di Claudio Negrioli
L'occhio si nutre di tutto e non ne ha mai abbastanza...non è mai sazio, nè saturo, si sa... Chi possiederà l'occhio che tutto vede, sarà padrone dell'arma totale contro l'umanità, che controllerà, come nemmeno il grande G. Orwell osò immaginare.
Questo forse pensavano le "teste d'uovo" che partorino questo progetto denominato Galileo (Galileo positioning system) che mosse i primi passi ufficiali il 26 maggio 2003, con un accordo tra Unione Europea e Agenzia spaziale Europea (ESA)
Il sistema di posizionamento Galileo è un sistema di navigazione satellitare sviluppato in Europa che si propone come sostituto del sistema Americano GPS, controllato dalle Autorità militari Usa.
Un ricordo di Salvador Puig Antich in occasione dell’uscita del film Salvador 26 anni contro di Manuel Huerga
di Antonio Pagliarone
Salvador Puig Antich è stato garrotato alle 9,40 del 2 marzo 1974 presso il carcere Modelo di Barcellona all’età di 25 anni. Aveva ucciso un poliziotto in occasione del suo arresto avvenuto il 25 settembre del 1973 ed in seguito alla sentenza di un tribunale militare è stato condannato senza appello alla pena di morte in un clima di tensione provocato dall’attentato dell’Eta a Carrero Blanco, il probabile successore di Francisco Franco, il 20 dicembre 1973. Poiché il film, che ha avuto tra l’altro numerosi riconoscimenti ed è stato presentato al Festival di Cannes, tende a presentare Puig Antich come un anarchico rivoluzionario pervaso da romanticismo è necessario non solo fare chiarezza su chi era ma anche ricordarlo all’interno dell’esperienza che ha vissuto senza farsi coinvolgere dal solito mito dei martiri in genere spesso esaltati a dispetto dei reali accadimenti.
Ricordo che in occasione degli arresti di alcuni militanti del MIL (Movimento Iberico di Liberazione), un gruppo pressoché sconosciuto della galassia ultrasinistra in cui militava Puig Antich, era sorto il dubbio se dovessero essere considerati dei criminali comuni (secondo la versione ufficiale) o dei rivoluzionari che avevano deciso di entrare nella clandestinità come altri gruppi di opposizione nella Spagna di Franco. Infatti, una volta promulgata la sentenza di morte, non vi fu alcuna reazione decisa da parte delle organizzazioni della sinistra anche estrema e dei gruppi libertari che hanno una certa tradizione in Spagna, ...
"Il Dipartimento [Ministero] di Giustizia sta vivendo la più grave crisi di leadership in 137 anni di esistenza".
Con questa frase il senatore democratico Patrick Leahy ha aperto la sessione della Commissione Parlamentare di Giustizia, di cui è presidente, che ha interrogato oggi Alberto Gonzàles, attuale Ministro di Giustizia, sui licenziamenti ingiustificati di otto giudici federali, avvenuti qualche mese fa.
Come già aveva fatto capire, Gonzàles non ha ceduto di un millimetro, continuando a sostenere di non aver fatto "sostanzialmente" nulla di sbagliato, nonostante la quantità sempre crescente di documenti e testimonianze che suggeriscono l'esatto contrario.
L'atteggiamento di Gonzàles è stato così rigido ed arrogante che ha finito per irritare gli stessi componenti repubblicani della commissione (*). Il primo a perdere la pazienza è stato Arlen Specter (l'inventore della famosa teoria del "proiettile magico", nella storica Commissione Warren sul caso Kennedy): dopo essersi sentito rispondere per la terza volta "non ricordo", da parte di Gonzàles, Specter gli ha chiesto con quale cura normalmente prepari le sue testimonianze; Gonzàles ha risposto con supponenza "Io preparo sempre al meglio le mie testimonianze", al che Specter è sbottato dicendo: "Si era preparato al meglio anche quando ha affermato che non c'era stato nessun contatto con la Casa Bianca sui licenziamenti dei giudici e sugli eventuali sostituti?"
A quel punto la marea ha chiaramente iniziato a montare contro Gonzàles, …
di Andrea Franzoni
I recenti fatti di via Sarpi, la Chinatown milanese, rappresentano il primo acuto di portata mediatica di un processo più complesso che, fino ad oggi in maniera silenziosa, sta ridisegnando la struttura, la composizione ed il senso più profondo delle metropoli.
Questo processo, che ha già in parte rivoluzionato il significato ed i connotati di molte aree urbane, va ben oltre la difficile convivenza tra comunità diverse, le speculari xenofobie ed i problemi concreti o presunti di viabilità, di “degrado” o semplicemente di “sicurezza” percepita. L’approccio e le soluzioni proposte, allo stesso tempo, non hanno nemmeno la pretesa di risolvere o favorire il processo di “integrazione” accrescendo le distanze e ponendo la questione come una lotta tra fazioni ed interessi opposti: italiani da una parte, cinesi dall’altra. Nemmeno la strumentalizzazione da parte di alcune fazioni politiche (o mediatiche) ci permette di avvicinare il nucleo ed il motore della rivoluzione, di quel flusso continuo di profonde modificazioni, di cui i fatti di via Paolo Sarpi sono soltanto un insignificante e chiassoso imprevisto. Insufficiente, per quanto interessante, anche il concentrare l’attenzione sulle preoccupazioni, sulle miserie e sui disagi reali che generano intolleranza, contrapposizioni etniche e capri espiatori. La radice profonda è, infatti, ben altra.
La storia di via Paolo Sarpi è una storia che molte aree urbane centrali hanno vissuto, che molte stanno vivendo e che le rimanenti sono destinate, presto o tardi, a sperimentare. Il processo in atto è quello della morte dei centri storici, …
di Marco Cedolin
Confidustria a più riprese rimbrotta contro la decisione del governo di sospendere le concessioni relative alle grandi opere non ancora cantierizzate, fra le quali alcune tratte TAV, lamentando il fatto che l’istituzione delle gare di appalto allontanerà nel tempo la partenza dei lavori. Il governo e tanta buona stampa scoprono improvvisamente ciò che in tanti ripetevamo da anni inascoltati, e cioè come le tratte TAV nostrane stiano costando mediamente tre volte più di quanto non accada negli altri paesi e 4 volte di più di quella che era la spesa preventivata. Mauro Moretti, Amministratore Delegato di RFI imputa il rialzo dei costi alle compensazioni di cui vengono fatte oggetto le voraci amministrazioni locali, dimenticando come solo grazie a questa sorta di “dispersione di denaro a pioggia” sia stato possibile indurre comuni e province a “chiudere entrambi gli occhi” sulla devastazione ambientale imposta ai loro territori.
Ma mentre si percepisce nettamente la sensazione che le nuove gare di appalto, spacciate come la panacea per tutti i mali, lungi dal risolvere il problema in qualche sua parte, si dimostreranno semplicemente l’ennesimo esempio di spoil system all’italiana, finalizzato alla raccolta di nuove prebende, …
Notizie e riflessioni su una delle più grandi "false flag" del 1939
Leggi tutto: Galileo, occhio di un RA minore?