Sembra che ci sia una nuova bomba ad orologeria che si appresta ad esplodere nella già malandata industria dell'aviazione civile: si chiama "Sindrome aerotossica".
Questa sindrome sarebbe il risultato della sistematica inalazione dell'aria che circola all'interno dei moderni aerei passeggeri. Ne soffrono infatti soprattutto piloti e assistenti di volo, che passano buona parte della loro vita all'interno di una cabina pressurizzata.
L'aria che si respira a bordo non può venire presa direttamente dall'esterno, poiché sarebbe troppo fredda, ed ha inoltre una pressione troppo bassa. È molto più comodo prendere quella che circola nelle turbine dei motori, che è già stata surriscaldata e portata ad alta pressione. In questo modo, basta convogliarla all'interno della cabina, e si risolvono sia il problema della temperatura che quello della pressione ambientale. (Normalmente l'aria delle turbine viene miscelata al 50% con quella già presente all'interno della cabina, che viene riciclata. Ma alla fine di ogni viaggio tutta l'aria che sarà stata respirata all'interno della cabina sarà stata comunque prelevata dalle turbine dei motori).
Naturalmente, l'aria da respirare viene presa dai compressori prima di venir mescolata al combustibile da bruciare (il termine tecnico è "bleed air", cioè "aria che sgocciola"). Si tratta quindi, teoricamente, di aria perfettamente pulita, sottoposta ad alta pressione. Ma i compressori, per poter funzionare, devono essere lubrificati, ...
E' già da qualche anno che la FBI ha iniziato silenziosamente a promuovere una nuova legislazione che obblighi i fornitori di servizi VoIP (telefonia in rete) ad aggiungere una backdoor al loro software, per facilitare le intercettazioni da parte delle forze dell'ordine.
In altre parole, da quando la telefonia mondiale ha iniziato a sfruttare la rete, fornendo agli utenti la possibilità di comunicare a basso costo, la capacità dell'FBI di intercettare le comunicazioni si è fortemente ridotta. La legge che permette loro di intercettare comunicazioni - previa autorizzazione del giudice - riguarda infatti soltanto le normali linee telefoniche.
Se la proposta di legge dell'FBI dovesse passare ne risentirebbero soprattutto i VoIP service providers come Zfone, che hanno lanciato il loro servizio di telefonia in rete proprio sulla base di una totale garanzia di privacy, ottenuta grazie ad un sistema di encriptazione delle conversazioni.
Ma il pesce grosso naturalmente è Skype.
Con oltre 600 milioni di utenti nel mondo, Skype è stata acquisita nel 2011 dalla Microsoft, ...
L'industria aerospaziale non sa più cosa inventarsi, pur di restare a galla in un mondo che chiaramente è poco interessato ad andare nello spazio.
Già negli anni scorsi ci siamo dovuti sorbire la propaganda delle "basi lunari" per andare su Marte. In altre parole, ci dicevano, dobbiamo trasformare la Luna in una specie di "stazione di servizio spaziale" da cui lanciare le missioni su altri pianeti. (Sai che idea, fra l'altro: per andare su Marte ci vogliono due mesi, e partendo dalla Luna si risparmiano al massimo due o tre giorni).
Visto che l'idea della stazione di servizio lunare non ha avuto una grande presa sul pubblico, adesso si sono inventati gli asteroidi come future miniere di metalli preziosi da sfruttare.
In realtà, oggi ci sarebbero addirittura due società aerospaziali concorrenti che intendono lanciare la corsa alle "miniere spaziali". Una è la Deep Space Industries, l'altra è la Planetary Resources, che aveva già reso pubblici i propri intenti lo scorso anno. Finanziata da personaggi come James Cameron (regista ed esploratore), Larry Page (Google) o Ross Perot Jr. ( figlio del miliardario texano), la Planetary Resources ha così spiegato le ragioni che la spingono ad investire in quella direzione: "Se guardiamo indietro, nella storia, ciò che ha portato l'umanità a fare i più grossi investimenti nell'esplorazione e nei trasporti è stata la ricerca di nuove risorse, che fossero gli europei che andavano ad oriente sulla rotta delle spezie, o che fossero i pionieri americani che si spingevano a ovest alla ricerca di oro, terra e legname".
C'è soltanto una piccola differenza: quando gli europei viaggiavano a oriente per portare a casa le spezie, sapevano già che le spezie esistevano. Quando i pionieri americani si spingevano a ovest per cercare oro, ...
di Piero Cammerinesi
Molto probabilmente tra chi sta leggendo queste righe saranno in pochi a sapere dove si trova il Mali sulla carta geografica, e quasi certamente nessuno vi si sarà mai recato per turismo, eppure sappiate che - come dimostra l’intervento francese, e non solo – questo poverissimo e dimenticato Paese africano ha qualcosa che attira irresistibilmente la cupidigia dei nobili paladini della civiltà occidentale.
Apro i giornali e, come su altre, trovo su questa vicenda solo menzogne e mezze verità che la stampa mainstream si guarda bene dallo smascherare.
Partiamo dal pretesto – oops, scusate, volevo dire dalla giustificazione - dell’intervento: i cattivoni di turno, gli integralisti islamici, dopo aver sconfitto i tuareg del MNLA, che avevano proclamato l’indipendenza della regione dell’Azawad, stavano marciando su Bamako, la capitale del Mali, ormai spezzato in due e incapace di reagire.
Ecco che allora i ‘nostri’ - in questo caso i francesi - hanno lanciato l’operazione Serval, vero e proprio atto di aggressione militare, dichiarando di voler inviare 2.500 soldati per sostenere le forze armate del Mali nel conflitto contro i ribelli islamici. “Abbiamo un unico obiettivo. Garantire che quando ce ne andremo, quando il nostro intervento sarà concluso, il Mali sarà sicuro, avrà una autorità legittima, un svolgimento elettorale regolare e non ci saranno più terroristi a minacciare il suo territorio”.
Parole sante. La [i]grandeur dei cugini d'oltralpe che si risveglia.
Quello però che non mi torna è che in questo caso sono tutti d’accordo, ...
Dall'Ansa di oggi leggiamo: "Il suono prolungato delle sirene dei traghetti ha salutato il ritorno in mare dello scoglio delle Scole contro cui un anno fa ando' a schiantarsi la Concordia prima di naufragare. Alla cerimonia, che apre le iniziative previste per l'anniversario della tragedia, hanno assistito i familiari e i parenti delle 32 vittime del disastro a bordo di uno dei traghetti. Lo scoglio era stato strappato dalla Concordia ed era rimasto conficcato nella lamiera per diversi mesi."
Come si vede che siamo entrati nell'Era dell'Acquario: basta guerre, basta violenze, prima di tutto il rispetto per la Natura. Lo scoglio va rimesso là dov'era, affinchè il delicato equilibrio bioecologico della fauna locale non resti turbato. (Già si stavano registrando i primi casi di sardine impazzite, che perdevano l'orientamento perchè lo scoglio non c'era più).
Commossi da questo gesto esemplare, gli italiani stanno mettendo in piedi iniziative simili un pò dappertutto. I cittadini di Ercolano hanno cominciato a raccogliere tutti gli spezzoni di roccia dalle pendici del Vesuvio perchè vorrebbero rimetterle al loro posto, e ricostruire la cima del vulcano esattamente com'era prima dell'ultima eruzione. I cittadini di Longarone hanno firmato una petizione per recuperare tutti i pezzi del monte Toc, franato nella diga sottostante, e rimetterli al loro posto, perché non riescono ad abituarsi alla nuova morfologia della montagna. A Roma il Papa ha chiesto a tutti quelli che abitano in zona Nomentana di dedicarsi alla ricerca di antichi mattoni, che potrebbero essere sepolti un po' dappertutto, perché vorrebbe far ricostruire la breccia di Porta Pia.
Perché non è solo la natura che va rispettata, ma è anche la storia che va riportata indietro, per cercare di cancellare tutto quello che non ci piace.
Sempre dall'articolo dell'ANSA: "E Schettino si difende: "Quello non era un inchino, era un passaggio vicino all'isola, ...
Leggi tutto: Scie chimiche "dentro" l'aeroplano