" (passami il termine). Anche lo studio su cui si basa quest'articolo consiglia il bio.
Ma di che stiamo parlando?
Biologico
ho trovato anche questo vecchio servizio di report (dove guarda caso compare anche la lorenzin :-D ):
www.youtube.com/watch?v=UsM2SHnGID8
L'unico miglioramento è pretendere l'eliminazione di veleni per tutta l'alimentazione, politiche agricole fatte nell'interesse della popolazione, pretendere che le tante risorse impiegate per la "prevenzione" delle malattie, e che invece obbediscono solo agli interessi delle lobby e perseguitano i singoli, siano impiegate a eliminare le cause, a cominciare dagli imbrogli alimentari.
Non significa che non ci siano i produttori onesti, ma col doppio binario non se ne esce, dedicarsi a cercare la mela e la patata pulita, alla fin fine diventa come ai tempi di guerra (guarda caso), quando la gente doveva partire a racimolare cibo commestibile nelle campagne. Non se ne esce.
Se abbiamo inquinato l'acqua tutto è inquinato, non esistono terreni, tranne forse i deserti, che possano considerarsi al riparo dagli effetti delle sostanze nocive intenzionalmente prodotte e irrorate (a fini di lucro, inutile girarci intorno), come non esistono stili di vita che ci consentano di stare fuori dal ciclo dello sfruttamento reciproco su cui si regge il sistema che abbiamo adottato e imposto.

L'accostamento del significato simbolica delle due cose è a disposizione di chi voglia tenerne conto.

Riflessione personale.
Inutile dibattersi a vanvera e far balenare false aspettative producendo regolamenti e divieti fantasiosi da aggiungere alla inestricabile massa di provvedimenti accumulati, serve una profonda presa di coscienza da parte di chi sia in grado di raggiungerla: facciamo il possibile per agevolarla e cercare di riconoscerla e riconoscerne l'importanza.
@Stonefish59

Quote:

Possiamo essere ragionevolmente sicuri che tutta la merda che scaricano quotidianamente in cielo con le scie chimiche contrail (come sdoganato dalla scienza avionautica ;-) :perculante: ) non influisca affatto sulle coltivazioni? Io non ci scommetterei nemmeno un centesimo, se devo essere sincero.

Esatto. :pint: Purtroppo sembra che questo particolare sfugga a molti. Si guarda l'aspetto in maniera parziale e non complessiva. C'è da dire che su questo fronte siamo assolutamente inermi, peggio ancora, per la maggior parte del popollame assimilabili a paranoici personaggi con la stagnola in testa.
Non c'è nulla da fare se non prenderne atto e ricordare ai complici (siano essi semplici burocrati, faccendieri, piloti, rappresentanti, enti, produttori/fornitori, sperimentatori) che viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Nessuno di loro è al riparo. La loro dose di veleno (procapite) la assumuno ugualmente. A prescindere da cosa mangiano/bevono. Viviamo in un sistema chiuso.
Auguro loro di poter sperimentare personalmente i benefici/venefici effetti del loro operato. Capiranno che lo stipendio non è tutto nella vita.
Cassandro 13

Boh, io leggo questo:

Quote:

Le mele fruttano tra luglio e ottobre, con una finestra di maturazione che varia a seconda delle varietà.

Che coincide con la mia esperienza.
Per cui in teoria non le dovresti trovare tutto l'anno, almeno non come frutto di stagione.

Dove sbaglio?

Quote:

#54 bandit
... Dove sbaglio?

... non sbagli... ma dimentichi lo stoccaggio in cella...
... e che in alcuni periodi dell'anno c'è penuria di mele per esaurimento dei magazzini...
... come del resto converrai essere problema uguale per ogni frutto...
... taluni di più... le mele di meno... con un fuori stagione prolungato...
... si conservano bene e per mesi anche in una buona cantina di casa...

P.S. ... do per scontato che tu abbia colto la mia ironia sul #13... :-D
Cassandro

Ok, giustamente e' una faccenda di conservazione, nella mia esperienza non durano cosi' tanto ma non e' che ci metto impegno.


Quote:

P.S. ... do per scontato che tu abbia colto la mia ironia sul #13... :-D

Ironia? Quale ironia? :-D