All’interno dell’inchiesta “I giovani e lo sballo”, Matrix ha dedicato la puntata di oggi alla marijuana. Con i classici schieramente di personaggi “pro” e “contro” è venuto fuori il solito minestrone di idee, che purtroppo avrà creato nello spettatore medio più confusione che altro.
D’altronde, l’argomento non era nè semplice nè facile da gestire, e bisogna dare atto ad Alessio Vinci di aver cercato, nei limiti del possibile, di mantenere un filo logico nel corso di tutta la trasmissione.
Certo, non è facile “riconciliare” i discorsi di una madre che ha avuto il figlio travolto dall’eroina con quelli di un normale fumatore di marijuana, perchè sono due cose che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.
Ma è proprio questo il “trucco” usato dalla progaganda degli ultimi 50 anni, nei quali si è volutamente equiparato il fumatore di marijuana al consumatore di droghe pesanti. Viene così molto più facile confondere le idee ad un pubblico meno preparato, ...
Uno degli aspetti più confortanti – all’interno della tragedia rappresentata dalla morte di Arrigoni – è stato vedere come moltissimi, qui sul sito e altrove, abbiano saltato a piè pari la pietosa trappola della “galassia salafita”, e siano andati dritti alla ricerca del vero mandante, che con ogni probabilità è lo stesso Israele.
Anni di duro esercizio, basato sul cui prodest da un lato, e sull’analisi dettagliata delle false flag operations dall’altro, ci hanno insegnato a non guardare i titoli a nove colonne dei giornali, ma a partire dalla fine dell’evento – il beneficiario appunto – per risalire al probabile mandante di tutte le operazioni “oscure” di questo tipo.
Nè peraltro Israele ha mai fatto mistero del notevole fastidio che le procura la presenza di una stampa indipendente in Palestina. Basterà ricordare, ad esempio, il caso di Raffaele Ciriello, il giornalista/fotografo del Corriere ucciso a sangue freddo dai soldati israeliani a Ramallah nel 2002.
Benissimo: da un lato abbiamo capito chi siano i probabili mandanti di questo delitto, e dall’altro siamo giustamente “colmi di orrore, senso di nausea e di repulsione” per quanto è accaduto.
Ma tutto ciò non basta.
Non basta, e non basterà mai, finchè non arriveremo a capire che in realtà siamo noi stessi i responsabili ultimi della morte di Arrigoni, ...
PUBBLICATA LA II PARTE: IL CASO JFK “VISTO” DAL CICAP
In coda a questo articolo compaiono alcune domande rivolte pubblicamente ai signori:
Sandro Boeri – Direttore di Focus
Marta Erba – Giornalista
Massimo Polidoro – Membro del CICAP
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Chi ci leggeva 4 anni fa ricorderà sicuramente la magra figura fatta dalla rivista “Focus”, quando volle avventurarsi sull’infido terreno dell’11 settembre: in un solo articolo riuscirono a collezionare una tale marea di “errori ed omissioni” da far morire di vergogna il direttore di un qualunque giornalucolo di provincia. (Fra le più eclatanti possiamo ricordare la “breccia nel muro [del Pentagono] di 19 metri”, e il fatto che “le ali [di AA77] si sono staccate dalla carlinga e per effetto della velocità si sono raccolte lungo l'asse dell'aereo”. Roba da cartoni animati, insomma).
Nonostante questo il direttore Sandro Boeri, da me contattato personalmente, riuscì ad esibire una tale dose di presunzione da ignorare completamente le mie segnalazioni sugli errori più eclatanti, e non si degnò nemmeno di far correggere le false informazioni che aveva pubblicato sul film Inganno Globale. (Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, questa è la pagina con l’analisi dell’articolo di Focus sull’11 settembre).
Ma loro, si sa, “sono la Mondadori”, e possono tranquillamente ignorare piccoli siti come il nostro.
Ebbene, a distanza di quattro anni Focus ci ha riprovato, questa volta con una compilation sul “complottismo” che si è meritata uno “Speciale Storia” tutto per sè, lo scorso mese di febbraio. Mescolando con la solita disinvoltura fatti accertati e opinioni senza fondamento, …
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