di Marco Cedolin
Il tentativo di creare un bipolarismo sulla falsariga del modello americano sembra ormai essere miseramente fallito. Se infatti da un lato l’operazione è servita a PD e PDL per “eliminare” dal parlamento (e dall’interno delle proprie coalizioni) i partiti minori, generalmente più “scomodi” e riottosi, incamerandone comunque i voti tramite la ripartizione, dall’altro entrambi i “partitoni” si ritrovano oggi a leccarsi le ferite.
Il PD, già prima dell’elezione del nuovo segretario e della fuoriuscita di Rutelli si era ritrovato a raccoglieremolti voti in meno di quella che era la somma delle sue due componenti (DS e Margherita), dopo avere regalato consensi al partito di Di Pietro. Il PDL pur navigando inizialmente in acque più tranquille, non è mai riuscito comunque a raggiungere la somma dei voti di Forza Italia ed AN, finendo per favorire una migrazione di consensi in favore della Lega di Bossi.
Risultato finale, due coalizioni entrambe bipartitiche (non più composte da molti piccoli partiti) all’interno delle quali i due partiti minori, IDV e Lega, rosicchiano progressivamente consensi a quelli maggiori, aumentando il proprio peso. Ed in mezzo l’UDC di Casini, unica forza politica che è stata in grado di entrare in parlamento da sola, a rappresentare il classico ago della bilancia, godendo in questo modo di un altissimo peso specifico, sproporzionato rispetto all’entità dei suoi consensi elettorali.
A ormai pochi mesi dalle elezioni regionali, ...
di Marco Cedolin
Fino ad oggi da molti è stato considerato un “paradiso artificiale”, quasi un luogo di fantasia collocato a metà fra le “città del futuro” tanto care alla letteratura fantascientifica degli anni 70 ed i fumetti di Walt Disney che ci accompagnavano da bambini. Sicuramente la storia recente di Dubai lo ha reso il paradiso delle grandi opere, dell’edilizia avveniristica e dei mega investimenti immobiliari, tanto da farlo somigliare ad un immenso cantiere a cielo aperto, dove oltre ai grattacieli ed ai centri commerciali si costruiscono anche arcipelaghi di isole artificiali, piste da sci nel bel mezzo del deserto, città costiere adagiate sopra a piattaforme galleggianti. Una sorta di grande “capriccio” dove la favola s’intreccia con la perdita del senso del limite, ma non tutte le favole hanno un lieto fine.
E’ di ieri la notizia in virtù della quale “Dubai World”, la holding statale che ha coniato lo slogan “su Dubai il sole non tramonta mai” e controlla tutti i maggiori investimenti immobiliari del paese, oltre al mercato della logistica, della finanza e dell’energia, sembrerebbe essere sull’orlo del crac finanziario a causa di un debito di 59 miliardi di dollari, pari al 70% dell’intero debito statale.
In grandissima difficoltà finanziaria a causa della crisi del mercato immobiliare, ...
È riuscito a tentennare per oltre un mese, ma alla fine il presidente Obama ha dovuto cedere: manderà in Afghanistan altri 34 mila soldati, mentre gli Stati Uniti chiederanno l’Europa di aggiungerne altri diecimila di supporto. In questo modo il numero dei militari NATO presenti in Asia Centrale è praticamente destinato a raddoppiare nell’arco di pochi mesi.
Come già previsto da molti analisti, la situazione in Afghanistan si sta complicando a vista d’occhio, al punto che la “nuova strategia“ americana si limiterà a cercare di rafforzare il controllo delle grandi zone urbane - soprattutto Kandhar e Kabul - mentre abbandoneranno definitivamente l’idea di togliere ai talebani il controllo delle campagne.
Si potrebbe anche dire che l’oppio è perduto, ma resta ancora il gasdotto.
Ma il vero problema dell’ Afghanistan, come sappiamo, inizia in Pakistan. E’ quella la pedina che è in gioco ormai da molto tempo, sullo scacchiere internazionale, con una delle poche nazioni atomiche che rischia di passare definitivamente sul fronte orientale (alleandosi con la Cina), rendendo così del tutto inutili gli sforzi degli americani per portare fino al mare il loro gasdotto.
L’Afghanistan infatti non ha sbocchi sul mare, ...
di Marco Cedolin
Negli ultimi anni sono stati molti gli attentati al desco dei lavoratori, portati dai sostenitori della legge 30 che li ha costretti giocoforza a mangiare a “singhiozzo”, dai fautori del modello americano che li ha indotti a consumare cibo spazzatura seduti alla scrivania, dalla grande imprenditoria impegnata nella delocalizzazione delle imprese che ha reso loro assai difficile riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena.
Oggi, nel bel mezzo di una crisi economica potenzialmente catastrofica, indotta in larga parte anche dalla sovrapproduzione di merci, il ministro per l’attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi, nel corso di un’intervista alla web TV “Klaus Condicio” ha ritenuto giusto porre fine a questo stillicidio e dopo avere definito la pausa pranzo “un danno per il lavoro ed una ritualità che blocca tutta l’Italia”, ha auspicato che presto si possa mettere fine a questa insana pratica che nuoce gravemente alla produttività.
Larghi tratti dell’intervista in questione, comparsa sull’home page del sito web del[url=http://www.corriere.it/politica/09_novembre_23/rotondi-pausa-pranzo_495a963e-d829-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml
] Corriere della Sera, [/url]...
di Marco Cedolin
In un intervento al parlamento polacco, il ministro della sanità Ewa Kopacz ha definito ieri il vaccino contro l’influenza H1N1 una vera e propria “truffa” ordita ai danni dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che lo producono e dei governi che lo hanno acquistato e lo stanno distribuendo, ben sapendo di fare solamente gli interessi di Big Pharma e non quelli della collettività.
Il ministro ha posto tutta una serie di dubbi concernenti gli accordi che i vari governi hanno stipulato con i produttori dei farmaci, arrivando a domandarsi quale sia il dovere di un ministro della sanità, tutelare gli interessi dei cittadini o portare avanti quelli delle industrie farmaceutiche? Lasciando intendere come nel caso del vaccino contro l’influenza A i due interessi non coincidano, ma al contrario risultino profondamente contrastanti.
Sotto accusa sia la reale efficacia dei vaccini, sia l’omertà praticata in merito agli effetti collaterali degli stessi. Il ministro Ewa Kopacz si domanda come sia possibile che nonostante esistano oggi sul mercato tre tipi differenti di vaccini realizzati da tre produttori diversi, vengano trattati tutti alla stessa stregua, arrivando a suggerire la possibilità che uno di essi “magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l'influenza”.
Mette in evidenza come all’interno dei siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione ...
Leggi tutto: Idee senza leadership – la strada per il futuro