Il documento più “bollente” che circola in rete in queste ore è certamente il “manifesto” del bombarolo-killer norvegese Anders Breivik, l’uomo che avrebbe piazzato la bomba di Oslo e poi massacrato i turisti sull’isola di Utoya.
Centinaia di siti lo stanno analizzando e ripubblicando, anche se molto difficilmente qualcuno lo avrà letto da cima a fondo. Si tratta infatti di un vero e proprio libro dalla lunghezza impressionante (ca. 1500 pagine), perfettamente organizzato e indicizzato, che vuole chiaramente apparire come il “testamento politico” di un uomo che si appresta a compiere una missione senza ritorno.
Ad una prima scorsa – ripeto, è impensabile leggerlo tutto – si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un altro “caso Shakespeare”. Non nel senso di genio letterario, ma anzi del suo opposto, ovvero dell’impossibilità di esserlo (molti sanno che il vero Shakespeare era quasi sicuramente un prestanome, poichè non poteva possedere un decimo delle conoscenze che aveva il vero autore delle sue opere).
Per quanto appena trentenne, Breivik tratta con grande dimestichezza argomenti di portata storica assoluta, dal revisionismo storico al femminismo americano, dalla riforma protestante alla filosofia del marxismo, dalla storia delle crociate all’influenza della sharia nel mondo islamico.
Anche Hitler, da giovane, aveva scritto qualcosa di altrettanto voluminoso …
Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.
Di Gianluca Freda
Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile.
Q: - Quali interessi ci sono dietro l’attentato?A: Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di cooperazione sempre più stretti tanto per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio dell’Artico, quanto per la partnership commerciale nello sfruttamento di giacimenti mediorientali (in Iraq in particolare). Quest’asse energetico privilegiato tra Russia ed Europa mette a rischio gli interessi strategici americani e il controllo USA sul continente europeo. Era inevitabile che arrivassero, prima o dopo, gli opportuni “avvertimenti”:
1) Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011:
Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico
Oggi entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento, firmato il 15 settembre del 2010, si sono conclusi 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.
2) Da “Sky – TG24” del 12-12-2009:
Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio
Nel corso dell'asta per l'assegnazione di appalti ventennali sui pozzi iracheni, che si è svolta a Baghdad, ...
Lo scorso 12 luglio sono stato intervistato da George Noory di “Coast to Coast”, il programma radio “alternativo” più seguito in America, con oltre 6 milioni di ascoltatori.
La puntata si intitolava “Complotti e cure”. Prendendo spunto dai diversi film che ho fatto, la discussione ha affrontato il cospirazionismo in generale, ed in particolare abbiamo parlato di 11 settembre e della questione del cancro. E’ anche interessante notare come faccia un conduttore come Noory a “navigare” la linea sottile del pensiero anticonformista, mentre cerca di raggiungere una audience il più ampia possibile.
La trasmissione è durata 3 ore, per cui presenterò soltanto i segmenti più interessanti, divisi in due o tre parti, per motivi di lunghezza.
Contenuti della 1 parte: Presentazione. Crolli economici nel mondo. Il ruolo di Internet nella comunicazione globale. Ipotesi di una crisi mondiale delle comunicazioni.
TRADUZIONE:
G.N.: Massimo Mazzucco è un regista italiano conosciuto per aver fatto dei documentari eccezionali. È anche il responsabile di un sito di notizie italiano - lascerò che sia lui a pronunciarne il nome - conosciuto soprattutto per le teorie del complotto sull’11 settembre. E’ qui a “Coast to Coast” per la prima volta, Massimo come va?
M.M.: Buonasera a lei e a tutti quelli che ci ascoltano.
G.N.: Lasciamo che sia tu a pronunciare il nome del tuo sito…
M.M.: Sfortunatamente quando l’ho scelto non avrei mai pensato di finire a parlarne su una radio americana, ...
A Washington appare sempre più drammatico il braccio di ferro fra Obama e i repubblicani – che in questo momento controllano il parlamento – sulla necessità di alzare il tetto del debito pubblico entro il 2 di agosto.
Se ciò non avverrà, la nazione americana andrà automaticamente in default, ovvero verrà dichiarata insolvente, con conseguenze che - dicono gli esperti – saranno “catastrofiche” per tutti.
I repubblicani sono disposti a concedere a Obama il rialzo del tetto, ma solo a condizioni estremamente pesanti per l’attuale presidente: tagli alla spesa pubblica – soprattutto pensioni e assistenza medica – e riduzione delle tasse per i più ricchi e per le corporations.
In realtà si tratta di una manovra politica, da parte dei repubblicani, intesa a far perdere in ogni caso la rielezione ad Obama: se la nazione andrà in default lui sarà accusato dai conservatori di aver portato l’America al disastro, se invece rialzerà il tetto, accettando i tagli alla spesa pubblica, sarà accusato sia dai conservatori, per aver indebitato ulteriormente il paese, sia dai progressisti, per non aver tenuto fede alle proprie promesse elettorali.
In tutto questo, l’unica persona che sembra vedere la situazione con grande lucidità è Ron Paul, … [video all’interno]
Leggi tutto: Il Calderone dell’Odio