di Enrico Galoppini
È un po’ di tempo che lo penso: tutti questi film che escono al cinema non sono solamente inutili, ma gravemente nocivi per l’equilibro sia dell’individuo che della società. Quello che è accaduto a Denver, dove uno studente universitario travestito da “cattivo del film di Batman” ha fatto una carneficina in un cinema, è solo la punta dell’iceberg di un problema grave, che solo la superficialità dei moderni, nel loro “scetticismo”, impedisce di affrontare con le dovute misure.
Non mi riferisco al livello demenziale di numerose pellicole, tipo certe “commedie” o sedicenti “film comici”, di una comicità inautentica, cerebrale e sforzata, caratteristica dell’uomo degenerato senza più freni inibitori per il quale tutto va deriso e insozzato. Né alla propaganda insita in svariati film d’argomento “storico”, per mezzo dei quali un pubblico boccalone pensa di conoscere la storia, che finisce per corrispondere a quanto inscenato nell’interessata finzione.
Non sto pensando neppure al cinema “porno”, che al confronto con certi capolavori di manipolazione mentale del cinema d’oggigiorno risulta quasi innocuo!
Ai fini del discorso che intendo svolgere non è nemmeno importante il fatto che Hollywood, la capitale di questa “industria del sogno”, sia in mano o no a personaggi appartenenti ad un’unica cricca etnico-religiosa votata allo spargimento della corruzione sulla terra.
E non è nemmeno questione del profluvio di soldi che potrebbero essere spesi certamente meglio.
Attraverso il cinema – ma anche la radio, la tv, e ora anche internet – chi detiene il potere sa di poter contare su un mezzo fenomenale ...
D'accordo, gli italiani sono dei menefreghisti. Gli italiani se ne fottono di quello che succede al loro paese, e guardano soltanto al vantaggio personale. Gli italiani si sentono tutti uniti quando gioca la nazionale, ma poi tornano subito al loro passatempo preferito, che è quello di pisciare nel giardino del vicino.
Gli italiani reagiscono come belve ferite se li tocchi nel portafoglio: prova a ritoccare le tariffe dei tassisti, e avrai di colpo intere città bloccate dalle auto gialle, che protestano per questi ritocchi. Oppure prova a ritoccare le sovvenzioni agli agricoltori, e avrai di colpo le strade di mezza Italia bloccate dalle mucche e dai trattori. Ma non vedrai mai i tassisti che scioperano per difendere i diritti degli agricoltori, nè gli agricoltori che scioperano per difendere quelli dei tassisti. In Italia la solidarietà fra le varie categorie non esiste, esattamente come non esiste la soliderietà fra gli individui.
Ognuno per i cazzi suoi, e che Dio ce la mandi buona.
Ma perchè siamo così diversi dagli altri? Perchè gli spagnoli scioperano uniti contro le misure dell'austerity, perchè gli inglesi protestano uniti quando la benzina è troppo cara, perchè i francesi scendono compatti in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile, mentre noi restiamo serenamente a casa nostra, a meno che la cosa ci riguardi da vicino?
La prima risposta che viene alla mente, è che da noi il meccanismo del divide et impera abbia funzionato meglio che nelle altre nazioni. Ma siamo daccapo: perché da noi avrebbe funzionato meglio, e dagli altri invece molto meno?
Propongo un ragionamento, senza pretendere ovviamente di avere la verità in tasca. La nostra nazione ha una storia molto particolare, che la differenzia da tutte le altre: è stata infatti sia la culla del grande impero romano, ...
Negli Stati Uniti, gli ispanici si lamentano perché vengono trattati come razza di serie B dai bianchi, e li accusano di razzismo. Poi però gli ispanici trattano come razza di serie B i neri americani, i quali a loro volta li accusano di razzismo. Ma gli stessi neri americani - che mediamente hanno la pelle color cioccolato - trattano come razza di serie B i neri africani, che invece sono più neri del famoso locus di Ludovico il Moro. Con chi se la prendano a loro volta i neri africani non lo sappiamo, ma di certo questa situazione non li rende molto allegri.
Tutto questo ruota intorno ad un falso concetto culturale - quello dell' "inferiorità razziale" - inventato dai bianchi, che si arrogano da sempre il diritto di comandare su tutti gli altri.
Nella finanza mondiale sembra succedere un po' la stessa cosa. La Banca Europea si lamenta con il Fondo Monetario Internazionale, perchè fa la voce grossa con loro, ...
Ho provato a giocare con un videogame che simula le partite di calcio, e ne sono rimasto affascinato.
Il fascino non deriva dal gioco del calcio in sè, ma dal risultato eccezionale, ottenuto dai creatori di questo gioco, nel simulare una situazione estremamente complessa, in cui 22 individui si muovono ed agiscono ciascuno in modo indipendente.
Agiscono, ed interagiscono. Il risultato infatti è talmente realistico, che guardando lo schermo un pò da lontano si potrebbe anche pensare di assistere ad una partita vera, con tanto di boati del pubblico e commento "dal vivo" dei telecronisti.
Per quelle 20 persone in Italia che non conoscono il calcio dirò una cosa ovvia per tutti gli altri: ciascun giocatore va in campo con dei compiti ben precisi, che riguardano sia la posizione da tenere rispetto ai suoi compagni, sia il modo in cui deve comportarsi in ciascuna delle 1000 situazioni possibili che si possono presentare nell'arco della partita. Marcare l'uomo che gli è stato assegnato, spostarsi a coprire un buco che si è creato in difesa, invertire la propria posizione con quella di un compagno che ha preso la tua, rischiare un lancio azzardato piuttosto che mantenere il possesso di palla, eccetera, eccetera. Sono tutte decisioni che il giocatore deve prendere momento per momento, a seconda di quello che succede sul campo.
Il paradosso di questo videogame è che si può giocare anche da soli. Tu scegli la tua squadra e quella che vuoi affrontare, e poi giochi contro il computer. Nella tua squadra puoi gestire soltanto giocatore alla volta, che puoi cambiare in qualunque momento. Tutti gli altri - sia compagni che avversari - vengono mossi dal computer, agendo esattamente come agirebbe un giocatore reale al loro posto.
In altre parole, i giocatori animati dal computer sembrano essere dotati di libero arbitrio. Ciascuno vede quello che succede intorno, valuta la situazione ed agisce di conseguenza. È questo l'aspetto affascinante di cui parlavo prima.
Noi sappiamo infatti che quella dell'intelligenza artificiale è soltanto una illusione ...
I cittadini di Londra hanno perso una lunga battaglia legale per impedire che vengano installate postazioni di missili terra-aria nel loro quartiere, durante il periodo delle Olimpiadi.
"Le installazioni delle postazioni - ha detto il ministro della difesa - inizieranno immediatamente, e resteranno probabilmente per un certo periodo dopo la conclusione dei giochi".
I missili terra-aria servirebbero, secondo i militari, a difendere la zona dello stadio olimpico da eventuali attacchi terroristici.
E' chiaro quindi che l'equazione "attacco terroristico = aereo dirottato" sia ormai diventata un automatismo mentale, al punto da pensare di prevenire un fatto già successo, dimenticandosi nel frattempo che ci sono mille altri modi diversi per ottenere un simile risultato.
Non ci vuole molta fantasia per immaginare un semplice camioncino dei gelati che passa sotto il naso dei militari, ...
di Marco Cedolin
Dopo l'esaltazione per le magnifiche sorti progressive della nazionale di calcio e la batosta che ha riportato sulla (sotto?) terra il calcio italiano, finalmente si sta tornando a parlare di cose serie e cosa potrebbe esserci di più serio dello spending review? La riforma taglia e cuci che Monti assicura non essere una riforma, bensì solamente un'opera di potatura da portare avanti senza l'ausilio dell'acetta, sta scaldando gli animi dentro e fuori i salotti della politica.
Con i mestieranti tutti impegnati a recitare il ruolo imposto loro dal copione, si è dato il via al solito teatrino stantio, volto a dimostrare come esista una pluralità di vedute ed un serio confronto, fra il governo, i partiti politici e le forze sociali.
Ostentando un pensiero autonomo che purtroppo non possiede, Mario Monti ha buttato sul tavolo il pacchetto dei tagli prossimi venturi, i partiti hanno domandato chiarimenti su ciò che dovrebbe essere fin troppo chiaro, la Cgil e la Uil hanno promesso battaglie epocali (senza avere gli strumenti per portarle avanti) nel caso i 10mila licenziamenti vengano portati a termine. I giornali hanno buttato la notizia in prima pagina, proponendo approfondimenti di ogni genere che in realtà non approfondiscono nulla.
Tutti fingono di essere impegnati nel decidere la sorte del paese, ...
Leggi tutto: Chiusa la trasmissione di Davide Gramiccioli