di Carogiù

Fin da ragazzino, mi ha affascinato l’idea che la materia fosse composta di piccole unità fondamentali a loro volta sempre più piccole e mi sono chiesto spesso se il mondo che percepisco sia davvero fatto di piccoli mattoni.

A volte mi sorprendevo a fare viaggi immaginari dall’infinitamente piccolo a all’infinitamente grande a velocità pazzesche fino a farmi venire a volte dei capogiri!

Da adulto, in un modo del tutto inaspettato, la mia vita s’incrocia indirettamente con quella del Professor Roberto Ettore Bertagnolio. La figlia è stata la tata di nostro figlio per un paio di anni e quando lei mi raccontò degli studi condotti dal padre, i suoi contatti e scambi epistolari con una “certa” Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, ne rimasi estremamente affascinato.

Ma proprio quando stava pubblicando il suo ultimo saggio, contemporaneamente stava affrontando la sua ultima sfida a causa di un cancro, che da lì a pochi giorni lo avrebbe trasceso sull’altro piano della realtà diversa dalla nostra.

Il suo ultimo libro, di non facile comprensione, suggerisce che la realtà percepita sia un’unica trama continua condensata in una forma energetica di “materia” non granulare.

Il mondo percepito è davvero fatto di piccoli mattoni, o è una matrice energetica continua e immateriale?

È una domanda che mi accompagna da anni, e ogni volta che ci torno sopra, la trovo sempre più attuale. Perché se Bertagnolio aveva ragione, allora tutto ciò che chiamiamo “reale” non è la somma di particelle isolate, ma un unico campo ininterrotto di relazioni, un continuum dove gli oggetti esistono solo come onde di una stessa sostanza.

E se ciò è vero, allora cosa rappresentiamo noi in tutto questo? Non saremmo centri di coscienza separati, ma pieghe di uno stesso mare. In questa visione, la materia non è fatta di granelli, ma di coerenza.

Non esistono bordi assoluti, ma solo passaggi di densità, come nella superficie dell’acqua quando incontra la luce.

Bertagnolio cercava una geometria capace di descrivere questo mondo non duale, una geometria che non frammentasse ma connettesse. Una visione dove il pieno e il vuoto non si oppongono, ma si definiscono a vicenda.

Ed è proprio su questo punto che ho intravisto una connessione con il Dott. Jacobo Grinberg e alla sua Teoria Sintérgica quando ho visto questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=_XFIBBcYPi4

Dopo aver ascoltato le sue parole sulla “matrice informazionale” che il cervello decodifica, ho provato la stessa sensazione: come se due linguaggi diversi stessero raccontando la stessa cosa.

Grinberg non parlava di materia fatta di atomi o onde, ma di coscienza e informazione.

Per lui il cervello non genera la mente, la traduce. È un decodificatore di un campo universale di informazioni, un tessuto invisibile che avvolge e compenetra tutto.

La realtà che viviamo è un ologramma prodotto dall’interferenza tra quel campo e la nostra attività neuronale. In altre parole, la mente non si limita a percepire la realtà, ma la costruisce!

I lettori che ci seguono sanno che è un concetto spesso ribadito sul blog e se mettiamo insieme queste due prospettive, qualcosa si accende.

La “non granularità” di Bertagnolio sembra offrire la cornice ontologica e geometrica di cui Grinberg aveva bisogno per spiegare la sua matrice.

Bertagnolio ci mostra che l’universo non è un mosaico di pezzi ma un flusso continuo, e Grinberg ci dice che questo flusso è informazione che prende forma nella coscienza.

È come se il primo disegnasse la mappa e il secondo spiegasse il linguaggio con cui la leggiamo.

In questa convergenza, il cervello umano diventa una sorta di interfaccia tra due realtà che non sono mai state separate: la materia e l’informazione, il mondo e la mente, la geometria e la percezione. La realtà che ci circonda.

Ma a questo punto un’altra domanda è inevitabile: se il mondo non è fatto di particelle ma di continuità, cosa accade quando due continuità entrano in risonanza? A questo proposito consiglio la lettura di Entropia vita morte e coscienza.

Grinberg sosteneva che due cervelli in stato di sintonia potessero sincronizzarsi a distanza, come se le loro matrici individuali si sovrapponessero temporaneamente.

Bertagnolio avrebbe detto che forse quello era il momento in cui la struttura non granulare si manifestava pienamente:

quando la separazione si dissolve, la percezione si apre, e ciò che chiamiamo “io” diventa un frammento consapevole del tutto.

Questa idea cambia tutto.

Non è solo una speculazione filosofica, ma un modo diverso di stare nel mondo. Perché se la realtà è una matrice continua e noi siamo parte della sua trama informazionale, allora ogni pensiero, ogni emozione, ogni atto percettivo influisce sul campo comune.

Avete presente:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”?

L’unità non è un concetto spirituale, è una condizione fisica, un fatto di coerenza. Ed è forse questo che Grinberg cercava di dimostrare prima di scomparire misteriosamente nel 1994.

E naturalmente #nonc’ècorrleazione col fatto che fosse “attenzionato” dalla C.I.A. Qui il documento “The Orbitals of Consciousness. A Neurosyntergic approach to the discrete levels of conscious experience” firmato da Jacobo Grinberg-Zylberbaum, presente nella CIA Reading Room come studio/deposito sulle esperienze di coscienza e declassificato nel 2001 1.

Oggi mi piace pensare che il suo lavoro e quello di Bertagnolio non siano due percorsi separati ma due aspetti di una stessa ricerca. Uno parte dalla struttura della materia, l’altro dal funzionamento della coscienza, ma entrambi cercano la stessa cosa: capire come nasce la realtà.

Se la materia non è granulare, la coscienza non è locale. E se la coscienza è diffusa, allora la materia non è altro che la sua ombra visibile. Da questa prospettiva, la famosa “matrix” non è più un complotto digitale o un’illusione fantascientifica, ma un sistema naturale di coerenze, una rete di interferenze dove ogni punto contiene il tutto.

Occhio che non c’è nulla di esoterico in questo, solo un cambio di paradigma.

Eppure basta spostare lo sguardo per rendersi conto che tutto ciò che ci circonda risponde a questa logica: la risonanza dei neuroni, la sincronizzazione delle onde cerebrali, la propagazione delle emozioni nei gruppi, perfino la formazione dei campi magnetici nel corpo umano!

Tutto vibra, tutto risuona, tutto comunica. La non granularità della materia non è solo un concetto fisico: è la grammatica nascosta della realtà.

E se imparassimo a leggerla, forse capiremmo che la mente non è nel cervello, ma nel campo che il cervello traduce.

È lì che il pensiero di Bertagnolio e Grinberg si incontrano, in quel punto dove la scienza smette di sezionare e inizia ad ascoltare.

Dove la conoscenza non divide, ma ricompone.

E dove forse, dopo tutto, non c’è mai stato un confine tra chi osserva e ciò che viene osservato.

Fonte articolo Dubito Ergo Sum

Comments  
Articolo bello, toccante, profondo ma con la recente enunciazione della teoria Nousym di Faggin-D’Ariano dell'informazione, che è essenzialmente isomorfica con la meccanica quantistica, deve essere assolutamente integrato/aggiornato appunto alle recenti acquisizioni scientifiche della meccanica quantistica: l’inversione del principio di causalità, il fenomeno dell’entanglement, il Nobel di quest’anno sull’effetto tunnel quantistico macroscopico e sulla quantizzazione dell'energia in circuiti superconduttivi.
Anzi chiedo a Massimo che si faccia anche lui, il più possibile parte interessata/diligente/attiva, nell’aprire un canale di formazione/informazione diretta con il disponibilissimo Prof. Federico Faggin.
Molto interessante.

Il passaggio che ho preferito e' questo:

Quote:

Per lui il cervello non genera la mente, la traduce. È un decodificatore di un campo universale di informazioni,

C'è un aspetto fondamentale da prendere in considerazione: la fisica, i fisici sono fondamentalmente materialisti (il cervello costruisce la realtà e altre amenità del genere: il cervello di chi, dell'uomo ? e tutti gli altri esseri che partecipano a questa realtà che facciamo li ignoriamo ? se metto un battere su un vetrino per osservarlo al microscopio, come si comporta, non fugge via, per esempio, attraversando il vetro, quindi io e il battere abbiamo costruito la stessa realtà, come abbiamo fatto a sincronizzarci, anzi come è potuto succedere che tutto l'universo si sia sincronizzato con i nostri cervelli costruttori ? a proposito il battere ha un cervello ? e i vegetali lo hanno ?
Bisogna far scendere in campo la coscienza e il progetto: la coscienza (che non è contenuta nel cervello) legge l'informazione, il progetto (che descrive la materia in termini di relazioni) e ne emerge la realtà: la coscienza legge il progetto e lo attua.
La fisica attuale è contenuta in uno spazio materiale, e la coscienza è contenuta in questo spazio (campo); ma la materia non riesce a spiegare la coscienza: questo è il binario morto - Questo è il problema di fondo dell'AI - Invece se usiamo la coscienza come contenitore e l'informazione (il progetto) come contenuto tutto comincia a diventare più chiaro.
Però dobbiamo accettare che non c'è solo la materia; se non siamo disposti ad accettare questo, è inutile perdere tempo.
Qui in Russia, ho avuto modo di comprare un libriccino di Carlo Rovelli, intitolato L'ordine del tempo. Purtroppo non arriva molto di più a queste latitudini.
milgio 61

D'accordissimo con te!
Federico Faggin ha già detto tutto al riguardo.
Meritava e meriterebbe il Nobel per la Fisica ma...
è troppo avanti per quei parrucconi che l'hanno dato a quel lecchino di Parisi!
(per fortuna Massimo è un grande ammiratore del Faggin!)

Quote:

MILGIO61: Anzi chiedo a Massimo che si faccia anche lui, il più possibile parte interessata/diligente/attiva, nell’aprire un canale di formazione/informazione diretta con il disponibilissimo Prof. Federico Faggin.

Il disponibilissimo Prof. Faggin non mi caga nemmeno di striscio. Gli ho scritto per chiedergli un'intervista, proponendogli temi estremamente interessanti, ma non mi ha nemmeno risposto.
Il fenomeno della coesistenza della separazione e della continuità (particelle e onde), accertato con l'esperimento della doppia fenditura, forse finirà per modificare la logica.

O/e ci costringerà a scoprire e accettare i nostri limiti individuali di comprensione dando forma a una nuova, inedita gerarchia?

Dalla quale una parte di noi cercherà di affrancarsi generando così un nuovo ciclo, un'altra, l'ennesima successione di "civiltà".

Consultiamo il copione.

Brontolando a mezza voce con aria rassegnata e camminando avanti e indietro: "cosa ci tocca di fare ancora, per risalire la china dopo essere caduti troppo in basso!"
--- se la realtà è una matrice continua e noi siamo parte della sua trama informazionale, allora ogni pensiero, ogni emozione, ogni atto percettivo influisce sul campo comune.---
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La domanda implica una risposta che non verrà, ma impone altre domande che a loro volta non troveranno risposte certe, ma solo parziali e soggettivi "lampi" in una notte scura.
In modalità soggettiva ho sempre percepito che il cervello NON è la coscienza ma un complicato traduttore della realtà che ci circonda…

Forse con eccessivo semplicismo oggi, anche da parte di intellettuali, si parla di "spiritualità", senza avere una pregressa, salda preparazione interiore per certe affermazioni. Io la vedo come una problematica che oscilla tra una visione materialistica e magari seriamente umanistica, e una visione che vorrebbero entrare più in profondità nella "giovane" quantistica e quindi (a mio modo di vedere) anche nella spiritualità.

Al di là di questo e delle congetture che obbligatoriamente ne derivano, ogni essere umano possiede il potenziale biologico per interagire con l'Universo in qualunque momento della vita.
#4 audelmar
in attesa che il libro arrivi puoi iniziare a leggerlo
davidemolina.it/.../...

testi citati da milgio61
wordpress.qubit.it/.../QCFT-Brera.pdf

academia.edu/.../...

questo è a metà strada tra quanto sostenuto dagli autori dei due link precedenti
lo cita Rovelli (se non mi ricordo male) e prepara la strada a Faggin d'Ariano
la trattazione matematica è molto complessa
tuttavia è interessante da leggere per osservare la cautela formale utilizzata per trattare l'argomento
ucl.ac.uk/.../...
Il famoso effetto "Maharishi" fondazionemaharishi.org/effetto-maharishi credo centri molto con queste teorie e non faccia che confermare l'esistenza di una coscienza collettiva ...... che in questo periodo purtroppo alcuni stanno cercando di assuefare all'idea di guerra :-(. ma noi resistiamo e li combattiamo ;-)
Redazione


Quote:

Il disponibilissimo Prof. Faggin non mi caga nemmeno di striscio. Gli ho scritto per chiedergli un'intervista, proponendogli temi estremamente interessanti, ma non mi ha nemmeno risposto.

A quanto pare il complesso del Marchese del Grillo supera tutte le barriere della fisica e della "saggezza".

Buono a sapere queste cose, comunque.
Come anche per Di Battista.
Grazie Massimo e tutti del forum per questi interventi, perché non sono semplici commenti ma proseguimenti naturali del discorso, ed è esattamente ciò che mi proponevo condividendo l’articolo.

È vero, la teoria dell’informazione quantistica di Faggin e D’Ariano, così come i lavori su entanglement, causalità invertita, tunnel quantistico e circuiti superconduttivi, chiedono un aggiornamento continuo dello sguardo, ma più che integrare nozioni credo sia necessario integrare il cambio di postura mentale che queste scoperte impongono.

La fisica contemporanea sta mostrando crepe sempre più evidenti nel paradigma materialista classico, e non perché “la materia non esista”, ma perché non basta più a spiegare ciò che osserviamo.

L’idea che il cervello costruisca la realtà diventa fragile nel momento in cui ci chiediamo chi o cosa stia costruendo la stessa realtà condivisa da batteri, piante, animali e strutture cosmiche che non possiedono un cervello come lo intendiamo noi, eppure rispondono alle stesse leggi, agli stessi limiti, agli stessi vincoli.

La sincronizzazione dell’universo non può essere ridotta a un effetto collaterale di cervelli isolati che fabbricano mondi privati, perché la coerenza precede l’osservatore, non il contrario. Quando parlo di coscienza come matrice o campo non intendo qualcosa di mistico nel senso vago del termine, ma un livello più fondamentale in cui informazione e relazione vengono prima dell’oggetto, prima della particella, prima persino dello spazio così come lo misuriamo.

In questo senso il cervello appare sempre più come un’interfaccia, un traduttore, un dispositivo biologico raffinato che permette alla coscienza di leggere e attuare un progetto informazionale già presente, non come il suo generatore ultimo. Capisco bene la cautela verso un uso superficiale della parola spiritualità, perché senza disciplina interiore e senza rigore rischia di diventare un’etichetta consolatoria, ma allo stesso tempo la fisica quantistica, proprio perché giovane e ancora incompleta, ci costringe a riaprire domande che il materialismo aveva archiviato troppo in fretta.

Non si tratta di scegliere tra scienza e visione interiore, bensì di riconoscere che entrambe stanno convergendo verso un punto scomodo ma fertile, dove la materia non viene negata, bensì ricollocata come espressione di qualcosa di più profondo. Se la realtà è una trama informazionale continua, allora sì, ogni atto percettivo, ogni pensiero, ogni emozione non è mai davvero privato, ma risuona nel campo comune, non per magia, ma per struttura.

Ed è forse qui che il tema dell’AI diventa cruciale, perché senza una comprensione della coscienza come contenitore e non come prodotto, continueremo a costruire sistemi sempre più potenti che imitano l’intelligenza senza sapere cosa significhi davvero comprendere. Non ho risposte definitive, e non credo sia questo il compito, ma so che continuare a fare le domande giuste, anche quando non portano certezze, è l’unico modo onesto di restare allineati con ciò che la “realtà”, oggi, ci sta mostrando.

Alla fine dell'articolo sul sito potete comunque trovare una serie di articoli consigliati sul tema "Coscienza e materia", le mie elucubrazioni non si sono fermate a questo articolo, anzi, direi che sono proprio iniziate da qui.

Se volete dare un occhiata al documento della CIA su Grinberg è linkato sul sito oppure potete raggiungerlo direttamente da qui → Le orbite delal coscienza
Grazie a te Carogiu per l'ottimo articolo.

(A proposito di "non abbiamo più gli utenti di una volta" :-D ).
Ciao a tutti:

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Perché se Bertagnolio aveva ragione, allora tutto ciò che chiamiamo “reale” non è la somma di particelle isolate, ma un unico campo ininterrotto di relazioni, un continuum dove gli oggetti esistono solo come onde di una stessa sostanza.

Esiste una “sostanza universale” di cui ogni oggetto sensibile é composta, e si potrebbe anche dire che le diverse manifestazioni di tale sostanza siano dovute alle diverse frequenze con cui vibra.
Tuttavia l’apparenza è che il mondo materiale è fatto di oggetti circondati da una sostanza amorfa. Possono essere atomi, cellule, esseri viventi, isole,stelle e pianeti. La sostanza amorfa tra i soggetti vibra di informazioni che i diversi oggetti si scambiano. Questa dualità tra oggetto e “mare” in cui è immerso va mantenuta. Parlare di un “continuum” è inutilmente fuorviante.


Quote:

E se ciò è vero, allora cosa rappresentiamo noi in tutto questo? Non saremmo centri di coscienza separati, ma pieghe di uno stesso mare. In questa visione, la materia non è fatta di granelli, ma di coerenza.

No.


Quote:

Non esistono bordi assoluti, ma solo passaggi di densità, come nella superficie dell’acqua quando incontra la luce.

Bordi assoluti? Certo che no, ma esistono “centri direzionali” all’interno di ogni singolo oggetto, che modificano “le frequenze” della sostanza circostante, creando l’oggetto stesso e le relazioni con gli altri oggetti.


Quote:

Bertagnolio cercava una geometria capace di descrivere questo mondo non duale, una geometria che non frammentasse ma connettesse. Una visione dove il pieno e il vuoto non si oppongono, ma si definiscono a vicenda.

‘Una visione che frammenta” è una visione monista, che è giusto rigettare. “Una visione che connette” è una visione dualista, e dovrebbe essere chiamata così. “Dualismo” non implica affatto l’idea di due entità distinte e non comunicanti, ma appunto due entità che “si definiscono a vicenda”, come il pieno e il vuoto, il caldo e il freddo, il maschio e la femmina.
La visione non-dualista è un’ulteriore riflessione sul dualismo, in cui si riconosce l’illusorietà della dualità, ma si tratta di una visione molto profonda che non può essere messa per iscritto. La parola é infatti duale.


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Grinberg non parlava di materia fatta di atomi o onde, ma di coscienza e informazione. Per lui il cervello non genera la mente, la traduce. È un decodificatore di un campo universale di informazioni, un tessuto invisibile che avvolge e compenetra tutto.

Avrebbe fatto meglio a parlare di “intelligenza e informazione”. La coscienza è un fenomeno complesso, che non è comune a tutti gli esseri viventi. L’intelligenza, quella sí, è universale.
Il cervello non genera la mente, quello no. La nutre. Un po’ come dice lui.


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La realtà che viviamo è un ologramma prodotto dall’interferenza tra quel campo e la nostra attività neuronale. In altre parole, la mente non si limita a percepire la realtà, ma la costruisce!

No. La mente di Dio lo fa, non la nostra. E la mente di Dio non é paragonabile alla nostra. La nostra applica dei filtri polarizzati alla realtà, mostrandone una parte e filtrandone un’altra. Per questo io percepisco una realtà diversa da te. Anche il cervello lo fa. Peraltro, è proprio a causa della dualità tra cervello e mente che si genera la coscienza. Gli esseri privi di cervello una coscienza non ce l’hanno, ma l’intelligenza sì.


Quote:

Bertagnolio ci mostra che l’universo non è un mosaico di pezzi ma un flusso continuo, e Grinberg ci dice che questo flusso è informazione che prende forma nella coscienza.

L’universo non è un “flusso continuo”, e l’informazione è una forma che assume la sostanza universale così come modificata dall’intelligenza di ogni singolo oggetto. L’informazione viaggia da un oggetto all’altro, e “prende forma” nella coscienza di un essere soltanto se l’essere una coscienza ce l’ha, sennò modifica la sostanza dell’essere. L’intelligenza dell’essere, una volta valutata la modificazione della propria sostanza dall’informazione, agisce di conseguenza.
La differenza è la stessa tra una lettera che mi arriva a casa, in cui c'è scritta una ricetta, che io faccio, oppure un oggetto contenuto in un pacco di Amazon, che io mi sistemo in casa e uso per quello che mi serve fare.


Quote:

In questa convergenza, il cervello umano diventa una sorta di interfaccia tra due realtà che non sono mai state separate: la materia e l’informazione, il mondo e la mente, la geometria e la percezione. La realtà che ci circonda.

Sono separate, ma non irrimediabilmente separate. Comunicano.
#12 carogiu

"...L’idea che il cervello costruisca la realtà diventa fragile nel momento in cui ci chiediamo chi o cosa stia costruendo la stessa realtà condivisa da batteri, piante, animali e strutture cosmiche che non possiedono un cervello come lo intendiamo noi, eppure rispondono alle stesse leggi, agli stessi limiti, agli stessi vincoli. ..."

E particolarmente:

"L’idea che il cervello costruisca la realtà diventa fragile nel momento in cui...

Potrebbe essere un po' più complesso.

La vita, secondo tutte le Tradizioni, si svolge su diversi piani di esistenza, non sappiamo se e quale/i di questi piani condividiamo con altri esseri, oltre quello materiale che crediamo di conoscere per mezzo dei sensi e chiamiamo realtà oggettiva, e quale forma i nostri pensieri, emozioni, esperienze vi assumano per, da quel piano, agire sull'Universo.

Potremmo cominciare con il cercare di individuare le avanguardie che lo hanno già scoperto.
Post 2 di 2


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Ma a questo punto un’altra domanda è inevitabile: se il mondo non è fatto di particelle ma di continuità, cosa accade quando due continuità entrano in risonanza?

La teoria della continuità è stata appunto sviluppata per spiegare la “risonanza” tra due particelle. Tale risonanza non è una contraddizione che il modello deve superare, è proprio la ragione per cui il modello è stato sviluppato.



Quote:

Grinberg sosteneva che due cervelli in stato di sintonia potessero sincronizzarsi a distanza, come se le loro matrici individuali si sovrapponessero temporaneamente.

Questa risonanza é piú facile tra due esseri che il cervello non ce l’hanno. Il cervello è un centro di potere, e sappiamo che i potenti non amano che qualcuno interferisca con il loro potere. Quello che dice è teoricamente possibile, ma in pratica molto raro.



Quote:

Perché se la realtà è una matrice continua e noi siamo parte della sua trama informazionale, allora ogni pensiero, ogni emozione, ogni atto percettivo influisce sul campo comune.

Questo modello trascura la presenza di un centro di potere individuale, che in certi esseri é proprio la coscienza, e fa di tutti gli esseri una massa amorfa. Questo è uno degli aspetti più problematici del transumanismo, di cui questo modello è un’espressione. I centri di potere individuali sono importanti, e hanno il diritto di decidere autonomamente il destino dell’essere granulare che è sotto la loro responsabilità, e se questa libertà viene loro negata soffrono fino a morirne.


Quote:

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo




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L’unità non è un concetto spirituale, è una condizione fisica, un fatto di coerenza. Ed è forse questo che Grinberg cercava di dimostrare prima di scomparire misteriosamente nel 1994.

Auguri. Sul piano spirituale non esistono concetti, ma idee. Le idee sono reali come la materia, e anche di più. L’unità tra gli esseri manifestati è ben reale, ma si manifesta tramite la loro interazione e soprattutto l’armonia che si genera mediante tale interazione.


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Oggi mi piace pensare che il suo lavoro e quello di Bertagnolio non siano due percorsi separati ma due aspetti di una stessa ricerca. Uno parte dalla struttura della materia, l’altro dal funzionamento della coscienza, ma entrambi cercano la stessa cosa: capire come nasce la realtà.

Fanno parte della stessa mentalitá transumanista che é semplicemente comunismo portato alle estreme conseguenze.


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Se la materia non è granulare, la coscienza non è locale. E se la coscienza è diffusa, allora la materia non è altro che la sua ombra visibile.

Lascio immaginare il livello di totalitarismo che potrebbe scaturire da una certa lettura di un’affermazione del genere, soprattutto se espressa con così poca chiarezza. In sostanza si potrebbe costruire un centro di controllo delle coscienze, che sostituisca tutte le coscienze individuali, e creasse una “coscienza unica”. Una mostruositá senza fine.
Queste tesi le ha discusse molto bene anche il proff Lipton e invito agli utenti di guardarlo anche se lunghetto ma se fate vostre i concetti e gli interiorizzate possono cambiare la qualità della vostra vita.
La realtà no è fissa, Il cervello non crea tutto, ma interpreta informazioni più profonde.
La percezione ha un ruolo centrale nel modellare la vita.
Ciò che pensi e credi influenza il corpo e le esperienze.
Nulla è davvero separato: tutto è connesso.
Quando mente ed emozioni sono coerenti, il corpo risponde meglio.
Queste idee uniscono scienza, biologia e coscienza.

www.youtube.com/.../
Anche l'epigenetica ha fatto grandi passi vi consiglio qualche video di Francesca Pistollato, per comprendere come le nostre convinzioni creano la realtà
Alla redazione:
Alla luce anche di quanto evocato, invocato e pubblicato sulla Teoria in questa sezione da Paparozzi, anche a nome D’Ariano, si potrebbe contattare anche lo stesso Giacomo Mauro D’Ariano e per certi versi, a mio modestissimo parere, sarebbe anche meglio e più formativo…….per il momento.
In effetti mi sto convincendo che, al di là dell’aspetto leonardesco del Faggin (nel senso d’attuazione di sintesi dell’assemblaggio dei vari tanti dati tecnici ed anche di diversa natura, a volte anche opinabili), i contenuti della loro Teoria siano meramente di fisica quantistica e che non possano che provenire in particolare/prevalenza dal D’Ariano.
Mi spiego meglio, io ritengo che, riferendosi la suddetta teoria "Faggin-d'Ariano" alla collaborazione tra Federico Faggin, l'inventore materiale del microprocessore, ed il fisico quantistico teorico Giacomo Mauro D'Ariano, l’enunciato sviluppato nella loro Teoria del Panpsichismo Quantistico (il QIP: propone che la coscienza non emerga dal cervello ma sia una proprietà fondamentale della realtà quantistica, con i campi quantistici che hanno esperienza cosciente e libero arbitrio quindi in realtà un'idea che combina fisica, filosofia e tecnologia) abbia i suoi fondamentali in speculazioni scientifiche meramente quantistiche (forse per certi versi si potrebbe anche provare ad evitare quello che è sempre già successo tante volte con tante teorie della antica fisica classica che portano il nome di chi le ha “assemblate” ma non di chi le ha davvero ispirate-iniziate).
Cioè a dire : meglio prenderla dal lontano e dal tecnico in sezione apposita come è stato fatto con “l’evoluzionismo non darwiniano” di Mazzucco-Pennetta e sul concetto base della “complessità irriducibile” per averne uno equivalente, in questa nuova Teoria QIP, fondativo ed irrinunciabile ma semplice ed incontrovertibile per tutti.
Ovviamente se la redazione lo ritene utile e funzionale allo scopo di formare perché, diciamo così, riguardo all’informare se ne sta facendo abbastanza, anche se non basterà mai visto e considerato cosa comporterà il “portato dell’enunciazione” per il genere umano e le giovani menti delle sue prossime generazioni.
Scusate sono stato troppo lungo ma mi è venuto così: non è che si riesca ad esprimersi sempre con gli altri come vorrebbe la sintesi, cioè a dire, parafrasando il detto, vista la complessi del tema e l’elevatura/consapevolezza dei contenuti di certi vostri commenti: “INTELLIGENTI MULTA”.
Scusate di nuovo.
Il problema ridotto in termini semplicistici, ma d’altronde molto chiari, è solo uno: “se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo 18,1-5). Fondamentalmente tutto questo dissertare su ciò che si suppone sia materia o sia energia è frutto di profonde elucubrazioni mentali. Oltre i confini razionali, oltre gli ingranaggi del cervello, vive e scorre la Vita. Se non ce ne accorgiamo è a causa della limitazione autoimposta di identificarci con il cervello, il nostro “organo pensante” che apparentemente sembra essere anche sede della nostra coscienza (se è sviluppata).
Penso anch’io che il cervello altro non sia che una sorta di “ricetrasmittente” che fa da ponte tra lo stato di “presenza interna” e il flusso di realtà esterna, che viene interpretato come fenomeno oggettivo.
Purtroppo lo stato di ipnosi collettiva entro il quale cresciamo è fabbricato in modo tale da inculcarci, fin da bambini, la necessità di identificarci esclusivamente con la condizione materiale, con tutto ciò che scorre fuori, abituando progressivamente il cervello a sintonizzarsi esclusivamente con la visuale materialista. Ed eccoci monchi, menomati nella nostra anima, incapaci di “ricordare”.
Qualcuno si è mai accorto di quanta energia illuminante si sprigioni da quello stato di beatitudine che si manifesta attraverso i neonati? Ritengo che fino a un anno di vita ogni neonato sia una manifestazione della quintessenza della “vita divina”.
Poi man mano che cresciamo il peccato originale ci vince tutti, e la nostra essenza si perde tra l’inganno del mondo materiale e l’illusione dei sensi. Ecco allora i Maestri, le Coscienze Illuminate, che ogni tanto tornano nel nostro mondo per cercare di riscuoterci dal nostro stato di anime zombificate.
L’effetto Maharishi nonché Lynne McTaggart con i suoi attuali esperimenti, ci dimostrano da tempo che non siamo corpi e cervelli disuniti, ma vibrazioni di coscienza che possono entrare in uno stato di sintonia, sviluppando un potere in grado di trasformare letteralmente la realtà cristallizzata, questa realtà illusoriamente solidificata in uno stato apparentemente permanente.
Trovo l'argomento estremamente interessante ma ci sono delle difficoltà nel trattare questi concetti. Il primo è la soglia fino a dove può arrivare la scienza, che richiede ripetitività, dimostrabilità e falsificabilità. La filosofia non ha questo limite e può trascenderlo perché può proseguire con il solo supporto della logica. La seconda difficoltà è insormontabile perché si tratta di passare tra un concetto, che è una rappresentazione mentale della realtà, e la realtà stessa, che poi è la realtà della coscienza, che non è rappresentata ma "è" è basta.
La scienza studia la materia fisica che appare granulare: la meccanica classica il comportamento dei corpi e dei materiali, la chimica le aggregazioni fra gli atomi, la fisica quantistica, studia il comportamento delle particelle subatomiche, fino ad arrivare al famoso ZPE (Energia del punto zero) dove le fluttuazioni quantiche mostrano cariche e particelle che attraversano il confine fra la dimensione fisica e quella non fisica nelle due direzioni. La dimensione non-fisica che si incontra è quella dell'energia, intendendo per "energia" non già l'effetto che essa ha sulla materia, che è l'unica cosa osservabile, ma qualcosa che non è osservabile con i sensi o gli strumenti fisici. Per fare un esempio banale, se osservo dalla finestra un'altalena mossa dal vento, dico che c'è vento, ma se tolgo l'altalena, anche se non vedo più niente muoversi, non significa che il vento non ci sia più.
Qui ci viene in aiuto la letteratura occultistica: il famoso piano astrale o piano dell'energia che può esssere da noi percepita con il nostro corpo astrale, che ha dei sensi in quella dimensione, e non con i sensi fisici. Quindi se potessimo ingrandire la materia oltre la particella ultima del piano fisico, in quello che apparirebbe una specie di cielo stellato, inizieremmo a percepire le forme proprie del piano astrale. Siamo ancora in una dimensione granulare e se ingrandissimo ancora per arrivare alla dimensione ancora più sottile, arriveremmo alla dimensione cosiddetta mentale le cui sostanze sono da noi percepite come pensiero. Continuando ad ingrandire, finalmente arriveremmo alla dimensione della coscienza e qui sorge la difficoltà di comunicazione insormontabile: ogni concetto che possa essere verbailzzato o anche solo rappresentato nella mente, appartiene alla dimensione mentale. Il sentire di esistere, che appartiene alla dimensione della coscienza, non può essere in alcun modo mostrato, dimostrato o anche solo pensato. Non è che la ricerca si arresti, ma non può più essere condivisa, è una ricerca all'interno di se stessi, uno sviluppo di autocoscienza, un "conosci te stesso". Nel confine fra il mentale e la coscienza si perde la separazione. Senza separazione non riusciamo a pensare a qualcosa, perché per pensarla dobbiamo circoscriverla, tracciare un bordo fra quella cosa e cio che non è quella cosa. Come potremmo immaginare ciò che non ha un perimetro? Non c'è la separazione nello spazio, non c'è un qui e un là, e non c'è neppure una separazione temporale in un prima e dopo ma solo un eterno qui ed ora. Il fatto però che la coscienza non contempli separazione, non vuol dire che sia monolitica. Come un oceano è fatto da gocce, sebbene non vi sia separazione fra le gocce e l'oceano, anzi non potrebbero esistere l'uno senza le altre o viceversa, la coscienza ha miriadi di sfaccettature e ciascuna sfaccettatura manifesta sé creando il proprio microcosmo. Sono i frammenti con una specifica ampiezza che necessitano il supporto della mente per esprimersi, e così come noi, per conoscere il nostro volto, portiamo l'attenzione ad uno specchio, che è altro da noi, la coscienza si specchia nella mente introducendo la separazione e l'idea di sé che separa l'io dal non io, perché questo è il modo in cui la mente può rappresentare i concetti tracciandone un confine. Detto questo, quale è il senso di questo commento in cui cerco di descrivere ciò che affermo non possa essere descritto? Non sono le parole o i concetti in sé, ma questi potrebbero suscitare delle intuizioni, che già si trovano nella regione superiore del mentale, chiamata anche causale o regione della "non forma" e che possiamo pensare come un portale fra la mente e la coscienza. Intuire che dal latino significa "guardare dentro" è come un biglietto di andata e ritorno verso l' "essere l'altro". La coscienza non ha difficoltà nell'essere qualsiasi cosa perché la sua natura è essere. Dopo essere stati altro, possiamo anche rappresentare ciò come conoscenza. Che poi è una tipica funzione della mente.
Questo post non l'ho capito. Cosa vuol dire il titolo : "La materia non granulare e la matrice della coscienza"? Per quanto lo abbia letto con interesse, non sono riuscito a venire a capo del suo senso e significato.
La domanda: "Il mondo percepito è davvero fatto di piccoli mattoni, o è una matrice energetica continua e immateriale?" trova la sua risposta nella Fisica. La materia è energia. La Fisica, tuttavia, non risponde alla domanda di cosa è la coscienza. Forse la Filosofia dice qualcosa. Federico Faggin affronta l'argomento dal punto di vista della Fisica quantistica, ma a me pare molto vago.
Forse il Fisico teorico e youtuber Damiano Anselmi potrebbe avere un suo punto di vista originale. La visione di uno dei suoi ultimi video potrebbe aiutare a chiarire le idee su Dio, anima, coscienza, materia.
youtu.be/nsh9vcf17e8
Carogiu
---------ci chiediamo chi o cosa stia costruendo la stessa realtà condivisa da batteri, piante, animali e strutture cosmiche che non possiedono un cervello come lo intendiamo noi, eppure rispondono alle stesse leggi, agli stessi limiti, agli stessi vincoli.---------
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Perfetto! Caro Giuseppe. io non aggiungerei altro, se non fosse per Max (Mazzucco) che mi tormenta l'alluce del piede destro per una mia inerente considerazione al tuo scritto…Contento lui...

Argomentando su un articolo simile, in certo qual modo, "di frontiera", in buona sostanza si va oltre la scienza ufficiale, entrando a buon diritto alla ricerca psichica, e oltre a questa, per dirla come quel marpion del Dottor Morse, come il "Punto di Dio", secondo il quale Dio è presente nel nostro cervello. Tesi che per quanto mi consta condivido appieno.

Il problema vero, sostanziale che la gente comune e non si pone, a dirla con un libero commento del Dottor Craig Kinsley, che fu neurologo presso l'Università della Virginia di Richmond, e che mi permetto di non condividere è: "Il problema è che non sappiamo se sia stato il cervello che ha creato Dio, o se sia stato Dio a creare il cervello".
SANDRO PAPAROZZI: Bello il libro di Rovelli, grazie per il link.
La mia percezione della realtà è diversa dalla tua...
Stiamo parlando del mondo materiale? Quindi siamo tutti schizofrenici?

Oppure è semplicemente diverso il modo in cui ogni persona percepisce ciò che non può essere visto o udito?
Ma qui parleremo di sensazioni, di emozioni, ed è ovvio che saranno diverse. Siamo tutti individui.

Il cervello sarà anche un traduttore della mente e potremmo vivere in una Matrix in cui tutto è connesso, ma da un punto di vista pratico, cosa cambia per noi saperlo?

In quanto individui consapevoli e organismi biologici, ci adattiamo (sia fisicamente che cognitivamente) alle pressioni ambientali, modificando il comportamento, la fisiologia e le strategie per conservare energie e massimizzare le nostre possibilità di sopravvivenza.
Tuttavia, non avremo mai una coscienza collettiva sofisticata o universale e, se fosse possibile, sarebbe già successo molto tempo fa.

L'essere umano esiste da duecento mila anni... e vi pare poco?

L'uomo ha imparato a fare molte cose e ne ha comprese molte altre, ma non si è mai evoluto perché ha continuato a fare le stesse cose, ma in modo diverso.

Tutto continua ad adattarsi a ciò che è venuto prima, creando così una "nuova" realtà in cui gli organismi o la mente umana si modificano per conformarsi alle condizioni precedenti, evidenziando la resilienza ma anche la potenziale inerzia nel perpetuare vecchi schemi, trasformando il passato in una base per il presente, a volte passivamente, a volte in modo proattivo per migliorare o peggiorare.

In tutte queste teorie, convinzioni e speculazioni di cui si parla in questo articolo, c'è qualcosa che può essere dimostrato o che chiunque può dire: sì, senza ombra di dubbio, è esattamente così che funziona.

Penso che dovremmo parlare di più di psicologia, delle predisposizioni e della programmazione mentale a cui ogni persona è esposta fin dalla nascita, che poi crea blocchi, si fossilizza nel tempo e influenza in modo decisivo la sua vita, il suo futuro e il modo in cui ragiona e percepisce le cose.
Duca di Kent
------"La mia percezione della realtà è diversa dalla tua...
Stiamo parlando del mondo materiale? Quindi siamo tutti schizofrenici?
Oppure è semplicemente diverso il modo in cui ogni persona percepisce ciò che non può essere visto o udito?
Ma qui parleremo di sensazioni, di emozioni, ed è ovvio che saranno diverse. Siamo tutti individui."----
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Rispondo pensando che tu, ti sia rivolto essenzialmente a me, al mio ultimo post. Se così non fosse chiedo venia. Certo che non si diventa automaticamente schizofrenici dibattendo sull'essere umano, immerso (per sua stessa volontà archetipa) in un determinato contesto di realtà somatica e materiale. Non vedo alcuna irrealtà in questo, in considerazione che i pro e contro del vivere attuale sarà immancabilmente soppesato in un futuro prossimo, al di là dell'esistenza e di qualsivoglia giudizio si voglia umanamente dare nell'immediato.

Ovvio che le sensazioni saranno sempre diverse da un individuo all'altro pur vivendo le stesse realtà del momento. Guai se non fosse così. Ognuno di noi è un vero e proprio mondo a se stante. In realtà (se non in maniera del tutto soggettiva) non possiamo mai sapere esattamente fino a che punto dare credito e attendibilità perfino alle recenti "scoperte" scientifiche, perché nemmeno tale ambiente può più rappresentare una garanzia di assoluta serietà. Purtroppo il desiderio di notorietà, per non dire di facili introiti pecuniari, può contagiare anche gli scienziati, di qualunque estrazione essi siano.
Risposta a Milgio61 e Redazione

Quote:

MILGIO61: Anzi chiedo a Massimo che si faccia anche lui, il più possibile parte interessata/diligente/attiva, nell’aprire un canale di formazione/informazione diretta con il disponibilissimo Prof. Federico Faggin.

Redazione: Il disponibilissimo Prof. Faggin non mi caga nemmeno di striscio. Gli ho scritto per chiedergli un'intervista, proponendogli temi estremamente interessanti, ma non mi ha nemmeno risposto.

E' strana questa "assenza", l'unico pensiero a riguardo che però mi è saltato in mente è stata una considerazione del Prof. Malanga che in un video, non ricordo più quale però (se lo ritrovo lo linko), disse una cosa che mi lasciò abbastanza stupito ma allo stesso tempo pensieroso.
Fondamentalmente disse che il suo fare era simile a quello di una gatekeeper visto che arriva da quel mondo li - Sillicon Valley immagino.

In effetti, e in quest'ottica, tale “assenza” non la liquiderei come semplice disinteresse personale. L’idea del gatekeeper lanciata da Malanga, per quanto possa sembrare scomoda, è meno fantasiosa di quanto appaia se la si guarda dal punto di vista dei contesti e dei piani su cui certe persone hanno operato e operano ancora.

Chi proviene da mondi come la Silicon Valley, o più in generale da ambienti dove informazione, tecnologia e potere si intrecciano da decenni, difficilmente si muove in totale libertà narrativa, anche quando parla di coscienza, informazione o fondamenti della realtà.

Non lo dico in senso complottista, ma strutturale.

Rispondendo un po' a tutti gli interessanti commenti letti fin qui, ritengo che ogni discorso abbia un perimetro implicito, e spesso non è l’individuo a tracciarlo. Se poi allarghiamo lo sguardo, il punto non è nemmeno la singola figura o il singolo contatto mancato, ma il fatto che l’espansione della coscienza non procede per accumulo lineare di spiegazioni, bensì per salti di livello.

La metafora delle onde del mare rende bene l’idea: non esiste un prima e un dopo in senso gerarchico, esistono esperienze che vibrano su piani diversi della stessa realtà, sovrapposti e coerenti, e ciascuno può accedervi solo fino al livello che è in grado di sostenere.

In questo senso non si torna indietro, non si replica, non si convince, si va avanti, sempre, come direbbe Malanga, per espansione e non per ritorno. Ed è proprio qui che nasce il mio disagio, che condivido apertamente, verso certo approccio "neo new age" che tenta a tutti i costi di “salvare” il metafisico traducendolo in formule fisiche, misure, modelli rassicuranti.

Non perché la fisica non sia fondamentale, ma perché non tutto ciò che è reale è riducibile a un piano materiale senza perdere la sua essenza.
Ci sono dimensioni ontologiche e spirituali che non chiedono di essere dimostrate, ma riconosciute, e il tentativo quasi compulsivo di riportarle dentro un recinto dialettico e razionale spesso non è segno di rigore, bensì di paura del salto successivo.
In fondo non è una questione di chi parla con chi, ma di dove siamo disposti a spingerci interiormente, e non tutti, nello stesso momento, stanno viaggiando sulla stessa onda.

Come ho già accennato nel mio precedente commento, alla fine dell'articolo sul sito potete comunque trovare una serie di articoli consigliati sul tema "Coscienza e materia".
Le mie considerazioni sull'argomento sono iniziate proprio da questo articolo.
#23 Redazione
Sono contento che ti sia piaciuto
Ti ho inviata una eMail (non un PM)
Considerazioni a vari commenti:

1) la Teoria Nousym Faggin-D’Ariano ha un enunciato scientifico che vale la pena essere conosciuto, approfondito e commentato;

2) non esistono al momento altre Teorie sincretiche fisico quantistiche-matematico-filosofiche in grado di tentare la riunificazione di tali ambiti, sino ad oggi oggettivamente così distanti e divergenti, al contrario si fa sempre più strada la Teoria antitetica del cosiddetto “Transumanesimo”;

3) molto probabilmente le nuove generazioni umane, (noi “identità umane” > 50-60 aa., anche da medico psicoanalista junghiano, per motivi vari abbiamo di base una datata “forma mentis platonico-aristotelica”(cfr) molto condizionante che per essere sublimata necessiterebbe il superamento di diversi/vari transfert, leggi molto riduttivamente “situazioni ansiogene”), alla luce della loro nuova emergente “forma mentis quantistico-informatica” avranno bisogno di una nuova matematica e forse anche di una nuova fisica che ancora non conosciamo, quindi mi chiedo perché non provare a dare anche noi un contributo all’innovazione umana in generale;

4) infatti, a scanso di equivoci, i miei commenti e la nostra prolifica/interessante discussione hanno sollevato temi che sono tutti da "Amicus Plato, amicus Socrates, sed magis amica veritas", al punto che sono convinto che alla fine si riallaccerà all’altro fondamentale post del sito “Sognare i defunti”(ovviamente il titolo non rende l’idea della sua portata come ho già avuto modo di scrivere in un commento apposito).

Pertanto mi chiedo perché non tentare di procedere con metodo, merito, analisi e critica in qualcosa che potrebbe almeno darci un “punto d’appoggio”, poi ognuno solleverà quello che vorrà, io vorrei poter tener testa alla pari (sarà molto difficile se non impossibile) ad una discussione con qualche membro formato/informato delle nuove generazioni di “entità umane”.

P.S.: a) “identità umana” = esseri attuali con trame classiche di consapevolezza psico-cerebrale.
b) “entità umane” = neo esseri mixati di tutto quello che stiamo vedendo sorgere all’orizzonte (AI, Nuova Fisica, Nuova Biologia, Nuova Consapevolezza con “livelli energetici interiori=plasmoidi”, etc.)
alcune critiche alla teoria Faggin D'Ariano
io non ci capisco niente, ma se a qualcuno può interessare...

A sonsokh ed altri
Post importante, molto utile, interessante, formativo, critico ma non conclusivo quindi senza alcuna nuova proposta teorica di sintesi filosofico-quantistica. Ciò permette di introdurre una forma accettabile, se pur tutta da verificare, di sintesi di “altra coscienza/cognizione”, tollerante nei confronti di interpretazioni alternative della “realtà”
e ragionata di “apertura alla eventuale comparsa di coscienza intrinseca delle “macchine” (leggi anche computers, robots, AI Devices, etc.)”.
Tentativo di sintesi/interpretazione personale concettuale finale assente.
Sicuramente da rivedere, da seguire, da aggiornare, da approfondire, anche da parte sua (l’autore del post), alla luce delle novità della nuova meccanica quantistica e della nuova relativa matematica associata.
Conclusioni: il mondo della fisica quantistica è un ambito che quotidianamente, se non ad oras, fornisce dati informativi innovativi, fondativi di nuovi livelli interpretativi del “tutto”e soprattutto di aprire nuove scienze, frontiere concettuali e Teorie Riunificative, in particolare quest’ultime.
Grazie, davvero grazie, ho conosciuto un’altra “entità”.
#28 milgio61


questa formula è stata suggerita al matematico indiano Srinivasa Aiyangar Ramanujan dal dio elefante Ganesh durante un suo stato alterato di coscienza ed è molto efficiente (converge rapidamente);
quasi tutta la produzione matematica di Ramanujan è stata influenzata da questi suggerimenti; e non è stato neanche l'unico:
a costo di diventare stucchevole, ti suggerisco di leggere Ian Steward - L'eleganza della verità ia801006.us.archive.org/.../...

contiene una bella schiera di geni sciroccati
(pare che pure Einstein ricevesse aiutini in stati alterarti ci coscienza)
A Sandro Paparozzi
E si “L’uomo che vide l’infinito”. Altro non dico.
“A costo di diventare stucchevole, ti suggerisco di leggere Ian Steward - L'eleganza della verità ”: averlo letto mi ha reso “altro in un altro”.
Conosco lo “Channeling”. Anche qui altro non dico.
Quindi siamo connessi………..Giovanni Militerno
La percezione della realtà, i colori, il tatto, tutto l'osservabile posto nel campo visibile, potrebbe essere senz'altro l'interpretazione del nostro cervello, una sorta di traduzione fisica o reinterpretazione della scenografia di un teatro molto più profondo che, altrimenti, non riusciremmo mai a comprendere od a decifrare.

Anch'io credo che la coscienza non sia un semplice prodotto chimico del nostro cervello, ma che piuttosto, quest'ultimo, potrebbe essere un sofisticato apparato biologico ricevente in grado di stabilire una connessione con l'entità vera e propria.
Secondo questa visione il corpo fisico non sarebbe altro che l'avatar con il quale ogni entità (noi) stabilisce la connessione prendendone pieno controllo.

Possiamo (solo) congetturare che osservare il mondo, l'universo e tutto ciò che ci circonda, attraverso gli occhi del nostro avatar (corpo, organismo, possiamo chiamarlo come vogliamo), possa risultare fuorviante e, perché no, addirittura capzioso; una sorta di inganno necessario e trascendentale deputato ad accompagnarci durante tutta la fase materiale.

Come diceva giustamente carogiu questa non è metafisica, filosofia o "visione interiore", ma si tratta di vere e proprie ipotesi interpretative su alcuni processi neurofisiologici e sulle dinamiche neurobiologiche altrimenti inspiegabili o comunque difficili da comprendere.

L'incredibile non è l'invisibile ma il visibile,
l'universo stesso ha dell'incredibile tanto che non possiamo escludere nulla.
#33 SAM

"...L'incredibile non è l'invisibile ma il visibile,
l'universo stesso ha dell'incredibile tanto che non possiamo escludere nulla."


Con l'elettricità e con il nucleare ci siamo avvicinati al confine, ora abbiamo aperto una finestra sull'inspiegabile.

Sembra un segnale che siamo riluttanti a interpretare per quello che è: con gli strumenti disponibili e codificati siamo arrivati al capolinea, oltre non bastano più.
Personalmente credo in un "universo intelligente" ma non "divino". Nel "fu topic di bellini" espressi un mio parere e, per evitare di essere ripetitivo, provo a sintetizzare di nuovo il mio pensiero.
Rispetto alla teoria di Faggin sono più vicino a quella alternativa di "Sassoli De Bianchi" (cit. sonsokh), che è uno dei miei fisici preferiti.
Vado un po' controcorrente e ritengo che la vera meraviglia non sta nell'aggiungere alla materia un principio cosciente misterioso, ma nel riconoscere che la materia ordinaria, organizzata in modi sufficientemente complessi,
diventa capace di interrogarsi sul proprio posto nell'universo.
Quando programmo un videogame definisco le variabili, le costanti e le regole generali (leggi della natura), poi il gioco prosegue da sè, non controllo le mosse di ogni giocatore e come decide di giocare, ecco il libero arbitrio,
ma all'interno dei confini delle "regole del gioco" (universo).
Questa visione non è meno poetica di quella di Faggin, ma ha il vantaggio di essere coerente con il metodo scientifico e di offrire una base per un'etica che riconosca sia la nostra individualità sia la nostra interdipendenza,
senza sfociare in teorie, al momento, alquanto speculative.

Lungi da me nel criticare le suddette teorie, le mie conoscenze non arrivano, neanche lontanamente a tanto, ma è mia convinzione, da ateo, che la spiritualità e la metafisica non definiscono i confini della realtà, ma segnano i confini
della nostra "attuale comprensione" della realtà. Sono il "non ancora noto" che sentiamo come significativo. Mi si potrebbe obiettare che è quello che fa la teoria di Faggin, si spinge oltre come ha fatto, nel passato, ogni uomo di scienza.
E' così che la Scienza progredisce, ma è quel "non so che di *mistico/divino*" che mi fa storcere un po' il naso, come ebbi a dire anche sul topic di Bellini.
Una volta, in un film (Superman), sentii Lex Luthor pronunciare queste parole: c'è chi studia tutta la vita senza capire nulla e c'è chi guarda gli ingredienti di un pacchetto di chewing gum e capisce i segreti dell'universo.
Estremizzando il concetto credo che una futura "teoria del tutto" debba essere compresa anche da un bambino dell'asilo (forse i bambini del futuro avranno un Q.I. di 200, ahahahha), senza scomodare il "divino".
In conclusione ritengo che sia la complessità della realtà, con le sue regole, a far emergere la coscienza e non viceversa.
Scriveva carogiu il 26/12/2025 al #12:

…..la teoria dell’informazione quantistica di Faggin e D’Ariano, così come i lavori su entanglement, causalità invertita, tunnel quantistico e circuiti superconduttivi, chiedono un aggiornamento continuo dello sguardo,

ma più che integrare nozioni credo sia necessario integrare il cambio di postura mentale che queste scoperte impongono.

La fisica contemporanea sta mostrando crepe sempre più evidenti nel paradigma materialista classico, e non perché “la materia non esista”, ma perché non basta più a spiegare ciò che osserviamo.

Tutto qui : io sono alla ricerca, ancora non ho un vero punto fermo e non intendo portare avanti convinzioni personali e/o teorie altrui, finché potrò non mi fermerò in alcunché per almeno percepire la Riunificazione delle Forze e/o se volete delle Energie o meglio ancora del “Tutto” nell’infinitamente piccolo che costruisce l’incommensurabile Universo ( o Multiversi ?)
Grazie Massimo per questa pubblicazione.

In questi giorni volevo scriverti perché tra gli argomenti che "sogno" vengano trattati su Luogo Comune vi è quello della "vita oltre la morte". Una mia STRETTISSIMA conoscenza (fonte sicura 1000%) ebbe una NDE negli anni '70 e me lo ha raccontato solo qualche mese, non lo aveva mai raccontata a nessuno per paura di essere presa per pazza.
Le stavo raccontando di alcuni episodi di NDE presi da un libro di Marco Pizzuti (Poteri Psichici non autorizzati) che stavo leggendo e quindi prese la palla al balzo per raccontarmela.
La persona in questione non si interessa di questi argomenti quindi quell'esperienza non poteva essere frutto di una mente molto fantasiosa o influenzabile (inoltre negli anni 70 non era certo un argomento di dibattito), ma dal suo racconto percepii molti denominatori comuni con altre storie, tra cui, principalmente:
- l'incontro con persone conosciute ma ESCLUSIVAMENTE già decedute, nessun conoscente in vita
- lo stato di benessere ESTREMO tale da indurla a non voler tornare in vita, nonostante la giovane età (24 anni).
- l'ambiente era in un contesto di una luce di un colore indefinito e sullo sfondo vedeva quello che lei credeva essere il pianeta Terra (lei mi disse che ipotizzò che quel luogo fosse... la luna! - ma si tratta solo di una sua ipotesi)
- la nonna morte che le disse "cosa ci fai qua? non è ancora giunto il tuo momento, devi tornare perché hai molto altro da fare"
In seguito venne svegliata dall'anestesista che "la stava perdendo"

Una NDE breve, non molto diversa da quanto si sente in giro, ma per me toccante in quanto CERTIFICATA, raccontatami da una persona della quale mi fido pienamente.

Io ho 46 anni e comincio a chiedermi cosa ci sarà "dopo".

Mi piacerebbe molto il tuo parere, credo che sia l'argomento più importante di qualsiasi altro argomento.

un caro saluto e Buona Natale e Buone Feste a tutti!!
#12 carogiu scrivi: “…Ed è forse qui che il tema dell’AI diventa cruciale, perché senza una comprensione della coscienza come contenitore e non come prodotto, continueremo a costruire sistemi sempre più potenti che imitano l’intelligenza senza sapere cosa significhi davvero comprendere. Non ho risposte definitive, e non credo sia questo il compito, ma so che continuare a fare le domande giuste, anche quando non portano certezze, è l’unico modo onesto di restare allineati con ciò che la “realtà”, oggi, ci sta mostrando….”
Concordo
Faggin, che con le sue invenzioni ha molto contribuito alla tecnologia AI, senza Faggin , dissero, la Silicon Valley sarebbe stata solo una Valle, dopo la sua straordinaria esperienza di coscienza studia da trent’anni la medesima e ritiene che ciò che ha scoperto sia più importante delle sue precedenti invenzioni perché può dimostrare che la coscienza non è un è un prodotto del cervello, o addirittura un epifenomeno, come afferma la scienza .positivista,
Non a caso Faggin nel suo libro “Oltre l’invisibile” ha iniziato il capitolo “Scienza-spiritualità e religione” con una frase di H.P. Blavatsky
"Federico Faggin – “Coscienza e Spiritualità” – Tavola rotonda on line 12/4/2024 www.youtube.com/watch?v=lDSl07c3tMg nella quale la psichiatra-psicoterapeuta Erica Poli a 2,43' afferma:
“ la questione cruciale è il fatto che dobbiamo cambiare la metodologia di studio . Questo fu un tema già visto alla Normale di Pisa 10 anni fa in un convegno sulla soggettività nella scienza – Allora dobbiamo ripartire da delle autoevidenze che non sono dogmatiche ma sono quello su cui si basa ciò che noi siamo. … e questo comporta che il metodo sperimentale venga fatto non in forma oggettiva ma in forma soggettiva, cioè esperienze personali … se non capiremo questo finiremo in una catastrofe. E se invece capiamo questo finiremo in un’altra catastrofe, cioè quella del significato etimologico della parola catastrofe che è capovolgimento, inversione di rotta…” Federico Faggin ovviamente concorda
.
In questo intervento del 2014 –stesso anno in cui alla Normale di Pisa si tenne il convegno sulla soggettività della scienza - Erica Poli - a 22’ ca – presenta le scoperte del dr. Hamer - la scienza soggettiva delle 5 leggi biologiche: www.youtube.com/watch?v=YDhM4gMi6_g

Pertanto non sono d’accordo con chi afferma che Faggin sia un gatekeeper – l’ho letto in qualche commento – I gatekeeper non amano la scienza soggettiva.
@milgio61
@Sam
scusate il ritardo, le festività ...
sarebbe bello avere un punto fisso su cui continuare queste discussioni in modo continuo;
a questo proposito ho chiesto a Massimo se ci abilita una sezione , sto aspettando la sua risposta.
Se la risposta sarà positiva ci sarà un problema tecnico da affrontare (l'ho già fatto presente in parte a Massimo, e credo ne stia parlando con chi cura il sito): i possibili interventi, per avere un buon livello, dovranno proporre delle espressioni matematiche, quindi occorre un editor che le supporti in modo professionale; l'editor di LC non le supporta; occorre risolvere questo problema;
la prima soluzione che mi viene in mente è questa: si utilizza LaTex (personalmente utilizzo Tex Studio); si producono pagine pdf che vengono inviate alla redazione di LC; questa le pubblica e chi vuole leggerle le scarica; ma c'è un evidente aggravio di lavoro per chi gestisce LC.
Vi viene in mente qualcosa di meglio ?

Per non essere troppo invadenti propongo di continuare questa conversazione via PM o, se volete, via eMail.
#37claudio.l
Sono molte le testimonianze di NDE ma anche quelle, seppur in numero minore, di apparizioni in corpo fisico di persone trapassate, come si è detto in un incontro nel quale l'amica Paola Martarello e suo marito Antonio hanno raccontato il loro incontro con Gustavo Adolfo Rol, avvenuto nel 2005, dopo 11 anni dalla morte del medesimo - a 100,45 - www.youtube.com/watch?v=IYyouZzEHXc. E non accade solo a persone particolari o credenti. Proprio ieri un parente mi ha detto che durante un bombardamento sua madre, di scarsa fede religiosa, mentre correva trafelata verso la sua abitazione che pensava denneggiata incontrò un'amica vicina di casa che le disse di non temere perchè la casa era salva mentre la sua era stata distrutta. Giunta sul posto seppe che l'amica era deceduta nella casa distrutta. Faggin è scomodo a molti perchè valorizza l'esperienza personale. Ricordo lo scambio di pareri con un infettivologo il quale mi disse che, per quanto riguardava le sue ricerche, se si dovessero considerare le esperienze personali ognuno potrebbe inventarsi qualsivoglia . Mi pare che ora abbia cambiato parere.
@Sandro Paparozzi
Esistono siti come questo

latex2image.joeraut.com/

che convertono formule LaTeX in immagini da usare sul forum. Non è il massimo ma in passato io ne ho fatto uso per qualche discussione.
@#35 ken_bp
Ottimo! È una posizione che rispetto molto, proprio perché è chiara, coerente e non difensiva, e infatti secondo me il punto di contatto tra ciò che dici e ciò che provo a esplorare non è così distante come potrebbe sembrare a una prima lettura.
L’idea di un universo intelligente ma non divino, così come l’analogia del videogame con regole, variabili e libertà interna al sistema, è potente e per nulla riduttiva, anzi è una delle metafore migliori per descrivere l’emergenza della complessità senza ricorrere a interventi esterni continui.

Dove però sento che le strade iniziano a divergere è nel momento in cui si attribuisce alla materia organizzata il potere ultimo di interrogarsi su se stessa, perché lì, più che una spiegazione, avverto uno slittamento semantico: stiamo descrivendo molto bene il come, ma stiamo ancora evitando il perché.
Dire che la coscienza emerge dalla complessità è perfettamente legittimo sul piano scientifico, ma resta un’affermazione descrittiva, non fondativa, e infatti non elimina il mistero, lo sposta semplicemente un passo più indietro.

Non è l’aggiunta di un principio cosciente “misterioso” che mi interessa, quanto il riconoscere che forse ciò che chiamiamo materia non è così ontologicamente neutra come siamo stati abituati a pensare.
Quando parlo di coscienza non la intendo come entità divina, morale o salvifica, ma come livello primario di relazione e informazione, qualcosa che non viola il metodo scientifico, ma ne mette in discussione i presupposti impliciti. Il fastidio verso il linguaggio mistico lo comprendo benissimo, perché spesso è usato come scorciatoia narrativa, ma non tutto ciò che non è ancora formalizzabile è automaticamente irrazionale.
La storia della scienza è piena di concetti che per decenni sono stati “non ancora noto” prima di trovare un linguaggio adeguato, e forse oggi la coscienza occupa esattamente quel territorio di confine.

Quanto all’idea che una teoria del tutto debba essere comprensibile anche da un bambino, la trovo splendida e per nulla in contrasto con ciò che sto cercando di dire, perché semplicità non significa banalità, e spesso le intuizioni più profonde sono proprio quelle che non hanno bisogno di essere protette da un gergo iniziatico. Il punto, per me, non è scomodare il divino, ma nemmeno ridurre tutto a ciò che oggi sappiamo misurare. La spiritualità e la metafisica, come dici, segnano i confini della nostra attuale comprensione, ed è esattamente lì che trovo interessante sostare, non per riempire il vuoto con risposte bastanti a sé stesse, ma per evitare di scambiare una mappa sempre più dettagliata per il territorio stesso.

In fondo forse non stiamo scegliendo tra coscienza che precede la materia o materia che genera coscienza, ma stiamo ancora imparando a guardare un processo unico da angolazioni diverse, sapendo che nessuna, da sola, esaurisce il reale.
@41 kamiokande
ottimo grazie
non lo conoscevo, faccio delle prove e se ho bisogno ti chiedo altre informazioni
@carogiu
quanto ci deve essere rimasto male Pitagora quando ha scoperto che non si poteva a misurare la diagonale di un quadrato di lato unitario, un cazzo di quadrato di lato 1 ... sono secoli che ancora si sente echeggiare la risata
Sono molto contento che l’articolo abbia suscitato un confronto così partecipato e, soprattutto, che i commenti siano tutti di spessore, diversi tra loro ma sorprendentemente convergenti nel toccare i nodi più profondi della questione, segno che il tema non è solo teorico ma vissuto, sentito, interrogante.
Provo a dire la mia in modo unitario perché, pur partendo da angolazioni diverse, i vostri interventi stanno tutti orbitando attorno allo stesso nucleo.

milgio61 coglie un punto che sento molto vicino: la ricerca come stato permanente, non come anticamera di una conclusione definitiva.
L’idea di una possibile riunificazione, chiamatela forze, energie o semplicemente Tutto, non è una meta da conquistare ma una tensione che orienta lo sguardo, e forse è proprio nell’infinitamente piccolo che questa tensione diventa più leggibile, come se l’universo non fosse altro che un continuo gioco di riflessi tra micro e macro, senza un vero punto di arresto.

claudio.l porta una testimonianza che tocca un altro livello ancora, quello dell’esperienza diretta, vissuta, non cercata e non desiderata, e proprio per questo difficile da liquidare come suggestione.
Le NDE hanno una forza particolare perché attraversano persone comuni, spesso estranee a qualunque interesse spirituale, eppure presentano ricorrenze impressionanti, come se il linguaggio simbolico cambiasse ma la struttura dell’esperienza restasse coerente.
Il fatto che oggi, a 46 anni, inizi a porti la domanda su cosa ci sia “dopo” è umano e inevitabile, e non credo affatto che sia una fuga dal presente, ma semmai un modo per dargli più spessore.
Su questo tema, tra l’altro, quasi per una strana sincronicità, ho scritto proprio pochi giorni fa raccontando una mia esperienza personale di quasi morte, che ha inciso profondamente sulla mia percezione della continuità della coscienza, e lascio qui il link perché può aggiungere un tassello vissuto, non teorico, alla discussione: dubitoergosum.it/.../esperienza-di-quasi-morte

Paolab porta invece un contributo prezioso nel chiarire la posizione di Faggin, soprattutto rispetto alla questione della scienza soggettiva.
Il tema del cambiamento di metodo è centrale e spesso frainteso: non si tratta di abolire il metodo scientifico, ma di riconoscere che l’esclusione sistematica dell’esperienza soggettiva è una scelta epistemologica, non una verità neutra.
Quando Faggin, Erica Poli e altri parlano di autoevidenze non dogmatiche, stanno indicando qualcosa che precede la misura, non qualcosa che la nega. Ed è per questo che, pur comprendendo le obiezioni di Paolab sull’idea di gatekeeper, continuo a pensare che il problema non sia la buona o cattiva fede dei singoli, ma il perimetro entro cui certi discorsi diventano accettabili o meno.
Valorizzare l’esperienza personale rende inevitabilmente scomodo chi lo fa, perché rompe l’illusione di un osservatore totalmente esterno e neutrale.
Gli esempi che porti sulle apparizioni e sugli incontri post mortem, al di là di come ciascuno voglia interpretarli, mostrano una continuità di testimonianze che attraversa contesti culturali, epoche e livelli di credenza, ed è difficile pensare che tutto questo possa essere archiviato come rumore di fondo.
In definitiva, che si parli di fisica, di coscienza, di NDE o di AI, il filo rosso sembra il medesimo:
stiamo lentamente realizzando che la realtà non è un oggetto da sezionare dall’esterno, ma un processo di cui facciamo parte, e che pretendere risposte bastanti a sé stesse, chiuse e autosufficienti, forse è il vero limite che oggi siamo chiamati a superare.
Non per sostituire una fede con un’altra, ma per imparare a stare dentro le domande senza necessariamente dover trovare ogni volta un modo per addomesticarle, incasellarle o renderle compatibili con ciò che già diamo per assodato.
#44 @Sandro Paparozzi
:-D :-D :-D
Probabilmente Pitagora non ci rimase “male”, ci rimase spiazzato, che è molto peggio e molto meglio allo stesso tempo. Perché lì non è saltata una misura, è saltata l’idea che tutto ciò che è reale debba per forza stare dentro un numero ordinato e rassicurante.
:hammer: Quel “cazzo di quadrato” ha fatto più danni e più bene di intere biblioteche, perché ha mostrato che la realtà è coerente anche quando non è addomesticabile.
La risata echeggia ancora mi sa! Ma non è di scherno, è quella di chi ti dice: guarda che il problema non è il quadrato, è la pretesa che l’universo debba sempre tornare i conti. ;-)

Quote:

@41 kamiokande
ottimo grazie
non lo conoscevo, faccio delle prove e se ho bisogno ti chiedo altre informazioni

A saperlo prima!
Mi sarebbe tornato utile in quest'articolo → Entropia, vita morte e coscienza
#35 ken_bp

c'è chi studia tutta la vita senza capire nulla e c'è chi guarda gli ingredienti di un pacchetto di chewing gum e capisce i segreti dell'universo.
Estremizzando il concetto credo che una futura "teoria del tutto" debba essere compresa anche da un bambino dell'asilo (forse i bambini del futuro avranno un Q.I. di 200, ahahahha), senza scomodare il "divino".
In conclusione ritengo che sia la complessità della realtà, con le sue regole, a far emergere la coscienza e non viceversa.


Mi viene in mente il passo del vangelo citato da qualcuno più su "diventare come bambini"
Un paio di anni fa facendo la mia solita passeggiata lungo il fiume vidi un albero era una meraviglia... un albero assieme ad altri che avrò visto centinaia di volte ma quel giorno lo vidi in maniera diversa, ovviamente durò un secondo perchè poi l'ego-io-mente se ne voleva appropriare e prendere, misurare, raccontare l'esperienza, insomma mi avvicinai toccai l'albero ma il tutto era bello che svanito in un attimo. E li mi venne in mente il detto zen : "prima dell’illuminazione tagliavo legna e portavo l’acqua… dopo l’illuminazione taglio legna e porto l’acqua!’ Che meraviglia!" Cambia la qualità dell'esperienza. Di tanto in tanto nella vita mi capitano questi che io chiamo flare o fenditure, poi arriva l'io che tramite la mente vuole "capire" e appropriarsi dell'esperienza. Molto probabilmente ogni bambino è già così, almeno fino i 2-3 anni finchè non c'è la presa di coscienza di essere altro, la dualità, mentre prima era un fluire con il tutto. Un io illusorio che ""accade" e che nutriamo con dolore. Tutto questo gioco di "energia" non ha bisogno del me per accadere...
Non so se mi sono capito :hammer:
@carogiu
Se avessi bisogno di fare dei grafici per qualche articolo fammi sapere che in caso potrei dare una mano.
carogiu:
"descrivendo molto bene il come, ma stiamo ancora evitando il perché.
Dire che la coscienza emerge dalla complessità è perfettamente legittimo sul piano scientifico, ma resta un’affermazione descrittiva, non fondativa, e infatti non elimina il mistero, lo sposta semplicemente un passo più indietro."

Hai ragione a pensare che probabilmente i punti di contatto fra le nostre "visioni" siano più forti di quanto sembri, soprattutto nel non considerare lo "stato delle cose" come statico ma fortemente dinamico.
Il mio punto di vista è solo una "possibile direzione" non la "meta".
Secondo me non esiste un vero "perchè assoluto", è come se chiedessi a me stesso perchè creo videogames. Quasi sempre è per puro divertimento, vado in estasi quando mi trovo in una fase creativa, a volte per denaro, a volte per noia, a volte boh.
Per me la coscienza è una qualità emergente della materia come lo è lo spin per un elettrone,c'è perchè una delle regole dell'universo intelligente la rende possibile, niente di più. Certo, è una qualita della quale non conosco "tutto",
ma questo lo vedo solo come un limite dell'attuale conoscenza, non è un "mistero" intrinseco dell'universo, che lo precede. L'universo osserva se stesso continuamente (decoerenza quantistica), la coscienza è un plus, sicuramente meraviglioso ma non necessario, un albero che cade in una foresta senza che nessuno ascolti fa comunque rumore.

carogiu:
"La storia della scienza è piena di concetti che per decenni sono stati “non ancora noto” prima di trovare un linguaggio adeguato, e forse oggi la coscienza occupa esattamente quel territorio di confine."

Condivido perfettamente, ma un territorio di confine che non è oltre la comprensione scientifica, solo temporaneamente inesplorato.

Trovo l'argomento e le tue osservazioni estremamente stimolanti e non potrei essere più d'accordo, soprattutto con la tua eccellente conclusione:
"In fondo forse non stiamo scegliendo tra coscienza che precede la materia o materia che genera coscienza, ma stiamo ancora imparando a guardare un processo unico da angolazioni diverse, sapendo che nessuna, da sola, esaurisce il reale."
Meditazione/riflessione/introiezione:

SPUNTO

Se vuoi scoprire I segreti dell'universo, pensa in termini di energia, frequenza e
vibrazione.
Attribuita a Nikolas Tesla
La frase, attribuita a Nikolas Tesla, da una parte a) suggerisce che l'”universo/noi/altri esseri e/o cose/”(materia-la prevalente antimateria) , TUTTO opera attraverso principi fondamentali di energia/e (alcune ancora non note/oscure con quelle note da “riunificare”), frequenza/e (molte note altre da “indagare” assolutamente meglio) e vibrazione/i (ancora quasi tutte da comprendere e da imparare a saper usare), dall’altra b) ci spinge a che approfondendo /facendoli propri (introiettare) questi concetti diventino definitivamente la chiave per svelare “segreti” immanenti/tradcendenti, collegando/integrando fisica classico-quantistica, suono e coscienza, a guisa che ogni pensiero, emozione e fenomeno naturale abbia una sua specifica vibrazione misurabile.
Per la verità, questo è poi quello che “qualcosa/qualcuno e/o entità/identità” stanno inducendo le varie comunità scientifiche e non a prendere in considerazione con “l’evento interstellare 3i/Atlas”.
Personalmente io attribuisco a suddetta citazione questi significati:

Energia: La forza fondamentale che anima ogni cosa, dalla materia subatomica agli esseri viventi così come persino l’antimateria e l’energia oscura.

Frequenza: Il tasso di queste vibrazioni (misurabile in Hertz), che determina la natura di un fenomeno (es. luce, suono, onde cerebrali), conosciuto e persino di uno sconosciuto ma misurabile (all’uopo è fondamentale formarsi/informarsi sui PLASMOIDI”, sul sito OMEGACLICK c’è una marea di documenti incredibili-sconvolgenti-“destrutturanti della realtà così come noi l’abbiamo percepita sino ad oggi, a riprova del fatto che molto sta già accadendo qui ed ora”.

Vibrazione: Il movimento oscillatorio intrinseco di tutta la materia e l'energia (per il momento note/palesi), che collega tutto nell'universo.

Da questi significati discendono applicazioni e concetti correlati fondanti/neofondativi-riunificatori/fondamentali per

A) la Fisica Quantistica:
a livello subatomico, tutto è energia e vibrazione, e la materia stessa è un'energia condensata in vibrazione.

B) la Coscienza/Consapevolezza e pensiero:
i pensieri e le emozioni generano frequenze specifiche (onde cerebrali), influenzando la realtà e interagendo con il mondo esterno, come suggerisce la Legge dell'Attrazione.

C) Suono e Armonia:
il suono è una forma di energia vibratoria. Tesla credeva che il suono e le frequenze armoniche potessero manipolare la materia e avere grandi implicazioni, un concetto oggi esplorato in campi come la sonoterapia.

D) Salute e Benessere:
anche il corpo umano, le cellule e la Terra hanno frequenze vibrazionali. Mantenere una "alta vibrazione" è associato a salute e benessere, mentre squilibri possono portare a malattie.

In estrema sintesi, Tesla ci invitava/invita a guardare oltre la materia solida e a percepire l'Universo come un Campo Dinamico di energia risonante, dove frequenza e vibrazione sono i linguaggi fondamentali della realtà, utili alla sua comprensione, alla sua interpretazione sino alla sua sublimazione in Energia Libera.
Ho voluto scrivere tutta sta roba solo per mettere in chiaro che, per quanto mi riguarda, non si potrà mai prescindere da questi temi base che dovrebbero portarci assolutamente almeno ad “alcuni punti fermi per muovere poi ogni cosa”, esattamente come è stato fatto da MAZZUCCO-PENNETTA, nella Biologia in questo sito con l’uso del punto fermo della che, a mio parere, dovrebbe da solo bastare per assegnare un Premio Webpulitzer ad entrambi per la semplicità, la schiettezza e la comprensibilità di un concetto che forse, da medico, è ancora più complesso da rendere/spiegare di quanto un tecnico appunto possa provare a fare: vero giornalismo formativo-informativo di altissimo profilo.
Questa non vuole essere una sviolinata ma semplicemente una proposta di procedura per raggiungere “punti fissi e fermi per movere lo mondo e tutti gli astri”.
Scusate una mia svista: ….della COMPLESSITÀ IRRIDUCIBILE……..
@milgio61
In effetti la frase è attribuita, poiché non vi sono fonti certe e verificabili che ne attribuiscano la paternità.
L'unica che è certa è la seguente:

Quote:

“In ogni forma di energia, sia essa meccanica, elettrica o termica, si accumula una forza che è in incessante attività.”

Lezione all’American Institute of Electrical Engineers,
Columbia College, 20 maggio 1891.

Ho avuto modo di approfondire quando ho scritto sui documenti di tesla confiscati dall’Office of Alien Property - non dall'FBI.

Coscienza e realtà oltre il velo


Quote:

John G. Trump, fisico del MIT e zio di Donald Trump scrisse un rapporto sui documenti di Nikola Tesla, sequestrati alla morte, dicendo che lì dentro non c’era nulla di pericoloso, solo idee speculative...

Ma che strano! direbbe Malanga.

Gli X-files sulla coscienza umana mostrano un confine fragile tra scienza, percezione e controllo. Uno sguardo oltre le versioni ufficiali.

dubitoergosum.it/.../...
Invece di eseguire un "edit" del mio precedente post faccio una integrazione separata

@carogiu
Nelle tue osservazioni hai evidenziato come il punto di discontinuità fra la mia visione e la tua sia fondamentalmente la seguente grande domanda: perchè?
Ti faccio una domanda che magari mi permetterà di capire meglio il tuo punto di vista.
Perchè ci deve essere un perchè? (spero di non mal interpretare il tuo "perchè", lo sto intendendo nella sua accezione "filosofica", come "senso della vita" e meno come accezione nella "Fisica", sul come succedono le cose.)
Immagina i seguenti scenari:
1) esiste una coscienza universale, di un universo intelligente che è sempre esistito, senza un "inizio" o una "fine", quindi senza un "perchè". "Inizio e fine" da non confondere col big bang o morte termica o big crunch.
2) l'universo intelligente, fra le sue regole, ha la possibilità, in particolari circostanze, di far emergere dalla materia una sua qualità intrinseca e cioè la coscienza soggettiva.
Quest'ultima ha la capacità di interagire e anche modificare "l'universo", ma è scollegata dalla coscienza universale, il suo "NON-perchè" è conseguenza solo di una "regola".
Questo mio punto di vista non è riduzionista, infatti tutto quello che si può fare in un universo con "un'energia onnipresente, unica,ecc..", si può fare anche in un universo dove la coscienza soggettiva è intrinsecamente scollegata dalla "Grande Energia".
Piccola parentesi personale.
Io non vivo la mia vita in funzione di un "dopo", come scopo primario anelo la conoscenza e, quando vado a dormire, spero di aver "lasciato" il mondo anche un pochino migliore di come l'avevo trovato al mattino, al risveglio.
Chiusa parentesi.
Capisco che la "coscienza" di cui parli non è quella "mistica", ma ho sempre l'impressione, in generale (non con te in particolare ma anche quando mi confronto con i miei amici), che i discorsi vadano a parare sempre in quella direzione e,
come hai giustamente sottolineato, ritengo che la spiritualità e il misticismo siano solo dei paraventi che limitano la narrazione e che si usano quando invece la risposta più onesta dovrebbe essere: "non so, ancora!"
Ripeto, pur non potendola criticare, sia perchè non l'ho mai approfondita, sia perchè la mia fisica non è a quel livello, ho la sensazione perenne che la teoria di Faggin e simili provino a unificare il "mistico" al "profano".
Non c'è niente di male in questo ottimo proposito, semplicemente non le sento "mie", pur riconoscendo che ogni teoria, all'inizio, può sembrare "mistica".
Come l'universo intelligente è (per me) un universo di tipo quantistico, che esiste in una infinita sovrapposizione di stati (probabilmente) su più dimensioni e piani della realtà, che gli conferisco la capacità di osservare se stesso (decoerenza), anche il cervello sia un "piccolo universo" di tipo quantistico, capace di osservare se stesso, quindi capace di sviluppare una coscienza, di interagire con la coscienza primaria ma, allo stesso tempo, separata da essa, senza un "perchè" nè "prima", nè "dopo". Sono "mistico" anch'io? Boh, forse.. ahahahahah
Questo è, per sommi capi, la "mia visione delle cose", da NON completamente ateo, dato che "Credo", al momento, nella "mia visione delle cose" e visto che non è supportata da alcuna teoria. Poi, si dice che tutte le strade portano a "Roma", magari ci incontriamo lì ;)))
L’espressione “NON completamente ateo, dato che “”Credo”, al momento, nella mia “visione delle cose” (forse intendevi mettere nel virgolettato anche il “mia”: in tal caso si aprirebbe un “tuo nuovo mondo interiore di ‘spazio intrapsichico’” che consiglieri di opportunamente coltivare con conoscenza, coscienza e consapevolezza del “viaggio multidimensionale/multiculturale/multientitario” che potresti dover affrontare.
Ad ogni modo per rimanere a noi sul “chi, come, dove, quando e perché”, considerato che il nostro “CHI” generazionale si identifica in effetti, nel 90% di noi entità umane, con termini, concetti, portati etc. fideistico-teologico-spirituale-misterici “impegnativi, complessi e complicati”, mi pare utile, opportuno e funzionale prendere in considerazione il “COME”.
A riguardo avevo già allegato un link, ma lo riallego, per iniziare a chiarirci, o almeno provarci, in quanto quali “individui pensanti qui ora ed anche altrove” (con i metodi più disparati compresa le varie forme di cosiddetta “meditazione” = richiesta di connessione intra-interdimensionale)abbiamo tutti l’interesse a capire appunto il “COME” di certe forme di intuizioni, sincronicità, channeling e molto altro ancora. Anche solo per rendere giustizia ad uno strumento che è un’astronave multidimensionale che usiamo poco meno come una vecchia ulitaria.

youtu.be/Kaa-ZD0r63w?si=CIrEADpbsMPJPkY3
@milgio61
che strana coincidenza, mentre scrivevi, stavo editando il mio post, non tanto per mettere le " al "mia", osservazione che condivido e che ora correggo, ma precisavo che non ho interpretato il "perchè" come un "come", in quanto le mie conoscenze non arrivano a tanto.
Seguirò in ogni caso il tuo consiglio, visto che è una strada che percorro da sempre e volentieri.
A ken_bp

Purtroppo per me, per noi, per il range delle nostre generazioni se riuscirò a “introiettare” anche il solo “COME” mi riterrò abbastanza soddisfatto, infatti sul “CHI” sto leggendo, studiando ed approfondendo da tempo facendomi “una mia visione coerente e compatibile con “il ‘PRIMA’ del ‘CHI’”.
Onestamemente, pur non ponendomi limiti alcuni, il “PERCHÉ” è molto di là da venire e non neanche se mai riuscirò solo a “pensarci”.
Per il momento mi accontento così…….
ogni tanto parlo del Cerchio Firenze 77, e spero di non essere fastidioso,
ma ritengo che siano gli insegnamenti più straordinari e completi che abbia mai sentito.

Quindi a proposito del PERCHE'
(consiglio l'ascolto in cuffia dato che sono registrazioni di 40/50 anni fa)





@ken_bp #56
Provo a risponderti partendo proprio da quel passaggio che citi, perché lì, secondo me, non c’è solo una divergenza ma anche una possibile convergenza non ancora esplicitata.
Quando parli di una coscienza che emerge dalla materia come sua qualità intrinseca, sento che siamo molto più vicini di quanto sembri, ma uso parole leggermente diverse per descrivere lo stesso cortocircuito.
La mia attuale convinzione, che non considero una verità ma un punto provvisorio del percorso, è che la coscienza, anche ammesso che la si voglia leggere come prodotto della materia, non sia mai qualcosa che “appare dopo”, come un effetto collaterale tardivo della complessità, bensì qualcosa che è sempre stata implicita nella materia stessa, inseparabile da essa.

Quando ho scritto che: entropia, vita, morte e coscienza si annullano per fondersi in un’unica coscienza autotelica, intendevo proprio questo: non una coscienza che ha bisogno di uno scopo esterno, di un prima o di un dopo, ma una dinamica che contiene in sé il proprio senso, se vogliamo usare questa parola senza appesantirla di metafisica.

In questo quadro non riesco a vedere una coscienza soggettiva realmente scollegata da una coscienza universale, non perché debba esserci per forza un legame “mistico”, ma perché la separazione netta mi sembra più una necessità concettuale nostra che una proprietà del reale.

Quando dici che tutto ciò che si può fare in un universo con un’energia onnipresente si può fare anche in uno in cui la coscienza soggettiva è scollegata dalla Grande Energia, per me questa affermazione acquista senso solo se spingiamo fino in fondo l’idea che ciascuno di noi è esso stesso universo, una parte infinitesima ma completa, come in un ologramma dove ogni frammento contiene il tutto.

In questo senso non c’è bisogno di un perché nel senso teleologico classico, e nemmeno io vivo la mia vita in funzione di un “dopo”, ma continuo a pensare che la domanda sul perché non sia una richiesta di spiegazione ultima, bensì il segnale che stiamo toccando un livello in cui il come non basta più da solo.
Non è il senso della vita in senso morale o religioso, è il tentativo di non ridurre tutto a una concatenazione di regole che funzionano e basta.
Capisco il fastidio verso il misticismo usato come tappabuchi, e sono d’accordo che la risposta più onesta spesso sia “non lo sappiamo ancora”, ma non sono sicuro che sospendere il perché equivalga sempre a maggiore rigore.
A volte è proprio il perché, tenuto aperto e non sacralizzato, a impedirci di trasformare una teoria elegante in un quadro ben definito.
Quando dici che forse stiamo tutti andando verso Roma da strade diverse, credo che sia una metafora perfetta e su questo concetto ho sempre avuto un'immagine nella testa tipo un fiume che si ramifica in mille percorsi ma che portano nello stesso luogo. Come questa:

Nessuno di noi sta camminando all’indietro, e il fatto stesso di poter discutere così a lungo senza bisogno di convincerci a vicenda è già, forse, una forma di osservazione che l’universo fa di se stesso attraverso di noi.

Se questo è misticismo, allora forse è solo un altro nome per una complessità che non ha ancora trovato il suo linguaggio definitivo.
grazie #60 sonsokh
Se non puoi farlo tu inserirò questi video a commento dell'articolo sul Cerchio Firenze 77 che parlava di piani di esistenza, di vibrazioni, di evoluzione, ma sempre come metafore per spingere a una maggiore consapevolezza di sé...
dubitoergosum.it/.../...
Un gruppo davvero straordinario sul quale anche Franceschetti ha fatto una serie di video veramente interessanti.
Provocazioni diverse!
Che cosa e´"polvere"? e che cosa "granulometria"? Qui io so rispondere,
Ma al limite della realtá verificabile esistono solo provocazioni o supposizioni soggettive.
#62 carogiu
ci sto provando
ti mando un PM

ho visto che da un pò di tempo ne parla anche Franceschetti.
Purtroppo però lui parla anche di un aspetto Magico del CF77, tema a cui lui è particolarmente interessato, col rischio di darne una connotazione fuorviante e poco credibile per chi se ne avvicina in questo modo.
Se poi per Magia, intendiamo leggi fisiche che non conosciamo, o che appartengo ad un altro piano di esistenza, allora è diverso.
Preferisco ascoltare Enrico Ruggini e Renato Del Favero, che sono stati testimoni diretti degli ultimi anni delle sedute medianiche.
Si trovano sul canale YT "Tutto mi parla di Te - Cerchio Firenze 77"
@carogiu
splendide....alla fine come potrei non essere d'accordo anche con le tue "conclusioni"?
Ho solo una piccola precisazione in merito a quando dici: "..... è il tentativo di non ridurre tutto a una concatenazione di regole che funzionano e basta."

Personalmente credo dipenda dalle regole, non le ho mai viste come "i 10 comandamenti". Una cosa è certa, non le conosciamo neanche lontamente, penso che il livello di complessità di tali regole sia talmente al di fuori della nostra attuale umana comprensione, che mi accontenterei volentieri di capire come "funzionano e basta.", ahahahhahaa

E' stato davvero un piacere "PARLARE" con te, ma anche con gli altri, grazie a tutti per gli spunti di riflessione.
Il discorso, in ogni caso, resta aperto.
Per aspera ad astra e... ci si vede a "Roma".
ken_bp

Quote:

Una cosa è certa, non le conosciamo neanche lontamente, penso che il livello di complessità di tali regole sia talmente al di fuori della nostra attuale umana comprensione, che mi accontenterei volentieri di capire come "funzionano e basta."

Non potremmo mai riuscire a comprenderlo perché ciò presuppone un livello di conoscenza alla pari di chi o cosa ha creato il quesito suscitando le domande.

Anche avendo -ad esempio- una teoria del tutto matematicamente coerente che riesca ad unificare meccanica quantistica e relatività generale in un'unica equazione riuscendo a descrivere l'universo dall'infinitesimamente piccolo all'immensamente grande, avremmo comunque il "come funziona", ma non il "perché" inteso nel suo significato più profondo e fondamentale.
@SAM
Infatti ho usato l'aggettivo "attuale".
Certo, non credo che io o tu (anche se non conosco la tua età...ahaha) saremo ancora vivi (anche se ce lo auguro con tutto il cuore) , ma il mio motto è... mai dire mai ;))
Chi può dire quali vette raggiungerà la Scienza fra 1000 o 1Mln o millemila anni?
Se la memoria non mi fa brutti scherzi, a tal proposito, ti consiglio la lettura di un libro di fantascienza che lessi "nel mezzo del cammin di mia vita": "Starplex", di R.Sawyer.
Le percezioni delle convinzioni provenienti dalle conoscenze delle “coincidenze relative ad i piani x,y,z” corrispondono esattamente ad illusioni che vengono determinate anche dalle consapevolezze delle “sincronicità individuate nelle dimensioni a,b,c”.

La traduzione di questo assunto “neomatematico”/metafisico (metafisico nel senso letterale del termine non nell’accezione comune di cui erroneamente si abusa, soprattutto oggi alla luce delle acquisizioni della meccanica quantistica -questa è anche una prova/provata di quanto si stia anche modificando attivamente, nella nostra semantica classica, la corrente comunicazione verbale-) che viene reso plasticamente dalla parafrasi metacomunicativa del MITO DELLA CAVERNA.
In altri termini il “noi” si declina ormai fra chi è rimasto intrappolato “anima e corpo” nella Caverna di Platone (il mondo delle nostre idee: tutte, comprese quelle di alcuni che sembrano sedurci con le belle logiche/asserzioni/concetti di un “mondo classico” di idee/parole/convinzioni che non esiste più e che converrebbe relegare alla storia senza più romanticamente riproporli come genericamente “belli” perché apparentemente intellettualmente alti, ma non più contestualizzabili) e chi, pur avendo abbandonata la Caverna da un pezzo, provando ad affrontare consapevolmente la sapienza e la saggezza della Luce del Sole (la Realtà, liberamente interpretabile e comprensibile, così come appare essere tale a noi), si rende conto che il nostro tutto è la mera percezione dell’ ILLUSIONE/DEFORMAZIONE/INFORMAZIONE del nostro Mondo Terreno, frequentato, calpestato, vissuto ma lontano dal TUTTO (inteso come esterno, diverso, infinito) CHE LO COMPRENDE.
Per tale ragione urge comprendere il “COME” fare per connettersi al “NUOVO TUTTO”……poi il resto verrà da sè……..almeno si spera.
BISOGNA CAMBIARE LOGICA/LOGICHE, PARADIGMI…….e tanto altro. Le nuove generazioni lo stanno facendo anche senza di noi, “prigionieri della caverna e del nostro mondo antico”.
Per quanto riguarda la probabile insufficienza, a seguito di rivelazioni che stanno comparendo ovunque e delle scoperte scientifiche indotte dalla quantistica, [insufficienza] del meccanismo logico che abbiamo adottato, ci guida e pratichiamo quotidianamente, mi autocito richiamando i commenti 7 e 15.

Leggendo alcuni commenti vedo comparire qualche voglia di operatività e, quasi contemporaneamente, il vocabolo "magia".

La magia è usata, e ci sono pochi dubbi, agendo sul nostro modo di pensare collettivo attraverso la narrazione prevalente, alla quale è stata dedicata molta attenzione, anche amministrando, influenzando e dirigendo la cultura in modi opportuni, da chi ci costringe nella caverna immaginata da Platone.

Il rischio che corriamo a questo punto, se la presa di coscienza avvenisse in modo approssimato o precipitoso o cadesse in mano a "apprendisti stregoni" sempre molto attivi, è che la cupola ci guidi dritti in una nuova caverna, attrezzata a misura dei tempi che verranno (caverna della quale sembra di poter già intuire l'architettura).
A Primadellesabbie da Oltrelamateria

Immedesimandomi, comprendo la tua tesi, ma siamo in un tempo in cui il “collasso d’onda della ‘neoconoscenza’ nella consapevolezza individuale” (almeno di alcuni non per pochi)” è già avvenuto.
Mi rendo conto che tutto è avvenuto per mezzo di un processo di interpretazione di “complessità irriducibile” (non mi stancherò mai di dire cosa davvero questa espressione significhi e determini davvero nei processi logici-deduttivi di tutti gli ambiti: è come se ora la nostra interfaccia informatica/‘il cervello’ fosse passata da un microchip di silicio-bit ad uno immaterialchip quantistico qubit) passato assolutamente “inconsiderato e sottovalutato nel mondo di noi cloni umani”.
Insomma i buoi sono scappati dalle stalle, il dentifricio è uscito dal tubetto, etc. pensiamo pure quello che vogliamo ma alcunché sarà più come prima e forse anche per questo stanno succedendo nel nostro mondo e nel nostro universo cose strane che determineranno una vera e propria DISCLOSURE GENERALE E GENERALISTA. Noi forse ne coglieremo solo il profumo ma le nuove generazioni (ho dei ragazzi in terapia “indescrivibili”) sono già dentro: è in atto una “mutazione psicogenetica” che non riesco a descrivere ma non è solo “umana”, o almeno così a me pare.
@sonsokh
Grazie di aver condiviso i video.
Ho studiato per diversi anni le comunicazioni del Cerchio Firenze 77 e nel post #20 che ho inserito, quando parlo genericamente di "letteratura occultistica", intendo al 90% le comunicazioni del Cerchio che considero il compendio più completo e razionale fra tutti quelli che conosco!
#71 milgio61

Si, colgo il fenomeno e cerco di seguirne gli sviluppi.

Forse è proprio questa la mutazione, che finalmente pare di intravvedere, conquistata con il sacrificio di infinite generazioni e di spiriti straordinari, per la quale è appropriato usare la definizione 'umana'.

Al contempo mi guardo alle spalle, è una prudenza acquisita, non istintiva.
Riflessione molto bella. Se guardiamo a E=mc^2 non come a una formula, ma come al prezzo che l’energia paga per diventare materia, la visione di Bertagnolio diventa chiarissima: la materia è solo energia condensata, una piega in un oceano continuo. In quest'ottica, Grinberg ha ragione: il cervello non crea la realtà, la decodifica da un campo informazionale universale. Non siamo granelli separati, ma interfacce biologiche che si sintonizzano su frequenze specifiche di questo campo. Il Big Bang non è stato l'inizio del 'tutto', ma il momento in cui questo campo ha iniziato a vibrare in modo non uniforme, trasformando l'informazione pura in forma, tempo e percezione.
#74 Bruno60

"...il cervello non crea la realtà, la decodifica da un campo informazionale universale..."

Mi sembra di cogliere una possibile contraddizione.

Decodificare [un aspetto] da un campo universale significa anche potere/sapere scegliere?
#75 Primadellesabbie

La mia risposta è certamente condizionata dalla mia visione, in cui la matrice è rappresentata da quella che definisco una 'portante cosmica': un campo energetico fondamentale e onnipervasivo e in quest'ottica, non vedo una contraddizione: proprio come una radio non 'crea' le onde che esistono nell'aria, ma sceglie su quale sintonizzarsi.
in qualche commento precedente si è ricordata l’esortazione “se non diventerete come bambini…”
Tutti i saggi di ogni luogo e tempo hanno sempre detto che i bambini sono collegati alle informazioni della Coscienza Universale, ma spesso certe loro affermazioni, che possono anche generare discussioni sul libero arbitrio, che io, come Faggin, penso esista seppur parziale, non sono comprese dagli adulti che nel frattempo hanno dimenticato le loro perché incomprese dai propri genitori e così via. Faggin, grazie alle sue invenzioni e alla sua esperienza in IA, viene accolto nelle scuole superiori e università e può raccontare a studenti e docenti la sua straordinaria esperienza di coscienza e le sue conseguenti ricerche. Molte persone prima di lui hanno avuto esperienze simili ma non è stata accolta nelle istituzioni scolastiche. Pertanto il suo invito a cambiare il metodo di studio alla luce di quanto sta succedendo – possibile cattivo utilizzo dell’AI - mi sembra quanto mai opportuno. Non basta ciò che è successo recentemente o ciò che potrebbe accadere con l’utilizzo degli esperimenti genetici auspicato anche da genetisti italiani, come si legge nel tema generale d’esame di maturità del 2017? ( cambiare la coscienza attraverso manipolazione genetica)=https://accademiadellaliberta.blogspot.com/2018/07/vaccini-e-dna-accadde-nel-2017.html
Bernardino del Boca, nel suo libro “Il Segreto”- ed. 1988: “…Fu allora che il maligno (ndr creato dall’umanità) usò una forma subdola di segreto per ingannare l’uomo fin dall’infanzia. Presto sarà raggiunto il “quinto livello” nella costruzione dei computer e l’umanità dovrà affrontare” il grande segreto” - dell’immortalità - se non vorrà perire. Non coinciderà forse questo tempo con l’avvento dell’Anticristo? Alice Castello, 10 gennaio 1981“… Credo che l’Anticristo stia preparando le sue coorti, preparando quel Grande Male che lui dirà di venire a sanare: “il grande inganno” a cui crederà buona parte dell’umanità, quella parte che poi verrà distrutta dall’Anticristo stesso e da coloro che portano il segno della Bestia, da coloro nel cui nome sono stati trucidati milioni di martiri. La religione crea i martiri. Sono pensieri spaventosi. Ma la nostra vita è soltanto una recita. Tutto è illusione. Solo l’individuo che sa di non essere soltanto un corpo, un personaggio, ma di essere un’Anima imperitura, può passare indenne attraverso il “grande inganno”.
#76 Bruno60

Hai ragione,
"Mi sembra di cogliere una possibile contraddizione."
non è chiaro.

Scegliere su quale sintonizzarsi, e quindi quale aspetto, tra innumerevoli, mettere in risalto, è una prerogativa divina?
Grazie Carogiu per il thread.
Materia sempre interessante e stimolante.
Complimenti
#78 Primadellesabbie 29-12-2025 12:18


No, perché interagiamo con esse per affinità. Non abbiamo bisogno di conoscere tutte le frequenze in anticipo: la scelta avviene attraverso la risonanza. Ci sintonizziamo spontaneamente su ciò che è affine al nostro stato interno (emozioni, conoscenze, bisogni). È la nostra frequenza attuale a determinare quale parte della portante "agganciamo" e rendiamo reale.
#69 milgio61

Non è una questione di conoscenza, logica o paradigmi, è una questione di LIMITE intrinseco/peculiare del cervello umano. Fintanto che la cognizione della realtà sarà interpretata, decodificata e filtrata dal nostro cervello attraverso gli occhi, la nostra consapevolezza resterà monca e immatura.
Il cervello inteso come mero ricevitore biologico è un muro interposto tra noi e la conoscenza universale.
Non riuscirai mai a fare decollare un Boeing 747 con i motori dell ape piaggio.

#74 Bruno60
L'atomo è più che altro "spazio" vuoto, dal nucleo agli orbitali elettronici.
Ma anche analizzando le particelle sub atomiche come gli elettroni, i neutroni ed i protoni, risulta fuorviante chiamarle particelle.
Anche nel dualismo formale (onda/particella) risulta più semplice descrivere -ad esempio- gli elettroni come onde piuttosto che particelle. Al collasso della funzione d'onda la "particella" in realtà diventa un pacchetto discreto di energia, non un corpuscolo di forma nota.
E=mc^2 è la testimonianza che energia e massa sono due facce della stessa medaglia, l una è convertibile nell'altra secondo il fattore di conversione c^2.
Ma anche la materia stessa (che possiede massa), seppur trattandosi di condensato di energia secondo il fattore di conversione c^2, in realtà dovrebbe risultare inconsistente: condensato di energia ma pur sempre energia.
È il nostro cervello che traduce il tutto in qualcosa di solido e consistente.

Con questo non voglio dire che la materia/massa in realtà non esista o sia mera illusione, piuttosto che tutto ciò che risiede nei nostri sensi e nel mondo (da noi) osservabile è il prodotto di qualcosa che emerge nel macroscopico, ovvero nella nostra dimensione. A livello quantistico si tratta "solo" di scambi di energia, legami atomici, termodinamica e entropia.
#81 SAM 29-12-2025 14:13

Sono d'accordo, l'atomo è prevalentemente "spazio vuoto", e le particelle subatomiche potrebbero essere descritte come onde o "pacchetti di energia" e questo proverebbe che la materia è fondamentalmente inconsistente, energia condensata. Nella mia visione (che chiaramente é solo un'interpretazione speculativa) il cervello rappresenta il "decoder" biologico che prende queste onde energetiche e le traduce nell'illusione di un mondo solido e consistente.
La realtà solida è un'interpretazione neurale di un substrato energetico vibrante, ciò che definisco Portante Cosmica che identifica l'oceano in cui si propagano le onde che noi chiamiamo particelle.
SAM

Non ho colto ed elaborato la ratio delle affermazioni del tuo #81.
Se puoii, se vuoi, se riesci apri il link del mio #57 altrimenti si rischia di avere comunicazioni dissociate ed acefale. ;-)
#82 Bruno60

Esattamente

#83 milgio61

Anche se sembra (rileggendomi in effetti sembra), il mio post non voleva essere un contraddittorio con quanto scritto da te, ma più semplicemente un aggiunta.
Come avrete notato non sono mai entrato nel merito di posizioni personali e/o di prescrizioni psicoanalitiche tecniche ma, dispiace sempre constatarlo, quando si fanno comunicazioni “specifiche” di metodo, che si immaginano utili e/o coadiuvanti al potenziale rinvenimento di percorsi innovativi di elevatura, crescita e/o miglioramento dei processi cognitivi di ciascuno, succede spesso che in certe “discussioni asensoriali(nel senso che alcuni avvolte non leggono, altri non si esprimono ed altri ancora si astengono dal prendere in considerazioni i pensieri altrui)” molti/alcuni introducano narcisisticamente l'autoreferenzialità, vale a dire la proprietà di un enunciato, sistema o individuo di riferirsi a sé stesso, creando un circuito chiuso che può essere un costrutto logico, un tratto psicologico di chi si focalizza solo su sé stesso, o un errore comunicativo in cui si parla solo di sé senza considerare l'altro, ostacolando la comprensione e la collaborazione.
milgio61

Si chiamano semplicemente "differenze di vedute", altrimenti dette "opinioni".
Se poi pensi che io (o qualcun'altro) abbia cestinato tutto il tuo scritto a prescindere, talmente preso dal mio "se stesso" amen.
#80 Bruno60

-No, perché interagiamo con esse per affinità. Non abbiamo bisogno di conoscere tutte le frequenze in anticipo: la scelta avviene attraverso la risonanza. Ci sintonizziamo spontaneamente su ciò che è affine al nostro stato interno (emozioni, conoscenze, bisogni). È la nostra frequenza attuale a determinare quale parte della portante "agganciamo" e rendiamo reale.-

Questa tua singolare ipotesi mi ricorda un originale happening di circa 30 anni fa: nel grande atrio di una stazione ferroviaria di Londra, Euston mi pare, si dettero appuntamento una sera centinaia di ragazzi dotati di cd e auricolari (molto in voga allora) e, a una certa ora convenuta, iniziarono a ballare dimenandosi ciascuno per proprio conto, al ritmo della musica che aveva scelto, che era diversa, se non per caso, da quella di ciascun altro e che poteva ascoltare solo lui.
(Mi ero riproposto di partecipare ma un impegno me lo impedì.)
La struttura umana come apparato ricevente capace di intercettare delle vibrazioni provenienti dall'Universo e trasformarle nella realtà.

Possiamo escludere che qualche entità sia in grado di intercettare delle specifiche vibrazioni, elaborarle e dirigerle?

In modo di poter selezionare quelli tra noi destinati a dar forma a "una data" realtà.
#87 Primadellesabbie 29-12-2025 22:07
#88 Primadellesabbie 30-12-2025 07:43

L'esempio del Silent Disco alla stazione Euston è corretto: descrive una realtà dove innumerevoli mondi coesistono nello stesso spazio, ma ognuno vive solo quello su cui è sintonizzato.
Riguardo alla domanda sul rischio di una direzione esterna, ti rispondo che questo è concreto. Se siamo anche apparati riceventi, chiunque sia in grado di emettere una frequenza dominante può, in teoria, indurre una risonanza forzata e guidare intere masse verso una specifica percezione della realtà.
Tuttavia, è proprio qui che entra in gioco la consapevolezza: il conoscere se stessi. Capire come funziona il nostro "apparato ricevente" (il nostro carattere, le nostre emozioni e i nostri bisogni) è l'unico modo per non essere ricevitori passivi. La consapevolezza della propria frequenza interna è ciò che ci permette di distinguere tra un'interferenza esterna e il nostro orientamento autentico, restituendoci la libertà di decidere su quale realtà vogliamo abitare. In questo contesto, possiamo considerare la consapevolezza come la manopola che ci mette in grado di cambiare "stazione radio". Chiaramente, tieni presente che la mia non è una teoria scientifica, ma solo una interpretazione alle domande fondamentali sull'universo. Mi piace però poter vedere come certi concetti di fisica e percezione possano unirsi in una visione coerente.
#89 Bruno60

"...una realtà dove innumerevoli mondi coesistono nello stesso spazio..."

Come possiamo vedere il fenomeno si è generalizzato con gli smart, che offrono uno spazio virtuale nel quale indugiare in solitudine o "navigare" su zattere fantasma chiamate social.

"...la mia non è una teoria scientifica..."

Ho l'impressione che la scienza, come la conosciamo, il metodo scientifico e, in particolare, il caratteristico "moralismo" che emana, chiamato anche rigore, stiano arrivando al capolinea, d'ora in poi, per procedere oltre, dovremo servirci di qualche altro mezzo*, più adatto all'ambiente che incontreremo.

"...considerare la consapevolezza come la manopola..."

Questo sembra l'argomento, non semplice, da esplorare, esaminare e sviluppare.

* Sarà il caso di dare un'occhiata ai 7 principi dell'ermetismo?
Ciao a tutti:


Quote:

L'atomo è più che altro "spazio" vuoto, dal nucleo agli orbitali elettronici.

Se cosí fosse, allora i corpi solidi si potrebbero compenetrare, ma non succede. Lo spazio tra un nucleo e la sua nuvola di elettroni é occupato da legami costituiti da forze elettriche, che sono quelle che impediscono ai corpi solidi (e spesso anche liquidi) di compenetrarsi.
Non é "vuoto", tutt'altro. Anzi é importante.
#91 Davide71

Se è per questo il "vuoto" in fisica non esiste.
Certo che l'atomo è permeato da campi di forza, nello specifico da campi elettromagnetici (non -semplicisticamente- forze elettriche).
#89 Bruno60

"...Riguardo alla domanda sul rischio di una direzione esterna, ti rispondo che questo è concreto. ..."

Questo è concreto e non è esente dalla dualità che caratterizza la nostra esistenza.

Particella o onda, siamo sempre nella materia, la "novità" è data dalla coesistenza temporale che esige la ricerca e adozione (forse 'recupero') di un modo di pensare adatto, diverso da tutto ciò che conosciamo (viene da pensare alla Gioconda di Leonardo e al suo inspiegabile fascino).
#79 Venusia
Grazie a te Venusia.
E' un momento della mia vita che ho sentito di dover dare conto a un pò di domande che mi frullavano in testa.
#91 Davide71

Quote:

legami costituiti da forze elettriche, che sono quelle che impediscono ai corpi solidi (e spesso anche liquidi) di compenetrarsi.

Non so se centri qualcosa ma è esattamente ciò che penso quando mi metto a giocare con due magneti cercando di far combaciare due lati con spin diverso.
Dico spin proprio perché + e - sono una convenzione...
Caro carogiu
In effetti fra “convinzioni”, illusioni”,
”convenzioni”, “lacune”, “voragini” del nostro povero e limitato Scibile Umano etc……. bisognerà immaginare/augurarsi per gli anni avvenire che ci si possa confrontare/incontrare con un “Progetto Intelligente Entitario Manifesto del nostro Universo” piuttosto che con un “Prodotto Interattivo Identitario Visibile Interstellare” che tanto avrebbe dovuto fare nelle nostre coscienze ma che ha appena scalfito il Nostro Incommensurabile Narcisismo Cosmico, di tutti noi.
A meno che il 2026 e la sua “cabala” non ci schiudano gli arcani di una Nuova Consapevolezza Universale. Lo auguro a tutti come dono per tutti per l’Anno 2026 che verrà.
#96 milgio61
credo di intendere esattamente ciò che intendi, soprattutto quando richiami il nostro narcisismo cosmico, che forse è la forma più sottile di cecità che ci portiamo dietro.

Da qualche tempo tempo sto cercando di saperne di più e darmi qualche risposta sull'argomento "antica Tartaria" e un amico mi faceva notare che in taluni quadri di metà 700 ci sarebbero ritratte delle persone diciamo "un pò alte" troppo per i nostri canoni standard, rispetto alle strutture ritratte e altre persone più "piccole" che non smembrerebbero semplicemente bambini.
Uno di questi è una veduta di Piazza San Marco a Venezia, una tra le tante del pittore veneziano Francesco Guardi (1712-1793) ed è stato venduto il 7 marzo 2017 da Christie's al prezzo record di 6.738.500 €. Un quadro costosetto per essere il semplice capriccio di un riccone amante di strane teorie.
IN questo quadro, che le persone sono di diversa altezza, è innegabile, la questione piuttosto è se quelli “piccoli” siano umani adulti oppure no, nelle nostre chiacchierate si disquisiva sul fatto che quelli “alti” potessero essere una razza di uomini persasi nelle pieghe del tempo in un’epoca relativamente recente.
Ma questo interrogativo pone una domanda più ampia che va oltre Guardi e oltre la pittura stessa, cioè se stiamo davvero osservando una testimonianza storica ignorata oppure se stiamo proiettando sulle tele del 700 un bisogno moderno di mistero e di frattura con il racconto ufficiale, perché prima di immaginare razze scomparse bisognerebbe ricordare che l’arte usa proporzioni simboliche, gerarchie visive, convenzioni narrative e che spesso ciò che appare “diverso” non è biologico ma concettuale, e quindi dovremmo chiederci perché oggi abbiamo così tanta voglia che non lo fossero, almeno nel senso "normale" cui ci riferiamo.

Siamo bravissimi a immaginare prodotti, interazioni, identità visibili e rassicuranti, molto meno ad accettare l’idea di un progetto intelligente che non chiede di essere celebrato ma compreso, o almeno ascoltato.
Forse il vero limite del nostro scibile non sta nelle lacune o nelle voragini, ma nella difficoltà ad ammettere che l’universo non abbia alcun obbligo di parlare il nostro linguaggio o di confermare le nostre aspettative.
Se il 2026 dovesse davvero schiudere qualche arcano, spero non lo faccia con rivelazioni spettacolari, ma con un lieve spostamento di sguardo, quel tanto che basta per ridimensionare l’ego senza annullare la responsabilità individuale.
E' da ognuno di noi che ha inizio e finisce il tutto.
Ricambio volentieri l’augurio, allora, che il nuovo anno porti a tutti non tanto nuove certezze, quanto una consapevolezza un po’ più ampia, capace di includere il dubbio senza viverlo come una mancanza, ma come una risorsa condivisa.
:-)
“Forse il vero limite del nostro scibile non sta nelle lacune o nelle voragini, ma nella difficoltà ad ammettere che l’universo non abbia alcun obbligo di parlare il nostro linguaggio o di confermare le nostre aspettative”……..oppure ancora, lo spero vivamente, che Lui(l’Universo) si senta nel dovere di farci incontrare/confrontare con altre sue entità intelligenti capaci di formarci/informarci/redimerci in un Salto Quantico Biologico-Psichico, dal momento che notoriamente la nostra natura non ci permette salti util siffattii.
lo sono ormai in questo ordine di idee perché “consapevole dei nostri tanti limiti” ed anche sempre più informato che “la nostra complessità irriducibile” non può ridursi ad un scioglilingua come il noto "Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa", che a ben sentire ricorda anche tante altre dogmatiche giaculatorie teologico-fideistiche d’ogni genere. Auguri per un nuovo 2026 e per tutti gli altri nuovi anni che vorranno venire.
Salve,
mi scuso a priori per l'eccessiva semplificazione (forse OT) che sto per fare, ma è solo per capire meglio i vari punti di vista.
Quali caratteristiche/qualità presumibilmente ha, non ha, o dovrebbe avere, questa "Coscienza cosmica, Frequenza universale (sulla quale ci sintonizziamo), Realtà metafisica (che il cervello decodifica), Universo, ecc..) fra quelle elencate?
1) è eterna, senza inizio e fine
2) onnipotente
3) onnipresente
4) onnisciente
5) altro

Inizio col dire cosa penso io:
1) è eterna, inizio e fine sono concetti prettamente umani, dovuti alla nostra mortalità;
2) è QUASI-onnipotente;
3) è QUASI-onnipresente, nel senso che non è sempre ovunque ma può esserlo, se vuole;
4) non è onnisciente, se lo fosse, il "PERCHE'", se esistesse, perderebbe di significato.

Magari, in futuro, argomenterò meglio il mio punto vista come confronto con le possibili risposte.
#99 ken_bp

"...Quali caratteristiche/qualità presumibilmente ha, non ha, o dovrebbe avere, questa "Coscienza cosmica, Frequenza universale (sulla quale ci sintonizziamo), Realtà metafisica (che il cervello decodifica)..."

Sembra non sia così semplice.

Le frequenze che hanno origine nel cosmo, che possiamo intercettare o che ci intercettano, a secondo della loro natura e della nostra inclinazione sono molte, non una ma molte e di natura e con caratteristiche diverse.

Almeno così sembra di capire, originate da Corpi Celesti e da determinate zone del Cosmo.
@primadellesabbie
"Sembra non sia così semplice."

ok, ma queste frequenze esistevano prima del "big bang"?
sono collegate al concetto di "universo intelligente"? come? nascono per volontà di qualcuno?
nel qual caso, questo qualcuno ha le qualità da me elencate?

edit 3:
le mie domande nascono dall'esigenza di capire che, se "filosoficamente" parlando, dobbiamo arrivare a concetti tipo "esiste sempre un "infinito"+1", allora ogni supposizione, non supportata da qualsivoglia evidenze, diventa sterile in ambito scientifico (RG, MQ, ecc.) o pseudo-scientifico (speculative), e restano "valide" solo in campo metafisico, ma almeno dovrebbero essere discutibili ("l'infinito+1" non lo è).
ken_bp
Entro nel “mio merito”, “mio” perchè se so una cosa certa, soprattutto alla luce dei concetti dati per acquisiti dalla cosiddetta attuale scienza umana ufficiale (che non è e non deve essere per me/noi “una nuova religione con i suoi vecchi e nuovi pseudodogma): a ) della “complessità irriducibile” evoluzionistica umana (vedi post Mazzucco-Pennetta su questo sito), b ) dei nuovi assunti della neurobiologia e delle neuroscienze umane (vedi mio link Omegaclick già fornito), c ) di alcuni “punti fermi” della attuale meccanica quantistica umana (non necessariamente solo quelli dei premi Nobel ma anche quelli che ne discendono “de facto iuxta propria principia”), d ) del fenomeno UNICO del viaggiatore interstellare 3i/Atlas, e ) della teoria di NEOFISICA Nousym Faggin-D’Ariano.
Dicevo SE SO UNA COSA CERTA ED INOPPUGNABILE E CHE ORA HO PERCEZIONE E CONSAPEVOLEZZA DI SAPERE DAVVERO MOLTO POCO PUR AVENDO TROVATO ALCUNE TRACCE DEL MIO PERCORSO PERSONALE DA SEGUIRE, E SCUSATE SE È POCO!?
Ovviamente ho citato dei “meriti/contenuti” evidenti e facilmente rinvenibili ovunque quindi comuni e condivisibili, nel senso di farne veri approfondimenti personali: poi ognuno è libero di affidare/confidare il “Tutto anche a logiche, deduzioni, convinzioni semantiche ed intellettuali personali”, consapevole però delle nostre/proprie intrinseche fallacità, manchevolezze e limitatezze che esse determinano nei nostri processi logico-deduttivi-intellettivi.
In sintesi ormai siamo in piena era DISCLOSURE (vedi questo sito, quello di Omegaclick, quello di Marcello Foa INTERMUNDIA, etc.) evito volutamente di dare titoli di libri attuali e soprattutto datati di personaggi come Edgar Cayce o Aldous Huxley, identità/entitá evidenti prove di channeling e “frequentazioni” multidimensionali in Occidente, non parliamo di quelli in oriente.
Concludendo io aspetto un Salto Quantistico Umano “donato” da Entità/Identità di un Universo Quantistico Riparatore e Rigeneratore.
Almeno me lo auguro con tutto me stesso.

P.S. del “Tutto”: …….le/la nostre/nostra teorie/a interpretative/a della fisicità/immanenza/integrazione d’essenza di ciascuno nel “Tutto”.
La metafisica, intesa nell’accezione classica, è scomparsa definitivamente, cessata persino nella sua logica speculativa umana, alla luce della “NUOVA FISICA” che ora ci sta anche rivelando come solo l’ “ANTICA FILOSOFIA” ci aveva indicato il percorso da seguire, finché la FEDE nella Scienza Umana, immemori del TUTTO, ci ha portato a dimenticare

“L’INTELLIGENZA DELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA VERA ESSENZA UMANA E DI QUELLA UNIVERSALE, BEN PIÙ COMPLESSA E SUPERIORE, DALLA QUALE NOI ‘PROVENIAMO’, FISICAMENTE E PSICHICAMENTE”.
Giovanni
#103 milgio61

"La metafisica, intesa nell’accezione classica, è scomparsa definitivamente, cessata..."

Guarda, se vuoi, le prime battute di questo documentario, un paio di minuti (aziona i sottotitoli in italiano):

www.freetothrive.com/movie/thrive-ii/

(Il film al quale poi si riferisce, e del quale questo è la prosecuzione, l'ho linkato al commento 6 che ho messo al discorso di Roberto Quaglia.)
Appunto #104 Primadellesabbie da Oltrelamateria

Non voglio sconfortarti e deluderti ma in estrema sintesi, perdonami se sono tranchant, la teoria del campo unificato avrebbe dovuto essere il "Santo Graal" della fisica teorica, un ambizioso progetto per creare una descrizione completa e unificata di tutta la realtà fisica.
I suoi limiti invalicabili oggi, che di fatto la relegano in una posizione tanto affascinante quanto anacronistica, sono purtroppo appunto oltre la fisica (cioè a dire “metafisica”, nell’accezione specifica scientifica propria, NON nell’accezione di quella branca della filosofia che studia la natura ultima della REALTÀ : CHE NON ESISTE PIÙ E CHE MAI È ESISTITA SE NON COME NOSTRA MERA ILLUSIONE PERCETTIVO/ELUCUBRATIVA=QUESTO È IL “DATO ONTOLOGICO IMMUTABILE” DAL QUALE ORMAI NON SI PUÒ PIÙ PRESCINDERE PERCHÉ TUTTE LE COSIDDETTE DISCIPLINE SCIENTIFICHE DEVONO CONSIDERARLO TALE IN BASE A VARI RISULTATI MATEMATICI E SPERIMENTALI), vale a dire nei dualismi irrisolti (“misterici/alieni” e ne cito solo alcuni): della materia/antimateria, della/e classica/che energia/energie ahimè non ancora unificate a fronte della quasi onnipresente energia oscura.
L'ENERGIA OSCURA è un'ipotetica (ormai assolutamente imprescindibile come variabile computazionale data nella matematica cosmologica ma che ha avuto ancora di più il grande merito di aprire le porte ad una forma nuovissima di matematica quantistica cosmologica) forma di energia non direttamente rilevabile diffusa omogeneamente nello spazio, teorizzata per giustificare l'espansione accelerata dell'universo e altre osservazioni sperimentali.
Si stima che debba rappresentare una gran parte, circa il 68%, della massa-energia dell'universo, che, aggiungendo la quota rappresentata dalla materia oscura, sfuggirebbe agli attuali metodi di rilevazione per circa il 95%, lasciando alla cosiddetta materia ordinaria un modestissimo 4,9%. Pertanto solo da questa considerazione/assunto si evince cosa possa fare/dare/contribuire la teoria del campo unificato vis a vis all’interpretazione/comprensione/teorizzazione del TUTTO: quasi niente anche se è un quasi niente che noi percepiamo come un quasi “tutto” ed “illusoriamente anche reale”.

Le due principali forme ipotizzate di energia oscura sono la costante cosmologica e la quintessenza.
La costante cosmologica sarebbe una densità d'energia costante che riempie omogeneamente lo spazio ed è fisicamente equivalente all'energia del vuoto. La sua aggiunta alla teoria di base della cosmologia ha portato all'adozione del Modello Lambda-CDM, in accordo con le osservazioni e le considerazioni dell'attuale modello standard della cosmologia.

Ed ora arriva qualcosa di dirompente/destruente/riunificante: la quintessenza.
La QUINTESSENZA sarebbe un campo dinamico la cui densità d'energia varia nello spazio e nel tempo: non so se ci rende conto di cosa comporta questo e se ne cogliamo i particolari. In effetti pur essendo l'energia oscura la spiegazione
più diffusa fra i cosmologi per spiegare l'espansione accelerata dell'universo, la QUINTESSENZA sta permettendo alcuni modelli di gravità quantistica, tra cui la gravitazione quantistica a loop, che possono spiegare le proprietà cosmologiche senza avvalersi appunto addirittura della stessa teoria dell’energia oscura.
Sintesi della sintesi: anche in questo caso la nascente fisica/meccanica quantistica “sta portando per la manina fior fiore di scienziati (fisici, astrofisici, medici, etc.) e non solo (Stakeholders,’Poteri Occulti’, Centri di Potere, Militari,Ambienti Teologici, etc.)” a prendere in considerazione ed esaminare approfonditamente, senza dilungarmi troppo, vera e propria roba da Fantascienza non umana ma ALIENA:
come il “Campo Unificato di Coscienza” = l’IDEA che tutte le coscienze, quindi non solo le energie ma soprattutto anche ogni identità/entità cosmica unificata (equiparandoci quindi ad ogni possibile unità elementare intelligente cosmica esattamente così come si fa nella sorpassata teoria del campo unificato con ciascun atomo/particella, nel tentativo di comprendere l’antica fisica classica ) sia interconnessa in un'Unica Rete Universale, un concetto che si collega a teorie emergenti della fisica quantistica e a tradizioni filosofiche antichissime preclassiche come quelle dei Veda, tale IDEA oltretutto è associata alle “interconnessioni” che postulano visioni dove pensieri, emozioni e intenzioni si influenzino reciprocamente attraverso questa rete invisibile, collegando l'essere umano/tutte le entità cosmiche intelligenti all'universo.
Quindi traete voi le vostre conclusioni.
#105 milgio61

"Non voglio sconfortarti e deluderti..."

Mi sfugge la ragione di questa tua premessa, prendi pure la posizione che vuoi e che ritieni di esporre.

Una cosa è sicura: qualsiasi affermazione scientifica è provvisoria, perciò certamente falsa o incompleta.

Ciò non significa che non dobbiamo usarla, con la dovuta prudenza e circospezione, per comunicare o indagare ulteriormente e, se abbiamo avuto la fortuna di poter sbirciare nei Veda con la disposizione appropriata, contare i passi di avvicinamento.

Rajneesh diceva che prima o poi e per vie tortuose, anche la scienza ci arriverà, basta avere pazienza.
“Una cosa è sicura: qualsiasi affermazione scientifica è provvisoria, perciò certamente falsa o incompleta.“
“Falsa” non lo so ma sicuramente da verificare “senza alcun dubbio”, “incompleta” menomale così non ci annoiamo e cerchiamo sempre di stare al passo dei nostri tempi e delle “risonanze cosmiche aliene”…….
Le “risonanze cosmiche aliene”…….

immagino siano quelle generate dal big bang che la scienza indica curiosamente come fase iniziale del Cosmo sebbene, fin qui, non sia stato "replicato" in alcun laboratorio.

O si?

(Se non ricordo male nei Veda si racconta che il Supremo Brahma solo al terzo tentativo trovò qualcuno che accettasse di prendersi la briga di dare avvio all'Universo.)
Al #109 Primadellesabbie da Oltrelamateria

Si nelle UPANISHAD ci sono tante idee, concetti, assunti, prove che portano a tante interpretazioni/conoscenze/consapevolezze delle forze/energie/entità cosmiche o se vuoi alle diverse espressioni/manifestazioni del BRAMAHAN: il concetto centrale nell'Induismo che indica l'Assoluto, la Realtà Suprema, l'origine e il fondamento di tutto l'Universo, un'Essenza Immutabile, Infinita e Trascendente, spesso descritta come Coscienza Pura e unica realtà esistente.
Pertanto alla fine tutto ritorna alle “origini/fondamenda” e sebbene si provi con parole e concetti complessi a sperimentare “la strada”, in modo scientifico attuale, verso il “TUTTO”, il TUTTO CI RIPORTA ALLA COSCIENZA PURA. Devo dirti però che forse, attingendo a quella antica grande fonte di conoscenza/coscienza che fu l’incendiata/scomparsa Biblioteca di Alessandria, anche Plotino aveva postulato l’IDEA DEL TUTTO.
Namaste
#110 milgio61

"...anche Plotino..."

E chi avrà curato l'edizione e tradotto in italiano Plotino?

www.bompiani.it/catalogo/enneadi-9788845290046

Giuseppe Faggin, padre di Federico attualmente sugli altari della rete.

Così, per oggi, possiamo chiudere il cerchio.
Sto rileggendo tutto di tutti, il bello di questo è che si trovano delle PERLE DI SAGGEZZA/PUNTI FERMI/DESCRIZIONI UNICHE:

ken_bp :
Come l'universo intelligente è (per me) un universo di tipo quantistico, che esiste in una infinita sovrapposizione di stati (probabilmente) su più dimensioni e piani della realtà, che gli conferisco la capacità di osservare se stesso (decoerenza), anche il cervello sia un "piccolo universo" di tipo quantistico, capace di osservare se stesso, quindi capace di sviluppare una coscienza, di interagire con la coscienza primaria ma, allo stesso tempo, separata da essa, senza un "perchè" nè "prima", nè "dopo". Sono "mistico" anch'io? Boh, forse.. ahahahahah

ken_bp: “LE COINCIDENZE NON ESISTONO”, puoi crederci o no: non credendoci avvertirai e sperimenterai la sincronicità delle tue risonanze consapevoli sconosciute con le vibrazioni della coscienza cosmica ignorata.
C.G.Jung
@milgio61
Mi dispiace che stiamo entrando in un "contenzioso", almeno nei toni, quasi sempre non portano a nulla e non replicherò più a post polemici, senza che apportino anche solo "un reale contributo", però pensati , cioè scaturiti dalla propria mente come pensiero critico e non solamente "citanti", cioè come pensiero altrui.
Detto questo, la mia è sicuramente un'affermazione personale e speculativa, come le vostre d'altronde (chiamasi "opinioni personali", cit. SAM).
In ogni caso va contestualizzata fra tutti i miei post, in quanto viene un po' ampliata da questi, e poi non mi sembra che nessuno abbia dato "la versione ufficiale e scientifica" del "grande perchè" e sopratutto, tranne carogiu, nessuno ha mai risposto nel merito in maniera, anche personale, ad alcune delle "mie supposizioni" o "domande", (ovviamente non è obbligatorio) ma si citano solo le "teoria di terzi" o "personali" (come le mie), a dimostrazione che probabilmente non si è meditato abbastanza sulle "cose" ma solo "letto abbastanza". Detto anche questo, penso che se qualcuno avesse dato la "grande risposta" me ne sarei accorto.
Al #113 ken_bp
Il tuo testo riportato nel mio #112 è quello che in grandissima parte penso anch’io.
Inoltre nel mio breve scritto #112 di rinvenimento del tuo testo ho trovato “qualcosa di importante per me” perché sinteticamente veritiero, manifesto di diverse importanti “leve concettuali” e soprattutto UNICO NELLA SUA SINTESI……..
Quindi concludevo che le coincidenze non esistono ma tutto si esprime nelle rare sincronicità di risonanza, come quella che io ho avvertito con te.
Namastè
@milgio61
Dopo il tuo #115, ho capito di aver frainteso "i toni" (pensavo ironici, oggi brutta giornata a lavoro) del tuo #112 e chiedo venia di cuore...
Per aspera ad astra......con carogiu siamo rimasti che ci si vede a "Roma", sei ovviamente il benvenuto, come tutti, ahahahaha
#116

“......con carogiu siamo rimasti che ci si vede a "Roma",”
io non so alcunché………….
Fammi/fatemi sapere ……….
La continua scoperta di nuovi dati ci porta inevitabilmente al cambio dei paradigmi che sottintendono le complesse regole che muovono l'universo e che ci obbligano a riconoscere i limiti della nostra attuale conoscenza. Questa ovvietà però non può impedirci di iniziare una ricerca personale, sia in ambito filosofico, sia in ambito scientifico, sia in ambito fantascientifico, ed infatti spesso immagino scenari che possano "spiegare" come potrebbero stare le cose, ed ora provo a condividerne uno con voi, per divertimento.
Sono un programmatore di professione e così ho provato ad estendere questa "capacità" fino ai limiti del "possibile", ipotizzando che l'essere o gli esseri che "creano universi intelligenti" siano dei "programmatori molto molto molto bravi".
Ovviamente sono eterni (sono sempre esistiti, senza inizio o fine), possono intervenire ovunque ma non sono sempre ovunque. Sanno molte cose, la loro conoscenza tende all'infinito ma non è infinita (non onniscienti) . Creano con la stessa curiosità e voglia di scoperta che caratterizza i programmatori quando creano per esempio un videogioco. Gli universi creati hanno variabili, costanti e regole diverse, ognuno con la propria Fisica, ed evolvono un po' per conto loro, nel rispetto solo delle regole predefinite per ognuno di essi. La mia fantasia arriva fino ad un certo punto e cosi non riesco ad immaginare che tipo di regola potrebbero inserire per permettere o non permettere la formazione di coscienze spontanee. Riesco solo ad immaginare che in alcuni universi abbiano negato la possibilità di far emergere "coscienze soggettive", penso allo scopo di vericare che, se la coscienza soggetiva emergesse a dispetto delle regole, magari allora potrebbe significare che c'è un dio, onnipotente, onnisciente, onnipresente, che trascende anche la loro conoscenza. Non so a quale categoria appartiene il "nostro" ;)) . Magari negli universi così siffatti la coscienza non è emersa, questo non prova e non nega l'esistenza di un essere "trascendente", ma almeno non toglie loro il divertimento di continuare a creare universi, per la loro ma anche per la nostra gioia.
E' una favola che ovviamente non spiega il "grande perchè" e neanche il "grande come" (altrimenti avrei vinto il nobel per la Fisica, ahahha) , non ha altre pretese se non far capire un po' meglio il mio punto di vista, guardandolo con gli occhi di un bambino.
@milgio61
scusami ;))))) ... avevi detto di aver riletto i post e quindi pensavo che avresti capito il mio riferimento a "Roma".
E' solo una metafora, che ha condiviso anche carogiu (con la foto del fiume), per dire che ogni contributo che portiamo dentro e fuori questo topic, ci porta tutti verso una meta comune e che, spesso, il cammino è più importante della meta stessa.
Quindi ci si vede a "Roma" pure con te? ahahaha
Questa notte ho pensato ad una variante della favola che ammette un "perchè classico" della Creazione.
In pratica gli "universi" sono il modo in cui questi esseri si riproducono. L'universo è un grembo, il big bang è il momento del concepimento, la gestazione è durata circa 380mila anni, il CMB è la "messa alla luce"
Col passare del tempo, durante l'evoluzione dell'universo emergono coscienze soggettive, via via sempre più complesse, le cui esperienze contribuiscono alla crescita interiore di questa "coscienza cosmica", quindi il nostro "scopo" diventa necessario e fondamentale. Questa versione della fiaba credo possa soddisfare i credenti "normali", magari un'altra notte avrò un'idea per accontentare anche i credenti "antropocentrici" ;)))))

Potendo inventare millemila fiabe ho chiarito il perchè vivo senza un "perchè", secondo me, oggi, col nostro attuale livello di consapevolezza, ha poco importanza il "perchè", ma ha molta più importanza il "come". Quello che mi viene difficile "accettare" è la necessità di ammantare ogni "teoria o supposizione" con un velo di "misticismo". La RG è "laica" (nell'accezione più generica del termine), nonostante Einstein fosse religioso e nominasse "Dio" in continuazione. La MQ è "laica", nonostante risulti contro-intuitiva e sembri descrivere cose non ancora capite fino in fondo. Una volta comprese, ogni teoria perde il lato "mistico" per diventare "laica", ed è questo tipo di cammino che preferisco percorrere.
Poi, se nel cammin di nostra vita, cerchiamo entrambe le cose, nulla nell'universo lo vieta. ;)))))
Noto con piacere che il thread è ancora vivo

#121 ken_bp

Quote:

La RG è "laica" (nell'accezione più generica del termine), nonostante Einstein fosse religioso e nominasse "Dio" in continuazione. La MQ è "laica", nonostante risulti contro-intuitiva e sembri descrivere cose non ancora capite fino in fondo. Una volta comprese, ogni teoria perde il lato "mistico" per diventare "laica", ed è questo tipo di cammino che preferisco percorrere.

Concordo, pur rimanendo umili e consapevoli di essere inconsapevoli ;-)

La RG funziona molto bene nel suo ambito (macroscopico), è matematicamente coerente, elegante, predittiva e stra-pluri-verificata sperimentalmente.

La MQ è l'unico strumento che abbiamo per descrivere l'infinitesimamente piccolo (atomico e sub atomico), complessa e controintuitiva ma valida ed efficace nonché matematicamente rigorosa.
Essa ha unificato (e rese coerenti fra loro) la forza nucleare forte, forza nucleare debole e forza elettromagnetica in un unico gruppo di equazioni, lasciando fuori la quarta forza fondamentale della natura, ovvero la gravità.

Benché Dirac riuscì ad unificare la MQ con la Relatività Ristretta/Speciale, lo stesso non si può dire con la Relatività Generale.

Ad oggi RG e MQ non sono compatibili, se applichiamo le equazioni di campo della RG in ambito quantistico (o viceversa) abbiamo risultati fuori da ogni grazia di Dio.
Funzionano eccellentemente nei propri rispettivi ambiti, ma risultano inesorabilmente incompatibili fra di loro. La prima è deterministica, la seconda è probabilistica o indeterministica (non a causa di un nostro limite di misurazione, ma trattasi di peculiarità intrinseche della materia a quelle determinate dimensioni).

Attenzione però. "probabilistica" NON vuol dire che tira ad indovinare.
Le previsioni sono di estrema precisione. La MQ è la teoria fisica più testata e confermata della storia, ed anche se non può dire dove si troverà un singolo elettrone, può prevedere con precisione estrema (fino a molte cifre decimali) il comportamento di miliardi di particelle o la probabilità esatta di un evento.
Senza questa precisione non avremmo neanche tutte quelle componentistiche elettroniche che abbiamo oggi (come diodi, transistor, led, laser, ecc), ne materiali rivoluzionari o super conduttori.

Il fatto che RG e MQ risultino incompatibili, comporta una serie di ipotesi:

- La MQ è incompleta
- La RG è incompleta o errata in alcuni aspetti
- La Gravità, per sua natura, non è unificabili alle altre tre forze fondamentali della natura perché emerge direttamente dalla struttura SpazioTempo e dunque non è una forza, anche se nel mondo macroscopico si manifesta come una forza.

Oggi esistono diverse teorie che tentano di unificare RG alla MQ, tra le più importanti emergono la teoria delle stringhe e la LQG (gravità Quantistica a Loop).

La più promettente risulta essere la seconda (se siete interessati ad approfondire cercherò di esporla nella maniera più comprensibile possibile). Personalmente la trovo affascinante e profonda.

Per ora mi limito a dire soltanto che la LQG non modifica in alcun modo la MQ, piuttosto tende a "modificare" alcuni aspetti della RG senza stravolgerla.

Scusate la freddezza del mio post (per nulla spirituale) ma per mia sfortuna (o fortuna) sono abituato a ragionare con i numeri.

Riguardo la coscienza, la MQ apre molto al fatto che non sia un prodotto del cervello e ci sono molti studi in tal senso, anche autorevoli. Diciamo che anche nel mondo accademico più ortodosso si sta prendendo molto in considerazione la cosa.

Personalmente, in questo, anch'io sono convinto che la coscienza non sia il prodotto del cervello, ma che quest'ultimo sia un ricevitore biologico di coscienze.
Ma sono ipotesi, solo ipotesi attualmente non dimostrabili. Solo i morti sanno la verità, ma purtroppo non possono raccontarla.
Le uniche testimonianze che abbiamo sono quelle provenienti dalle esperienze di premorte (NDE).

Chiudo con una citazione secondo me lapidaria:
"I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati"
Einstein
Ho riletto tutto perché ho voluto interrogare l’
”I Ching”, Il libro dei mutamenti, su certi concetti/riflessioni/idee, etc.
Circa “Roma”, in genere non mi muovo se non per conoscere o fare “individui(connessi)/esperienze” particolari e per tale ragione non avevo colto l’”arrivederci a Roma”, se poi fosse stato vero sarebbe stato utile, interessante e funzionale a tante “cose”, ma “nel discernimento della Sostanza” ne avevo “rimosso il senso perché per me non rilevante”
Ad ogni modo ”I Ching” mi ha/hanno risposto” ed ho rilevato che si potrebbero avere “sviluppi incrementali psico-cognitivi” rilevanti dall’ “ipnosi regressiva”, per chi solo volesse avere/fare questa “esperienza”. Io lavoro anche con l’ipnosi ma non quella regressiva, per il momento.
Namasté
#122 sam
concordo, ed in merito alla citazione di Einstein, io la cambierei leggermente in questo modo:
"I problemi ancora irrisolti non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati o scoperti".
E' pura e ovvia semantica, ma forse rende ancora meglio il senso della citazione.
Poi "all'evoluzione", per definizione, il cambio di paradigmi è assolutamente necessario. Questo vale nella Fisica ma anche nella vita di tutti i giorni, proprio come diceva pure il prof. John Keating in "L'attimo fuggente". Emblematico e scolpito nella mia memoria il momento in cui i ragazzi salgono sulla cattedra/banchi. In quel gesto, oltre al cambio del punto di vista, c'è soprattutto il pensiero trasversale/indipendente che non teme di andare oltre e contro "la tradizione" (nell'accezione negativa del termine).
Sugli ultimi di ken_bp e SAM
Stavo per scrivere anch’io qualcosa ma la sintesi di ken_bo (vedi sotto) non sarebbe stata efficace come la mia, inoltre, comprendendovi e condividendovi sulla prossima affermazione, INCREDIBILMENTE stavo per scrivere qualcosa esattamente sull’altra efficacissima sintesi magistrale di SAM.
Pertanto riguardo a questa ne approfitto per chiedergli una sua “interpretazione approfondita” sulla sulla LQG, sulla Gravità Quantistica a Loop (mi dispiace averla citata in un mio commento en passant senza approfondirla ma a questo punto, vista la tua competenza, approfondisci tu per favore) ed in particolare sul suggestivo/pregnante/dirompente/destruente/
riunificante (5 aggettivi) termine di QUINTESSENZA.
Per gli altri che ci leggono, se ci leggono, si introduce un termine squisitamente “filosofico-fideistico” in un ambito prettamente “scientifico-matematico”, vale a dire di ausilio/interpretazione/calcolo di Fisica Quantistica in una Nuova Cosmologia Quantistica, cioè a dire in un ambito ancora più specifico, circostanziato e infinitamente più preciso/tecnico/sperimentato della stessa RG, la quale ovviamente è quella che è per innumerevoli ragioni, se pur non essendo mai stata considerata esaustiva dallo stesso SUO GENIALE (? Anche qui, ahimè le Upanishad parlano a pochi ma dicono a tutti: a riguardo esiste un romanzo meraviglioso, poco conosciuto e letto, di un giornalista portoghese, ostracizzato in Italia, che consiglio vivamente a tutti, se riuscirete a trovarlo: “Einstein e la formula di Dio” di José Rodrigues dos Santos) REDATTORE…….che anzi la considerava lui stesso una cosa “stracciacervelli”.
Pertanto quindi a rischio di creare un ”iperbole logico-deduttiva quantisticamente accelerata”: allora capisco l’avere “paura di morire” MA ALLORA, tra “la realtà” che non esiste, tra “il tempo” come invenzione (oltretutto che può andare indietro ed avanti a piacimento), tra “lo spazio” che diventa varie e tante dimensioni e/o universi , tra “barriere d’ogni genere” che si possono attraversare, tra “un universo che guarda se stesso”, etc., VOGLIAMO O NO CHIEDERCI CHE COSA SIA LA MORTE?

“Potendo inventare millemila fiabe ho chiarito il perchè vivo senza un "perchè", secondo me, oggi, col nostro attuale livello di consapevolezza, ha poco importanza il "perchè", ma ha molta più importanza il "come". Quello che mi viene difficile "accettare" è la necessità di ammantare ogni "teoria o supposizione" con un velo di "misticismo"……ed aggiungo io “di magia”, in qualsivoglia accezione si voglia usare tale termine: no questo proprio no e poi no.

Questo è anche un mio sfogo visto questo topic come un ambiente cosmico “aperto” fatto di tante altre entità “in qualche modo connesse”. Perdonatemi il mio transfert, ancora non risolto e chissà mai se lo risolverò……sono fiducioso ma bisogna che gli ALTRI/ESTERNI a noi, mi/ci diano una “spintarella” o uno “scossone” ?
#120 @ken_bp @milgio61, @SAM
il thread è ancora "vivo" e questo non può che rallegrarmi, perché una reale evoluzione può maturare solo dal confronto.
Vi sto leggendo tutti e mi inserisco un attimo, perché credo, a costo di sembrare banale, che la metafora di Roma funzioni proprio per questo: la meta è la stessa, ma le strade non possono esserlo, perché ciascuno arriva da una storia diversa, da esperienze diverse, da livelli di conoscenza, sensibilità e consapevolezza che non sono mai sovrapponibili.

C’è chi passa per sentieri battuti e chi per strade secondarie, chi cammina piano e chi accelera, ma non per questo uno vale più dell’altro.

Ognuno segue il percorso che sente più vicino, quello che è riuscito a costruire nel tempo, e non esiste una via più giusta in assoluto, ma solo vie più o meno adatte a chi le percorre.

Se ogni tanto alziamo lo sguardo dalla nostra strada e osserviamo quelle degli altri, l’orizzonte si allarga e il viaggio diventa più ricco, a patto di non voler dimostrare di avere la mappa migliore, di tenere l’ego al guinzaglio e ricordarsi che non stiamo gareggiando per arrivare primi "a Roma", ma per capire qualcosa in più mentre ci stiamo andando.

Il fiume, con le sue deviazioni, ramificazioni e bacini, rappresenta proprio questo: ci si arriva tutti, ognuno a modo suo, ed è il tragitto a dare davvero senso all’arrivo.
Ciò che descrive la fisica moderna non si discosta tanto da quanto esposto in questo articolo (consiglio i documentari del fisico Jim Al-Khalili ... specialmente quello sul "nulla e tutto", "ordine e disordine", quello sulla "biologia quantistica", quello sull' "informazione" e "il Caos - che genera Ordine spontaneamente").

DOC del fisico Jim Al-Khalili :
www.youtube.com/watch?v=2RVbsM9DW8I
www.youtube.com/watch?v=X6B5qo7fvQw
www.youtube.com/watch?v=-Y0Pl1guQ9o
www.youtube.com/watch?v=LAZD8ejxgYc
www.youtube.com/watch?v=mEHbdrpy_Lg

La stessa gravità (e le onde gravitazionali), dimostra la presenza di un "tessuto" che pervade lo spazio (e che si distorce).
Le "fluttuazioni quantistiche", il "dualismo onda-particella", il "principio di indeterminazione di heisenberg", ecc. mostrano che la materia - a livello fondamentale - non è un "mattoncino" o una "sferetta", ma una "nube di energia" ... che tente a concentrarsi in alcuni punti di questa "nube" in base alle interazioni che si hanno con essa.
Quando l'energia si concentra in un punto specifico del "tessuto", in uno specifico momento, ecco che - apparentemente - essa si "materializza" in quel punto (e smette di essere una nube indefinita, onnipresente nel "campo energetico" che la riguarda), diventando "particella".
www.youtube.com/watch?v=R0T8bivIl7Q

La stessa legge di Einstein (E=mc2) ci dice che Energia e Materia sono due faccie della stessa medaglia... e che l'una può trasformarsi nell'altra e viceversa.

Tuttavia, quando si inseriesce all'interno di questo discorso anche "la coscienza dell'uomo", "la mente", "il pensiero", ecc.... È QUI CHE la cosa inizia ad assume un gusto un po' metafisico, "esoterico", spirituale, sovrannaturale!! (per quanto l'utente Carogiu smentisca ciò nel suo articolo).

Come si possono affermare certe cose???

Come si inserisce la "coscienza" in questo discorso che descrive la natura fondamentale della Realtà?
Perché la Realtà, così descritta, dovrebbe necessariamente implicare anche una "coscienza collettiva" ... uno "Spirito", superiore a tutti noi, che ci collega e che addirittura genera Lui la Realtà che noi percepiamo? (questo non è automatico, come invece si lascia intendere nell'articolo ... sono illazioni, idee ... affascinanti, ma pursempre idee non dimostrabili).

Onestamente non capisco come questi aspetti (mente/pensiero e fisica) si leghino tra loro in questa teoria.
Mi pare che si viaggi un po' troppo con la fantasia (sencondo me), senza dare spiegazioni concrete, che diano valore al tutto (si fanno affermazioni, ma poi non le si spiega).

Le strane e contro-intuitive leggi che regolano il mondo quantistico (sub-atomico, l' infinitamente piccolo) non governano anche la realtà macroscopica.
Le particelle sub-atomiche si "smaterializzano" e "rimaterializzano" continuamente da un punto all'altro (essendo appunto "fluttuazioni di energia" all'interno di un' area)...
L' "entaglement quantistico" ci mostra che può generarsi un legame indissolubile tra due particelle che sono state messe in relazione tra loro....
ecc...
... ma TUTTO QUESTO (che è legato al "mondo subatomico") non dimostra che i corpi Macroscopici possano anch'essi apparire e scomparire in varie parti della stanza in cui mi trovo ora... oppure che due cervelli/pensieri possano essere "legati in entaglement" tra loro (come si è parecchio speculato al riguardo, su internet), ecc.

Il "Macroscopico" si trova su un altro piano della Realtà... e segue leggi correlate al proprio piano di riferimento (dove i bislacchi fenomeni osservati nel sub-atomico, non avvengono).

Comunque grazie per il tuo lavoro Carogiu, e per aver esposto il tuo punto di vista. :-)

Come ho detto: ci sono anche dei punti condivisibili del ragionamento di Bertagnolio e Grinberg, ma per me il problema insorge (sconfinando nel campo della "spiritualità") quando si inizia a parlare di pensiero, mente, spirito, anima, ecc.
Tali argomenti - dal mio punto di vista - non credo che si leghino al discorso di come sia la "Realtà" al suo stato fondamentale (non granulare): questa è una conclusione forzata.

Per quale motivo una Realtà non-granulare nelle sue fondamenta, dovrebbe inevitabilmente portare a un "pensiero" una "coscienza" collettiva che genera la Realtà stessa?
A SAM
Provaci tu FABER a scrivere/spiegare/costruire qualcosa con il Fraber del #127 (il vichingo che ringrazia in norreno) ………tu devi, se vuoi quando puoi, affinché anche il nostro ken_bp da bravo fantaprogrammatore neoquantistico possa elaborare la sua rielaborazione di FABULA ULTIMA
SAM, soprattutto quando il suo avatar norreno chiede ringraziando dal lontano dei suoi fiordi di comprendere/saperne di più su :

“Come si inserisce la "coscienza" in questo discorso che descrive la natura fondamentale della Realtà?
Perché la Realtà così descritta dovrebbe necessariamente implicare anche una "coscienza collettiva" ... uno "Spirito", superiore a tutti noi, che ci collega e che addirittura genera Lui la Realtà che si percepisce? (questo non è automatico, come invece si lascia intendere nell'articolo ... sono illazioni, idee ... affascinanti, ma pursempre idee non dimostrabili).
[2^ parte]

Ci sono le teorie dell' "universo olografico di Bohm" che sono più interessanti, perché NON coivolgono "idee spirituali" come l' "interconnessione dei pensieri" (pur lasciando intendere che la Realtà possa essere un'illusione!):
www.youtube.com/watch?v=5O8keI8-7Ug&t=154s
O altre teorie analoghe, secondo le quali la Realtà possa essere una simulazione virtuale (come nel film "Matrix").
Però, in queste teorie, non si arriva mai ad affermare che abbiamo "super-poteri nascosti da risvegliare"! ... la realtà quotidiana rimane quella che ci appare già oggi, solo che cambia la sua Natura fondamentale, alla base di tutto, la sua origine.

Anche se dentro "ogni parte" dovesse esserci "il Tutto" (come in un ologramma ...o come nei FRATTALI), questo non significa che - a livello macroscopico - io possa collegarmi alle menti di altre persone o cose di questo genere...
... Perché il cervello non sarebbe costruito per svolgere questo tipo di attività / compiti / analisi / rilevazioni (È come se dicessimo che un PC - poiché fatto di materia, componenti Hardware - avesse la capacità di attingere alle informazioni e ai "segreti" degli atomi di cui è composto!! ... NO!!! non è costruito allo scopo di fare questo! Esso ha un'altra funzione: leggere i Software che noi ci carichiamo dentro, ignorando totalmente gli atomi di cui è fatto!).


In conclusione: sebbene la Realtà possa matematicamente e scientificamente essere così come ipotizzato in queste teorie (trattasi di teorie valide! ...il "castello di carte" sta in piedi), le IMPLICAZIONI non è detto che siano quelle descritte nell'articolo di Carogiu (ossia: "coscienza collettiva", pensieri interconnessi, "creazione della realtà dalla mente", ecc.).

...Queste sono speculazioni fantasiose / "romantiche" (infondate) basate su una teoria che descriverebbe quale potrebbe essere la natura fondamentale della Realtà (teoria valida / fondata ...che "ha un suo perché", che "sta in piedi").

Spero sia chiaro quello che voglio dire. :-D

Quando parliamo di queste cose, non dovremmo farci "trascinare dall'entusiasmo", diventando degli inguaribili Sognatori, Romantici... ma dovremmo analizzare le teorie proposteci rimanendo quanto più possibile coi "piedi per terra".
Esse certamente stravolgono l'idea che ci eravamo fatti della Realtà, ma non per questo devono necessariamente portare con sé anche "magie" e "capacità sovrannaturali" che si celerebbero dietro la mente dell'uomo (che attenderebbero di essere "risvegliate").

... Ecco: è proprio questo aspetto del "risveglio di capacità sopite" che non mi piace in queste teorie.

Per far fronte ai problemi/limiti/contraddizioni riscontrati nella Fisica, tu puoi teorizzare qualsiasi tipo di natura alla base della Realtà: big bang, ologramma, siamo dentro a un buco nero, un sogno, una simulazione virtuale, ecc. (VANNO BENE TUTTE !! ... se esse riescono a spiegare degli aspetti che osserviamo, altrimenti inspiegabili) però non puoi dire che, in base a quale sia tale natura della Realtà, la Realtà sarà un'altra!!

La Realtà resta il perno, attorno al quale devono ruotare le teorie che si elaborano per essa.
La Teoria serve a spiegare la Realtà (è in funzione di essa / è al suo servizio!), non per crearne una nuova!!!

La Teoria deve piegarsi/adeguarsi alla Realtà!! ✔ , non viceversa (la Realtà che si adegua alla Teoria!! ❌ ).

Se la teoria avanzata finisce col trasformare la Realtà che riscontriamo nei nostri studi e/o nel nostro quotidiano (es: introducendo l'idea che si possano connettere le menti degli individui), allora vien da sé dedurre che tale teoria stia descrivendo un altro scenario (che non è quello in cui ci troviamo noi!).


EDIT:
@milgio61: scusa, non ho capito :-( ...stai chiedendo una cosa a me o a SAM?
No Fraber non chiedo a te ma a SAM, anzi spero proprio che SAM, a questo punto sicuramente scoraggiato, voglia e possa fare un commento “a chiare lettere”, formali e sostanziali, perché il tuo commento rappresenta davvero un gran bel passo “indietro” per l’Umanità e per la “Natura” tutta.
A te invece chiedo di vedere, non dirò che “tu devi” ma concedimi il “dovresti vedere”(per varie ragioni che non ripeto ma che ho già riportate “apertis verbis” in vari commenti), se vuoi quando puoi un post su YouTube: allego per la terza volta il link, non senza prima scusarmi con chi ha una certa e maggiore sensibilità/interesse su alcuni argomenti specifici per averlo consigliato en passant quando avrei dovuto presentarlo e commentarlo a dovere.
Il punto è che mi sembrava fosse già così tanto esplicativo ed anche metacomunicativo nelle parole e nei contenuti, nel senso che apriva/apre davvero così tanti spunti di riflessione e di approfondimento sul mero piano delle neuroscienze e della fisica quantistica, al punto da farmi sembrare ogni mia aggiunta d’ogni genere del tutto pleonastica.
Per favore abbi pazienza nell’ascoltarlo e forse anche nel sopportarlo per via del tono di voce volutamente distorto:
Grazie e proviamo con mente aperta ad accettare “che tutto scorre tutto si trasforma”.

Astrofisico di Harvard

youtu.be/Kaa-ZD0r63w
@milgio61: Ok, mi guarderò il video... grazie. :-)

PS) Comunque non vorrei che avessi creduto che io penso che in Natura non ci siano Misteri da svelare, leggi da scoprire, stranezze, ufo, alieni, ecc... ANZI! :-D

Magari potrebbero esistere anche capacità psichiche / telepatiche (come indagato dal programma MK-ULTRA).
Questi fenomeni sono certamente un mistero interessante, da approfondire... però da qui a dire che, la materia non-granulare (che già sappiamo essere così, grazie alla fisica quantistica), sia LA CAUSA del fatto che siamo tutti interconnessi mentalmente mi sembra molto ardito da affermare.

È questo salto logico tra "natura fondamentale della materia" e "proprietà/potenzialità latenti della mente umana", che non capisco.
Come si passa dall'uno all'altro argomento? ... cosa lega le due cose? ... e perché, se la Natura fosse fatta in quel modo, ci sarebbero tali implicazioni per la nostra mente?

Formulare una tale Teoria (che unisca Mente Umana e Struttura della Realtà sotto un unico Modello) significa sapere perfettamente cosa sia e come funzioni la Mente, la Coscienza (nel nostro cervello)... e cosa sia e come funzioni la Materia e la stuttura della Realtà... Ma noi non abbiamo una idea chiara né dell'una né dell'altra cosa!! :hammer: :hammer:
... ecco perché dico che, lanciarsi in queste spiegazioni azzardate, sia pura speculazione ed "esercizio di fantasia".


****


[3^ parte - a furia di aggiungere modifiche, non ci stava più nel 2° post :-D ]


La teoria dell'universo olografico di Bohm è interessante, proprio perché ha lo scopo di descrivere QUESTA realtà (non per crearne un'altra "fantastica", coi "super-poteri").

Bohm, in pratica, ci dice: - "guardate che se noi ipotizzassimo che l'universo sia un ologramma... se gli attribuissimo le caratteristiche fisiche degli ologrammi ... allora, alcuni dei problemi in cui ci imbattiamo oggi, verrebbero di colpo risolti!!!".

È questo che dà FORZA e PESO alla sua Teoria!! (il fatto che - per quanto assurda possa sembrare - applicandola, essa riesca a risolvere dei "rompicapo" fisici, che altrimenti rimarrebbero irrisolti).

... Egli non pretendeva - avanzando la sua teoria sulla natura olografica della Realtà - di dirci che Noi potessimo interconnettere le nostre Menti... o fare chissà quali altre cose "straordinarie" (queste considerazioni, un tantino avventate, le lasciamo ad altri) ma Bohm aveva semplicemente notato che, ipotizzando che l'universo avesse avuto le caratteristiche di un Ologramma, "calzava bene" con alcuni problemi che, altrimenti, un universo che non avesse presentato tali peculiarità poneva (e pone tutt'oggi!).

Quali implicazioni comporti vivere in un universo olografico, poi, non saprei dire quali potrebbero essere... ma per ora niente! (la vita prosegue uguale a prima); lo scopo di Bohm non era quello di introdurre nella vita dell'uomo dei "poteri nascosti da risvegliare" (come sembrano vogliano dirci Bertagnolio e Grinberg), ma trovare la miglior descrizione possibile della Realtà (basata sulle nuove scoperte della fisica quantistica), che presentasse il minor numero di pecche possibili (sempre rispetto alle novità introdotte)... e attribuire all'universo le proprietà di un ologramma, funzionava! (risolveva alcune questioni).
1/2

milgio61

Quote:

ne approfitto per chiedergli una sua “interpretazione approfondita” sulla sulla LQG, sulla Gravità Quantistica a Loop

Anzitutto ne approfitto per prendere in prestito la metafora di carogiu su "Il fiume, con le sue deviazioni, ramificazioni e bacini".

Dobbiamo immaginare le quattro forze fondamentali della natura come fossero quattro grossi fiumi e ripercorrerli all'indietro al fine di verificare se questi possiedono un qualche tipo di sorgente in comune.
Ebbene, tre su quattro (forza nucleare forte, forza nucleare debole e forza elettromagnetica) nascono dalla stessa sorgente (che chiamiamo Meccanica Quantistica). Mentre il quarto fiume, la "forza di Gravità", sembrerebbe nascere da una sorgente a parte.
Forse perché non abbiamo risalito abbastanza i fiumi, e magari, se andassimo molto più indietro, ci renderemmo conto che la sorgente apparentemente separata del fiume della gravità è in realtà comunicante con quella della MQ.
O forse no, magari la gravità emerge da tutt'altra strada.

Ad oggi non lo sappiamo con certezza, ma stiamo comunque tentando di risalire i fiumi per sondare l'ignoto.

La LQG, a tal proposito, pare efficace ma non con poche difficoltà.

Einstein con la Teoria della Relatività abbandonò Il termine “etere” (che fu coniato molti anni prima per poi essere definitivamente abbandonato almeno nel suo aspetto più grossolano). Egli superò questa concezione dell’etere, sostituendolo tuttavia con una nuova “consistenza” continua dello spazio vuoto, dotato di proprietà fisiche e che di fatto escludono il concetto alquanto astratto di vuoto assoluto.
Secondo Einstein infatti, negare l’Etere, non vuol dire sostenere che lo spazio vuoto non possieda alcuna proprietà fisica, altrimenti cozzerebbe con le esperienze fondamentali della meccanica.
Tale consistenza continua dello spazio "vuoto", deformabile dalla massa/energia e dalla massa relativistica (velocità prossime a c) -lo spaziotempo dice alla massa come muoversi e la massa dice allo spaziotempo come deformarsi-, la chiamò -appunto- SpazioTempo gettando le basi a quel legame imprescindibile che oggi conosciamo tra spazio e tempo (dove lo spazio si contrae il tempo si dilata e viceversa - geometria non euclidea).

La LQG (in estrema sintesi) immagina invece una Struttura Spaziotempo Quantizzata (non continua come in RG).
Essa sarebbe -appunto- quantizzata e costituita da una fitta rete di corde composte da Quanti Indivisibili Fondamentali (NODI) che costituirebbero il Volume Spaziale (dell’intero Universo).
Ebbene: ogni Corpo Celeste, interagendo con i NODI, causerebbe modifiche alla configurazione geometrica dei quanti (NODI), ridisegnando lo spazio attorno al corpo massivo stesso.
I nodi in realtà non si spostano, ma si deformano, cambiano di geometria.
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Per comprendere meglio cosa la LQG intenda per nodo, possiamo fare un’analogia con i pixel:
il nodo rappresenta il volume spaziale minimo discreto estremamente piccolo (volume di Planck).
Tali volumi spaziali minimi costituirebbero lo spazio (non occupano spazio, ma essi stessi sono lo spazio) e sarebbero in grado di contrarsi e dilatarsi (modificare la propria geometria) in presenza di corpi massivi ed a velocità relativistiche. Sostanzialmente sarebbero i pixel della realtà.

Volendo fare una curiosa similitudine, un osservatore terzo che potesse osservare un astronauta fluttuare nello spazio interstellare durante un’attività extraveicolare in prossimità della sua astronave, descriverebbe un’immagine “cubica” assimilabile alla scena di un film in formato 4:3.
Mentre, osservando un uomo e/o un paesaggio sulla superficie di un corpo massivo (ad esempio la Terra), descriverebbe un’immagine assimilabile alla scena di un film girato in 4:3 ma visto in formato 16:9 (immagine schiacciata e allargata).
Il protagonista (noi), dal canto suo, non si renderebbe in alcun modo conto della deformazione in quanto anche le proprie percezioni del tempo e dello spazio subirebbero lo stesso processo.

La differenza tra spazio continuo (RG) e spazio quantizzato/discreto (LQG) la possiamo spiegare con un esempio banale:
Immagina una pallina che scende giù da uno scivolo. Essa risulta osservabile durante tutta la discesa, dall'inizio alla fine (spazio continuo -RG-).
Immagina ora la stessa pallina che scende giù da una scalinata dove le alzate (lati verticali dei gradini) nascondono la pallina: vedresti la pallina apparire (nelle pedate) e scomparire (nelle alzate) durante tutta la discesa (spazio discontinuo/quantizzato -LQG-). Sostanzialmente le pedate rappresentano i pixel della realtà (volume spaziale minimo).

Ovvio che noi nel macroscopico non ci rendiamo conto di tale (presunta) discontinuità in quanto risultiamo essere troppo grandi rispetto al volume di Planck.

Questa affascinante teoria ha comunque diversi limiti.
Il più importante è che ad oggi non riesce ancora a descrivere la caduta del grave (coerentemente alla RG che al contrario la descrive alla virgola); inoltre con i mezzi attuali a disposizione la LQG non è dimostrabile sperimentalmente: parliamo della lunghezza di Planck, estremamente piccola 1,6*10^-33 cm.
Tuttavia di base possiede un formalismo matematico coerente sia con la MQ che con la RG, e ciò lascia ben sperare.
A carongiu
Scrivevi nel tuo #12:
È vero, la teoria dell’informazione quantistica di Faggin e D’Ariano, così come i lavori su entanglement, causalità invertita, tunnel quantistico e circuiti superconduttivi, chiedono un aggiornamento continuo dello sguardo, ma più che integrare nozioni credo sia necessario integrare il cambio di postura mentale che queste scoperte impongono.

La fisica contemporanea sta mostrando crepe sempre più evidenti nel paradigma materialista classico, e non perché “la materia non esista”, ma perché non basta più a spiegare ciò che osserviamo.

L’idea che il cervello costruisca la realtà diventa fragile nel momento in cui ci chiediamo chi o cosa stia costruendo la stessa realtà condivisa da batteri, piante, animali e strutture cosmiche che non possiedono un cervello come lo intendiamo noi, eppure rispondono alle stesse leggi, agli stessi limiti, agli stessi vincoli.”

Be…….come vedi di “posture mentali” c’è ne sono diverse ed anche nei cervelli di tante identità/entità umane (per il momento), oltretutto ben argomentate anche con “una certa soddisfacente (aggiungo io : in alcuni casi eminentemente scientifica ma anche affascinante, verosimile e coinvolgente) approssimazione nell’interpretazione del “TUTTO”…..quindi ora, come avrai certamente letto, hai così tanti spunti d’ogni genere e capacità personali d’ogni genere indiscutibili che meriteremmo un tuo commento di sintesi , non lo so forse anche un tuo nuovo articolo più esaustivo, che tenga conto della tua interpretazione del “NUOVO TUTTO” da tutti noi invocato/evocato: mi riferisco a quello potenzialmente sincretico delle neurobiologia/neuroscienze attuali, di fisica/meccanica quantistica (anche di quella di cui ancora certamente SAM ci scriverà magnificamente per rispondere al NORRENO, spero anche sulla Quintessenza) ed infine, perché no, del fantafisicofilosofico disponibile in questo topic (quello che spero voglia donarci un vero maestro di “texture cosmica” come ken_bp).
Mi permetto solo di consigliare di inserire/accennare, in quello che vorrai darci come tuo cambio di postura generale (ovviamente solo se lo riterrai una/un citazione/passaggio utile, funzionale e chiarificatore), sulla sublime realtà microscopica, sulla magnifica ed unica singolarità e sull’incredibile funzionamento elementare di una cellula neuronale, la quale tra tutte le nostre cellule rappresenta appunto l’equivalente dell’infinitamente/incredibilmente piccolo, quasi come le particelle subatomiche in F/MQ, rispetto al superbamente grande dell’intera massa cerebrale assimilabile un po’ alla “vedica” RG nella fisica classica, la quale purtroppo, come diceva bene SAM, ha ancora un fiume (forza gravitazionale) che non si sa da dove viene: rendiamo quindi giustizia e grazia alla “complessità irriducibile”, se si può e se si riesce, di una cellula che ha cambiato/sta cambiando il Mondo, l’Universo e forse TUTTO IL COSMO ( per me l’Universo è la totalità del tutto ciò che esiste e si può misurare: “materia, energia, spazio e tempo” da un punto di vista puramente fisico e scientifico, invece il Cosmo, per quanto mi riguarda, implica ormai una “visione atemporale e metascientifica”, vale a dire una visione più strutturata e profonda, quindi oltre l’attuale fisica classica pertanto integrata alla fisica/meccanica quantistica che c’è già e soprattutto a quella che verrà, suggerendo che tale “TUTTO” non sia casuale, ma segua “leggi precise ed un ordine superiore”.
Grazie sin d’ora per quello che vorrai e potrai fare.
NAMASTÉ

P.S.: per “visione atemporale e metascientifica” mi riferisco anche alla nuova matematica, nuova fisica ed alla nuova illimitata/infinita capacità computazionale che i microchip quantistici ci stanno già “donando” di cui l’AI è solo un’”unità elementare di complessità irriducibile informatico-computazionale” cioè a dire “una Cenerentola in versione cameriera”, poi quando arriveranno LORO forse diventerà “una versione principessa”, anche se poi forse le principesse, speriamo, non serviranno e credo non esisteranno più.
Per ora faccio un post solo per ridere un po', più tardi, appena trovo un po' di tempo, ne scriverò uno più "serio"
Come promesso, ho pensato a una "fiaba" che potrebbe soddisfare i "credenti antropocentrici".

"C'era una volta il Dio Eterno, Onnipotente, Onnipresente, Onnisciente".
Fine. ahahahaha
Da piccolo mettevo la calza appesa sul davanzale del focolare perché la Befana mi portasse un dono, oltre alla cenere e tanto carbone addolciti da cioccolate, caramelline e dolcini vari, ora io da laicissimo re magio spero di fare cosa gradita portandovi/donandove questo link:

youtu.be/zbhRq9S8fBg?si=52unrrv6VBkzgAvr

Buona Befana
Rileggendomi mi sono reso conto di non aver approfondito cosa intendo per "teoria laica".
Una teoria è laica se lo è nei suoi enunciati, nel formalismo matematico, nella dimostrazione e nella verificabilità seguendo il "metodo scientifico", non ho pregiudizi sulle modalità che portano lo scienziato a tali teorie.
Per quanto mi riguarda, per arrivare ad una teoria, lo scienziato può pregare, meditare, contemplare, farsi una canna, immaginare, fantasticare, può starsene per 10 anni sul cucuzzolo di una montagna a guardare le stelle, però appena arriva alla sua formulazione allora questa sì che deve essere "laica", ossia senza misticismi o parti "filosofiche", o incognite che lasciano spazio ad interpretazioni non condivisibili da "tutti", o meglio, ogni sua parte deve poter essere "messa in discussione" ma senza fideismi.
Però su una cosa siamo tutti d'accordo e cioè che la "capacità di indagare", coi metodi sopra descritti o anche altri, può appartenere solo alla coscienza. Magari la coscienza non compare direttamente nelle formule. ma è quel quid necessario all'Universo per osservare se stesso.
#127e#129 @Fraber
Ti ringrazio per il commento, che è articolato, informato e posto con uno spirito critico che apprezzo sinceramente, e colgo l’occasione per chiarire un punto importante: le considerazioni che porto in questo articolo non nascono né si esauriscono qui, ma fanno parte di una riflessione più ampia che porto avanti da tempo e che trova un respiro più completo negli articoli raccolti in questa sezione dubitoergosum.it/coscienza-e-realta/
. Detto questo, credo sia utile distinguere con precisione i piani, perché molte delle tue obiezioni sono legittime se si legge il discorso come una trasposizione diretta e ingenua della fisica quantistica sul piano macroscopico o, peggio, come una promessa di “poteri latenti” da risvegliare, cosa che non rientra affatto nelle mie intenzioni. Quando parlo di coscienza non intendo un’estensione arbitraria delle leggi quantistiche al quotidiano, né una giustificazione scientifica di idee spirituali preconfezionate, ma un problema aperto che la fisica stessa, arrivata a un certo livello di profondità, incontra e non riesce più a eludere. Il punto non è dire che la mente “crea” la realtà in senso magico o che i pensieri siano in entanglement come le particelle, ma osservare che una descrizione non-granulare e relazionale della realtà rende sempre più difficile trattare la coscienza come un semplice sottoprodotto accidentale della materia. Non affermo che da una realtà fondamentale non-granulare derivi automaticamente una coscienza collettiva, né che questo sia dimostrato, ma che diventa legittimo porsi la domanda senza liquidarla come fantasia. La mia non è una fuga dalla fisica verso la spiritualità, ma un tentativo di non troncare il discorso proprio nel punto in cui diventa scomodo, cioè quando il confine tra descrizione del reale e ruolo dell’osservatore smette di essere netto. Concordo sul fatto che le teorie debbano piegarsi alla realtà e non viceversa, ma aggiungo che ciò che chiamiamo “realtà” include anche il fatto che esista un’esperienza cosciente che la osserva, la interpreta e le dà senso, e ignorare questo dato perché non rientra facilmente nei modelli rischia di essere una semplificazione speculare a quella che giustamente critichi. Non propongo nuove magie né scorciatoie consolatorie, ma una domanda aperta: se la realtà, alla base, non è fatta di oggetti solidi ma di relazioni, campi e informazione, siamo davvero sicuri che la coscienza possa restare completamente fuori da questo quadro senza creare una frattura concettuale? È su questo crinale, più che sulle conclusioni, che si muove il mio lavoro.