di Marco Cedolin
Il governo continua ad interpretare in maniera molto singolare la crisi economica, sia per quanto concerne le sue reali dimensioni (Berlusconi e Tremonti quasi ogni giorno si prodigano per minimizzarne la portata), sia per quanto riguarda gli interventi attraverso i quali tentare di arginarne le conseguenze.
Gli interventi operati fino a questo momento sono stati tutti di carattere prettamente difensivo. Qualche miliardo sotto forma di contributo alla rottamazione, destinato a sostenere la moribonda industria automobilistica (senza nessun tentativo di favorire eventuali riconversioni industriali che potessero porre rimedio all’ormai irreversibile declino dell’auto) incassando l’approvazione della Fiat e dei sindacati.
Una cifra di circa 9 miliardi di euro destinata a sostenere gli ammortizzatori sociali, leggasi cassa integrazione, incrementata nello scorso mese di febbraio del 553%. Altrettanti miliardi per la costituzione di un fondo a favore delle imprese, nel tentativo di dare una risposta alle richieste di Confindustria.
Circa 18 miliardi destinati ai cantieri delle grandi infrastrutture, ...
Sarebbe stato bello poter dire che Intersos aveva le mani pulite, e che ha sbagliato il Guardian a sollevare sospetti su di loro. Invece i responsabili di Intersos sembrano molto più interessati a far cadere il silenzio sulla vicenda (hanno fatto oscurare il nostro video da youtube), che a chiarire la situazione una volta per tutte. Nel frattempo continuano a fingersi “sdegnati” per l’accaduto, e accusano il Guardian di avere mentito nei loro confronti.
Ricordate la telefonata fra la responsabile di Intersos, Monica Matarazzo, e il giornalista del Guardian Clancy Chassy, che chiedeva lumi sulla presunta scomparsa di un milione di dollari (dal budget di 1,9 milioni), destinato all’ospedale di Kabul? Questo è lo scambio preciso, che trovate al minuto 5:20 del filmato:
M.M. - Posso dirle con certezza che il nostro contratto con UNOPS era di 900.000.
C.C. – Non era quindi di 1.900.000 dollari?
M.M. - No, in nessun modo, assolutamente no. I soldi sono scomparsi durante i passaggi precedenti, non nella costruzione dell’ospedale. E’ una vergogna per la comunità internazionale che esista un ospedale del genere.
Dottore in scienze politiche alla Sorbona, laureato in diritto internazionale, diplomato in scienze matematiche, cattedra di storia della politica all’università di Neuchatel, conferenziere ed esperto di geopolitica, direttore della “Revue française de géopolitique”, collaboratore di svariate edizioni letterarie francesi, Aymeric Chauprade ha perso la cattedra al Collegio della Difesa Francese per aver pubblicato un libro, intitolato “Cronaca dello scontro di civiltà”, nel quale supporta le teorie cospirazionistiche sull’11 settembre.
Il ministro della difesa Maurin ha giustificato la sua cacciata per aver scritto "cose inaccettabili", anche se ovviamente supportate dalla documentazione che tutti possiamo immaginare.
Questo accade nel paese di Voltaire, personaggio assunto a simbolo universale della libertà di espressione.
La Francia di una volta, la Francia della rivoluzione francese, la Francia dell’Illuminismo, la Francia dell’esistenzialismo, la Francia che disse no alla NATO per proteggere la propria indipendenza, la Francia che ha guidato le rivoluzioni studentesche del ’68, la Francia del nouveau roman che ribaltava tutti i canoni letterari, o della nouvelle vague che ribaltava tutti quelli cinematografici, oggi non c’è più.
Oggi la Francia è un paese qualunque, senza più identità, ambizioni o finalità collettive che la distinguano in qualche modo da una qualunque altra nazione.
Ma facciamo attenzione, perchè la Francia di oggi, nonostante le apparenze, non ha affatto rinunciato al suo ruolo-guida nella cultura europea, anzi.
Oggi la Francia è decisamente all’avanguardia, proprio nell’aprire la strada verso una società globalizzata, appiattita su un pensiero unico, …
In seguito alla pubblicazione del reportage del Guardian da Kabul, che denunciava un presunto appropriamento illecito di denaro da parte della INTERSOS, ho ricevuto una raccomandata da parte dei legali della ONG italiana, che accusa il video del Guardian di contenere “notizie del tutto false”, e chiede la rimozione della copia da noi pubblicata con sottotitoli in italiano.
Il tono non è mandatorio, ed è relativamente amichevole, anche se la lettera lamenta “telefonate di insulti” da parte di cittadini, e suggerisce che il fatto che il Guardian abbia rimosso il video dopo la loro diffida sia “più esplicito di qualsiasi spiegazione”, invitando noi a fare lo stesso.
Ecco il testo integrale della lettera, seguito dalla mia risposta.
INTERSOS / The Guardian
Video “Where are Afghanistan’s missing millions?”
Egregio Signor Mazzucco,
INTERSOS ci ha incaricato di intraprendere tutte le opportune azioni a tutela dei suoi diritti, nei confronti del giornalista Clancy Chassay, nonché dell’editore del Guardian e di altro ogni soggetto responsabile.
INTERSOS, inoltre, ci ha incaricato di svolgere tutti gli opportuni passi per tutelare i suoi diritti presso terzi soggetti che risultassero concorrenti nell’azione diffamatoria perpetrata ai suoi confronti.
Lei risulta il titolare del dominio luogocomune, …
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