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Telecom e i "collaborazionisti" del governo Meloni

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
08 Novembre 2023
Visite: 17392

di Andrea Zhok

Telecom Italia, con l'assenso del governo Meloni, ha deliberato la vendita per 19 miliardi di euro della rete fissa italiana, al gruppo finanziario statunitense KKR (Kohlberg Kravis Roberts).

Il gruppo KKR non è solamente un grande gruppo americano, ma, per comprenderne l'autonomia rispetto al comparto militare-industriale, ha come presidente l'ex generale americano David Petraeus.

L'infrastruttura delle telecomunicazioni è oggi la più importante infrastruttura che definisce le capacità operative di una nazione nel mondo moderno.

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62 comments

Perché, ancora, senza Piano di emergenza l’area vesuviana e flegrea?

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
05 Ottobre 2023
Visite: 14019

La paura come sistema di governo e una pianificazione dell’emergenza finalizzata solo a tutelare chi dovrà dirigerla si stanno rivelando in tutta la loro gravità in questi giorni nei Campi flegrei e a Napoli dove, da decenni, si pretende di affrontare una emergenza (quale bradisismo e conseguenti terremoti che prefigurano una situazione di elevata indeterminatezza) esclusivamente con uno (sgangherato) Piano di evacuazione. Il risultato è un continuo stato di ansia (che potrebbe determinare, come è stato nell’emergenza bradisismo 1983, l’insorgere di numerose malattie psicosomatiche) e produrre lo scatenamento del panico, come quello verificatosi lo scorso 2 ottobre, che per mera fortuna non ha determinato morti e feriti gravi. Ma potrebbe esserci una pianificazione e gestione dell’emergenza diversa da quella attuale? Una pianificazione e gestione simile a quella di non pochi paesi caratterizzati da rischio vulcanico. Che sia vicina agli interessi della gente e non serva soltanto ad incensare istituzioni quali Dipartimento alla protezione civile, INGV, Regione Campania... Che non serva soltanto ad alimentare un fiume di inutili consulenze. Nel testo che segue un lungo documento redatto da Francesco Santoianni che ha lavorato per quarant’anni nella protezione civile (occupandosi di Pianificazione dell’emergenza e comunicazione alla popolazione in situazioni di crisi) e che dal 1996 sta chiedendo per l’area vesuviana e per i Campi flegrei un piano di emergenza degno di questo nome.

di Francesco Santoianni

“Un milione di morti se si sveglia il Vesuvio!”, “Campi Flegrei: una imminente catastrofe?”, “Napoli: nella morsa di due vulcani”… sono questi i titoli che periodicamente troneggiano sui giornali e TV per denunciare un rischio che non ha eguali al mondo. Nonostante ciò, da 23 anni (ventitre anni!) un reale (ma su questo termine ci ritorniamo) Piano di Protezione civile per l’area vesuviana e per l’area flegrea attende ancora di essere redatto, mentre per quello per l’isola di Ischia, siamo ancora all’Anno Zero.

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31 comments

Meloni: una soluzione c'è

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
14 Settembre 2023
Visite: 22776

Quello che sta succedendo in questo giorni sul fronte immigrazione è inaccettabile. Che ci sia o meno dietro la regia del PD – come sostiene Salvini – è evidente il disegno di mettere l’Italia in difficoltà quando c’è un governo di destra.

Inoltre, lo schiaffo palese di Germania e Francia, che chiudono le frontiere invece di aiutarci, sommato alle parole derisorie della Von der Leyen, che ci racconta che “stiamo tutti lavorando per una soluzione comune”, dimostrano una volta per tutte che il termine “Unione Europea” è solo una formula di comodo, che serve a controllare economicamente le varie nazioni. Ma di “unione” in questa formula c’è ben poco.

Io, come italiano, mi sento profondamente preso in giro dall’attuale situazione, e non credo di essere l’unico.

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120 comments

Rigassificatore di Ravenna: tante domande, nessuna risposta

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
01 Settembre 2023
Visite: 14768

di Riccardo Merendi

Che in nome di una discutibile emergenza un governo decida di costruire opere costosissime, pericolose e forse inutili può far parte del gioco economico-politico a cui, poco alla volta, i cittadini si sono assuefatti subendo una disinformazione di sempre più alto livello (per chi la conosce, è la storia della rana di Chomski). Che per giustificare la "discutibile emergenza" si ricorra a una guerra -che non si sa se contribuisca alla democrazia ma di certo procura utili favolosi ai produttori di armi- può far parte della ben nota tattica di nascondere biechi interessi dietro "alti ideali".

Ma che un politico rampante si vanti di aver "approvato in quattro mesi ciò che di solito richiede dai cinque ai dieci anni" quando il decreto che ha firmato fa acqua da tutte le parti sembra azzardato se non suicida!

E quasi ce l'aveva fatta grazie alla tattica, anche questa ben nota, di una trasparenza talmente trasparente da rendere impossibile vederci qualcosa: oltre mille documenti dei quali solo il decreto conclusivo di oltre mille pagine! Chi mai leggerebbe quella mole abnorme di documenti? E a che scopo, sapendo come vanno le cose?

Ma come succede in certi film, e qualche rare volte nella realtà, sfogliando i documenti del progetto un ingegnere meccanico di Ravenna, il sottoscritto, si è accorto che la procedura di collaudo del gasdotto non solo non era conforme alle norme, ma era addirittura impossibile da superare!

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37 comments

Ponte Morandi: 5 anni senza giustizia

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
14 Agosto 2023
Visite: 21668

di Enrico Pietra

Cinque anni. Cinque anni dal crollo della pila 9 del Ponte Morandi a Genova, avvenuto la piovosa mattina del 14 agosto 2018, in circa 15 secondi. Furono 43 le vittime. Quella del Morandi a Genova, la più devastante tragedia che ha colpito la città della Lanterna dal secondo dopoguerra, è ormai una vicenda che prima di essere giudiziaria e di cronaca, è divenuta nel tempo surreale.

Perché surreale? Perché sin dalle prime ore, tutti sapevano tutto. Tutti i media, le istituzioni, i giornali e le radio parlavano con cognizione di causa di un ponte “marcio”, crollato per il distacco di uno “strallo”. E tutti sapevano che la responsabilità di quanto avvenuto fosse da imputare ad ASPI e alla sua politica di lesina su monitoraggi e manutenzioni.

Non che la storia di questi quasi cinque anni trascorsi non abbia confermato le prime supposizioni, per lo meno per quanto riguarda lo stato precomatoso di quel ponte, soprattutto dei trefoli d’acciaio dei tiranti, annegati nel calcestruzzo, e delle viscere dell’impalcato, sopra cui ogni giorno passavano migliaia di mezzi e autoarticolati. Ricordo, però, che il ponte è crollato scarico: qualche decina di automobili e due o tre bilici. Sarebbe potuta andare molto, molto peggio. Eppure, siamo ancora qui a discutere, la giustizia non ha completato il suo corso, anzi gli imputati verranno auditi solo a partire dall’autunno prossimo. Malgrado le assolute certezze iniziali, più volte ribadite, nessuna decisione è stata presa, nessuna condanna è stata ancora emessa.

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E' morto Silvio Berlusconi

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
12 Giugno 2023
Visite: 39323

 

 

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299 comments

“Italia per la Pace”: 3 quesiti, 2 comitati, un solo referendum. Facciamo chiarezza con Ugo Mattei

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
26 Aprile 2023
Visite: 17666

di Giulia Bertotto per l'AntiDiplomatico

Ugo Mattei, giurista e docente universitario, presidente del comitato Generazioni Future, www.generazionifuture.org è uno dei promotori dei referendum abrogativi della campagna “Italia per la pace”, partita sabato 22 aprile. Per 90 giorni in tutti i comuni del territorio italiano, presso le sedi comunali o ai banchetti,  i cittadini potranno aderire con una firma in forma cartacea, oppure farlo online ovunque si trovino, sul sito itagile.it. Abbiamo intervistato il professor Mattei per fare chiarezza su alcuni punti che riguardano questa preziosa iniziativa.

Con questo referendum, “Italia per la pace” il cittadino pone una firma (virtuale o cartacea) per tutti e 3 i quesiti (due promossi da Generazioni Future e uno da Ripudia la guerra), l'obiettivo comune è uno solo: porre con lo stop all'invio di armi un deterrente al conflitto e così spingere le potenze belligeranti verso i negoziati.
La cittadinanza chiede chiarezza. I referendum sono due sotto un solo contenitore, perché?

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Il ritorno del 71

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
24 Aprile 2023
Visite: 14697

Di fronte alla orripilante notizia che Di Maio è stato proposto da Borrell come “inviato speciale dell’UE nel Golfo Persico”, sento il bisogno di ripubblicare questo video, che feci in occasione delle elezioni del settembre scorso. Ritengo utile rivederlo, anche per chi l’avesse già visto 6 mesi fa. (Io stesso mi sono stupito, nel rivedere la lista incredibile di tradimenti compiuti dal partito di Di Maio). Per non dimenticare.


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M5S e la guerra. Aderisca alla raccolta firme per i referendum abrogativi o taccia per sempre

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
30 Marzo 2023
Visite: 12963
di Agata Iacono

Si è svegliato il Movimento 5 Stelle?

Dopo aver votato di tutto e di più, a favore dell'invio di armi all'Ucraina e la delega in bianco al Governo Draghi, dopo avere espulso i parlamentari che erano contrari e addirittura il presidente della commissione permanente esteri Senatore Vito Petrocelli, per essersi opposto alla cobelligeranza dell'Italia alla guerra. Ecco dopo tutto questo, una volta all'opposizione Conte qualcosa deve pur fare.
 
Autocritica? "Non sia mai..."
 
Ma l'avvento dell'era Schlein nella cosiddetta sinistra fuxia arcobalenata, che sta succhiando consensi al 5 stelle sul piano della rivendicazione dei diritti civili (ultima la battaglia sul riconoscimento automatico anche dei bambini nati all'estero da maternità surrogata) e dell'antifascismo di facciata, esige un cambio di rotta, se non altro per non biodegradarsi.

Se Conte vuole recuperare identità e non confondersi nel carro della distrazione dai diritti sociali ed economici, non gli basta più l'ergersi a paladino del reddito di cittadinanza e del superbonus.

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Referendum contro la guerra

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
09 Marzo 2023
Visite: 19790

(Ho aderito anch'io a questa iniziativa. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. M.M.)

APPELLO. REFERENDUM RIPUDIA LA GUERRA

La Costituzione ripudia la guerra e ci ammonisce che le istituzioni possano agire in nome del popolo italiano nell’ambito dei meccanismi che regolamentano i rapporti internazionali innanzitutto attraverso una richiesta di cessate il fuoco e di trattative che partano dal diritto alla autodeterminazione delle popolazioni interessate. Sulla base di questo principio da cui è caratterizzato l’Articolo 11, un gruppo di liberi cittadini si è costituito in un COMITATO PROMOTORE UNITARIO dal nome “Ripudia la guerra”. Dietro di loro c’è l’impegno importante di un gruppo di giuristi che hanno elaborato tre quesiti riguardo l’abrogazione delle disposizioni sull’invio di armi all’Ucraina contenute rispettivamente nell’art. 2 bis della Legge 28/2022 e nell’art.1 della legge n. 8/2023 ; nonché delle disposizioni contenute all’art. 1, comma 6, lettera a) della legge185/1990 che ammettono eccezioni al divieto di invio di armi ai Paesi in stato di conflitto armato. 

A questo primo nucleo di comitato se ne aggiunge uno molto più esteso comprendente intellettuali indipendenti , giornalisti, scienziati, artisti, liberi professionisti di ogni settore interessati a farsi interpreti e portavoce della volontà popolare che si riconosce nel dettato costituzionale e che desidera una pace stabile. Il pericolo concreto che si vuole a tutti i costi scongiurare con questa iniziativa è quello che l’Europa si trasformi in una polveriera. Tanti, troppi i danni per la mancanza di determinazione delle parti e di ingombranti intermediari a mettersi intorno ad un tavolo e risolvere i problemi per via diplomatica e attraverso consultazioni referendarie delle popolazioni interessate, da effettuare con le opportune garanzie, nel rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli. La posta in gioco è alta, troppo alta per la gente comune che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Puntare alla sconfitta di una delle due parti confidando di ottenere la pace senza rimuovere le vere cause del conflitto non è una soluzione, è solo il presupposto per esporre l’Europa e il mondo all’olocausto nucleare. I danni all’economia europea ed italiana sono ingenti e tangibili e a farne le spese è soprattutto la gente comune che affronta una quotidianità sempre più insostenibile.

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79 comments

Roma: Il PD regala case di lusso a immigrati LGBT

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Scritto da Redazione
Categoria: Politica Italiana
12 Gennaio 2023
Visite: 20378

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri finisce di nuovo nell’occhio del ciclone per la questione case. Infatti, stando al programma firmato dall’assessore alle Politiche Sociali, Barbara Funari, coppie lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender avranno diritto a dimore a 5 stelle. Case di lusso per i rifugiati Lgbtq+, insomma. Tutto vero. È quanto contiene il bando di gara del Comune di Roma presentato il 13 dicembre e in scadenza il 20 gennaio.

Come spiega Caterina Spinelli su Libero, “il progetto prevede residenze con wifi e ascensore per le coppie di immigrati Lgbt che chiedono asilo politico o mirano all’ottenimento dello status di rifugiato in Italia”. Queste case, si legge nel bando, “dovranno essere ubicate in zone centrali, quartieri che favoriscano l’inserimento delle persone accolte nel contesto locale, facilitando la costruzione di rapporti relazionali necessari per il raggiungimento di un’adeguata integrazione sociale”. Ma non solo.

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59 comments
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