Finalmente è arrivata. La Barbie autistica è fra noi. Da oggi i bambini di tutto il mondo potranno comperare una bambolina con lo sguardo leggermente strabico e perso nel vuoto, che gira con le cuffie in testa, una girandola al dito e un tablet sempre in mano.
La testata The Conversation ha elogiato la Mattel per aver fatto "un ottimo lavoro" nel creare una Barbie autistica. "La sua inclusione crea un'opportunità tanto necessaria di rappresentanza, istruzione e normalizza l'uso di soluzioni per disabili", hanno scritto.
Il Dott. Peter McCullough invece ha affermato che la Barbie autistica "solleva complesse preoccupazioni etiche e sociologiche". Ha affermato che questa bambola "offusca le distinzioni cruciali tra accettazione e indifferenza" e "può attenuare l'urgenza di ricercare le cause sottostanti, eliminando la pressione da parte delle agenzie di regolamentazione e degli sviluppatori di vaccini, la cui negligenza potrebbe aver contribuito all'aumento dei casi".
Pignoramento sprint, facile e digitale.
Da quest’anno il fisco può utilizzare i dati delle fatture elettroniche, attuando una politica di recupero crediti che è stata definita “predittiva”.
In parole semplici lo Stato, basandosi sui dati, attua un pignoramento presso terzi riuscendo ad intercettare i soldi prima che arrivino al debitore.
L’intento è quello di agire con precisione e celerità, eliminando i tentativi alla ceca. Obiettivo: fare cassa.
Alessandro Amori, filmmaker e fondatore del progetto Playmastermovie, annuncia l’avvio della produzione del documentario “Sottratti”, un’inchiesta indipendente dedicata alle criticità e alle zone d’ombra del sistema degli affidi e delle case famiglia in Italia.
Tra i lavori precedenti di Amori figurano, come filmaker, Vax Over, La Morte Negata e, come produttore, Invisibili e Non è andato bene, solo per citarne alcuni. Opere che hanno contribuito ad aprire un dibattito pubblico su temi taciuti dai media mainstream.
La beffa dei 45 miliardi per accettare un accordo capestro che porterà nuove difficoltà per l’agricoltura europea, accelerando la morte dell’agricoltura famigliare, la desolazione dello spazio rurale. Ai consumatori impoveriti si offrirà la possibilità di accedere a prodotti sudamericani a basso prezzo ma senza garanzie per la salute
Nessun regalo di 45 miliardi come contropartita per la firma di Francia e Italia al trattato Mercosur. Quanto ha offerto la Von der Leyen è la messa a disposizione, sin dal 2028 dei 293,7 miliardi di euro destinati alla PAC nel ciclo 2028-2035 , senza attendere le revisioni di metà mandato, al 2032, quando una parte delle risorse accantonate del bilancio viene sbloccata solo a certe condizioni, e redistribuita tra i vari settori. Non c’è nessuna certezza che questi siano miliardi in più regalati all’agricoltura a compensazione dei tagli. Una mezza beffa.
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di Luca Del Faro (Bet17)
Negli ultimi mesi sta emergendo un fenomeno che sta trasformando in profondità l’ecosistema dei contenuti online: la comparsa di influencer completamente artificiali. Non parliamo più di semplici avatar, ma di figure digitali dotate di un volto realistico, una voce convincente e un modo di comunicare che replica quasi perfettamente quello umano. Il punto critico è che molti utenti non si accorgono della natura artificiale di questi personaggi: dietro lo schermo non c’è una persona, ma un modello di intelligenza artificiale che genera ogni parola, ogni espressione, ogni gesto.
Questi agenti digitali stanno proliferando in più lingue, su piattaforme diverse e su temi delicati come politica, salute, spiritualità e attualità. La loro crescita è rapidissima, segno di un settore che si sta industrializzando a vista d’occhio. Oggi chiunque può creare il proprio influencer virtuale: esistono servizi che offrono avatar pronti all’uso, voci sintetiche personalizzabili, testi generati automaticamente e sistemi capaci di pubblicare video in serie.
Se i nostri politicanti (Meloni in testa) avessero solo un decimo delle palle di quest'uomo.
di Davide71
Alle volte ritorna, nei commenti di Luogocomune, la frustrazione di alcuni utenti che, nonostante i loro sforzi, hanno l'impressione che non ottengono nessun risultato, e anzi, che il potere stia stringendo le maglie sulla controinformazione, zittendo le voci fuori dal coro con la propaganda, la censura, e a volte con sistemi meschini (attacchi informatici) e altri degni della Mafia, e non di un Paese civile (intimidazioni, se non peggio).
Ammetto che la frustrazione è comprensibile, e le preoccupazioni giustificate, ma questo non significa che le cose non cambino, anzi, in qualche modo stanno cambiando già in questo momento.
Per prima cosa la gente sta cambiando, e questa è già una vittoria di per sé.
Ricordo infatti che, per la maggior parte, la prima persona di cui siamo responsabili intellettualmente siamo noi stessi. Siamo noi che dobbiamo informarci, ragionare, e formarci idee il più possibile esatte di quello che ci sta succedendo intorno, e questo lo facciamo innanzi tutto per noi stessi.
Nei giorni scorsi molti commentatori – giustamente – hanno puntato il dito sulla questione del petrolio venezuelano. Nessuno ovviamente crede alla storiella del narcotraffico, ed è chiaro a tutti che il petrolio del Venezuela facesse gola agli Stati Uniti. Era quello il motivo principale della rimozione di Maduro.
In fondo l’ha dichiarato apertamente lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa: “Riprenderemo il controllo dell’infrastruttura petrolifera, e rivenderemo noi al mondo il petrolio del Venezuela”.
Sembra però esserci anche un altro motivo, molto meno vistoso, che può aver portato alla rimozione del presidente venezuelano: il fatto che da quasi sei anni stesse cercando testardamente di riportare a casa l’oro del Venezuela, detenuto nel caveau della Banca d’Inghilterra.
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Solamente gli imbecilli - e molti giornalisti in malafede – avevano finto di credere che da Sharm-el-Sheik fosse scaturito un reale processo di pace per Gaza e Palestina. E ora che i mesi iniziano a passare, e i fumi dell’autoinganno si diradano, si comincia a vedere chiaramente quale fosse l’estensione del bluff messo in atto da Trump e Netanyahu.
A parte i bombardamenti, che sono cessati, nulla è cambiato a Gaza. I morti quotidiani continuano (“soltanto” una decina al giorno, di media), la fame continua, la mancanza di aiuti umanitari continua come prima. Anzi peggio, perchè proprio ieri Israele ha bandito 37 ONG dall’ingresso nella Striscia, rendendo così ancora più disperata una situazione già drammatica di suo.
Il famoso piano in 20 punti si è quindi rivelato per quello che era, ovvero un piano con due soli punti reali, e diciotto bugie di contorno.
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