Curiosa “matrioska” di contraddizioni, quella che ha preso corpo nell’incidente diplomatico fra Inghilterra e Olanda, nato dal rifiuto dei britannici di far entrare nel proprio paese il parlamentare olandese Geert Wilder.
Wilder era salito agli onori della cronaca nel 2007 (*), quando aveva paragonato il Corano al “Mein Kampf” di Hitler, chiedendone la messa al bando in tutto il Be-Ne-Lux, e scatenando il classico putiferio mediatico internazionale.
In seguito Wilder ha prodotto un film, intitolato Fitna, che apre con immagni del Corano sovrapposte a quelle degli attentati dell’11 settembre e degli attentati di Londra, e dipinge l’intero Islam come un mondo di assassini assetati di sangue.
Chiaramente provocatorio, e biecamente opportunista, tutto ciò è servito più che altro a Wilder per farsi conoscere e per guadagnarsi un posto al sole nel panorama politico olandese.
Bossi ci ha fatto una carriera, speculando sulla xenofobia di bassa lega (pun unintended).
Nel frattempo però il polverone creato da Wilder non si è affatto dissolto, e le autorità inglesi sono arrivate a mettere un bando permanente ad un suo ingresso nel paese, come “persona la cui presenza potrebbe mettere a repentaglio la pubblica sicurezza”.
Accade così che un deputato inglese ottenga di far proiettare in parlamento il film di Wilder, ma non possa invitare il suo autore ad assistere alla proiezione, a causa del bando.
Wilder non ha esitato ad approfittarsene e ha urlato allo scandalo, lamentando il suo mancato diritto a difendere la propria opinione …
Con i due principali partiti, Likud e Kadima, che reclamano la vittoria, il paese si ritrova nettamente diviso in due – falchi e colombe - e decisamente incapace di procedere in un senso come nell’altro.
Se Peres affiderà l’incarico a Livni, i moderati sconteranno l’ingloriosa sconfitta del laburista Barak, e metteranno insieme una maggioranza talmente risicata da non potersi certo permettere di implementare con efficacia il processo di restituzione delle terre – il cosiddetto “land for peace” - che il Kadima ha voluto mettere al centro della sua piattaforma elettorale.
Se invece Peres affiderà l’incarico alla destra, la “sacra alleanza” fra Netaniahu e l’estremista Lieberman non sarà sufficiente a regalare ai sionisti la maggioranza di cui necessitano per procedere con disinvoltura all’epurazione programmata del popolo palestinese.
Un pò come in Italia, ambedue gli schieramenti dovranno fare spazio ai piccoli partiti di impostazione religiosa, che stanno solitamente appostati al centro, ...
Chavez non ha dubbi: “Sono stati loro, e io lo dico davanti al paese”, ha dichiarato parlando dell’attacco alla sinagoga di Caracas, avvenuto nella notte del 30 gennaio.
Ufficialmente, la sinagoga è stata attaccata da 15 “chavistas” - ovvero uomini mandati da Chavez – che hanno distrutto alcuni oggetti sacri, strappato la Torah e imbrattato i muri con scritte e simboli antisemitici, prima di scomparire nella notte.
Il mattino seguente il capo della ADL, Abrahm Foxman, sapeva già tutto: "La comunità internazionale - ha dichiarato - ha appena finito di commemorare l’olocausto, e una sinagoga di Caracas è stata teatro di una moderna Notte dei Cristalli. Per cinque ore violenti antisemiti hanno profanato e vandalizzato gli oggetti e lo spazio più sacri della tradizione ebraica, lasciando scritte sui muri che dicevano “Andatevene!”, “Morte a tutti” e “Maledetto Israele, morte”. Questo violento attacco ricorda i giorni più scuri che hanno portato alla Shoah…” eccetera eccetera.
A sua volta la ADL, nel pubblicare il comunicato di Foxman, ha scritto: “La Anti-Defamation League (ADL) condanna il violento attacco ad una sinagoga di Caracas e chiede al presidente Hugo Chavez di denunciare prontamente questo disgustoso gesto di odio antiebraico, e di portare al più presto i colpevoli di fronte alla giustizia”.
Forse l’ultima parte della frase potevano risparmiarsela, perchè Chavez ha subito mandato alla sinagoga i suoi investigatori, i quali hanno scoperto delle cose molto curiose.
Bisogna infatti sapere che quella sinagoga è una specie di fortezza impenetrabile, circondata da alti muri sormontati da fili elettrici, …
Non si comprende perchè siano stati esclusi i sottotitoli in italiano, visto che ti rivolgevi al tuo pubblico italiano, e l’unico motivo che viene alla mente è per non essere obbligato a mostrare la scritta finale (“sottotitoli di luogocomune.net”), che infatti hai rimosso, sostituendola con beppegrillo.it, e facendo apparire il tutto come una “tua” notizia originale.
Potevi tranquillamente lasciare il video com'era, sovrapporgli il tuo logo, lasciare la citazione dei sottotitoli, e poi accludere la tua sigla. Invece hai preferito penalizzare i tuoi stessi lettori – immagino che non tutti sappiano l’inglese - pur di alimentare una forma di protagonismo individuale decisamente fuori tempo e fuori luogo.
Parli di rete “democratica” e gestibile da tutti, ma poi ti comporti come se tu fossi l’unico ad avere accesso alle informazioni. Parli di movimento dal basso, …
Leggi tutto: Obama: è finita la luna di miele