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Caso Volkswagen: il festival dell'ipocrisia

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
23 Settembre 2015
Visite: 15132
E' proprio quando esplodono scandali come quello della Volkswagen che vengono a galla le ipocrisie più macroscopiche della società occidentale. Pensate, ci sono almeno 11 milioni di macchine truccate che girano per il mondo, ma il CEO della Volkswagen, Winterkorn, dice che lui non ne sapeva nulla. Come se una operazione del genere, che mette a rischio l'intera reputazione di una società che vale centinaia di miliardi, fosse stata decisa da qualche buontempone in uno scantinato della VW ad Hannover. "Sarebbe sbagliato se il terribile errore di pochi compromettesse il lavoro onesto di 600 mila persone" ha detto Winterkorn in un disperato appello televisivo. Pensa al Golfo del Tonchino, caro amico: il "terribile errore" di pochi è costato la vita ad oltre 3 milioni di onesti vietnamiti. Quando i "pochi" sono quelli che comandano, ad andarci di mezzo sono sempre i tanti. Poi c'è l'ipocrisia della altre ditte costruttrici di automobili - Toyota, FCA, Renault, ecc. - che oggi fingono di cascare dal pero, ...

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Messaggio di Varoufakis a Matteo Renzi

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
22 Settembre 2015
Visite: 10717
L'ex-ministro delle finanze greco Varoufakis ha risposto oggi con un "messaggio" a Matteo Renzi, dopo che il nostro premier aveva parlato di lui come di un "ostacolo" dal quale ci siamo liberati (lett: "Se lo semo tolti..."). Messaggio al Signor Renzi di Yanis Varoufakis Il primo ministro italiano M. Renzi (qui il suo discorso) si è rallegrato per essersi "liberato di me", citando la mia "rimozione" dalla scena come un segnale che gli "apostati" (ovvero coloro che dividono il proprio partito) alla fine vengono scacciati. Il suo è un inganno illusorio. Lo scorso luglio "loro" si sono liberati di qualcosa molto più importante di me. Ecco il mio messaggio al primo ministro italiano. Il signor Renzi mi dipinge come un'apostata che ha abbandonato Syriza e che ora brancola nella foresta politica. A differenza di molti miei compagni, io sono rimasto fedele alla piattaforma di Syriza, che ci ha eletto il 25 gennaio come un partito unito che ha portato speranza per i greci e per i popoli europei. Speranza di che cosa? Speranza di mettere fine una volta per tutte alla spirale infinita dei prestiti di salvataggio, che condannavano la Grecia ad una depressione permanente e che preannunciavano politiche fallimentari per il resto dell'Europa. Che cosa è successo? Messo in una situazione di estrema coercizione da parte dei leader europei, compreso il signor Renzi (che si è rifiutato di prendere seriamente in considerazione le proposte fatte dalla Grecia), nei giorni 12 e 13 luglio il mio primo ministro Alexis Tsipras è stato assoggettato ad una prepotenza inaccettabile, ad un aperto ricatto, a pressioni disumane. Il signor Renzi ha avuto un ruolo primario nell'aiutare a spezzare la schiena di Alexis, ricorrendo alla tattica del "poliziotto buono" che diceva "se non ti pieghi loro ti distruggeranno, per favore digli di sì." [...]

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Il rebus della Grecia

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Scritto da Redazione
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21 Settembre 2015
Visite: 10231
C'era una volta una nazione oppressa dal debito e dall'austerity. Venne allora un leader della sinistra, tale Tsipras, che disse "Basta oppressione, basta austerity. O ci concedono condizioni migliori, oppure usciamo dall'Europa." Il popolo lo votò entusiasta. Tsipras formò un governo, e poi andò a Bruxelles per trattare condizioni migliori per il suo paese. Ma ritornò con le pive nel sacco. Bruxelles non voleva saperne di venirgli incontro, e pretendeva comunque condizioni molto dure per continuare ad aiutarli economicamente. A quel punto Tsipras disse: "Chiederò al mio popolo se accetta queste condizioni" e indisse un referendum. Orgogliosamente il popolo disse di no, che quelle condizioni non le accettava. Meglio morire di fame che soccombere agli usurai dell'alta finanza. Allora Tsipras tornò a Bruxelles, ma invece di mandare tutti affanculo - come il popolo gli aveva chiesto di fare - fece un patto con l'Europa a condizioni ancora peggiori. Poi tornò a casa e disse: "Scusate, ma non avevo alternative. Mi ci hanno obbligato". A quel punto la sinistra del suo partito si infuriò, ...

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“La teoria del gender non esiste! Mai esistita!”

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
20 Settembre 2015
Visite: 12367
di Maurizio Blondet Chi crede che esista una volontà pubblica di instillare la teoria del “gender” negli scolari è: “bigotto”, “sessuofobo”; uno che ha problemi di gestione della sua sessualità; uno che crede ai “Protocolli dei savi di Sion”, un “imbranato”, “cialtrone e infinitamente stupido”: con questi pacati e ragionevoli argomenti tal Nicoletti, su Radio 24, ha provato a combattere – con furia, violenza e malanimo sospetti – la preoccupazione dei genitori allarmati di ciò che verrà insegnato loro a scuola. Intervista alla ministra Giannini, che ha minacciato di conseguenze penali di “diffonde la calunnia”; perché no, a scuola non si insegna la teoria del gender, ma solo la “sensibilizzazione alla parità dei sessi”; saranno lezioni “contro l’omofobia”; contro “la cultura della discriminazione”. Poi il Nico dà la parola al “sessuologo Emmanuele Iannini”, presentato sobriamente come ”uno dei sessuologi più conosciuti nel mondo, una delle nostre eccellenze scientifiche”.Sottinteso: non osate di criticarlo voi, ignoranti. E così sono state dispiegate le due tenaglie con cui il potere riesce a schiacciare le idee e informazioni proibite: le Procure penali e la cosiddetta autorità scientistica. Lo fanno con chi prova a studiare l’Oloché, lo fanno con chi ha obiezioni sull’evoluzionismo darwinistico, e adesso, coi genitori che si vedono privati dallo Stato del loro diritto primario ad educare i propri figli secondo natura. Diritto che si limitano a delegare alloStato, e di cui invece lo Stato si appropria. Il gioco è stato facile, ascoltatori al telefono non avevano dati precisi da portare, il Nicò li trattava da bigotti, sessuofobi e cialtroni, e ripeteva: “La teoria gender non esiste, non è mai esistita”. [...]

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Intervista a Bashar al-Assad

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Scritto da Redazione
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18 Settembre 2015
Visite: 9475
Intervistato da RT, il presidente siriano Assad fa il punto sulla situazione della guerra nel suo paese, spiega quali siano le dinamiche che portano all'esodo dei rifugiati verso l'Europa, e chiarisce il quadro delle alleanze che operano in questo momento in medio oriente. In estrema sintesi, a proposito dell'esodo dei rifugiati, Assad dice all'occidente: "Smettetela di finanziare il terrorismo, e i siriani smetteranno di scappare dal loro paese".
Fonte Pandora TV
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Un mondo alla rovescia? Ingiustizia e legge karmica

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Scritto da Redazione
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17 Settembre 2015
Visite: 11432
Mi ha molto colpito la notizia dell'uomo che ha passato dieci anni in carcere, condannato per una serie di abusi sessuali sui figli che in realtà non aveva mai commesso. Da una confessione - decisamente tardiva - dei figli ora maggiorenni, risulterebbe infatti che era stata la madre ad obbligarli a mentire, pur di mandare l'uomo in carcere ed ottenere così il loro affidamento. Qui però non interessa l'iter processuale che ha portato a condannare un innocente, nè interessano le motivazioni psicologiche che hanno spinto i figli prima a mentire e poi a ritrattare le loro accuse contro il padre. Queste sono questioni, per così dire, "terrene", ovvero questioni legate al funzionamento più o meno efficace della nostra macchina giudiziaria. Quello che interessa invece è l'evento in sè, avulso da ogni proposizione di tipo causale: di fatto c'è una persona che ha passato dieci anni in carcere pur sapendo di essere innocente. Questo è un fatto che ci fa inorridire. Il senso di ingiustizia che deve aver pervaso quest'uomo, ...

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Hamid Karzai: "Al-Qaeda è un'invenzione"

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
15 Settembre 2015
Visite: 12138
di Pino Cabras L'ex presidente afghano Hamid Karzai, intervistato l'11 settembre 2015 da un giornalista di Al Jazeera, spazza via 14 anni di narrativa ufficiale occidentale dichiarando che Al-Qa'ida è una mera invenzione. Lo dice senza alcun tentennamento: «Per me è un'invenzione. Non ho mai ricevuto un solo rapporto da una qualunque fonte afghana su Al-Qa'ida o su quello che stessero facendo. Noi non li vediamo, non riusciamo a visualizzarli, per noi non esistono. Non ho mai ricevuto rapporti dalla nostra intelligence, o dalla nostra gente. Non ho mai avuto a che fare con loro.» Il video con l'intervista (sottotitolato in italiano da luogocomune.net e ripreso da PandoraTV.it) non è stato ancora citato con rilievo dai nostri grandi media. Eppure la notizia è importante. La traduciamo anche in un semplice concetto: gli enormi costi economici e umani dell'invasione dell'Afghanistan da 14 anni in qua sono imposti ai popoli sulla base di un pretesto inventato. Esattamente come fu per la guerra in Iraq. Ulteriore traduzione: si corre a cercare negli occhi degli altri popoli pagliuzze da chiamare "criminali di guerra", mentre abbiamo travi conficcate nei nostri democratici occhi occidentali. Come definire altrimenti un Tony Blair? [...]

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I tedeschi perdono il pelo ma non il vizio

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Scritto da Redazione
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12 Settembre 2015
Visite: 12740
AVVISO: Questa sera hangout sull'11 settembre con Salvo Mandarà. Ospiti Massimo Mazzucco e Giovanni Caianiello. Info qui. ********************************************* Lo sapete perchè la Merkel ha sentito un improvviso bisogno di far entrare i migranti in Germania? Per spirito umanitario? Ma non diciamo stupidaggini. Per un alto dovere morale? Ma nemmeno per sogno. Per dare il buon esempio al resto dell'Europa? Ma non facciamo ridere i polli. Lo ha fatto per tornare a riempire i campi di concentramento. Non è una battuta. La Grande Germania, che si è appena impegnata davanti al mondo ad investire 6 miliardi di euro per ospitare i rifugiati, non ha trovato di meglio che riaprire le porte di Buchenwald a 21 migranti richiedenti asilo. L'alibi ovviamente esiste: "non sapevamo dove metterli", "la cosa naturalmente è provvisoria", e poi "non sono certo le stesse baracche che esistevano al tempo del nazismo". [...]

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Attentati dell'11/9, nuovi elementi rivelano: sapevano prima

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Scritto da Redazione
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11 Settembre 2015
Visite: 12722
Nuovi elementi che contestano la versione ufficiale dell'11/9 sono evidenziati dal Consensus911, comitato di 23 esperti e ricercatori internazionali. A cura del Consensus911 NEW YORK 9 settembre 2015 - Quattordici anni dopo gli eventi del l'11 Settembre che hanno cambiato il mondo, nuovi elementi che contestano la versione ufficiale vengono evidenziati dal comitato di 23 esperti e ricercatori internazionali. Il Comitato "11/9 Consensus" rende pubblici due nuovi "punti di consenso" che dimostrano una conoscenza anticipata degli attentati da parte degli organi di governo USA. Il primo di questi tratta di "Able Danger", nome in codice di un'operazione di Intelligence di primaria importanza guidata dai generali Hugh Shelton e Peter Schoomaker, comandanti in capo del Dipartimento delle operazioni speciali (SOCOM). "Able Danger" aveva permesso di scoprire che l'uomo identificato come Mohamed Atta si trovava sul territorio dei Stati-Uniti fin dal gennaio-Febbraio 2000, cioè 18 mesi prima degli attentati, mentre la versione ufficiale data il suo arrivo a giugno 2001. [...]

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14 anni dall'11 settembre

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Scritto da Redazione
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09 Settembre 2015
Visite: 14012
Nella ricorrenza dell'anniversario dell'11 settembre è utile ricordare alcune cose a chi è poco informato sui fatti: 1 - Fu la stessa FBI ad organizzare l'attentato alle Torri Gemelle del '93. Questo impone una domanda di fondamentale importanza: se furono gli americani ad organizzare quell'attentato, dando poi la colpa ai "terroristi musulmani", perchè mai doveremmo credere che gli attentati dell'11 settembre siano andati in modo diverso?
2 - La seconda cosa da tenere presente è che il vero bin Laden, in tutta probabilità, morì del dicembre 2001. [...]

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La deportazione selettiva dei popoli

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Scritto da Redazione
Categoria: imported
07 Settembre 2015
Visite: 13101
Una interessante analisi di Alberto Bagnai sull'improvviso "voltafaccia" della Merkel rispetto ai migranti, e sull'uso storico delle grandi crisi (in questo caso, quella migratoria) come strumento per influenzare l'opinione pubblica e per condizionare le scelte di intere nazioni. Bagnai affronta inoltre il caso dell'Ungheria, dove Bruxelles non può esercitare il suo potere ricattatorio, in quanto nazione con moneta propria, e la contraddizione del supernazionalismo (europeista) che vorrebbe superare ogni nazionalismo.
Il documento dell’ONU che teorizza la MIGRAZIONE SOSTITUTIVA dei popoli. In Italia anche 150 milioni entro il 2050. di Claudio Messora Mentre Angela Merkel apre le frontiere a decine di migliaia di rifugiati e i giornali celebrano la Germania e l’Unione Europea come un esempio di accoglienza (riequilibrando in parte la caduta di immagine avvenuta in conseguenza della crisi greca e delle logiche di austerity), spunta il rapporto delle Nazioni Unite che teorizza la necessità di avvalersi della migrazione sostitutiva della popolazione. [...]

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  1. Aylan: il cortocircuito mediatico
  2. Due sinistre: a loro, Corbyn. A noi, D’Alema
  3. Intervista a Fabio Mini
  4. Problema immigrati: una proposta

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