Fra le file della sinistra si sta diffondendo una nuova parola d’ordine, una specie di “talking point” che si sente ripetere sempre più spesso dai difensori a spada tratta dell’immigrazione incontrollata: “Gli immigrati ci servono, altrimenti chi li raccoglie i pomodori?”
L’ho sentita dire più di una volta, da diversi esponenti “progressisti”, nei talk serali degli ultimi tempi.
Queste affermazioni celano una mentalità chiaramente razzista. E’ come se queste persone dicessero: “Ci vuole bene qualche pezzente che si spezzi la schiena per noi, e faccia i lavori più umili al posto nostro.”
Una volta questo ruolo era riservato agli schiavi, il cui ruolo era di rendere più leggera e facile la vita dei loro padroni, in cambio di qualche frustata e un tozzo di pane.
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(Le normali puntate di Bordernights sono in pausa estiva)
Se avete qualche minuto, guardate da 27.30 in poi. Racconto la storia di Mediaset e American Moon. Emblematica di un intero sistema di "comunicazione".
Tucker Carlson ha deciso di lanciare un nuovo partito politico. Negli Stati Uniti, fare una cosa del genere non è un fatto da poco.
In Italia nasce un nuovo partito ogni 20 minuti, e quasi non riusciamo nemmeno a tenere il conto di tutti quelli che ci sono. Negli Stati Uniti invece la tradizione vuole che da sempre vi siano solo due partiti dominanti (fintamente contrapposti), in modo da fornire alla popolazione una apparente alternativa, senza in realtà offrirne alcuna.
La storia del “terzo partito” degli Stati Uniti è sempre stata tribolata. Qualunque candidato abbia cercato di insinuarsi nella morsa letale fra repubblicani e democratici ha regolarmente finito per soccombere, ottenendo al massimo il 19% del voto nazionale (Ross Perot, 1996).
di Elia Dallabrida [utente Decalagon]
Ogni volta che si parla di oggetti non identificati, UAP, droni misteriosi o fenomeni anomali nei cieli, sul web e sui social riemerge puntualmente lo stesso nome: Project Blue Beam.
Il tema è diventato ancora più delicato in questo periodo storico, nel quale le agenzie governative degli Stati Uniti, dopo decenni di insabbiamenti e ridicolizzazioni sistematiche del fenomeno UFO, hanno iniziato una disclosure lenta, parziale e controllata: rapporti ufficiali, filmati militari, audizioni al Congresso, testimonianze di personale d'intelligence, nuove strutture di analisi e uffici governativi dedicati allo studio degli UAP.
Proprio per questo è necessario fare chiarezza. Perché se da una parte è giusto non fidarsi ciecamente delle versioni ufficiali, dall'altra è altrettanto pericoloso infilare ogni cosa nello stesso calderone: UFO, disclosure, ologrammi, Nuovo Ordine Mondiale, invasioni simulate e apparizioni religiose artificiali. Il risultato è che una teoria confusa e mal documentata come il Blue Beam rischia di diventare un'arma perfetta per screditare anche chi cerca di affrontare seriamente il tema UAP.
di Daniele D'Innocenzio [articoli degli utenti]
Immaginate il paesaggio del Giappone che sfreccia oltre il finestrino di uno Shinkansen, il treno proiettile che solca l’arcipelago come un ago d’argento cucitore di distanze. Il mondo è una scia sfocata, un trionfo di accelerazione, di efficienza, di quel ritmo cardiaco che la nostra epoca ha eletto ad unico battito possibile. Eppure, improvvisamente, il convoglio rallenta. Si ferma. Le porte si aprono su una piattaforma il cui nome, per un orecchio occidentale, è un incantesimo incomprensibile, eppure custodisce una geografia precisa: è la piattaforma con vista sul fiume (Seiryū Miharashi-eki).
Ma c’è un dettaglio, una regola non scritta ma ferrea, che trasforma questo scalo in un enigma esistenziale: non si può scendere. Non ci sono tornelli che conducono all’uscita, non ci sono centri commerciali, non ci sono discoteche, non c’è il rumore rassicurante del consumo. Si è costretti a restare lì, sospesi tra l’arrivo e la partenza, in un limbo di cemento e aria. Qual è il senso di questa sospensione in una nazione che dell’accelerazione ha fatto la sua religione laica? Il senso è una provocazione silenziosa, un imperativo categorico scolpito nel vento: fermati.
Questa è la testimonianza di Vincenzo Fullone, l'ultimo italiano liberato da Israele, dopo essere stato arrestato in acque internazionali dalle forze dell'IDF.
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[articoli degli utenti]
di Dante Bertello
Il 27 giugno 1980 un aereo civile della compagnia Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, cade in mare vicino all’isola di Ustica. Sull’aereo vi erano 81 persone, nessuno è sopravvissuto. Inizialmente si parlò di un missile, anche se una forte campagna di disinformazione cercò di spostare la causa del disastro sul cedimento strutturale o su una bomba.
ISRAELE POSSIBILE INDIZIATO
Su chi avesse potuto lanciare quel “maledetto” missile sono state fatte molte ipotesi: gli statunitensi, i francesi, noi italiani o i libici, ma tre libri puntano il dito contro un’altra nazione, Israele.
Il primo libro si intitola “IL CONSIGLIO DELLE OMBRE”, è stato pubblicato nel 1994 da Tullio Pironti editore ed è stato scritto da Gerardo Serravalle, generale dell’esercito in pensione ed ex capo di Gladio.
L’utente ben.zanotto mi ha mandato questo messaggio, con domanda finale:
Ciao Massimo
Siccome io non riesco a farmi un'idea, un'opinione razionale sulla questione "caldo torrido" di questa fase calda...
Partendo dal presupposto che non sono d'accordo con la causa antropica del cambiamento climatico in atto, cambiamento che però non nego: non riesco a capire se queste fasi calde possano essere veicolate dalla geoingegneria o se sia tutto frutto dei cambiamenti climatici in atto.
Calcisticamente il valore sarà minimo, ma la partita Iran-Egitto offre la scusa per proporre anche un confronto simbolico dal punto di vista storico. Sabato infatti si scontreranno le due nazioni che più di ogni altra hanno contribuito a determinare i destini del popolo palestinese. Una in senso positivo, l’altra in senso negativo.
L’appoggio dato dall’Iran alla causa palestinese, tramite il supporto finanziario e ideologico a organizzazioni come Hezbollah e Hamas, sta sulle prime pagine di tutti i giornali, e non necessita di essere illustrato ulteriormente.
Meno nota invece è la storia dell’Egitto, che dai palestinesi è stato percepito come in vero e proprio traditore della loro causa, e che molti additano come il vero responsabile della sconfitta storica del popolo palestinese.
Leggi tutto: Il vero razzismo della sinistra