Il Vecchio Continente scopre il prezzo della sua sudditanza: la guerra voluta dalla coalizione Epstein non è solo un'aggressione all'Iran, ma l'ultimo atto per blindare l'ordine unipolare. E Bruxelles, che ha chiuso con Mosca per obbedienza, oggi paga il conto più caro di tutti.
di Fabrizio Verde
C'è un'ombra che si allunga sul Vecchio Continente e non è solo quella della crisi energetica. Mentre i riflettori dei media occidentali restano puntati sulle presunte "spaccature" interne all'Unione, la tempesta perfetta si sta addensando altrove, e precisamente in Medio Oriente. A lanciare l'allarme, con il tono misurato di chi è abituato a maneggiare miliardi, è il direttore generale del Meccanismo Europeo di Stabilità, Pierre Gramegna. Da Bruxelles, nella grigia routine di una conferenza stampa, ha dipinto uno scenario che farebbe tremare i polsi a qualsiasi analista: la guerra innescata dall'offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele (la coalizione Epstein) contro l'Iran non è solo una tragedia umanitaria, ma sta già riscrivendo le sorti economiche dell'Europa.
di Riccardo Pizzirani
Illustre Presidente del Consiglio:
Sono un cittadino qualunque, e come tale non avrei il diritto di interpellarla direttamente. Vista però la situazione grave che stiamo vivendo, mi permetto di rivolgerle le seguenti domande, che presumo siano di interesse collettivo.
Domanda n° 1: In Medio Oriente ci sono un aggredito e due aggressori: quali sanzioni intende applicare l’Italia contro Stati Uniti e Israele, visto che il suo stesso Ministro della Difesa, in Parlamento, ha definito l’aggressione “al di fuori del diritto internazionale”?
Domanda n° 2: Nello specifico, avete già pianificato il blocco dei conti bancari ed il sequestro degli yacht degli oligarchi statunitensi ed israeliani che si trovano in territorio italiano?
Una grande maggioranza del popolo svizzero vuole che la disponibilità di denaro contante sia garantita dalla Costituzione. L’elettorato ha accettato il controprogetto con più del 73% dei voti a favore.
Gli svizzeri e le svizzere usano sempre meno il contante, ma continuano ad amarlo. Ciò che era già emerso nel corso di diversi sondaggi della Banca nazionale svizzera (BNS) si è riflesso anche domenica alle urne.
Più del 73% dell’elettorato ha votato a favore del controprogetto diretto del Governo e del Parlamento, mentre l’iniziativa è stata respinta con più del 54% dei “no”. Entrambe le proposte puntavano ad ancorare il denaro contante e la sua disponibilità nella Costituzione, con alcune differenze di terminologia.
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Guarda a volte la casualità: stavo ascoltando distrattamente la deposizione di Hillary Clinton sul caso Epstein, quando ho sentito due parole che mi hanno fatto saltare sulla sedia: Cantor Fitzgerald.
La Cantor Fitzgerald era una importante società di servizi finanziari globali (brokerage, investment banking e operatore di titoli di Stato USA) che fu praticamente azzerata nell’attacco delle Torri Gemelle. Con gli uffici situati appena sopra il punto di impatto della Torre Nord, tutti i 658 impiegati della Cantor Fitzgerald morirono quel giorno.
Tutti, meno uno: il suo presidente, Howard Lutnick.
E come fece Lutnick a salvarsi?
Il dott. Stramezzi è ricoverato al Policlinico di Milano, in coma, dopo essere stato trovato in fin di vita nella sua abitazione la notte tra il 3 e il 4 marzo. Lo ha comunicato il figlio Pietro con un messaggio social.
Da alcune ore stanno circolando voci che sia morto. Per quanto ho potuto accertare (ho un amico che è in contatto diretto con suo figlio) al momento di scrivere (7PM-4marzo) Stramezzi è ancora in vita, in terapia intensiva, in stato di coma stabile.
Circolano anche sospetti su possibili cause come un avvelenamento, legate alle sue posizioni sui vaccini e ricerche sul cancro.
La grande macchina della propaganda subliminale è ripartita a pieni giri.
Tutti i principali quotidiani sembrano essersi sintonizzati contemporaneamente sullo stesso messaggio: per quanto sia stato l’Iran subire un attacco, è comunque lui il “cattivo” della situazione.
Il Corriere della Sera: “Così Teheran semina il caos” (quindi è colpa sua). La Repubblica: “Iran, il Golfo si infiamma” (quindi è colpa sua). La Stampa: “L’Iran minaccia l’Europa” (quindi è colpa sua). Sempre La Stampa: “La strategia del caos arma degli Ayatollah” (quindi è colpa loro). Il Messaggero: “Pioggia di droni, Golfo in fiamme” (quindi è colpa dell’Iran che lancia i droni). Il Giornale di Feltri: “Teheran minaccia l’Europa” (quindi è colpa loro). Libero di Sechi: “La nuova guerra persiana” (quindi sono loro a fare la guerra). Il Tempo di Capezzone: “Trump non si farà impantanare in Iran” (quindi Trump è la vittima che è stata tirata dentro, non è lui che ha iniziato la guerra).
Come ha fatto Israele ad avere la bomba atomica negli anni '60, e perchè ancora oggi non deve sottostare al Trattato Internazionale di Non-Proliferazione Nucleare.

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Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karen Mulder era una top model negli anni ’90. Io stesso ho avuto la possibilità di lavorare con lei un paio di volte, per una rivista di moda italiana. Era una ragazza semplice, che non se la tirava minimamente: faceva con professionalità il suo lavoro, e poi rientrava tranquillamente nella sua sfera privata.
Sul finire degli anni ’90 aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace) ed era sulle copertine delle più prestigiose riviste: Vogue, Bazaar, Elle, Marieclaire, e mille altre. Poi di colpo scomparve dalla scena, e di lei non si seppe più nulla. Al contrario delle sue colleghe, che hanno continuato per anni a comparire sul jet-set internazionale, Karen Mulder è svanita come un fantasma nella nebbia.
Solo in seguito si sarebbe scoperto il perchè.
Leggi tutto: Geopolitica e greggio: così la guerra della coalizione Epstein in Iran strangola l'Europa