Mai come durante la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di ieri, a Torino, si è avuta chiara la sensazione di quanto antiche siano le Olimpiadi. Non stiamo parlando dei giochi olimpici originali, quelli tenuti in Grecia fin dai tempi di Sparta e Atene, ma delle Olimpiadi come le abbiamo conosciute negli ultimi decenni del secolo scorso.
Già quelle erano lontane anni luce dai giochi originali che volevano replicare, ma ciò che è accaduto dopo il 2001, e che ci separa dal secolo scorso con un baratro ogni giorno più profondo, rende gli stessi giochi olimpici di dieci o venti anni fa qualcosa di assolutamente improponibile nelle ore che stiamo vivendo. Se gli eccessi della commercializzazione di fine secolo avevano deformato le discipline sportive fino a renderle puro spettacolo, gli orrori di oggi ci hanno permesso soltanto di vedere con maggiore chiarezza gli errori di ieri.
Uno spreco offensivo di risorse, un inutile sfarzo tristemente illusorio, ...
Dopo che hai messo in piedi un baraccone come quello dell'11 Settembre, e ne hai tratto quasi tutti i vantaggi che contavi di trarne, come fai a mantenere viva nella gente la paura di altri attentati, quando di nuovi non puoi più farne (se no ti senti dire di non essere stato capace di difendere la nazione, visto che ti hanno rieletto per quello), ma non puoi nemmeno più continuare a lanciare allarmi fasulli, che poi risultano regolarmente ingiustificati?
Semplice: i grossi attentati racconti di averli già sventati, mentre noi dormivamo sonni tranquilli, e così ti guadagni sia il "richiamo" di paura che andavi cercando, sia la fiducia elettorale di cui avrai tanto bisogno, di qui a pochi mesi, per restare in sella al tuo cavallo preferito.
Talmente allettante deve essergli parsa questa idea, che George Bush ha scelto di raccontare al mondo che di grossi attentati, dopo l'11 Settembre, ne sono stati sventati addirittura dieci.
Il più terrificante di tutti sarebbe stato un piano ordito
Succedono cose curiose, a furia di mescolare impunemente sacro e profano, religione e politica, chiesa e spiritualità.
Oltre che al trucco delle macchinette elettorali, gentilmente fornite dagli amici di sempre, nel 2004 Bush era riuscito a farsi rieleggere grazie al supporto compatto degli Evangelisti e dei cristiano-fondamentalisti, cattolici compresi, di tutta America.
Ma proprio oggi, è lo stesso gruppo su base religiosa che rischia di togliergli la base politica di cui avrà bisogno, nell'autunno di quest'anno, per contenere il ritorno dei democratici, e non perdere così quella maggioranza in Senato che oggi gli permette di fare tutto quello che vuole, senza dover venire a patti con nessuno.
Una potente lobby formata da 85 leader evangelisti - che comprende presidenti universitari, personalità della radio,...
Secondo voi, le due donne ritratte nelle foto accanto sono la stessa persona, sono due parenti stretti, o non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra?
Il fatto stesso che la domanda venga posta, ovviamente, presume che una qualche relazione ci debba essere. In effetti, si tratta della stessa persona, Isabelle Dinoire, prima e dopo il trapianto parziale del volto a cui si è sottoposta, dopo che il suo cane Labrador l'aveva aggredita, sfigurandola.
La stessa Dinoire aveva raccontato che subito dopo l'aggressione non si era resa conto della gravità dei danni subiti. Solo quando ha cercato di accendersi una sigaretta, per calmarsi, si era accorta di non riuscire a metterla in bocca, ed era allora andata davanti allo specchio, rendendosi conto che l'intera parte inferiore del volto non esisteva più.
L'operazione si è svolta a Parigi, ed è durata oltre 15 ore. Per quanto sia riuscita, dicono i medici, "oltre ogni più rosea previsione", ...
Provo non è certo Washington, Los Angeles o New York. E' solo la terza città dello stato dello Utah, con poco più di centomila abitanti. Ma Provo è anche la sede della prestigiosa Bingham Young University, ed è a Provo che si pubblica il Daily Herald, il primo quotidiano di tutto lo stato.
E quando un emerito professore della Bingham Young fa una importante conferenza, il Daily Herald non guarda in faccia nessuno, e pubblica in prima pagina un bell'articolo su quella conferenza. Anche se il professore si chiama Steven Jones, e se l'argomento della conferenza sono le presunte complicità del governo americano negli attentati dell'11 Settembre.
Accade così che, per la prima volta da quel giorno, la ricerca per la verità sull'11 Settembre finisca sulle pagine dei cosiddetti "mainstream media", i mezzi di comunicazione a livello nazionale. Già il volto rossiccio del Prof. Jones aveva fatto capolino in TV nazionale, come ospite di Tucker Carlson, il commentatore pro-Bush della Fox, ...
Leggi tutto: La straordinaria evoluzione della democrazia