Professore della BYU pensa che delle bombe, e non gli aerei, abbiano fatto crollare il WTC
Deseret Morning News, Utah - By Elaine Jarvik
Traduzione di Roberto Toso per luogocomune.net
"Le dinamiche fisiche dell'11 Settembre – inclusa la velocità e la simmetricità con cui venne giù uno degli edifici del World Trade Center – provano che la spiegazione ufficiale dei crolli passivi è errata", dichiara un Professore di fisica della Brigham Young University dello Utah.
In realtà, è probabile che ci fossero “esplosivi pre-posizionati” in tutti e tre gli edifici a ground zero, sostiene Steve E. Jones.
In una tesi pubblicata in rete martedì e accettata per considerazione …
A giudicare dai commenti più recenti, l'insofferenza diffusa che tutti registriamo verso lo stato attuale delle cose è controbilanciata da una quasi altrettanto pesante forma di rassegnazione, del tipo "tanto non ci si può fare nulla". Questo in realtà non sorprende, visto che la cultura di matrice cattolica in cui siamo immersi fin dalla nascita ci spinge ad armarci di pazienza e sopportare in silenzio, perchè "vuolsi così colà dove si puote".
In realtà la facciata dietro alla quale si nasconde il potere oggi è tanto sottile quanto forte è la nostra capacità di abbatterla. Il problema è che non sappiamo ancora di averla, quella capacità. Ma l'espressione "il re è nudo" non l'ho inventata certo io.
Forse gli esempi di Zucconi e Gentiloni non sono stati valutati nella giusta prospettiva, ma a pensarci bene è avvenuto qualcosa di profondamente importante, in ambedue i casi: il mastino che abbaiava, forte della sua posizione che credeva intoccabile, …
[color=CC0000](Inserito nei downloads un documentario sui fondatori della teoria - v. link in coda)[/color]Da domani nello stato del Kansas - sì proprio quello del Mago di Oz - i ragazzi impareranno che il mondo degli adulti non ha capito assolutamente nulla di ciò che gli vuole insegnare. Non è un gioco di parole, è la controversa risoluzione adottata dalla commissione per l'educazione, che dopo un acceso dibattito fra evoluzionisti e creazionisti ha stabilito che da ora in poi non si insegnerà nè l'uno nè l'altro, ma il fatto che nessuno dei due abbia ragione. Trovatemi un metodo migliore per confondere l'adolescente, e ve lo pago a peso d'oro. Sarebbe come andare a scuola di tedesco, e sentirsi dire che nè il giapponese nè l'antico aramaico ti permetteranno mai di ordinarti una birra quando sei a Francoforte.
Ha vinto cioè il cosiddetto "Intelligent Design", l'ambigua teoria intermedia che cerca di mettere tutti d'accordo, a condizione che non si pronunci apertamente la parola "Dio". Lo "scienziato" infatti, che ha sempre rifiutato quel termine (poichè sfuggirebbe al suo controllo, togliendogli il bastone del comando), ha trovato il modo di non apparire del tutto deficiente, quando si trova costretto a sostenere …
Il miracolo che tutti noi attendiamo, senza capire bene da dove possa arrivare, lo stanno facendo loro stessi. Le amministrazioni di destra al governo oggi - i repubblicani in America, il Polo in Italia, i finti laburisti in Inghilterra - si stanno scavando da sole quella fossa che noi tutti, forse, non saremmo mai riusciti a scavare senza il loro aiuto.
Il miracolo è quello di essere diventati ormai talmente ciechi di fronte ai propri errori, talmente sordi agli appelli che vengono da ogni sede di comune buonsenso, da stare mettendo insieme persino "fascisti" e "comunisti".
Sul senso di quelle virgolette abbiamo già discusso altre volte, e non ci torneremo (lasciatemi solo dire, per chiarezza, che fascismo e comunismo sono esistiti, come periodi storici, fallendo ambedue, senza che nessuno si accorgesse che la parte buona di ciascuno fosse in realtà la stessa).
Ma diciamo pure che esistano, fra i comuni mortali come noi, quelle differenze così profonde...
Se c'è un quotidiano alla portata di tutti, in rete, è il New York Times (lo cita persino Gentiloni), e non starebbe certo a noi segnalare i suoi articoli.
Ma l'editoriale di ieri ci è parso particolarmente significativo, specialmente per coloro che amano leggere fra le righe del famoso "paper" newyorchese i cambiamenti di "umore" al vertice del potere politico americano. Per quel che riguarda certe sottigliezze, segnaliamo soltanto che quando il testo parla di "President Bush", si riferisce alla carica pubblica che gli è stata assegnata, mentre il "Signor Bush" è l'individuo che cerca, con maggiore o minore successo, di vestirne quotidianamente i panni.
President Bush's Walkabout - New York Times Editorial - November 8, 2005
Le deambulazioni del Presidente Bush (*)
[quote]After President Bush's disastrous visit to Latin America, it's unnerving to realize that his presidency still has more than three years to run. An administration with no agenda and no competence would be hard enough to live with on the domestic front. But the rest of the world simply can't afford an American government this bad for that long.[/quote]
Dopo la disastrosa visita del Presidente Bush in America Latina, è inquietante pensare che la sua presidenza abbia ancora tre anni di vita davanti. Con un'amministrazione incompetente e senza programma sarebbe già difficile convivere sul fronte interno, ma il resto del mondo ...
Soltanto i giornalisti più innocenti si sono ritrovati a cascare dal pero, "venendo a sapere" dell'uso di armi improprie da parte degli americani in Iraq.
Ma anche fra i quotidiani che si atteggiano a "maturi", a "quelli che loro le cose le sapevano da sempre" (ma chissà perchè si dimenticano regolarmente di dirle), si nota l'assenza di una seria analisi sui probabili motivi che hanno permesso - di colpo - la trasmissione RAI di un documento così apertamente incriminante nei confronti degli americani. In serata infatti, casualmente, in Ministro Martino parla in Tv di un "possibile, graduale ritiro entro il 2006".
Manco avessimo fatto la firma per cento anni ininterrotti, oppure avessimo mandato 300.000 soldati. Sono solo 3000, che messi accanto ai 120.000 americani, o ai 25,000 inglesi, non si vedono neanche. Ma si sentono, evidentemente, perchè grazie a quelli …
Curioso. I nostri alleati usano armi improprie in guerra? Maddài, questa è buona davvero! E chi l'avrebbe mai immaginato?
E pensare che noi ci eravamo alleati a loro convinti che fosse una missione di pace. Ma forse si sono sbagliati, loro non fanno quelle cosacce. Quella brutta storia di Dresda, ad esempio, nella seconda guerra mondiale, era chiaramente una bufala. Non è possibile ammazzare centomila civili in una notte, scaricando su di loro tonnellate di esplosivo dal comfort dei quindicimila piedi di un B-29. E che dire di quel Robert McNamara, che alla bella età di 85 anni si mette a piangere davanti alle telecamere, raccontando che nella stessa guerra bruciarono vivi, in una notte, centomila abitanti di Tokio, con le bombe incendiarie proibite da tutte le convenzioni del mondo? E poi Nagoya, Toyana, Osaka, Nishonomiya, Shimnonodseki, Kure, Kobe, Omuta, Kawasaki, intere città bruciate in una notte, cancellate dalla mappa dell'umanità, ....
"Sì all'eguaglianza delle opportunità, all'impegno rafforzato dello stato nelle periferie, all'ascolto e al rispetto di tutti; prima, però, deve essere ripristinato l'ordine" ha detto il presidente Chirac, al termine della decima giornata di rivolta nella banlieu parigina.
Ma se ci fossero stati già prima "eguaglianza delle opportunità, all'impegno rafforzato dello stato nelle periferie, all'ascolto e al rispetto di tutti" - verrebbe da rispondere - sicuramente la sollevazione popolare non ci sarebbe stata. Come pensare allora che questo verrà davvero implementato in poche ore, quando fino a ieri nulla di simile si era mai nemmeno profilato all'orizzonte della nostra società?
Fin troppo facile, in questo caso, mettere a nudo la contraddizione scappata di bocca al presidente francese. Ma dietro a quell'ossimoro sociale si nasconde una verità assolutamente impronunciabile: non ci sarà mai "uguaglianza delle opportunità" finchè non esisterà una cultura dell'eguaglianza, e i maggiori nemici di questa cultura, paradossalmente, sono proprio coloro che lottano, …
di Marta Caruso
Nella tradizione letteraria romantica, al contrario della precedente corrente illuministica, che propugnava un futuro illuminato dalla ragione, ritroviamo i misteriosi principi universali, quali lo “spirito” e la “provvidenza”. Con una certa dose d’audacia si potrebbero paragonare i fatti di questi ultimi giorni a Bologna ad un classico della letteratura romantica, nel quale si modificano gli eventi, grazie appunto al sopraggiungere della provvidenza.
La provvidenza non riguarda, come forse qualcuno si era atteso, la figura del sindaco, che a parer mio risulta un “Don Abbondio” qualunque (paragone che andrò a spiegare minuziosamente) né tanto meno una figura retorica come quella dell’Innominato: ben vengano i cattivi capaci di redenzione! No, la provvidenza, nei fatti di Bologna, è rappresentata tutta dalle cariche della polizia. Un atto estremo e violento ma chiarificatore. Come la peste, appunto. Così come le ruspe …
(La formula è un indovinello*) Con la rapida crescita degli iscritti, rischiamo di perdere il senso dell'identità del sito, e quindi anche una buona parte del piacere di frequentarlo. Al proposito, nell'autunno 2004 facemmo un sondaggio fra gli iscritti, che oggi vorremmo riproporre, negli stessi identici termini. (Alla fine pubblicheremo anche il vecchio sondaggio, per un confronto. Naturalmente chi partecipò l'anno scorso è doppiamente invitato a rifarlo).
Non chiediamo però che interessi hai, dove vivi, cosa faceva tuo nonno da piccolo, o cosa vuoi fare tu da grande. Poniamo una semplice domanda, dalla quale molti di noi ritengono che verranno a dipendere - anche - tutte le risposte di cui sopra: rispetto alle responsabilità dell'11 Settembre, tu come ti definisci?
A) Credente. B) Agnostico. C) Scismatico. D) Eretico. E) Satanico. F) Altro… . (All'interno le spiegazioni).
Non sono mai stato "antisemita" - ammesso e non concesso che il termine significhi qualcosa - ma a questo punto rischio di diventarlo.
Per una pura questione di fastidio, fra l'altro, che non ha nulla a che vedere con le religioni o con la storia della Palestina. E' il fastidio che si prova di fronte allo strabordare dell'arroganza del più forte, che non si accontenta di aver schiacciato e umiliato il più debole, ma vuole stravincere su tutti i piatti della partita.
E se da una parte c'è questa profonda irritazione, dall'altra non è minore il disgusto che provo per tutti quei politici nostrani - di che partito siano nemmeno mi interessa più, a questo punto, poichè sotto un certo livello …
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