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Attacco alla Libia

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
02 Settembre 2011
Visite: 7411
Attacco alla Libia: anche alcuni Stati arabi vi hanno partecipato, assieme alla "neutrale" Svezia di Federico Dal Cortivo La Nato, che ha dispiegato ingenti forze aeree per attaccare la Libia, operazione “Odyssey Dawn”, senza che nel solito stile Atlantico fosse stata consegnata alcuna nota ufficiale al governo di Tripoli, ha richiesto e ottenuto anche la partecipazione di alcuni contingenti aerei arabi, che si sono prestati a fungere da “truppe coloniali” in funzione anti Gheddafi. La cosa non è inusuale: già nella prima Guerra del Golfo, fino ad arrivare alla ventilata possibilità data dall’Arabia Saudita di autorizzare l’aeronautica Israeliana di sorvolare il proprio spazio aereo in un possibile blitz contro l’Iran, stati nel Vicino Oriente, quelli più legati all’Occidente, hanno spesso fornito il loro appoggio, sia logistico sia militare. Al fianco della coalizione occidentale anche la Svezia, nazione che non fa parte della Nato, pur essendo considerata un alleato di primo piano. Stoccolma ha inviato otto caccia bombardieri Jas-39 Gripen, un rifornitore di carburante C 130 e un controllore dello spazio aereo Saab 340: in tutto sono stati distaccati sulla base statunitense in Italia di Sigonella circa 130 uomini. All’Operazione Unified Protector si è visto il rischiaramento di aerei del Qatar che già da marzo aveva messo a disposizione sei Mirage 2000 – 5 EDA e 2000 5 DDA, monoposto e biposto, basati a Creta sulla Souda Bay Air Base e Us Navy Support Activity, appoggiati da C 17 per il supporto logistico. Lo stesso Qatar è stato accusato di aver fornito missili controcarro Milan, di fabbricazione franco tedesca, agli insorti. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno voluto dare un loro contributo, ...

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"Ingannati" (recensione)

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Scritto da Redazione
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31 Agosto 2011
Visite: 15325
”Ingannati” è un libro scritto da Alberto Medici, un ingegnere che ha seguito da vicino, per diversi anni, siti di libera informazione come Effedieffe di Maurizio Blondet, Disinformazione di Marcello Pamio, il blog di Paolo Franceschetti e Solange Manfredi, Infowars di Alex Jones, e lo stesso luogocomune (Medici è anche un nostro iscritto). Il libro è particolarmente interessante per una serie di motivi diversi. Prima di tutto rappresenta un tentativo, a mio parere ben riuscito, di fare una sintesi “trasversale” di tutti i maggiori temi trattati negli scorsi anni dai siti sopracitati. E questo è tutt’altro che poco. Per ottenere questo risultato Medici ha usato il filo conduttore della Grande Menzogna – l’archetipo, si potrebbe dire – unificando così la chiave di lettura di argomenti solo apparentemente diversi come le scie chimiche, il sistema monetario, l’11 settembre, l’assassinio Kennedy, i viaggi lunari, Big Pharma, il Global Warming, le “False Flags” o l’AIDS. Il secondo aspetto interessante del libro è il continuo inserimento di riferimenti culturali di alto livello, ...

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BBC e 9/11: errori e distorsioni

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31 Agosto 2011
Visite: 9862
di Riccardo Pizzirani L’altra sera la BBC ha annunciato con un articolo il programma “9/11 conspiracy theories”. Leggendo l’articolo si notano numerosi errori ed omissioni, che fanno ben intendere quale sarà il tono della trasmissione: “il trasponder, che fornisce l’esatta posizione dell’aereo, era stato spento o cambiato” Come sappiamo il trasponder degli aerei è un macchinario che spedisce a terra un segnale (secondario) che comunica altitudine, nome, rotta, e altri dati. Una volta spento il trasponder l’aereo non svanisce, ma rimane visibile sul radar (primario), che ha origine a terra. Quindi l’affermazione è errata e fuorviante. “le demolizioni controllate sono sempre eseguite dai piani inferiori verso l’alto” Questa frase lapidaria e assolutista è smentita dalla demolizione controllata delle torri 12-14 rue parent – glacis, a Belfort . “nessuna prova è mai stata trovata di cariche esplosive nonostante le estese ricerche manuali” Come chiaramente affermato dal NIST nelle loro FAQ ufficiali (punto 12), il NIST ammette di non aver cercato tracce di esplosivi/incendiari nelle sue investigazioni ufficiali. “i militari non hanno mai dato ordini alle forze aeree di abbattere voli commerciali di linea” Come mostrato nel 9/11 Commission Report alle pagine 40-41 nel capitolo intitolato “United 93 e l’ordine di abbattimento” tale ordine è stato dato per ben due volte, dal Vicepresidente Cheney, ...

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20 anni di Linux

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29 Agosto 2011
Visite: 8130
Lo sviluppo ed il successo di Linux nel mondo dell'informatica è una di quelle vicende che dovrebbe dare molto da riflettere. Ecco un breve video che in occasione del suo ventesimo anniversario ripercorre alcune tappe importanti:
[ l'articolo continua all'interno ]

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Caro Attivissimo, non piangere

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Scritto da Redazione
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27 Agosto 2011
Visite: 14950
MINOLI DIVENTA INTERNAZIONALE Minoli anche in FRANCESE *********************************************
2a parte: http://www.youtube.com/watch?v=rLqk9Cu4CZY 3a parte: http://www.youtube.com/watch?v=ecgK4j4UPYQ 4a parte: http://www.youtube.com/watch?v=LAGhSGY_DZY *********************************************************** Come molti sanno, l’altra sera Giovanni Minoli ha dedicato una puntata della trasmissione “La storia siamo noi” all’11 settembre. Lo ha fatto riassumendo per grandi linee i dubbi e le critiche che sono stati portati in tutti questi anni alla versione ufficiale dal Movimento per la Verità sull’11 settembre. In particolare, Minoli si è basato sull’ultima edizione di Loose Change, il film di Dylan Avery, uscito nel 2009 in forma riveduta e corretta (la prima versione di Loose Change, che spopolò in rete, risale al 2005). Pur senza sbilanciarsi in modo definitivo, con la sua impostazione Minoli ha voluto chiaramente validare i principali dubbi espressi dal Movimento in tutti questi anni. Apriti cielo! Giusto il tempo di scriverlo, e compariva sul blog di Attivissimo un articolo intitolato “11/9 alla Rai: un'ora di teorie di complotto sconclusionate. E il contraddittorio degli esperti dov'è?” L’articolo, che grondava indignazione da tutti i pori, ...

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Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inganno di massa

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Scritto da Redazione
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26 Agosto 2011
Visite: 7925
PARTE SECONDA: gli inganni “Ho la più alta ammirazione per la vostra propaganda. La propaganda in occidente viene portata avanti da esperti che hanno avuto la migliore istruzione del mondo -- in campo pubblicitario -- ed hanno imparato a padroneggiare le sue tecniche con eccezionale maestria e profitto... Le vostre sono sottili e persuasive, le nostre sono crude ed ovvie... Penso che la differenza fondamentale tra i nostri due mondi, rispetto alla propaganda, sia molto semplice.. Voi tendete a credere alla vostra... e noi tendiamo a rifiutare di credere alla nostra.” (Un corrispondente sovietico che ha vissuto cinque anni negli Stati Uniti) I fatti dell'11 settembre 2001 e le sue conseguenze sono stati sviscerati sotto ogni aspetto; ci sono state analisi politiche, tecniche e scientifiche intraprese da professionisti e da semplici cittadini che in questi anni hanno tentato di portare alla luce la verità su quegli eventi. Un aspetto forse poco trattato del 911 risulta però essere quello propagandistico. Generalmente si tende a pensare ai fatti che ci hanno raccontato semplicemente in termini di menzogna; solo per fare un esempio, chi non crede alla versione ufficiale dei fatti reputa una bugia (e pure grossolana) il ritrovamento del passaporto quasi intatto di uno dei terroristi che sarebbe scampato a esplosioni, incendi e crolli, per atterrare quasi direttamente nelle mani del poliziotto che lo ha trovato. Ma perchè crediamo si tratti di una balla? Perchè ovviamente ci sono mille altre cose che non tornano nei fatti del 911: i crolli delle torri, l'enigma del Pentagono e via dicendo. Il passaporto è solo l'ennesima coincidenza fortuita in un impianto che per quanto palesemente assurdo e traballante, continua a dividere o addirittura a disinteressare gli animi. C'è un motivo per questo; che non può essere ascritto esclusivamente all'assordante silenzio mediatico che sicuramente è stato decisivo nell'opera di insabbiamento e di sottrazione delle informazioni per il pubblico. Abbiamo visto crescere nel tempo schiere di fedelissimi pro e contro la versione ufficiale dei fatti, abbiamo visto nascere etichette che hanno portato a distinzioni sociali, pregiudizi e posizioni fideistiche; viene quindi il sospetto che altre cause, anche di natura psicologica, abbiano contribuito a formare quelle opinioni e quegli atteggiamenti che hanno creato la situazione attuale. Pochi probabilmente si sono resi conto dell'importanza che ha avuto la propaganda di guerra (Irak/Afghanistan) nell'omologare i pensieri della gente se non nella vera e propria costruzione delle opinioni e delle idee; e non potrebbe essere altrimenti, perchè la caratteristica più importante della moderna propaganda è quella di essere invisibile; poco importa se oggi, tutte le maggiori operazioni propagandistiche sono state scoperte e rivelate perchè uno dei motti dell'esperto in PR è: “Qualsiasi smentita successiva non conta, l'importante è arrivare primi”. La maggioranza dell'opinione pubblica infatti non si è indignata, molti nemmeno le conoscono le smentite, ma a tutti sono rimaste impresse le immagini della guerra, la paura, i simboli... Tutte cose che nel tempo hanno creato convinzioni, opinioni, idee.

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La “falsa” Piazza Verde di Al-Jazeera

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Scritto da Redazione
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25 Agosto 2011
Visite: 9796
Questa mattina ho aperto l’e-mail e ho trovato tre persone diverse che mi segnalavano con grande eccitazione questa pagina del sito Stopwarcrimes. L’articolo si intitola “La falsa Piazza Verde di Al-Jazeera”, e sostiene che le immagini dei libici festanti nella Piazza Verde di Tripoli, trasmesse anche da SkyNews, in realtà siano state girate su un set costruito appositamente nel Qatar. Immediatamente la pressione mi è salita a mille, e ho pensato “I soliti bastardi! Ormai la guerra mediatica è totale”. A supporto della sua tesi, l’articolo mostra le immagini della (presunta) Piazza Verde trasmesse l’altra sera da Al-Jazeera (foto 1), e le confronta con diverse immagini della vera Piazza Verde (2, 3 e 4), scattate in epoche diverse. (Vedi immagini all’interno).

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Recognize Palestine

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Scritto da Redazione
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24 Agosto 2011
Visite: 5747
L’organizzazione AVAAZ invita a firmare la petizione in supporto del risconoscimento dello stato palestinese.
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11 Settembre e propaganda, un possibile terreno di indagine?

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Scritto da Redazione
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24 Agosto 2011
Visite: 9617
di Federico Povoleri Tutti, in modo consapevole o meno, facciamo propaganda, siamo veicoli di propaganda, e viviamo circondati dalla propaganda. Quando sosteniamo una certa tesi al bar, facciamo propaganda. Quando un critico cinematografico scrive bene o male di un film fa propaganda. Quando Adriano Celentano canta “Chi non lavora non fa l’amore” fa propaganda. Ovviamente il significato di questo termine è molto ampio, e bisogna distinguere fra messaggi veicolati in modo più o meno inconsapevole dagli individui, e quelli concepiti appositamente per modificare la percezione della masse rispetto a certi argomenti di primaria importanza. La propaganda infatti è ormai diventata una scienza sofisticata che ha trovato la sua massiccia applicazione nelle società democratiche odierne, ed agisce in modo del tutto invisibile. Ad esempio, il critico o il cantante di cui parlavamo prima, potrebbero essere stati bersaglio di un'operazione di propaganda tesa a influenzare le loro opinioni, ed essendo loro stessi degli Opinion Leader, si tramuteranno automaticamente in veicoli inconsapevoli del messaggio originale, che viene ora trasmesso ad un pubblico più vasto. Questi aspetti della propaganda che rientrano nelle categorie della propaganda nera o grigia sono inquietanti …

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Gli avvoltoi sono già in picchiata

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Scritto da Redazione
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23 Agosto 2011
Visite: 7750
Muhammar Gheddafi non è ancora stato catturato, è già gli avvoltoi delle compagnie petrolifere stanno scendendo sui giacimenti di petrolio della Libia. In un articolo della Reuters intitolato “L’ENI guida la corsa al petrolio in Libia” leggiamo che “la caduta di Gheddafi riaprirà le porte al paese africano con maggiori riserve di petrolio.” “Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini – prosegue l’articolo – ha detto che il personale dell’ENI, il produttore numero uno prima della guerra, è già arrivato in Libia per far ripartire la produzione nell’est del paese.” La CNN ha appena fatto sapere che i titoli dell’ENI sono saliti del 6% nella giornata di ieri. “Questi impianti sono stati fatti da italiani, dalla SAIPEM – dice ancora l’articolo, citando Frattini - ed è quindi chiaro che l’Italia giocherà il ruolo di N° 1 nel futuro.” Sempre nell’articolo leggiamo che “secondo gli analisti dell’industria petrolifera l’ENI e la TOTAL potrebbero emergere come i due grandi vincitori della Libia del dopoguerra, grazie al pesante supporto dato dai loro paesi ai ribelli”. Alla CNN, la Repsol spagnola ha dichiarato ...

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Trystero, se ci sei batti un colpo

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Scritto da Redazione
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23 Agosto 2011
Visite: 7448
Molti di voi avranno seguito l’acceso dibattito che è scaturito dall’articolo intitolato “Documenti falsi nella buca di Shanksville”. Non c’è infatti come affermare di aver trovato una “prova inconfutabile” della falsità della versione ufficiale, per vedersi scatenare una corsa disperata al tentativo di smentire in qualunque modo quella prova. Finchè esiste la possibilità di aggrapparsi ad un dubbio qualunque, per quanto esile, certe persone riescono ancora a sopravvivere (“D’accordo, la manovra del Pentagono è decisamente difficile, ma magari quel giorno Hanjour ha avuto un culo mostruoso…”). Ma metterle seccamente in angolo, senza lasciare loro nessuna via di uscita, spesso rischia di farle impazzire (E io confesso di non essere stato del tutto privo di malizia, nel provocare una reazione che avevo previsto fin dall’inizio). La discussione infatti è andata avanti per un bel pò, ondeggiando fra nuovi elementi che sembravano validare quel documento e informazioni che sembravano invece negarlo. Alla fine ho deciso di tagliare la testa al toro e ho chiamato la Motorizzazione della Florida, dove mi è stato confermato quanto già indicato sulle pagine del loro sito: in base ai dati contenuti – mi fu detto - il documento in questione non poteva esistere. Non restava quindi che concludere che fosse un falso. Ho anche aggiunto che in ogni caso per me la cosa non aveva un’importanza suprema, visto che sono ben altri, al punto in cui ci troviamo, gli elementi di accusa contro la versione ufficiale. Ma qualcuno evidentemente non riusciva più a dormire sonni sereni. Si tratta di un utente di antica data, che si firma “Trystero”, ...

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  1. Massacro NATO a Tripoli
  2. Senza prove la rappresaglia israeliana su Gaza
  3. L'inizio della riforma monetaria
  4. Documenti falsi nella buca di Shanksville

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