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Democrazia: capovolgere prima dell’uso

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
08 Giugno 2009
Visite: 21208
(Articolo originale dell'8 giugno 2009) Secondo la Costituzione il voto è un “dovere civico”. Ma questo poteva andare bene nel 1948. Oggi è il non-voto a essere un dovere. Morale. Oggi di italiani contenti se ne trovano pochi. Che siano di destra, di sinistra o indecisi, ormai quasi tutti sentono il fiato della crisi economica sul collo, e si lamentano sistematicamente ai quattro venti.“Paese di merda!” “Io me ne vado, qui non si può vivere”. “Siamo governati da una banda di delinquenti”. Naturalmente lo sappiamo tutti che quella “banda di delinquenti” la votiamo noi, ma se qualcuno prova solo a suggerire di smettere di votarli, si sente rispondere con disdegno che "tanto non cambia nulla". Il problema è tutto qui. Cinismo, pigrizia mentale e pochezza morale concorrono ad una situazione paradossale che si potrebbe sintetizzare in questo modo: mi faccio del male da solo, ma non ho alternative, e quindi continuo a farmelo. Apparentemente, la cosa può sembrare vera: anche se uno non vota lo fanno tutti gli altri, e quindi il problema rimane. Un pò come agli incroci cittadini, che nell’ora di punta tutti occupano disordinatamente, pur di arrivare a casa “prima dell’altro”, invece di rispettare il semaforo. Se lo facessero tutti – dice ciascuno – io sarei il primo a rispettare il semaforo. Se invece lo fai da solo, non solo non serve a niente, ma ti prendi anche del cretino da quello dietro, che ti suona per farti passare a tutti i costi, nonostante il rosso. Dall’alto del suo palazzo il potente osserva soddisfatto i suoi popolani, ...

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Commenti sulle elezioni

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Scritto da Redazione
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07 Giugno 2009
Visite: 7114
Commenti sulle elezioni in corso
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The New American Century

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
05 Giugno 2009
Visite: 5665
Anche le versione in inglese è online. (Dedicato agli amici di "Repubblica")
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10 domande a "La Repubblica"

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Scritto da Redazione
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05 Giugno 2009
Visite: 15707
E’ giusto e sacrosanto che un quotidiano di tiratura nazionale abbia il diritto di chiedere conto delle loro azioni ai propri governanti. I governanti infatti hanno una responsabilità precisa nei confronti degli elettori – quella di fare per loro conto le migliori scelte possibili - e devono poter essere chiamati a risponderne in qualunque momento. Altresì è giusto e sacrosanto che i cittadini abbiano diritto di chiedere conto delle loro azioni ai quotidiani di tiratura nazionale. I quotidiani di tiratura nazionale infatti hanno una responsabilità precisa nei confronti dei cittadini – quella di informarli correttamente su quello che accade nel mondo - e devono poter essere chiamati a risponderne in qualunque momento. Rivolgiamo quindi 10 domande al quotidiano La Repubblica. Nessuno oggi può negare l’importanza che hanno avuto, sulle sorti di intere nazioni - compresa la nostra - i fatti dell’11 settembre. In luce di questo fatto vorremmo sapere: 1 – Perchè nessun giornalista di Repubblica si è domandato come mai nessun nome arabo comparisse sulle liste passeggeri diffuse inizialmente dalle agenzie? LINK 2 – Come è noto, due dei 4 aerei dirottati hanno compiuto manovre altamente spettacolari, ritenute estremamente difficili, se non impossibili del tutto, da piloti professionisti con esperienza trentennale. Perchè nessun giornalista di Repubblica ha sollevato obiezioni, quando le autorità americane ci hanno raccontato che gli aerei sono stati dirottati da 4 persone che non avevano mai guidato prima un jet nella loro vita? LINK 1, LINK 2 3 – Perchè nessun giornalista di Repubblica si è domandato come possa un edificio di qualunque tipo crollare su se stesso, …

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La medicina dà la caccia all’uomo

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Scritto da Redazione
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04 Giugno 2009
Visite: 8627
L'argomento cancro è sempre molto caldo. Mi è sembrato giusto quindi offrire un contributo traducendo questo articolo di Bill Sardi, l'autore di You Don’t Have To Be Afraid Of Cancer Anymore, in cui si occupa del caso, molto seguito al momento negli USA, di un ragazzo fuggito con la madre per evitare le cure tradizionali e a cui le agenzie di polizia – attenzione: non i mercenari pagati da Big Pharma, proprio i cari tutori dell'ordine pagati con le tasse – stanno dando la caccia manco fosse Rambo tornato dal Vietnam. Paxtibi ___________________________ La medicina dà la caccia all’uomo – Cure obbligatorie per il cancro di Bill Sardi Questa foto del 13 maggio 2009 mostra Colleen, a sinistra, e il tredicenne Daniel Hauser nella loro fattoria di Sleepy Eye, in Minnesota. Daniel Hauser è stato colpito dal linfoma di Hodgkin, una forma di cancro. La madre ed il figlio sono fuggiti per evitare la terapia. Billy Best, un uomo di Norwell, nel Massachusetts, che scappò di casa all'età di 16 anni per evitare la chemio e la radioterapia per il suo linfoma, sostiene gli Hauser. Un tribunale gli diede ragione nel 1994 e Best tornò a casa per proseguire le terapie alternative. San Dimas, California (25 maggio 2009): L'immagine di un bambino americano immobilizzato e costretto a sottoporsi ad una pesante terapia per il cancro contro la volontà sua e dei suoi genitori non è un pensiero piacevole. Tutte le forze dell’ordine degli Stati Uniti si stanno dedicando ad una caccia all'uomo, ...

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Amnesty Local

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Scritto da Redazione
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03 Giugno 2009
Visite: 8064
Su proposta di alcuni utenti, ho deciso di applicare una “amnistia” verso tutti coloro che in passato sono stati espulsi dal sito per questioni di condotta. Questo significa che chiunque volesse tornare a postare deve semplicemente farmelo sapere via e-mail, e gli verrà ripristinato il nick che aveva al momento dell’espulsione. (Nessuno deve scusarsi nè “pentirsi” in alcun modo: siccome l’operazione va fatta manualmente, è indispensabile che ciascuno si faccia vivo personalmente. Sarebbe inoltre stupido ripristinare gente che non è più interessata a partecipare). Restano esclusi dall’amnistia solo alcuni soggetti particolari, ovvero l’utente wewe, i debunkers professionisti (Attivissimo e soci), e quelli del Cicap espulsi durante la battaglia sui cerchi di grano. Costoro peraltro avranno già pensato a reiscriversi con un nick diverso, ma dovranno comunque iniziare a costruirsi una nuova personalità da zero, per cui per me cambia poco: è come se fossero nuovi davvero, e così verranno trattati. Ho accettato la proposta perchè anch’io, come chi l’ha avanzata, ho sentito il bisogno di ristabilire un clima più sereno nelle discussioni più delicate, come quelle sulla medicina, ed in particolare su Simoncini. Spiego quindi quali dovrebbero essere secondo me i criteri da perseguire, per raggiungere questo risultato. Lo scopo della redazione (il sottoscritto) non deve essere di promuovere una cura a favore di un’altra, ma solo quello di informare di quanto a mia conoscenza. Per quanto io sia convinto della validità della cura Simoncini, quindi, dovrò sforzarmi di affrontare l’argomento senza necessariamente partire da quel presupposto ...

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Storia del Cancro: Big Pharma

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Scritto da Redazione
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01 Giugno 2009
Visite: 14388
Questo è il capitolo del film sul cancro, ormai in via di completamento, dedicato a Big Pharma. Sebbene ridotto ai minimi termini, il segmento dovrebbe offrire un’idea delle dimensioni reali del problema che tutti abbiamo di fronte. L’invito però è a non colpevolizzare semplicisticamene questa specie di “mostro alieno”, come se fosse arrivato da un pianeta sconosciuto, ma di provare a guardarlo come una creazione – se non come la stessa quintessenza – della nostra società. E’ solo provando il vero orrore che si può pensare in qualche modo di liberarsene. (Segue nota in coda, per chi vuole aiutare nel completamento del film). M.M. (La voce narrante in italiano verrà sostituita da quella di un professionista).
Su Arcoiris TV la copia in alta definizione. Questa è la trascrizione completa, in italiano, del capitolo “BIG PHARMA”. AMY GOODMAN Le società che compongono l'industria farmaceutica sono fra le più grandi multinazionali al mondo. Nel loro insieme queste società sono conosciute come "Big Pharma". Nel 2004 hanno fatturato in tutto il mondo oltre mezzo biliardo di dollari, con Pfizer e Johnson & Johnson in testa al gruppo. Negli Stati Uniti questi enormi profitti derivano soprattutto …

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L'insostenibile leggerezza delle parole

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Scritto da Redazione
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30 Maggio 2009
Visite: 12007
Quando una faccenda come quella di Noemi e Berlusconi assume dimensioni mediatiche di livello mondiale, come sta accadendo in questi giorni, viene da riflettere profondamente. Non certo su Berlusconi o su Noemi, ma sul meccanismo mediatico in genere. C’è stato infatti uno strano percorso di questa notizia, dove una illazione palesemente infondata è riuscita comunque ad arrivare sulle prime pagine di tutto il mondo, diventando nel frattempo una realtà ormai molto difficile da cancellare. L’ultima volta che una illazione palesemente infondata era passata sui media mondiali, diventando nel frattempo un “dato di fatto”, fu con l’undici settembre. Per tutto il mondo ormai l’ “affaire Berlusconi” esiste, e se anche per assurdo si potesse dimostrare in modo inconfutabile che non vi è mai stato nulla fra il Premier e Noemi, quella “verità” sarà sempre più forte della effettiva verità. L’invito qui è a fare uno sforzo per dimenticare l’aspetto personale della questione - scappatella sì scappatella no - e a guardare invece il meccanismo che è entrato in funzione attorno alla vicenda. Si tratta di un meccanismo perverso, che noi stessi conosciamo da vicino, con la frequentazione quotidiana del sito. Basta che inizi a girare una voce qualunque – diciamo, ad esempio, “il webmaster ci nasconde la verità sulle zucchine” – e man mano che se ne parla ...

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Serraglio elettorale

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Scritto da Redazione
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29 Maggio 2009
Visite: 5578
di Marco Cedolin Tutto è grottesco nella corsa elettorale che si sta consumando sotto il sole di questa canicola prematura di fine maggio. Ad iniziare dal merito delle elezioni stesse, un parlamento europeo di cui al di là della facile mangeria si fatica assai ad evincere il senso e delle amministrazioni provinciali che a breve potrebbero ritrovarsi a non amministrare più nulla, se la soppressione delle province da tempo ventilata finirà per andare in porto. Preso atto della scarsa salienza della consultazione, ciò che più risulta avvilente sono i toni ed i contenuti espressi dalla sarabanda dei partiti politici, con l’unica eccezione costituita dalle piccole formazioni politiche (di destra come di sinistra) che comunque sono già state deprivate a priori dal parlamento della possibilità di tramutare in rappresentanza politica i voti dei propri elettori. I “partiti che contano” o sperano di contare stanno affrontando la campagna elettorale con lo stesso spirito con cui ci si da vita ad una sonora scazzottata al bar dello sport, in merito al contestato rigore della domenica. Lo sfrenato egotismo ed il diffuso malanimo, stanno producendo fra PD e PDL ed i piccoli partiti a loro satelliti, ...

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E’ in arrivo il revisionismo targato ANSA

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
27 Maggio 2009
Visite: 9029
Con grande visibilità l’ANSA ha “dato la notizia” che un suo giornalista, Paolo Cucchiarelli, ha pubblicato un libro sul caso di Piazza Fontana. Come dire, facciamo tutto in casa, ma facciamo finta che sia una cosa seria. Questa, secondo l’articolo dell’ANSA, la tesi del libro di Cucchiarelli: “Alla Bna, quel 12 dicembre 1969, non c'era una sola bomba, ma due. Una piazzata dagli anarchici, presumibilmente da Pietro Valpreda, con un timer tarato per farla esplodere dopo la chiusura della banca, perché l'obiettivo era quello di un'azione dimostrativa che non doveva fare vittime; ed è questa la bomba che conosciamo da quattro decenni. L'altra, molto più potente, era realizzata con esplosivo di diversa origine e fu occultata dentro una borsa sportiva nera dai neofascisti di Ordine Nuovo, che sapevano dell'azione degli anarchici e decisero di renderla mortale. Fu questa seconda bomba che, esplodendo anticipatamente, con un meccanismo a miccia, determinò la strage che il ballerino anarchico non voleva né poteva realizzare. Due borse, due bombe, dunque. E una regia che per anni ha occultato la realtà per coprire i veri responsabili della strage.” Si sente già da lontano lo stesso odore di LIHOP che ha ammorbato per anni la questione 11 settembre. Il LIHOP è la splendida tesi del “let it happen on purpose” (lasciarlo succedere di proposito), che riesce meravigliosamente ad assolvere i veri mandanti, pur tenendo conto delle evidenti pecche della versione ufficiale. E’ la versione ideale per i salotti-bene della nostra “intellighenzia”, dove non puoi accusare apertamente lo stato di aver messo le bombe, ma non puoi nemmeno fare la figura di quello che crede alla favoletta della versione ufficiale. Ma leggiamo prima nel dettaglio cosa ha “scoperto” l’autore del libro, ...

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"Araba fenice, il tuo nome è Gaza" - di Fulvio Grimaldi

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
26 Maggio 2009
Visite: 11453
“Araba Fenice, il tuo nome è Gaza” è il titolo dell’ultimo documentario di Fulvio Grimaldi, sulla recente invasione di Gaza da parte di Israele (è il sesto documentario che Grimaldi realizza sulla Palestina). Sullo stesso argomento Grimaldi ha anche scritto “Di resistenza si vince”, in uscita da Malatempora. Quella che segue è la sequenza di apertura del documentario, che riesce in modo geniale a sintetizzare l’intero problema palestinese. Che non sta ovviamente in Palestina.
Il breve filmato è scaricabile in alta risoluzione su Arcoiris.tv Il documentario prosegue mostrando le difficoltà imposte da Israele per riuscire ad arrivare a Gaza tramite l’unico valico praticabile, quello egiziano di Rafah. Solo un prolungato sit-in davanti ai cancelli chiusi, messo in atto dai (pochi) giornalisti internazionali, e dai (pochissimi) politici presenti, ha messo il governo egiziano in tale imbarazzo da obbligarlo finalmente a disobbedire al diktat israeliano, aprendo i cancelli alla stampa internazionale. Quello che Grimaldi ha trovato a Gaza in parte già lo conosciamo, e in parte lo si può immaginare. Ma l’autore del documentario è andato oltre la facile “iconografia” del corpo mutilato e del territorio martoriato, …

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  1. Chi di perla ferisce, di perla morisce
  2. E’ iniziata la vera emergenza
  3. Diamo le dimissioni da noi stessi
  4. Max Gerson, il nemico della medicina

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