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Ucraina: la manfrina dei carri armati

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
25 Gennaio 2023
Visite: 30865

Dopo lunghi giorni di tira e molla, la faccenda dei carri armati sembra finalmente essersi risolta: sia gli americani che i tedeschi manderanno i loro carri armati in Ucraina. Washington manderà gli Abrahams, Berlino manderà i suoi Leopard. Si tratta di carri armati molto più moderni ed efficaci di quelli usati dai russi fino ad oggi, e questo rischia di cambiare seriamente gli equilibri in gioco sul teatro di guerra.

La cosa interessante è il modo in cui si è arrivati a questa decisione: inizialmente, Scholz ha negato i suoi Leopard agli ucraini, e questa sembrava essere una mossa di buon senso, intesa ad evitare una pericolosa escalation in questo momento della guerra.

Poi però gli americani hanno insistito, e a quel punto Scholz ha detto che avrebbe mandato i suoi Leopard, ma solo se gli americani avessero mandato i loro Abrahams. Anche gli americani, inizialmente, si sono dimostrati recalcitranti, e solo dopo molti giorni hanno “accettato” le condizioni di Berlino.

Tutto questo tira e molla ha il forte sapore di una sceneggiata: un teatrino messo in piedi di comune accordo, fra tedeschi e americani, per fingere di non voler mandare i propri carri, per poi alla fine mandarli solo “per far contento il proprio alleato”. Della serie "metti giù", "no metti giù prima tu".

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161 comments

Sesto decreto armi all'Ucraina. Il diktat degli Usa e la risposta dei vicerè

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
09 Gennaio 2023
Visite: 19200

Gli Stati Uniti tramite Repubblica fanno arrivare gli ordini e i vicerè nostrani rispondono presente.

Ci informava ieri il giornale degli Elkann: “Il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan telefona a Palazzo Chigi e sollecita l'approvazione del sesto decreto di aiuti militari”.

L'atlantista Tajani oggi sul Corriere della Sera fa sapere che Colonia Italia è pronta. Bisogna solo superare l'ostacolo Parlamento. "Il sesto pacchetto di difesa è ancora da perfezionare, come previsto non ci sarà alcun invio prima di un'informazione al Parlamento. Stiamo discutendo anche con i francesi per perfezionare dal punto di vista tecnico l'invio di sistemi di difesa aerea che si basano su tecnologie congiunte fra Roma e Parigi", ha dichiarato.

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29 comments

Franco Fracassi: "Biolab"

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
08 Dicembre 2022
Visite: 15678


Nel nuovo libro di Franco Fracassi, una panoramica della situazione dei biolaboratori militari sparsi ormai in tutto il mondo. Le armi del futuro sono quelle biologiche. Poteri trasversali e interessi nazionali. Incidenti identici a Wuhan e Harbib alle origini della pandemia. Per il Pentagono virus e vaccini sono ambedue delle armi. Namru-3 il nuovo laboratorio di Sigonella – Le misteriose operazioni nel laboratorio di Trieste – Hunter Biden e la corruzione di famiglia.

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17 comments

Due missili colpiscono la Polonia

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
15 Novembre 2022
Visite: 34457

Due missili sono caduti questa sera in territorio polacco. Hanno colpito una fattoria, uccidendo due persone. In attesa di dichiarazioni ufficiali da parte del Cremlino, ci si interroga su cosa possa essere successo. Queste le ipotesi che circolano in questo momento.

1) Un errore da parte dei russi.
2) Un impatto della contraerea ucraina, che ha fatto cadere i missili oltre il confine polacco.
3) Un gesto deliberato e provocatorio da parte dei russi (su ordine di Putin).
4) Una scelta operata dai falchi russi, che sono in disaccordo con Putin sulla ritirata da Kherson.
5) Una false flag ucraina, ovvero missili ucraini lanciati intenzionalmente oltre il confine, con lo scopo di dare la colpa ai russi.
6) Altro?

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168 comments

La ritirata russa da Kherson non prelude la pace

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
15 Novembre 2022
Visite: 20347

di Maurizio Vezzosi

A monte della ritirata russa da Kherson c’è una decisione di peso, sotto il profilo militare e politico. Abbandonare il capoluogo di una regione poche settimane dopo averne ratificato l’ingresso nella Federazione Russa non è certo il massimo, nonostante le rassicurazioni del Cremlino che hanno rimarcato di considerare Kherson territorio russo. La ritirata rischia di fomentare le posizioni ucraine più oltranziste, anziché le posizioni più propense al dialogo, già fortemente marginalizzate e represse. Da un punto di vista simbolico e comunicativo, la ritirata russa da Kherson si presta inoltre al tentativo di dare contezza della presunta debolezza militare di Mosca.

Non va dimenticato che le ritirate ed i riposizionamenti fanno parte delle guerre di lunga durata, come quella che si sta combattendo in Ucraina. Vengono in mente la ritirata di Slavijansk e quella di Mariupol del 2014, nei primi mesi della guerra d’Ucraina, quando le forze di Donetsk abbandonarono le due città senza combattere. Senza l’accordo che nel 2014 riconsegnò Mariupol all’esercito ucraino Mosca ne avrebbe avuto il controllo – indiretto o diretto – senza dover cominciare, otto anni dopo, una battaglia di due mesi costata migliaia di vittime.

Paradossi della politica, e della guerra.

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43 comments

Franco Fracassi Intervista Sergey Razov

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
01 Novembre 2022
Visite: 15318

Intervista di Franco Fracassi all'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov.


Fonte

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17 comments

Proud Prophet: non esistono armi nucleari “tattiche”

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
11 Ottobre 2022
Visite: 31074

In questi giorni si sente spesso parlare della possibilità dell’uso di armi nucleari “tattiche”, nello scenario di guerra dell’Ucraina.

Secondo la definizione corrente, queste sarebbero “piccole” armi nucleari, con un potenziale distruttivo ridotto. Il loro uso provocherebbe quindi un danno relativo, che sarebbe limitato ad obiettivi strategici o comunque militari. In altre parole, viene fatta passare l’idea che esista uno stadio intermedio fra le armi convenzionali e quelle nucleari vere e proprie, e che l’utilizzo di queste armi nucleari “tattiche” non debba portare necessariamente alla escalation irreversibile di una totale guerra atomica.

Questa ipotesi, tanto cara ai guerrafondai che sperano di vedere i fuochi d’artificio in Ucraina, è stata totalmente smentita circa quarant’anni fa, da una simulazione di guerra voluta da Ronald Reagan, chiamata Proud Prophet.

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261 comments

Nel 1982, la CIA scoprì i piani della Russia per iniziare a vendere gas all’Europa – e fece saltare i tubi

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
03 Ottobre 2022
Visite: 19803

Fonte: Nogeoingegneria

Quando Reagan approvò il Sabotaggio per distruggere l’ Economia Sovietica

Fu il presidente degli Stati Uniti Ronald Regan ad approvare nel 1982 il piano CIA finalizzato a sabotare l’economia dell’Unione Sovietica: ecco cosa afferma un ex ufficiale della Casa Bianca. Il piano consisteva nell’invio di materiale tecnologico con malfunzionamenti non individuabili, tra cui il software che fu responsabile dell’esplosione di un gasdotto. Thomas Reed, ex segretario dell’Aviazione e membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale, descrive l’episodio in un libro che sarà pubblicato il mese prossimo: At the Abyss: An Insider’s History of the Cold War.Reed afferma che l’esplosione della tubatura siberiana costituisce solo un esempio della “gelida guerra economica” portata avanti dalla CIA contro l’URSS, sotto la direzione di William Casey, nel corso degli ultimi anni della Guerra Fredda.

In quel periodo, gli Stati Uniti tentavano di bloccare l’importazione di gas naturale sovietico nei paesi occidentali. Vi erano sospetti, in oltre, che i Russi volessero rubare un’ampia gamma di tecnologie all’Occidente. Poi, un membro del KGB rivelò l’intera lista della spesa dei sovietici e la CIA, subito, spedì loro il software danneggiato, facendo in modo da nascondere il baco.

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22 comments

Sabotaggio al Nord Stream: chi è stato?

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
30 Settembre 2022
Visite: 25522


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119 comments

Chi ha sabotato il Nord Stream?

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
28 Settembre 2022
Visite: 41003

Sulle prime pagine di tutto il mondo campeggia l’immagine del Mar Baltico che ribolle, a causa di una fuga di gas dal gasdotto sottomarino Nord Stream. Come tutti sanno, questo gasdotto parte dalla Russia e raggiunge la Germania, portando il gas in tutta Europa.

Subito dopo la notizia della fuga di gas, si è diffusa anche la notizia che i punti danneggiati sono tre, e che i sismografi di Svezia e Danimarca hanno registrato forti esplosioni sottomarine, proprio nelle vicinanze dei punti danneggiati.

A questo punto nessuno più dubita che si sia trattato di sabotaggio. La domanda che ne consegue è: chi è stato?

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149 comments

Putin: "Non è un bluff"

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Scritto da Redazione
Categoria: Geopolitica
21 Settembre 2022
Visite: 33797

La Repubblica: Così il Cremlino vuole trasformare l'invasione dell'Ucraina in un'aggressione alla Russia.
La Stampa: Putin cede ai “falchi” e ordina la mobilitazione parziale.
Corriere: Perché quella dello zar è una dichiarazione di guerra.

Questo il discorso integrale di Putin, tradotto da Casa del Sole:


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138 comments
  1. Che cosa succede in Ucraina?
  2. Azov del cervello
  3. Ucraina: Amnesty svela la verità proibita
  4. Lettera da un italiano in Ucraina

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