Mezza Italia si sta commuovendo per la vicenda del piccolo Domenico, a cui hanno trapiantato un cuore difettoso. Ormai non c’è telegiornale che non ne parli. Conosciamo il volto della madre, il volto del suo avvocato, sappiamo tutto della macchina che lo tiene in vita, conosciamo la situazione drammatica di questa donna che ogni giorno si fa sei ore sui mezzi pubblici per andare a trovare il figlio in ospedale.
L’Italia ha il fiato sospeso per questo bambino attaccato alla macchina, che rischia di andarsene da un momento all’altro.
Nel frattempo, ogni giorno, decine di madri palestinesi devono dire addio ai loro figli piccoli, dilaniati dalla bombe o colpiti dai proiettili di Israele, oppure più semplicemente morti di fame o di malattia. Anche queste madri abbracciano con tenerezza i piccoli corpicini, anche queste madri cercano con lo sguardo perso nel vuoto un motivo per continuare a vivere.
Eppure noi a queste madri dedichiamo – al massimo – un pensiero lontano. Ma la loro tragedia non ci coinvolge a livello emotivo. Quella di Domenico sì. Perchè?
Perchè Domenico è uno di noi. Domenico, in questo momento, è il figlio piccolo di tutti gli italiani. Per questo motivo, il meccanismo di identificazione con la madre è fortissimo. In questo momento siamo tutti mamma di quel bambino che sta morendo.
Invece il bimbo palestinese è figlio altrui. E’ figlio di una donna senza nome. Lui stesso ha un nome che non conosciamo. Il bambino palestinese, senza nome e senza identità, è sostanzialmente un numero. Certo, ci dispiace anche per lui, ma in modo e in misura completamente differenti da come ci dispiace per Domenico.
Io non voglio trarre nessuna “lezione morale” da questa riflessione. E non cascherò certo nel tranello di dire che viviamo in un modo egoista, l’occidente, dove guardiamo solo a ciò che accade nel cortile di casa nostra. Non è così, anche perchè certamente, a ruoli invertiti, abbiamo lo stesso identico fenomeno: i palestinesi soffrono molto di più per uno dei loro figli ucciso, che non per uno dei nostri. I così fanno i cinesi, gli eschimesi e gli aborigeni. Loro conoscono bene i nomi e le storie di ciascuna delle loro piccole vittime, e delle loro madri. Mentre per loro, “la mamma di Domenico” è solo una serie di parole che non ha alcun significato particolare.
Allora diciamo una cosa: l’umanità è ancora in una fase in cui ciascuno prova un grande dolore per le proprie vittime, ma molto meno per quelli altrui. Più sono “vicini a casa” – in senso geografico e in senso culturale - e più è forte il senso di identificazione con la vittima, e con i suoi genitori. Più sono distanti, e meno la cosa ci interessa. L’umanità è ancora lontana dall’arrivare a capire che siamo tutti figli dello stesso Dio, che originiamo tutti dalla stessa scintilla divina, che facciamo tutti parte dello stesso progetto, che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, che respiriamo tutti la stessa aria e beviamo la stessa acqua, che il male perpetrato dagli esseri umani è lo stesso a qualunque longitudine, e che il dolore di ciascuno è il dolore di tutti noi, indipendentemente da dove ci troviamo a vivere nel mondo in quel momento.
Il percorso per arrivare a capirlo è iniziato, certamente, ma è ancora molto lungo.
Massimo Mazzucco





Troppo facile, troppo facile farsi rinfacciare che il povero bimbo non ha nessuna colpa, nemmeno quella di vivere in Palestina.
Edit. E aggiungo che non siamo figli dello stesso Dio. Manco per niente. Siamo esseri tribali che vivono ancora per occupare i terreni della tribú avversaria, per fottergli le donne e per ammazzargli i figli. Tutti, nessuno escluso. Cambiano solo forme, tempi e modi.
… per tutti i bambini del mondo… per tutte le sofferenze altrui… anche per gli animali...
… che sono sempre diverse ma sempre troppo uguali alle nostre…
... “per chi suona la campana?”… come ci ricorda il poeta inglese John Donne…
… "Nessun uomo è un'isola"… una riflessione sull'interconnessione umana e la morte...
… "E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te"…
… suona sempre per te… anche se il dolore insopportabile ti impedisce di capire...
... sono stanco capo...
... tratto dal film: "il miglio verde"
L'umanità è ancora in una fase in cui troppo pochi hanno raggiunto il livello di coscienza che li fa immedesimare nelle sofferenze degli altri.
Però si potrebbe alleviare un poco il calvario della mamma del piccolo permettendole di dormire e mangiare in ospedale o mettendole a disposizione un taxi.
Secondo me agisce anche un meccanismo psicologico di difesa. Cerchiamo di mettere un perimetro perché non possiamo reggere un coinvolgimento emotivo forte provocato da tutto ciò che succede in ogni angolo del mondo solo perché da 30 anni c'è internet e tutto ci raggiunge real time, o quasi. E così accadrà col caso Epstein credo. Trovo in certa misura saggio cercare di difendere il perimetro (senza eccedere arrivando a mettere la testa sotto la sabbia). Sul caso del bimbo italiano si può proiettare la propria rabbia e indignazione e la psiche regge. Il dramma di Gaza oltre a essere lontano è soverchiante per dimensione, caratteristiche e durata. La lontananza geografica è un alibi per bloccare il collegamento emotivo ("è roba che accade in quel mondo là, mica ste cose succedono qua da noi").
Ultima riflessione: se c'è un progetto che contempla che noi siamo fortunati a scriverci qua rispetto ai tanti che soffrono altrove, non è che ciò fa parte del medesimo progetto?
Da un lato senti intimamente che esiste un grande progetto divino, ma rifiuti che tutti quanti gli elementi della realtà (compresi quelli peggiori) facciano parte del progetto, come ingranaggi necessari e perfettamente inseriti. Non vedi un elemento di contraddizione? Le sofferenze e ingiustizie non sono necessariamente elementi estranei, sei tu (come tanti) a percepirli così in base a categorie di bene e male.
Non è che per esempio potrebbe essere che c'è gente che soffre oggi perchè deve espiare qualcosa che ha fatto nelle vite precedenti?
Noi giudichiamo il film guardando i nostri 30 secondi di visione, ma ci manca il resto del film.
Ovviamente non è da intendersi come un "va tutto bene madama la marchesa".
"...Il dramma di Gaza oltre a essere lontano è "soverchiante" per dimensione e caratteristiche. La lontananza geografica è un alibi per bloccare il collegamento emotivo ("è roba che accade in quel mondo là, mica ste cose succedono qua da noi")."
Il dramma di Gaza non è, però, abbastanza lontano da impedire ai nostri governanti (che ci sono maledettamente vicini) di fornire armi e solidarietà a chi lo provoca e lo rende volutamente soverchiante.
Il tema così proposto sembra essere una provocazione per testare la sensibilità degli italiani, che sembra essere riposta esclusivamente verso i propri bambini.
Se il tema di questo povero bambino italiano viene proposto continuamente dall'informazione, non significa che gli italiani abbiano più interesse verso i propri bambini e dimenticano quanto è successo a Gaza e non solo. Personalmente guarderei il fatto del piccolo Domenico più come mala Sanità che non come preferenza verso i bambini italiani.
Poi il continuo bombardamento mediatico sembra essere, come in altri casi, una sorta di riempimento giornalistico, piuttosto che un reale interesse verso la vicenda. Ma anche, parlare sempre dello stesso argomento, può essere una tattica, per non raccontare quello che non si può dire rispetto ad altri fatti, forse anche più gravi relativi ai minori, tipo i files Epstein.
Governanti che però dicono cose come:
“C'è chi urla slogan e chi salva i bambini a Gaza. Io sono fiera di far parte dei secondi”, altri che si vantano di aver fatto la pace e fanno il Board of Peace...manipolazioni purtroppo sufficienti a infinocchiare le masse. Qui entra in gioco il problema dell'intelligenza media, del senso critico insufficiente ad analizzare e distinguere... insomma la limitatezza dei governati.
Sono assolutamente solidale ai genitori che si trovano nel momento peggiore della loro vita anche al centro di un vortice mediatico che sa di distrazione di massa, a proposito di bambini di Gaza, ma anche quelli vittime di Epstain o delle follie della gestione Covid etc etc.
In realtà il livello di povertà è indigenza è assolutamente radicato anche nel Bel paese, ma si vede meno..
A parte il fatto che se un coglione qualsiasi avesse ripreso e postato i culi delle infermiere e avesse spiegato quanto fossero hot, oggi avremmo le femministe in piazza..
Poi rimane il fatto che in Italia può succedere ad un malato di tumore, col catetere, di doversi stendere per terra come un senzatetto perché mancano le barelle, oltre ai posti letto.
Qui ci fanno guardare il ditino
in questi giorni spesso mi sono chiesto "... e se fosse mio figlio? O se fosse mio padre?".
Se fosse mio figlio o mio padre ad essere sotto le macerie di una città distrutta e che fra poco sarà spianata e la gente andrà a divertiresi sopra le loro ossa?
Se fosse mio figlio o mio padre a dover morire per un errore medico?
Se fosse mio figlio o mio padre che domani vengono giustiziati con una bella iniezione letale?
Porbabilmente se queste domande se le facessero anche i potenti della terra forse, e sottolineo forse, il mondo sarebbe un pelino migliore.
N.O.
Non si possono fare dei distinguo.
Anche se a Gaza i bambini morti sono 75000 e invece Domenico è solo, non si può dire chi dei due più importante, che i bambini di Gaza valgono di più perchè sono un numero enorme. Hanno tutti lo stesso valore.
La tragedia per ogni singola famiglia è la stessa.
Forse che a Gaza le famiglie palestinesi danno più importanza alle migliaia di figli degli altri e sminuiscono invece il proprio?
"Ahmed, hanno ucciso nostro figlio"
"Mariah, e non pensi alle migliaia di bambini delle altre famiglie?"
Il vero problema è un altro, a mio avviso ben più grave e vergognoso.
Come ha detto #12 Ombralunga, tutto dipende da come viene diffusa la notizia e soprattutto da cosa ci viene detto.
In primis ci sono i governi, che devono fare in modo che passino certe notizie piuttosto che altre per loschi fini politici.
In secundis ci sono i media compiacenti e venduti, il vero braccio armato dei governi sulla propria popolazione, che si preoccupano di dare più peso a certe notizie e meno ad altre, le prime solitamente usate per coprire le seconde.
Il popolo italico (e non solo) è paragonabile a un gregge di pecore.
Gli ovini sono indirizzati dal pastore (il governo) in una ben determinata direzione, verso i pascoli che decide lui evitando che possa andare verso altri pascoli indipendentemente, e i cani (i media) si occupano di spingere il gregge tramite ringhi, abbaiati e morsi.
La pecora di per se, non ha abbastanza cervello per ribellarsi e accetta ciecamente le direttive imposte dal pastore.
Il popolo italico si comporta allo stesso identico modo.
Il governo decide cosa è importante e cosa non lo è, di cosa il popolo si deve interessare e parlare e di cosa invece deve essere tenuto all'oscuro, e i media si occupano a dare più presenza mediatica a certi avvenimenti e meno ad altri.
Adesso è salita alla ribalta la vicenda (GRAVE) del piccolo Domenico, un gravissimo caso di malasanità che coinvolge una vittima innocente di pochi anni.
Massimo, nel suo articolo, ha detto che sembra che faccia mettere in secondo piano il massacro dei bambini di Gaza.
Non è una questione di geografia.
E' una questione di media.
I media stanno cavalcando la notizia perchè 1. così gli è stato ordinato, 2. perchè i drammi familiari fanno aumentare le vendite.
Fateci caso. Quando la situazione comincia a prendere una direzione non gradita spunta sempre uno scandalo, una vicenda, un caso umano eclatante per distogliere l'attenzione.
E non serve nemmeno crearlo ad hoc. Basta solo enfatizzarne uno già esistente.
Non voglio essere cinico ma quanti casi ci sono in Italia, simili a quello di Domenico, che non conosciamo?
Decine? Centinaia? Migliaia?
Ma tutti oggi ci stiamo concentrando sul caso di Domenico come se fosse l'unico, cadendo dal pero scandalizzati.
Faccio un passo indietro.
Ha fatto notizia su tutti i giornali il caso della "Famiglia nel Bosco" ed è grazie a questo che sono venuti alla luce decine di altri casi analoghi di cui nessuno ha mai parlato.
Forse che questa famiglia è più importante delle altre? Ci sono altre famiglie che hanno subito situazioni ben peggiori di questa ma nessuno ne è a conoscenza o se lo è lo bolla come l'ennesimo normale caso di ingiustizia sociale.
Ma grazie ai media Domenico e la "Famiglia nel Bosco" solo saliti alla ribalta, al centro dell'attenzione popolare, e i popolo ovino viene distratto da altri avvenimenti che potrebbero risultare scomodi al governo, relegandoli in un angolo buio del cervello.
Quale potrebbe essere il fatto che il governo vuole coprie?
Non saprei. Non sono così esperto per poter dare una risposta certa.
Mi viene in mente gli Epstein Files che, guarda caso, riguardano casi di bambini e soprattutto, coinvolgono personalità importanti della politica e dello spettacolo che potrebbero creare grossi problemi allo scenario politico ed economico mondiale.
Di una cosa però penso di essere sicuro.
Il governo non fa figli e figliastri.
Al governo non importa nulla ne di Domenico ne dei bambini di Gaza anche se si riempie la bocca di belle e lacrimose parole, perchè al soldo dei fatti, non cambierà nulla.
Quando i giornali scrivono "proteste pro-pal", anziché "proteste contro il genocidio", l'intenzione è proprio quella di sminuire o minimizzare ciò che sta realmente accadendo riducendo il tutto in questioni di natura politica, e non umanitaria.
Non esiste polarizzazione nel caso del piccolo Domenico, in quanto non v'è interesse da parte della stampa politica a dividere l opinione pubblica.
Nel caso dei piccoli palestinesi invece c'è, purtroppo.
E dunque si riduce tutto a pro-pal o, peggio ancora, a "pro-hamas" come se a morire fossero tutti piccoli cloni di Hamas. Di bambini "normali" come Domenico in Palestina non ce ne sono.
Si. Anche e soprattutto la politica, attraverso i mezzi di (dis)informazione, fa la sua parte affinché ci sia questa disparità di valore della vita umana.
"il percorso per arrivare a capirlo è iniziato, certamente, ma è ancora molto lungo"
speriamo bene...
Anche Galileo aveva visto e capito "oltre" di come funziona lo spazio, ci sono voluti centinaia di anni perché diventasse la verità più ovvia e studiata in ogni parte del mondo.
-ZR-
Noi combiattiamo per il bene contro il male (o almeno crediamo di farlo), perchè a nostra volta siamo una parte della dinamica terrena. In altre parole, il fatto di sapere di far parte di un gioco a “zero sum” non ci esime dallo svolgere il nostro ruolo all’interno di questo gioco.
Tu sei uno di quelli a cui la politica, la propaganda e l'appartenenza partitica, ha aperto il cranio e lasciato scivolare fuori il cervello.
Mi perdoni Massimo, ma dovevo scriverlo (seppur pronto alla sospensione eh).
PS non so se Massimo non abbia mai fatto caso alle tue provocazioni od abbia sempre sorvolato, ma tant'è.
se ci fate caso, anche quando scorriamo il telefono su un social, all'inizio ci si sofferma a leggere l'articolo o il contenuto di quel post, ma piu' il tempo passa e quello stesso argomento viene dapprima solo guardato e poi semplicemente quasi ignorato.
penso che ormai solo alcune persone che veramente iniziano ad essere "consapevoli" di cio' che siamo in questo mondo, possano capire ciò che afferma Massimo nel suo articolo, ovvero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo e che siamo tutti uguali di fronte agli occhi del nostro Dio
L' italiano è ancora dotato di empatia, forse più che altri popoli, solo che ha bisogno di essere ancora instradato verso chi rivolgerlo. Questa è la sua non evoluzione. Nonostante le informazioni ci siano se si vogliono cercare, senza che ce le porga il mainstream.
A mio avviso, ci vuole il lumicino della ragione per superare queste distanze.
E forse non tanto per amplificare il senso empatico (anzi, per certi versi lo si riduce, contribuendo a rielaborare i "dolori" meno lontani), quanto più per concepire che viviamo nello stesso grande "acquario", che la sofferenza di ognuno ha pari dignità ovunque e che ciascuno, nei limiti delle proprie possibilità, può nel suo piccolo fare la sua parte.
il problema è che dopo la "tregua su gaza" in Italia non ne parla più nessuno, apparte Massimo
Quale occasione migliore per tenere lontano lo sdegno verso la prostrazione targata EU, il comemisveglio di Ciuffone, i siomismi in tutte le loro forme.
Se domani Bastoni decidesse di lasciare il calcio gli imporrebbero il bavaglio fino a domenica primo marzo, per poi fare esplodere il caso in tutta la sua vitale importanza.
60 anni di regressione culturale. E non è ancora finita.
Siate sempre capaci di sentire nel profondo ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario…
si spera che sia disponibile presto un cuore per un altro trapianto.
cioè si spera nella morte di un bambino per salvarne un altro.
ma anche il bambino donatore avrà una mamma e un papà,
però basta tenerli fuori dalla storia...
quindi tornando al tema dell'articolo, penso che la differenza stia soprattutto in quanto veniamo messi a contatto col dolore.
io credo che la maggior parte delle persone abbia una grande empatia
il problema è che viene deliberatamente soffocata da chi riesce a manipolare le nostre menti.
SAM #22
grazie
anche a me ha rotto le palle
Così è l'italiano medio.
Una volta che è sazio della spazzatura che gli dai da mangiare non si preoccupa più di quello che gli sta attorno.
Qualcuno ha mai visto un animale, anche feroce, rivoltarsi quando è a pancia piena?
Ne ho un esempio lampante quì in ufficio tutti i giorni.
Al di fuori del lavoro, tra i vari discorsi su argomenti futili il tema più "discusso" sono le Olimpiadi, per non parlare dell'onnipresente calcio.
La prossima settimana sarà Sanremo tra scandali e gossip.
Non ho mai visto o sentito nessuno fare approfondimenti sulle guerre in corso, scandali e fatti di cronaca eclatanti.
E parliamo di empatia?
Si rivolge sempre dalla parte dove soffia il vento.
Secondo me:
Opera una "legge" secondo la quale il coinvolgimento emotivo e' decrescente tanto piu' si allarga il cerchio:
famiglia, quartiere, citta', paese...
Questa e' una sorta di legge naturale che ammette eccezioni ma sono rarissime. Difficilmente questa legge potra' mai cambiare.
O meglio, non potra' annullarsi, ma dovrebbe essere possibile "appiattire" un po' la curva.
Poi ci sono le aberrazioni (quando la curva e' molto ripida):
1) Quando per il terzo "lontano" si prova indifferenza ("non me ne frega niente dei palestinesi").
2) Quando la priorita' assegnata alla propria cerchia vicina arriva ad alterare i diritti degli altri: familismo, nepotismo, ecc.
Poi naturalmente ci sono i media che sanno bene come gestire il volume delle emozioni: ora lo abbassano ("30 vittime oggi, ieri erano 36"), ora lo alzano zoomando su un singolo caso.
"...Poi naturalmente ci sono i media che sanno bene come gestire il volume delle emozioni: ora lo abbassano ("30 vittime oggi, ieri erano 36"), ora lo alzano zoomando su un singolo caso."
La vittima/target dei media è tenuta abilmente sospesa tra la consapevolezza della inevitabile necessità del sostegno della comunità, da cui dipendono la sua sopravvivenza e la sua sicurezza, e la precarietà e inaffidabilità dello stesso contributo, messe in luce sapientemente a ogni occasione, avendo cura di dare a intendere di occuparsi del lato umano della vicenda trattata.
È così che, con un lessico oramai collaudato, si diffonde e afferma lo stato d'animo di impotenza che tiene incatenato ogni singolo componente la comunità e consente di individuare, tenere d'occhio o reprimere le poche teste calde che osano ribellarsi e sfuggire a questo meccanismo.
... le vittime/target dei media soccombono compiacenti dietro il grande pifferaio...
... vi siete mai chiesti cosa ci tiene legati a questo sito?...
... la possibilità di agire in uno spazio disinfettato dalla cancrena mainstream!...
... perché una cosa è certa, anche se siamo spesso di idee diverse, siamo sempre accomunati dal luogo che ricerca la verità... spesso disillusi... ma qualcosa ci spinge a rifiutare il grande inganno e cercare pascoli puliti...
P.S. ... e con questo ho dato dei pecoroni anche ai luogocomunisti...
... non ci si deve mai sentire superiori agli altri...
... basta essere un po' meno inferiori e anche un guercio tra gli orbi è re...
Dire che “dobbiamo capire che siamo tutti figli dello stesso Dio, che originiamo tutti dalla stessa scintilla divina e che facciamo tutti parte dello stesso progetto” è solo una tua opinione, che non è dimostrabile ed è molto vicina a un'idea che sembra provenire dalla religione.
Idem per l'ultima frase: “Il percorso per arrivare a capirlo è iniziato, certamente, ma è ancora molto lungo”.
Come possiamo sapere che abbiamo un percorso da seguire e che dobbiamo arrivare da qualche parte?
Le persone hanno bisogno di dimenticare e non possono farsi carico del dolore altrui, e questo sta alla base della loro sopravvivenza, insieme agli istinti come la lotta o la fuga.
Pertanto, gli esseri umani distinguono automaticamente, inconsciamente e in modo del tutto naturale tra il bisogno umano di compassione e il limite biologico/psicologico della condivisione della sofferenza.
Se così non fosse, il loro organismo continuerebbe a produrre cortisolo e adrenalina, e quindi morirebbero di crepacuore o svilupperebbero patologie che porterebbero alla morte o alla disabilità.
Dieci giorni fa hai scritto che “ogni cittadino di questo pianeta ha COME MINIMO il dovere di cercare di migliorare la PROPRIA società”.
Anche qui... da dove nasce il tuo pensiero, la tua convinzione?
Di quale dovere stai parlando?
Nasciamo tutti prigionieri e servi, senza la possibilità di scegliere quale strada o quale vita intraprendere.
Il nostro percorso è scritto fin dalla nascita ed è costellato di obblighi (verso il sistema, non verso la società) e di insegnamenti, il cosiddetto indottrinamento o, se vogliamo, lavaggio del cervello.
E quando diventiamo adulti e finalmente comprendiamo qualcosa, è comunque molto difficile liberarci dagli insegnamenti sbagliati, correggere ciò che consideriamo sbagliato e riprogrammarci in modo da agire secondo i nostri nuovi standard e le nostre nuove convinzioni, cosa che, tra l'altro, pochissime persone fanno o sono in grado di fare.
Anche se la durata media della vita umana è di ottant'anni, è comunque un periodo troppo breve perché possiamo comprendere almeno in parte cosa ci sta succedendo e cosa ci circonda.
E quando moriremo, non resterà quasi nulla di noi, perché ognuno va per la sua strada e non gli importa di quello che dicono gli altri, perché ognuno ha bisogno della propria esperienza per capire se ciò che viene detto è vero o no.
Questo è uno dei motivi principali per cui la storia continua a ripetersi, generazione dopo generazione, e nulla cambia mai, perché non viviamo abbastanza a lungo per capire qualcosa e poi cambiarla su larga scala, se necessario.
Curioso commento che contiene anche, nel suo impeto, la risposta esaustiva ai quesiti posti:
"...ognuno ha bisogno della propria esperienza per capire se ciò che viene detto è vero o no. ..."
è un aspetto ancestrale dell' uomo.
i due asinelli sbranati dall' orso ieri sera erano la vita per l allevatore e per i bambini che li cavalcavano.
penso che nessuno qui possa provare lo stesso dolore dell' uomo. tutt' al più può provare ad identificarsi in loro.
ladige.it/.../...
non paragono gli animali agli esseri umani, ma penso che sia naturale soffrire di più per quelli del "gruppo" e penso che chiunque dovesse trovarsi davanti ad un incidente dove muore un proprio amico ed uno sconosciuto, le emozioni vadano pressochè in una direzione sola.
Saluti Kent, sono felice di aver trovato almeno un pezzettino di terreno in comune.
Col rinnovo della carta d'identità mi hanno chiesto di dichiarare il consenso, ho scritto no.
www.youtube.com/watch?v=Dyue8mnbSqU
Mi permetto di esprimere il mio ringraziamento per i vari commenti che ho letto in seguito a questo articolo, chiara dimostrazione che in questo sito si può essere liberi di esprimere le proprie opinioni anche confrontandosi in maniera dignitosa con altre persone che non si conoscono.
In relazione all'argomento in questione beh...davvero spaventoso vedere come le sofferenze vengono mercificate dai media per pilotare sentimenti e opinioni verso determinati obiettivi di coloro che hanno notevole potere.
Esprimo un mio desiderio profondo, che credo tutti coltivino, di voler un mondo dove non esistano più conflitti, sofferenze, assassinii, genocidi, malattie e perché no, non essere più soggetti alla morte.
Dio ci a fatti semplici e ignoranti, quindi la logica è che siamo qui per imparare e passare questo breve attimo di vita, cercando sempre di capire ed imparare, perché anche se non ci rendiamo conto, siamo in Purgatorio.
Purtroppo alcune religioni hanno soffocato la verità.
Consiglio a chiunque di credere in un'Entità superiore (non la IA) e di provare a chiedere tutti i giorni (ringraziando) di aiutarci a trovare la strada.
Se poi togliamo la nostra vanità e il nostro orgoglio, riusciremo a piangere paradossalmente, di più verso coloro che fanno e praticano il male. (Perché dovranno comunque rispornerne presto o tardi alla legge naturale di questo Universo)
Se abbiamo fede capiremo che tutti i poveri Bambini, Donne e Uomini distrutti dal male in tutti i secoli, sono morti inutilmente. Ma ci sarà sempre qualcuno che li accoglierà con Amore e li guiderà verso una nuova vita in un altro mondo più evoluto e sicuramente migliore di questo.
Consiglio a tutti di acquistare "IL LIBRO DEGLI SPIRITI" scritto dal medium Allan Kardec (Hippolyte Léon Denizard Rivail) anno 1857 da leggere e rileggere.
Sconsiglio vivamente di usare la tabella allegata e giocare cercando di parlare con gli Spiriti per molteplici ragioni.
Se tutti noi dovessimo riuscire a capire la vera essenza di questa vita, allora aumenteremmo le nostre frequenze e magari riusciremmo a cambiare in meglio questo Mondo, ma credo che il tempo è ancora lontano. "O magari no!?"
Mi scuso se non continuo perché spiegare tutto non basterebbe la memoria di questo sito
Un affettuoso saluto a tutti e basta così.
by Olindo
La mente da sola non se ne esce, se la dice e se la racconta. E' soggiogata dall'orgoglio, dalla saccenza e dall'egoismo. Se la mente non è illuminata dalla fede non può discernere correttamente ed ogni cosa sarà giusta e sbagliata allo stesso tempo. Conosciamo poco Dio e le sue leggi, troppo poco il suo Amore. Non ci sentiamo figli e nemmeno fratelli. Siamo orfani, smarriti nel caos e non ricordiamo quale sia la rotta verso casa. Siamo incoerenti e non possiamo portare frutti di pace e di giustizia se cancelliamo dalla nostra vita la fonte della vita, della giustizia, della bellezza e della pace.
Scusa se cazzeggio eh, ma per rispettare il prossimo non c'è necessità della fede, si può essere persone per bene anche senza credere in un dio.
*Schrodinger.
Uno dei tanti figli di mia Nonna si chiamava Edmondo Rossi ovvero mio Zio. E' stato fucilato dai Nazisti 8 giorni prima che finisse la seconda guerra mondiale, perché era un Partigiano.
Mia Nonna è vissuta ancora per molto, ma se non aveva la fede non so se sarebbe riuscita a sopportare tutto quello.
Sono d'accordo che : "si può essere persone per bene anche senza credere in un Dio" però se hai una certezza incrollabile (per svariate ragioni) come la mia, non hai più paura di andare nell'altro mondo e questo, credo, non sia poco
Per me non si tratta di credere, è molto di più.
Comunque abbiamo il libero arbitrio apposta, perché ognuno di noi dovrà passare le proprie esperienze e se fossimo legati al solo bene non capiremmo il male. Quindi se in questa vita sei buono, probabile che in quella precedente non lo eri.
Così va la legge naturale dell'esistenza di un'Anima o Spirito.
Ricordiamo che dentro di noi c'e sempre una cosa fondamentale che si chiama emozione e anche se gli studi magari dicono che è frutto del cervello, comunque se riusciamo a percepirla ci dirà sempre se sbagliamo o facciamo giusto. Perché noi non siamo il nostro cervello ma bensì la nostra Anima o Spirito, quello è il vero noi. Il resto è solo materia organica. Oppure per qualcuno, "Una veste"
Buonanotte a tutti
by Olindo
Chi non crede in nulla come chi crede nell'assoluto non sente il bisogno di dar vita a organizzazioni religiose che, storicamente, finiscono per sterminare centinaia di milioni di persone colpevoli di avere altro per la testa.
Siamo arrivati a parlare di Fede, forse siamo andati fuori tema? Nel caso proseguo sulla stessa rotta...(tanto Massimo non se ne accorge)
Qualche mese fa qualcuno aveva postato un video di un fisico americano, che parlava di spazio/tempo, di come le cose che vediamo sono frutto del nostro cervello, ecc...cose un pò difficili da pensare e comprendere.
Poi però aggiungeva che tutti i sensi nell'uomo gli sono stati dati esclusivamente per procreare.
Invece l'uomo che spende il suo tempo a cercare la verità, deve alimentarsi di più in quanto tale ricerca porta via più energie, ed è un uomo che vivrà meno.
Rispetto a queste affermazioni non ne ho tratto un pensiero rilegato alla fisica ma involontariamente la mente è andata alle stragi che colpirono i giudici Falcone e Borsellino e chi era con loro, hanno speso la loro vita nella ricerca della verità.
Credo che in passato la gran parte della popolazione era più semplice e indirizzata escludivamente verso la procreazione. La ricerca della verità era un lusso per una certa classe sociale, forse culturalmente più elevata. Oggi in Occidente abbiamo bene o male quasi tutti la pancia piena, e troviamo il lusso nell'avere tempo da dedicare alla ricerca della verità, trovo che anche questo vada contro al concetto di procreazione, ci hanno fatto diventare o siamo diventati forse troppo complessati o complottisti? Credo che in ogni tempo all'uomo non sia mai stata raccontata la verità, in quanto controproducente. Il vero progresso e benessere lo abbiamo avuto quando Fede, Lavoro e Famiglia erano concetti forti.
Personalmente, superati i cinquanta sto rifacendo catechismo, seguendo con interesse la traduzione letterale dei testi sacri fatta da Mauro Biglino.
Trovo che i dubbi da adolescente si risolvono oggi con queste letture, certo non si può dire che sia la verità assoluta, ma si uniscono tanti punti e ne viene fuori qualcosa di verosimile.
Comunque beato chi conserva una Fede incrollabile.
Per la semplice ragione che il nostro pianeta è troppo grande e popolato, 150 milioni di km² e 8 miliardi di esseri umani sono un po’ troppi per farci coinvolgere direttamente in ognuno dei milioni di drammi che si succedono ogni giorno.
Per cui invece di vivere superficialmente le tragedie a distanza di chi non conosciamo, è meglio partecipare realmente in maniera diretta alla comunità con cui condividiamo la nostra vita ogni giorno.
E lasciare che il mondo resti organizzato per comunità, il numero maggiore possibile, con le differenze maggiori possibili.
Poi certo, quando parliamo di guerre, anche lontane, il discorso cambia ed è giusto interessarsene, soprattutto quando a farlo per noi sono i mass-media, ma stai pure tranquillo che se oggi dovesse capitare qualche tragedia al nostro paese, ai palestinesi non fregherebbe una beneamata mazza, non sfilerebbero a Gaza con bandiere Proit e non chiederebbero le dimissioni dei propri governi, e questo non perché siano cattivi e insensibili, ma perché a differenza nostra non sono stati bombardati dalla propaganda del “villaggio globale” in cui tutto il mondo è casa tua (ovvero dei tuoi padroni), e tu hai il diritto di intervenire ovunque. In Palestina vivono ancora in funzione della propria comunità, come è bene che sia.
Sto leggendo l'ultimo segreto di Dan Brown.
I concetti su cui ha costruito la storia sono sinceramente molto interessanti e affascinanti.
Ne consiglio la. lettura se non altro per avere spunti di ricerca e approfondimento.
Coraggio, appena avrai tempo e voglia!
Esci esperienze!
Ma tra Dan Brown, la terza via e Dem'janovic il piccolo Domenico è mancato stanotte alle 5.30.
Giusto per ricordarlo, visto che la sua storia è stata utilizzata per questa discussione.
Buonasera
A volte gli orrori sono talmente profondi che non è necessario commentarli.
Se ne prende atto e si stende un velo di pietoso di silenzio.
Parlo per me ovviamente.
... il piccolo Domenico è andato nell'oltre...
... la sua famiglia dovrà elaborare la sua mancanza...
... un pensiero per loro...
... che la vita possa tornare presto a sorridervi...
... che l'oltre per Domenico sia un punto di passaggio...
... in questo lungo viaggio dell'umanità...
L’ipocrisia che sempre è esistita, ma che oggi sembra più evidente.
Un cane abbandonato, genera più indignazione di un bambino che non ha niente da mangiare…
Se il nostro cervello fosse in grado di prendersi carico di tutte le sofferenze del mondo con la medesima INTENSITA' (come se fossero tutti nostri figli e/o genitori), probabilmente ci suicideremmo tutti domani !!
Sinceramente trovo inopportuno questo paragone tra Domenico e i bambini Palestinesi (con tutto il rispetto per Mazzucco ... che magari ha voluto solo creare uno spunto di "riflessione filosofica"), specialmente per le allusioni (nemmeno poi così tanto velate) sul PERCHE' ci sarebbero tali differenze di trattamento tra un caso e l'altro.
Onestamente io non ritengo che sia una questione di "razzismo", di "bambini di serie A e altri di serie B", né che ognuno pensi solo alle persone a sé più vicine (culturalmente), fregandosene delle altre...
...o meglio: non è così che bisogna porre la questione agli occhi dei lettori (come una malvagità dell'uomo da estirpare!)...
Magari questo fattore esiste, ma non è una colpa (per cui si debba puntare il dito contro qualcuno per accusarlo di "cattiveria", di "insensibilità"... che deve "ancora elevarsi spiritualmente", ecc.... NIENTE DI TUTTO QUESTO! ... ma è fisiologico nella natura DI TUTTI quanti, nessuno escluso!! ... come giustamente sottolineato da Mazzucco).
Ad esempio:
► È normale che gli Argentini abbiano trattato i casi dei "Desaparecidos" molto più intensamente di quanto non lo si sia fatto qui in Italia (eppure anche noi ce ne siamo occupati, nella nostra misura... quindi non è che ce ne freghiamo di quelle povere persone scomparse!!).
► È diventato emblematico e ci siamo commossi anche per quel bambino morto con la faccia riversa sul bagnasciuga... o quell'altro che portava la pagella nel taschino del proprio giubbotto, per affacciarsi a una "vita nuova" che non è mai arrivata!! (entrambi affogati per il naufragio di un gommone)... EPPURE tali bambini non erano italiani (quindi cade ANCHE la tesi secondo cui saremmo maggiormente propensi ad entrare in empatia solo nei confronti di quelli "di casa nostra"!!).
Qualcuno vorrebbe insinuare che tutte le altre MIGLIAIA di esseri umani annegati nel medesimo modo (RIMASTI ANONIMI), valgano meno di questi due bambini? (che invece ci sono rimasti maggiormente impressi nella memoria).
... è una colpa il fatto che alcuni casi rimangano più impressi di altri?
► e che dire di quella classe di bambini (nel 2018) rimasta intrappolata per giorni in una grotta Tailandese col proprio maestro, durante le piogge monsoniche?? ... il fatto è accaduto dall'altra parte del mondo, in un posto sperduto, eppure il caso ha lasciato tutta l' Italia con il fiato sospeso per giorni!! (tutti i TG ne parlavano e tutti speravamo che ne uscissero vivi ... come poi fortunatamente è successo!).
Quindi, di nuovo: non c'entra la vicinanza alla nostra cultura o no (o la vicinanza spaziale).
Non c'entra il "razzismo" (o comunque vogliate chiamarlo!).
I fatti suscitano maggiore intesse perché sono particolari.... creano "patos", "suspense", ecc.
► e la foto di quell'avvoltoio che sta puntando a un bambino africano scheletrico, nell'attesa che muoia per poterselo mangiare?
Quanti altri bambini sono morti nella medesima condizione, ma dei quali non abbiamo avuto nessuna foto da guardare... che suscitasse la nostra commozione?
► e potrei andare avanti, con esempi analoghi, per altre Nazioni (ognuno che - giustamente - si preoccupa MAGGIORMENTE per le cose a lui più vicine o che si preoccupa a casi internazionali emblematici, che spiccano per la loro particolarità e capacità di generare "suspense" o "toccare le corde giuste" della sensibilità).
Magari susciterò l'indignazione di qualcuno... ma purtroppo non è una storia "strana / atipica" il fatto che in una guerra urbana muoiano civili e bambini (anzi: purtroppo sono proprio le conseguenze che ci si aspetta da una guerra di questo tipo!).
Quindi, per quanto ci si indigni degli orrori di una guerra, per quanto si cerchi di affrontare i singoli casi per dare "umanità ai singoli episodi", poi tutto questo finisce col diventare un attività ripetitiva verso la quale si è impotenti e non si sa come rispondere/intervenire.
È anche fisicamente impossibile dare a ciascuna di queste vittime l'attenzione e il "racconto drammatico strappalacrime" che certamente ciascuno meriterebbe di ricevere singolarmente!! (Stessa cosa dicasi per le storie dei prigionieri morti nei campi di concentramento nazisti: non tutte le storie sono state approfondite nel medesimo modo! La gran parte di loro nemmeno sappiamo chi siano... sono solo "numeri" ... milioni di morti... e basta! ).
La storia di Domenico, quindi, desta particolarmente scalpore per le caratteristiche intrinseche alla storia stessa (duplice "errore umano" dei medici a cui ci si era affidati; impotenza nel poter porre rimedio a tali errori; attesa della morte del bimbo senza poter fare niente; indignazione; malasanità; ecc.).
Lo stesso avvenne per quel bambino degli anni '80 caduto nel pozzo: non fu né il primo né l'ultimo caso di bambino morto in un pozzo, eppure la sua storia divenne emblematica! (e tutt'oggi se ne parla!).
Non è che gli altri bambini morti nei pozzi VALGANO MENO di Alfredino (questo era il suo nome), però lui è passato alla storia e altri no; mi spiace per le altre decine di bambini morti nei pozzi che, pur sempre ITALIANI, non hanno però avuto questo "onore" (... quindi niente "bambini di serie B" in quanto stranieri! ... parliamo sempre di italiani! ... che però non hanno avuto l'attenzione che è stata riservata ad Alfredino!).
Persino nelle vite degli uomini (7 miliardi di persone)... alcuni passano alla Storia e altri no! (la stragrande maggioranza, purtroppo!).
La storia di Domenico spopola perché ha delle "caratteristiche narrative" che le danno un "boost" in più rispetto ad altre tragedie che accadono quotidianamente nel Mondo (fissandola nei ricordi di una collettività, anziché farla andare perduta come "una qualsiasi altra vicenda di cronaca" quotidiana ... o cronaca di guerra).
Forse il nostro cervello ha anche bisogno di questi "casi emblematici", da "immagazzinare nei propri archivi dei ricordi", per poterli gestire meglio... anziché un generalizzato e PIATTO dispiacere per tutti, in modo "equo e solidale".
Forse saremmo degli Esseri apatici se davvero puntassimo ad avere una società così costituita (composta da individui "talmente elevati moralmente" - ironico -, da avere sentimenti uguali per tutti).
Da questa stessa caratteristica comportamentale umana che qui in questo articolo si critica (almeno così mi è parso di percepire), scaturiscono invece delle QUALITA' umane e animali ENORMI!! (come l'attaccamento alla prole, l'amore di una madre!, l'amore per una compagna, il sacrificio per gli altri, la lotta per una causa, l'eroismo, ecc.).
Insomma: il motore principale che scrive l'intera Storia Umana!, scaturisce dalla disparità emotiva/sentimentale che riserviamo a COSE e PERSONE !!! (senza tale disparità di trattamenti, saremmo forse tutti morti da un pezzo!)
NOTA: alcune teorie sugli "alieni grigi", considerano questi esseri proprio come una specie super-avanzata (forse Umani stessi - provenienti dal futuro o da una dimensione parallela), che hanno tentato di "elevarsi" nel campo delle emozioni, ma - come Icaro - hanno finito per compromette le loro capacità emozionali (diventando freddi, sterili e apatici); così, ora, essi stanno tentando di rimediare a questo loro errore ricorrendo allo studio e all'ibridazione con gli umani (quelli del nostro tempo / della nostra dimensione), che sono ancora "intatti" da questo punto di vista (per cercare di ripristinare quanto hanno perduto, per loro stessa mano!! spinti da ambizioni eccessive sul perfezionamento della loro Natura!!).
Cioè, questo per dire: quando criticate una caratteristica umana (e non solo umana, ma anche animale) rendetevi conto di quello che state criticando e di cosa comporterebbe RIMUOVERE tale caratteristica da noi stessi!! (se fosse davvero un BENE o un MALE!).
► Allora che dire dei bambini Ucraini? ... io non mi sognerei mai di dire che Mazzucco o altri in questo forum li abbiano meno a cuore dei bambini Palestinesi (sono morti anche loro!).
► Oppure i terribili genocidi che si perpetrano in Sudan, Congo, Somalia, ecc... per i quali non si è speso nemmeno mezzo articoletto di pietà da parte di nessuno.
Se dovessimo continuare con questo approccio critico, nei confronti del comportamento degli umani (e della loro presunta natura "maligna" in quanto "fanno distinguo emotivi" e "discriminazioni affettive"), allora vale tutto...
Possiamo anche arrivare a dire che abbiamo voluto più bene a un cane (esempio: Balto) o a un piccione (Cher Ami), perché questi animali hanno vissuto una vita come delle Star, gli sono state conferite delle onorificenze, delle medaglie, e sono passati alla Storia per i loro gesti "eroici", ... mentre ci sono dei bambini che muoiono nelle baraccopoli (e non se li fila nessuno!).
Rin Tin Tin e Lassie hanno la stella sulla "walk of fame" di Hollywood, mentre la gente muore di fame nei paesi del terzo mondo...
e gli animali che mangiamo? (la storia di Bambi non ci ha insegnato nulla?).
Spiaccicare una zanzara è da insensibili?
I monaci di un'antica religione indiana (Jainismo), utilizzano una scopa davanti a sé, ad ogni passo che fanno, per spostare qualsiasi forma di vita che dovesse trovarsi sul loro cammino (per evitare di schiacciarla accidentalmente!!). ... FOLLIA!!
Mi verrebbe da chiedere a tali monaci: - "scusate, ma di che cosa vi nutrire voi, se non di altri esseri viventi? (come chiunque sulla Terra!)" ... - "qualsiasi sottrazione all'ambiente voi facciate (anche la luce, proiettando l'ombra dei vostri corpi) arreca un danno a un potenziale "qualcuno" che avrebbe potuto esserci e che invece non c'è, in quanto ci siete Voi!!"
Cioè, signori: QUESTA È LA VITA!! (facciamocene una ragione ... anziché diventare paranoici come i "monaci Jainisti").
Rin Tin Tin è stato un cane fortunato (con la Stella ad Hollywood) ... mentre un bambino umano, purtroppo, vive nella miseria...
Magari lo stesso bambino nella miseria, avrebbe potuto avere una vita ancora peggiore, se Rin Tin Tin non gli avesse fatto compagnia, ascoltandolo dalla radio nella sua baracca (che ne sai?).
In tal caso, sarebbe stato un bene o un male evitare la comparsa dell'idolo "Rin Tin Tin", in nome e per rispetto dei bambini che muoiono di fame?
Ci sono casi che diventano più importanti di altri (come abbiamo visto: persino animali che superano di importanza gli uomini! - come anche la "cagnolina Laika")... ma non c'entra NULLA né il razzismo, né la vicinanza/lontananza da noi (spaziale e/o culturale) né la nostra cattiveria o insensibilità.
Questo il mio parere.
Spero di aver convinto qualcuno e di aver ridotto l'odio fra gli umani manifestando questo mio pensiero (non è la "cattiveria" che porta gli umani a fare questi "distinguo" da caso a caso! ... ed è NORMALE che sia così ... non va corretto questo comportamento/peculiarità!).