Esiste una forma di apologetica politica che non ha bisogno di negare i fatti: li ammette tutti, li dispone con cura sul tavolo, e poi li reinterpreta fino a trasformarli nel loro contrario. Qualcosa di più raffinato della negazione tout court e, in un certo senso, più pericoloso.
Il meccanismo è semplice nella sua architettura: ogni azione visibile viene spostata dal piano della realtà a quello dell'intenzione nascosta, e quell'intenzione nascosta è sempre, invariabilmente, nobile. Un armiere che fornisce armi a chi commette stragi non è complice: espone. Un politico che si arricchisce esercitando il potere non corrompe: dimostra. Un leader che insulta, umilia e provoca non ferisce: sveglia. Dentro questo schema, la colpa scompare non perché venga negata, ma perché viene sublimata in pedagogia.
Applicato a Trump, il dispositivo funziona così: i rapporti documentati con Epstein non provano complicità, ma potrebbero provare un'infiltrazione. Le armi fornite a Israele durante il massacro di Gaza non provano connivenza con il genocidio, ma potrebbero essere una strategia per renderlo visibile.
"Un mondo in cui il soft power ha un impatto reale e duraturo è semplicemente meno redditizio per un'azienda come Palantir rispetto a un mondo in cui facciamo saltare in aria un sacco di cose", ha affermato un critico.
di Brad Reed
Gli studiosi di autoritarismo esprimono allarme dopo che l'azienda tecnologica Palantir ha pubblicato un manifesto di 22 punti che, a loro dire, propugna una dottrina "tecnofascista".
Il manifesto di Palantir si basa sul libro "La Repubblica Tecnologica: Potere Duro, Credenza Morale e il Futuro dell'Occidente" , scritto da Alex Karp, co-fondatore e CEO di Palantir, e Nicholas Zamiska, responsabile degli affari aziendali e consulente legale dell'ufficio del CEO di Palantir.
Tra le altre cose, il manifesto elogia la creazione di armi basate sull'intelligenza artificiale come strumenti per imporre il "potere coercitivo" americano in tutto il mondo; dichiara che "il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale", suggerendo al contempo che gli Stati Uniti dovrebbero "considerare seriamente l'abbandono di un esercito composto interamente da volontari"; e denuncia l'adesione a "un pluralismo vuoto e privo di sostanza" in quanto alcune culture "rimangono disfunzionali e regressive".
Breve storia degli attentati ai presidenti americani:
1835: Il presidente Jackson si trova davanti un assassino, Richard Lawrence, che gli spara a bruciapelo con due pistole diverse. Jackson sarebbe sicuramente morto, ma per sua fortuna ambedue le armi si sono inceppate.
1865: Il presidente Lincoln viene ucciso da John Wilkes Booth, che si introduce nel suo palco a teatro, e gli spara un colpo alla nuca.
1881: Il presidente Garfield viene ferito mortalmente da Charles Guiteau, alla stazione ferroviaria di Baltimora, con due colpi di pistola.
1901: Il presidente McKinley muore dopo essere stato colpito due volte all’addome dall’attentatore anarchico Leon Czolgosz.
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David Wilcock era un personaggio molto noto nel mondo dell’ufologia. Era diventato famoso, una ventina di anni fa, per aver dato voce ad una serie di whistleblowers (“gole profonde”) che avevano rivelato importanti segreti governativi sui ritrovamenti degli UFO e sui progetti segreti di retroingegneria che li avevano accompagnati.
Esperto di astroarcheologia (la “teoria degli antichi alieni”) aveva scritto diversi libri di successo, e compariva spesso come ospite nella serie di History Channel “Ancient Aliens”.
Wilcock era un esponente di punta del movimento UFO disclosure, che chiede al governo americano di rivelare le prove sull’esistenza di vita extraterrestre.
Avevo iniziato a scrivere un articolo sulla complicità di Meloni con Israele, quando ho trovato questo video di Matteo Gracis che esprime al meglio quello che stavo cercando di dire. Mi associo alle affermazioni di Gracis, e mi aspetto anch'io di essere denunciato.
Prima puntata del nuovo programma di Rai Radio2, dedicata al tema del complotto lunare con Massimo Mazzucco.
Con grande cautela, il mainstream si avvicina alle tesi complottiste sulla luna. Qui la puntata integrale, andata in onda ieri sera. Oppure QUI (link diretto senza account).
Quella di Netanyahu & co. è a tutti gli effetti una geopolitica messianica, che muove da una visione talmudico-cabalistica di matrice gnostica. È la cabala gnostica di Luria, rilanciata dai Chassidim Chabad Lubavitch, per cui Israele porta a compimento l’opera di Dio, autoaffermandosi come Messia.
di Armando Savini
Tutti sapevano che la stessa sorte di Gaza sarebbe toccata anche al Libano. Il progetto del Grande Israele va avanti nel silenzio assordante delle istituzioni internazionali. Ora che l’attenzione dei media è rivolta alla crisi iraniana, a Hormuz, Malacca, Netanyahu può portar a termine il suo progetto sans souci, con il pieno appoggio degli USA. Già da settimane l’IDF ha cominciato a sparare ai parroci cattolici, una vera e propria minaccia. La loro colpa? Stare vicini al loro gregge, fare coraggio alle famiglie che restavano nelle loro case, senza cedere alla violenza israeliana. Genocidio e deportazione a Gaza, genocidio e deportazione in Libano, fino a quando la terra sarà spogliata di ogni essere vivente che non sia giudeo-sionista.
11 morti/scomparse misteriose, negli ultimi 3 anni, nell’ambito della ricerca scientifica avanzata in USA. Quale può essere il denominatore comune che unisce tutte queste morti oscure?
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