di Giuseppe Giannini
C’è un mostro che, da alcuni anni, si aggira per l’Europa e non è il comunismo (magari lo fosse). Si chiama, a seconda dei giorni, menzogna, falsità, propaganda, opportunismo politico. Da quando l’Occidente si è schierato a sostegno dell’Ucraina (che non fa parte né della UE e nemmeno della NATO), e quindi ha implicitamente deciso di scendere in guerra contro la Russia ne sentiamo e subiamo di tutti colori.
Volutamente si tace sugli antefatti che hanno portato all’invasione russa per sottostare dentro un modello ideologico impositivo fatto di paura ed accettazione di scelte geopolitiche invise alla stragrande maggioranza delle popolazioni mondiali. La guerra per liberarsi di Putin è una battaglia culturale (in senso lato) verso il passato, il presente, e ciò che sarà della Russia. Una potenza che non si vuole piegare al modello occidentale e che bisogna punire. La libertà e i diritti degli altri popoli non c’entrano.
È la solita operazione di facciata. La russofobia aggiorna sempre i suoi contenuti. Dopo gli scrittori (anche i classici), i musicisti, i ballerini, il mondo della cultura, è lo sport, ancora una volta, ad essere coinvolto.
Non c’è niente da fare: secondo il pensiero di una certa destra, gli uomini non sono tutti uguali davanti alla legge.
Se sei un uomo onesto, di razza bianca, che rispetta le leggi e va a lavorare tutti i giorni per mantenere la propria famiglia, allora hai tutto il diritto di correre dietro ai rapinatori e di ucciderli sparandogli alla schiena.
Se invece sei un marocchino e hai un passato da criminale, hai molto meno diritti e la tua uccisione da parte della polizia in qualche modo viene giustificata.
Con una intuizione folgorante, una volta Flaiano disse: “In Italia la situazione è grave, ma non è seria”.
E’ una specie di ossimoro che sembra ripetersi quotidianamente. Da ministri degli esteri che affermano sereni che “il diritto internazionale esiste fino a un certo punto”, a presidenti del consiglio che chiedono ai cittadini se “preferiscano la pace o il condizionatore”, sembra esserci sempre una sfumatura di cialtroneria clownesca, anche nelle cose più serie.
Accade così anche per il più recente evento di cronaca: l’attentato (presunto, dovremmo dire a questo punto) a Sigfrido Ranucci.
Fra le file della sinistra si sta diffondendo una nuova parola d’ordine, una specie di “talking point” che si sente ripetere sempre più spesso dai difensori a spada tratta dell’immigrazione incontrollata: “Gli immigrati ci servono, altrimenti chi li raccoglie i pomodori?”
L’ho sentita dire più di una volta, da diversi esponenti “progressisti”, nei talk serali degli ultimi tempi.
Queste affermazioni celano una mentalità chiaramente razzista. E’ come se queste persone dicessero: “Ci vuole bene qualche pezzente che si spezzi la schiena per noi, e faccia i lavori più umili al posto nostro.”
Una volta questo ruolo era riservato agli schiavi, il cui ruolo era di rendere più leggera e facile la vita dei loro padroni, in cambio di qualche frustata e un tozzo di pane.
Il generale tenta di cambiare posizione sull'obbligo vaccinale.
Se c’era bisogno di un ulteriore episodio per aumentare la sfiducia degli italiani nel nostro sistema giudiziario, questo è sicuramente il caso Minetti.
Non è nemmeno necessario addentrarsi nel “leggere le carte” per capire quello che è successo: quando la tua “igienista dentale” diventa consigliere regionale nelle liste del tuo partito, è chiaro che le sue qualità non sono quelle politiche.
Quando affidi a una come lei l’organizzazione delle notti brave di Arcore, con tanto di reclutamento e gestione delle “olgettine”, è chiaro che stiamo parlando di una maitresse in piena regola. Tanto che è stata condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione (e anche per rimborsi illeciti in Regione).
di Pino Cabras
Quando nell'agosto del 2023 scrissi un articolo intitolato "Vannacci e le psy-op nell'italia piccoloborghese", analizzavo il caso Vannacci in quanto inserito in una crisi simultanea di tre diverse dimensioni: militare, politica e mediatica.
Il generale, pur dotato di un curriculum NATO di prim'ordine con specializzazione in operazioni psicologiche, proponeva idee piccoloborghesi e provinciali, specchio di una classe media impaurita alla ricerca disperata di guru rassicuranti.
Come l'area di destra ha il suo Vannacci, quella ex-sinistra ha avuto il suo generale in Figliuolo, artefice della logistica del più grande attacco alle libertà civili della storia repubblicana. A ciascun conformismo il suo uomo in divisa.
Tra referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolare, sono diverse le proposte con raccolta firme che circolano in questi giorni, e che mi viene chiesto da più parti di pubblicizzare. Elenco qui di seguito le più importanti.
Iniziativa di modifica dell'Art.11 della nostra Costituzione per la Neutralità dell'Italia
L’iniziativa è sostenuta anche da DSP (Toscano-Rizzo)
Proposta di referendum per l’abolizione dei finanziamenti ai giornali
La proposta è stata rilanciata anche dal Fatto Quotidiano
Proposta di legge di iniziativa popolare, denominata "DdL Cieli Blu", volta a vietare la cosiddetta "geoingegneria atmosferica"
Info su Telecolor, Facebook
Se siete a conoscenza di altre iniziative simili, segnalatele pervavore nei commenti. Grazie.
di Marco Travaglio
Facciamo finta che Andrea Sempio sia un parlamentare, cosa piuttosto improbabile visto che è incensurato. E immaginiamo cosa direbbero politici e media “garantisti” dell’indagine a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi. Con tutte le intercettazioni e i verbali che escono a getto continuo, insorgerebbero come un sol uomo contro la violazione del Bavaglio di Nordio, da loro molto amato, che vieta di pubblicare frasi di conversazioni, interrogatori, audizioni e atti giudiziari, anche se non più segreti, di cui si può fare solo il riassunto senza virgolette.
Strillerebbero contro chi calpesta la legge Cartabia sulla “presunzione di innocenza” e ricorderebbero che Sempio non è colpevole fino a condanna definitiva, tanto più che per lo stesso delitto c’è già un colpevole con condanna definitiva.
Avevo iniziato a scrivere un articolo sulla complicità di Meloni con Israele, quando ho trovato questo video di Matteo Gracis che esprime al meglio quello che stavo cercando di dire. Mi associo alle affermazioni di Gracis, e mi aspetto anch'io di essere denunciato.
Non c’è ministro, deputato o senatore della repubblica italiana che non abbia voluto dire la sua sulla nazionale di calcio.
Matteo Renzi: «La terza eliminazione consecutiva dell’Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d’aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento, ma un pezzo di cultura e di identità popolare, è l’errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo.»
Salvatore Caiata (FdI): «una vergogna inaccettabile. Gravina ha rubato un sogno ai nostri giovani».
Leggi tutto: Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?