Come predevibile, nelle orde del debunking all’italiana si è scatenato il panico. Le 12 “semplicissime“ domande, che mettono a nudo la falsità della versione ufficiale, li hanno messi in tale difficoltà da obbligarli a risposte degne dei bambini dell’asilo: "quelle non sono domande", "cosa si intende per rottami", oppure "abbiamo già dato tutte le risposte - accettiamo soltanto e-mail".
Pietosi.
La cosa più triste è che anche Paolo Attivissimo, da me chiamato in causa personalmente, si è ben guardato dal rispondere. Questa sua ignobile fuga - non è la prima, peraltro - la dice lunga sul grande paladino della versione ufficiale, tanto bravo a parlare di fronte ai suoi accoliti quando rapido a scomparire nel nulla nel momento del vero confronto.
Piero Angela a sua volta ha mostrato grande coraggio e correttezza, evitando accuratamente di partecipare ad una sfida che lui stesso aveva lanciato dagli schermi della TV pubblica.
Curiosamente, le stesse dinamiche sono in corso anche negli Stati Uniti, dove la sfida di Charlie Sheen è caduta nel silenzio più assordante.
Chissà perchè, dicono tutti di aver smontato la versione ufficiale, ma poi nessuno ha il coraggio di difenderla pubblicamente?
Da parte nostra dobbiamo fare soltanto una cosa: restare e calmi, e non farci coinvolgere nel tentativo disperato, ormai chiaramente in corso da parte dei debunkers, ...
Dopo alcuni mesi di finte cortesie, i repubblicani hanno calato la maschera e sono tornati ad essere i feroci avvoltoi di sempre.
Bruciati per la vittoria di Obama, che ha portato alla presidenza quello che per molti di loro dovrebbe essere semplicemente un loro schiavo, i repubblicani hanno fatto buon viso a cattivo gioco, mentre affilavano le armi per abbattere al più presto l’usurpatore del potere bianco.
Dopo alcune scaramucce di poco conto, lo hanno atteso al varco sulla storica riforma sanitaria, vera e propria spina nel fianco della politica americana. Ci aveva già rimesso le penne Hillary Clinton, nel ’93, quando si illuse di portare avanti una riforma che togliesse alle assicurazioni private lo strapotere raggiunto, da semplice “moglie del presidente”.
Lo scontro sulla sanità portò al famoso “gridlock” del ’94, lo stallo totale fra Casa Bianca e Parlamento - allora in mano ai repubblicani - che impedì a Clinton di far approvare qualunque legge di una certa importanza per oltre due anni.
Ora ci sta provando Obama, con una legge che introduce la possibilità per il governo di competere direttamente con le assicurazioni private, ...
“S.L.C.” sta per “Siluro a Lunga Corsa”, il sottomarino tascabile – detto familiarmente “maiale” - con cui i nostri eroi della seconda guerra mondiale facevano saltare in aria le navi nemiche ormeggiate in porto.
Esistono in rete molte pagine di storia militare che descrivono le azioni di sabotaggio compiute con questo mezzo, e la Marina Militare pubblica addirittura le istruzioni originali per il suo utilizzo.
Vorrei precisare che l'intento di questo articolo è puramente goliardico e distensivo, e che i miei commenti ironici sono limitati agli autori dello scritto, e non intendono in alcun modo sminuire il valore di coloro che parteciparono a quelle azioni, rimettendoci spesso anche la vita.
Il Siluro a Lenta Corsa
L' S.L.C., denominato familiarmente "Maiale", era un siluro adattato a trasportare, a bassa velocità, due operatori muniti di respiratori subacquei autonomi ed una carica esplosiva da applicare occultamente alla carena della nave avversaria all'ormeggio.
I primi S.L.C. elaborati poco prima dello scoppio della seconda Guerra, erano lunghi 7.30 mt e avevano un motore elettrico di 1.6 HP di potenza; l'alimentazione era fornita da una batteria d'accumulatori. La velocità massima era di 3 nodi con un'autonomia di circa 15 miglia alla velocità di 2.5 nodi.
Il trasportatore era dotato di timoni di profondità e di direzione, …
Molti conoscono il termine October Surprise, con il quale viene indicato, ormai anche in termini ufficiali, il “patto scellerato” fra la CIA e gli Ayatollah che servì ai repubblicani di Ronald Reagan per battere Jimmy Carter nelle elezioni del 1980. Gli Ayatollah si impegnarono a non liberare gli ostaggi dell’ambasciata di Teheran prima dello scadere del mandato di Carter, in cambio di armi con cui combattere l’Iraq. (La “incapacità” di Carter di liberare gli ostaggi divenne poi l’arma principale con cui Reagan lo sconfisse nella corsa alla Casa Bianca).
Quello che non sapevamo è che a consegnare le armi siano stati direttamente gli israeliani del Mossad.
Tutto ciò viene raccontato con la massima disinvoltura da John Lear, ex-pilota della CIA, ex-pilota militare, ex-pilota civile, e figlio del genio dell’aviazione che inventò il Lear Jet, durante un’intervista a Pilots for 9/11 Truth di qualche anno fa.
Non che ci sia da stupirsi più di tanto, sia chiaro: che la realtà dello scacchiere geopolitico sia molto più complessa, e decisamente trasversale, rispetto all’immagine semplicistica che ci viene propinata ogni giorno dai media – noi i buoni di qua, loro i cattivi di là - è facilmente intuibile. Poterlo sostenere con i fatti alla mano però è un'altra cosa.
Ecco cosa ha detto John Lear, che aveva contattato Pilots for 9/11 Truth per discutere delle anomalie dei tracciati di volo degli aerei dirottati l’undici di settembre, mentre raccontava agli ascoltatori le diverse fasi della sua carriera di pilota: " Nel 1980 andai al Cairo. Immagino che lei sappia cos’è la October Surprise: nell’ottobre del 1979 George Bush, ...
Leggi tutto: Muoiano da soli tutti i Filistei