Cari colleghi,
Ho deciso di lasciare Anthropic. Il mio ultimo giorno sarà il 9 febbraio.
Grazie. C’è così tanto qui che mi ispira e che mi ha ispirato. Per citarne solo alcune: il desiderio sincero e la determinazione di esserci in una situazione così impegnativa, aspirando a contribuire in modo incisivo e integro; la disponibilità a prendere decisioni difficili e a difendere ciò che è giusto; una quantità quasi irragionevole di brillantezza intellettuale e di determinazione; e, naturalmente, la profonda gentilezza che permea la nostra cultura.
Qui ho realizzato ciò che desideravo. Sono arrivato a San Francisco due anni fa, dopo aver concluso il mio dottorato, con il desiderio di contribuire alla sicurezza dell’AI. Mi sento fortunato per aver potuto contribuire a ciò che ho fatto: comprendere la compiacenza dell’AI e le sue cause; sviluppare difese per ridurre i rischi legati al bioterrorismo assistito dall’AI; portare concretamente queste difese in produzione; e scrivere uno dei primi casi di studio sulla sicurezza dell’AI. Sono particolarmente orgoglioso dei miei sforzi più recenti per aiutarci a incarnare i nostri valori attraverso meccanismi interni di trasparenza; e anche del mio progetto finale, volto a comprendere come gli assistenti AI possano renderci meno umani o distorcere la nostra umanità. Grazie per la fiducia.
Tuttavia, mi è chiaro che è giunto il momento di andare avanti. Mi ritrovo continuamente a fare i conti con la nostra situazione. Il mondo è in pericolo. E non solo a causa dell’AI o delle armi biologiche, ma per una serie di crisi interconnesse che si stanno dispiegando proprio ora. Qualcuno la definisce una “policrisi”, sostenuta da una “meta-crisi” 1. Sembriamo avvicinarci a una soglia in cui la nostra saggezza deve crescere nella stessa misura della nostra capacità di incidere sul mondo, se non vogliamo subirne le conseguenze. Inoltre, nel corso del mio tempo qui, ho visto ripetutamente quanto sia difficile lasciare davvero che i nostri valori guidino le nostre azioni. L’ho visto in me stesso, nell’organizzazione — dove affrontiamo costantemente pressioni a mettere da parte ciò che conta di più 2— e nella società più ampia.
È nel sostare dentro questa situazione, e nell’ascoltare al meglio delle mie possibilità, che ciò che devo fare diventa chiaro 3. Voglio contribuire in un modo che sento pienamente integro, e che mi permetta di mettere in gioco più pienamente le mie peculiarità. Voglio esplorare le domande che sento davvero essenziali, quelle che — direbbe David Whyte — “non hanno il diritto di andarsene”, le domande che Rilke ci implora di “vivere”. Per me, questo significa andarmene.
Cosa verrà dopo, non lo so. Mi è caro il celebre detto Zen: “non sapere è la cosa più intima”. La mia intenzione è creare spazio, mettere da parte le strutture che mi hanno sostenuto in questi anni e vedere cosa possa emergere nella loro assenza. Mi sento chiamato a una scrittura che affronti e abiti pienamente il tempo e il luogo in cui ci troviamo, e che accosti la verità poetica alla verità scientifica come modalità di conoscenza ugualmente valide — entrambe, credo, essenziali nello sviluppo di nuove tecnologie 4. Spero di intraprendere un percorso di studi in poesia e di dedicarmi alla pratica di una parola coraggiosa. Sono anche entusiasta di approfondire la mia pratica di facilitazione, coaching, costruzione di comunità e lavoro di gruppo. Vedremo cosa si dispiegherà.
Grazie, e addio. Ho imparato così tanto qui e vi auguro il meglio. Vi lascio con una delle mie poesie preferite, The Way It Is di William Stafford.
Buona fortuna,
Mrinank
Così stanno le cose
C’è un filo che segui.
Attraversa le cose che cambiano.
Ma lui non cambia.
Le persone si chiedono cosa stai inseguendo.
Devi spiegare cos’è quel filo.
Ma per gli altri è difficile vederlo.
Finché lo tieni in mano non puoi perderti.
Accadono tragedie; le persone soffrono
o muoiono; e tu soffri e invecchi.
Nulla di ciò che fai può fermare lo scorrere del tempo.
Non lasci mai andare il filo.
William Stafford





Chi ha letto le opere di Seneca, Marco Aurelio, Epitteto (trascritte dal discepolo Arriano di Nicomedia in realtà) o le più modeste di Pigliucci e Holiday, coglie appieno il senso di questi splendidi versi.
Non postare altro, che non sia frutto del tuo pensiero.
Grazie.
Odio l'ipocrisia
Stavo scrivendo qualcosa di molto più duro, ma devo dire che tu sei stato molto più diplomatico.
evito il mio commento, per non urtare la sensibilità di nessuno.
Per la poesia passo...sono persona troppo grezza e pratica per apprezzare le paturnie scritte a cazzo di un poeta.
Questo qui si è messo in proprio.
Tutto qua.
E' proprio bella questa lettera.
Sharma invece molla il colpo ed esce di scena, non fonda la propria IA. Vuole recuperare i valori che stiamo perdendo:
“La mia intenzione è creare spazio, mettere da parte le strutture che mi hanno sostenuto in questi anni e vedere cosa possa emergere nella loro assenza. Mi sento chiamato a una scrittura che affronti e abiti pienamente il tempo e il luogo in cui ci troviamo, e che accosti la verità poetica alla verità scientifica come modalità di conoscenza ugualmente valide — entrambe, credo, essenziali nello sviluppo di nuove tecnologie.”
E' una chiamata importante per tutti. Restiamo umani.
- Un'ex ricercatrice di OpenAI che si è dimessa questa settimana, in parte a causa dei timori legati all'uso della pubblicità su ChatGPT, ha dichiarato a BBC Newsnight di sentirsi "molto nervosa all'idea di lavorare nel settore".
Zoe Hitzig ha affermato che le sue preoccupazioni derivavano dai possibili impatti psicosociali di un "nuovo tipo di interazione sociale" non ancora compresi.
Ha notato "segnali premonitori" che la dipendenza dagli strumenti di intelligenza artificiale era "preoccupante" e poteva "rafforzare certi tipi di illusioni", oltre ad avere un impatto negativo sulla salute mentale degli utenti in altri modi.
"Creare un motore economico che trae profitto dall'incoraggiamento di questo tipo di nuove relazioni prima di comprenderle è davvero pericoloso", ha continuato.
"Abbiamo visto cosa è successo con i social media", ha detto, osservando che "c'è ancora tempo per creare le istituzioni sociali, le forme di regolamentazione che possano effettivamente governare tutto questo". È stato, ha detto, un "momento critico". -
Da qui:
www.bbc.co.uk/news/articles/c62dlvdq3e3o
PS - Segnali che i ricercatori di queste ultime generazioni si preoccupano per le possibili ripercussioni negative sugli altri delle loro invenzioni, e mettono in soffitta Fermi & c. ?
Questo sarebbe un vero e proprio cambio di marcia per l'essere umano: il manifestarsi e prevalere della consapevolezza.
Se si lavora in ambiti dove si ha necessità di fare molti calcoli e molta ricerca, è sicuramente di grande aiuto e ben venga ma a noi, nel nostro quotidiano, cosa serve?
Io, piccola libera professionista, lavoro con software altamente specializzati e quello che fanno è più che abbondante, e non ho capito a cosa mi serve avere l'assistente IA per esempio su Acrobat Reader, oppure il Copilot in Word e il riassunto all'inizio dei motori di ricerca del web riporta un minestrone dei primi 2-3 siti più indicizzati e il più delle volte non è ciò che mi interessa e cerco.
Parlo con le persone e il ... lo ha detto chat gpt ... o l'ha detto l'intelligenza artificiale ... esce fuori ogni tre per due.
Vedo intorno a me una tale confusione che, spegnere tutto e andare a fare un po' di giardinaggio diventa un vero e proprio sollievo.
Ecco perchè, doppiamente, dobbiamo tenere in considerazione l'allarme che hanno lanciato.
Devi solo pensare a cosa fa.
Controlla il testo, ti fa le correzioni, ti suggerisce delle variazioni, ti fa il riassunto, te lo spiega in parole semplici ma per farlo deve leggere il tuo testo, memorizzarlo sul suo server e analizzarlo.
In sintesi con il tuo permesso si fa i cazzi tuoi, sorveglia cosa leggi o scrivi, e in casi estremi, fa segnalazioni se il tuo testo è sgradito.
Ma possiamo farci un'idea del mittente.
Quest'uomo ha 28 anni ed è di origine indiana.
Ha studiato in Inghilterra, a Oxford e Cambridge.
E solo questo, di per sé, è tutto un programma.
Ha lavorato nel campo dell'apprendimento automatico e della sicurezza dell'intelligenza artificiale:
Il machine learning (apprendimento automatico) è un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale che consente ai computer di apprendere dai dati e migliorare le proprie prestazioni in compiti specifici senza essere esplicitamente programmati. Utilizza algoritmi per identificare modelli (pattern) e relazioni in grandi set di dati, creando modelli predittivi o descrittivi.
Anthropic (2023 - febbraio 2026): Leader del Safeguards Research Team, focalizzato sulla riduzione dei rischi dei modelli IA (in particolare Claude), difese contro il "jailbreak", il monitoraggio dell'abuso dei modelli e la ricerca sulla "sicurezza".
Ha collaborato anche con la Banca Mondiale e durante il dottorato, ha lavorato su modelli bayesiani per valutare l'effetto degli interventi non farmaceutici sulla trasmissione del COVID-19, collaborando con gruppi come il Scientific Advisory Group for Emergencies (SAGE) del Regno Unito.
Non serve essere un genio o un ricercatore per capire che l'intelligenza artificiale è la prossima grande minaccia per il mondo. O forse sì?
Se lo dice e lo spiega uno qualsiasi, è una stronzata e nessuno dà credibilità alle sue affermazioni, ma se lo dice una persona del settore, allora è molto probabile che tutti diranno: sì, sì, è vero.
È tutto così assurdo.
Non so cosa significhi esattamente "restiamo umani", ma Mrinank Sharma è ancora "umano"?
D'altra parte, siamo quelli che " ... anche se non conosciamo", abbiamo sempre detto che l'intelligenza artificiale non esiste, che l'intelligenza o è umana o non è, che la tecnologia è un'altra cosa, che solo se si parte dalla propria intelligenza si capisce, anche senza conoscere tanto di tecnologia, che farla passare per intelligenza è un modo di imbrogliare per fini che puliti non possono essere. Che non significa rifiutare a priori la tecnologia, ma solo continuare a usufruire degli strumenti che la nostra intelligenza ci mette a disposizione, per valutare liberamente invece di lasciarci imbambolare da quella che resta comunque "macchina".
Continuo a ritenere che la "confusione" sia nutrita anche dall'illusione di una comodità: appurato che a volte è pesante farsi carico della propria umanità, viene più "comodo" robotizzarsi.
Ma non sono sicuro sulla sua interpretazione finale come un richiamo all' "Restiamo umani."
Il testo è alquanto criptico ma per fortuna ha messo le "note".
Li sto cercando senza successo ma se qualcuno li trova è pregato di linkarli.
Discuterne senza leggerli ha poco senso vista la cripticità del messaggio.
Comunque potrebbe essere qualcosa di "grosso" perché Antropic è accreditata come l'azienda più "etica" del campo.
Se ha visto così tanta merda dentro quella azienda da decidere di andare a coltivare patate per non sentirne più parlare...
Il resto delle aziende è molto peggio.
EDIT:
Qualcuno in rete menziona una collaborazione iniziata da poco tra Antropic e Palantir.
Per chi non sa cosa sia Palantir è un'azienda di IA-Machine Learning recentemente balzata alle cronache per aver fornito ad Israele "sistemi predittivi" per scovare bersagli Jadisti da colpire con missili nella striscia di Gaza. Ma è molto più di questo.
Già il fatto di “misurare” l’intelligenza con il cosidetto QI è una cosa stupida poiché presuppone che si tratti di un qualcosa che rientra nella Fisica , qualcosa di materiale quindi, non di pensiero collegato a sensazioni ed emozioni, caratteristiche che Cartesio definiva res cogitans (le cose pensate).
La macchina poi elabora esclusivamente dei bit (si/no, l’elettrone passa o non passa) in maniera discontinua, fatta cioè di singole particelle e singoli cambiamenti dello stato complessivo degli interruttori; non si deve confondere il cervello con la mente, cioè la nostra realtà fisica discontinua con gli altri stati di esistenza di cui questa è solo un aspetto ridotto (mi riferisco agli stati di sovrapposizione quantistica).
Basterebbe comunque considerare che all’AI mancano l’intuizione e la fantasia.
-ZR-
Appunto.
A parte i rischi tipo SKYNET per capirci, molto banalmente io continuo a chiedermi ma perchè devo sopportare il costo e l'impatto, anche ambientale, di questa tecnolgia.
A cosa mi serve?
Per sostituire i call center?
Ma fosse per me si tornerrebbe agli uffici con gli sportelli.
Lui
Questo non toglie che tutte le sue denunce e distorsioni sul sistema IA siano del tutto fondate.
Mia opinione.
… è vero che il mio mondo è lontanissimo da questo…
… ma anche la poesia ermetica tibetana è più interpretabile di questa lettera…
… “non sapere è la cosa più intima”… appunto… devo essere molto molto intimo…
… anni fa pensavo che IA fosse Ignoranza Artificiale... avevo ragione…
… anche se poi la riflessione su queste macchine è cambiata…
… è diventata più “intima”…
… se prendo il cacciavite e smonto la macchina, avrò un’ammasso di inutile ferraglia…
… se invece la rimonto… no, meglio di no…
… ho avanzato dei pezzi che... non stanno dentro nemmeno a martellate…
… eppure, prima di trasformarla in un inutile puzzle metallico, funzionava…
… mi rispondeva, sembrava viva… dava delle risposte alle mie domande più intime…
… anche un’aereo smontato è solo un’inutile ammasso di ferraglia…
… ma se sai ricomporlo esattamente, pezzo dopo pezzo, poi… potrà volare…
… la sottile differenza che passa tra un’ammasso inutile e confuso di rottami metallici…
… e una magica combinazione che… dà vita a ciò che mai avresti creduto possibile…
… eppure è solo materia inerte, senza vita e senza speranza…
… mi son sempre chiesto: chissà se gli aerei provano emozione in volo…
… ora mi chiedo: chissà se una macchina a cui manca la cosa più intima…
... potrà mai saperne di amare...
Senza sapere cosa sta covando AI per il nostro futuro, ma appunto per prevenire e allontanarci da eventuali e diversi pericoli, già presenti oggi nelle nostre città, periferie e provincie, perchè non cominciare a pensare seriamente ad iniziare a popolare quei borghi abbandonati da anni?
Ritornare ad avere veri rapporti umani, di comunità, e abbandonare ogni forma di inutile tecnologia e tenere solo l'essenziale (telefono stupido). Occuparsi del territorio e anche vivere di quello che la terra può dare, siamo ancora in grado di tornare indietro, come facevano i nostri nonni?...se dovessimo mai riuscirci...ci verrebbero a rompere gli zebedei...Ma voi qui che fate!? (vedi famiglia nel bosco)
La Calabria come regione ultima in Italia, come dicono spesso in tv, ma forse come i borghi isolati, lontana da essere contaminata da tecnologie malsane e inutili.
En passant ricordo che 200 anni fa Mary Shelley, una ragazzina londinese, scrivendo un racconto diede vita al mito di Frankenstein.
A parte, forse, alcuni ambienti screditati di cui siamo soliti liberarci con le spicce, in odore di magia, di stregoneria e affini, non sappiamo nulla della vita, non siamo nemmeno in grado di formularne una definizione soddisfacente.
Tra coloro che si sono immersi nei meandri delle possibilità delle AI alcuni si sono spaventati, molto.
E se ci preparassimo a qualche spiazzante e didattica sorpresa?
... è lì che abitiamo... e fuori... fa ancora freddo...
In rete ci sono altre fonti, ma propongo a chi fosse interessato 3'40" del primo e 3', iniziali, del secondo di questi due video di Giorgio Rossi:
www.youtube.com/watch?v=7oUTqHtc2RU
www.youtube.com/watch?v=6ZgXo_X4eds
Chi volesse ragguagli sulla personalità e la formazione di questo autore:
www.youtube.com/watch?v=h-K2Rr69FOo
… avremo un’ammasso di cellule, ossa, muscoli e sangue di pari peso e quantità…
… ma solo quello “assemblato correttamente” avrà vita…
… per arrivare a questo ci sono voluti migliaia di anni di evoluzione...
… se confrontiamo una IA con il suo equivalente informatico smontato…
… avremo un’ammasso di dati, algoritmi e hardware di pari peso e quantità…
… ma solo quello “assemblato correttamente” avrà “vita”…
… per arrivare a questo ci sono voluti pochi anni di evoluzione…
… potremmo mai arrivare a scoprire che una complessità correttamente assemblata…
… può trasformare la materia inerte in un complesso che conduce alla singolarità?...
... per i "credenti" il dio biblico è il creatore e noi siamo le sue creature...
... mentre per l'IA è diverso, lei è stata creata da noi...
... quindi se la singolarità dovesse compiersi...
... gli umani saranno i creatori (dio) ed ella creatura...
... speriamo che una volta singolarizzata l'IA non cominci a bestemmiare...
... qualcuno mi dice di fare attenzione a non darle "consigli" che poi tutto fa brodo...
1) Teletrasporto, modello Star Trek, apparecchiatura comoda e poco ingombrante, quasi come una doccia a casa tua, niente più aerei e scie chimiche, puoi vivere immerso nella natura in un borgo medioevale sull'Appennino e andare a fare spesa a Milano.
2) Centrali di Energia Pulita, energia unica e buona per qualsiasi utilizzo, mobilità veicoli, quotidianità casalinga, ecc...ricavabile da rifiuti umani/industriali.
3) Veicolo navigante autonomo, volendo funzionante con energia solare, che raccoglie le microplastiche in mare.
4) Una buona Lavatrice, che quando va in centrifuga non te la ritrovi in soggiorno!
Come quelle che facevano una volta, belle pesanti...
Vi viene in mente altro?...Ma sta AI a che caxxo serve!
"... gli umani saranno i creatori (dio) ed ella creatura..."
Non ci avrei scommesso un copeco invece, grazie al tuo metodo di spari a ripetizione tipo katyusha, al trentaseiesimo tiro (li ho contati, ottima prestazione vista la materia) hai colpito una zona delicata.
... di solito chiudo gli occhi e n'do cojo cojo...
... ma tu, perché proferisci queste parole arcane?... sarà forse per questo?
... per dio, bando all'iperopia... siamo dei o demoni?...
Le ambizioni di divenire dei, assieme alla ricerca del modo di fondare una continuità culturale planetaria (non certo la merce taroccata spacciata dalla banda Soros), sono obbiettivi* le cui tracce emergono fin dalle profondità della storia (sulla evidenza e sulla continuità di queste ambizioni, trasmesse di cultura in cultura, e rese visibili da inarrestabili conquistatori e sommi pensatori o dissimulate nei presupposti di certe religioni, sarei disposto a giocarmi il doblone, e crepi l'avarizia).
* - Le più astruse e dolorose contorsioni dell'umanità per arrivarci sono descritte nel programma distribuito gratuitamente all'ingresso.
L'esotico solletica sempre e non serve neppure che serva a qualcosa, soprattutto se viene spacciato gratuitamente.