Apollo-Artemis: trova le differenze

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1 Settimana 2 Giorni fa #68392 da macco83

"25 lanci entro il 2029"

..oh quanti bei soldoni dai contribuenti ignari..

Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.

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1 Settimana 2 Giorni fa #68393 da Venusia
Ovviamente in questi 25 lanci andrà sempre tutto bene .
Il fallimento reale o tragico non appartiene più al mondo Nasa .

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1 Settimana 2 Giorni fa #68394 da redazione
Anche negli anni '60 dicevano "colonizzeremo la luna entro 20 anni".

Si è visto come.

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1 Settimana 2 Giorni fa #68395 da CharlieMike
I nazisti la base l'hanno già impiantata.


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
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1 Settimana 1 Giorno fa #68398 da tredimeno
Stanotte fuochi d'artificio spettacolari a Cape Canaveral.



Jeff, portaci sulla Luna! 
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1 Settimana 1 Giorno fa - 1 Settimana 1 Giorno fa #68400 da Aigor
E' sempre successo... ma solo dopo il 1972 

Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
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1 Settimana 1 Giorno fa - 1 Settimana 1 Giorno fa #68401 da CharlieMike

Stanotte fuochi d'artificio spettacolari a Cape Canaveral.

 
E questi vorrebbero fare "25 lanci entro il 2029"  c.ca 8 all'anno, uno ogni 45 giorni c.ca.
 


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
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6 Giorni 12 Ore fa - 6 Giorni 12 Ore fa #68405 da Venusia
Dalla Luna come meta alla Luna come base: il piano operativo della NASA






Con la conferenza stampa tenuta il 26 maggio 2026 al quartier generale della NASA a Washington, quell'impostazione è definitivamente cambiata. L'agenzia ha presentato le prime tre missioni robotiche del programma Moon Base, assegnato nuovi contratti per i futuri veicoli lunari, dato aggiornamenti sul lander lunare cargo realizzato da Blue Origin e delineato i prossimi passi del programma Artemis. 

La prima, denominata Moon Base I, è prevista non prima dell'autunno 2026 e utilizzerà il lander Blue Moon Mark 1 Endurance di Blue Origin (la compagnia di Jeff Bezos, ex CEO di Amazon, in competizione con SpaceX di Elon Musk anche per la navicella d’atterraggio che porterà l’equipaggio di Artemis IV sulla Luna) per consegnare strumenti scientifici sulla Shackleton Connecting Ridge, una formazione geologica vicina al polo sud selezionata come area di atterraggio prioritaria per le successive missioni con equipaggio. A bordo ci saranno telecamere stereo per lo studio degli impatti dei propulsori sulla superficie lunare e un sistema di retroriflettori laser, strumenti progettati per aiutare i veicoli in orbita a determinare la propria posizione con maggiore precisione. La scelta del sito non è casuale: dimostrare capacità di atterraggio nella regione del polo sud è una precondizione operativa per le missioni Artemis IV del 2028


.La seconda missione, Moon Base II, è programmata per il tardo 2026 e prevede il trasporto di oltre 500 chilogrammi di carico a bordo del lander Griffin di Astrobotic, incluso il rover FLIP sviluppato dall'azienda californiana Astrolab. L'obiettivo è affinare i sistemi di mobilità che serviranno per le operazioni future dei veicoli lunari con equipaggio: comprendere come si muovono, si orientano e si sostengono (o deteriorano) nel tempo i veicoli sul nostro satellte.


La terza missione, Moon Base III, volerà a bordo del lander Nova-C Trinity di Intuitive Machines e trasporterà la prima ricerca scientifica del programma PRISM della NASA, dedicato alle indagini scientifiche sulla superficie lunare. Il carico principale, Lunar Vertex, studierà i cosiddetti vortici lunari per migliorare la comprensione dell'evoluzione superficiale e del comportamento dei materiali in condizioni estreme. La missione includerà strumenti dell’ESA e dell'Istituto coreano di astronomia e scienze dello spazio, confermando la dimensione internazionale del programma.





ilbolive.unipd.it/it/news/societa/dalla-...luna-come-base-piano
 
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6 Giorni 12 Ore fa - 6 Giorni 12 Ore fa #68406 da zeppelin
Venusia
Dalla Luna come meta alla Luna come base: il piano operativo della NASA


"A paranoid is someone who knows a little of what's going on. A psychotic is a guy who's just found out what's going on." William S. Burroughs
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6 Giorni 11 Ore fa #68407 da Pasquale63

<strong>Dalla Luna come meta alla Luna come base: il piano operativo della NASA

 A bordo ci saranno telecamere stereo per lo studio degli impatti dei propulsori sulla superficie lunare 
 
Scusami Venusia,
ma che bisogno c'è di studiare l' impatto dei propulsori sul suolo lunare (addirittura in ottica stereo) quando poi i vari "debunker" si sono tanto affannati a spiegarci che i
motori non producono alcun cratere in forza alla legge termodinamica PV = nRT .
Come la mettiamo ora con questi  debunkers, specie con uno in particolare ?  

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6 Giorni 11 Ore fa #68408 da Venusia
Pasquale63


"""Scusami Venusia,
ma che bisogno c'è di studiare l' impatto dei propulsori sul suolo lunare (addirittura in ottica stereo) quando poi i vari "debunker" si sono tanto affannati a spiegarci che i
motori non producono alcun cratere in forza alla legge termodinamica PV = nRT .
Come la mettiamo ora con questi  debunkers, specie con uno in particolare ?  """"""


Ti rispondo cosi : parte 1

 Si tratta di un array di piccole telecamere installate direttamente attorno alla base del lander.
 Le telecamere iniziano a filmare prima che il motore principale (il propulsore BE-7 di Blue Origin ) inizi a interagire con il suolo, e continuano a registrare durante tutta la discesa fino a dopo l'allunaggio

www.facebook.com/nasamarshallcenter/vide...es/3706650689548243/


Sfruttando la stereofotogrammetria (l'unione di immagini sovrapposte prese da angolazioni diverse), i computer a Terra elaborano i video per creare una mappa tridimensionale millimetrica del terreno prima e dopo l'evento.

www.nasa.gov/missions/artemis/clps/tiny-...ander-moons-surface/


 

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6 Giorni 11 Ore fa #68409 da Venusia
Parte 2

Quando un lander pesante si avvicina alla Luna, i gas di scarico del motore colpiscono la regolite (la polvere lunare) a velocità supersonica. 



Questo causa:

1)  Un erosione profonda, ossia si scava un vero e proprio cratere artificiale sotto il lander, rischiando di destabilizzarlo al momento del contatto

x.com/blueorigin/status/1980358992372076803


2) un effetto sabbiatura, ovvero la polvere e i frammenti di roccia vengono sparati lateralmente a chilometri di distanza ad altissima velocità.
Poiché sulla Luna non c'è atmosfera a frenarli, questi detriti possono danneggiare gravemente pannelli solari, antenne o altri lander e habitat situati nelle vicinanze.


www.facebook.com/nasamarshallcenter/vide...es/3706650689548243/


 Se un semplice spazzafoglie può portare via la sabbia in superficie, rivelando la roccia sottostante, come mai questo non è accaduto sotto il motore del LEM?

La domanda n.5 è terribilmente fuorviante, un gas nel vuoto perda la sua capacità di trasmettere energia e come le sue molecole riescano solo a trasportare le particelle più piccole di regolite e non i sassolini. 
Il getto di un reattore nel vuoto non rimenendo coerente, si distribuisce equamente su di una semisfera sotto al reattore, spostando visivamente grandi quantità di polvere sottile, ma è polvere distribuita in un ampio raggio tanto da non permettere che si formi visivamente un foro concentrato nella regolite, come avverrebbe all'opposto in atmosfera. In altre parole se sulla Terra un reattore formerebbe un foro nella sabbia, sulla Luna formerebbe solo un ampio avvallamento che è più difficile da cogliere visivamente perché appunto ampio e poco rofondo.  




 E come mai sul terreno sotto il motore si vedono ancora i sassolini, che non sono nemmeno volati via durante l'allunaggio?

Il gas che esce dal reattore, viene immediatamente distribuito tutt'intorno all'ugello, e per questo la sua pressione crolla e non è in grado di trasmettere quantità di moto sufficienti per fare buchi concentrati, ma al massimo farà avvallamenti di qualche centimetro su di un'area molto vasta, per cui non percepibili visivamente. La quantità di moto trasferita al terreno è quella delle singole molecole di gas, allontanate una dall'altra e ormai svincolate dai moti browniani che determinano temperatura e pressione. Perciò è correttissimo osservare che ad essere trasportati siano solo i granelli  infinitesimi di regolite, i soli che possono essere sensibili alla minima quantità di moto che possono trasferirgli le molecole che agiscono “singolarmente”, mentre i sassolini, che a differenza dei granelli infinitesimi di regolite, hanno una maggiore massa in rapporto alla loro superficie, intercettando relativamente poche molecole di gas, non vengono trascinati via. 

 
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6 Giorni 11 Ore fa #68410 da dartor

La scelta del sito non è casuale: dimostrare capacità di atterraggio nella regione del polo sud è una precondizione operativa per le missioni Artemis IV del 2028

Quindi SE per caso la missione non desse buoni risultati, tutto verrebbe rimandato a data da destinarsi... giusto?
E anche Artemis IV nel 2028 possiamo sognarcelo......

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5 Giorni 15 Ore fa - 5 Giorni 15 Ore fa #68412 da tredimeno
L'esplosione di New Glenn (v. post 68398) potrebbe fermare Blue Origin per mesi: conseguenze su Artemis, Vulcan e il mercato dei lanci spaziali

Il 28 maggio 2026 una gigantesca palla di fuoco ha illuminato la costa della Florida. Durante un test statico in preparazione della missione NG-4, il nuovo vettore pesante New Glenn di Blue Origin è esploso sulla rampa di lancio LC-36A di Cape Canaveral, distruggendo il razzo e provocando danni significativi alle infrastrutture di terra. Fortunatamente non si registrano feriti, ma le conseguenze potrebbero andare ben oltre la perdita di un singolo lanciatore. L’analisi pubblicata da <em>Ars Techinca</em> nei giorni successivi all’incidente ha definito l’evento potenzialmente “catastrofico” non tanto per il valore economico del veicolo distrutto, quanto per le possibili ripercussioni sull’intero ecosistema spaziale statunitense.A preoccupare maggiormente osservatori e analisti è infatti lo stato della Launch Complex 36A, attualmente l’unica rampa operativa per New Glenn.




Le immagini diffuse dopo l’incidente mostrano la distruzione del transporter erector, il collasso di una delle torri parafulmine e danni estesi alle strutture circostanti. Sebbene sarà necessaria un’ispezione completa per valutare l’entità reale del problema, molti esperti ritengono che la ricostruzione potrebbe richiedere molti mesi, se non oltre un anno. Se questa valutazione fosse confermata, Blue Origin si troverebbe improvvisamente senza alcuna infrastruttura disponibile per continuare la campagna di lanci del suo nuovo vettore. Ed è proprio questo l’aspetto che rende l’incidente particolarmente grave.

Negli ultimi mesi New Glenn stava finalmente entrando nella fase operativa. Il razzo era destinato a trasportare una parte significativa della costellazione Project Kuiper di Amazon, il sistema pensato per competere con Starlink nel mercato della connettività satellitare. Ma le conseguenze potrebbero riguardare anche la NASA.

Blue Origin è infatti coinvolta in diversi programmi lunari legati ad Artemis, incluso il lander cargo Blue Moon Mark 1, destinato a trasportare materiali e infrastrutture verso la superficie lunare. Un lungo fermo di New Glenn rischierebbe quindi di rallentare non solo i programmi commerciali dell’azienda di Jeff Bezos, ma anche alcune delle future attività lunari americane.L’incidente assume un peso ancora maggiore se osservato nel contesto attuale del settore spaziale statunitense. Da anni Washington cerca infatti di ridurre la dipendenza da un singolo operatore, favorendo la crescita di più fornitori di lanci pesanti.[...]Proprio la vulnerabilità derivante dall’avere una sola rampa operativa aveva spinto Blue Origin ad avviare da tempo studi per nuove infrastrutture. Alcune autorizzazioni FAA e documenti emersi negli ultimi mesi sembrano indicare la realizzazione di una seconda area di lancio nell’area di LC-36B, adiacente all’attuale complesso. Le autorizzazioni parlano della costruzione di una nuova torre ombelicale alta circa 150 metri e di una nuova torre parafulmine da oltre 180 metri, elementi che molti osservatori interpretano come la nascita di una seconda rampa dedicata a New Glenn.Se confermato, questo progetto potrebbe ora diventare una priorità assoluta. Parallelamente continua a circolare da tempo anche l’ipotesi di una futura presenza di New Glenn sulla costa occidentale degli Stati Uniti, presso la base spaziale di Vandenberg, in California. Una soluzione che consentirebbe a Blue Origin di aumentare la flessibilità operativa e ridurre la dipendenza da un singolo sito di lancio. Tuttavia si tratta di progetti che richiedono anni di lavoro e che non possono risolvere l’emergenza attuale.La storia dell’astronautica insegna che incidenti di questo tipo non segnano necessariamente la fine di un programma. Nel 2016 SpaceX perse un Falcon 9 durante la preparazione del lancio del satellite Amos-6, danneggiando gravemente la rampa SLC-40. Molti osservatori parlarono allora di un duro colpo per l’azienda di Elon Musk. Eppure pochi mesi dopo i voli ripresero regolarmente. La differenza è che SpaceX disponeva già di più rampe operative e di una cadenza di lancio consolidata. Blue Origin oggi si trova invece in una posizione molto diversa.

[...]

Forse è ancora presto per stabilire quali saranno le reali conseguenze dell’esplosione di New Glenn. Le indagini sono appena iniziate e Blue Origin ha già dimostrato in passato di possedere le risorse economiche e tecniche necessarie per superare momenti difficili. Tuttavia una cosa appare già evidente: il problema non riguarda soltanto un razzo andato perduto sulla rampa. Riguarda la capacità dell’industria spaziale americana di costruire un sistema di accesso allo spazio realmente diversificato, nel quale più operatori possano garantire continuità operativa e ridondanza strategica. Ed è forse proprio questo il motivo per cui l’incidente di New Glenn sta suscitando tanta attenzione ben oltre i confini di Blue Origin.

www.passioneastronomia.it/new-glenn-espl...l-futuro-di-artemis/

(fonti esterne citate alla fine dell'articolo)
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