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Napoli: il razzismo mascherato

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
05 Maggio 2023
Visite: 20050

Nella giornata di festa napoletana, volevo buttare là solo una breve riflessione. Avete notato come i “complimenti” che arrivano da ogni parte del nord Italia contengano comunque una sfumatura di razzismo? Il vero senso dei complimenti infatti è “bravi napoletani, ve lo siete meritato: per voi che vivete nella merda, è giusto che arrivi ogni tanto qualche soddisfazione”.

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54 comments

Mentana è tornato a fare il giornalista

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
01 Aprile 2023
Visite: 43298

Finalmente Enrico Mentana si è vergognato del suo ruolo di squallido censore, ed ha ritirato Open dalla lista dei “fact-checkers” di Facebook. Era ora.

Sulla sua pagina Facebook Mentana scrive: “Da oggi Open torna a fare un semplice servizio di giornalismo. Dopo lunghe riflessioni, mi sono reso conto di aver abusato della mia celebrità come giornalista, e di essermi prestato ad un ruolo che non mi compete: quello del censore delle idee altrui. E’ vero che Facebook ci pagava profumatamente per questo servizio, ma esiste anche un limite che un serio professionista non dovrebbe mai superare: ritengo che la libertà altrui di esprimere le proprie idee – qualunque esse siano - valga molto di più di una qualunque bustarella che ci aiuti a pagare l’affitto.

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100 comments

Italiani dove siete?

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
28 Marzo 2023
Visite: 30082

In Israele protestano centinaia di migliaia di persone e obbligano Netaniahu a sospendere la sua riforma giuridica. In Francia protestano in centinaia di migliaia, e mettono a ferro e fuoco il paese perchè non vogliono l’aumento dell’età pensionabile. In Germania scioperano compatte le organizzazioni dei trasporti per avere aumenti salariali, e mettono in ginocchio il paese.

In Italia ci sarebbero svariati motivi per protestare (dagli scandali AIFA all’invio delle armi in Ucraina, dalle accise infinite ai salari bloccati), ma nessuno scende in piazza. Gli italiani restano in casa.

Perchè?

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170 comments

Rivoluzionari confusi

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
13 Febbraio 2023
Visite: 22886

di Andrea B. Nardi

Dappertutto abbiamo movimenti anti-sistema, partiti contestatari, gruppi e associazioni contro il potere, grida, urli, comizi, cortei e manifestazioni, però, inevitabilmente, nessuno di questi riesce a ottenere l’appoggio decisivo e duraturo dei popoli: perché?

Il motivo è semplice: sbagliano a scegliere il problema contro cui lottare.

Se non si conosce il problema sarà impossibile risolverlo e, tanto meno, farlo conoscere alle masse, convincendole a lottare per esso. È la scelta della corretta strategia – ossia l’individuazione dell’obiettivo da colpire – a dare un senso alla guerra, mentre la tattica si limiterà a utilizzare mezzi e modi atti a raggiungere quel fine.

La Gran Bretagna, per esempio, ha, sì, vinto la battaglia per uscire dalla UE e liberarsi della BCE – di cui, peraltro, non aveva adottato l’euro – ma ha perso la guerra restando comunque sotto lo scacco della Bank of England, ossia il lievito madre del peggior morbo che abbia mai colpito l’umanità, fin dal 1694, regina e artefice dell’associazione a delinquere di stampo mafioso chiamata circuito bancario privato internazionale.

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88 comments

Caso Cospito: l’ipocrisia del potere

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
30 Gennaio 2023
Visite: 23891

Il caso Cospito è un caso emblematico, perchè mette in luce in tutta la sua evidenza la contraddizione fra “stato” e “potere”.

Le vicende sono note: un anarchico viene arrestato per aver messo una bomba davanti a una caserma dei carabinieri, e nonostante non abbia provocato nè morti nè feriti, finisce al 41 bis. Questa ingiustizia lo ha portato a mettere in atto lo sciopero della fame, e ora che rischia di morire il suo caso è salito alla ribalta.

Le persone normali – cioè tutti noi – si domandano perchè tanta ferocia per punire un gesto che non ha causato nemmeno una vittima? Come ci spiega Wikipedia, il 41 bis “si applica in presenza di gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, e consente al Ministro della giustizia di sospendere le garanzie e gli istituti dell'ordinamento penitenziario, per applicare "le restrizioni necessarie" nei confronti dei detenuti condannati, indagati o imputati per i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché i delitti commessi per mezzo dell'associazione o per avvantaggiarla.”

Con tutto questo, Cospito non c’entra niente. Da cui, due domande: 1) perchè tanta ferocia nell’applicare a lui il carcere duro, e 2) perchè tanta ostinazione nel non voler rimuovere quella misura, quando è ormai evidente per tutti che si tratti di una condanna eccessiva?

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73 comments

Giorno della Memoria: l'ipocrisia di celebrazioni senza il paese che ha liberato Auschwitz

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
26 Gennaio 2023
Visite: 23367

di Alberto Fazolo

Nel generale clima di frenesia bellicista si arriva ad estremi assurdi come quelli per le celebrazioni del Giorno della Memoria. Questa ricorrenza è stata fissata nella data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.

Oggi che forze dichiaratamente naziste o antisemite sono tornate al potere in diversi paesi, appare assurdo che alle celebrazioni di Auschwitz (che si trova in Polonia) non sia stata invitata proprio la Russia che continua a lottare contro i nazisti.

Ad Auschwitz ci saranno riuniti invece quegli ipocriti rappresentanti di paesi che a parole rinnegano il nazismo, ma che nei fatti lo sostengono.

La Polonia non è un Paese nazista, ma ultra nazionalista e clerico-reazionario.

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84 comments

Messina Denaro: ma quale “vittoria dello stato”?

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
16 Gennaio 2023
Visite: 32570

Faccio molta fatica a condividere la diffusa idea – spinta oggi in ogni angolo del mainstream - che l’arresto di Messina Denaro sia stata una “vittoria dello stato”.

Non voglio in alcun modo minimizzare il lavoro dei Carabinieri, della Polizia e dei ROS, che rischiano veramente la vita ogni giorno combattendo contro la mafia.

Resta il fatto che la cattura di un mafioso dopo 30 anni di latitanza, quando si scopre che viveva nella sua città, ha il sapore amaro di una sconfitta. E questo non è il primo caso: anche Totò Riina venne arrestato, dopo 25 anni di “latitanza” nei dintorni di casa sua. E così accadde per Bernardo Provenzano, l’altro boss “imprendibile” che passò 30 anni nei dintorni del capoluogo siciliano, senza che nessuno riuscisse ad individuarlo. Questo significa che le connivenze con il potere politico sono tali da impedire che le indagini vadano a buon fine in tempi ragionevoli.

E questa non è una "buona notizia" per lo stato.

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87 comments

2022: si chiude un ciclo di tre anni

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
30 Dicembre 2022
Visite: 53902

Quello che si chiude il 31 dicembre non è il solito anno di 12 mesi, ma un periodo di tempo, compatto e unito, durato ben tre anni. Per la precisione, dal gennaio 2020 (data di “arrivo” del covid nel mondo) ad oggi.

Sono stati tre anni estremamente difficili, e solo le menti più forti ed equilibrate sono riuscite a non perdere del tutto il senso dell’orientamento.

Grazie al panico che è stato creato, sono stati ottenuti risultati che solo 10 anni fa sarebbero stati impensabili:

1 - Sono state obbligate centinaia di milioni di persone ad introdurre nel proprio corpo una sostanza sperimentale, seducendole, da una parte, con l’illusione di una immunità che non c’è mai stata, e ricattandole, dall'altra, con la privazione del diritto al lavoro.

2 – Questi milioni di persone sono state obbligate ad accettare questo ricatto senza che vi fosse una qualunque entità responsabile per eventuali effetti avversi: non sono responsabili le farmaceutiche che producono la sostanza sperimentale, non sono responsabili le agenzie del farmaco che la autorizzano, e non sono certo responsabili i medici che la iniettano. In compenso - colmo della perversione - il cittadino DEVE anche firmare un foglio con il quale si assume, in prima persona, le eventuali responsabilità per il danno subito.

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228 comments

Le mele marce siamo noi

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
12 Dicembre 2022
Visite: 24235

Stupisce lo stupore con cui è stata accolta dai media la notizia dello “scandalo” di Bruxelles. “Ohibò, proprio nella sede dei diritti comuni – strillano scandalizzati i nostri pennivendoli – là dove dovrebbe regnare la democrazia più cristallina, ecco che si palesano invece storture e corruzione a livello sudamericano” .

Ed ecco partire la solita operazione di “damage control” mediatico, nella quale si cerca immediatamente di archiviare il problema con la solita scappatoia delle “mele marce”.

Quando scoppiò lo scandalo di Abu Grahib, il Pentagono fu velocissimo ad additare “alcune mele marce”, evitando così al mondo di scoprire che invece si trattava di un sistema vero e proprio, basato sulla violenza e la sopraffazione, che era stato addirittura codificato nero su bianco dal ministro della difesa Rumsfeld, nel famigerato documento Copper Green.

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Quello che non vi racconteranno sui free party (a cominciare dal nome, rave)

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
04 Novembre 2022
Visite: 22715

di Rita Rapisardi

Dalla contestazione, alla protesta, a forme di esternazione non istituzionali, quella del rave è la maggiore. E forse l’ultima rimasta. In un mondo che vuole regolare tutto, incorniciare emozioni, dirci cosa pensare, odiare e amare, limitarci in spostamenti e azioni, imporci il confine, il documento come accredito, per accedere o restar fuori, il rave è puro nel suo essere così onesto. Un impianto per “far andare bene” il mondo deve esserci, nei secoli si sono studiate le più varie forme di governo, il diritto è venuto incontro alla necessità di giustizia. Il mondo dei rave, ha una sua giurisdizione, si può riassumere nel senso di libertà: free party, sono chiamati nel giro, free perché gratuiti, non c’è lucro. Free, non vuol dire assenza di regole o sregolatezza, come piace pensare a chi è al di là del muro di casse. è una libertà interiore, di assenza di barriere, mistica. Qualcuno penserà che queste siano parole mitizzanti o deliranti, ma fa comodo pensarla al contrario. I bias non aiutano e nemmeno non l’aver vissuto l’esperienza. In fondo il rave dall’esterno è una di quelle cose facili, per cui tutti, anche superficialmente, ci sentiamo in dovere di esprimerci, smuove impulsi voyeuristici e aiuta chi è in cerca di un capro espiatorio.

Ai rave c’è la droga, esclusivamente al singolare, perché di droghe, al plurale, in Italia non si parla. Sono tutte sullo stesso piano, fanno tutte male allo stesso modo. i danni del proibizionismo, dell’approccio San Patrignano e di leggi come la Fini-Giovanardi hanno plasmato un pensiero comune che uniforma tutte le droghe: per cui lo spinello è come una striscia di cocaina, che è come una spada di eroina. Pensiamo al rave, pensiamo alla droga, a uno spazio composto da zombi strafatti di droga. Non interessa capire di più, non serve. Fa comodo alle coscienze pensare che esista un posto così, lontano dagli occhi in cui si consumano atrocità che delineano la nostra identità: “io non sono come loro”, inconcludenti, falliti, irrealizzati.

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Mauro Rango: il mondo nuovo

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Scritto da Redazione
Categoria: Opinione
06 Ottobre 2022
Visite: 16944


Una sintesi degli argomenti trattati da Mauro Rango in una sua recente conferenza: Ripristinare il primato del reale sulla finzione - Le dinamiche dell'impotenza – Le nuove associazioni - Io collettivo e io individuale – I rischi del metaverso. QUI LA CONFERENZA ORIGINALE

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30 comments
  1. Votare serve?
  2. Ucraina: curiose analogie con il covid
  3. Poveri italiani, come siamo messi male
  4. Ferocia e sadismo green pass, vivere in Italia ora fa paura

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