Negli uffici della polizia americana dove avvengono gli interrogatori spesso c’è un cartello che dice: “Nessuno ha una memoria così buona da riuscire a mentire per sempre”. A furia di mentire, ti dicono, prima o poi finisci per contraddirti.
Ed infatti questo non capita soltanto al ladruncolo di quartiere, ma anche ai pluridecorati “signori della guerra” del Pentagono.
La scorsa settimana il Pentagono ha pubblicato un rapporto relativo alle procedure di incenerimento e sepultura dei resti dei soldati americani morti in Iraq e Afghanistan. Questa pubblicazione si è resa necessaria dopo che la stampa aveva rivelato, nei mesi scorsi, che i resti non identificati dei militari venivano semplicemente cremati e gettati nella discarica della spazzatura. Il Pentagono riconosce che la pratica è stata adottata almeno per 5 anni, dal 2003 al 2008, ma conferma che ora è stata abbandonata.
In un breve passaggio – scrive il Washington Post – il rapporto spiega anche che “questa pratica era iniziata dopo che diverse porzioni di resti umani dell’attacco al Pentagono e di Shanksville non poterono essere nè esaminate nè identificate”.
Sembra quindi che vogliano giustificare il vergognoso trattamento dei resti dei militari fra il 2003 e il 2008, con una “brutta abitudine” presa ancora ai tempi degli attacchi terroristrici del 2001.
Peccato che fino a ieri ci abbiano raccontato …
Ci dice l’ANSA che "Monti ha appreso con dolore il grave incidente in Afghanistan nel quale hanno perso la vita tre militari italiani.”
Questa è l’ipocrisia.
Ve lo vedete Monti che davvero soffre, anche per un solo millesimo di secondo, per i tre militari italiani morti annegati, quando lui stesso si sta adoperando come un matto per consegnare il nostro paese nelle mani dei banchieri e dei guerrafondai che si arricchiscono proprio scatenando guerre di genocidio in tutto il mondo?
”l Ministro Terzi ha rinnovato i sentimenti di gratitudine nei confronti delle nostre Forze Armate, sottolineando la "profonda ammirazione per i nostri militari che, prestando servizio con onore e dedizione nei teatri di crisi, forniscono il loro prezioso contributo alla pace ed alla sicurezza internazionale".
Questa è la bugia.
Non ci può essere nessuna ammirazione per dei mercenari che vanno ad uccidere impunemente vecchi, donne e bambini in giro per il mondo, e soprattutto non c’è mai stato nessun “teatro di crisi”. Gli afghani stavano benissimo, prima che arrivassimo noi a rubargli quel poco che ancora gli rimane. Il “teatro della crisi” glielo abbiamo portato noi, già confezionato e pronto per l’uso, dal palcoscenico alle scenografie, dalle comparse al cast degli attori, dalle luci di scena al capocomico, dalle locandine alla biglietteria, dalle poltrone di platea alla sceneggiatura completa ed approvata.
Il palcoscenico è lo schermo perennemente illuminato del nostro televisore, che ormai abbiamo imparato a scambiare per la realtà che ci circonda. Le scenografie sono le grotte vuote dell’Afghanistan, …
Lo scorso 14 gennaio, il Gazzettino, la Nuova Venezia ed il Corriere del Veneto - di fatto, tutti i giornali locali dell'area veneziana- hanno offerto ai loro lettori un allegato di 48 pagine 21x30 tutto di foto patinate che illustrano i tre cantieri dove si sta costruendo il MoSE e in due facciate si sintetizza “che cos'è, a cosa è servito ieri, a cosa serve oggi e a cosa servirà domani”. Così tutti i lettori hanno potuto leggere un'efficace pubblicità visiva del Consorzio Venezia Nuova sui “Cantieri del MoSE”.
Con una tiratura complessiva dei 3 quotidiani di 60.000-70.000 copie ed un costo stimato di 20-25 centesimi per copia, aggiungendo il costo di inserimento per la distribuzione e gli altri costi complementari, si può realisticamente valutare in 50.000 euro il costo che dell'intera operazione pubblicitaria del Consorzio.
Ed allora? Ogni impresa non è libera di spendere per la propria pubblicità quello che ritiene utile?
Noi crediamo di no, se questi 100 milioni di vecchie lire sono pagati direttamente dai cittadini ...
Pubblico la traduzione di un interessante articolo di Rick Falkvinge, il fondatore del Pirate Party svedese, perchè particolarmente in tema con i temi economici affrontati nell'ultimo periodo.
di Rick Falvinge
Nelle discussioni che riguardano l'uso di una moneta come l'oro ma anche come Bitcoin, una delle domande che viene spesso posta da persone che possiedono anche un background economico è se una moneta deflazionaria può realmente sopravvivere.
E' un discorso interessante. Siamo così abituati a vivere un'economia inflazionaria dove la moneta perde gradualmente il suo valore che abbiamo difficoltà ad immaginare come potrebbe essere un'economia dove una certa quantità di danaro ...
La prolungata campagna elettorale di Ron Paul, che in realtà è una campagna contro l’attuale sistema monetario, sembra aver dato i primi effetti. Un articolo della CNBC si domanda “Se abolissimo la Federal Reserve, che cosa succede?”, e si premura di spiegare al pubblico che ci conviene tenerci stretta questa cara “istituzione” prima ancora che il dibattito possa esplodere a livello nazionale.
Si chiama vaccinazione preventiva, ed è il classico meccanismo difensivo operato attraverso i media da chi sa che sta per finire nell’occhio del ciclone. Basta leggere le argomentazioni presentate a difesa della FED, per capire quale sia il vero scopo di un articolo come questo.
“Molti critici della FED non saranno soddisfatti finchè la banca centrale non verrà chiusa per sempre.”
Cominciamo subito col dipingere i critici della FED come persone ossessionate in modo irrazionale contro il nemico, e non piuttosto motivate da ragionamenti validi e giustificati.
“In ogni caso, gettare la Federal Reserve nel fiume Potomac non sarà facile. La prima cosa da fare ...
di Marco Cedolin
Mentre Atene brucia nel fuoco della protesta popolare, un parlamento incartapecorito, capeggiato da un banchiere di scuola statunitense approva il nuovo pacchetto lacrime e sangue imposto da Bruxelles e di fatto condanna la Grecia ad un futuro di miseria progressiva, che andrà ad innescarsi in senso peggiorativo sulla già drammatica situazione attuale.
Con 199 voti a favore e 79 contrari il parlamento greco, prono al diktat della mafia finanziaria europea, ha dispensato ai cittadini una bastonata senza pari che fra le altre cose comporterà una diminuzione del 20% del salario minimo garantito, una raffica di nuovi licenziamenti (che si sommeranno ai precedenti) un taglio delle pensioni, un ulteriore ridimensionamento del servizio sanitario e degli ospedali, oltre alla dismissione di sempre ulteriori quote del patrimonio statale....
Leggi tutto: Pentagono e Shanksville: i miracoli del DNA