Mauro Biglino legge e commenta un articolo di Gideon Levy, nel quale il giornalista israeliano denuncia la legge della Knesset del 2018, che smantellava il mito dello stato “ebraico e democratico”, e rivelava il vero aspetto di Israele: quello di uno stato di apartheid su base razziale. Ovviamento, Biglino fa risalire alla Bibbia questo atteggiamento dei moderni sionisti.
di Gideon Levy (Haaretz)
Per "evacuare" due milioni di persone dal loro Paese, è necessario un piano. Israele ne sta preparando uno. La prima fase prevede il trasferimento di gran parte della popolazione in un campo di concentramento, per facilitare un'efficace deportazione.
La scorsa settimana, la BBC ha pubblicato un'inchiesta basata su foto satellitari, che mostra la distruzione sistematica perpetrata dall'IDF in tutta la Striscia di Gaza. Un villaggio dopo l'altro viene spazzato via, e la terra viene rasa al suolo per costruire il campo di concentramento, in modo che la vita a Gaza non sia più possibile.
I preparativi per il primo campo di concentramento israeliano sono in pieno svolgimento. La distruzione sistematica sta procedendo in tutta l'enclave, in modo che non ci sia altro luogo in cui tornare, se non il campo di concentramento.
Tramite la rete è possibile contattare e aiutare direttamente la gente di Gaza.
Un duro scontro interno sta agitando il governo israeliano: il Ministero della Sicurezza e quello delle Finanze sono ai ferri corti per la copertura dei costi legati alle recenti offensive su Gaza e Iran, escluse dal bilancio statale 2025. Il Ministero della Sicurezza ha richiesto 60 miliardi di shekel in fondi d’emergenza, ma il Tesoro si è rifiutato di approvare l’aumento, provocando ritardi nell’acquisto di elementi considerati essenziali, come i missili Arrow e veicoli blindati per le truppe operative.
Sopravvissuto ai campi di concentramento, Stephen Kapos denuncia il genocidio sionista di Gaza e l'orrore nel vedere gli israeliani che sono diventati più razzisti degli stessi nazisti.
Questo articolo descrive con precisione l’effimero “lavaggio di coscienza” che abbiamo vissuto in Italia a favore di Gaza. E’ durato una settimana.
di Pasquale Liguori
Non pochi avevano creduto - ingenui - a un barlume di rinsavimento del sistema. Persino i media liberal padronali (Repubblica, Corsera, Mentana & co.), dopo mesi di complicità, sembravano accorgersi che a Gaza si stava consumando un genocidio. Addirittura, il PD balbettava qualcosa del genere e quelli del “né con… né con…”, del “7 ottobre condannato senza se e senza ma” in premessa, si erano messi in marcia. E via poi con Ong, Onlus, Pro Loco, scout, festival, tavoli per la pace, arcobaleni, gruppi facebook infervorati. Tutti in un nuovo coro, allineato. Con le loro grafiche emotional da “ultimo giorno”, i leggiadri hashtag solidali, le bianche lenzuola stese e quei cinque minuti di buio programmato per dar luce alle coscienze.
Ricorderemo questo vivace mese di redenzione.
Aleggiava perfino un’ebbrezza da “massa critica” - l’ho sentito dire da insospettabili. Il sistema vacillava! L’opinione pubblica si destava!
Fino ad oggi, Fabio Testi è l'unico uomo di spettacolo che si sia esposto in prima persona contro la carneficina di Gaza. Se conoscete attrici o attori italiani, fategli arrivare questo video (sulle loro pagine social). Grazie.
Moni Ovadia fiume in piena contro il sionismo. Spiega la distinzione storica fra ebrei askenaziti e sefarditi. Descrive la sua situazione di paria nella comunità ebraica italiana. Invita al boicottaggio sistematico di Israele come unica risorsa per fermare il genocidio in corso.
Mentana si arrampica sugli specchi pur di non ammettere che a Gaza è in corso un genocidio. Ma le sue stesse parole lo smentiscono.
Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Gaza, i sionisti stanno rapidamente portando avanti la loro agenda di conquista ed espropriazione dei territori in Cisgiordania.
Lontani dalle bombe della striscia, i coloni continuano a venire armati dal governo di Netanyahu, e proseguono con le loro razzie, le violenze e i soprusi contro i palestinesi, sotto lo sguardo tollerante dell’esercito e della polizia.
Quando a Gaza piovono bombe da una tonnellata ciascuna, il massacro di un paio di famiglie palestinesi in Cisgiordania non fa più nemmeno notizia.
Altrettanto silenziosamente, il governo di Tel Aviv sta approvando nuove leggi che permettono ai coloni in Cisgiordania di registrare legalmente a proprio nome le terre che occupano illegalmente, espropriando di fatto i proprietari palestinesi.
Il prossimo 8 giugno si rinnova automaticamente il memorandum militare Italia-Israele. Un memorandum che se non revocato, continuerà a garantire la "cooperazione militare e di difesa" tra i due Paesi, ma che continuerà anche a contribuire al genocidio a Gaza.
Per questo motivo 10 giuristi hanno deciso di diffidare il governo per bloccare il rinnovo automatico. Una diffida presentata da Michele Carducci, Veronica Dini, Domenico Gallo, Ugo Giannangeli, Fausto Giannelli, Fabio Marcelli, Ugo Mattei, Luigi Paccione, Luca Saltalamacchia e Gianluca Vitale – rappresentati dallo studio legale Paccione di Bari. Due i profili di possibile incostituzionalità: le violazioni dei diritti umani compiute da Israele e il mancato rispetto del diritto all’informazione dei cittadini italiani.
Leggi tutto: Mauro Biglino: la legge di Israele