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No, così non va caro Barnard

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
31 Ottobre 2008
Visite: 13266
Avevo già avuto in passato più di uno scontro con Paolo Barnard, sia in Internet che alla radio, riguardo all’undici settembre, e purtroppo la stessa dinamica si è ripresentata sul nostro sito, in occasione del suo articolo "No, così non va cari studenti", da noi pubblicato di recente. Il fatto non sarebbe degno di nota, se non fosse lo stesso Barnard a proporsi continuamente, e a volte in maniera persino invadente, come “duro e puro” del giornalismo nazionale, eroe solitario da tutti ripudiato, solingo gladiatore in una battaglia per la Giustizia e per la Libertà che – a quanto pare – solo lui starebbe combattendo. Note sono le sue pubbliche lamentele sul trattamento che avrebbe ricevuto da Milena Gabanelli di Report, che Barnard non ha esitato a diffondere ai quattro venti, chiedendo – e presumo ricevendo – una forte solidarietà da parte del popolo della rete. (Luogocomune non appoggiò ufficialmente quella sua richiesta, in quanto ritenni che le dispute di quel tipo si possano valutare – se mai risultasse interessante farlo - solo in presenza della versione completa di ambo le parti). In ogni caso, sappiamo che la stessa redazione di Report non ha mai messo in dubbio le capacità professionali di Barnard, e questo ci dovrebbe bastare. Il problema nasce quando una persona come Barnard cerca di inserire il personale sopra il professionale, al punto da voler “colorare retroattivamente” la propria carriera ...

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Sette in condotta

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
30 Ottobre 2008
Visite: 8952
di Marco Cedolin Giornali e telegiornali stanno dando in queste ore il massimo risalto alla notizia che il fronte degli studenti impegnati a protestare contro il decreto Gelmini si sarebbe spaccato, dando origine a violenti scontri fra giovani di destra e di sinistra che non avrebbero resistito alla tentazione di anteporre le proprie rivalità all’interesse unitario della protesta. La cronaca delle varie testate giornalistiche vorrebbe far intendere che la responsabilità degli eventi sia da addebitarsi ora all’una ora all’altra parte politica, ma ciò che più conta è che tutto il circo dell’informazione stia puntando il dito sulle divisioni nel movimento studentesco, che confermerebbero come in fondo non sia cambiato nulla, e come i giovani continuino a dimostrarsi totalmente incapaci di condurre la protesta in maniera unitaria. Alla luce di quanto è accaduto nella giornata di ieri e dell’enfasi con la quale i media hanno rappresentato sotto forma di scontri fra studenti delle opposte fazioni quella che in realtà è sembrata essere stata una vera e propria aggressione, tanto organizzata quanto strumentale nei confronti dell’intero corteo studentesco composto da giovani di ogni colore, mi piace ricordare di aver scritto, due giorni fa, un articolo nel quale rendevo merito al nascente movimento studentesco di avere impartito una vera “lezione”, consistente nell’avere intrapreso una strada che riuscisse a fare prevalere l’unità d’intenti rispetto alle differenze. Una strada particolarmente sgradita a tutti coloro che da sempre continuano a strumentalizzare i giovani ed i movimenti, educandoli a quella strategia della tensione che risulta funzionale al mantenimento delle proprie posizioni di potere. La possibilità che in questo Paese inizino a crescere i movimenti politici e di opinione che proprio facendo tesoro della trasversalità ...

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Sull'11/9 il coraggio del PD. Quello giapponese

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Scritto da Redazione
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29 Ottobre 2008
Visite: 9455
(All’interno il testo in italiano dell’intervento). di Pino Cabras È un politico molto determinato, il giapponese Yukihisa Fujita. Quest'anno ha portato in parlamento per ben tre volte la sua forte critica alle versioni ufficiali dell'11 settembre 2001, con crescente solennità e consenso. Il suo discorso del 22 ottobre 2008 ha fatto spellare le mani dei colleghi parlamentari, ...

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Disinformazione totale

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28 Ottobre 2008
Visite: 51317
di Francesco Carbone Purtroppo la disinformazione, in materia di economia, è totale. Per lungo e per largo, senza confini. Delusione dopo delusione. Anche l'ultima trasmissione televisiva segnalataci dagli amici (vista ovviamente su internet, dato che non disponiamo di televisore) è stata, per noi di Usemlab, un disastro colossale. Chiacchiere, giri di parole, stupidaggini senza fine, e nel mezzo del frullatore mediatico appena qualche piccolo cenno di verità, così, buttato lì forse più al fine di confondere le idee che per indirizzare veramente il pubblico verso la soluzione dell'enigma. Siamo quindi ancora a parlare degli speculatori cattivi. Per favore, signori giornalisti, finitela con la favola degli speculatori cattivi che usano i derivati per anticipare imprenditorialmente i prezzi futuri! Cominciate piuttosto a parlare dei manipolatori istituzionali che usano i derivati con la complicità delle borse competenti per manipolare i prezzi di alcuni mercati (oro argento, ad esempio, ma anche tanti altri) in modo da impedire la formazione dei prezzi di un libero mercato. Poi magari studiatevi la funzione dell'imprenditore dal punto di vista austriaco prima di dare aria alla bocca. Meglio se dai libri di Jesus Huerta de Soto (Socialismo, cálculo económico y función empresarial). E capirete cosa è l'imprenditore, e come egli crei ricchezza a differenza delle attività dello stato e della banca centrale, ...

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Circo Massimo: poche luci e tanta ombra

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Scritto da Redazione
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27 Ottobre 2008
Visite: 10473
di Marco Cedolin Sarebbe facile liquidare la grande manifestazione del PD al Circo Massimo, semplicemente ironizzando sul fatto che questa adunata dell'opposizione ombra, con il suo corredo di viaggi a Roma pagati dall'organizzazione e migliaia di bandierine ancora inamidate distribuite gratuitamente, somiglia drammaticamente a quella del dicembre 2006 organizzata da Berlusconi, stessa demagogia distribuita a piene mani, stessa ricerca della partecipazione oceanica (siamo 2 milioni), stessa ostentazione di una "diversità" assolutamente inesistente fra due forze politiche che da 15 anni si specchiano l'una nell'altra alternandosi nella spartizione delle poltrone che contano. Ascoltando le parole di Walter Veltroni, leggendo gli slogan che adornano i manifesti coniati dal PD per l'occasione e gli striscioni srotolati dai manifestanti, non si tarda però molto a rendersi conto di come la commedia dell'assurdo messa in scena al Circo Massimo meriti qualche riflessione in più in virtù della veemenza con la quale Veltroni rivendica il diritto ad "uscire dall'ombra" per diventare opposizione, non soltanto di Berlusconi ma anche e soprattutto del suo stesso partito. Dice Veltroni fra le tante cose: "Tornano indietro gli artigiani, gli operai. C'è stato un tempo in cui la fatica, i sacrifici e il talento, la specializzazione, davano dignità al lavoro e permettevano anche di metter su un laboratorio in proprio,...

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Barnard e la scuola pubblica

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Scritto da Redazione
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26 Ottobre 2008
Visite: 9136
Con un articolo in certo modo folgorante, Paolo Barnard ha colto un aspetto tanto evidente quanto inespresso – almeno fino ad oggi – della situazione politica italiana: la destra fa il suo mestiere, la sinistra non lo fa più. Al di là della sottile ambiguità politica – nel dire che i cattivi “continuano a fare il loro mestiere”, in qualche modo si finisce per giustificarli acriticamente – lo spunto proposto da Barnard merita una seria riflessione, perchè sembra portare dritto alla radice del problema politico italiano: la mancanza di una vera alternativa. E’ da una ventina d’anni, ormai, che il problema ha iniziato a palesarsi. Fu durante la sua prima campagna elettorale (intorno al ’92, se non sbaglio) che Berlusconi un giorno esplose sulla stampa, gridando ai quattro venti: “D’Alema mi ha rubato il programma!” Sembrava un bambino a cui hanno tolto il lecca-lecca, ma in realtà Berlusconi – forse senza saperlo - denunciava i primi sintomi della nascente globalizzazione, che avrebbe necessariamente portato ad una unificazione delle diverse politiche nazionali. La “morte” delle sinistre - non solo quella italiana, ma anche tedesca, spagnola, francese, inglese, ecc. – origina infatti, in buona parte, dalla nascita della globalizzazione ...

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No, così non va cari studenti

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25 Ottobre 2008
Visite: 8233
di Paolo Barnard

No, così non va cari studenti, cari insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi: nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello. Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.

Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? Eppure, leggete qui di seguito:

“L'incontro di ieri mattina tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i sindacati della scuola è stato il detonatore che ha fatto esplodere l'inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale di fronte all'incognita della Finanziaria (2007, nda). Il confronto si è arroventato di colpo quando Enrico Panini, leader della FlcCgil, ha estratto dalla sua cartellina un foglio contenente le misure che la prossima Finanziaria dedica alla scuola. Sotto accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente…

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L'ecologia fa bene all'occupazione

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Scritto da Redazione
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24 Ottobre 2008
Visite: 5662
di Marco Cedolin Fra le molte motivazioni che dimostrano quanto sia anacronistica e priva di qualsiasi valenza oggettiva la battaglia fin qui condotta in sede europea dal governo e da Confindustria contro il nuovo piano UE che intende limitare le emissioni inquinanti nel prossimo decennio, una più di ogni altra dovrebbe indurre alla riflessione l’incartapecorita classe dirigente italiana. Lo spunto non proviene da qualche avanguardia di pensatori ecologisti e neppure dalla folta schiera di coloro che si stanno avvicinando alla filosofia della decrescita, bensì da uno studio realizzato dall’Università di Berkley, concernente gli effetti sull’economia delle politiche di efficienza energetica intraprese dalla California all'indomani dello shock petrolifero del 1977. Effetti che sono stati valutati dagli studiosi americani unicamente nell’ottica del modello di sviluppo basato sulla crescita economica tanto caro a Berlusconi e agli industriali italiani. David Roland-Holst, economista del Center for Energy, Resources and Economic Sustainability del prestigioso ateneo californiano ha messo in luce come nel corso dell’ultimo trentennio l’introduzione in California di altissimi standard di efficienza energetica sia per quanto concerne gli edifici, sia nell’ambito degli elettrodomestici, ...

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Cinema digitale, realtà del nuovo millennio

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Scritto da Redazione
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23 Ottobre 2008
Visite: 7458
Da oggi inizia nella sala San Luigi di Cuggiono (MI) la programmazione del film “Il Nuovo Secolo Americano”, realizzato interamente in digitale (senza supporto della pellicola). Nei prossimi mesi il film dovrebbe arrivare in distribuzione in almeno una ventina di sale digitali del circuito Microcinema, collocate in tutte le città d’Italia (lista dettagliata delle sale in coda all’articolo). A partire dalla prossima settimana i film “Inganno Globale” e “Il Nuovo Secolo Americano” verranno programmati in Brasile nel circuito digitale RAIN, una organizzazione di oltre 200 sale digitali gestite dalla base di San Paulo. Siamo in trattativa per altre uscite nei circuiti digitali in Inghilterra, Spagna e Germania. °°° Quella del cinema digitale è una nuova realtà, destinata a cambiare, nell’arco di pochi anni, il panorama della distribuzione cinematografica nel mondo. Si tratta di normali sale cinematografiche, attrezzate con potenti proiettori digitali, che sono in grado di proiettare qualunque filmato presente su supporto digitale. In altre parole, anche un semplice DVD può essere proiettato direttamente in sala, con risultati qualitativi più che soddisfacenti. A sua volta questo significa - e qui sta la vera rivoluzione - che l’autore non ha più bisogno di lavorare in pellicola per arrivare a realizzare il suo filmato; con una semplice telecamera digitale, e un sistema di montaggio professionale, che gira sul comune PC di casa, è in grado di sfornare un prodotto finito, in alta definizione, che può andare direttamente nelle suddette sale. Fino a ieri, per girare un qualunque tipo di film occorreva prima di tutto acquistare chilometri e chilometri di negativo (pellicola). Una volta esposto il negativo nella cinepresa (una volta “girato” il film), ...

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Il Presidente deve intervenire sul macello della scuola

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
23 Ottobre 2008
Visite: 5687
Il Prof. Arrigo Colombo, del “Movimento per la società di giustizia e per la speranza”, ci ha inviato questa lettera, che pubblichiamo. Cari amici, il Movimento ha preparato questo intervento sul Presidente Napolitano contro la famigerata legge Gelmini; per il quale chiede il vostro aiuto. Gl'indirizzi: Pres. Giorgio Napolitano, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (richiesto nome, cognome, indirizzo, sennò cestinato); Segr. Guglielmo Epifani, CGIL, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Segr. Raffaele Bonanni, CISL, segreteria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Segr.Luigi Angeletti, UIL, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Un saluto fraterno da Arrigo Colombo Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai Segretari Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti Il Presidente deve intervenire sul macello della scuola. Il Presidente dichiara di non poter fare nulla contro il decreto Gelmini, ma in verità imposto da Tremonti, col taglio di otto miliardi di fondi alla scuola. E però, secondo l’interpretazione data abitualmente all’art. 74 della Costituzione, una legge può non essere promulgata, e quindi rinviata alle Camere con messaggio motivato, non solo per ragioni di legittimità costituzionale, ma anche per ragioni di merito, quando sia dannosa per una funzione importante per la Nazione, e quando contrasti con la volontà popolare che detiene la sovranità. Ora, nel caso in questione, il danno alla scuola è evidente, in quanto dai dati in possesso di tutti risulta che la scuola italiana si colloca nella media OCSE ...

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Riflessioni sulla realtà economica

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Scritto da Redazione
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22 Ottobre 2008
Visite: 7459
di Pensatore Dal momento che i sacerdoti dell'economia hanno dimostrato di non capire molto, o peggio, di essere in malafede, vorrei provare ad esporre alcune considerazioni da persona normale che cerca di approfondire ciò che viene detto dai media ufficiali. Si parla tanto di garanzia dei depositi in conto corrente facendo un'opera di disinformazione, che peraltro ritengo doverosa in quanto la conoscenza brutale della realtà da parte della maggioranza del popolo provocherebbe il collasso del sistema. Cerchiamo quindi di fornire dei numeri che pur non avendo significato di per se stessi essendo fuori della scala di valori delle persone normali, possono attraverso i loro rapporti dare una tangibile idea della realtà in cui ci troviamo. I depositi bancari ammontano in Italia a circa 600 miliardi (1) e, leggendo lo statuto del fondo di garanzia (2) si trova all'art.21: " L'ammontare delle risorse che le consorziate si impegnano a somministrare complessivamente al Fondo per gli interventi è stabilito dall'Assemblea, su proposta del Consiglio, in misura compresa fra lo 0,4 e lo 0,8 per cento dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate alla data del 30 giugno dell’anno precedente." Se l'interpretazione letterale è corretta, questo fondo è dotato di circa 4 miliardi che potrebbero soddisfare solo i clienti di una piccola banca in liquidazione; non è al momento noto cosa farà il governo, ...

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  1. Un paese in rottamazione
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