di Davide Oggionni
Marco Badiali aveva quarantotto anni ed era a cavallo della sua passione quando si è trovato a terra, con un filo spinato conficcato nella giugulare, la carotide squarciata.
E' un'immagine volutamente forte, quella che descrive la morte assurda di un giovane motociclista.
Ne sentiamo tante: bambini seviziati da insegnati dell'asilo, ragazzine uccise in metropolitana, sparatorie da far west tra cinesi milanesi, rom che investono motorini da ubriachi, governi di superpotenze che organizzano auto-attentati per poi addossare la colpa ad organizzazioni fino a quel momento sconosciute.
Ne sentiamo tante, ed ognuno si ferma, se si ferma, a riflettere su questo o su quello. Fisiologicamente è impossibile stare a rimuginare su ogni avvenimento del mondo: non basterebbero cento vite per farlo.
Ma questo avvenimento ha una caratura così grottesca, così incredibile, che si rende necessario un attimo di riflessione. Hannah Arendt parlava della banalità del male, ...
Al Magnificente e Chiarissimo Ministro degli Interni, Sua Eccellenza Dottor Professor Giuliano Amato
Ci rivolgiamo alla Sua Pazienza, Eccellenza, per sottoporLe un quesito che scaturisce dai nostri più interni precordi, alla lettura di un Sua intervista al noto quotidiano nazionale La Stampa. In particolare ci provoca commozione il vederLa pronunziare queste parole:
"In questo momento - ribadendo naturalmente che «l’attenzione rimane alta» - più che il terrorismo islamico lo preoccupa quello interno: «Nei confronti dei brigatisti arrestati c’è un alone di consenso che raggiunge anche segmenti del mondo giovanile e studentesco. E’ tremendo dover prendere atto che in alcuni sembra non esserci una discontinuità tra chi si ferma alla legittima critica del capitalismo o della globalizzazione e chi uccide in nome di questa critica [...] Questa volta abbiamo fatto arrestare i brigatisti prima che sparassero. »."
Non vogliamo certo abusare del tempo preziosissimo che l'Eccellenza Vostra vorrà dedicarci, ma vorremmo solo capire, noi poveri popolani, alcuni argomenti che non ci sono chiari. Non è il terrorismo internazionale la priorità, secondo le Sue parole. Questa è già una grossa novità, per noi poveri ignoranti. Ecco, ci chiedevamo, con la massima umiltà, per quale motivo sosteniamo allora delle campagne militari in mezzo mondo, …
Come tutte le novità in grado di trasformare la società, anche Internet presenta degli enormi pericoli connessi alla sua indubbia portata rivoluzionaria.
La caratteristica fondamentale di Internet è quella di rappresentare un enorme "archivio umano" - contenente ogni sorta di informazione ormai - accessibile a chiunque in qualunque momento. Ma Internet è anche accesibile "in entrata", e non solo "in uscita", nel senso che qualunque utente è in grado di immettere informazioni a piacimento, che senza nessun filtro andranno bene o male a fare parte di quell'archivio.
E' quindi diventato necessario cercare di verificare sempre la validità delle diverse informazioni a cui si accede, prima di farne uso o di tornare addirittura a rimetterle in circolo, amplificandole. Si rischia infatti quello che si potrebbe definire un "incesto dell'informazione", ...
Le bordate ormai arrivano da ogni parte, e persino un vascello robusto ed altero come quello di Dick Cheney comincia a dare l'impressione di poter affondare.
Dopo la mossa ad effetto di Dennis Kuchinic, che ha presentato una richiesta di impeachment direttamente contro Cheney ("perchè se la facessi contro Bush dopo rischiamo che il presidente diventa lui") è stato il turno di George Tenet, che ha curiosamente scelto i giorni caldi del braccio di ferro sul rifinanziamento per l'Iraq, fra i democratici e la Casa Bianca, per uscire con il suo nuovo libro, "At the center of the storm" ("Nel centro della tempesta").
In questo libro Tenet lamenta di essere stato usato come capro espiatorio, una volta che si è rivelato che le armi di distruzione di massa in Iraq non esistevano, ...
di Claudio Negrioli
Secondo quanto riportato recentemente da fonti di stampa inglese i terroristi di Al-Qaeda, sempre loro, nascosti in qualche covo sopra o sotto il suolo della Regina, starebbero tramando per mettere a segno un mega-attentato forse nucleare.
Le fonti giornalistiche sarebbero state informate, al riguardo, da una "gola profonda" del famigerato MI-5, i servizi segreti della Corona, che avrebbero drizzato le orecchie sulla questione già da un mese, pare.
Le suddette orecchie avrebbero sentito cose di questo tipo: sarà più devastante di Hiroshima e Nagasaki messe assieme, …
25 Aprile. Due articoli
La triste eredità
di Fernanda Alene
25 aprile. Ancora una volta la stessa retorica. Fascisti - partigiani. Mi fa tristezza questa divisione che si trascina da sempre, opportunamente alimentata perchè a qualcuno serve che tanti italiani vivano in questo odio ereditato da altri.
Quel 25 aprile a Torino. Due giorni chiusi in casa a guardare dalla finestra senza capire cosa stava succedendo. Si sentivano colpi di mitra lontano e vicino. Passava qualche camionetta tedesca mentre i partigiani si muovevano cautamente dietro gli angoli delle case. Poi una macchina con un grappolo partigiani che cantavano "bandiera rossa" e avvertivano con un megafono che "la città era libera".
Libera, ma non dall'odio che per tre giorni ancora ha attraversato la città, prima che il C.L.N potesse creare un minimo di ordine e legalità. La caccia per le strade e per le case di quelli che avevano collaborato. L'uccisione delle spie. L'impiccagione di Solaro il torturatore. La ricerca dei cecchini che sparavano dalle finestre, e che quando venivano individuati erano buttati dalle finestre e lasciati lì nel loro sangue. La misera visione delle donne amiche dei tedeschi, …
Come zombie usciti da un horror di Cesar Romero, i fantasmi delle menzogne raccontate dagli uomini di Bush tornano, uno dopo l'altro, a cercare giustizia.
Ieri è stato il turno di Pat Tillman e di Jessica Lynch. Il primo era un famoso giocatore di foot-ball, che divenne ancora più famoso, in America, quando rifiutò un'offerta milionaria da parte dei Cardinals per arruolarsi volontario e andare a combattere in Afghanistan.
Tillman morì, ufficialmente da eroe, il 22 aprile 2004, ma col passare del tempo iniziarono a trapelare notizie che fosse invece stato ucciso da "fuoco amico" - un mostruoso ossimoro, questo, che solo i militari riescono a sopportare - e che la sua fine eroica fosse stata inventata di sana pianta, semplicemente perchè in quel momento gli USA non potevano permettersi altre "brutte notizie" dal fronte.
A denunciare l'ennesima copertura della verità è stato ieri il fratello di Pat Tillman, Kevin, che davanti ad una commissione governativa ha raccontato fin nel minimo dettaglio come la morte di Pat sia stata causata da una vergognosa disorganizzazione nell'esercito, che ha mandato allo sbaraglio dei ragazzi senza nessuna esperienza, senza un minimo di preparazione e senza le dotazioni necessarie.
Che li ha, cioè, mandati consapevolmente al massacro.
Lo stesso Kevin si era arruolato con Pat, nel 2002, e stava viaggiando poco più indietro del fratello ...
di Enrico Sabatino
di Giorgio Mattiuzzo
Un editoriale dell'International Herald Tribune commenta un articolo scritto da 11 generali americani in congedo. L'inizio è una perla di abilità di sintesi e descrizione delle politiche governative che ci accompagnano da anni: Le persone che non sono molto interessate alle materia ambientale sono attente quando la sicurezza nazionale entra nella conversazione. Così il dibattito sul riscaldamento globale ha effettuato un'utile svolta questa settimana quando diplomatici e ufficiali dell'esercito in congedo hanno delineato delle persuasive connessioni tra il cambiamento climatico e la più che reale possibilità di sollevazioni di alcune aree del globo.
Una descrizione perfetta della nostra società. Alcuni sono spaventati dalla sicurezza nazionale, cioè dal terrorismo. Altri dalle problematiche ambientali. Quasi mai i due gruppi si sovrappongono anzi, di solito questa polarità “terrorismo/ambiente” riflette lo stereotipo, sia italiano che più in generale dei Paesi democratici, delle diverse contrapposizioni “destra vs sinistra”, “conservatori vs liberali”, “Repubblicani vs Democratici” e via dicendo. Se ci pensiamo con attenzione, ogni persona che si identifica in una determinata “area politica” (considerandola non tanto dal punto di vista del voto, ma da quello del sentirsi in qualche modo accomunato con l'una o con l'altra) automaticamente sceglie quale paura avere. Gaber cantava che il culatello è di destra e la mortadella di sinistra; noi potremmo dire la paura del terrorismo è di destra, …
Leggi tutto: Ad altezza gola