di Davide71
Alle volte ritorna, nei commenti di Luogocomune, la frustrazione di alcuni utenti che, nonostante i loro sforzi, hanno l'impressione che non ottengono nessun risultato, e anzi, che il potere stia stringendo le maglie sulla controinformazione, zittendo le voci fuori dal coro con la propaganda, la censura, e a volte con sistemi meschini (attacchi informatici) e altri degni della Mafia, e non di un Paese civile (intimidazioni, se non peggio).
Ammetto che la frustrazione è comprensibile, e le preoccupazioni giustificate, ma questo non significa che le cose non cambino, anzi, in qualche modo stanno cambiando già in questo momento.
Per prima cosa la gente sta cambiando, e questa è già una vittoria di per sé.
Ricordo infatti che, per la maggior parte, la prima persona di cui siamo responsabili intellettualmente siamo noi stessi. Siamo noi che dobbiamo informarci, ragionare, e formarci idee il più possibile esatte di quello che ci sta succedendo intorno, e questo lo facciamo innanzi tutto per noi stessi.
Nei giorni scorsi molti commentatori – giustamente – hanno puntato il dito sulla questione del petrolio venezuelano. Nessuno ovviamente crede alla storiella del narcotraffico, ed è chiaro a tutti che il petrolio del Venezuela facesse gola agli Stati Uniti. Era quello il motivo principale della rimozione di Maduro.
In fondo l’ha dichiarato apertamente lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa: “Riprenderemo il controllo dell’infrastruttura petrolifera, e rivenderemo noi al mondo il petrolio del Venezuela”.
Sembra però esserci anche un altro motivo, molto meno vistoso, che può aver portato alla rimozione del presidente venezuelano: il fatto che da quasi sei anni stesse cercando testardamente di riportare a casa l’oro del Venezuela, detenuto nel caveau della Banca d’Inghilterra.
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Solamente gli imbecilli - e molti giornalisti in malafede – avevano finto di credere che da Sharm-el-Sheik fosse scaturito un reale processo di pace per Gaza e Palestina. E ora che i mesi iniziano a passare, e i fumi dell’autoinganno si diradano, si comincia a vedere chiaramente quale fosse l’estensione del bluff messo in atto da Trump e Netanyahu.
A parte i bombardamenti, che sono cessati, nulla è cambiato a Gaza. I morti quotidiani continuano (“soltanto” una decina al giorno, di media), la fame continua, la mancanza di aiuti umanitari continua come prima. Anzi peggio, perchè proprio ieri Israele ha bandito 37 ONG dall’ingresso nella Striscia, rendendo così ancora più disperata una situazione già drammatica di suo.
Il famoso piano in 20 punti si è quindi rivelato per quello che era, ovvero un piano con due soli punti reali, e diciotto bugie di contorno.
Il discorso di Quaglia sarà trasmesso anche su CasaDelSole, Becciolini Network e Bordernights.
La decisione di Israele di riconoscere formalmente il Somaliland ha innescato una dura reazione diplomatica, in particolare da parte della Cina, e ha riacceso le tensioni geopolitiche nel Corno d’Africa. Pechino ha condannato apertamente la mossa, definendola un atto pericoloso che rischia di destabilizzare ulteriormente una regione già fragile.
Il Ministero degli Esteri cinese ha ribadito che il Somaliland è una “parte inseparabile” della Somalia e ha messo in guardia qualsiasi Paese dal sostenere o incoraggiare forze separatiste per interessi egoistici. Il portavoce Lin Jian ha affermato che la Cina sostiene con fermezza la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale della Somalia, opponendosi a qualsiasi tentativo di smembramento del suo territorio. Pechino ha inoltre esortato le autorità del Somaliland a cessare immediatamente le attività separatiste e le collaborazioni con attori esterni, sottolineando che la questione è un affare interno somalo che deve essere risolto dal popolo somalo nel rispetto della propria Costituzione.
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(Ieri abbiamo saltato Bordernights. Riprendiamo sabato prossimo).
di Carogiù
Fin da ragazzino, mi ha affascinato l’idea che la materia fosse composta di piccole unità fondamentali a loro volta sempre più piccole e mi sono chiesto spesso se il mondo che percepisco sia davvero fatto di piccoli mattoni.
A volte mi sorprendevo a fare viaggi immaginari dall’infinitamente piccolo a all’infinitamente grande a velocità pazzesche fino a farmi venire a volte dei capogiri!
Da adulto, in un modo del tutto inaspettato, la mia vita s’incrocia indirettamente con quella del Professor Roberto Ettore Bertagnolio. La figlia è stata la tata di nostro figlio per un paio di anni e quando lei mi raccontò degli studi condotti dal padre, i suoi contatti e scambi epistolari con una “certa” Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, ne rimasi estremamente affascinato.
L'autore del video è Francesco Mattei. Questo è il suo canale. Vi troverete le "pillole" che ha fatto, in preparazione di questo video.
Leggi tutto: “Tanto non serve a niente”