L'allarme arriva da un alto funzionario delle Nazioni Unite che, in un'intervista al The Guardian, avverte i cittadini europei sulle conseguenze dell'approvazione del Trattato di libero scambio fra Stati Uniti ed Europa, i cui negoziati sono entrati nella fase cruciale.
"L'Onu non vuole un ordine internazionale post democratico - dice il rappresentante dell'Onu Alfred de Zayas - Bisogna fare tesoro delle lezioni passate. Già in altri trattati internazionali le multinazionali sono riuscite a bloccare le politiche dei governi grazie all'aiuto di tribunali segreti che operavano al di fuori della giurisdizione nazionale. Lo stesso meccanismo si vuole riproporre con il Ttip".
Si contano ben 600 casi in cui queste "corti" sono intervenute scavalcando la libera volontà dei rappresentanti dei cittadini.
Fra le più clamorose quella del gruppo svedese Vattenfall, attivo nella produzione di energia nucleare, che ha fatto causa al governo tedesco contro la sua decisione di dismettere le centrali nucleari a seguito del disastro di Fukushima.
Altra causa è stata intentata contro il governo egiziano dal gruppo francese Veolia, leader mondiale nel trattamento dei rifiuti. La ragione? Con una legge ha alzato la soglia del reddito minimo e non potrà più sfruttare i lavoratori egiziani. [...]
di Piero Cammerinesi
Ieri suona il campanello di casa un giovane messicano - qui in Texas quella che era la minoranza ispanica è diventata maggioranza - per una riparazione domestica.
Il giovane è sveglio e brillante. Si capisce che ha voglia di parlare, sa che sono italiano, parliamo prima in inglese ma ogni tanto scivoliamo verso lo spagnolo.
Si avventura pericolosamente in qualche frase in italiano.
Mi racconta del suo paese di origine, della miseria, della disperazione, della decisione di partire, di cercar fortuna. Della sua entrata illegale negli USA, attraverso il deserto, giorni e giorni sotto un sole implacabile, senza cibo e pochissima acqua. In agguato serpenti velenosi, scorpioni e i killer razzisti che si divertono a sparare sugli immigranti clandestini.
Poi nel sottofondo di un truck appena passato il confine. Infine, esausto di stanchezza, cade in un sonno catalettico, ma è risvegliato dalla guardia di frontiera che trova tutti i disgraziati ammonticchiati nel veicolo e li rimanda indietro.
Gli interrogatori, la detenzione, il duro viaggio di ritorno.
Ma lui non si scoraggia. Vuole venire in quello che crede essere il Paese di Bengodi e fa una richiesta formale di immigrazione. [...]
di Marco Travaglio
Salve, sono un black bloc. Vengo da fuori, ma non vi dico da dove, tanto lo sapete benissimo (mi riferisco all'intelligence italiana, che è sempre molto intelligente). E niente, vorrei parlarvi un po' del mio lavoro, che mi dà tante soddisfazioni, soprattutto in Italia. È un bell'impiego, non c'è che dire, specie con questi chiari di luna. Ben pagato, anche.
Io peraltro sono una vocazione precoce: sognavo di spaccare tutto fin da piccolo. I miei matusa, ingenui, mi dicevano: "Così non vai da nessuna parte, devi smetterla di sfasciare ogni cosa che vedi, fatti una posizione". Ho fregato anche loro: mi son fatto una posizione sfasciando tutto. Sono richiestissimo, indosso una divisa strafica (il nero della tuta mi slancia e acchiappo un casino), giro il mondo.
Prima, ai tempi del G8 di Genova, avevo un contratto Co.Co.Co (acronimo di Cosa Colpire a Cottimo), poi trasformato in Co.Co.Pro (Cosa Colpire a Progetto). Ora invece, grazie al Jobs Act, mi han fatto un tempo indeterminato a tutele crescenti: più vetrine sfascio, più macchine incendio, più negozi devasto, più poliziotti meno, più le autorità italiane mi proteggono.
Avete mai visto un black bloc manganellato o arrestato in Italia? Io mai (parlo di noi col marchio Doc, diffidate dalle imitazioni e dai franchising). È una sensazione eccitante: accendi un fumogeno, ti cambi d'abito nella nuvola di gas, metti a ferro e a fuoco la città, e sfili indisturbato fra due ali di folla, di polizia, di cameramen e di fotografi professionisti e dilettanti: nessuno ti tocca, neppure una pieghina sulla tuta, bello lindo e liscio come l'olio. Meglio di Mosè tra le acque del Mar Rosso. [...]
Il grosso vantaggio dell’UE per le lobby finanziarie e industriali è che è molto più facile influenzare un potere centrale che i singoli governi dei 28 paesi membri.
Ieri infatti la Commissione guidata dall’ineffabile Juncker, noto amico dei piccoli contribuenti e feroce avversario delle grandi multinazionali che tentano di eludere il fisco, ha autorizzato l’introduzione in tutta l’UE di 19 OGM, senza attendere il parere di Parlamento e Consiglio europeo. L’autorizzazione vale 10 anni su tutto il territorio europeo e include gli Stati che si erano opposti.
Ovviamente sui giornaloni nazionali non troverete grandi titoli. Sopire, troncare.
Fonti riportate dal Figaro spiegano che il presidente Juncker era “ossessionato dalla quantità di richieste di autorizzazione di OGM bloccate” (dagli Stati membri, NdR). Bravo Juncker, è noto che i cittadini europei si torturano ogni giorno sul problema degli OGM bloccati. [...]
Incuriosito da un articolo di Marco Travaglio, sono andato a cercare un libro di un autore di cui non avevo mai sentito parlare: Etienne De La Boétie (1530-1563). Il libro si intitola "Discorso sulla servitù volontaria". Ne riporto di seguito alcuni estratti. Le analogie con la situazione italiana di oggi quasi non si contano... (M.M.)
DISCORSO SULLA SERVITÙ VOLONTARIA di Etienne De La Boétie
[...] Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo. E' un fatto davvero sorprendente e nello stesso tempo comune, tanto che c'è più da dolersene che da meravigliarsene, vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto ad un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perché sembra siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di fronte al quale non dovrebbero né temerne la forza, dato che si tratta appunto di una persona sola, né amarne le qualità poiché si comporta verso di loro in modo del tutto inumano e selvaggio. [...]
25 aprile. Ancora una volta la stessa retorica. Fascisti - partigiani. Mi fa tristezza questa divisione che si trascina da sempre, opportunamente alimentata perchè a qualcuno serve che tanti italiani vivano in questo odio ereditato da altri.
Quel 25 aprile a Torino. Due giorni chiusi in casa a guardare dalla finestra senza capire cosa stava succedendo. Si sentivano colpi di mitra lontano e vicino. Passava qualche camionetta tedesca mentre i partigiani si muovevano cautamente dietro gli angoli delle case. Poi una macchina con un grappolo partigiani che cantavano "bandiera rossa" e avvertivano con un megafono che "la città era libera".
Libera, ma non dall'odio che per tre giorni ancora ha attraversato la città, prima che il C.L.N potesse creare un minimo di ordine e legalità. La caccia per le strade e per le case di quelli che avevano collaborato. L'uccisione delle spie. L'impiccagione di Solaro il torturatore. La ricerca dei cecchini che sparavano dalle finestre, e che quando venivano individuati erano buttati dalle finestre e lasciati lì nel loro sangue. La misera visione delle donne amiche dei tedeschi, …
A seguito di una delle rarissime animate discussioni nel forum di LC sono venuto a conoscenza dell'esistenza di un libro pubblicato nel 2008 per le Edizioni Bietti. Il titolo è “Il canto delle gru”, scritto da Sante Anfiboli che, secondo alcuni esperti consulenti del ministero delle belle arti, pare sia uno pseudonimo.
Ho cercato in tutti i modi di procurarmelo. Su internet sono reperibili solo alcune parti: l'introduzione, nel quale l'autore fa un lungo elenco di studiosi più o meno eccelsi o famosi, succedutisi nel corso della storia, che in alcune opere mettono in seria discussione la cronologia storica come noi la conosciamo; e poi, se si riesce a fregare il motore di ricerca di google con linguaggio astruso, anche altre piccoli stralci qua e là.
Anfiboli (che si pronuncia Anfìboli), nell'introduzione fa una rapida carrellata di questa disomogenea combriccola di studiosi che sostiene queste strane tesi.
Dopo averla letta, mi sono ovviamente incuriosito e ho cercato di procurarmi il libro. La ricerca fu vana. Alla fine ho seguito il consiglio di un mio amico esperto di economia, il quale mi ha spiegato la tecnica per venire in possesso di un libro introvabile, tecnica che funziona, nonostante sia antitetica a quella applicata da Dell'Utri per la sua biblioteca personale: l'acquisto.
Leggendo il libro ho avuta una sorpresa. In realtà parla di arte; arte rinascimentale. [...]
Leggi tutto: Il TTIP è una minaccia per i diritti umani