di Davide71
Alle volte ritorna, nei commenti di Luogocomune, la frustrazione di alcuni utenti che, nonostante i loro sforzi, hanno l'impressione che non ottengono nessun risultato, e anzi, che il potere stia stringendo le maglie sulla controinformazione, zittendo le voci fuori dal coro con la propaganda, la censura, e a volte con sistemi meschini (attacchi informatici) e altri degni della Mafia, e non di un Paese civile (intimidazioni, se non peggio).
Ammetto che la frustrazione è comprensibile, e le preoccupazioni giustificate, ma questo non significa che le cose non cambino, anzi, in qualche modo stanno cambiando già in questo momento.
Per prima cosa la gente sta cambiando, e questa è già una vittoria di per sé.
Ricordo infatti che, per la maggior parte, la prima persona di cui siamo responsabili intellettualmente siamo noi stessi. Siamo noi che dobbiamo informarci, ragionare, e formarci idee il più possibile esatte di quello che ci sta succedendo intorno, e questo lo facciamo innanzi tutto per noi stessi.
di Carogiù
Fin da ragazzino, mi ha affascinato l’idea che la materia fosse composta di piccole unità fondamentali a loro volta sempre più piccole e mi sono chiesto spesso se il mondo che percepisco sia davvero fatto di piccoli mattoni.
A volte mi sorprendevo a fare viaggi immaginari dall’infinitamente piccolo a all’infinitamente grande a velocità pazzesche fino a farmi venire a volte dei capogiri!
Da adulto, in un modo del tutto inaspettato, la mia vita s’incrocia indirettamente con quella del Professor Roberto Ettore Bertagnolio. La figlia è stata la tata di nostro figlio per un paio di anni e quando lei mi raccontò degli studi condotti dal padre, i suoi contatti e scambi epistolari con una “certa” Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, ne rimasi estremamente affascinato.
di Paolo Desogus
Circola con sempre più insistenza l'idea secondo cui nazismo e fascismo sono in realtà espressione della storia del socialismo. La segretaria di AFD ha persino affermato che il Nazionalsocialismo, considerati il nome e le politiche stataliste, era comunista. Solo per per via di storici tendenziosi e di sinistra queste due ideologia sarebbero state inquadrata a destra, tra i conservatori.
Immagino che questa interpretazione faccia quantomeno sorridere. Sembra infatti così scema, così fuori di testa da non poter essere veramente presa sul serio. Si direbbe del resto il frutto avariato di una propaganda che si fa gioco dell'ignoranza diffusa e che si appoggia sul discredito che nel corso degli anni ha accumulato tutto ciò appartiene alla storia della sinistra.
Riflettendoci però un attimo. A me pare che in questo delirio ci sia un elemento tutt'altro che stupido o semplicemente demagogico. Quando l'AFD, Musk, i MAGA e presto gli esponenti della destra italiana e francese dicono che fascismo e nazismo sono espressioni della sinistra stanno in realtà compiendo una ristrutturazione ideologica accompagnata da un messaggio alle élite internazionali sul futuro della nuova ultradestra oggi al potere negli USA e ispiratrice di altre destre come quella meloniana.
C’è una vicenda che in questi giorni mi ha incuriosito, perchè di difficile interpretazione. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei rapinatori che fuggivano dopo averlo derubato (il terzo è rimasto gravemente ferito).
Da un punto di vista tecnico, il caso è molto semplice: i rapinatori stavano scappando, erano già fuori dal suo negozio (non presentavano quindi più un rischio per lui in quel momento), ma lui li ha comunque inseguiti, pistola alla mano, per ammazzarli. Questa, ovviamente, non è legittima difesa: persino negli Stati Uniti, dove le regole sono molto più favorevoli a chi si difende, questo caso non verrebbe mai classificato come legittima difesa.
Quindi, tecnicamente, si tratta di un doppio assassinio intenzionale. Abbiamo visto tutti le immagini brutali nelle quali Roggero spara addirittura ad un rapinatore già a terra, dandogli il colpo di grazia.
Eppure ...
Ho trovato questo canale interessante. Pubblico uno dei loro video più significativi:
Questo è il testo del video (ho fatto alcune correzioni, perchè sembra prodotto in automatico): La democrazia ti è stata venduta come la vittoria della libertà, ma in pratica si è trasformata in un teatro accuratamente messo in scena. I candidati cambiano, i discorsi si rinnovano, le bandiere si scambiano, ma i veri detentori del potere non compaiono mai sul palco. Il popolo crede di decidere il proprio destino, quando in realtà sta solo applaudendo l'opera scritta dietro le quinte. Nietzsche avvertì "Non ci sono fatti, solo interpretazioni”, e l'interpretazione che ti hanno venduto sulla democrazia è la più redditizia di tutte per chi è al controllo. Preparati a smontare lo spettacolo perché la verità su questo sistema non si trova nei libri di storia o nei discorsi da campagna elettorale, si trova dietro le quinte dove non sei mai stato invitato a entrare.
La vicenda della “famiglia nel bosco” apre una discussione su una tematica più ampia: è davvero pensabile oggi “uscire dal sistema” e vivere solo di quello che offre la natura, e del lavoro delle proprie mani? La storia di questa coppia sembra confermarlo in pieno.
di Patrizio Ricci
IL PARADOSSO DELL’OCCIDENTE MODERNO
Perché i leader occidentali accettano, quasi senza reagire, decisioni che danneggiano in modo evidente i loro stessi Paesi? Che cosa spinge governi eletti — formalmente sovrani — a eseguire politiche che ne erodono la sicurezza, la prosperità e l’autonomia?
Il ruolo dei media, ormai, sembra non essere più quello di informare ma di formare: di allineare la percezione pubblica a una narrazione dominante, trasformando il dibattito in consenso automatico.
Basta guardare alla Germania. Dopo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, il Paese più colpito da quella perdita energetica ha reagito con un silenzio disciplinato, accettando una linea anti-russa che ha aggravato la propria crisi industriale. In Italia, il governo appare spesso privo di una voce propria, come se la politica fosse ridotta a mera gestione amministrativa. E in Europa orientale, la neutralizzazione di figure come Georgescu in Romania mostra un’altra costante: ogni deviazione dall’agenda di Bruxelles viene rapidamente isolata e corretta.
Questi episodi non sono eccezioni: rappresentano la regola non dichiarata di un sistema dove la decisione politica è subordinata a logiche esterne. Siamo di fronte a un cambio di paradigma: la scomparsa del leader nazionale e l’ascesa di una classe dirigente funzionale, amministrativa, plasmata da un potere economico globale che non ha volto né confini.
Adoro la sintesi.
di Simona Mattes-Melilli
La truffa della storia: come hanno costruito un passato falso per controllare il tuo presente
La storia non è ciò che pensi che sia. La versione che ti è stata insegnata a scuola non è una registrazione neutrale degli eventi umani. È una narrazione attentamente curata e altamente selettiva, progettata per plasmare il tuo modo di pensare, ciò in cui credi e, soprattutto, il tuo comportamento. Non è un caso. È il risultato di secoli di manipolazione deliberata da parte di coloro che detengono il potere e vogliono mantenerlo. Non controllano solo il futuro controllando il presente. Controllano il presente controllando il passato.
L'espressione "La storia è scritta dai vincitori" suona poetica, ma è in realtà una confessione. Significa che quando un conflitto finisce, la parte vincitrice non si prende solo la terra, le risorse e il potere politico. Si prende la storia. Decide cosa viene ricordato, cosa viene dimenticato e come vengono inquadrati gli eventi. Brucia i documenti degli sconfitti, vieta la loro lingua, mette fuori legge la loro cultura e ridefinisce la loro identità. I perdenti vengono dipinti come selvaggi, aggressori o sciocchi. I vincitori diventano eroi, liberatori o visionari. La verità viene sepolta insieme ai cadaveri.
Ieri ho passato 6 ore incollato al televisore, per seguire la finale di tennis del torneo di Parigi. E’ stata una partita entusiasmante, che ha visto i due contendenti ritrovarsi esattamente a pari punti dopo 6 ore di gioco teso e combattuto. C’è voluto un super tie-break per decidere il vincitore. Ma oltre alla inevitabile altalena di emozioni, questa partita ci ha regalato due piccoli episodi, apparentemente insignificanti, che meritano di essere segnalati.
Nel secondo set, sul punteggio di parità, Sinner ha servito una palla che l’arbitro ha giudicato fuori, attribuendo il punto ad Alcaraz. Ma Alcaraz è intervenuto, per dire all’arbitro che la palla era buona, e che il punto andava invece al suo avversario.
Dopo due set, sempre in situazione di parità, è avvenuto l’opposto. Alcaraz ha colpito una palla che l’arbitro ha giudicato fuori, assegnando il punto a Sinner. Ma Sinner è intervenuto, dicendo all’arbitro che la palla era buona, e che il punto andava invece ad Alcaraz.
Non ero sicuro di mettere in home un argomento così delicato. Ma poi ho pensato che ne può uscire una bellissima discussione. (Da 00 a 1h. 30)
Leggi tutto: “Tanto non serve a niente”