di Marco Cedolin e Massimo Mazzucco
In un colpo solo la dirigenza di Rifondazione Comunista è riuscita ad offendere la logica, a svelare il grande inganno della democrazia "rappresentativa", e a distruggere quel poco di immagine progressista che ancora riusciva a conservare, se non per merito proprio, per l'affannosa e patetica corsa al centro di tutto il resto della cosiddetta sinistra.
Leggiamo e commentiamo il comunicato ufficiale che il partito ha diramato in occasione dell'"allontanamento" del senatore Turigliatto, per essersi astenuto al momento del voto sulla guerra in Afghanistan:
Allontanamento Turigliatto. Il dispositivo del collegio di garanzia
Il dispositivo è stato approvato con 14 voti favorevoli, sei contrari. Totale membri del collegio di garanzia: 25.
Visto che quattrodici più sei fa venti, vorrà dire che i membri del collegio possono astenersi. Turigliatto no. […]
di Enrico Sabatino
Con la fiducia del Senato accordata al governo, la crisi è rientrata nello spazio di una settimana nonostante il thriller mediatico creato attorno ai senatori Pallaro e Follini.
Si è cercato di alzare l’audience sull’esito di questa crisi di governo per creare artatamente una falsa suspance ma era ovvio che un senatore eletto e residente all’estero votasse la fiducia insieme alla maggioranza – come aveva fatto del resto anche per la mozione sulla politica estera che aveva causato la crisi – in quanto per chi si propone di fare gli interessi di una comunità italiana all’estero, ...
di Marco Cedolin
La novità è di quelle che in realtà non contengono nulla di nuovo, dopo una settimana di morte apparente il governo Prodi è pronto a ricominciare dallo stesso punto in cui aveva inciampato, un po’ per distrazione e molto per effetto di una ben precisa scelta strategica.
La crisi di governo che in Italia ha suscitato tanto clamore e una cacofonia di sentimenti contrastanti nell’ambito delle varie “tifoserie politiche” ha assunto fin da subito le sembianze di una commedia ben orchestrata dove ogni attore ha interpretato con sapienza il copione mandato a memoria.
L’indignazione del centrosinistra nei confronti della cosidetta sinistra radicale che non volendo “adeguarsi” alla linea del governo avrebbe rischiato di riportare Berlusconi sull’ambito scranno, ...
Un ex-agente della CIA di alto livello, Art Keller, ha dato ieri un'intervista alla CNN, in occasione dell'attentato suicida di Kabul durante la visita del vicepresidente Cheney.
Naturalmente si è trattato di un "attentato a Cheney" tanto quanto sparare un petardo ai giardini pubblici rappresenta un "attentato al presidente della repubblica": Cheney era a debita distanza, nel comfort dello spazio di sicurezza a cui provvedono i suoi efficientissimi servizi segreti, e probabilmente l'esplosione non l'ha nemmeno sentita. Ma è comunque un'ottima occasione per ricordare al mondo quanto fetenti siano questi maledetti islamici.
Nell'intervista Keller parla di una "nuova ondata di video" di Al-Queda, mentre sullo sfondo scorrono, per tutto l'arco della trasmissione, ...
Chi ha guardato la notte degli Oscar, avrà potuto gustarsi un rapido momento di meravigliosa umanità, disperso fra le pieghe di inutili luccichii, false riverenze e parole vuote.
Quando è stato momento di nominare il vincitore per l'Oscar alla regia, si sono presentati sul palco addirittura Steven Spielberg, George Lucas, e Francis Ford Coppola, con in mano la fatidica busta. Tutti gli occhi sono allora corsi a Martin Scorsese, il regista che non ha mai voluto saperne di trasferirsi a Hollywood, e che Hollywood per questo motivo ha punito, nominandolo ben cinque volte per l'Oscar, senza mai assegnargliene uno.
I tre sul palcoscenico sogghignavano come ragazzini che abbiano appena rubato la marmellata, ...
Intimidazioni e minacce rischiano di bloccare l'uscita del documentario "De Mä, trasformazione o declino", che il regista Pietro Orsatti ha realizzato sui lavoratori del Porto di Genova.
Questa è la lettera che Orsatti ci ha mandato, nella quale descrive un panorama che non sembra cambiato molto dai tempi di "fronte del Porto" di Kazan.
di Pietro Orsatti
Per un anno ho lavorato alla realizzazione di un documentario sulla realtà del lavoro del porto di Genova, "De Mä, trasformazione o declino". Fin dall'inizio non ho voluto seguire la via tradizionale dell'inchiesta giornalistica patinata, con un pastone di dichiarazioni dei vari soggetti istituzionali, imprenditoriali e sindacali; ho voluto invece immergermi nelle storie dei lavoratori, raccogliendo racconti e immagini di lavoro e di vita, …
Leggi tutto: "Io", e "noi"