G. Edward Griffin è uno scrittore e giornalista che nel corso degli anni si è occupato di alcuni eventi storici di grande importanza che hanno finito per condizionare enormemente il mondo in cui viviamo oggi.
Il suo libro più famoso, che ha venduto quasi un milione di copie, è “The Creature from Jekyll Island”, nel quale Griffin rivelò e descrisse per la prima volta i retroscena che portarono alla creazione della Federal Reserve da parte di un ristretto gruppo di banchieri, nel 1913.
Dopo aver svolto una indagine simile sulla nascita dell’industria farmaceutica – che non a caso vide impegnati gli stessi protagonisti del "colpo di stato" bancario - Griffin ha combattuto una lunga battaglia per far conoscere al mondo la cura contro il cancro a base di vitamina B-17, o “amigdalina”, scoperta dal Dott. Krebs nel secolo scorso, e praticata (per brevissimo tempo) con grande successo dal Dott. Richardson di S. Francisco.
Nella prima parte dell’intervista Griffin parla della nascita della Federal Reserve, e delle potenti famiglie di banchieri che sono alle sue spalle. Si cerca anche di capire meglio quali siano le vere relazioni fra i Rothschild e i Rockefeller. Nella seconda parte Griffin (un libertarian come Ron Paul) parla nel dettaglio della scuola economica austriaca, nella terza parla della Cina, del progetto Amero e della lotta contro il "Nuovo Ordine Mondiale".
Capita spesso, nelle questioni di portata internazionale, che esistano molteplici livelli di “verità”. C’è quella “alla luce del sole”, ovvero la verità apparente, che viene riportata dai media ed è destinata a diventare la versione ufficiale dei fatti. C’è poi quasi sempre un secondo strato, che nasconde una verità molto meno piacevole, ma anche molto più logica e più realistica. E’ un tipo di verità che di solito si arriva solo ad intuire, senza poterla dimostrare, ma è sempre molto sensata. Ci sono però anche casi in cui questa “verità nascosta” viene lasciata trapelare intenzionalmente, per dare l’illusione di aver scoperto un grande segreto, mentre in realtà si vuole coprire un terzo livello di verità, molto più imbarazzante ed inammissibile dei precedenti.
Un buon indizio per capire che siamo in presenza di questo terzo livello è la improvvisa disponibilità dei diretti interessati ad ammettere errori che normalmente non ammetterebbero nemmeno sotto tortura. Se FBI e CIA diventano improvvisamente disponibili ad ammettere che sull’11 settembre “non siamo stati in grado di connettere le informazioni”, vuol dire che questo gli serve per coprire qualcosa di molto più grave, come ad esempio un loro diretto coinvolgimento negli attentati di quel giorno. (Un indizio aggiuntivo sull’esistenza di questo terzo livello è il fatto che, mentre si cospargono il capo di cenere, queste organizzazioni si dimenticano regolarmente di punire i responsabili dei presunti errori).
Veniamo ora al caso in questione: il bombardamento, o mancato affondamento, della USS Liberty in acque internazionali, avvenuto nel Mediterraneo nel 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni. Si tratta di un caso già poco conosciuto in sè, che sembra nascondere a sua volta molteplici livelli di verità.
Nel mese di maggio del 1967 la tensione in Medio Oriente era arrivata a toccare livelli estremi, …
(Il video del dibattito è all’interno).
Una televisione del Qatar ha ospitato un dibattito fra due dirigenti di Fatah, Nabil Shaat e Abdullah Abdullah, e due di Hamas, Mohammad Nazzal e Osama Hamdan. Fatah (che rappresenta i moderati, e controlla la Cisgiordania) e Hamas (che rappresenta gli estremisti, e controlla quel che resta di Gaza) sono le due fazioni palestinesi che da tre anni si combattono per la guida di una nazione che nel frattempo non è mai nata.
Nel sentirli parlare sembra quasi di assistere ad una pièce di teatro dell’assurdo, dove ciascuno recita il proprio ruolo senza curarsi di ciò che accade intorno, e alla fine diventa impossibile allontanare il sospetto che la colpa della falita unità sia prima di tutto la loro, o comunque di chi li manovra dall’oscurità.
Inizialmente, sia Fatah che Hamas promettono buone intenzioni verso “i fratelli” della fazione opposta, ma poi si incolpano a vicenda per lo stallo ormai cronico della situazione. In particolare, Fatah accusa Hamas di aver ritirato la parola su un accordo interno, detto “Egyptian Agreement”, che avrebbe portato alla creazione di un fronte unito, finalmente in grado di fronteggiare Israele in modo efficace. Hamas ha risposto che loro erano pronti a firmarlo, ma che la versione finale dell’accordo fu improvvisamente modificata a loro insaputa, sotto pressione di USA e Israele, rendendolo di fatto inaccettabile. (Qualcuno ricorda Camp David?)
A sua volta Hamas ha accusato Fatah di trattare con Israele senza pre-condizioni, …
A quanto pare dovremo ampliare molto presto la nostra sezione dedicata alle fallacie logiche, per includere anche quelle in cui si è esibito di recente il Cardinale Bagnasco. Da questo articolo del "Corriere" riportiamo e commentiamo:
I VESCOVI: «IL VOTO SIA CONTRO L'ABORTO»
CITTÀ DEL VATICANO - La difesa della vita umana, innanzitutto dal «delitto incommensurabile» dell'aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori «non negoziabili» in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.
1 - Perchè non richiamarsi invece al “delitto incommensurabile” di violare la persona altrui, nel commettere atti immondi contro innocenti bambini sordomuti? Non era forse una immagine più efficace, di questi tempi?
2 - Non sapevamo che il Vaticano avesse il diritto di dire ai cittadini di un’altra nazione come “devono” votare. Da noi si proibiscono i dibattiti in TV, ma si permette ad uno Stato straniero di intromettersi in questo modo nelle faccende di casa nostra. Non è cambiato nulla, a quanto pare, da quando Pio XII minacciò di scomunica chiunque votasse per il Partito Comunista.
È quanto ha indicato, in sintesi, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco,
di Vania Lucia Gaito (Bispensiero.it).
Fa specie sentire il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, parlare di tentativi accaniti di "coinvolgere personalmente il Santo Padre nella questione degli abusi" e dello scandalo della pedofilia. Non me ne voglia, padre Lombardi, ma non c'è bisogno di tentativi, i fatti parlano da soli, basta metterli in fila. A cominciare dal principio, sgomberando il campo dalle chiacchiere.
Il fatto che gli ecclesiastici abbiano pruriti pedofili fin dalla notte dei tempi non c'è bisogno di inventarselo, lo dice un papa, per la precisione Leone X, e lo dice in un atto ben conosciuto, la Taxa Camerae, un documento vergognoso che, ad onta del Vangelo che condanna la simonia come peccato imperdonabile, promette il perdono in cambio di denaro.
I primi due dei 35 articoli di cui si compone la Taxa Camarae riguardano proprio gli ecclesiastici e i loro "peccati", in particolare il secondo articolo:
"Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi."
Correva l'anno 1517. Poco meno di cinquecento anni fa. E la Chiesa già sapeva. Solo che fa più comodo, adesso, contare sulla memoria fallace o sulla non conoscenza di chi ascolta le chiacchiere dei vari portavoce.
Ho cominciato da troppo lontano? Veniamo ai giorni nostri, allora.
Nel 1962 il cardinale Ottaviani redige un documento noto come Crimen Sollicitationis. Questo documento, prescrive ai vescovi come comportarsi …
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