di Giorgio Cattaneo
Di chi è la colpa? Dei complottisti, quei cattivoni. Ci stiamo arrivando: c’è chi ormai punta il dito direttamente contro le presunte nefandezze dei cospirazionisti. Strani esemplari umani, che poi sarebbero di due tipi: imbecilli creduloni o veri e propri mascalzoni in malafede. Sono loro a inquinare i pozzi della verità cristallina a cui il potere abbevera i sudditi. Che guaio, la cultura del sospetto. E che onta, per l’autorità.
Come mai si agitano tanto, i guardiani dell’ortodossia travestiti da fact-checker? Questione di numeri: ormai siamo in parecchi, a diffidare del mainstream. Merito del web, che – al netto della nuovissima “censura di ritorno” – agevola la circolazione di notizie incontrollate, spesso purtroppo attendibili. Numeri, sì: le vendite dei giornali crollano, in caduta libera. E YouTube surclassa la televisione.
Lo stesso termine “complottismo”nacque con l'obiettivo di poter infangare e squalificare, con quell’etichetta, qualsiasi voce disturbante. La stessa Wikipedia (ubi maior) ricorda che il neologismo esordì nel 1964, un anno dopo l’omicidio di John Kennedy. Termine utilizzato per deridere i tanti giornalisti che allora diffidavano della versione ufficiale, venduta al pubblico attraverso l’imbarazzante commissione Warren. Unico colpevole: Lee Oswald, lo sparatore solitario.



A volte le dimensioni di una bugia si rivelano proprio dalla debolezza delle argomentazioni utilizzate per difenderla ad ogni costo.
Lo scrittore e storico dell’arte Andrea Cionci ha pubblicato su Libero una “lettera aperta” indirizzata all’ufologo Pinotti, direttore del Centro Ufologico Nazionale. E’ certamente curioso che questo tipo di dibattito sia improvvisamente arrivato sulle pagine del mainstream.
La NIM-A è la National Intelligence Manager for Aviation, ovvero l’agenzia americana che si occupa dell’intelligence relativa allo spazio aereo. Una specie di CIA dei cieli, tanto per capirci.

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