Non avevo mai visto piangere un giapponese.
All’inizio della partita, i giocatori del Giappone sembravano solo undici macchinette caricate con batterie ultraspeciali, inesauribili, e i loro volti ricordavano troppo da vicino i personaggi dei cartoni animati per poter pensare che fossero davvero degli esseri umani.
Fin troppo umani apparivano invece i giocatori del Paraguay: teatrali, emotivi, melodrammatici, con la furia dipinta negli occhi e la bestemmia sempre pronta sulle labbra. Altrettanto per gli allenatori: gelido e impenetrabile quello giapponese, esagerato ed incontenibile quello paraguayo.
Ma le emozioni, sotto sotto, dovevano essere le stesse per tutti: sono le emozioni che prova l’uomo qualunque, quando si rende conto di essere di fronte ad una possibilità unica nella sua vita, che potrebbe permettergli, di colpo, di “diventare qualcuno”. La consapevolezza del traguardo a portata di mano - i quarti di finale, in questo caso - unita alla paura di perdere per sempre quell’occasione, allargano all’infinito la forbice del dramma, e si traducono in spezzoni di vita indimenticabili per tutti. Anche per chi osserva.
Assoluta nullità a livello calcistico, il Paraguay si è ritrovato a vincere il girone ...
di Marco Cedolin
Chi pensava che la manovra lacrime e sangue imposta ai cittadini greci fosse sufficiente a soddisfare l’appetito insaziabile della BCE e del FMI si stava in tutta evidenza sbagliando. E’ passato poco più di un mese dalla pesante e contestata serie d’interventi destinati a pesare come un macigno sulla qualità di vita della popolazione greca e già il governo di Atene si dimostra pronto a nuovi “sacrifici” volti a raccogliere denaro da devolvere alle banche internazionali.
Una volta ripulite a dovere le tasche dei cittadini, non resta che la svendita del territorio e delle principali aziende pubbliche a compratori stranieri (con tutta probabilità gli stessi personaggi che compongono l’azionariato delle banche creditrici) che siano interessati all’acquisto di tranci di Grecia a prezzi da saldo.
Secondo alcune indiscrezioni apparse sul Guardian di Londra e riprese dal Corriere Della Sera, ...
“Non è stata la domanda del Senatore McCain - ha detto il Generale David Petraeus - ero semplicemente disidratato”.
Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti stava spiegando come poco prima, mentre si trovava a testimoniare di fronte al comitato senatoriale delle forze armate, avesse avuto un breve svenimento. L’aperto scetticismo del Senatore McCain su ciò che stava sentendo, riguardo alla guerra in Afghanistan, non è stato il problema. È stato spiegato che Petraeus non aveva fatto colazione. Ma si poteva cogliere, persino attraverso i notiziari televisivi, uno strano spirito di unanimità nella sala delle udienze, come una sensazione di imbarazzo per il generale, che ha portato il presidente della commissione a sospendere immediatamente la sessione.
Nello stesso giorno i dirigenti di cinque società petrolifere sono comparsi di fronte ad una commissione parlamentare, che stava indagando sulla catastrofe nel Golfo del Messico. I dirigenti sono stati sottoposti ad un aspro interrogatorio da parte dei membri del parlamento, ...
Entro questa sera, molto probabilmente, uno dei "top generals" del Pentagono, Stanley McChrystal, sarà stato licenziato direttamente dal presidente degli Stati Uniti. Non succede proprio tutti i giorni.
McChrystal, come è noto, è l'attuale comandante della missione militare americana in Afghanistan, e già in passato si era mostrato in disaccordo con le scelte dell’amministrazione sulla guerra in corso. Ma negli ultimi giorni McChrystal ha decisamente passato il segno, rilasciando a Rolling Stone una intervista in cui lui e i suoi subalterni lanciano frecciate poco eleganti contro Obama e la sua squadra della Casa Bianca, prendendo in giro apertamente lo stesso vice-presidente Biden.
Di Obama McChrystal ha detto: “Quando ci siamo conosciuti alla Casa Bianca, era chiaro che non sapesse niente di me. Questo sarebbe l’uomo che deve mandare avanti questa cazzo di guerra - ho pensato - e non sembra che sia minimamente interessato”. McChrystal ha aggiunto che durante quell’incontro il presidente gli sembrò spaesato e intimidito, di fronte ai pezzi grossi del Pentagono, e che in generale “non è riusciito a sintonizzarsi con la elite militare”.
Vi sono pochi modi più eleganti, nella cultura anglosassone, per dire che il presidente di guerra non capisce niente.
Addirittura offensive poi le battute di McChrystal contro il vice-presidente, ...
Se si vuole toccare con mano la solidità della corazza protettiva che avvolge l’attuale mondo dell’oncologia, basta pensare all’esempio di Lester Grinspoon.
Negli anni ’70 il Dott. Lester Grinspoon, psichiatra al Centro di Malattie Mentali di Boston, provocò un vero e proprio terremoto pubblicando il libro intitolato “Marijuana reconsidered” (“Ripensare la marijuana”), che capovolgeva tutti i canoni fino ad allora ritenuti validi dall’ambiente accademico sulla pianta della cannabis.
Dopo aver fatto un approfondita ricerca sul materiale scientifico disponibile, Grispoon si era accorto che non solo non esisteva la minima prova a favore della presunta “dannosità” della marijuana, ma si rese anche conto che molte delle sue qualità terapeutiche venivano tenute intenzionalmente nascoste al pubblico – e ai medici stessi - per i motivi che soltanto in seguito sarebbero diventati più chiari per tutti.
La sua ricercà lo portò a pubblicare un secondo libro, intitolato “Marijuana, the forbidden plant” (“Marijuana, la pianta proibita”), nel quale Grinspoon elencava minuziosamente tutti gli utilizzi terapeutici della cannabis, introducendo anche la “maggiore apertura mentale”, di cui gode chi ne fa uso in ambito artistico, fra le caratteristiche positive della pianta.
Da allora Grinspoon ha combattuto una onorevolissima battaglia a favore dell’utilizzo della marijuana per uso medico, ...
Ricordate i primi giorni, subito dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico? Di fronte alle prime accuse di irresponsabilità, incompetenza e superficialità, che iniziavano ad accumularsi contro i responsabili della BP, questi si giustificavano dicendo che “un incidente del genere non si era mai verificato prima”, e che “siamo di fronte ad una situazione completamente nuova per noi”. La stessa musica veniva ripresa in coro dai media mainstream, e gli stessi difensori dell’industria petrolifera, che andavano in TV per protestare contro il blocco temporaneo delle nuove perforazioni, dicevano che “in fondo, in 60 anni di trivellazioni, è la prima volta che accade una cosa del genere.”
A parte che “una prima volta” come questa dovrebbe bastare per chiudere definitivamente qualunque altra trivellazione nel mondo, ma la verità è tutt’altra.
Il 3 giugno del 1979 esplose un pozzo di trivellazione profondo due miglia, nella baia di Campeche, ...
NOTA: Segnaliamo i commenti di questo articolo, che contengono una serie di link davvero utili e interessanti. Grazie a tutti quelli che li hanno postati. (La Redazione)
QUI i link alla puntata completa di Rebus.
Intervista ad Alberto Mondini, autore di "Kankropoli" e "Il tradimento della medicina".
M.M. - Se lei dovesse presentarsi a chi non la conosce, come si definirebbe?
A.M. - Sostanzialmente, sono uno scrittore. Ho iniziato, molti anni fa, come naturopata, nel senso che mi interessavo di cure e rimedi naturali.
M.M. - Lei è medico?
A.M. - No. Non sono nemmeno laureato. Ho la maturità scientifica.
M.M. - Quindi la naturopatia non ricade fra le specializzazioni mediche?
A.M. - No, ufficialmente no. La posizione del naturopata infatti è molto controversa, nel senso che vive costantemente con questa spada di Damocle sulla testa: oggi può essere lasciato in pace, domani può essere denunciato con una scusa qualunque, dal primo imbecille che sostenga di essere stato truffato da lui.
M.M. - Ma il naturopata può scrivere ricette mediche?
A.M. - No, assolutamente no. Il naturopata può al massimo dare “consigli sullo stile di vita“, basandosi su certe conoscenze che ha acquisito personalmente. Quindi, se proprio vogliamo cercare un’etichetta, diciamo che io potrei essere considerato un “divulgatore scientifico”.
M.M. - Come Piero Angela, praticamente!
A.M. - (Ride) Più o meno. In realtà, nel momento in cui ho iniziato a interessarmi seriamente della questione medica …
Leggi tutto: Cancro al polmone e terapia Simoncini