Un altro articolo inviato dai lettori
di Stefano Botta (utente kazan)
Balzac, nel suo capolavoro "Le illusioni perdute", fa dire al suo personaggio mefistofelico Carlos Herrera (che poi diventerà, significativamente, capo della polizia francese): "Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata - la storia ad usum delphini - e la storia segreta, dove si trovano le vere causa degli avvenimenti, una storia vergognosa".
Questa riflessione del grande scrittore francese induce ad alcune domande. La storia vergognosa noi l'abbiamo mai studiata? Se la storia scritta dai vincitori diventa la storia ufficiale, cosa ci hanno insegnato nelle nostre scuole occidentali? Ci hanno tramandato la verità degli avvenimenti o piuttosto la storia ad usum delphini? E' possibile che la storia che tutti conosciamo sia un falso storico? E qual è il significato della storia se noi abbiamo conosciuto solo la storia ufficiale e non l'altra, più veritiera?
Breve serie di citazioni e discorsi di Robert F. Kennedy, il senatore assassinato a Los Angeles il 5 giugno 1968.
[questo articolo fa parte di quelli da me "sollecitati" ai nostri utenti]
di Ciro Pirone (utente Kurus)
Dalla CIA a Platone, dai diluvi antichi fino al 2046. Un viaggio nella possibilità che la nostra civiltà non sia la prima… e forse nemmeno l’ultima.
Immagina di scoprire che la storia dell’umanità non è una linea retta, ma un ciclo. Civiltà che sorgono, accumulano conoscenza, costruiscono monumenti, mappano il cielo… e poi vengono cancellate da eventi così devastanti da lasciare solo piccoli gruppi di sopravvissuti, costretti a ricominciare quasi da zero.
Quello che chiamiamo “inizio della civiltà” potrebbe essere soltanto l’ultimo riavvio. Sembra fantascienza. Eppure questa ipotesi emerge dall’incrocio tra documenti declassificati, testi antichi, miti del diluvio presenti in tutto il mondo, siti archeologici fuori scala e anomalie geofisiche oggi misurabili. Non è necessario credere a tutto. Ma quando i pezzi iniziano ad avvicinarsi, il quadro diventa difficile da ignorare.
E il primo pezzo non viene da una piramide. Viene dagli archivi della CIA.
Scritto da Francesco Ierardi, “L’alieno dietro la leggenda” è un libro che esplora l’affascinante connessione tra miti e leggende di diverse civiltà ed epoche, sostenendo l’idea che molte di queste storie possano essere interpretate come resoconti di incontri con forme di vita extraterrestre.
Quello che segue è il capitolo del libro intitolato IKTOME, IL MESSAGGERO. Si riporta la leggenda di Iktome, così come fu raccontata dai Sioux a Richard Erdoes, uno storico americano esperto di storia dei pellerossa. La leggenda descrive e anticipa l’arrivo dell’uomo bianco nelle praterie americane.
In corsivo la leggenda originale raccontata dai Sioux, in grassetto i commenti dell’autore del libro.
L'Occidente capitalista e colonialista per secoli ha rapito i bambini dei cosiddetti "selvaggi".
di Sonia Savioli
Non è una novità. La civiltà basata sul dominio, il profitto, lo sfruttamento di umani e natura, cioè la società in cui viviamo, non tollera altre civiltà, e chi sceglie di far crescere i propri bambini nell’affetto, nella libertà, nella natura, nella salute è, di fatto, un nemico della civiltà del dominio. E’ un nemico del sistema.
Il sistema progreditissimo dell’ignoranza e del conformismo servile veicolati da quella che chiamano “istruzione”; del bullismo fomentato da diseguaglianza, frustrazione, mancanza di affetto e attenzione nelle famiglie; delle malattie e dei miliardi procurati da vaccini e farmaci. Il sistema della competizione sociale a tutto spiano e del denaro come unico obiettivo e scopo della vita.
Non è una novità. Il sistema si difende dai buoni esempi, perché i buoni esempi sono contagiosi ed esiziali per un sistema cattivo. Non porta via i bambini dei boss mafiosi, perché i boss mafiosi fanno allegramente parte del sistema mafio-capitalista in cui viviamo. Strappa i bambini a chi vuole farli crescere in maniera alternativa al sistema. Costoro sono un pericolo, e tanto più sono un pericolo nel tempo attuale in cui disagio, scoraggiamento, repulsione verso la società in cui viviamo sono i sentimenti di molti, che cercano nuovi modelli di vita e guardano con attenzione e speranza a chi quei nuovi modelli li sta sperimentando e vivendo.
Non è una novità. La civiltà capitalista, colonialista, contronatura, per secoli ha rapito i bambini dei cosiddetti “selvaggi”.
Franco Fracassi presenta la sua collana in 12 volumi intitolata “Nei secoli brevi”. Uno sguardo a volo d’uccello sugli ultimi 120 anni della storia mondiale.
di Alessio Mannino
Giù le mani da Pier Paolo Pasolini. Come tutti gli anniversari di personaggi che hanno lasciato un segno, questo cinquantennale della morte è stata l’occasione per ammazzarlo di nuovo, a furia di retorica ipocrita e strumentalizzazione di parte. A sinistra, limitandosi al compitino del ritratto agiografico, con le solite formulette dell’intellettuale “irregolare”, “scandaloso” e via veltroneggiando.
Pasolini, prima di tutto un artista
A destra, dopo che la Meloni ci aveva già provato nel 2021 definendolo artefice di un “manifesto politico, conservatore” e di un pensiero “profondo e diffuso che innerva la destra italiana” (Io sono Giorgia), tal Federico Mollicone presidente della Commissione Cultura è tornato alla carica, arrivando a etichettarlo come “fascista”. Del resto, si sa: i morti non possono più difendersi.
di Pierluigi Palazzi
Nato a Brescia nel '29 e morto nel 2020, è stato il contrastatissimo, contestato promotore del cosiddetto neoparmenidismo, definizione che in verità gli stava pure stretta, e cioè dell’eternità dell’ente. In linea ma anche in discontinuità col filosofo di Elea, Severino richiamava alla logica implacabile dell’eternità dell’essere già espressa appunto da Parmenide duemila anni fa: secondo l’eleate, dacché l’essere non può MAI trasformarsi nel proprio contrario, e non può finire o provenire dal nulla pena la coincidenza, assurda logicamente, tra essere e nulla, Parmenide concludeva che dunque l’essere fosse eterno. Assistendo però noi allo ‘’spettacolo’’ o al panorama del divenire altro/nulla degli enti, ne consegue necessariamente, aggiungeva sempre Parmenide, che il tutto fosse legato alla ''doxa'', cioè l’opinione ovvero l’illusione dacché il mondo dell’essere non può essere in nessun caso coinvolto/scalfito nel divenire. Ergo il divenir altro appunto a cui assistiamo, secondo Parmenide non può essere altro che doxa, errore...
Ed è qui che subentra, con una dose di scandalo che gli costò l’espulsione dalla Cattolica di Milano per incompatibilità del suo pensiero con la fede cristiana (motivo per cui fondò la facoltà di filosofia a Venezia), il pensiero di Severino che, ricollegandosi alla logica parmenidea dell’essere eterno, confuta però quello che parrebbe impossibile da smentire: cioè la certezza che assistiamo davvero al divenire delle cose.
Il capo del controspionaggio della CIA, James Angleton, aveva plasmato in segreto le relazioni tra Stati Uniti e Israele. Nuovi file desecretati fanno luce sul suo sconsiderato tradimento che aveva favorito il furto di materiale nucleare statunitense e le operazioni di spionaggio globale da parte di Israele.
di Kit Klarenberg e Wyatt Reed
Il veterano capo del controspionaggio della CIA James Angleton supervisionava segretamente un giro di spionaggio di alto livello che coinvolgeva emigrati ebrei e agenti israeliani senza “alcuna autorizzazione” da parte del Congresso o della stessa CIA, secondo i documenti recentemente declassificati pubblicati nell’ambito dell’impegno dell’amministrazione Trump a divulgare tutte le informazioni disponibili sull’assassinio del presidente John F. Kennedy.
I file gettano una nuova e inquietante luce su una spia descritta dallo storico Jefferson Morley come “un architetto di primo piano della relazione strategica dell’America con Israele”, descrivendo il ruolo di Angleton nel trasformare il Mossad in una temibile agenzia con portata globale, favorendo Israele nel furto di materiale nucleare statunitense e proteggendo i terroristi sionisti.
Era una mattina tersa e luminosa. Un venticello leggero rendeva piacevole la giornata estiva. Lungo il ponte camminava una donna. Teneva per mano la sua bambina, che saltellava allegra al suo fianco. La bambina chiese: “Mamma, me lo compri il cappellino?” “Certo che te lo compro. Ma non oggi, lo prendiamo per il tuo compleanno”. “E quand’è il mio compleanno?” chiese la bambina. “E’ fra dieci giorni”. La bambina tacque per un attimo, poi disse: “E quanti sono dieci giorni, mamma?” La mamma paziente rispose “Dieci giorni sono domani, poi domani, poi ancora domani, così per dieci volte”. La bambina sorrise soddisfatta. Poco più avanti camminava un uomo ricurvo. Era già avanti negli anni. Stava andando al mercato rionale. Nelle sua testa, ripassava la lista delle cose da comperare: pane, mele, un pò di carote, forse un bel pesce da cucinare in famiglia. In quel momento passò una signora in bicicletta, che salutò l’anziano signore. L’uomo rispose con un sorriso gentile e con un gesto della mano. Chiaramente si conoscevano.
Interessante ricostruzione del caso Sigonella da parte di Giovanni Minoli (a partire da 6:48). Se avete poco tempo, consiglio di vedere comunque l’intervista a Craxi a partire da 59:30.
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