All’inizio della corsa allo spazio, negli anni ‘60, girava una barzelletta molto divertente: al ritorno sulla terra di Yuri Gagarin, Krutschev dà una colossale festa al Cremlino. Durante le festa il leader russo prende da parte Gagarin e gli dice a bassa voce: “Senti, vorrei chiederti un grande piacere. Io sono certo che tu, da lassù, abbia capito che Dio esiste. Ti dispiace però, per ovvii motivi, non dire nulla?” Qualche settimana dopo Gagarin è a Roma, dove la sua impresa viene festeggiata con altrettanto entusiasmo dagli italiani. Alla festa è presente anche il Papa, che a un certo punto si avvicina a Gagarin e gli dice sottovoce: “Avrei un grande favore da chiederti. Io sono certo che tu, da lassù, abbia capito che Dio non esiste. Ti dispiace però, per ovvii motivi, non dire nulla?”
Indipendentemente dal fatto che siano davvero arrivati sulla Luna, i cosiddetti “moonwalkers” hanno certamente orbitato nel vuoto atmosferico, a qualche centinaio di chilometri dalla superficie terrestre, e sono stati a diretto contatto con il profondo infinito che ci circonda. In questo senso è molto interessante vedere che fine abbia fatto ciascuno di loro, dopo un’esperienza che in un senso o nell’altro deve certamente averli toccato nel profondo.
Innanzitutto, bisogna notare che entro un anno dall’ultima missione lunare (1972) tutti i moonwalkers avevano lasciato la Nasa. Una statistica certamente curiosa, visto che lo status di “eroi” che avevano acquisito gli avrebbe permesso di accomodarsi in posizioni di tutto rilievo, con un salario di certo soddisfacente. Invece solo due di loro sono rimasti nell’ambito dell’industria aerospaziale, ma comunque lontani dalla “famiglia” in cui erano cresciuti, mentre gli altri si sono dispersi come i componenti di una banda rock che si disintegri all’apice del successo. Tre di loro sono morti entro pochi anni, e non tutti in circostanze cristalline. Alan Bean si è messo a dipingere quadri, Neil Armstrong si è chiuso in un silenzio impenetrabile, ...L'Associazione Pazienti Omeopatici - A.P.O. Italia, nata a Napoli nel 1991 per tutelare gli interessi di coloro che dal trattamento omeopatico ricevono beneficio, non può fare a meno di far sentire la propria voce di fronte a quanto è stato dichiarato in un documento congiunto di scienziati aderenti all'associazione 'Galileo 2001', al 'Gruppo 2003' e alla Societa' italiana di medicina interna, discusso in un Convegno a Milano. Gli "scienziati" hanno dichiarato: "Le medicine alternative, in cui rientrano l'agopuntura e l'omeopatia, non devono essere equiparate alla medicina ufficiale". Tale affermazione (maturata non si sa come, vista l'assenza di specifiche competenze nel campo delle MNC), alla luce dei princìpi di libertà di scelta terapeutica del paziente e di libertà di cura del medico, in realtà è pervasa dal convincimento che esista un unico protocollo terapeutico scientificamente valido, costituito dalla cosiddetta Medicina Convenzionale; mentre le altre terapie (peraltro affastellate sotto la generica dizione di medicine "alternative" obliterandone le profonde diversità di storia e di valenza scientifico-culturale), costituiscono una sorta di medicina di dubbia efficacia. Atteggiamento che si rivela frutto di ingiustificata presunzione ...
di Enrico Sabatino
Nei giorni scorsi in Pakistan si è registrata la più forte esplosione di violenza politica degli ultimi venti anni. Una violenza che covava da tempo ma che, in seguito alla rimozione d’autorità del Presidente della Corte Suprema Iftikhar Chaudhry da parte del Presidente Musharraf, avvenuta il 9 Marzo scorso, e con l’avvicinarsi delle elezioni generali del prossimo autunno, si è materializzata repentinamente, con prospettive incerte e potenzialmente devastanti.
Il giudice Chaudhry è stato rimosso da Musharraf con le accuse di abuso di potere e corruzione, ma in realtà perché si opponeva al suo ennesimo colpo di mano per rimanere al potere, attraverso l’attuazione del suo incostituzionale e impopolare progetto di farsi rieleggere presidente per altri cinque anni dall'attuale parlamento - a lui fedele - invece che da quello che verrà rinnovato con le elezioni di Ottobre, e che probabilmente vedrà un cambio di maggioranza.
Infatti la Corte Suprema sarà chiamata presto a pronunciarsi sulla legittimità del doppio ruolo di Musharraf (Presidente e Capo delle Forze Armate) ...
di Giorgio Codazzi
Ogni qual volta il colosso di Redmond esce con un suo nuovo sistema operativo, arriva la solita pioggia di critiche da parte del resto del mondo.
Che Microsoft abbia ormai da tempo una posizione di monopolio era evidente a tutti da un pezzo, fatta eccezione per l'antitrust americano (assieme alla attuale amministrazione americana) che chiude tutte e due gli occhi e favorisce in modo più o meno palese la presenza monopolista sul mercato del gigante informatico. Che questa posizione di predominio abbia poi nei fatti imposto prodotti scadenti, se non proprio truffaldini, non é altrettanto evidente (mancano i necessari confronti nella maggior parte dei casi), ma quanto meno é razionalmente accettabile.
Tuttavia una delle leggi fondamentali per la sopravvivenza del mercato é che non vi siano attori che mantengano posizioni di predominio assoluto per un tempo troppo lungo. Come la spiaggia: piccole onde accontentano molte persone e ne scontentano poche, ...
Semir Osmanagic è un archeologo bosniaco che da anni sta cercando di scoprire alcuni dei principali misteri legati alle origini delle piramidi quanto alla loro reale funzione. Un obiettivo questo molto ambizioso in quanto sino ad ora nessuno è riuscito a risolvere la questione in modo da dissipare qualsiasi ragionevole dubbio in materia. Per tale motivo, il filone della letteratura "eretica" dedicato alle piramidi o ai siti megalitici di tutto il mondo non sembra conoscere crisi.
Dal romanzo più fantasioso alla teoria alternativa ritenuta più valida e concreta, le argomentazioni degli scrittori e dei ricercatori "eretici" riescono infatti sempre a "tenere banco" tra i lettori.
Il motivo di tale interesse popolare può essere ricercato tanto nella puerile necessità umana di fantasticare l’esistenza di mitiche civiltà scomparse quanto nella circostanza oggettiva che vede spesso le spiegazioni ufficiali del mistero troppo riduttive e semplicistiche, lasciando sempre vivi i dubbi che poi lasciano campo libero a interpretazioni poco ortodosse.
Ma S. Osmanagic questa volta sembra sulla strada giusta per dare definitivamente ragione alle teorie eretiche e il suo nome sta infatti facendo il giro del mondo. Ritenuto a lungo un dilettante dai suoi colleghi accademici più illustri, ...
Dopo Donald Rumsfeld, Karl Rove, John Bolton e Scooter Libby, Paul Wolfowitz è il quinto "pezzo grosso" dell'armata neocons - che sette anni fa si era letteralmente impadronita del potere a Washington - a cadere nel dimenticatoio. E la settimana prossima tocca ad Alberto Gonzales, che con la sua ostinazione a non voler lasciare il Ministero di Giustizia ha costretto la commissione senatoriale a convocare un voto di sfiducia nei suoi confronti. Dopo che molti fra gli stessi repubblicani hanno richiesto le sue dimissioni, è rimasto solo Bush a difendere l'uomo da lui scelto per sostituire John Ashcroft, all'inizio del secondo mandato. (Ricordiamo che Gonzales è l'autore dei famigerati "Patriot Acts I e II", oltre che grande promotore della "dottrina della tortura" che contraddistingue nel mondo questa amministrazione). Negli Stati Uniti è infatti il Presidente che nomina i suoi ministri, ed è solo lui che può cacciarli, se questi non se ne vogliono andare di propria iniziativa. Ma Gonzales, che finora è sopravvissuto grazie alla notoria incapacità di Bush di riconoscere i propri errori, ormai ha le ore contate.
Sempre di Bush (si scrive Bush ma si legge Cheney, ovviamente) è stata l'infelice scelta di imporre Paul Wolfowitz alla guida della Banca Mondiale, circa un anno fa. Come è noto, fra europei e americani esiste un tacito accordo secondo il quale i primi scelgono il presidente del Fondo Monetario Internazionale, ...
di Claudio Negrioli
La guerra globale al terrorismo intrapresa dalla coalizione dei volonterosi, Usa e Gb in testa, è palesemente e irrimediabilmente persa sui campi di battaglia Irakeni e Afghani... checchè ne dica la propaganda.
La questione vera che ora si pongono i vertici politico-militari della Coalizione, è trovare una "exit strategy" dignitosa che permetta di salvare la faccia e quel che resta della macchina bellica, uomini compresi.
Orecchie che sanno intendere odono però un tam-tam sempre più insistente che corre sulle basse vibrazioni effuse dai tamburi di guerra che solcano l'etere e non fanno presagire nulla di buono per l'immediato futuro.
Notizie come le esercitazioni appena terminate (Noble Resolve, 23-27 aprile 2007) dove si simulava uno scenario che prevedeva l'uso di un ordigno atomico fatto deflagrare da fantomatici terroristi addestrati da Al-Qaeda (La Base) nel porto di una grande città della Virginia, sono già state rincalzate da fresche nuove dove si parla di un ordigno sempre atomico, …
Leggi tutto: Ed Mitchell - L’uomo che ha visto Dio