Nel voler commentare la nuova ondata di “rivelazioni“ sulle attività erotiche del nostro Presidente del Consiglio si viene presi dallo sconforto, poiché non si riesce a capire da dove vada preso il bandolo della matassa.
Da una parte abbiamo un presidente donnaiolo, e questa di per sé non è certo una notizia da prima pagina. Il 90% degli italiani, nelle sue condizioni, farebbe probabilmente le stesse cose che fa lui. Magari starebbero un po’ più attenti, magari userebbero un linguaggio meno esplicito, in certi casi, ma alla fine la sostanza non cambia: il sesso a pagamento piace, e l’uomo che può permetterselo se lo paga, punto e basta.
Nè peraltro stupisce che vi siano ragazze disposte a passare la notte con chi offre loro assegni da quattro zeri, se non addirittura appartamenti gratis, conoscenze “di alto livello“, privilegi di svariato tipo, eccetera eccetera. E non è certo il fatto che fra queste ragazze vi sia anche una minorenne a rendere la questione più o meno “scandalosa“. Certo, la presenza della minorenne implica automaticamente un coinvolgimento penale da parte di chi l’ha pagata per andare con lui, ma nessuno potrà sognarsi di raccontare che una ragazza di 17 anni come “Ruby” non sapesse quello che stava facendo, o che non fosse comunque a sua volta pienamente responsabile delle scelte che faceva. Non stiamo certo parlando di una 11enne.
Quindi dove sta il cuore della matassa? Perché tutto questo fragore?
La risposta, a mio parere, si chiama “codice morale”. Esiste cioè un codice ideale di comportamento etico ...
Se la notizia non fosse uscita sulla BBC, si potrebbe licenziarla con una semplice pernacchia. Invece certe cose, purtroppo, “dobbiamo” prenderle seriamente.
Si tratta della "creazione" - questo il termine letterale usato nell'articolo - di un pollo modificato geneticamente, che non sarebbe in grado di trasmettere agli altri polli il virus dell’aviaria. In altre parole, anche se il pollo si infettasse, morirebbe soltanto lui.
Questo risultato è stato ottenuto – spiega la Prof. Helen Sang dell’Università di Edimburgo – iniettando nel pollo un gene artificiale che di fatto contagia il pollo con il virus, ma nel frattempo rende il virus innocuo per gli altri animali.
Questa scoperta, secondo i ricercatori inglesi, rappresenta un’ottima soluzione per affrontare il problema dell’enorme quantità di cibo che sarà necessaria per nutrire l’umanità nei prossimi 20 anni. L’idea di “produzione industriale” del cibo rimane infatti alla base del paradigma, e per certe menti sembra essere qualcosa di intoccabile.
Come ha invece fatto notare un allevatore di polli “organico”, basterebbe che gli animali crescessero in un normale ambiente di campagna, ...
Abbiamo intervistato Jim Fetzer, uno dei “padri fondatori” della cosiddetta teoria “no planes”, per cercare di capire qualcosa di più su questo aspetto controverso dell’11 settembre, che sembra non trovare pace sui forum di Internet.
Jim Fetzer è Professor Emeritus all’Università del Minnesota, dove ha insegnato Logica e Filosofia della Scienza per oltre 20 anni. E’ stato il fondatore di Scholars for 9/11 Truth insieme a Steven Jones, prima di entare in rotta con il Movimento dei Truthers a causa delle sue teorie considerate "troppo estreme" dalla maggioranza dei suoi membri. In passato Fetzer, che nella vita ha scritto una trentina di libri sugli argomenti più diversi, è stato uno dei ricercatori che ha maggiormente approfondito il caso Kennedy. In particolare si è distinto, insieme ad altri autori, per la dettagliata analisi tecnica che dimostrerebbe la sostanziale manipolazione del filmato di Zapruder da parte del governo americano. Riguardo all’11 settembre, Fetzer si dichiara un sostenitore della teoria “no planes”.
E dobbiamo dire, riguardo a questo, che per la prima volta in assoluto siamo riusciti ad avere un dialogo civile e costruttivo con un sostenitore di questa teoria. Fino ad oggi ci eravamo scontrati soltanto con personaggi più o meno fanatici e invasati, che ti urlavano in faccia “Ma come fai a non vedere che le immagini televisive sono un falso colossale?”, ma poi non riuscivano a darti una sola spiegazione sensata su quelle che sarebbero le presunte anomalie contenute in questi video.
La cosa più triste è che non solo costoro pretendono che tu capisca quello che nemmeno loro probabilmente hanno ben chiaro, ma arrivano ad accusare apertamente il nostro sito di fare “disinformazione”, solo perchè non appoggiamo le loro teorie. (Come se accusando gli altri di diffondere informazioni false si rinforzasse automaticamente la credibilità delle proprie).
A noi in realtà interessa prima di tutto capire, e Jim Fetzer ha dimostrato che si può ragionare nel pieno rispetto delle opinioni altrui, ed arrivare comunque a stabilire un terreno comune, senza per questo doversi trovare d’accordo su tutto. In fondo, non dimentichiamolo mai, non sta al normale cittadino di spiegare cosa è successo l’11 di settembre.
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INTERVISTA A JIM FETZER – 2 gennaio 2011 – (PRIMA PARTE)
TRADUZIONE
M.M.: Sono Massimo Mazzucco di luogocomune.net, e parliamo oggi con Jim Fetzer della cosiddetta teoria “no planes”. Prima di tutto vorrei chiederle questo: lei si sente di esprimere la posizione generale dei cosiddetti “no planers”, oppure si trova in contrasto con qualcuno di loro su un qualunque argomento specifico della questione?
J.F.: Domanda interessante, Max. Io probabilmente mi trovo in una posizione abbastanza centrale, rispetto alla cosiddetta questione “no planes”, che in realtà si articola intorno a presunte anomalie in tutti e quattro i presunti luoghi degli schianti aerei.
M.M.: Partiamo allora dal volo United 175, …
Le prime pagine di mezzo mondo riportavano ieri la reazione seccata di Mosca a quello che i russi definiscono “ingerenze eccessive e intollerabili” dell’occidente nel processo a Mikhail Khodorkovsky. Il caso è esploso dopo che l’ex-proprietario della Yukos ha ricevuto un secondo verdetto di colpevolezza, che lo condannerà probabilmente ad ulteriori anni di prigione.
Di certo è curioso vedere la Casa Bianca che si sbilancia ufficialmente a favore di un semplice cittadino russo, definendosi ”profondamente preoccupata” per un verdetto che suggerisce “una applicazione selettiva della giustizia” in Russia. Hillary Clinton dice addirittura che “il processo solleva seri dubbi sul rispetto della legge in Russia”, e che “il verdetto avrà un impatto negativo sulla reputazione della Russia”.
Anche il ministro degli esteri tedesco, Westerwelle, ha fatto sapere che considera questo verdetto “un passo indietro nella strada verso la modernizzazione del paese”, dicendosi ”molto preoccupato” per la nuova sentenza.
Da parte sua, il presidente del comitato affari esteri del parlamento inglese, Richard Ottaway, ha detto che nel caso di Khodorkovsky non è stato seguito "un procedimento legale riconoscibile come legittimo”.
Ma come mai tutti si preoccupano così tanto che questo signore venga “trattato giustamente” ...
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