di Paolo Desogus
Circola con sempre più insistenza l'idea secondo cui nazismo e fascismo sono in realtà espressione della storia del socialismo. La segretaria di AFD ha persino affermato che il Nazionalsocialismo, considerati il nome e le politiche stataliste, era comunista. Solo per per via di storici tendenziosi e di sinistra queste due ideologia sarebbero state inquadrata a destra, tra i conservatori.
Immagino che questa interpretazione faccia quantomeno sorridere. Sembra infatti così scema, così fuori di testa da non poter essere veramente presa sul serio. Si direbbe del resto il frutto avariato di una propaganda che si fa gioco dell'ignoranza diffusa e che si appoggia sul discredito che nel corso degli anni ha accumulato tutto ciò appartiene alla storia della sinistra.
Riflettendoci però un attimo. A me pare che in questo delirio ci sia un elemento tutt'altro che stupido o semplicemente demagogico. Quando l'AFD, Musk, i MAGA e presto gli esponenti della destra italiana e francese dicono che fascismo e nazismo sono espressioni della sinistra stanno in realtà compiendo una ristrutturazione ideologica accompagnata da un messaggio alle élite internazionali sul futuro della nuova ultradestra oggi al potere negli USA e ispiratrice di altre destre come quella meloniana.
Questa nuova ultradestra intende descrivere la sua nuova forma di autoritarismo fondata non più sulla centralità dello stato, com'era per Hitler e Mussolini, ma sul dominio del capitale sganciato da ogni vincolo, da ogni impegno. Per il fascismo lo stato era il compimento della società civile (qui intesa come l’insieme dei rapporti sociali, economici e associativi attraverso cui gli individui perseguono interessi particolari). Era la sua sintesi. La nuova ultradestra porta invece alle estreme conseguenze il neoliberalismo e rovescia i rapporti entro una logica che sottomette lo stato ai privati cittadini.
Aggiungete a questo nuovo schema l'ideologia "egoistica" sposata da Musk, ostile ogni forma di solidarietà e persino di "empatia" tra individui. Metteteci poi le teorie contro l'eguaglianza degli esseri umani, condite da nuove forme di razzismo biologico e sociale. Con questi ingredienti la nuova ultradestra è in grado di legittimare una forma di autoritarismo che trasforma i singoli stati negli strumenti del capitale custodito dalle élite capitaliste, ovvero dai nuovi privilegiati, la nuova aristocrazia internazionale dei Musk, Bezos ecc.
Del resto è già così. L'amministrazione americana è già l'espressione del capitalismo americano. Ha già del tutto integrato élite politiche ed élite economico-finanziarie.
Credo dunque occorre non sottovalutare o considerare solo come delle scemenze le interpretazioni sul nazismo e sul fascismo. Si tratta di letture dietro le quali si nasconde un'idea nuova di stato. Un nuovo autoritarismo del resto già operante negli Usa e in Europa.
Fonte L'Antidiplomatico





Anche se partono da ideali opposti nella fase di transizione per eseguirli ottengono gli stessi regimi totalitari
Per chi non dispone di 3 ore e mezza da 2h 29' in poi (vi si dicono cose importanti):
www.youtube.com/watch?v=6id-0iy2yzU
con me sfondi una porta aperta.
Comunismo e fascismo e nazismo sono la stessa identica cosa.
Sono semplici adattamenti della mentalità socialista alla realtà delle singole nazioni e al momento storico.
Noi viviamo in regimi fascisti, e questo vale per quasi tutti i Paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti. La destra (estrema! Ma scherzano?) tanto sbandierata é un'etichetta come l'antisionismo e l'antisemitismo di due articoli orsono.
Per rendersene conto basti pensare cos'è successo col Covid. Tutte le libertà sbandierate nella Costituzione gettate alle ortiche.
Possibile obiezione: ma oggi c'è la democrazia! (secondo me qui su LC non saranno in molti a farla) E quindi? Pensi per questo che lo Stato metta i tuoi interessi di privato cittadino al di sopra di quelli dello Stato, o meglio di quelli che lo dirigono?
Altra possibile obiezione: ma i Comunisti facevano l'interesse della popolazione. Anche i fascisti, mettiamocelo in testa. Semplicemente in modo diverso e sempre nei limiti in cui questo non andasse contro gli interessi della classe dirigente.
Ancora: nei Paesi comunisti non esiste(va) la proprietà privata. Anche lì, dobbiamo metterci in testa che gli Stati socialisti moderni fanno esperimenti sociali di tutti i generi, all'insegna del progresso, quasi tutti fallimentari. Lo fanno per giustificare turni di lavoro massacranti pagati miseramente. Ricordo che dietro al lavoro di ogni operaio c'è una schiera di parassiti.
Molto semplicemente, la tecnologia moderna impone la costituzione di uno Stato socialista in grado di sfruttare la tecnologia a fini di dominio economico, politico e militare; l'alternativa è quella di essere dominata da chi lo fa.
Possibile obiezione: veramente questo é uno Stato capitalista, non socialista, in quanto fa gli interessi della classe dirigente. La risposta é che adesso la classe dirigente é piú estesa, e non si limita soltanto ai privati in possesso dei capitali, ma anche ai dipendenti pubblici (almeno alcune categorie, come i magistrati, e i militari, ma soprattutto i capi dei servizi segreti) e a certe categorie di "liberi professionisti" (medici, commercialisti, avvocati, promotori finanziari, scienziati, architetti, ma anche i politici e i giornalisti), e anche i grandi imprenditori, che comunque vivono se l'economia gira.
Il capitalismo puro é affondato col Titanic, e per le stesse ragioni. Il Titanic erano i sogni di un'intera classe sociale che si sono scontrati con l'iceberg, la dura e fredda realtá. I capitalisti non potevano pensare di continuare a vendere i loro prodotti e allo stesso tempo non dare alla popolazione i soldi per comprarli. Loro non avevano capito che il potere sta nel controllo del flusso dei capitali, non nel possesso. In realtá molti capitalisti l'avevano capito benissimo, e infatti tutti i regimi socialisti sono stati entusiasticamente sostenuti dal grande capitale, mentre la piccola imprenditoria é sempre stata piú individualista e tendenzialmente conservatrice (e di destra). Peraltro, a ragione, ma purtroppo per loro, gli Stati hanno bisogno delle dimensioni e soprattutto della coesione per resistere alle pressioni degli Stati confinanti.
Quindi le idee libertarie provenienti dagli Stati Uniti sono tutta una balla colossale. Basti pensare al fatto che arrivano dagli Stati Uniti, che hanno una spesa militare colossale, che controllano politicamente un buon numero di nazioni con metodi mafiosi, che soprattutto vivono stampando moneta e riversando l'inflazione che essa genera sugli Stati vassalli. Io sono sicuro che i loro stessi promotori se la stanno ridendo sotto i baffi al pensiero di tutti i boccaloni che gli credono.
Un po' come i promotori della teoria della Terra Piatta (sempre americani), e altre cose che giá conosciamo.
Comunque lo si chiami è uno stato di ladri.
Apparentemente sembra facciano gli interessi dei cittadini, ed è su questo che basano le loro campagne elettorali, ma poi, insediatisi si accorgono di "quanto è profonda la tana del bianconiglio", ovvero dei vantaggi che possono ottenere da quelle posizioni.
Non importa il colore del partito, non importa se sono seduti a destra o sinistra.
Immunità, privilegi, stipendio ma soprattutto il poter prendere decisioni a proprio vantaggio (senza escludere eventuali tangenti) sono tentazioni irresistibili per tutti, e anche i più onesti ma illusi e ingenui, vengono ben presto "convinti" a "mangiare questo caviale con champagne servito da bionde ventenni cameriere in topless oppure essere gettati dalla finestra".
Se va bene questo articolo non sarà capito. Più probabilmente sarà avversato. C'è chi intorpidisce le acque con la propaganda mascherata da pseudo-ragionamento illuminante, mentre sta solo mistificando la storia e la realtà al fine di pescare più pesci. E ci riesce benissimo.
Chi pensa di essere risvegliato è solo un dormiente che ha iniziato un nuovo sogno nel sogno.
Magari la pseudo sinistra progressista woke europeista atlantista avesse uno o più punti di contatto col defunto fascismo\nazionalsocialismo, magari.
Se l'avesse sarebbe senz'altro più patriota e sovranista della pseudo destra stracciona prostituta che si svende e svende la Nazione al primo avvoltoio che passa.
Sostenere che il nazifascismo sia “espressione della storia del socialismo” è un puro delirio anti-storico. Sostenere che nazifascismo e socialismo/comunismo abbiano le stesse origini e gli stessi obiettivi finali, mettendoli quindi sullo stesso piano come recentemente fatto da una risoluzione del parlamento UE, è pura mistificazione della realtà.
La storia del movimento operaio e della dottrina socialista/comunista si dipana fra 1850 e 1970, e soprattutto dopo la Rivoluzione d’Ottobre ha portato a cose come la giornata lavorativa ridotta a otto ore, tribunali del popolo di tipo elettivo, polizia sostituita da milizia operaia, crollo degli imperi coloniali anglofrancesi dopo la 2GM per mezzo di guerre di liberazione nazionali di chiara ispirazione socialista/comunista, eccetera. Per tentare di ammazzare in culla tutto questo, decine di migliaia di truppe inglesi, americane, francesi, italiane, serbe e giapponesi invasero la Russia, partecipando alla guerra civile russa dalla parte dell’Armata Bianca – Londra usò perfino armi chimiche contro la neonata Armata Rossa, ma senza successo. Sempre nel tentativo di far collassare l’URSS il grande capitale angloamericano usò poi l’aggressione indiretta, via proxy nazifascisti H. e M., ma anche stavolta senza successo. Dopo la 2GM accarezzò l'idea di riprendere l'aggressione diretta – Operazione Unthinkable – ma tale progetto, con troppe incognite, non partì neppure. Infine, si servì di corruzione interna, infiltrazione ideologica, uso di quinte colonne guidate dal traditore Gorbaciov: questo approccio purtroppo funzionò, e nel 1989/’91 il socialismo in Russia fu distrutto. Subito dopo, il grande capitale provò a far collassare il socialismo pure in Cina, con la “rivoluzione” colorata Tienanmen, fortunatamente senza successo.
La storia del nazifascismo parte solo dagli anni ’20 del XX° secolo, come reazione al movimento operaio e alla dottrina socialista/comunista. Il nazifascismo fu (è) il cane d’attacco del grande capitale, il quale quand’è tranquillo indossa il doppiopetto e quand’è in difficoltà indossa la camicia nera: per ogni possibile conferma leggersi, ad esempio, “Profit uber alles! Le corporations americane e Hitler” di Jacques R. Pauwels. Il suo compito era (è) schiacciare i tentativi insurrezionali della classe lavoratrice (Biennio Rosso, Rivolta Spartachista, Sessantotto), sopprimere il diritto di sciopero, trasformare i lavoratori in cagnolini ubbidienti, e fare la guerra contro i paesi socialisti (ieri l'URSS, oggi la RPC, la RPDC, il Venezuela, ecc.) o semplicemente non gestiti da kapò locali massonico-mafiosi del grande capitale (oggi la Federazione Russa).
L’unico elemento di contatto fra i due sistemi è che sono dittature di classe: il nazifascismo è la dittatura della classe capitalista finanziaria, dell’imprenditoriato, della borghesia nazionale o peggio ancora compradora, degli industriali e dei banchieri (che in Germania erano i Thyssen, i Krupp, gli Schacht). Il comunismo è la dittatura della classe lavoratrice.
Il pilastro centrale del socialismo/comunismo è uno solo: abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione della ricchezza (terreni agricoli, fabbriche, miniere, eccetera), i quali vengono posseduti e gestiti dalla classe lavoratrice, indirettamente attraverso uno Stato controllato dai lavoratori oppure direttamente in cooperative locali, per la prosperità di tutta la classe lavoratrice.
Alcuni dei pilastri centrali del nazifascismo sono:
1) Mantenimento della proprietà privata dei mezzi di produzione della ricchezza, che restano saldamente nelle mani di poche dinastie di oligarchi capitalisti apolidi, i quali li usano per il loro profitto privato, in co-partecipazione con le classi alto-borghesi locali.
2) Corporativismo, ovvero perversa unione fra potere statale e potere aziendale, un’unione nella quale è il potere aziendale – cioè il potere delle grandi corporations capitalistiche monopoliste – ad avere la meglio sul potere statale: gli oligarchi capitalisti selezionano politicanti prezzolati attraverso i quali controllare la macchina statale, così che essa faccia gli interessi delle loro corporations private. Cioè è fatto anche per una questione di salvaguardia personale: in caso di rivoluzione popolare a finire impiccati e fucilati sono i politicanti prezzolati che ci hanno messo la faccia, ben difficilmente gli oligarchi capitalisti che li manovravano nell’ombra. “Statalismo” non è quindi sinonimo di socialismo/comunismo, bisogna sempre chiedersi: per gli interessi di quale classe sociale viene usata la macchina statale?
3) Furto e sovvertimento dei simboli e delle dottrine socialiste/comuniste per portare le lotte dei lavoratori su falsi binari. Vedi la bandiera rossa rubata dal 3° Reich ai lavoratori, e sfigurata con la svastica, anch’essa rubata e sovvertita. Vedi la dicitura “sociale” della R.S.I., che tentò così di ottenere il sostegno degli operai quando era prossima al crollo. Vedi gli attuali fascisti – per es. il PD in Italia – travestiti da “liberali”, “democratici” e “progressisti”, i quali hanno avallato ogni politica di distruzione dei diritti dei lavoratori dopo il 1989/’91, in primis il furto di beni pubblici per mezzo di privatizzazioni e “liberalizzazioni”. Vedi gli attuali discorsi su un ipotetico “reddito universale”, che prevede l’abolizione di tutte le piccole proprietà private ancora in mano ai lavoratori (casa, auto, risparmi, ecc.), assorbite nelle grandi proprietà private degli oligarchi capitalisti, i quali getteranno poi qualche croccantino alla plebaglia spossessata per evitare che essa si ribelli: un neo-feudalesimo, fondato sullo pseudo-ascetismo del “non avrai nulla e sarai felice”, che dovrebbe valere per il popolo ma non per gli oligarchi, supremo sovvertimento e mistificazione della dottrina socialista/comunista.
Il prossimo passo dell’attuale mistificazione sarà convincere milioni di coglioni che la nuova spedizione nazifascista/hitleriana/napoleonica sarà una “operazione di pace socialista/progressista per portare la democrazia in Russia”, dopo la quale “la Russia ci ringrazierà concedendoci le sue risorse per migliorare le condizioni dei lavoratori italiani”. Arriveremo a sentire anche questo genere di stronzate in TV, statene certi.
Tutte banalità dette e ridette? Certo, ma a quanto pare ogni tanto tocca ripeterle.
Letture consigliate:
"Storia del comunismo", a cura di Alessandro Pascale (intellettualecollettivo.it/.../)
"ABC del comunismo", di Bucharin e Preobraženskij (it.wikipedia.org/wiki/ABC_del_comunismo)
Costituzione sovietica del 1936 (associazionestalin.it/costituzione_1936.pdf)
... oggi di quale nazismo, fascismo, socialismo e comunismo si sta parlando?... non certamente più delle dottrine storiche che erano più facilmente incasellabili nelle diverse forme di etichettatura...
... se guardiamo oggi l'italia con queli parametri, la sinistra non è più assolutamente riconoscibile, la destra segue a ruota...
... ecco che allora si potrebbe fare una riflessione modificando la frase di partenza del post, in modalità neolingua:
"... Circola con sempre più insistenza l'idea secondo cui nazismo e fascismo sono in realtà espressione della stessa attualità..."
Non venite a romperci il giocattolo
bellx-1
... chi, come moti di noi qui su LC, ha attraversato il sessantotto, gli anni di piombo e lo stragismo, e magari era ai tempi anche attivista politico, da una parte o dall'altra delle barricate, non può confondersi...
... ma se pensiamo a tutta questa nuova schiera di giovani, che non hanno vissuto la conseguenza di questi anni, ecco che la confusione fa buon gioco per le elite... ecco che mescolare le carte confusamente crea quelle condizioni favorevoli ai poteri forti che controllano ogni cosa...
... se a dettare legge nella fabbrica dove si lavora è il padrone, è molto diverso che non se a dittare è l'operaio che ci lavora...
... sempre dittatura è, ma qualcuno deve decidere, e se decido io operaio, preferisco...
... non dimentichiamoci che anche la democrazia è la dittatura della maggioranza... c'è sempre qualcuno che decide, o per l'interesse del padrone o per l'interesse di tutti i lavoratori...
... questa è una differenza sostanziale...
... da questo punto di vista dire oggi che le due discipline politiche sono espressione della stessa parte è una bestemmia...
#14 Cassandro
Su questo terreno aggiungi la propaganda di cui parlavo nel mio post precedente e che per questo ha gioco facile nell'attecchire.
Qui tra wokisti, neocon, liberisti e anarcocap, siamo messi come un cappone ripieno, pronto da infornare il giorno di Natale.
Metto i mei 2 cents alla discussione consigliando la visione di questo video proprio di oggi, che credo si leghi bene all'articolo.
@ Belix-1
La grande industria del primo Novecento è perfettamente consapevole che, da una parte non può cedere alle pretese dei lavoratori (li vogliono espropriare!), ma dall'altra non può continuare come prima. Ci deve essere un equilibrio, sennò va tutto a catafascio, e lo hanno sperimentato più volte. Devono trovare il modo di migliorare le condizioni di vita della popolazione (gli stessi Vittoriani, i piú capitalisti tra i capitalisti, ne sentivano l'esigenza), ma senza perdere le redini del potere.
Poi, hai ragione quando dici che il Comunismo si é sviluppato in modo antitetico al fascismo, ma io, quando dico che sono uguali (ok, quasi uguali), parlo del risultato finale, non del punto di partenza.
Per quanto riguarda l'idea che i Repubblicani siano piú di destra dei democratici, purtroppo chi ha scritto l'articolo si é fatto abbindolare dalla propaganda dei democratici, che hanno parecchio potere nei media occidentali. In realtá i Repubblicani sono piú vicini alla piccola imprenditoria americana, mentre i Democratici sono piú vicini alla grande industria. Quindi i primi sono un tantino piú conservatori e inclini a privilegiare la politica interna, ma questo li rende leggermente di destra, non "di estrema destra", e comunque in uno Stato con un debito pubblico stratosferico (indice sicuro di Stato ultra-socialista) Io Trump lo definirei un leghista (di facciata, in realtá non sa neanche da che parte é girato, ma agli Americani piace perché é fuori dal sistema, che odiano). I leghisti sono di destra, ma stiamo sempre parlando di una destra relativa, in quanto tutti gli Stati moderni sono di ultra-sinistra (e anche molto sinistri).
Insomma, io e te abbiamo due punti di vista diversi, il tuo é piú storico (importante), il mio piú strutturale (come sono fatti gli Stati attualmente).
Hanno inventato e imposto il comunismo (Marx) uccidendo lo zar in Russia (Lenin e bolscevichi vari) da una parte, e dall’altra hanno promosso e finanziato il nazismo. Sono fatti già noti e non riportati nella “storia ufficiale” a cui credono le masse.
E' ovvio che il fascismo è una declinazione del socialismo.
Non a caso Mussolini era un socialista.
Ma non poi così diversi dato che tutti e due sono espressioni di quella che viene comunemente chiamata "sinistra".
Certo, bisognerebbe mettersi d'accordo su cosa si intenda per "sinistra" ma è ovvio che sono entrambi all'estremo opposto del "liberismo".
Sono due movimenti (fascismo / comunismo) che mettono in primo piano la società.
Mentre nel liberismo in primo piano c'è l'individuo.
istitutostatoepartecipazione.it/.../
Dunque, "de sinistra".
Chi ha portato le pensioni in Italia?
Chi ha portato la sanità pubblica?
Sono tutte politiche di sinistra.
Potrei dimenticare molte altre politiche "de sinistra" del fascismo.
Ma non ne conosco alcuna di destra.
Ovviamente dovremmo definire prima "destra e sinistra".
Ma possiamo comunque intenderci.
Qualcuno è in grado di nominare una sola politica di destra introdotta dal fascismo e magari che prima non esistesse?
Edit...
Cazzo
Dimenticavo l'istruzione pubblica.
Dove anche il figlio del contadino poteva istruirsi. Anche quella figlia del fascismo.
Politica più a sinistra dell'istruzione pubblica non ce n'è.
Comunque - e faccio un salto di pagina pur rimanendo in topic - operai non si nasce ne' si deve per forza morire. Vorreste la dittatura di Landini?
Oppure quella di Di Maio?
Gli errori tragici del passato non furono le ideologie ma il fatto di realizzarle in modo totalitario, o di prendere il peggio da entrambe e realizzarlo in modo democratico senza risolvere il nodo cruciale della separazione tra potere politico e potere economico.
Nel nostro paese il fascismo nasce in contrapposizione al comunismo, secondo me non bisogna dimenticare che c'era il re e la violenza dei fascisti faceva comodo ai ricchi nel periodo delle occupazioni delle fabbriche e dei campi.
Sintetizzando il comunismo vuole realizzare il socialismo da sinistra il fascismo lo fa da destra.
- Lo stato impone una tassazione espropriante a tutti meno che ai grandi possidenti, che tengono le sedi delle loro multinazionali nei paradisi fiscali, quando non in isole extraterritoriali come la city di Londra.
- Lo stato fa leggi che vengono imposte dall'esterno, da lobbysti che fanno gli interessi delle multinazionali, cioè dei loro padroni, cioè di un ristretto numero di famiglie.
- Lo stato è diretto da politici imbecilli e corrotti al soldo dei soliti padroni (gli stessi di cui sopra) oppure ricattati a favore degli interessi della stessa cupola mafiosa apolide già menzionata, oppure eliminati politicamente con scandali artefatti e quando tutto ciò non basta vengono ammazzati.
-Lo stato (dopo un trentennio di welfare costruito per scongiurare una rivoluzione comunista) sta smantellando ogni istituzione con finalità pubblica (sanità, istruzione etc) portandoci nel darwinismo sociale in cui il forte può prosperare a danno dei deboli; sta togliendo ai poveri per dare ai ricchi.
E questo sarebbe uno stato socialista?
E la colpa sarebbe dello stato?
Mi sembra che guardiamo al dito trascurando la luna.
Poi so diventati conservatori come Gioggia.
Qui sotto un articolo importante (fondamentale è il precedente che spiega le idee e gli intenti sottostanti alle azioni www.maurizioblondet.it/.../).
Comunque qui sotto troverai parecchi dati e appunti sulla politica sociale del III reich (che non ebbe mai eguali in nessuno stato comunista).
www.maurizioblondet.it/.../
... di maio chi?...
... cominciamo a dire che già mi sta stretta la dittatura che abbiamo ora...
... quella a partire dal covid, per arrivare al vilipendio del presidente...
Risposta a #19 Mande
1) Rifiuto dei lavoratori di combattere le guerre del grande capitale per la spartizione del mondo;
2) Riconoscimento dell'esistenza della lotta di classe;
3) Volontà di combattere per rovesciare la classe capitalista-borghese con una rivoluzione armata, per espropriarne i mezzi di produzione della ricchezza, e per conservare poi la proprietà sociale di tali mezzi (resistenza contro eventuale controrivoluzione);
4) Volontà di instaurare la dittatura della classe lavoratrice, per sopprimere la classe capitalista-borghese parassitaria.
Si può essere d’accordo o no con tutto questo, ma sono questi gli elementi salienti della dottrina socialista/comunista. Una dottrina che Mussolini non ha mai sostenuto, anzi.
Mussolini era un uomo di Londra: per ogni prova leggersi i documenti desecretati contenuti nei libri di Rimondini, Cereghino e Fasanella (“Nero di Londra”, “Golpe inglese”, eccetera). Mussolini ebbe l’incarico di schiacciare ogni possibile nuovo Biennio Rosso, di dirottare – con la mistificazione – i lavoratori lontano dalla dottrina marxista-leninista, e di portare l’Italia in guerra contro l’URSS. Mussolini finì appeso al distributore solo perché fallì la missione assegnata, ovvero soggiogare l’URSS a fianco del baffetto d’oltralpe, e perché si mise a fare di testa sua. Stessa sorte che toccherà a Zelensky.
Per quanto riguarda la presunta tutela dei diritti dell’individuo nell’assetto liberale, essa è fatta di enunciati pari a: “Cittadino, tu hai il diritto di andare sulla Luna in sella alla tua bicicletta”.
Come diceva Stalin: «Noi abbiamo costruito questa società non per ledere la libertà personale, ma perché la persona umana si senta realmente libera. L'abbiamo costruita nell'interesse di una effettiva libertà personale, di una libertà senza virgolette. Per me è difficile immaginare quale può essere la "libertà personale" di un disoccupato che ha fame e non trova lavoro. La libertà effettiva si ha soltanto là dove è abolito lo sfruttamento, dove non c'è oppressione di una persona da parte di un'altra, dove non c'è disoccupazione e accattonaggio, dove l'uomo non trema al pensiero che domani potrà perdere il lavoro, l'abitazione, il pane. Soltanto in tale società è possibile una libertà personale, e qualsiasi altra libertà, effettiva e non fittizia.»
Per tutto il resto, leggersi i testi che ho citato.
Passo e chiudo.
Ma la elite dominante puo' essere tale per diversi motivi / percorsi, per esempio si fa un rivoluzione poi si decide che tizio e caio sono i nuovi capi.
Tizio e caio sono l'elite.
Ma poi Tizio e Caio fanno cose brutte, allora dalla classe "subalterna", emerge un sempronio, che viene promosso nella classe delle elite per rimettere ordine. Solo che poi sempronio, una volta lassu', una volta acquisito un potere che prima non si immaginava, si dimentica dei suoi vecchi amici e assume lo "stile di vita" di quelli di sopra. E magari in realta' ha sempre avuto questo obiettivo, chi lo sa'?
Suona famigliare?
Cosa ne dice la lotta di classe delle "migrazioni" di classe?
@ Bellx-1
Mi spiace dirtelo, ma tu hai una visione utopica del comunismo e una distopica del fascismo, nonostante ci sia del vero in tutto ciò che dici.
Per quanto riguarda il socialismo, io non intendo affatto l'ideologia del partito socialista, ma mi riferisco a ogni ideologia che privilegi l'aspetto sociale dell'azione di governo rispetto a quello privatistico, in particolare ponga l'accento sui diritti/doveri rispetto alla libertà. E poi non mi puoi confondere socialismo e comunismo, questo è ridicolo!
In ogni caso, io ti do ragione quando dici che il fascismo e il comunismo non hanno lo stesso inizio, e non hanno gli stessi obiettivi finali, ma hanno gli stessi metodi. In questo sono assolutamente eguali.
Dopo di che, quando tu parli di obiettivi, tu ti riferisci agli obiettivi utopici dei comunisti e a quelli distopici dei fascisti, che esistono solo nella tua testa, e forse nella testa di qualche ideologo di partito. La realtá é che l'unico grande Paese comunista rimasto, che é guarda caso il motore del mondo, ha degli obiettivi molto pratici e realistici, simili a quelli di tutti gli altri Stati che, pur proveniendo da esperienze diverse, vanno tutti nella stessa direzione, cioé di un difficile equilibrio tra il soddisfare le esigenze della popolazione residente e di rafforzare la propria presenza internazionale.
@ Stolypin
Gli Stati moderni sono tutti socialisti, e anche ultra-socialisti. Ma anche tu hai una visione utopica del socialismo. Per te uno Stato socialista è uno stato che investe nel benessere spirituale e materiale della popolazione, ma questo è francamente una barzelletta. Uno Stato è socialista quando spende molte risorse nel controllo della popolazione. Il fine a cui tende tale controllo è tutto da chiarire, e il magna magna non significa che uno Stato non sia socialista, in realtà è un ottimo indizio!
Condivido i tuoi pensieri.
A mio avviso il grande errore del comunismo e' che si ostina a non considerare la natura dell'uomo.
Al posto dell'uomo con le sue pulsioni, i suoi interessi e anche i suoi valori, ci vede una suddivisione in classi assolutamente statica, ancora piu' delle caste indiane. La classe e' la categoria che domina tutto e determina il comportamento di chi ci appartiene. Una visione ultra semplicistica che viene smentita dalla realta' ogni giorno, eppure per alcuni e' un dogma che non si puo' mettere in discussione.
Nel fascismo sono sottomessi tutti. Anche il capitale.
Come collochi l'IRI in questo tuo contesto?
Una industria di stato che compete col "grande capitalismo" italiano erodendone dunque il potere.
Creando piena occupazione (soprattutto al sud) togliendo l'esercito industriale di riserva che serviva ai "capitalisti" per abbassare i salari dei lavoratori.
A me l'industria di stato assomiglia tanta a una politica che solo la sinistra può adottare.
E dunque hai aumentato la lista a quattro:
- Pensioni
- Sanità pubblica
- Istruzione pubblica
- Aziende pubbliche
Quattro politiche di sinistra attuate dai fascisti.
Mi manca qualcuno che sia in grado di nominare una "politica di destra" che avrebbero fatto.
Così, tanto per sapere.
Questa è l'origine dello sfruttamento sistematico e delle classi sociali moderne, in Europa, che poi verranno riconosciute e descritte da alcuni attenti osservatori.
non ci potrà mai essere libertà, finché ci sarà un piccolo gruppo di persone che decide per tutti
imho la soluzione non è sostituire i "comandanti" con gente onesta, o cambiare chissà quali regole con cui vengono eletti, la soluzione è costruire dal basso una struttura che non abbia bisogno di comandanti, oggi non è per nulla impossibile
EDIT: meglio specificarlo: non furono trovati gioielli, oro, oggetti di lusso, conti bancari significativi, valute estere o beni immobili privati.
e quindi?
Uomini eccezionali nella storia ce ne sono stati, certo, e si chiamano eccezionali per un motivo.
Se tu vuoi costruire un sistema, devi guardare all'uomo normale, non a quello eccezionale.
Oppure mi porti un sistema che mi garantisce la selezione di uomini super-virtuosi, e solo quelli, e mi garantisce che non cambino mai "idea".
Auguri.
(Per quanto poi non sara' certo la lista dei "possedimenti" a concludere il giudizio su un uomo, specie se quell'uomo ha un potere assoluto di vita o di morte su milioni, figuriamoci se vive di rinunce. Rinuncia a cio' che LUI considera superfluo).
Uno che ha accesso ai palazzi che cavolo se ne fa?
Anche Mattarella puo' farne a meno, SE VUOLE: il Quirinale offre spazio a sufficienza. Se poi si annoia, ci sono le varie residenze distaccate.
Potremmo pure scoprire che Matterella non possiede l'automobile
Mussolini andò al potere grazie al capitale. Una volta al potere favorì il capitale, i grandi gruppi industriali.
Solita storia: lo Stato si accollò perdite bancarie, preservò patrimoni privati e risanò le imprese senza inquisire responsabili (vedi i capitalisti di sopra).
- Sanità pubblica: "corpo sano per mente fascista". Politica demografica e carne da cannone.
- Istruzione pubblica: bisognava crearla per formare cittadini fedeli allo Stato fascista, mica per altro
- Aziende pubbliche: già detto.
Tutte misure per favorire il capitale, consolidare il consenso, controllare di massa e prepararla alla guerra.
Già che ci siamo proponiamolo anche alla Meloni, a Trump, a Musk... e a tutta l'elite finanziaria.
Andiamo da loro e gli diciamo: Dateci i vostri soldi, i vostri immobili e noi vi diamo vitto e alloggio gratis nei palazzi più belli. Tanto uno che ha accesso ai palazzi che cavolo se ne fa?
Poi aggiungiamo: non avrete niente e sarete felici!
L'uomo non è un essere gentile, nato per l'armonia. La sua natura è conquistare e, in definitiva, distruggere ciò che tocca. Un essere del genere non nasce con un diritto alla vita, ma con un dovere: il dovere di seguire le regole. Perché senza di esse, regrediamo al caos.
Se non ci credi, pensa al semaforo rotto in un'arteria principale. Quella paralisi, quel clacson, quell'istinto di prevaricare l'altro sono lo specchio di ciò che siamo davvero quando la costrizione artificiale viene meno. Non è libertà quella che emerge. È la nostra essenza più pura e pericolosa. Ecco perché abbiamo bisogno di capitani, di sistemi, di limiti. Non per negarci, ma per proteggerci da noi stessi.
Dove vivo tutto questo non succede.
Ai semafori spenti o alle rotonde, quando ci sono code coloro che hanno la precedenza lasciano (sempre) passare, alternativamente, quelli che non ce l'hanno e sulla porta ci si ferma per dare la precedenza, e ti racconterei molte esperienze che in Italia sono impensabili.
Forse, dovresti rivedere le tue certezze, e comunque evitare di propagarle come leggi universali.
(Se ne potrebbe ricavare che quando la popolazione fa l'esperienza di essere guidata da dei ribaldi che instaurano le loro leggi, non ha scelta e si adegua.)
Sei stato tu a tirare fuori Stalin per dimostrare che esiste l'uomo virtuoso che non vuole possedere nulla come S. Francesco.
Io ti ho detto che sono eccezioni, non puoi fare un sistema assumendo che l'uomo sia quello.
E tu mi rispondi che Musk non e' come Stalin?
(L'esempio del palazzo e' a margine e indica solamente che anche le rinunce non sono cosi' categoriche come sembrano. Finche' uno ha tutto cio' che gli serve non c'e' una rinuncia, e i bisogni sono soggettivi).(A Renzi per dire "serviva" una aereo speciale, e lo ha fatto compare a noi, lui si accontentava di usarlo senza diventarne proprietario)
In Italia pero' non mi e' mai capitato.
Oppure non sanno dare la precedenza come fanno altri in posti.
E hanno bisogno disperatamente che un semaforo funzioni !!!
io parto dal presupposto che la classe dirigente, in qualunque epoca, lotta per rimanere al potere, mentre chi non ce l'ha lotta per scalzare chi ce l'ha.
La tecnologia permette alla classe dirigente di aumentare il potere che ha e di mantenerlo, ma devo ammettere anche che spesso la tecnologia aiuta a sostituire una classe dirigente incapace di sfruttarne le potenzialitá con una capace di farlo.
Gli Stati moderni hanno progressivamente sfruttato la tecnologia per controllare la popolazione, e i moderni stati socialisti esistono appunto perché la tecnologia permette un controllo della popolazione un tempo impossibile.
Anche strumenti come le pensioni e la sanitá pubblica sono strumenti di controllo della popolazione, fanno solo parte della componente "carota" del controllo, mentre gli eserciti fanno parte della componente "bastone".
Tuttavia il moderno stato socialista é sempre un'evoluzione dello stato capitalista, che oggi non esiste piú. O forse si, nelle colonie americane del centro e Sud America, ma questo spiega le tensioni continue, i continui default, la disgregazione sociale. Lo Stato capitalista in quei Paesi riesce a mantenersi a causa dell'intervento militare USA, ma anche in quel caso faccio fatica a credere che tale intervento possa durare in eterno.
Gli USA sono socialisti come tutti gli altri, ma hanno scelto di nasconderlo un po' meglio di quanto fanno gli Europei. Il neoliberismo ha il solo scopo di ridurre gli stipendi dei lavoratori, esattamente come la globalizzazione ha il solo scopo di permettere alle multinazionali, appunto di diventare multinazionali. Tu, a momenti, non puoi portare all'estero neanche una bottiglietta d'acqua!
Peraltro anche il capitalismo aveva lo stesso scopo. Ridurre gli stipendi dei lavoratori. La competizione infatti valeva soltanto da un certo livello in giú. L'unica differenza rispetto al neoliberismo é che, adesso, un limite se lo pongono.
#40 Venusia
L'esistenza di una certa élite è fisiologicamente necessaria. Non tanto perché "L'uomo non è un essere gentile, nato per l'armonia", ma più semplicemente perché governare un Paese è un po' più complicato che svoltare ad un semaforo. Non si può mettere d'accordo tutti, anche perché tra quei tutti ci sono interessi contrastanti.
Il problema è semmai per quali interessi lavora questa élite, se del popolo o delle oligarchie. Come già scritto nel topic La farsa della democrazia qui #83 e qui #107
Fai tutto tu.
Quando ti decidi fammi sapere.
EDIT
PS: e comunque la mia era una proposta semiseria ma che andrebbe approfondita.
Lavora per gli interessi della elite.
1) Parte principale: gli uomini eccezionali sono molto rari. Pertanto, il sistema non deve essere parametrato su di questi, bensi' sugli uomini normali.
2) Parte marginale e pure trascurabile.
Nel valutare le rinunce degli altri bisogna fare attenzione, perche' quello che a te puo' sembrare una rinuncia magari non richiede alcun sacrificio per il tizio che osservi. Esempio: non essere proprietario di una casa ma vivere in una reggia, non essere proprietario di un'auto ma avere a disposizione 10 autoblu con autista.
Inoltre la rinuncia rimane un fatto soggettivo e legato ai gusti personali.
Dimmi se ancora non e' chiaro.
Se non ti fosse chiaro, ho risposto al punto 2.
Quindi non capisco perché tu te la sia presa.
Riguardo il punto 1: è evidente che bisogna fare in modo che le regole (Costituzione in primis) inibiscano travaricazioni e che aiutino la società a fondarsi e organizzarsi in modo tale che la classe dirigente non sia fatta di uomini normali (o peggio di quei sub-normali che ci tocca avere oggi) ma di uomini eccezionali e di valore.
Vedi la risposta #47 che ho dato a Venusia.
Continuare a sognare e' un diritto.
Avvio dell’IRI: 1933.
Non aggiungo altro.
"...È il nazifascismo ad essere al guinzaglio del capitale, non il contrario."
Il capitale, come anche ai nostri giorni, aveva diverse anime, una aveva visto con favore l'esperimento sovietico l'altra, che finì per prevalere, diede vita al nazismo.
Il fascismo fu un vero e proprio esperimento sociale (auto condannatosi con l'entrata in guerra a dispetto degli insistenti "consigli", diretti, da Washington, come dimostrato dal rito massonico documentato a piazzale Loreto) in cui comparvero istituti a beneficio del popolo messi a punto in ambiente massonico internazionale. Il prezioso carteggio con Churchill, intercettato con gran dispiegamento di mezzi dai servizi inglesi nel comasco, conteneva compromettenti tracce di direttive a un subalterno.
PS - Il panfilo Britannia, usato in modo simbolico specie negli ultimi tempi, che andò, con a bordo il principe Carlo, a raccogliere e riportare a casa l'ultimo governatore di Hong Kong, venne in Italia, nel '92 a riprendersi gli esiti maturati da ciò che aveva creato durante il fascismo (la precipitosa liquidazione dell'IRI è una prova significativa).
fioredellavita.it/.../...
Sia fascismo che nazismo erano ideologie di sinistra e i banchieri tentavano di piegarle con la corruzione. Cosa che avviene quotidianamente anche oggi. Non ha senso pagare e comprare dirigenti che hanno la tua stessa ideologia. Vuoi corrompere quelli della "sinistra" che in teoria non dovrebbero fare i tuoi interessi. Ma appunto con la corruzione vuoi cambiare un governo ostile.
Se fossero state una un ideologia di estrema sinistra (comunismo) mentre l'altra di estrema destra (fascismo) avrebbero praticato politiche diametralmente opposte. La realtà è che, nelle loro differenze, condividevano un substrato ideologico comune come il socialismo. Erano entrambi due manifestazioni reali della sinistra ideologica.
P.S.
A scanso di equivoci non è mia intenzione demonizzare le ideologie di sinistra in alcun modo. Ma, almeno a me, è chiaro cosa sia di sinistra e cosa di destra. E fascismo come comunismo condividettero entrambi un'anima ideologica di base a sinistra.
Non a caso ho già chiesto due volte che qualcuno mi citi una, anche una sola, politica "de destra" attuate durante l'epoca fascista.
Magari se qualcuno fosse in grado di fare questo sforzo educativo si potrebbe pian piano collocare il fascismo più a destra. O almeno verso un centro.
Mussolini non era né fascista né tantomeno socialista, era solo un "povero cristo" al soldo di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra con il soprannome Il Conte.
Nicola
@Zagreus
rispetto le vostre idee anche se non le condivido
vi invito solo a riflettere su un paio di temi, prima di tutto sulla vostra percezione della realtà: mi rendo conto che chi è cresciuto nei nostri tempi abbia una immagine abbastanza precisa del "far west", costruita ad hoc da hollywood, immagino che se vi dico "anarchico" nella vostra testa si accende l'idea di un pazzo esagitato che spacca le vetrine e brucia le automobili parcheggiate. La stessa percezione che avete della natura umana è stata costruita con il condizionamento, pilotato dai massmedia.
In realtà se ci guardiamo indietro, vediamo che l'uomo nella storia ha trovato nella gerarchia l'unico modo di scalare i gruppi sociali; ma oggi le cose sono cambiate, l'informatica e internet ci hanno dato gli strumenti necessari per costruire organizzazioni efficienti senza la necessità di una gerarchia. Se dovessi scommettere su cosa ci attende nei prossimi decenni, io ci vedo sempre meno collettivismo e sempre più individualismo. (che è una buona notizia)
La tecnologia di oggi consente un comunismo soft e piu' difficile da percepire se non quando raggiunge l'estremo.
Da vedere che piega prende.
#58 albasnake
L'anarchismo può avere qualche speranza di funzionare (per un po', almeno) in ambiti molto limitati: piccoli aggregati o piccole comunità, fatte di persone che non abbiano troppe pretese e che siano disposte anche a farsi carico di svolgere compiti che normalmente sarebbero in capo ad apparati statali. E.g. dovrebbero essere disposti a farsi giustizia da soli.
Considerando invece una grossa comunità, non ha nessuna possibilità né di realizzarsi né, ipoteticamente, di funzionare. Applicarlo ad una Nazione è impensabile, è una fantasticheria che non mi sfiora neanche.
Quelli che chiamo anarcoidi newage sono dei sognatori che si fanno irretire dal canto delle sirene, quegli pseudo-guru che spacciano sogni al fine di distogliere le masse dai reali problemi di fondo e intorpidire le acque. Propagandano l'astensione, lodano i bitcoin, criticano il sistema sì ma non è una critica costruttiva. E' tutta fuffa.
Ho ripetuto questi concetti in decine di post e in modi diversi, nella speranza che qualcosa attecchisca.
L'individualismo non solo fa il gioco del sistema, del potere, delle oligarchie, ecc. a partire dall'illuminismo in poi, ma è fondamentalmente anti-umano.
Quindi la buona notizia è semmai per i transumanisti.
Hai presente il livello di regolamentazione che abbiamo? Se io ho una macelleria e voglio vendere anche palle da tennis secondo te sono libero di farlo, o devo "cambiare la licenza"?
In che modo la UE che multa i media se non censurano come vuole lei e' riconducibile al liberalismo?
[1/2] e seguenti.
Grazie.. hai sintetizzato benissimo.
Ho pensato più volte di rispondere anche io, ma poi desistevo.
Non mi ci metto più a discutere su certi argomenti con certe persone.
Mi rimangono da dire due cose..
Che tristezza e viltà quell'articolo.
Si leggano "L'Agnese va a morire" e stiamo zitti.
La seconda è il nazionalismo.
Non ne parli.
Bisognerebbe tornare ad un internazionalismo cosciente.
Il nazionalismo serve solo per dividere.
Uno stato solo comunista non può sopravvivere intorno alle bramosia imperialiste degli altri stati nazione.
Egoismo, etnocentrismo, nazionalismo sono sbandierati come valori di fronte alla crisi che ci attende ed alla quale, in nome del nazionalismo, dell'egoismo, dell'etnocentrismo, ci porterà alla catastrofe esattamente come accade due volte nel secolo scorso.
Forse ormai vinceranno loro, i fascismi.
L'Occidente ne è intriso in ogni poro spesso anche senza esserne consapevole.
Dalla pseudo sinistra alla destra.
Ma una cosa li accomuna tutti: hanno una fottuta paura del potenziale internazionalismo della base.
Ed è forse l'unica nostra carta vincente.
Siamo tutti sulla stessa barca, "siamo il 99 per cento" e via dicendo vo.e si potrebbe mutuare oggi.
Ma bisogna iniziare ad accendere i cervelli ed avere la forza di scrollarsi i loro modelli di dosso.
Perché con i loro modelli e le loro ambiguità -come l'articolo sopra- provano a condizionare il nostro esperire del mondo, la nostra immaginazione, la nostra memoria.
Cmq grazie, Resistenza.
@ Bandit #59
In questo sfruttano anche le nostre debolezze. Sviluppare legami richiede tempo e sacrifici, e il sistema ci mette a disposizione dei surrogati facili, come Netflix e i social network in cui, guarda caso, i legami tra gli utenti sono sostituiti dai legami con gli influencer. Per esempio io su FB non ricevo quasi mai feed dai miei amici, ma solo da produttori di contenuti (e gli algoritmi cercano di centrarli sui miei gusti).
Anche tutto il movimento femminista é stato esaltato per la stessa ragione (e solo raramente i suoi promotori, che avevano buone intenzioni, se ne sono accorti), e anche l'istruzione é impostata in maniera tale da mettere i figli contro i genitori.
Il metodo é semplice: s'imbevono i ragazzi di propaganda (metá di quello che t'insegnano é propaganda); quando sei adulto capisci che ti hanno raccontato un mucchio di bugie (ma in realtá sono molte di piú di quelle che pensi), ma non vuoi mettere tuo figlio nei guai, e quindi stai zitto. E tuo figlio ti disprezza...
Adesso io la faccio un po' piú tragica di quello che é, perché il movimento di allontanamento dei figli dai genitori fa parte anche del processo di crescita, e la propaganda che il potere instilla nei giovani diventa una promessa che il potere non puó proprio disattendere del tutto. quindi il problema é sottile, ma c'é.
Il potere sta cercando di distruggere i rapporti familiari e quelli sociali rubandoci il tempo e il denaro per destinarlo alle iniziative volte al controllo della popolazione. E l'intelligenza artificiale diventa la ciliegina sulla torta.
Tralaltro, hai notato come sul lavoro le persone tendono a comportarsi come robot? Devono seguire script, procedure, protocolli, regole, leggi, che arrivano fino ai minimi dettagli. Per non parlare degli operai...
Quando poi saranno sostituiti dai robot metá del lavoro é giá stato fatto.
Adesso avremo pure gli amici robot, pensa te!
Scusa lo sfogo.
Tutto vero.
Da 5 anni ci troviamo circondati da mentitori spudorati e a tempo pieno, in materie che non possiamo ignorare, che usano ogni genere di diffusore disponibile e di stratagemma per ribadire le loro conclamate falsità.
Ovvio aspettarsi che falsificatori istintivi non perdano l'occasione, si accodino al clima creatosi e ne approfittino per spingere oltre ogni limite immaginabile i loro intenti sentimental-politici.
Come capire che siamo oppressi dal neoliberismo ne ho parlato ampiamente nei CL del 24 maggio 2025: in particolare qui #300 ma anche qui #265 e qui #370 e in tutta quella nostra discussione che ti consiglio di rileggere.
Follow the money... il resto è contorno e scenografia.
Finché resterai fermo alle apparenze senza approfondire gli aspetti più profondi, in particolare economici, non capirai mai il mondo che ti circonda.
Lo so che è controintuitivo (perché le parole non le scelgono mai a caso. Proprio come avviene nel marketing, inducono ad evocare certe idee e certe emozioni) ma il liberalismo spogliato dalla sue retorica atta a far presa sui popoli, non ha proprio niente a che fare con la libertà.
In particolare quando dev'essere instaurato, quando si sente poi messo in pericolo (biennio rosso o pericolo comunista) oppure quando, come un cancro che divora il suo ospite, sta portando al collasso la società (bolle speculative, crisi finanziarie, oggi).
Se vuoi la riprova basta e avanza il primo o comunque il più eclatante esempio di neoliberismo dal dopoguerra, voluto ed osannato come "Miracolo del Cile", ovvero il regime di Pinochet. Voglio sperare che tu sappia che non fu esattamente un paladino della libertà.
L'onda lunga della "shock therapy" noi l'abbiamo "assaporata" (non dico dove per non essere volgare) per bene dal '92 in poi.
Al solito, parlando di questi temi andiamo sempre lunghi OT.
Quello che avevo da dire l'ho detto.
Saluti
EDIT: Avevo sbagliato il primo link. Quello giusto è questo #300
Lo dici tu stesso.
Non so cosa ci trovi da ridere.
5 ore di prove che il N.S. era una variante del Socialismo, più simile ai primi socialismi infatti che non al Marxismo.
Mi permetto di intervenire in questo dialogo tra sordi in cui si mantiene un equivoco irrisolto.
I liberalisti (sociofilosofici) sostengono il liberismo (economico) per ragioni teorico-deduttive: siccome l'assetto politico preferibile è quello che offre più gradi di libertà all'individuo, ALLORA anche la massima libertà economica individuale dovrebbe essere preferibile.
I FATTI (non la teoria) dimostrano qualcos'altro: che la massima libertà economica individuale produce non solo l'arricchimento di pochi a danno di molti, ma un impoverimento della ricchezza totale prodotta.
La povertà economica, per chi ne è vittima, si traduce poi nella schiavitù della miseria: il cittadino avrebbe teoricamente dei diritti, ma non ha i mezzi per goderne.
Ecco perché anche molti esponenti del pensiero liberale (a livello socio-filosofico) sostengono un'economia con un'impronta socialista, o se non "socialista" comunque progettata su di un'architettura sociale.
Economia per definizione è un sistema organizzato, l'economia individuale è un termine che non ha senso, non esiste.
Ma nessuno ha detto di abolire la societa' e di fare come Robinson. Siamo in tanti, ci suddividiamo il lavoro, ci scambiamo le cose e va benissimo cosi'.
Scherzo, deve essere interessante, grazie del link.
Comunque si può tranquillamente non essere d'accordo sulla definizione di Socialismo (i socialisti lo fanno sempre) e se il Nazional-Socialismo fosse Socialismo, ma almeno non diciamo che è Capitalismo, almeno a quello dovremmo arrivarci tutti...
E non ha accettato la sconfitta tanto che, dopo 80 anni, sta riprovando a circoscrivere e sottomettere l'umanità per altre vie.
La libera evoluzione dell'individuo è talmente temuta da certe cupole oscurantiste da volerla impedire con ogni mezzo.
P.S. In realtà quel video che ho postato sono meno di 5 ore di prove, perché una buona parte iniziale in realtà si dedica alla definizione di Socialismo e di Capitalismo, e di pubblico e privato. Il resto invece entra nel dettaglio dell'ideologia e delle manovre politiche di Hitler.
Comunque, coincidenza, proprio tempo fa pensavo di fare un post/thread su questi argomenti ma non l'ho fatto. Magari ora che c'è questo articolo potrei farlo...
Prego, non c’è di che, finalmente qualcuno che capisce
Fermo restando che un socialista/comunista degno di questo nome è sia internazionalista («Proletari di tutti i Paesi, unitevi») che patriottico («Hasta la victoria siempre. Patria o muerte»).
Ciao ;)
Molti socialisti oggi non sanno neanche che Marx non ha inventato il socialismo, per cui secondo loro tutto ciò che si discosta da Marx non è socialismo, che è lo stesso motivo per cui molti non ammettono che anche il Nazionalsocialismo è una forma di socialismo.
I socialisti continuano a dividersi in nuove correnti e a spostare i paletti e a cambiare le definizioni. Come diceva Y. Zamyatin: "le rivoluzioni non finiscono mai".
Un Socialista di oggi non ammetterà mai la parentela ideologica con il Nazionalsocialismo per ovvi motivi.
A mia volta mi permetto di ricordarti quanto ti scrissi una vecchia discussione:
Per questi paladini della libertà, se sei povero o sei nero o rosso o irlandese o cinese (e in seguito: italiano o slavo), allora non solo è giusto che a te non spetti la libertà, è giusto che loro, cioè gli uomini liberi (aka anglosassoni) ti sottomettano per il tuo bene, per farti progredire.
Quindi il malinteso esiste solo nella misura in cui si crede acriticamente a quel profumo di utopia che ti fanno sentire prima di passare ai FATTI.
Nel dopoguerra obtorto collo erano tornati nelle fogne. Dalla fine dei '70 hanno tirato fuori la testa. Nei '90 sono usciti fuori. Ora spadroneggiano.
#77 Mark28
"Sì ma hanno anche finanziato e aiutato l'URSS..."
Un iniziale prestito a Trotsky da parte di una loggia berlinese non ha avuto seguito quando hanno capito che non ci potevano mettere becco.
Il capitalismo ha da subito combattuto aspramente i rivoluzionari russi e finanziato e aiutato chi vi si è opposto dall'interno della Russia, anche oltre gli Urali.
Come per es. i cosacchi "bianchi" che, sconfitti e espulsi, continuarono a combattere a fianco della Germania persino durante la WWII, ai quali era stata assegnata dai tedeschi una parte dell'attuale Friuli (Kosakenland) annesso al Reich.
Negli anni '30 i Sovietici collaborarono anche con la Germania per progettare carri armati, collaborazione da cui uscì il T34 per esempio.
Anche nel dopoguerra ci furono casi di collaborazione famosi come con la FIAT che realizzò fabbriche in URSS per produrre auto su licenza...
"un prestito iniziale a Trotsky"
"Ford, General Electric, International Harvester, Standard Oil, e moltissime aziende minori hanno aiutato l'URSS negli anni '20 e '30..."
Armand Hammer (recentemente è stato accertato che lavorava per i servizi americani) per citarne uno, noto imprenditore e petroliere di origini russe, che frequentava Lenin, testimonia un'altra storia, si instaurò immediatamente un embargo nei confronti dell'URSS, che usciva a fatica dalla servitù della gleba.
Hammer stesso "contrabbandò", come racconta nelle sue memorie, la tecnologia per produrre le matite di cui la Russia era all'oscuro (e questo dovrebbe rendere un'idea della condizione ereditata dall'Impero Russo):
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I diversi esempi che ho citato mi sembrano ben più importanti del suo contributo:
FORD: Chi non conosce la GAZ? Ebbene lo stabilimento automobilistico di Gorky (GAZ) fu fondato nel 1929 nell'ambito di un accordo di assistenza tecnica tra l'Unione Sovietica e la Ford Motor Company, firmato il 31 maggio 1929. In base all'accordo, l'Unione Sovietica si impegnava ad acquistare veicoli, trattori e componenti Ford per un valore di 13 milioni di dollari in nove anni, incluse 72.000 unità non assemblate e pezzi di ricambio. Lo stabilimento iniziò a produrre veicoli nel 1932, producendo copie su licenza dell'autovettura Ford Modello A (GAZ-A) e del camion Modello AA (GAZ-AA), segnando l'ingresso dell'Unione Sovietica nella produzione automobilistica di massa. La GAZ-A, basata sulla Ford Modello A, fu la prima autovettura prodotta in serie in URSS, con produzione dal 1932 al 1936 e oltre 41.000 unità costruite. Il camion GAZ-AA, basato sulla Ford Modello AA, fu prodotto anch'esso dal 1932 al 1938, con una produzione iniziale che raggiunse le 24.000 unità entro il 1933. Il supporto tecnico di Ford durò fino al 1938, dopodiché GAZ iniziò a indigenizzare i suoi progetti mantenendo le architetture derivate da Ford.
GENERAL ELECTRIC: Uno dei primi contributi fu la fornitura di attrezzature per la Centrale Elettrica di Mosca, parte del piano della Commissione Statale per l'Elettrificazione (GOELRO) avviato nel 1920 e sostenuto da Lenin.
Negli anni '30, GE fornì le prime locomotive elettriche per il programma di elettrificazione ferroviaria dell'Unione Sovietica, iniziato nel 1932 sul Passo Surami in Georgia. Queste locomotive furono importate dagli Stati Uniti e servirono come base per la produzione nazionale in URSS.
Dopo il 1946 la GE dovette annullare l'esportazione di locomotive e la collaborazione con l'URSS, fino al disgelo degli anni '70: nel 1974, l'azienda si aggiudicò un contratto da 250 milioni di dollari per la fornitura di 65 compressori per turbine a gas per il sistema di gasdotti dell'Unione Sovietica. Alla fine degli anni '80, GE ampliò ulteriormente la propria portata aggiudicandosi un accordo da 150 milioni di dollari per la fornitura di motori a reazione ad Aeroflot, la compagnia aerea di bandiera sovietica.
ALBERT KAHN: Dal 1929 al 1932, la Albert Kahn Inc. supervisionò la progettazione e la costruzione di oltre 500 fabbriche in Unione Sovietica, un progetto avviato dopo che il governo sovietico aveva incaricato l'azienda di progettare la fabbrica di trattori di Stalingrado nel maggio del 1929.
Questo contratto iniziale portò a un accordo più ampio nel gennaio del 1930, che fece della Albert Kahn Associates l'architetto consulente per tutte le costruzioni industriali in URSS nell'ambito del primo Piano Quinquennale.
Durante questo periodo, la società aprì una sede satellite a Mosca, nota come Gosproektstroi, guidata da Moritz Kahn e composta da 25 architetti e ingegneri della sede di Detroit.
La società progettò tra 521 e 570 impianti industriali, tra cui fabbriche a Stalingrado, Čeljabinsk e Kharkiv, molte delle quali originariamente destinate alla produzione di trattori, ma costruite con fondamenta e soffitti rinforzati per consentirne la futura conversione alla produzione militare. Lo studio formò inoltre oltre 4.000 architetti e ingegneri sovietici nelle tecniche di progettazione e costruzione industriale americane, tra cui metodi di catena di montaggio modulare e layout di fabbrica standardizzati.
E poi si potrebbe parlare di aziende come la Arthur G. McKee & Co. e la Freyn Engineering (che progettarono e costruirono grandi acciaierie ad esempio a Magnitogorsk), la DuPont che aiutò l'industria chimica, la RCA fornì le apparecchiature per le telecomunicazioni, e anche aziende europee come Siemens, Voestalpine, ecc...
Mi ricordo un articolo che lessi anni fa su una rivista Italiana di architettura del 1932-34 dove si parlava di una città sovietica costruita nei pressi di Nizhny Novgorod, vicino a una nuova fabbrica di automobili, e il titolo dell'articolo era "LA PRIMA CITTA' SOCIALISTA"... All'epoca l'Italia guardava con interesse agli sviluppi in URSS.
Poi però cercando su internet scoprii che quella era una di quelle fabbriche costruite in collaborazione con la FORD, altro che Socialismo...
Senza l'aiuto degli Americani e degli altri paesi occidentali l'URSS non sarebbe andata da nessuna parte.
Invece l'Italia di allora non mi sembra che abbia beneficiato di accordi simili con aziende straniere, anzi Mussolini era contrario, quando gli Americani provarono ad acquistare la Ansaldo lui la nazionalizzò tramite l'IRI. Eccetto per la dipendenza estera dal petrolio, alcune tecnologie per le telecomunicazioni prese dalla RCA, e poco altro, l'Italia di allora era molto più "autarchica" e meno aperta al "know-how" americano rispetto all'URSS.
L'Unione Sovietica partiva da un'arretratezza industriale enorme, scelse deliberatamente di comprare tecnologia occidentale, importare interi impianti "chiavi in mano", formare quadri tecnici copiando modelli americani, per cui si può dire che accettò una dipendenza tecnica temporanea pur di accelerare. Questo era parte della Nuova Politica Economica (NEP) di Lenin, spesso riassunta con la frase "i capitalisti ci venderanno la corda con cui li impiccheremo". Ed è proprio questo che successe. Risultato: industrializzazione rapidissima ma eterodiretta, basata su know-how straniero.
L'Italia partiva leggermente più avvantaggiata anche se era anch'essa un paese principalmente agricolo (almeno fino al 1937 quando il settore industriale superò quello primario) ma sotto il Fascismo si finì sempre di più per prediligere l'autarchia e lo sviluppo interno delle competenze. Lo Stato era a volte proprietario, altre volte coordinatore, delle industrie tramite le molte Corporazioni e istituti quali IRI e IMI.
Risultato: crescita più lenta, ma maggiore continuità e controllo nazionale.
In Italia non c'era nulla di paragonabile agli accordi Ford-GAZ o Albert Kahn che progettarono l'intero sistema industriale sovietico, McKee / Freyn che realizzarono acciaierie complete, l’Italia non fece ciò che invece fece l’URSS ovvero affidare la pianificazione industriale a studi stranieri, formare migliaia di tecnici con metodi esteri standardizzati.
Anche la Spagna di Francisco Franco inizialmente partì convinta con l'autarchia ma poi negli anni '50 si aprì al capitale straniero.
Saul Bron era un rappresentante commerciale sovietico negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Presidente di Amtorg Trading Corporation a New York City (1927–1930) e Presidente della Società cooperativa panrussa (ARCOS) a Londra (1930–1931).
Il 9 ottobre 1928 e il 24 maggio 1929 Bron firmò due contratti con International General Electric (IGE), che divenne un elemento chiave nella realizzazione del piano di elettrificazione dell'Unione Sovietica (GOELRO). In Dearborn, Michigan, ha negoziato il contratto da 30 milioni di dollari con la Ford Motor Company per assistenza nella costruzione del primo stabilimento automobilistico sovietico (GAZ) vicino Nizhnii Novgorod (Gorkij). Questo contratto è stato firmato il 31 maggio 1929 da Henry Ford e Peter E. Martin per conto della società, da Bron, in rappresentanza di Amtorg, e da V. I. Mezhlauk, rappresentante di VSNKh. È stato firmato un ulteriore contratto in due parti da 40 milioni di dollari per la costruzione dell'impianto La compagnia Austin il 23 agosto e il 30 ottobre 1929.
L'8 maggio 1929 Bron firmò uno storico contratto con lo studio del principale architetto industriale americano di Detroit, Alberto Kahn, per progettare il primo stabilimento sovietico di trattori a Stalingrado (Ora Volgograd). Il 9 gennaio 1930 firmò il secondo contratto con Kahn affinché il suo studio diventasse architetto consulente per tutte le costruzioni industriali dell'Unione Sovietica. In base a questi contratti, durante il 1929–1932, l'azienda di Kahn, presso la sua sede a Detroit e l'ufficio di progettazione appositamente creato a Mosca, Gosproektstroi, formò oltre 4.000 architetti e ingegneri sovietici e progettò oltre 500 impianti e fabbriche, tra cui lo stabilimento di trattori di Chelyabinsk e lo stabilimento Uralmash di Sverdlovsk.
Tra le altre aziende americane, incaricate da Bron di fornire assistenza tecnica all'URSS, c'erano Hugh L. Cooper (costruzione Diga di Dneproges), Arthur G. McKee (progettazione e costruzione dell'impianto metallurgico di Magnitogorsk), Freyn Engineering (Impianto metallurgico di Novokuzneck), DuPont de Nemours, Radio Corporation of America e più di cento altre aziende.
Nel 1930 Bron fu trasferito a Londra, dove fu nominato presidente della ARCOS e capo della delegazione commerciale dell'URSS in Gran Bretagna. Nel 1930–1931 negoziò e firmò diversi grandi contratti con aziende britanniche, tra cui Industrie chimiche imperiali, Armstrong-Vickers, Produttori di macchine utensili britannici associati, e Compagnia elettrica Metropolitan-Vickers.
Il 20 settembre 1931, su iniziativa di Stalin, il Politburo richiamò Bron in URSS. Rimase membro del Collegio del Commissariato del Commercio Estero e nel 1933 fu nominato Presidente della Camera di Commercio dell'URSS. Tuttavia, nel 1935, fu declassato e gli fu assegnato un incarico come vice del capo dell'agenzia editoriale statale OGIZ, Michail P. Tomsky.
Arresto e morte
Bron venne arrestato il 25 ottobre 1937. Fu falsamente accusato di essere membro di un'organizzazione terroristica antisovietica, di aver preparato, insieme a Tomsky, un atto terroristico contro Stalin e di essere un agente dell'intelligence britannica. Dopo cinque mesi nel carcere di Lubjanka, il 21 aprile 1938 fu processato a porte chiuse dalla troika (i tre membri Collegio militare della Corte suprema dell'URSS). Fu condannato a morte e giustiziato lo stesso giorno.
Esiste una intera letteratura datata, che descrive le frodi escogitate e praticate grazie e per mezzo degli "aiuti" e alle "collaborazioni" dell'Occidente, frodi che sono venute alla luce e visibili a tutti quando l'URSS si sciolse e arrivò Jeltsin.
Il capitalismo ha le sue "tradizioni" e le conferma con gli avvenimenti dei nostri giorni.
Un Paese di quelle dimensioni, privo della tecnologia per costruire le matite, ha costituito un boccone molto ghiotto, e ha dovuto pagare un prezzo enorme, a più riprese, per emanciparsi e tenere, almeno parzialmente, a bada gli appetiti che ha destato.
Il prestito a Trotsky da parte della massoneria berlinese è stato, probabilmente, l'unico aiuto disinteressato del capitale, di cui si abbia notizia, a testimonianza della benevolenza con cui veniva vista la instaurazione del socialismo.