di Florizel
Dalle ultime notizie riguardanti gli arresti in materia di reati legati allo smaltimento di RSU (rifiuti solidi urbani) in Campania, si ha l’impressione che i relativi provvedimenti giudiziari scaturiscano esclusivamente dalla condivisibile urgenza di mettere fine alle note illegalità che da ormai 15 anni segnano vergognosamente l’attività del Commissariato per l’emergenza, i cui compiti fondanti erano (e sono tuttora) quelli di “fronteggiare e risolvere” l’esasperante condizione in cui ancora versa l’intera regione.
Mediaticamente, i punti del D.L. 23 Maggio 2008 n.90 maggiormente portati all’attenzione pubblica sono quelli relativi agli articoli 8 e 9, che autorizzano lo sversamento di rifiuti non trattati e di rifiuti tossici nelle discariche. Le iniziative della magistratura partenopea vengono percepite come riferite unicamente a questi punti, che svelano la contraddizione tra la funzione del Commissariato dalla sua costituzione ad oggi e l’effettivo, colpevole coinvolgimento di alcuni suoi funzionari (alcuni anche di spicco) in affari ancora pochissimo chiari ai danni di intere popolazioni.
Quello che arriva alla ribalta ancora molto debolmente, è invece l’art. 3 del decreto, che in materia di “competenza dell’autorità giudiziaria nei procedimenti penali ...
Finalmente una bella notizia, che sicuramente aiuterà a risollevare il morale di tutti coloro che in questi anni si sentono depressi e impotenti contro le ingiustizie nel mondo: più di cento nazioni si sono accordate, ieri a Dublino, per un trattato internazionale che renda per sempre illegale l’utilizzo delle bombe a grappolo.
In questo modo i bambini di tutto il mondo, se anche dovessero mai subire una guerra, potranno comunque tornare a giocare felici all’aria aperta, senza temere di fare la fine dei bambini del Kosowo, del Libano e della Cambogia, o di qualunque altra nazione che nel passato sia stata sepolta dalle bombe a grappolo nemiche.
Come molti sanno, infatti, le bombe a grappolo sono centinaia di “piccole bombe a mano” che vengono sganciate contemporaneamente su una certa zona di territorio, e che non sempre esplodono all’impatto col terreno, rimanendo potenzialmente attive anche per molti anni. A quel punto basta che una persona, incuriosita da quello strano oggetto, provi a toccarla, e questa le esplode in faccia, provocando quasi sempre la morte. Naturalmente gli adulti che vivono nelle zone piene di “cluster bombs” sono molto attenti a non commettere errori del genere, mentre i bambini purtroppo rimangono inevitabilmente a rischio, e molto spesso restano vittime della loro naturale curiosità.
C’è solo un piccolo particolare, che rende la notizia di Dublino meno luminosa e positiva ...
NOTIZIA BREVE - Bomba a Washington, poche ore fa: l’ex-portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, sta per pubblicare un libro nel quale dichiara che “la guerra in Iraq è stata costruita sulla base di false informazioni alimentate dalla propaganda” e, in senso più generale, che Bush era attorniato da consiglieri che mentivano sistematicamente, pur di portare avanti l’agenda neocons.
Resta da chiarire come mai Scott McClellan si sia accorto di tutto questo soltanto dopo tre anni di onorato servizio agli ordini dei suddetti personaggi, specialmente in luce del fatto che il tramite stesso di tutte quelle menzogne era proprio lui.
Sarebbe come se Emilio Fede accusasse Berlusconi di aver mentito per anni agli italiani tramite i suoi telegiornali.
Massimo Mazzucco
Nella nostra società, il lavaggio collettivo della coscienza è un fenomeno tanto ricorrente quanto inevitabile: per ogni crimine che la società commette, in modo più o meno cosciente, c’è sempre un momento in cui la Storia ritorna per presentare il conto. E per quanto lo si sia riuscito a negare inizialmente, prima o poi quel crimine deve essere riconosciuto da tutti come tale, se lo si vuole davvero superare e mettere per sempre alle spalle.
Il problema sorge nel momento in cui, invece di affrontare, rivalutare, ed eventualmente espiare quella colpa con i giusti parametri, si crede di liberarsene con un semplice discorso di circostanza, un’anonima cerimonia cittadina, o al massimo la costruzione di un qualche monumento “alla memoria” delle vittime.
E purtroppo, nel mondo dell’informazione rapida e globale, questo accade sempre più spesso: è appena successo con Ratzinger, che ha creduto di liberarsi dei fantasmi della pedofilia clericale accennandovi – in modo nemmeno tanto contrito, oltretutto - nel suo recente viaggio in USA, ed è successo ieri con la Germania, che evidentemente si è illusa di cancellare la macchia di certe persecuzioni naziste con un “monumento in onore delle migliaia di omosessuali perseguitati dai nazisti fra il 1933 e il 1945”.
Naturalmente questa operazione solleva più problemi di quanti ne volesse mai risolvere. Prima di tutto, non si comprende perchè vada onorata la memoria degli omosessuali perseguitati e uccisi durante il nazismo ma non, ad esempio, quella dei Rom che fecero la stessa fine ...
Ieri in America è stato il Memorial Day. In questa giornata di americani ricordano i loro soldati caduti in guerra.
Nel prevedibile calderone di patriottismo e frasi fatte, una storia in particolare si è segnalata rispetto alle altre, per la sua paradossale quanto invisibile perversità.
La storia è quella del soldato Jason Scheuerman, un ragazzo qualunque partito per l’Iraq nel 2004. Nei primi mesi di permanenza – oltre a tutti gli orrori che possiamo solo immaginare - Jason si è ritrovato ad assistere prima alla morte di un suo commilitone, e poi al suicidio di un altro suo amico di camerata.
Dopo sette mesi Jason ha iniziato a denunciare sempre più frequenti crisi depressive, ...
di Florizel
“Hanno sfasciato la testa a mio fratello!” “Hanno manganellato mia madre!” "Ci vogliono massacrare tutti!" “Si sono portati via papà!”
No, non sono gli incubi di un rifugiato cileno, ma sono le frasi, angosciate e incredule, che hanno accolto chi come me ieri sera è accorsa a Chiaiano, dopo che si era diffusa la notizia di un improvviso assalto ai presidianti da parte delle forze dell’ordine.
Bertolaso lo aveva detto: "Non guarderemo in faccia a nessuno". E così è stato: non ha guardato in faccia nemmeno la legge, facendo intervenire i poliziotti prima ancora che entrasse in vigore il già discutibile decreto legge che lo autorizzava a farlo.
Giungendo al presidio, molta gente che tornava indietro dopo le cariche ha raccontato di una violenza gratuita ed immotivata; andando avanti, lo scenario che si è aperto ai nostri occhi è stato quello di Genova e di Napoli del 2001: un enorme cordone di agenti in tenuta antisommossa che fronteggiava cittadini a mani alzate, ed un autobus messo di traverso, affiancato alle barricate, ad impedire l’avanzata delle forze armate verso le cave.
Le cariche di ieri sera hanno colto praticamente di sorpresa tutti i presidianti, che da settimane hanno il loro punto di incontro in un angolo della rotonda "Titanic". Come ogni sera, alle 18 di ieri era prevista un'assemblea del comitato per discutere il da farsi, mentre si aspettavano notizie del decreto firmato in serata dal presidente Napolitano.
Invece sono arrivate le botte. Cieche, violente e indiscriminate, per tutti.
Ovunque le popolazioni hanno difeso il proprio territorio dai veleni del potere, ovunque gente comune di ogni età ed estrazione sociale ha denunciato illegalità e soprusi, ...
«Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei» - Albert Einstein
Se c’è qualcosa che accomuna tutti i lettori di luogocomune – e di siti simili al nostro - è certamente la “ricerca della verità”, intesa non come certezza di una particolare versione dei fatti, ma come capacità di ciascuno di liberare ogni volta la mente dai pregiudizi, prima di affrontare un qualunque argomento che possa restarne influenzato.
E’ il famoso discorso del confronto fra il ragionamento deduttivo e quello induttivo: il primo parte da presupposti fissi e intoccabili, che garantiscono una conclusione altrettanto solida e intoccabile (es.: “Gli americani non possono essersi fatti da soli una cosa del genere, per cui deve essere stato per forza il kerosene a far crollare le Torri Gemelle”), ma rischiano di trascinare il ragionamento nel disastro più totale, se per caso la premessa risultasse errata (pare infatti, a giudicare dalla storia, che gli americani possano eccome farsi da soli degli scherzi del genere, anzi sembra che il loro sia proprio un vizio ricorrente).
Il ragionamento induttivo non parte invece da certezze fisse, ma dall'osservazione dei dati disponibili, e cerca di trarre conclusioni solo quando crede di averne raccolto a sufficienza (es.: “Ci sono gli sbuffi laterali, gli edifici cadono molto in fretta, il calore non poteva indebolire le strutture, i testimoni parlano di esplosioni, ecc... Tutto questo mi porta a concludere che sia stata una demolizione controllata”). Il premio che lo attende è l’introduzione un concetto nuovo, che prima non esisteva (“E’ stato un autoattentato”), lo svantaggio è quello di non avere mai la certezza assoluta della conclusione a cui si è giunti.
Talmente importante è la distinzione fra ragionamento deduttivo e induttivo, che si può affermare che tutte le discussioni si possano in qualche modo far risalire a questa diversa impostazione mentale. Fateci caso, sui nostri forum come nei dibattiti televisivi, ...
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