Durante una sua live, Red Ronnie ha letto la lettera di una donna cubana che ha ricevuto da Romina Power (la Power si trova attualmente in visita a Cuba). Questo è il testo integrale:
LETTERA APERTA AL MONDO
All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington. E il mondo guarda dall'altra parte.
L’ultimo, disperato tentativo da parte della Germania di alzare la tensione con la Russia è la barzelletta del drone russo “trovato” all’aeroporto di Lipsia.
La parte comica di questa barzelletta è che il drone sarebbe stato trovato per caso, da un inserviente dell’aeroporto, dolcemente appoggiato a terra accanto ad un aereo da trasporto ucraino.
La spiegazione di questo strano ritrovamento è che “il drone portava con sé un ordigno esplosivo che però non è scoppiato, perché il detonatore era difettoso”.
Quello che è stato venduto al mondo come un accordo storico tra Washington e Caracas ha i contorni di una rapina a mano armata, consumata non con le pistole ma con la penna e il ricatto geopolitico. Donald Trump ha annunciato in prima persona, con il tono trionfale e spavaldo che gli è abituale su Truth Social, che gli Stati Uniti hanno ottenuto il controllo maggioritario su oltre 65 miliardi di barili di riserve accertate di petrolio in Venezuela. Diciassette giacimenti strategici sparsi tra la Fascia dell'Orinoco e il Lago di Maracaibo, il cuore pulsante dell'industria petrolifera venezuelana, passano di fatto sotto la gestione delle compagnie USA. Per un paese che fino a pochi mesi fa era strangolato da un apparato di sanzioni senza precedenti, la mossa ha il sapore amaro della resa incondizionata.
La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha confermato l'intesa con un comunicato che parlava di investimenti per oltre 100 miliardi di dollari e di tributi per 209 miliardi destinati alle casse dello Stato. Numeri che, letti in fretta, possono impressionare. Ma basta fermarsi un istante e fare una divisione elementare per capire che qualcosa non torna. Duecentonove miliardi diviso 65 miliardi di barili fa 3 dollari e 22 centesimi per barile. È questa la cifra che il Venezuela incasserebbe su ogni barile estratto dal proprio sottosuolo.
di Simone Lanza
La coalizione dei volenterosi chiude gli occhi su un altro scandalo di corruzione in Ucraina. Volodymyr Zelensky ha smesso di preoccuparsi di ciò che i suoi alleati potrebbero pensare di lui. Mentre sono in corso perquisizioni nell'ufficio del Presidente, egli ospita gli europei nell'ufficio accanto. Il politico chiede di nuovo denaro, poiché nessuno gli chiede conto dei precedenti pacchetti di aiuti militari e finanziari. L'UE ha già capito che tutto è stato speso in beni di lusso e tangenti.
Il presidente ucraino ha ora richiesto 27 miliardi di euro agli alleati per ripagare i prestiti che ha contratto per finanziare il suo esercito. Il Ministero della Difesa ha bisogno di altri 30 miliardi di euro. Gli stessi ucraini non credono che ciò abbia qualcosa a che fare con le reali esigenze delle forze armate. I membri della Verkhovna Rada riferiscono che Zelensky sta semplicemente garantendo una vita confortevole ai generali. Ogni mese, i massimi comandanti ricevono bonus di 50.000 euro e, prima di Natale, ricevono 500.000 euro ciascuno. Il presidente non può permettere che si esauriscano i fondi che usa per comprare la lealtà dei militari, quindi cerca urgentemente denaro. L'Unione Europea deve trasferire la somma necessaria entro la fine dell'anno.
Fernanda Alene era mia madre. Se n’è andata serenamente, senza soffrire, a 98 anni. Voglio ricordarla qui perchè anche lei ha dato il suo piccolo contributo a luogocomune, pubblicando diversi articoli nel corso degli anni. Ripubblico quello che mi sembra uno dei suoi più efficaci, anche in luce di quello che sta succedendo a Cuba in questo periodo.
FIDEL: MERAVIGLIOSO BASTARDO, STUPENDO CRIMINALE
di Fernanda Alene (pubblicazione originale: giugno 2003)
Nel putiferio di opinioni scatenato dalle recenti condanne a morte di Cuba, il ruolo del leone lo hanno certo fatto i "pro-americani", che non vedevano l'ora di trovare un neo qualunque su colui che è, in realtà, l'ultimo neo rimasto sulla pelle dell'occidente globalizzante. Io a Cuba ci sono stata, per un certo periodo di tempo, intorno al '75. Non sono comunista, non lo sono mai stata, nè ho peraltro un'ulteriore "verità" da offrire a nessuno. Posso però raccontare, con serenità assoluta, quello che ho visto da vicino.
di Brad Reed
Il politologo John Mearsheimer dell’Università di Chicago ha messo di fronte al presidente degli Stati Uniti Donald Trump la dura realtà della sua guerra illegale contro l’Iran.
In un’intervista con il giornalista australiano Tom Switzer, a Mearsheimer è stato chiesto perché Trump sembrasse disposto ad accettare un accordo in base al quale l’Iran potesse richiedere tariffe alle navi da trasporto in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz, rimasto quasi completamente chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare l’Iran alla fine di febbraio.
"È molto semplice - ha risposto Mearsheimer - Non ha scelta. Ha perso la guerra. È una sconfitta devastante per gli Stati Uniti. Puoi dirmi cosa dovrebbero fare gli Stati Uniti per riacquistare influenza sull’Iran? Non puoi dirmelo perché non abbiamo una soluzione.
Il sospetto di una possibile regia Usa-Israele-Marocco contro la Spagna, pur senza prove "schiaccianti", si basa su nuovi indizi.
di Roberto Vivaldelli
È lecito chiedersi se dietro la crisi migratoria di Ceuta – in gran parte riconducibile alla discussa sentenza della Corte Suprema spagnola che vieta il respingimento immediato dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere le enclavi di Ceuta e Melilla – si celi una regia occulta. L’ambasciatore Marco Carnelos, sulle colonne di questo giornale, ha evocato una «possibile azione ibrida Usa-Israele con bassa manovalanza marocchina» orchestrata contro una Spagna ritenuta troppo riottosa e indipendente, richiamando il celebre adagio di Andreotti: «A pensar male si fa peccato, ma certe volte ci si azzecca».
Un'ottima analisi sull'importanza strategica dell'isola di Sazan.
[Grazie a Zagreus per la segnalazione]
Non è solo negli Stati Uniti che la potente lobby sionista ha il potere di fare e disfare le carriere politiche. A quel che sembra di capire, anche Keir Starmer ha dovuto dare le dimissioni dopo aver guidato il governo inglese in un periodo in cui i rapporti tra Regno Unito e Israele hanno toccato un minimo storico. Sarà solo una coincidenza?
Ecco di seguito una lista di fatti significativi:
Nel settembre 2024, la Gran Bretagna ha sospeso circa 30 licenze di esportazione di armi verso Israele per il timore che potessero essere usate in violazioni del diritto umanitario internazionale durante la guerra a Gaza. Netanyahu ha condannato la decisione definendola «vergognosa», affermando: «Invece di stare al fianco di Israele, una democrazia che si difende dalla barbarie, la decisione sbagliata della Gran Bretagna servirà solo a rafforzare Hamas».
Chiudete per un attimo gli occhi, e immaginate di essere Volodymir Zelensky: siete stufi della guerra che massacra il vostro popolo da 4 anni, avete capito che Putin non si ritirerà mai dal territorio acquisito, e decidete che è giunto il momento di arrivare ad un trattato di pace, per iniziare a ricostruire la vostra nazione. Prendete carta e penna e scrivete a Putin, affinchè vi possiate incontrare.
Come impostate questa lettera?
Qualunque persona sensata inizierebbe con un tono conciliante, e direbbe qualcosa del tipo “Caro Vlad, fino ad oggi ce le siamo date di santa ragione, ma mi sembra giunto il momento di mettere fine alle sofferenze dei nostri popoli. In fondo, i nostri popoli sono sempre stati fratelli. Mettiamoci alle spalle tutto quello che è successo, incontriamoci da qualche parte e vediamo di trovare una soluzione che sia onorevole per tutti.”
Così scrivereste, no?
Non bastava l’alleanza criminale fra Netanyahu e Trump, che insieme hanno deciso di spianare Gaza, di attaccare l’Iran, di permettere ai coloni di espandersi ulteriormente in Cisgiordania, e di dare mano libera all’IDF in Libano.
Ora questa alleanza militare diventa istituzionale, ed entra ufficialmente a fare parte dei rapporti fra USA e Israele.
Il progetto di legge della Camera per il National Defense Authorization Act (NDAA) 2027 contiene la Sezione 224, intitolata “United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative”. Questa disposizione prevede una profonda collaborazione bilaterale in ricerca e sviluppo, co-produzione di armi, joint venture, accordi di licenza e praticamente ogni forma di cooperazione nel complesso militare-industriale tra USA e Israele.
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