Fino ad oggi, Fabio Testi è l'unico uomo di spettacolo che si sia esposto in prima persona contro la carneficina di Gaza. Se conoscete attrici o attori italiani, fategli arrivare questo video (sulle loro pagine social). Grazie.
Moni Ovadia fiume in piena contro il sionismo. Spiega la distinzione storica fra ebrei askenaziti e sefarditi. Descrive la sua situazione di paria nella comunità ebraica italiana. Invita al boicottaggio sistematico di Israele come unica risorsa per fermare il genocidio in corso.
Mentana si arrampica sugli specchi pur di non ammettere che a Gaza è in corso un genocidio. Ma le sue stesse parole lo smentiscono.
Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Gaza, i sionisti stanno rapidamente portando avanti la loro agenda di conquista ed espropriazione dei territori in Cisgiordania.
Lontani dalle bombe della striscia, i coloni continuano a venire armati dal governo di Netanyahu, e proseguono con le loro razzie, le violenze e i soprusi contro i palestinesi, sotto lo sguardo tollerante dell’esercito e della polizia.
Quando a Gaza piovono bombe da una tonnellata ciascuna, il massacro di un paio di famiglie palestinesi in Cisgiordania non fa più nemmeno notizia.
Altrettanto silenziosamente, il governo di Tel Aviv sta approvando nuove leggi che permettono ai coloni in Cisgiordania di registrare legalmente a proprio nome le terre che occupano illegalmente, espropriando di fatto i proprietari palestinesi.
Il prossimo 8 giugno si rinnova automaticamente il memorandum militare Italia-Israele. Un memorandum che se non revocato, continuerà a garantire la "cooperazione militare e di difesa" tra i due Paesi, ma che continuerà anche a contribuire al genocidio a Gaza.
Per questo motivo 10 giuristi hanno deciso di diffidare il governo per bloccare il rinnovo automatico. Una diffida presentata da Michele Carducci, Veronica Dini, Domenico Gallo, Ugo Giannangeli, Fausto Giannelli, Fabio Marcelli, Ugo Mattei, Luigi Paccione, Luca Saltalamacchia e Gianluca Vitale – rappresentati dallo studio legale Paccione di Bari. Due i profili di possibile incostituzionalità: le violazioni dei diritti umani compiute da Israele e il mancato rispetto del diritto all’informazione dei cittadini italiani.
Il colonialismo classico ha sempre funzionato nello stesso modo: una nazione forte invadeva una nazione più debole, ne prendeva il controllo, e restava lì a comandare per sfruttarne le risorse economiche. Ma lasciava in loco tutti i suoi abitanti, i quali diventavano semplicemente nuovi schiavi/sudditi dell’impero.
E’ successo così per l’India, colonizzata dagli inglesi, per il Brasile, colonizzato dai portoghesi, per il resto dell’America Latina, colonizzata dagli spagnoli, o per varie nazioni africane e asiatiche, colonizzate nel tempo da francesi, portoghesi, olandesi, ecc.
Solo in tre casi, nella storia recente, i colonialisti invasori hanno sistematicamente rimosso la popolazione locale, prendendo fisicamente il suo posto. Gli Stati Uniti, l’Australia e Israele.
Il nostro silenzio istituzionale non solo permette, ma incoraggia i crimini di guerra di Israele.

di Agata Iacono
Stanno diventando virali due tour della pornografia del dolore e dell'orrore organizzati da Viator, una società Tripadvisor, forniti da Footesteps .
Un viaggetto a Tel Aviv per raggiungere il teatro del 7 ottobre e fotografare le macerie di Gaza.
Il primo tour si intitola proprio così: "7 ottobre - Tour del patrimonio e dell'eroismo al confine di Gaza. Un tour unico di 1 giorno che ti permetterà di assistere in prima persona e ricordare gli eventi e gli orrori del 7 ottobre al confine di Gaza e alla busta di Gaza."
Il 9 di aprile ricorre l'anniversario del massacro di Deir Yassin, l'operazione militare sionista che nel 1948 ha dato inizio alla pulizia etnica della Palestina.
Non ci voleva un profeta per prevedere che Israele non avrebbe rispettato la tregua, e avrebbe fatto saltare il tavolo, pur di tornare a bombardare Gaza. Mentre infatti la prima fase della tregua era favorevole ai sionisti (poichè mirava a portare a casa il maggior numero possibile degli ostaggi rimasti), era evidente che la seconda fase, che prevede il ritiro dell’esercito isaeliano da Gaza, non sarebbe mai stata implementata.
E così, con una scusa qualunque, ieri sono ripresi i bombardamenti indiscriminati sui civili di Gaza.
Questa è la testimonianza di Al-Nahhas, medico volontario dell’ospedale Al-Ahli: “Neonati, bambini sparsi sul pavimento, sanguinanti dalla testa, sanguinanti dall'addome, feriti alle estremità".
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