di Ashoka
Spesso, quando si assiste ad un dibattito sul tema “signoraggio” viene proposto, come soluzione, di affidare allo Stato la stampa delle banconote, sull'esempio di quanto fatto da Abramo Lincoln nell'Ottocento, prima del suo assassinio.
Ma cosa è successo, nella storia, quando uno Stato si è stampato la sua cartamoneta a corso forzoso?
Basta una parola per descriverlo, ovvero “inflazione”.
Vediamone tre esempi, tra cui gli Stati Uniti di Abramo Lincoln.
La rivoluzione americana
Il comportamento dei neonati Stati Uniti d'America durante la guerra di indipendenza illustra perfettamente ciò che i governi sono tentati di fare quando possono emettere moneta a piacimento.
Come fa notare (1) lo storico William Graham Sumner, mentre nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna, il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l'esercito che l'avrebbe combattuta.
L'idea di ricorrere alla tassazione dei cittadini delle ex-colonie non fu presa nemmeno in considerazione e si decise invece di ricorrere alla stampa di una moneta di carta, il Continental dollar, e di immetterla sul mercato, con la promessa di accettarlo in pagamento per eventuali tasse future.
Quello era anche il metodo scelto dal Congresso per “stabilizzare” la quantità di banconote in circolazione. Si chiedeva infatti ai singoli stati di ricorrere alla tassazione ...
(Segue comunicato Faremondo).
Comincia a tirare una pungente brezza settembrina, e con essa arrivano i primi segnali di una nuova ondata di dibattiti sull’undici settembre che rischia, questa volta, di diventare globale.
In America le primarie repubblicane, che vedono Rudy Giuliani nettamente in testa nei sondaggi, hanno già provocato la dura reazione del Sindacato dei Pompieri, che ha prodotto un filmato nel quale il cittadino è apertamente invitato a non votare per lui. Ufficialmente, l’invito è giustificato dalle accuse a Giuliani di non aver provveduto alla sostituzione delle radio di servizio che già nell’attentato al WTC del ’93 avevano mal funzionato. Inoltre, Giuliani nel video viene accusato per la sua riprovevole fretta di mandare al macero i resti delle Torri Gemelle, quando ancora più della metà dei resti dei pompieri - e quindi, si presume, anche delle altre vittime - non era stata recuperata.
Noi naturalmente possiamo immaginare il motivo della fretta di Giuliani, che entro tre mesi è riuscito addirittura a rivendere la stragrande maggioranza dell’acciaio di Ground Zero per farlo riciclare dai paesi orientali, e di certo il motivo lo conoscono anche i pompieri di New York, ...
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Lettera apertaal Presidente della Repubblica Italiana, on. Giorgio Napolitano al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Romano Prodi al Ministro di Economia e Finanze, on. Tommaso Padoa Schioppa
di Enrico Voccia
Anche quest'anno l'"Estate degli Incendi" e degli incendiari non si è fatta attendere, arrivando puntuale come il proverbiale treno svizzero. Dietro la questione, come al solito, i "piromani" psicopatici c'entrano molto poco, costituendo una componente trascurabile del fenomeno: il grosso è opera della malavita organizzata, che, per portare avanti determinati interessi - solitamente, ma non esclusivamente, di natura edilizia - necessita degli incendi di determinate zone boschive.
Certo, in pura teoria, le leggi ci sono: per 15 anni non è possibile cambiare "destinazione d'uso" alle zone incendiate e, anche in presenza di zone edificabili in partenza, l'edificazione è proibita per cinque anni. Ma - a parte il fatto che l'edificazione abusiva parte comunque nella speranza, spesso ben riposta, del futuro condono edilizio - la legge, per essere applicata, necessita di un catasto delle aree bruciate, che i comuni non fanno, adducendo difficoltà tecniche e/o di bilancio.
Il che, nell'epoca della ricognizione satellitare e di Google Earth, appare francamente ridicolo: pensar male, anche in questo caso, è brutto, ma c'azzecchi quasi sempre - come diceva mia nonna, oltre che il divino Giulio.
Quest'anno, però, qualcosa di diverso mi pare essere accaduto. Sono sempre stato molto attento alla questione degli incendi e, ...
di Giorgio Mattiuzzo
Il Presidente del Consiglio Prodi, qualche tempo fa, ha auspicato l'avvento della pace in Medio Oriente tra Israele e Palestina “come garanzia per i popoli della Regione e per Israele ad esistere come stato ebraico”[1]. La Dichiarazione di Indipendenza di Israele, proclamata il 14 maggio 1948, recita: “Noi, membri del Consiglio del Popolo [...] dichiariamo la fondazione di uno Stato giudaico in Eretz-Israel, denominato Stato di Israele”[2].
Come si può vedere da questi e da moltri altri esempi, che Israele venga ritenuto uno stato “ebraico”, cioè fatto per “gli Ebrei” è opinione largamente condivisa, anche da chi critica aspramente la politica dei governi israeliani. “Ogni giorno il Parlamento israeliano deve scegliere se approvare delle leggi che rendano Israele uno stato Giudaico sempre più democratico oppure se farlo diventare uno stato Giudaico razzista”[3]; così si esprime Haaretz, importante quotidiano israeliano. Tuttavia – a differenza di una certa vulgata che si sta imponendo – questo progetto non è nato per dare rifugio agli Ebrei europei scampati alle persecuzioni naziste del decennio hitleriano. L'idea di uno Stato ebraico, inteso nell'accezione moderna di Stato, è nata qualche tempo prima che il Nazionalsocialismo si affermasse come movimento politico. L'idea di uno Stato ebraico è stata pensata e sviluppata dal Sionismo, una dottrina politica nata alla fine dell'800.
Il termine “sionismo” nasce probabilmente nel 1891, mentre la nascita del Sionismo come movimento è di qualche anno successiva: fu Theodor Herzl nel 1897 a fondare ufficialmente il “movimento di rinascita nazionale dei Giudei. Esso sostiene che i Giudei sono un popolo e che quindi hanno il diritto all'autodeterminazione all'interno della loro nazione. Esso mira ad assicurare e sostenere una nazione – legalmente riconosciuta – per i Giudei nella loro patria storica, e mira ad iniziare e stimolare una rinascita della vita, ...
Un altro inciampone di Rudy Giuliani, nella sua cieca corsa alla Casa Bianca, che lo porta sempre più spesso a dimenticarsi che a New York l’undici di settembre non c’era soltanto lui, e che non può continuare a trasformare gli eventi a piacimento, solo per farli aderire meglio alla sua immagine elettorale.
La frase che ieri ha fatto imbestialire molta gente è stata la seguente: “I was at Ground Zero as often, if not more, than most of the workers. ...I was there working with them. I was exposed to exactly the same things they were exposed to. So in that sense, I'm one of them." Ovvero “Sono stato a Ground Zero almeno tante volte, se non più spesso, di quanto lo sia stata la maggioranza di quelli che vi lavoravano. Sono stato là a lavorare con loro, sono stato esposto alle stesse cose [sostanze] a cui sono stati esposti loro. In quel senso, quindi, sono uno di loro”.
Peccato che fra “loro” ne stiano morendo ormai a centinaia, mentre Rudy appare ogni giorno più pimpante e tonificato. Si vede che ai suoi polmoni l’amianto fa bene.
La “sbruffonata” è sfuggita all’ex-sindaco di New York durante un comizio elettorale nell’Ohio, ma la voce è corsa rapida, ed entro poche ore il vice-direttore della UFOA (Uniformed Fire Officers Association) di New York, Jimmy Riches, ha dichiarato: "Giuliani è un gran bugiardo. Le uniche volte che lo si vedeva a Ground Zero ...
O sei Habilis, o sei Erectus: tutti e due non si può. Una nuova “picconata” alla teoria dell’evoluzionismo lineare arriva da una recente scoperta fatta in Kenya da una equipe diretta da Fred Spoor, dell'University College di Londra, e riportata nell’ultimo numero della rivista Nature.
Al gruppo di ricerca appartiene anche la nota paleontologa Meave Leakey, che già nel 2001 aveva dato un duro colpo alla semplicistica teoria lineare, che mette in ordine di tempo l’Australopithecus Afarensis (4 mil./anni), l’Homo Abilis (2 mil.), l’Homo Erectus(1 mil.), l’Homo Sapiens/Neanderthalis (100.000 anni), ed infine il Sapiens Sapiens (10.000 anni), ciascuna come diretta evoluzione della specie precedente. In quell’occasione infatti la Leakey aveva trovato un cranio di oltre 3 milioni di anni – il Kenyanthropus Platyops, o “Uomo del Kenya dal volto piatto” - le cui caratteristiche erano molto diverse da quelle del suo contemporaneo Afarensis.
Ora invece un reperto di Homo Erectus, databile nella stessa epoca dell’Homo Abilis, confuta anche l’ipotesi della discendenza del primo dal secondo, mentre le caratteristiche dentarie del primo indicano che si trattasse di un carnivoro, e quelle del secondo che si trattasse di un vegetariano.
Specie diverse, quindi, che non sarebbero mai nemmeno entrate in competizione fra di loro, suggerendo chiaramente una evoluzione parallela delle varie specie conosciute. Per non parlare ovviamente dell’Ominide di Flores, l’ “Hobbitt”, che ribalta persino i più azzardati teoremi alternativi.
Quello che sconcerta è la facilità - oltre alla frequenza - con cui crollano teorie che fino a ieri venivano date per buone. Ricordate Lucy, ad esempio? Nonostante la gran fanfara con cui fu data la notizia, ...
Nel comune parlare, si intende per “logica del profitto” qualsiasi comportamento – di solito da parte di un’azienda, o di un datore di lavoro in generale - che porti a preferire un proprio vantaggio economico al rispetto di certi canoni etici, sociali o morali ai quali si ritiene che tutti debbano aderire.
Un proprietario di fabbrica, ad esempio, che trascuri le norme di sicurezza per “mettersi in tasca più soldi” , è un individuo che - nel comune parlare - agisce “secondo la logica del profitto”.
Ben diversa invece l’accezione corretta del termine, che lo colloca però nell’ambito della teoria economica, che in questo caso non ci interessa.
Parliamo, in altre parole, di avidità umana, un “difettuccio” talmente antico da figurare nei Sette Peccati Capitali, e da essere condannato in pari misura da molte altre tradizioni antiche.
Ma è anche un difetto facilmente spiegabile dalla stessa natura umana, visto che risponde all’istinto primordiale di sopravvivenza: se c’è cibo soltanto per quattro persone, e siamo in cinque, è chiaro che uno deve perire. Una bella legnata in testa al più distratto, e anche per oggi il pasto è assicurato.
Il problema etico casomai si pone quando non sia più in ballo la sopravvivenza, ma l’individuo continui a comportarsi come se lo fosse. Osservare ad esempio Dick Cheney che, dopo aver preso trenta milioni di dollari di liquidazione dalla Halliburton, ...
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