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L'uranio impoverito, il nuovo killer di massa

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06 Agosto 2011
Visite: 8917

di Federico Dal Cortivo

Con il primo bombardamento nucleare della storia effettuato nel 1945 dagli Stati Uniti sul Giappone, l’umanità è stata catapultata nell’era delle armi nucleari ,mettendo così a disposizione degli arsenali delle principali potenze un qualcosa che mai in precedenza si era visto nella storia militare, un arma capace di cancellare intere città e rendere invivibili vaste aree del pianeta a causa degli effetti collaterali della radioattività.

In precedenza altre armi, che oggi si suole chiamare  con il termine di “distruttive di massa” erano stata utilizzate sui campi di battaglia e mi riferisco alle “armi chimiche” utilizzate su larga scala per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale in Europa e che si sono evolute fino ad arrivare ai letali “gas nervini” e poi le armi batteriologiche già note fin dai tempi dell’antichità, dove si buttavano carogne di animali morti oltre le mura di città assediate per causare epidemie, oggi con l’aggressione alla Serbia nel 1999 da parte degli Usa e Nato, sono stati sparsi sul terreno coltivato parassiti al fine di distruggere i raccolti o agenti inquinanti per colpire le falde acquifere.

Ebbene se oramai si da per scontato che nel novero delle “armi distruttive di massa” entrino le bombe nucleare, i gas, i batteri e parassiti, credo sia giunto il momento di inserire un nuovo “killer” che sta mietendo vittime sia tra i militari che tra i civili e che può ben essere considerato “un arma distruttiva di massa”, mi riferisco all’Uranio Impoverito, contenuto nel munizionamento moderno di mezzi corazzati, degli aerei da attacco al suolo, nelle bombe perforanti e nei missili da crociera e che ha fatto la sua comparsa nei teatri operativi bellici a partire dalla Prima Guerra del Golfo (Agosto 1990-Febbraio 1991) e poi a seguire in Somalia (Operazione Restore Hope (dicembre 1992 –maggio 1993), Balcani Bosnia e Serbia 1995-1999, Afghanistan Enduring Freedom e per arrivare alla Seconda Guerra del Golfo contro l’Iraq, Libano e Gaza nel 2008 -2009 infine oggi in Libia. Si sospetta che tale uso sia stato fatto anche nell’invasione di Panama nel 1989 a scopo sperimentale.

Oggi a distanza di anni dal primo vero utilizzo massiccio di armi contenenti Uranio Impoverito  possiamo tracciare un primo bilancio delle vittime dirette  e indirette causate dagli effetti collaterali di questa sostanza, che vede tutt’ora i governi che ne fanno uso coprire con una cortina di silenzio qualsiasi notizia che possa mettere in discussione la  composizione dei propri arsenali militari, complice una stampa occidentale spesso al servizio di questi interessi e non della verità.

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Testimonianza da Hiroshima

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06 Agosto 2011
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Ricorre oggi l’anniversario della bomba atomica sganciata su Hiroshima.
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Economia e canaglie

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Scritto da Redazione
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04 Agosto 2011
Visite: 8285
di Marco Cedolin Ti svegli canicolato nel bel mezzo di una mattina d’agosto, con tutto il peso dei tuoi problemi “spiccioli” che grava sulle spalle e ti tiene ancorato a respirare la mefitica aria di città anche nel pieno dell’estate. Perfino il caffè non riesce a perdere quel retrogusto chimico, che sembra una punizione inflitta con sadismo a chi è costretto ad usare miscele da discount. Dal momento che a farti del male ci stai prendendo gusto, carezzi la malaugurata idea di aprire il giornale, e dopo averla carezzata lo fai sul serio, ostentando genuina temerarietà, o forse solamente uno spirito abitudinario difficile da sradicare. C’è scritto che lo Spread è salito a livelli da record, la borsa di Milano ha bruciato 15 miliardi di euro, i BTP sono ad alta tensione. I toni sono da tragedia greca e hai la sensazione che se solamente ti riuscisse di comprendere appieno il senso di ciò che stai leggendo, il caffè alla varichina dovrebbe andarti di traverso, fino a farti tossire e sputacchiare come un indemoniato. Invece lo sorseggi con calma, pensando che la bolletta della luce è scaduta da 2 settimane e l’Enel ha già avvertito che se non paghi entro la prossima, la tua utenza sarà sottoposta a limitazione. Quando tuo figlio accenderà la playstation in cameretta …

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Indovina indovinello ...

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Scritto da Redazione
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03 Agosto 2011
Visite: 9955
Provate ad indovinare di quale nazione parla il presente articolo (vi diciamo subito che non è la Spagna). Nelle scorse settimane decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale, protestando contro il proprio governo per il costante aumento dei prezzi, la stagnazione dei salari, e le condizioni economiche sempre più ristrette in cui si ritrova a vivere la popolazione. Le proteste nelle varie città si sono indirizzate soprattutto contro le banche e contro gli edifici governativi. Di fronte alla privatizzazione selvaggia, messa in atto dall’attuale governo conservatore, la gente in strada urla “Rivoluzione!” In particolare, la protesta è rivolta contro l’attuale primo ministro, che sta cercando di far fallire la società elettrica nazionale – per poi “arrivare in suo soccorso” e privatizzarla - attraverso un complesso ricatto incrociato fra i costi del combustibile e la tassazione che viene applicata. Alla domanda “Perchè lei grida ‘rivoluzione’?”, un dimostrante ha risposto: “La classe media è allo stremo, i laureati non riescono a trovare lavoro, io non riesco ad arrivare a fine mese, e non riesco ad immaginare come mai potrò comprarmi una casa. E quelli che la casa ce l’hanno non riescono più a pagare il mutuo, a causa del continuo aumento dei prezzi. Chiediamo che la gente possa guadagnare un salario proporzionato al costo della vita, vogliamo l’educazione gratuita per tutti, prezzi delle abitazioni accessibili anche ai più giovani, investimenti nella periferia e non solo nel centro. Vogliamo una giustizia sociale”. Due settimane fa è stata improvvisata una tendopoli proprio nel centro della capitale. Il gesto è stato subito imitato in moltre altre città della nazione, ma la polizia è intervenuta di forza e ha fatto sgomberare gli accampati. Le proteste continuano, e per ora non accennano a diminuire. Ora voltate pagina, per vedere se avere indovinato di che nazione si tratta.

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Il Calderone dell’Odio

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01 Agosto 2011
Visite: 11119
di Pispax Dopo gli attentati in Norvegia non si fa altro che parlare di quello che c'è "dietro". Solo che a forza di parlare di quello che c'è "dietro", ci si dimentica di guardare quello che c'è davanti. Perché la catena di eventi che ha portato alla strage di Utoya è qualcosa che parte molto da lontano. C'è sempre stata - e ancora c'è - una precisa strategia politica, che per guadagnare una manciata di voti in più spinge con forza sul tema "le nostre sane e belle tradizioni vanno difese da quelli che vogliono inquinarle". Questa strategia nel corso del tempo ha coinvolto tutti i cosiddetti "pericolosi": i giudei, i “terroni”, i “musulmani mangiamerda”, i “ricchioni”, gli zingari, i “musi neri puzzolenti”, ecc. ecc. (Dove per "pericoloso", naturalmente, si intende una persona che teoricamente potrebbe persino rischiare, un giorno o l'altro, di mettere anche solo lievemente in discussione l'ultima virgola delle nostre belle e sane tradizioni, decidendo di adottare per se stessa uno stile di vita diverso. Oppure semplicemente una persona che non ci piace). E' da tanto che lo sappiamo: manipolare il popolo è molto più semplice se gli diamo "qualcuno" su cui scaricare la colpa. Quando c'è un obiettivo preciso da incolpare ...

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Pennivendoli

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Scritto da Redazione
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28 Luglio 2011
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di Marco Cedolin Fra il paese reale, vissuto sulla strada e raccontato in rete, ed il paese virtuale, vissuto in poltrona e raccontato da giornali e TV, la distanza si è fatta ormai abissale, fino al punto da arrivare a costituire due universi antitetici privi di contatto fra loro. Tutti coloro che non hanno la capacità, il tempo o la voglia di attingere da internet il proprio bagaglio informativo, e costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione, restano relegati in un mondo virtuale, costruito ad hoc per emarginarli dalla realtà e veicolato presso l'opinione pubblica da pennivendoli e mezzibusti TV, deputati a rendere credibile un mondo di fantasia che non esiste. La conseguenza più evidente di questo stato di cose è costituita da una manipolazione sempre più profonda dell'opnione pubblica, condotta al guinzaglio laddove chi tira le fila dell'informazione intende portarla. Per meglio leggere le dinamiche di questo processo, …

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Tesina sull'11 settembre

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27 Luglio 2011
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Ho ricevuto questa “tesina” di maturità da un ragazzo che non conoscevo, e ho deciso immediatamente di pubblicarla. Non vi anticipo nulla, perchè non vorrei influenzare la lettura da parte vostra. Dico solo una cosa: di certo, anche se lentamente, il futuro avanza. Oggi so con certezza che tutte le fatiche che stiamo facendo, per combattere la menzogna nel mondo, non saranno state invano. (M.M.) Tesina di maturità - di Luigi Boncristiano Classe VB - Liceo scientifico statale E. Curiel - Anno scolastico 2010/2011 Dieci anni dopo l’11 settembre - il “film” che ha sconvolto il mondo intero Prefazione Il corso della storia segue l’andamento di una spirale, i cui cerchi rappresentano un’intera epoca storica, formata da singoli avvenimenti coerenti fra loro che tendono a costruire una struttura logica, compatta e unita. L’uomo non ha la capacità di cogliere il significato dell’epoca in cui vive fino alla sua conclusione; solamente allora potrà voltarsi indietro e tirare le fila, azione che gli permetterà di accedere ad un panorama chiaro e trasparente del periodo passato, che lo condurrà finalmente a giudicare con spirito critico assente da ogni tipo di pregiudizio. È la visione della storia che emerge dal pensiero del filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda, 1770 – Berlino, 1831), secondo cui l’uomo comune, dal momento che non comprende le contraddizioni e i meccanismi che innescano il principio e la fine della sua epoca, si trova a disagio in essa e quindi soffre; ma ciò non importa, perché ogni persona fa parte di un disegno più grande ed è solo una piccola componente del progetto disegnato dallo Spirito, il quale si realizza attraverso la storia. Ogni epoca, tuttavia, come il corso degli eventi ci insegna, ripete se stessa. Cambiano i popoli, i falsi profeti, gli usurpatori, le vittime, gli Stati, le culture, le tecnologie, ma una cosa resta immutabile: lo scheletro e le fondamenta alla base degli avvenimenti. Ci saranno sempre potenti e deboli, vincitori e vinti, ricchi e poveri. Ci saranno sempre le guerre, non perché sono intrinseche alla natura dell’uomo, ma perché soddisfano i disegni politico-economici di pochi a spese dei molti. Ci saranno sempre false ideologie e religioni, potenti strumenti di controllo delle masse utili a non farle pensare e a sfruttarle. Cosa può fare il singolo per difendersi? Quali sono i suoi mezzi a disposizione? …

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Anders Breivik: l’uomo che sapeva troppo?

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Scritto da Redazione
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26 Luglio 2011
Visite: 20405
Il documento più “bollente” che circola in rete in queste ore è certamente il “manifesto” del bombarolo-killer norvegese Anders Breivik, l’uomo che avrebbe piazzato la bomba di Oslo e poi massacrato i turisti sull’isola di Utoya. Centinaia di siti lo stanno analizzando e ripubblicando, anche se molto difficilmente qualcuno lo avrà letto da cima a fondo. Si tratta infatti di un vero e proprio libro dalla lunghezza impressionante (ca. 1500 pagine), perfettamente organizzato e indicizzato, che vuole chiaramente apparire come il “testamento politico” di un uomo che si appresta a compiere una missione senza ritorno. Ad una prima scorsa – ripeto, è impensabile leggerlo tutto – si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un altro “caso Shakespeare”. Non nel senso di genio letterario, ma anzi del suo opposto, ovvero dell’impossibilità di esserlo (molti sanno che il vero Shakespeare era quasi sicuramente un prestanome, poichè non poteva possedere un decimo delle conoscenze che aveva il vero autore delle sue opere). Per quanto appena trentenne, Breivik tratta con grande dimestichezza argomenti di portata storica assoluta, dal revisionismo storico al femminismo americano, dalla riforma protestante alla filosofia del marxismo, dalla storia delle crociate all’influenza della sharia nel mondo islamico. Anche Hitler, da giovane, aveva scritto qualcosa di altrettanto voluminoso …

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Oslo: tutto quello che già sapete

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23 Luglio 2011
Visite: 27535

Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.

Di Gianluca Freda

Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile.

Q: - Quali interessi ci sono dietro l’attentato?

A: Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di cooperazione sempre più stretti tanto per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio dell’Artico, quanto per la partnership commerciale nello sfruttamento di giacimenti mediorientali (in Iraq in particolare). Quest’asse energetico privilegiato tra Russia ed Europa mette a rischio gli interessi strategici americani e il controllo USA sul continente europeo. Era inevitabile che arrivassero, prima o dopo, gli opportuni “avvertimenti”:

1) Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011:

Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico

Oggi entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento, firmato il 15 settembre del 2010,  si sono conclusi 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi  giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.

2) Da “Sky – TG24” del 12-12-2009:

Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio

Nel corso dell'asta per l'assegnazione di appalti ventennali sui pozzi iracheni, che si è svolta a Baghdad, ...

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Intervista al tenore Joe Fallisi sulla questione libica

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Scritto da Redazione
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22 Luglio 2011
Visite: 11606


Intervista di Federico Dal Cortivo a Joe Fallisi, tenore e attivista per i diritti umani, sulla questione libica.

D: Sig. Fallisi nei giorni scorsi è arrivata la notizie che la cosiddetta Corte Penale Internazionale dell’Aja ha deciso di incriminare e spiccare mandato di arresto contro Muammar Gheddafi, lei che ne pensa? Di che cosa dovrebbe essere imputato il Rais? Un Tribunale come quello dell’Aja, a cui ad esempio gli Stati Uniti non riconoscono alcun  potere verso se stessi,  che reale autorevolezza può avere?

* Moreno Ocampo e i funzionari lavapiatti come lui (per non parlare dei loro capi e mandanti), se esistesse l’inferno, si sarebbero già assicurati un posto nel girone più buio. Tutta questa gente spudorata sa benissimo chi abbia commesso e continui a perpetrare, nell’ambito della “guerra” in Libia, crimini contro l’umanità – e del genere peggiore. Sono i cari “ribelli” tagliagola-seno della Cirenaica a libro paga delle potenze predatrici (oltre a queste ultime, beninteso). Il “Tribunale dell’Aja” è uno strumento dell’armamentario politically correct in mano all’Anglogiudamerica. Un altro è l’ONU stessa. E lo si è visto con le risoluzioni a favore della no-fly zone, ovvero del bombardamento-impestamento-distruzione d’un Paese libero e sovrano che non aveva mai dichiarato guerra a nessuno.

D: L’attacco alla Libia, perché di un vero e proprio attacco militare si tratta, è stato come al solito fatto passare per “intervento umanitario”, tipica espressione con la quale la Nato in questi anni dichiara guerra senza dichiararla ufficialmente, lei cosa pensa sia stata la causa scatenante? Quali sono i reali interessi in gioco che hanno spinto la Francia sempre più interventista e la Gran Bretagna, a premere per l’intervento militare diretto?

* Era da molti anni (una decina, secondo il generale Wesley Clark, che l'America stava preparando l’aggressione alla Libia, il Paese più ricco e progredito (ed equo) dell’Africa e d’importanza strategica decisiva. ...

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Webster Tarpley: attacco USA all'Europa

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Scritto da Redazione
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19 Luglio 2011
Visite: 7926
di Stefania Limiti

Abbiamo di nuovo scelto
Webster G. Tarpley per approfondire uno dei più temi urgenti di questi giorni, l'attacco speculativo all'euro e i suoi effetti su alcuni paesi, tra cui l'Italia. Tarpley, infatti, oltre ad essere un profondo conoscitore del sistema finanziario internazionale è, soprattutto, un osservatore di assoluta indipendenza e paladino delle battaglie contro tutte le oligarchie, come è possibile constatare dalle sue opere (tra le quali segnaliamo, per l'attinenza al tema, il recentissimo Obama dietro la maschera: golpismo mondiale sotto un fantoccio di Wall Street). Le sue sono caratteristiche essenziali, dunque, se si vuole scoprire dove siano le verità nascoste: per questo la prima domanda è diretta al cuore del problema:

1. Esiste un'intelligence che ha pensato e attuato il piano speculativo nei confronti dei paesi europei?

- Sì, questo era già chiaro dal febbraio 2010, quando il
Wall Street Journal pubblicò un servizio su una cena cospiratoria (8 febbraio) tenuta nella sede di una piccola banca d'affari specializzata, la Monness Crespi and Hardt, alla quale parteciparono persone di grande influenza. In quell'occasione si cercavano strategie per evitare un'ondata di vendite di dollari da parte delle banche centrali ed il conseguente crollo del dollaro. L'unica maniera per rafforzare il biglietto verde passava attraverso un attacco all'euro le cui compravendite ammontavano circa a mille miliardi (one trillion) al giorno: impossibile pensare ad un attacco frontale contro una moneta così forte. Quindi, gli sciacalli degli hedge funds di New York - fra cui anche certi protagonisti della distruzione di Lehman Brothers - hanno cercato i fianchi più deboli del sistema europeo ...

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