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Sul Pluralismo informativo in Venezuela

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
06 Gennaio 2007
Visite: 6485
Un botta e risposta sulla rivoluzione chavista fra Peacereporter e Gennaro Carotenuto, che tocca il cuore del principio della libertà di espressione: pluralismo delle voci contro censura governativa. Una questione che - fatte le debite proporzioni, ovviamente - ci riguarda anche da vicino.

Sul pluralismo informativo in Venezuela – in risposta ad un articolo di Peacereporter

di Gennaro Carotenuto

Anna Artemisia: ho appena letto su Peacereporter.net che [il presidente venezuelano Hugo] Chávez nei giorni scorsi ha minacciato di non rinnovare la licenza a Radio Caracas Television, la seconda emittente più grande del paese e notoriamente favorevole all'opposizione. Ammetto che la notizia mi ha lasciata perplessa: insomma non sarà una scelta sbagliata che attirerà critiche strumentali sulla rivoluzione bolivariana e su Chávez che proprio in un momento come questo ha un sostegno popolare tanto che non avrebbe davvero bisogno di rispondere alle sfide dell'opposizione con gesti antidemocratici come questi. Tuttavia sono anche cosciente di non avere tutte le informazioni sulla questione, per cui avrei piacere se lei volesse esprimere la sua opinione a riguardo [...]

Gennaro Carotenuto: Cara Anna, anche l'articolista di Peacereporter sembra non avere tutte le informazioni in merito. Frequento da tempo il Venezuela e i media venezuelani e, come Osservatore Internazionale, ho partecipato all'Osservatorio sui media durante le ultime elezioni del 3 dicembre 2006 in Venezuela. Ho quindi avuto occasione di studiare approfonditamente il tipo di copertura ...

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La fine di una dinastia

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
05 Gennaio 2007
Visite: 10693
LA FINE DI UNA DINASTIA

Con il mandato appena scaduto di Jeb Bush a Governatore della Florida, si preannuncia una fine improvvisa e prematura per una dinastia che sta ai vertici del potere, in America, fin dagli anni di Hitler e Mussolini.

Jeb infatti paga lo scotto della fallimentare presidenza del fratello meno astuto - i cui indici di gradimento sono da tempo sotto la soglia minima della decenza - ed ha annunciato che non si candiderà alla presidenza nel 2008, e che non intende proseguire in alcun modo la vita politica.

"No tengo futuro", ha detto ai giornalisti, parlando significativamente nella lingua-codice degli esuli cubani che vivono in Florida. Nessuno ha osato chiedergli il motivo - evidente per tutti - di questa improvvisa rinuncia ad una candidatura che solo un anno fa sembrava quasi obbligatoria.

Lo stesso padre, detto Bush 41 (il 41° presidente, mentre il figlio è "Bush 43"), è scoppiato in lacrime durante il discorso di addio del figlio al parlamento della Florida. Le lacrime sono arrivate, curiosamente, proprio nel momento in cui Bush stava ricordando l'iniziale sconfitta di Jeb per la carica di governatore (poi ottenuta in un secondo momento), mentre l'attuale presidente si assicurava al primo tentativo il ruolo equivalente in Texas, e si posizionava così prima di Jeb per il grande lancio verso la Casa Bianca (per diventare presidente è necessario essere stato prima governatore di uno stato, o almeno senatore di un certo rilievo).

Nulla di male - avrà pensato all'epoca il vecchio Bush - prima ci metto Giorgino, alla Casa Bianca, ...

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TFR: Lo scippo con destrezza

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
04 Gennaio 2007
Visite: 14592
TFR

 

Ossia: come convincere il malcapitato di poter far aumentare i soldi che ha nella tasca destra, portandoci quelli che ha nella tasca sinistra, e – appena li tira fuori – scipparglieli. (Vedi la scena iniziale de "La Stangata" o il Campo dei Miracoli del Gatto e la Volpe)

 

Di Fisher

1. Che cos’è il Trattamento di Fine Rapporto?

Sono soldi del lavoratore. È salario differito: è momentaneamente indisponibile, ma comunque, anche se non ne è l’attuale possessore, è il singolo lavoratore che ne è il proprietario.

Attualmente il datore di lavoro trattiene questa quota di salario e ne è responsabile. Serve per garantire una certa quota di autofinanziamento all’azienda, alleggerendola del peso dell’esposizione finanziaria. Essa viene incrementata annualmente dell’1,5% + 75% dell’incremento ISTAT. Quindi si può dire che oggi è appena al riparo dall’inflazione.

Se ne possono avere anticipazioni per importanti motivi, quali acquisto casa, eventi gravi.

Il datore di lavoro ne è responsabile e oggi l’INPS se ne fa garante per le aziende inadempienti, ...

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Il futuro passato remoto

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Scritto da Redazione
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02 Gennaio 2007
Visite: 19756
Forse il tempo scorre all'indietro. Forse il passato deve ancora accadere, e il futuro se ne è già andato per sempre.

Questa sembra essere l'unica spiegazione valida per riuscire ad accomodare in qualche modo le notizie sempre più stupefacenti che ci arrivano dalla NASA. Non abbiamo ancora finito di meravigliarci per la "perdita" di quello che si può tranquillamente definire il filmato più importante della storia dell'umanità, cioè l'originale dei primi passi dell'uomo sulla Luna, che oggi veniamo a sapere che la NASA cerca "notevoli quantità di sabbia finta", per ricreare sulla terra il suolo lunare. Ne avrebbero bisogno per sperimentare dei nuovi veicoli, simili allo storico "Rover" che calpestò il suolo lunare nelle ultime tre missioni Apollo, in previsione di "nuovi viaggi sulla superficie del nostro satellite".

Al che giustamente viene da dire: "ma scusate, che ne avete fatto dei vecchi studi? Non andava già benissimo, il vecchio Rover, che portava a spasso gli astronauti come se fosse una automobilina dei campi di golf?" Appunto, è proprio qui che scatta il problema, perchè ora pare che abbiano perso anche i vecchi progetti, fatti negli anni sessanta, e tocca ricominciare tutto daccapo. In altre parole, quarant'anni fa, con degli studi fatti completamente al buio -nessuno era ancora "stato sulla Luna", nè per finta nè per davvero - hanno azzeccato il Rover alla perfezione: viaggiava che era un siluro, si ripiegava in poco più di un fazzoletto, saltava come una moto da cross, …

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Europa 7 - Il calvario continua

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Scritto da Redazione
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02 Gennaio 2007
Visite: 9093
di Dario Collina Vi ricordate Europa 7, la tv fantasma che sin dal 1999 avrebbe dovuto occupare un tasto sul nostro telecomando ma che nonostante le concessioni ottenute è sempre rimasta spenta? E ricordate Francesco Di Stefano, il suo proprietario, che da allora non ha mai smesso di lottare per far valere i propri diritti, prima davanti alla Corte Costituzionale Italiana e ora davanti alla Corte Europea di Giustizia? Il 30 novembre 2006 si è tenuta in Lussemburgo l'ultima udienza, che ha gettato nello sconforto Di Stefano: "E' uno scandalo" ha dichiarato a caldo l'imprenditore. E ancora i suoi avvocati: "E’ come se non fosse cambiato il governo". La Corte Europea deve stabilire se il passato governo non sia stato un po' troppo malevolo nei confronti di un'imprenditore che aveva tutto il diritto di trasmettere ma che non ha mai avuto le frequenze, e un po' troppo benevolo nei confronti di un'altro imprenditore senza concessione, che dal 2003 avrebbe dovuto traslocare sul satellite. Che è successo quella mattina in Lussemburgo? Quella mattina pare che l'avvocatura dello Stato abbia mantenuto la linea difensiva sostenuta all'epoca in cui il piccolo-grande cavaliere amante della libertà ...

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Buon 2007

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Scritto da Redazione
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01 Gennaio 2007
Visite: 6895
Premesso che tutto è relativo, si può tranquillamente dire che il 2006 sia stato un anno decisamente migliore di quelli che lo hanno preceduto. Bisogna infatti riconoscere che per la prima volta, quest'anno, si è intravisto un barlume di chiarore in fondo al tunnel che tutti abbiamo imboccato - volenti o nolenti - a partire dal 12 settembre 2001. Con la recente uscita di scena di Donald Rumsfeld, molto più significativa di quel che possa apparire, l'incubo artificiale nel quale l'America - e con essa tutto il mondo - ha vissuto per cinque anni comincia lentamente a dissolversi: le guerre in Iraq e Afghanistan si sono finalmente rivelate anche al grande pubblico per quello che sono: un brutale quanto maldestro tentativo di impossessarsi con la forza di risorse altrui, e di stabilire una forma di controllo globale basata sulla prepotenza e sulla legge del più forte. Come hanno scritto tutti gli statisti più famosi, da Lincoln a Hitler, qualunque impresa al mondo è possibile se hai il supporto dell'opinione pubblica, ma nessuna di queste è realizzabile, se tale supporto ti viene a mancare. Evidentemente nemmeno il cinico progetto dei neocons, che sono arrivati a partorire un 11 settembre pur di supportare i propri progetti di conquista, è stato sufficiente a portarli a termine: come già ci aveva insegnato il Vietnam, e come continuano ad insegnarci i palestinesi, ...

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La forca democratica

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31 Dicembre 2006
Visite: 37671
di Marco Cedolin Il cappio che si è stretto intorno al collo di Saddam Hussein è simile ad un foglio intonso, abbacinante nel suo biancicare, che si sta colorando di fiumi di parole, rosse come il sangue con il quale da cinque anni si stanno imbrattando i “muri del mondo” con parole come democrazia, civiltà, giustizia e libertà. L’assassinio democratico di Saddam, a prescindere da quelle che possano essere le sue colpe, rappresenta solamente il patetico tentativo da parte dell’amministrazione Bush e dei suoi alleati, di dare un senso ad una tragedia che senso non ha. In questo Iraq precipitato a forza nel medioevo nulla ha un senso, ogni cosa è paradossale, ogni parola è stonata, ogni azione è semplicemente una scheggia di pazzia. Non esistono giustificazioni per le centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini massacrati, straziati, mutilati senza pietà, .così come non esistono per i prigionieri torturati dentro al carcere di Abu Grahib o i civili di Falluja bruciati come ceri dalle bombe al fosforo bianco. L’Iraq che si dibatte nel suo nuovo medioevo democratico non è più uno Stato, ...

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Luogocomune e le scie chimiche

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Scritto da Redazione
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31 Dicembre 2006
Visite: 12851
Dopo l'undici settembre, quello delle scie chimiche è stato uno dei problemi più importanti a cui Luogocomune ha dato spazio nel corso della sua breve esistenza, ed è significativo che uno degli ultimi articoli pubblicati quest'anno riguardasse proprio quell'argomento. Non essendo infatti il sito ancora in grado di combattere battaglie su più fronti, la questione delle scie chimiche aveva dovuto cedere momentaneamente il passo all'11 settembre, in quello che si preannunciava - e che fortunatamente è stato - un "autunno caldo" a livello di media nazionali. Ora lo scopo di portare la questione 11 settembre a conoscenza anche di chi non frequenta la rete è stato bene o male raggiunto, ed essendo la natura di Luogocomune principalmente quella di diffondere l'informazione mancante, possiamo anche pensare a concentrarci su altri obiettivi di primaria importanza. Oltre alle scie chimiche, temi importanti che si può prevedere prenderanno corpo nel prossimo anno sono quello dei "soldi di carta", la medicina e la mafia farmaceutica, ...

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Il debunker debunkato

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Scritto da Redazione
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30 Dicembre 2006
Visite: 9993
(Avviso: Questo articolo si rivelerà di scarso interesse per chi non si occupa approfonditamente di 11 settembre. E' però molto importante, a mio parere, per tutti quelli che lo fanno, da un lato e dall'altro della barricata). Diceva la canzone "the harder they come, the harder they fall", più forte arrivano, più duramente muoiono. E' accaduto di nuovo (vedi già "Il cacciatore cacciato"), e il motivo per cui riproponiamo l'argomento in homepage non è certo personale, anche se parliamo di una persona in particolare. Ma lo facciamo perchè costui rappresenta la quintessenza di un certo tipo di cittadino, al quale evidentemente le conseguenze di una verità "diversa" sull 11 settembre piacciono talmente poco che preferisce fingere di non vedere quello che sta sotto gli occhi di tutti. Se solo rimanesse in silenzio, a casa sua, non ci sarebbe nulla di male: ognuno ha diritto di guardare nella direzione che vuole. Il problema è che imperversa sulla rete, approfittando in particolar modo di siti ad "ampia tolleranza" come il nostro, e dissemina i vari forum di faziosità, di calunnie e di false impressioni, sollevando ovunque polveroni infiniti, il cui unico scopo è di distrarre il normale utente da un sano ragionamento basato sui semplici fatti che tutti abbiamo a disposizione. Chi si comporta in questo modo si rende così complice degli eventuali crimini che noi andiamo sospettando, e ritarda in maniera inaccettabile una presa di coscienza seria ed approfondita dell'argomento da parte di altri. Stiamo parlando, in parole povere, del cosiddetto debunker, cioè di colui che si dedica sistematicamente …

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Un mistero sospeso in cielo: lo strano caso delle scie

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Scritto da Redazione
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29 Dicembre 2006
Visite: 19911
(L'Unione Sarda) Il convegno oristanese smonta le risposte rassicuranti del ministero dell'Ambiente e avanza l'ipotesi Bario - Fenomeno meteorologico o inquinamento chimico? Crescono gli interrogativi sui "reticoli bianchi" il 13 maggio scorso il cielo sopra Oristano era fasciato da decine di scie aeree. Nord, est, est-nord-est. Da qualunque parte si guardasse, un reticolo di bianche e persistenti tracce filiformi incombeva sulle teste. Dopo un po' quelle che tutti chiamano scie chimiche si trasformavano in una patina candida, un velo che copriva completamente l'azzurro. Le foto esplicite che testimoniano l'evento si trovano su Internet con facilità. Possibile che da un giorno all'altro le rotte su Cabras, il Sinis e dintorni diventino più trafficate di Fiumicino? E poi, diversamente dalle normali scie di condensazione dei motori a reazione, perché quelle oltre i tetti di Oristano si allargano e stazionano nel cielo per ore? Perché gli aerei che rilasciano queste code non sono identificabili? Anche in questo caso fanno testo le immagini digitali: inquietanti cargo completamente bianchi e senza alcuna insegna disseminano l'atmosfera di strascichi nuvolosi. Questi sono solo alcuni degli interrogativi che Franco Caddeo, oristanese di 46 anni con il bernoccolo per le scie chimiche, …

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Quale "pena di morte"?

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Scritto da Redazione
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28 Dicembre 2006
Visite: 5172
C'è qualcosa di sconcertante, di contraddittorio e di macabro insieme, nella recente "tradizione" - inaugurata se non sbaglio dall'attuale sindaco di Roma - di accendere le luci del Colosseo ogni volta che viene sospesa una esecuzione capitale nel mondo, e che si celebra quindi, almeno in teoria, una "vittoria" della lotta a questa feroce forma di falsa giustizia.

L'aspetto macabro sta nella natura stessa dell'edificio, fra le cui mura sono morti in maniera indicibile centinaia di esseri umani, fatti a pezzi da belve affamate o mutilatisi a vicenda finchè non avessero perso l'ultima goccia di sangue, per il puro divertimento di altri esseri umani. Sarebbe come illuminare a giorno Auschwitz per applaudire ogni importante atto di tolleranza razziale verso qualunque minoranza etnico-religiosa nel mondo.

L'aspetto contraddittorio sta nel non essersi accorti che proprio oggi è stata confermata la sentenza di morte a un cittadino iracheno, tale Hussein Saddam, ...

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