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Al cuor non si comanda

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
29 Dicembre 2007
Visite: 5258
Per certe persone la verità sull’undici settembre è come una serie di piccolissime ferite, diffuse in tutto il corpo ma poco profonde, che si rimarginano in fretta e permettono loro di sopravvivere senza mai arrivare a dissanguarle. Questa prodigiosa caratteristica della natura umana si evidenzia molto spesso quando un difensore della versione ufficiale viene sottoposto ad un fuoco di fila di elementi probanti, e dopo un pò si ritrova costretto ad ammettere che “in effetti questo è un aspetto della vicenda che resta ancora da chiarire”. Ma pochi minuti dopo se ne è già dimenticato, e lo ritrovi a combattere fresco come una rosa su un nuovo argomento, come se quello vecchio non fosse mai esistito. Questa impressionante capacità di rimaginare le “ferite” gli permette così di continuare imperterrito a sostenere la versione ufficiale come se fosse la più limpida e cristallina versione dei fatti che abbia mai udito fino ad oggi. E a nulla serve ricordargli che il giudizio andrebbe tratto dalla somma dei fattori: un indizio più un indizio più un indizio di solito equivalgono a una condanna (o almeno a un pesante sospetto di colpa), in quello che nei tribunali si chiamerebbe, appunto, un processo “indiziario”. Ma quando si tratta di undici settembre tutti i parametri cambiano, e la lassitudine critica con cui molte persone affrontano i dati oggettivi diventa a volte addirittura sconcertante: quante persone non si insospettirebbero almeno un pò, se gli raccontassero che, ad esempio, quattro vietnamiti che non hanno mai guidato un jet nella loro vita hanno dirottato degli aerei a Odessa e Pietroburgo, ...

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L'assassinio di Benazir Bhutto

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Scritto da Redazione
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29 Dicembre 2007
Visite: 4767
Più di una persona mi ha scritto “indignata”, domandandomi come mai non abbia fatto un articolo sull’assassinio di Benazir Bhutto. In realtà, ritengo che ci sia ben poco da commentare, specialmente quando mezz’ora dopo il fatto il mondo intero è già stato informato che “la colpa è di Al-Queda”. Ci mancava solo che Aznar tentasse di incolpare l’ETA, e la messinscena era completa. E’ evidente che Musharraf ha fatto alla Bhutto un’offerta [di spartizione del potere] che lei non ha accettato, e ora “gli toccherà” andare alle elezioni senza avversario. Oppure rimandarle addirittura a tempo indeterminato. Il resto è tutto cortina fumogena, ma quando il cui prodest è così evidente, commentare a me pare superfluo. In ogni caso, lo spazio è a disposizione per chi volesse parlarne. M.M.

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L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.

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Scritto da Redazione
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28 Dicembre 2007
Visite: 7701
Dopo essersi trovato più volte faccia a faccia con i pezzi grossi neocons (vedi filmato in coda), Ray McGovern ha scelto di rincarare la dose, schierandosi apertamente per l’impeachment (*) di Dick Cheney e George W. Bush. Ray McGovern non è un “qualunque” agente della CIA che ha deciso di schierarsi contro l’amministrazione Bush: nella sua carriera quasi trentennale è stato a lungo incaricato dei “daily briefings“ presidenziali, sia per Ronald Reagan che per George H. Bush (padre di George W.). I “daily briefings” sono il rituale incontro, che avviene ogni mattina alle 8 alla Casa Bianca, nel quale alti personaggi della CIA e dell’FBI aggiornano il presidente sulle novità delle ultime 24 ore. E’ un compito delicatissimo e super-riservato, ovviamente, e coloro che ne sono responsabili hanno letteralmente in mano il futuro della nazione, in quanto controllano di fatto le informazioni di cui dispone – oppure “non” dispone – il presidente. Nei momenti cruciali i daily briefings vengono tenuti direttamente dagli stessi capi della CIA e dell’FBI. Se c’è quindi un ex-agente CIA che sa bene di cosa parla è certamente Ray McGovern. In una conferenza tenuta ieri alla Biblioteca Pubblica di Porthsmouth, McGovern ha sostenuto che ormai i capi d’accusa per dare inizio a un processo di impeachment contro l’attuale presidenza sono “overwhelming”, cioè “strabordanti”, sovrabbondanti, travolgenti. In effetti, qualunque avvocatucolo fresco di laurea potrebbe oggi mettere insieme un quadro di accusa che comprenda i seguenti capi di imputazione: 1 - Aver violato il Charter delle Nazioni Unite, lanciando una guerra di aggressione illegittima contro l’Iraq, dopo aver ingannato il pubblico e il Parlamento con false motivazioni, e mettendo inutilmente a rischio l’incolumità dei propri militari. 2 - Aver violato leggi nazionali e internazionali autorizzando la tortura di migliaia di prigionieri, tenendo poi i medesimi nascosti ...

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Il "lato oscuro" della medicina

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Scritto da Redazione
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27 Dicembre 2007
Visite: 10573
Se un inventore si presentasse in un centro di ricerca sul cancro con una specie di “raggio spaziale” fatto in casa, sostenendo che con questo aggeggio riesce a colpire i tumori e ucciderli dovunque essi siano, nella migliore delle ipotesi riceverebbe uno sputo in un occhio. Nella peggiore finirebbe invece sotto processo per tentata frode ai danni dei malati di cancro, poichè il suo metodo “non è scientificamente dimostrato”. Se invece l’idea viene agli “scienziati” quelli veri, e se la macchina, invece di essere un alambicco fatto con quattro lattine di pelati e due fili del telefono, fosse un “acceleratore di protoni” dell’ultima generazione, allora gli ospedali di mezza America si getterebbero a capofitto per essere i primi a poterne disporre, e del fatto che il metodo “non sia scientificamente dimostrato” se ne batterebbero tutti sonoramente le ali. Perchè questa differenza? In fondo, nessuno dei due metodi dà la minima garanzia di successo: perchè quindi scartare a priori che l’inventore possa essere il genio del millennio, e non presupporre che quelli dell’acceleratore stiano invece per prendere la millesima cantonata dell’ultimo secolo? E’ molto semplice: perchè il baracchino artigianale è costato all’inventore ventidue dollari più le tasse, ...

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Lettera a Dio (2007)

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Scritto da Redazione
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25 Dicembre 2007
Visite: 4690
di Vincenzo d’Urso Caro Dio, ancora un Natale, ancora un anno, ancora tu, "ma non dovevamo vederci più"? Mi ritrovo a scriverti in un anno che ha rappresentato una serie di grosse non-novità. Maledetto sia quel giorno che ho voluto emulare coloro che dichiarano di intercedere con te. Nessuno ci crederebbe, capisci, se dicessi che io e te ogni tanto scambiamo due chiacchiere. Io stesso mi interrogo, questa mia vanità. Poi, in occasione del Natale. Tono polemico quest'anno, Dio. Ma cos'è questa storia secondo la quale tu saresti in ogni dove? Perché lasci che si dica ciò? No, no, guarda che l'ho capito che tu esisti e non esisti. Non è mica un caso se ti scrivo da qualche anno e, ogni anno, sembra che tutto si realizzi come tu "permetti ma non vuoi". Come dici? Lo so lo so. La perdita di ogni punto fisso, la perdita di ogni morale, l'allontanamento da te, il decadimento della civiltà. Mon dieu, il diavolo sembra essersi impossessato dell'umanità, Satan Trismégiste! L'ateismo, io sono allo sbando, non capisco più nulla. Ma, guarda, è un gioco perverso, perdi in ogni caso. Non capisci? Neppure io, d-io. Non mi convince nulla, tutta questa storia di chi ha tante certezze, ma dico. Il dubbio, il dubbio, dov'è il dubbio? Dappertutto, dici? Mah, vero sono tutti certamente dubbiosi, ma nessuno dubita certamente. Alla fine sembra d'aver sempre bisogno di una certezza. Al dubbio segue la certezza. Un bisogno fisico. E tutta questa storia del "cospirazionismo". Tu forse non lo sai ma qui sta diventando una moda. Ora è trendy dichiarare di non abboccare ...

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Buon Natale a tutti

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Scritto da Redazione
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24 Dicembre 2007
Visite: 7422
Un servizio radiofonico della BBC da Gaza sintetizza forse al meglio quel desiderio inespresso di giustizia e di pace che tutti più o meno proviamo con l’avvicinarsi del Natale. Con uno spietato accento inglese, il reporter racconta che si sta recando all’appuntamento per intervistare Padre Manuel Musallam, prete cattolico, leader e punto di riferimento della comunità cristiana all’interno di Gaza. Ad un certo punto vede arrivare un’auto, che si ferma e viene immediatamente circondata da diversi mezzi della polizia, dai quali saltano fuori uomini armati che fanno subito cerchio attorno a Musallam. Sono gli uomini di Hamas, i terribili “jihadisti” che controllano Gaza, e che dovrebbero – secondo la nostra dozzinale iconografia mediatica – passare il tempo a tagliare la testa ai cristiani, violentare le loro donne, e convertire i loro figli all’Islam sotto la minaccia della scimitarra. Invece si accertano che nessuno tocchi Musallam, ...

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Acqua nella plastica

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23 Dicembre 2007
Visite: 9396
di C. Andrea Eremita Nell’Era Contemporanea il boicottaggio del naturale impulso dell’uomo verso la libertà e la piena espressione delle sue divine qualità, corre su due fondamentali direttrici. La prima è di ordine macroscopico ed è quella che viene dai massmedia allineati con il mondo dell’ ufficialità indotto dai governi e dai gruppi di potere che vi circolano intorno. È una forma di manipolazione che ha trovato il suo climax l’11 settembre 2001. In quel caso, la manipolazione mediatica ha creato prima solidi presupposti: il “fondamentalismo islamico è un pericolo”, poi l’evento: “i fondamentalisti islamici hanno colpito”, quindi ha giustificato la reazione politica ed armata che tutti conosciamo: restrizione della libertà in molti i paesi, guerre ad Afghanistan ed Iraq. La seconda direttrice è quella silente che viene dall’introduzione sul mercato e nella vita di tutti di nuovi prodotti o sostanze. Pensiamo all’amianto, utilizzato a partire dagli anni 50. Nessuno allora poteva mettere in discussione la sua utilità. La sua diffusione non ha avuto ostacoli, finchè non se ne è compresa la pericolosità per la salute e per l’ambiente. Lo stesso si può affermare per esempio per l’aspartame, tutt’ora ampiamente utilizzato,

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La recente riflessione sul concetto di cospirazione (II - Gli Storici)

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Scritto da Redazione
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22 Dicembre 2007
Visite: 4498
La Recente Riflessione

La Recente Riflessione

sul Concetto di Cospirazione

(II - Gli Storici)

Enrico Voccia

 L'Almanacco Guanda 2007, oltre agli interventi di stampo filosofico analizzati in precedenza, ospita gli interventi di numerosi storici professionisti, cultori di storia e politologi (in senso stretto e lato): Franco Cardini, Giovanni Mariotti, Aldo Giannulli, Ferruccio Pinotti, Leopoldo Fabiani, Gianni Riotta, Adriana Bazzi, Danilo Taino. Qui – a differenza del caso precedente – è assai interessante notare che non c'è praticamente nessuno che neghi l'esistenza effettuale e/o la costitutiva inefficacia dei complotti: la frequentazione delle fonti e della letteratura secondaria, evidentemente, impedisce le negazioni astratte di un Popper o di un Eco. Tutti "complottisti", allora, gli storici? Non proprio: la strategia "negazionista" – dove presente – è solo più sottile, meno plateale.

Partiamo da Franco Cardini ("Il Grande Nemico: un Modello Storico?"), presente anche nel già citato Zero. La sua impostazione generale della questione è la seguente:

Esistono senza dubbio complotti: ne sono piene sia la storia dei popoli e delle società, sia le storie private di ciascuno. Ve ne sono di grandi e di piccoli, di riusciti e falliti, di destinati a venire scoperti e comprovati oppure a restare per sempre nell'ombra. La via della Storia è lastricata di autentici complotti riusciti, sia acclarati o indiziariamente identificati, sia nascosti; di complotti falliti, sia scoperti e denunziati, sia dimenticati e perduti; di complotti falsi o immaginari, costruiti a posteriori con indizi insicuri o con false prove come giustificazione di certi fatti o come alibi per contromisure o repressioni utili ai poteri vigenti. Ma l'attrazione per la dimensione del complotto, il suo fascino misterioso e terribile, la sua utilità come spiegazione di comodo, hanno almeno dal Medioevo – ma con più forza dalla nascita delle correnti ermetiche ed esoteriche: quindi dal Rinascimento in poi – dato luogo ad un'infinità e multiforme tendenza a ipotizzare una serie di Grandi Complotti, addirittura di Complotti Universali, l'esistenza dei quali giustificherebbe infiniti eventi storici e spiegherebbe il senso e il corso intimo delle vicende umane: Grandi Complotti destinati magari a urtare con altrettanti Grandi Controcomplotti tesi a contrastarli e abbatterli per sostituire ai loro disegni degli opposti controdisegni, in un caleidoscopico "Ventre della Storia" mai o quanto meno molto raramente emergente a livello di fatti documentariamente comprovati, salvo naturalmente eccezionali "corti circuiti". (Almanacco Guanda 2007, op. cit., pp. 30-31)

Il discorso di Cardini prosegue dicendo che il termine "complottista" – con il suo carico di valenze negative – andrebbe attribuito soltanto ai cultori dei "Grandi Complotti" e – questa mi pare sia la direzione del suo discorso – negata a chi indaga i complotti storicamente comprovabili. Certo, è nelle analisi dei "Grandi Complotti" che, storicamente e statisticamente parlando, che sono state affermate le ipotesi con minori controprove empiriche. Ciononostante, le motivazioni in base alle quali egli afferma l'inesistenza effettuale di qualunque complotto di grandi dimensioni nella storia degli esseri umani, ...

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Ferrovie dello Stato – Svendita continua

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21 Dicembre 2007
Visite: 11330
di Nicoletta Forcheri Il blocco dei fondi alle Ferrovie dello Stato, annunciato due settimane fa dal Ministro delle infrastrutture Di Pietro, sarà apparsa idea balzana a qualcheduno: essendo in uno stato pietoso, non equivale a dar loro la mazzata finale? Se l'intento era rimetterle in sesto, penso che si possa dire sin d'ora che non sarà conseguito. Ma la realtà è molto più complessa. FS capo holding Le FS, negli ultimi anni hanno subìto varie e successive trasformazioni passando da azienda autonoma a ente pubblico, fino a diventare una holding con una costellazione di società di cui almeno 7 direttamente e 17 indirettamente controllate al 100%, e numerose collegate e partecipate. Alcune hanno già cominciato ad essere parzialmente cedute a privati come Grandi Stazioni SPA (60%), Centostazioni SpA (60%) e la Sogin Srl (55%, società che controlla la Sita, società delle corriere regionali toscane). Il patrimonio immobiliare ferroviario è gestito e ceduto, attraverso la Ferrovie Real Estate SpA, l’ultima società nata del Gruppo (2003) per la “vendita del patrimonio immobiliare non più strumentato all’esercizio ferroviario, assegnatole tramite atto di scissione parziale dalla società RFI (…)”. Il Gruppo fa uso di strumenti derivati nell’ambito “di strategie di copertura finalizzate alla gestione del rischio di tasso d’interesse”, soprattutto in nome e per conto della società Trenitalia SpA, proprio quella che guarda caso, assieme a RFI, ha conservato maggiormente il principale interesse pubblico ferroviario propriamente detto: un totale di 15 contratti derivati, nel 2006, sui tassi d’interesse per un valore nominale complessivo di 979,3 milioni di euro oltre a 165,3 milioni di euro per altri tre contratti all’inizio del 2007. Ma anche per conto della TAV SpA… Nel disposto della legge finanziaria 2007 sono stati trasferiti allo Stato i debiti verso la Cassa di Depositi e Risparmio ...

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I complottisti delle scie

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Scritto da Redazione
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20 Dicembre 2007
Visite: 10219
Luigi Fenu, Ing. Aeronautico e membro del Comitato Regionale Scie Sardegna, risponde all’articolo di Focus sulle scie chimiche. Qualche giorno fa, giorno mentre mi trovavo in edicola per cercare una rivista specializzata di MTB, il mio sguardo è caduto sulla copertina del nuovo numero di FOCUS; su una fotografia “civetta” vi era la didascalia: “MISTERI/COMPLOTTI: chi fa queste scie? Sono pericolose?” Il tema dell’articolo sembrava interessante, anche se sono del parere che argomenti come questo delle scie d’aereo, che implicano serie competenze tecniche e scientifiche, rischiano troppo spesso di essere, anche volutamente, banalizzati. Trascinato da un’onda di ottimismo ho deciso di dare un po’ di fiducia al giornalista Paolo Toselli ed ho acquistato la rivista. Durante la lettura dell’articolo m’imbatto subito su una suddivisione marcata tra due entità non meglio definite: “i complottisti” vs. “gli esperti”. Onde evitare equivoci cerco nel famigerato vocabolario Wikipedia per capire qualcosa di più sulle teorie dei cosiddetti complottisti o cospirazionisti: “La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.” Subito mi rendo conto della pericolosità di questa categoria di persone e rimango in uno stato di allerta durante la lettura. Chi sono costoro, mi chiedo? Per avere un quadro completo delle due categorie analizzo anche la parola “esperto”: “Un esperto è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio. L'opposto di esperto è conosciuto come dilettante.” Continuo la lettura prestando maggiore attenzione alle parole rilasciate dagli esperti (mai nell’articolo si dice chi siano questi esperti)…

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L’Italia non vuole sapere

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
19 Dicembre 2007
Visite: 10802
Dai primi indizi sembra di capire che non sarà facile diffondere “Il Nuovo Secolo Americano“ in Italia. Il primo segnale in questo senso è arrivato lo scorso agosto, quando il film, presentato in forma ancora incompleta alla selezione del Festival di Venezia, è stato respinto con una motivazione, firmata dallo stesso Direttore Marco Mueller, dalla quale si capiva chiaramente che il film non era stato nemmeno visto. Si è trattato chiaramente di una decisione presa a priori, che era peraltro comprensibile in quel caso: mai come quest’anno il Festival di Venezia si era trasformato in una specie di supermercato al servizio dei film americani, e “Il Nuovo Secolo Americano” non avrebbe certo fatto piacere accanto ai grossi titoli commerciali sostenuti dalle majors a suon di dollari. Ancora peggio le cose sono andate con il Festival di Torino, in calendario lo scorso novembre, diretto da Nanni Moretti: in questo caso abbiamo ricevuto un lapidario “il film non interessa” quando, per un disguido postale, non eravamo nemmeno riusciti a far arrivare in tempo una copia ...

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  2. La recente riflessione sul concetto di cospirazione
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